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giovedì 3 settembre 2026

I segreti del mondo Race Gravel. Il trucco della "depilazione".

Quando il telaio Gravel  non è compatibile, con tubeless più larghi, si tolgono i tasselli laterali per evitare che tocchino nella parte interna del telaio e della forcella e quindi frenino la ruota, anche se generalmente è la ruota posteriore quella problematica quando lavora su telai più stretti, la forcella è generalmente sempre più larga. I tasselli si tolgono usando la pinza specifica acquistabile on line. Il risultato è quello che si vede nelle foto.....tasselli tolti, risparmio di peso e di spessore laterale. Svantaggi del trucco: il tubeless depilato è meno performante e grippante in curva, quando si piega, soprattutto off road, fango e pioggia. Molto dipende sia dalla larghezza reale del tubeless, in quanto spesso non coincide con la larghezza nominale, sia dalla larghezza interna del canale del cerchio, più è largo e più il tubeless installato si inserisce meglio e si allarga evitando l'effetto pera. Esempio: il tubeless Continental da 50 mm montato su un canale interno da 25 mm misura 50,5 mm, allora in questo caso, si tolgono i tasselli laterali e la larghezza diventa 49 mm. Il tubeless Maxxis Rambler da 40 mm è largo 41 mm su un canale interno da 25 mm. 
Non tutti i marchi e/o produttori di Gravel Bike sono d'accordo ad allargare telai e forcelle e renderli oversize. Il motivo è quello di non appesantire il peso della bici/forcella e quindi renderla più reattiva con tubeless larghi non più di 45 mm. Altri marchi invece utilizzano tubeless larghi 50 mm o più larghi per avere un maggiore comfort e velocità sui terreni sconnessi e più scorrevolezza sui terreni rocciosi. Tubeless da 50 mm in su sono adatti al bikepacking, alla pianura e ai fondi particolarmente rocciosi. Marchi commerciali, come Specialized, Willier, per esempio, sono compatibili con tubeless rispettivamente fino a 55 mm e  52 mm, adatte al Gravel estremo sempre che il ciclista sia capace di gestire/pedalare percorsi molto impegnativi, altrimenti è solo un peso maggiore e inutile del telaio e del tubeless. Pedemonte Altavia è compatibile con tubeless max da 50 mm, sia sull'anteriore, sia sul posteriore, la misura ottimale per  Race Gravel, cioè le corse veloci Gravel, bikepacking e fondi rocciosi, non penalizzando eccessivamente la spinta pedalata in salita. Spesso i marchi scelgono misure diverse per le ruote: per esempio Pinarello usa  spazio max di 45 mm sull'anteriore e 42 mm sul posteriore ( modello per  le ruote Dogma GR)  oppure 45 mm sulla ruota anteriore e posteriore (modello Grevil).
Il consiglio: dipende dall'uso e dai percorsi scelti. Sui terreni rocciosi e particolarmente sconnessi meglio il 50mm nominale; in salita con fondo compatto o lievemente sconnesso scegliete il 40 mm nominale. L'ideale è utilizzare due coppie di ruote, a seconda del percorso scelto, una coppia con tubeless 40 mm, l'altra con il tubeless da 50 mm. Il tubeless Gravel non dovrebbe essere più largo di 50 mm per non penalizzare versatilità e reattività. Il tubeless da 50 mm o maggiore di 50 mm va utilizzato  su percorsi estremi, come per esempio, quelli della Transcordilleras, 1100 km per 25 mila metri di dislivello, in otto tappe, sulla Cordigliera delle Ande in Colombia. lungo strade estremamente impervie CLICCA QUI. Saluti ciclistici.  


Indicazione della misura max compatibile (es. 45 mm) ..

....il tubeless integro.....



                        ...il tubeless dopo la depilazione eseguita con la pinza fatta per tagliare tasselli

                                                         Tubeless con tasselli laterali tagliati.

mercoledì 2 settembre 2026

Il ciclismo notturno e il ritmo circadiano.

Riavvolgo il nastro dell'estate 2026....tutti in affanno... a boccheggiare come pesci fuor d'acqua.....con i cuori sotto sforzo per il caldo quasi mortale...città invase dal ronzio non dei droni(per ora) ma dei condizionatori d'aria, accessi a palla....lockdown del cambiamento climatico....nel cielo una nuvola nera con la nefasta previsione dell'ultima estate "fresca"..... umanità deforme e allucinata, delira e rumoreggia ad ogni ora, in un mondo sempre più osceno ...droga ovunque .......la fine apocalittica non è troppo lontana.... MA il marketing c'è ed offre una nuova proposta d'acquisto  ....se la notte è troppo piccolina e non è fatta per dormire allora...... la tendenza è fatelo al fresco.....pedalate al fresco! Pedalare è come vendemmiare...... la notte è cambiata....e cambierà nel "nuovo giorno".... si vendemmia, si pedala, si festeggia senza l'affanno del caldo torrido........fuori l'inferno ci brucia a 40 gradi... siamo diventati vittime consapevoli di noi stessi....cittadini del mondo incendiato e climaticamente malato......... nessuno rinuncia alla dipendenza delle energie fossili, lo smog che sballa ed inebria con la velocità, rassicura la pigrizia...tutti lanciati nello sfrenato consumismo che allieta coscienze vuote....dilaga l'egoismo senza pietà verso le persone in difficoltà e verso la Natura.......tutti si sentono ricchi in attesa di guadagnare milioni....la povertà non gli appartiene.... nessuno rinuncia a niente, nemmeno a sparare cazzate....prima erano no covid, poi sono diventati negazionisti climatici, non ne azzeccano una, gli rimane il gratta e vinci e il bar sotto casa.....abbiamo perso il senso della realtà..... mentiamo a noi stessi.....ce ne freghiamo anche dell'onesta intellettuale.....l'onestà è antipatica e rappresenta la fatica di essere seri e veri.....e allora tutti in giro per le strade... con auto sempre più vecchie, SUV sempre più grandi da non "vedere" pedoni e ciclisti, con moto dotate di marmitte rumorose e costose per godere orgiasticamente del rombo e chi se ne frega dei passanti...con la Vespa scooter restaurata, rumorosa, brutta e con lo scarico puzzolente, immagine del delirio umano....con gente disposta a pagare il prezzo alto dei carburanti per sentirsi "normale"...pur di non rinunciare al male sociale del motore termico…pagare carburanti fossili per aumentare la temperatura della Terra… pagare per sentirsi più caldo …la follia della folla..... è lo stile del domani non frega niente....nessuno è disposto a cambiare il proprio stile di vita e a salvare il mondo.....la passione per i soldi è la più grande iattura per l'umanità.....MA almeno si è pedalato nelle notti d'estate ! Evviva ! 

Estate 2026, ovunque eventi notturni o eventi in notturna......gente che pur di fare sport salta la nanna, gente che pur di fare qualcosa di diverso pratica sport notturno! Insomma nottambuli sportivi o sportivi nottambuli, gente con un futuro da metronotte. In estate tutto è o sarebbe permesso. Oramai il mondo va così, all'incontrario.... la notte per il giorno, il giorno per la notte.... non esiste una verità unica ed oggettiva, ma verità personali, ognuno si racconta la verità che più gli aggrada, tutto è autoreferenziale. E' l'effetto "gregge": tutti fanno quello che fanno tutti, la "folle folla", a prescindere da quello che si fa, per sentirsi accolti e parte del movimento "famolo strano". 

Se la tendenza è il ciclismo notturno, quali sono gli effetti sulla salute ed in particolare sul vitale ritmo circadiano? Quali sono i limiti fattuali nella pratica su strada, considerato che luci, "radar", specchietti non servono ad evitare il peggio.....mera illusione di uno scudo contro gli incidenti.... gli automobilisti non ti vedono, per distrazione, o non riescono ad evitarti, per la velocità eccessiva, soprattutto con la luce lunare.

Il ritmo circadiano e la salute dei pedalarori nottambuli. La scienza ci dice che la luce del giorno, è essenziale per il ciclo circadiano ovvero il ciclo biologico della salute e per il ritmo del sonno, quindi per la vita e questo vale anche in estate, anzi soprattutto in estate. Il ritmo circadiano rappresenta i cicli biologici di 24 ore che regolano sonno, digestione, temperatura corporea, rilascio ormoni, umore e livelli di energia. I cicli biologici sono regolati da un orologio interno posto nel cervello che riceve informazioni dirette dalla luce esterna e che organizza il corpo e la mente in base alla luce del giorno, alle attività e alle abitudini. Quindi l'esposizione alla luce del mattino, e i cambiamenti negli orari, influenzano la sincronizzazione dell'orologio biologico. Adattare il proprio ritmo giornaliero ai cicli naturali migliora la qualità della vita e per l'effetto sia le prestazioni atletiche, ad ogni livello, sia la risposta del corpo e della mente all'affaticamento. Tutto ciò è essenziale alla capacità di ascoltare il proprio corpo, fondamentale per il ciclista, quindi a migliorare la nostra risposta alle sollecitazioni indotte dall'allenamento, e a mantenerci in buona salute. E questo vale sia nel caso di sessioni all'aperto, sia nell'allenamento sui rulli. La scienza ci dice che nei neuroni del sonno privati del riposo, i geni legati al metabolismo mitocondriale, risultano sovra regolati. In particolare, aumentano i geni coinvolti nella catena di trasporto degli elettroni e nella sintesi di ATP, come se i mitocondri stessero tentando di “recuperare” uno squilibrio energetico. La scienza ci spiega il legame tra energia, sonno e longevità. Pertanto alterare il ritmo circadiano nuoce alla salute e accorcia la vita. Vi consiglio di approfondire l'argomento utilizzando le fonti scientifiche e non le fonti chiacchierate di quelli del bar, sempre pieno di talenti della parola.


Quindi, se il ciclismo notturno incide negativamente sul ciclo circadiano, e per l'effetto sulla salute e la performance, allo stesso modo di chi vive la notte, per motivi di lavoro e di svago, allora perché lo si pratica, in città e fuori le città? Per tentare di risolvere o limitare problemi sociali annosi, come il traffico, la violenza stradale, gli incidenti stradali, lo smog e il rumore assordante, per fare qualcosa di diverso, per fuggire dalla noia. Certamente è suggestivo pedalare sotto le stelle, ma solo laddove non ci sia l'inquinamento luminoso, altrimenti non si potranno vederle, ma è illusorio pensare di potere evitare il traffico nelle città italiane, dove il traffico non "dorme" mai"; certo potrebbe essere coinvolgente farlo con gli altri, ma alla fine, sarà tutto vano, i pedalatori non saranno mai "padroni assoluti" della strada, ma indeboliranno il corpo, confonderanno la mente, costretti a rimanere in piedi anche il giorno, durante il lavoro o la guida dei mezzi a motore. FOLLIA. La notte è fatta per dormire, serve per "riparare i danni della vita" causati dal giorno, serve per recuperare dalla fatica. Non siamo delle slot machine. Pedalare in condizioni innaturali, è di per sé, stressante, costringe il corpo a fare quello che non può fare al meglio. Pedalare senza riposo sufficiente o con il caldo eccessivo nuoce alla salute, e diminuisce la performance; consultate il medico. 

La notte, il ciclista dorme.  

Al di là dell'effetto gregge e del "famolo diverso", i pedalatori pedalano sotto il cielo stellato per fuggire dagli automobilisti e dal traffico o per condividere le vacanze sui social! Ma non è facile pedalare la notte. Il ciclismo notturno comporta dei limiti fattuali. La luce artificiale delle bici attrezzate con lampade e "lampadari" è comunque ridotta, e spesso non impedisce di finire nelle buche e di evitare insidie.  La capacità di adattamento alla luce notturna non è scontata ed è penalizzante, soprattutto quando non si è più giovani o non si conosce il percorso. Tutte le persone, a fine giornata, sono più stanche, quindi la capacità di risposta al pericolo e la prestazione  di per sé saranno limitate, e se qualcuno pensa che pedalare la notte, possa risolvere problemi di stress, sbaglierà per inesperienza; un fisico stanco amplifica lo stress, è pieno di cortisolo. Il ciclismo notturno praticato in circuiti chiusi al traffico è sicuro, purché le piste siano effettivamente e costantemente presidiate e comunque è legato a competizioni riservate ai corridori, dunque a gare ad alta velocità che richiedono abilità ed esperienza, maturata nelle competizioni, evidentemente fuori dalla portata dei pedalatori e di molti ciclisti amatoriali. Sic. 

Consigli. Sceglierete di pedalare in modalità notturna, come se fosse una serata in discoteca o come desiderio di fare tendenza e di essere parte di un movimento,  nulla quaestio, difronte al legittimo piacere di fare quello che si vuole fare....ma se lo farete per non avere le auto, tra le ruote, allora  la soluzione è questa  CLICCA QUI o quella di pedalare nei parchi naturali e nelle strade sterrate secondarie...ma se lo farete per evitare il caldo torrido che mette a dura prova corpo e mente e limita la prestazione, invece pedalate nelle prime ore del mattino, aria meno calda, maggiore concentrazione di testosterone naturale, massimo rendimento del ritmo biologico, ma per farlo, occorre dormire la notte, almeno per 6 ore, ed avere una vita regolare, come si addice allo stile di vita del ciclista. La notte è fatta per ricaricarsi e riparare il corpo, per allentare la pressione sulla mente.....per staccare la spina.....per vivere secondo il ritmo naturale della vita....siate naturali......se proprio volete fare attività fisica notturna al top, allora fate sesso. Ultimo consiglio. Siate ciclisti e non pedalatori. Il Blog continua a raccontare il ciclismo dei tempi attuali, mentre i "buoi sono usciti dal recinto". Saluti ciclistici. 

giovedì 9 luglio 2026

Consiglio fisioterapia, ginnastica posturale e stretching per il "motore" della bici muscolare.

Pedalare "storti" cioè "disallineati", diminuisce la prestazione al 50% e aumenta l'infiammazione. Sull'argomento vi rimando QUI  . Rivolgetevi al fisioterapista e agli esperti del settore. Saluti ciclistici. 


venerdì 26 giugno 2026

I miei CAMPIONI.

E con questo VIDEO ho detto la cosa più importante che c’era da dire,  per evitarvi vanagloria …quello che conta è solo questo. Per qualcuno potrà essere fastidioso, ma dovevo pur dirlo che la vera sfida da vincere é solo questa! Saluti ciclistici. 

 

lunedì 8 giugno 2026

Scuola di ciclismo ex post: come guardare indietro senza voltarsi.

Sono pochi quelli rimasti ciclisticamente attivi dopo avere praticato da giovani, il ciclismo, quando si imparano le basi dello sport, meglio e prima, la maggioranza inizia a pedalare a tarda età, senza esperienza, avendo come punti di riferimento il compagno di uscita, anch'egli, spesso, senza formazione di base, e/o le corse trasmesse alla TV, dove si vedono cose che gli "umani" non possono e non devono fare, ma li imitano e diventano la parodia del corridore prof. I pedalatori, hobbisti per antonomasia, fanno di tutto e di più, fanno e non ci pensano più di tanto, come per esempio, quando si voltano per guardare indietro, con grave pericolo per se e per gli altri....con una mano sul manubrio, e l'altra agitata nell'aria, a salutare o indicare oppure appoggiata sul fianco, come un danzatore.....urlano, allungano e storcono il collo....voltandosi, possono perdere (e spesso perdono) l'equilibrio....pedalano in modo totalmente precario.... basta una buca o un contatto improvviso con il compagno d'uscita, e finiscono sull'asfalto...abbandonano la bici "al caso"....si contorcono, come serpenti...la bici ondeggia, sbacchetta, senza governo..... interpretano scene tragicomiche. E allora sommessamente, un consiglio alla popolazione pedalatrice, su come guardare indietro, senza voltarsi, ma solo quando non se ne può fare a meno... perché non serve voltarsi per vedere chi sta a ruota.....basta l'ombra sull'asfalto o il rumore della catena o degli pneumatici o il fiato corto di chi ti insegue o lo squillo del computer...anzi vi consiglio di allungare il passo quando "rientrano", in modo da non dargli tempo di prendere fiato e succhiarvi la ruota, per risparmiare energia e battervi in volata, o "scattarvi in faccia"; quando è "battaglia" è "battaglia" nessuno è "fratello di pedale". Allora come fare per voltarsi indietro correttamente? Si guarda da sotto il braccio per mantenere le mani sul manubrio e una posizione corretta in sella. Vi lascio al mio video tutorial. Saluti ciclistici. 
                             
   
       

venerdì 1 maggio 2026

Attenti al CARBOIDRATO "massiccio e selvaggio" assunto scimiottando i prof.


Questo insegnano gli esperti. Ciascuno ha la propria unicità. L'effetto emulativo può nuocere anche alla salute fisica.Un'assunzione smisurata e non controllata dei carboidrati è sconsigliata dagli esperti. Siate prudenti. Consultate il medico e il dietologo e non il giornale sportivo o la corsa alla TV! La salute è il bene più prezioso. Non improvvisate o imitate tanto non lo vincerete mai Tour e Giro😉!!!! Cercate almeno di vincere il fondamentale "premio" del benessere psico fisico 😉 Saluti ciclistici. 

domenica 21 settembre 2025

Nuovo Ciclismo. Dalle grandi salite del ciclismo alle grandi salite della Natura.

I panorami Gravel sono più belli....indovinate perché!? 

ANCHE  il ciclismo e’ cambiamento. Ho collezionato le grandi salite del ciclismo …uno dei primi a percorrerle e divulgarle.......adesso è tempo delle grandi Salite della Natura, sconosciute, impegnative, paesaggisticamente affascinanti, emozionanti... dove incontro la bellezza autentica della Natura, un dono di Dio per chi crede, un dono della Natura per tutti! Le grandi salite della Natura sono le salite della vita.... perché noi siamo Natura, noi siamo la Natura. Un esempio: abbiamo fatto lo Stelvio tra auto, moto, camper e..... smog, "pedalando in città"...guardando il panorama...ma non pedalando "nel panorama"...nella Natura! Ma la rivoluzione Gravel ci salverà! Lo Stelvio in modalità Gravel è un avventura...emozioni...gambe più forti...."liberazione" e liberare l'istinto ciclistico. Lo stesso dicasi per tutte le altre grandi salite del ciclismo...c'è un modo Gravel per percorrerle!

Salgo in solitaria, imparo nuove tecniche, affronto situazioni complesse...per esempio, corpo a monte, bici a valle....fondo sterrato (la ruota posteriore slitta se vai in fuori sella)....buche e sassi da evitare con la concentrazione... se non sei allenato, la stanchezza ti offusca la mente e commetti errori.....e poi sei finalmente solo ....non c'è nessuno quando arrivo in cima... solo il cielo, il panorama, il silenzio o la quiete...in solitudine è più impegnativo e piacevole pedalare (vento in faccia, auto-ritmo, pedalare senza parlare, eccetera)......devi stare bene anche con te stesso (conosco pedalatori che invitano a casa i compagni per non uscire da soli)...devi parlare con il tuo corpo e devi averlo imparato a fare …devi saperti gestire anche in modalità WILD....orientarti nel bosco....conoscere l'ambiente...e poi ritornando sulle salite asfaltate classiche, mi sembra di andare su, “senza fatica”.... più spinta sul manto stradale, l'asfalto è stabile. E’ il nuovo ciclismo con "la bici da corsa estrema", la Pedemonte Altavia. Ma questa GRAVEL BIKE è molto di più.. ...prossimamente ve ne parlerò. Stay tuned.

Un'esortazione anche nell'interesse delle future generazioni: non lasciamo che ci portino via la Biodiversità...sarebbe la fine dell’umanità! Del resto nessun ciclista vorrebbe pedalare soprattutto in salita, nelle città ridotte oramai a camere a gas, sommerse tra cemento e traffico selvaggio. Saluti ciclistici naturali. 🚵‍♂️🌳. 

giovedì 29 agosto 2024

Il nastro del manubrio va cambiato; non è per sempre ! #nienteèpersempre

Il sudore è corrosivo, persino "acidamente corrosivo" ! Permea attraverso il nastro del manubrio e i copri supporto dei comandi. Consiglio. Pulite la bicicletta dopo ogni uscita. Cambiate il nastro, regolarmente, soprattutto dopo l'estate, quando, come è noto, si suda di più. Non scegliete quello lucido e quello leggero; il nastro deve assorbire il sudore e le vibrazioni. Scegliete quello in gel o quello con spessore minimo oer sentire appieno la presa, come per esempio quello fatto in Polygrip, per avere comfort, resistenza ed una presa grippante, cioè ferma e sicura, che non scivola, anche senza guanti (scelta sconsigliata), in tutte le condizioni meteo, soprattuto in caso di pioggia. Indossate guanti-guantini, per assorbire il sudore ed evitare scivolamenti; sceglieteli, possibilmente con inserto in gel, per proteggere il nervo mediano. Ispezionate o fate ispezionare il manubrio e la bicicletta, soprattutto quando fate i rulli. Quando il nastro è rovinato, inizia a staccarsi o è in cattivo stato, bisogna sostituirlo. Saluti ciclistici. 

mercoledì 8 maggio 2024

L'alimentazione è il primo allenamento. Il ciclista e il cibo. il ciclista è il cibo.

 l ciclista si allena anche e soprattutto a tavola. Il ciclista impara a mangiare. Non esiste performance se non si possiede il giusto rapporto peso/watt. 

Il ciclista non lo riconosci dalla bici all'ultima moda, industriale, con misure standard, ma dalle gambe, dal modo in cui pedala, e dalla forma fisica. 
Il ciclista ha il fisico e la testa del ciclista. 
Il ciclista che mangia bene, dorme regolarmente e si allena curando la qualità, va più forte, del ciclista che mangia male, dorme  poco e si allena puntando alla quantità. Serve dunque qualità nell’allenamento e nell’alimentazione. Il “tanto” e’ contro producente, sempre. Meglio mangiare di meno ed allenarsi di qualità. 
Il pedalatore che dice di pedalare tanto  per mangiare di più "e senza problemi", sbaglia, non migliorerà mai la performance e la salute, non raggiungerà mai il peso forma e quindi il migliore rapporto peso/watt. Ci vuole la qualità nell’equilibrio e qualità ed equilibrio. 
Quindi occorre affrontare la tematica dell'alimentazione. E' fondamentale. 
Tutto quello che ho imparato sull'alimentazione l'ho appreso dagli esperti ( medici e nutrizionisti). 
Quindi vi consiglio di farvi assistere da un medico esperto in nutrizione o da un nutrizionista, in quanto, ognuno di noi è diverso e l'argomento è delicato e specialistico. 
Pertanto quello che scrivo servirà solo a condividere la mia esperienza, senza alcuna pretesa di essere divulgativa; può esservi di stimolo. 
 
Spesso mi capita di sentire/vedere pedalatori che mangiano caramelle e bevande zuccherine, al termine di un allenamento o di una gara. Attenzione. Assumere altri zuccheri assoluti, dopo averne già assunti troppi durante l'allenamento e la gara, è sbagliato, in linea di principio. Gli esperti consigliano di assumere proteine, antiossidanti (vitamine) e fibre ( verdure/frutta secca). Un eccessiva assunzione di zuccheri favorisce l'insulino resistenza, e la cosa, riguarda anche i ciclisti. Ci vuole equilibrio. Sull'argomento ho già scritto questo post al quale rimando. Per leggerlo CLICCA QUI

Vi faccio un esempio per comprendere la difficoltà della tematica. 

L'esercizio ad alta intensità può fare rilasciare al nostro fegato una grande quantità di glucosio nel flusso sanguigno per alimentare i nostri muscoli che lavorano duramente. Questo può apparire su un glucometro come un picco. 
Un attività più moderata come la corsa a piedi di solito non porta a quei grandi picchi. 
Ma non bisogna preoccuparsi, in quanto i picchi indotti dall'esercizio intenso non sono nocivi, i benefici dell'esercizio fisico superano di gran lunga l'infiammazione a breve termine dei picchi: quando facciamo esercizio fisico, il nostro organismo non ha bisogno di insulina per assorbire il glucosio. In secondo luogo, gli effetti benefici dell'esercizio e cioè riduzione dell'infiammazione, miglioramento della sensibilità all'insulina, e impatto positivo su tutti gli organi del corpo, superano gli aspetti negativi del picco. 

Quindi non basta dotarsi di glucometro, come ultimamente in voga, occorre rivolgersi agli esperti per interpretare correttamente i dati rilevati dall'apparecchio e farsi seguire. I dati vanno interpretati tenendo conto della specificità del ciclista. 

Durante l'attività fisica il livello di insulina - in un ciclista senza patologie - che regola insieme ad altri ormoni il metabolismo dei glucidi, si riduce, mentre viene attivata la produzione di glucosio, soprattutto ad opera della glicogenolisi; pertanto viene scisso il glicogeno nei depositi e viene riversato, nel circolo sanguigno, come glucosio, per evitare l'ipoglicemia durante l'attività fisica, e assicurare nel contempo, al muscolo, un flusso continuo e costante di glucosio in grado di integrare e sostituire quello consumato con l'attività fisica. 
D'altra parte i livelli di glucosio, possono essere elevati se misurati immediatamente dopo l'attività fisica, soprattutto, dopo l'esercizio fisico intenso, anche per effetto dell'attività andrenergica. 
Altre variabili che possono essere implicate per spiegare questo aumento della glicemia inattesa, visto che ci si aspetterebbe una riduzione della stessa perché i muscoli bruciano glucosio e l'insulina in circolo tende a funzionare di meglio dopo avere svolto attività fisica, possono essere:
1) eventuale ipoglicemia: mentre un soggetto svolge regolare attività fisica ha potuto avere una marcata riduzione della glicemia (ipoglicemia) che ha provocato poi di rimbalzo l'innalzamento della stessa glicemia ( effetto rebound);
2) lo sforzo praticato è stato molto intenso. 
Ma v'è di più. 
"Comprate la bici da corsa di ultima generazione andrete più veloce e sarete fighi" !😉😂 Dicono così !!! Molti lo pensano davvero e disconoscono quelli che non lo pensano. A me non piace prendere in giro le persone e cosi finisco per diventare una sorta di grillo parlante, avulso dal millantante e suggestivo sistema marketing. Me ne infischio e vi dico la verità, dopo anni di ciclismo praticato (dall'età di 10 anni) e tanti test di bici di c.d. ultima generazione. In realtà e’ sufficiente una bici da corsa, anche di qualche anno fa ! Ma per molti non e’ appagante. 
Invece della bici da corsa di "ultima generazione", come il marketing e il compagno di uscita inesperto e indottrinato dal consumismo e dalle corse trasmesse alla TV, vi propinano, scegliete il nutrizionista o il dietologo di "ultima generazione". Solo un alimentazione corretta e personalizzata può rendere veloce la vostra bicicletta. Ovviamente conta anche l'allenamento corretto, ma non puoi farlo, se non avrai un alimentazione ottimale e personalizzata. Il ciclista è il cibo e l'allenamento. Una bici da corsa di "ultima generazione" non potrà sopperire al regime alimentare scorretto e alla scarsa condizione atletica. Contano le gambe e la mente (motivazioni). Il resto è marketing. 
Quindi basta con le cazzate e i luoghi comuni, che non sono altro che scappatoie illusorie. 
Ho conosciuto pedalatori, senza le idee chiare, su come ottenere la condizione atletica ottimale, non danno importanza all'alimentazione, non si "allenano a tavola", mangiano male, spesso confusi  dagli esperti, ognuno con le sue teorie. In realtà, la scienza dell'alimentazione si evolve, ma non in modo univoco. L'alimentazione è materia complicata e la scienza è in continua evoluzione.
Essere ciclisti è uno stile di vita.  Essere ciclisti è faticoso e duro. Per essere ciclisti bisogna conoscere la verità e cioè il ciclista e' il motore della bicicletta e "ci si allena anche a tavola". Quindi rivolgetevi ai nutrizionisti o ai dietologi. Ma se non troverete presto la soluzione e quindi miglioramenti immediati, non arrendetevi, ognuno di noi è diverso, necessita della soluzione personalizzata, un alimentazione su misura, in base al proprio organismo. E' come dire, per esempio, telaio industriale con misure standard, al quale mi sono adattato, perché mi piace, oppure, telaio artigianale con le proprie misure antropometriche. Attenzione. Una volta che vi sarete rivolti al nutrizionista o al dietologo, dovete dare tempo al vostro organismo di adattarsi al nuovo regime alimentare e di disintossicarsi dalle cattive abitudini. Le cose migliori, quelle più importanti, necessitano di tempo. 
Nel frattempo non riempitevi di tutto e di più, anche per i ciclisti contano le calorie ( e questa è una notizia per i pedalatori 😉), state lontani dall'alcool (anche la birra è alcool), dagli zuccheri semplici, della farina bianca e dei dolci ( attenti ai livelli eccessivi di glicemia nel sangue alla lunga provocano l'insulina resistenza e il colesterolo) e dal sale, come consigliano i nutrizionisti e i dietologi. Sgarro a parte, abbiate cura di voi e fate le scale, non usate l'ascensore, destinato alle persone con problemi di deambulazione. Le scale sono un ottimo allenamento, soprattutto se fate in velocità. 
Nel video vi spiego alcuni luoghi comuni dei pedalatori. Nella foto, vi presento il mio gruppetto RAMPA. Saluti ciclistici.

Ecco tanto per chiarire la complessità del corpo umano. 

Saluti ciclistici. 


 

mercoledì 25 ottobre 2023

Perché scoppia la camera d'aria ? #quellocheglialtrinonsanno

La camera d'aria può scoppiare o perdere aria repentinamente, senza foratura; può esserci il caso della camera d'aria difettosa o vecchia o gonfiata troppo, ma la causa principale è la lacerazione causata da errato montaggio, soprattutto quando ci si trova a montarla in fretta e furia, o a farla montare dal volontario di turno, durante l'uscita con il gruppo. Lo scoppio della camera d'aria, durante lunghe discese, con i freni sempre tirati, causato dall'alta temperatura sulla pista frenante in carbonio, non può accadere più, con le piste frenanti in basalto o carbonio di alta qualità delle ruote di ultima generazione. Se con i cerchi stretti, la camera d'aria può finire per essere pizzicata, con i cerchi larghi, invece, la camera d'aria non rimanendo distesa uniformemente lungo la gola del cerchio, forma delle grinze soprattutto all'altezza della valvola e con l'uso si lacera e quindi scoppia/perde aria improvvisamente, soprattutto con le camere d'aria in termo plastica, molto leggere. Il consiglio è quello di evitare che la camera d'aria rimanga intrappolata tra copertoncino e cerchio, altrimenti la camera non potendo raggiungere il suo diametro pieno, manifesta un avvallamento (si vede il copertoncino leggermente abbozzato) e con l'utilizzo, lo sfregamento della camera d'aria tra cerchio e copertoncino, comporta, presto o tardi, una lacerazione. Il paradosso. Se con i cerchi larghi si pensava di risolvere il problema della pizzicatura della camera d'aria che schiacciata tra il bordo del  cerchio e il copertoncino, finiva per forarsi quando la si rigonfiava, oggi, pur avendo più spazio, la camera d'aria può rimanere accartocciata ovvero appallottolata e sfregando si strappa/scoppia ! Con il tubolare ciò non accade perché la camera d'aria, parte integrante del pneumatico, in guisa da formare un tutt'uno, viene installata dal produttore; come non accade con il tubeless, al cui interno non c'è la camera d'aria, ma solo aria e liquido sigillante, tenuti "dentro" dalla valvola. Ma siccome niente è perfetto, anche con il tubolare e il tubeless ci sono altri tipi di guasto meccanico e per risolverlo, bisogna imparare a gestirlo sempre, fa parte della vita del ciclista Occorre essere auto sufficienti, come i corridori gravel prof e amatoriali che per regolamento UCI e delle Federazione di appartenenza devono gestire il guasto meccanico, senza l'ammiraglia/servizio corse Shimano, come invece permesso ai corridori prof strada. Approfittate del tempo trascorso nei negozi per dare un occhiata a quello che fa il meccanico scrupoloso 😉 . Saluti ciclistici.



Per evitare pieghe camera inserirla gonfia a 0,8 atm circa all'interno del copertone durante l'installazione 

domenica 19 febbraio 2023

Ciclismo. Come pulire casco e scarpe.

Lasciate stare i prodotti che "puliscono" a secco, li conosco, li ho testati; deodorano ! Per una pulizia totale e salubre del casco e delle scarpe ci vuole solo il lavaggio con acqua e sapone neutro. Punto. Il ciclista deve profumare di pulito autentico ! E se non vi interessa lavarli, come non vi interesserà probabilmente lavare regolarmente anche il vostro abbigliamento, fatelo almeno per gli sfortunati compagni di comitiva, eviterete di stordirli con il vostro "olezzo". Saluti ciclistici. 

 

mercoledì 18 gennaio 2023

L'allenamento sul rullo libero.

Il rullo libero è il modo più realistico per allenarsi al coperto; inoltre il telaio usato sul rullo libero non subisce deformazioni sotto sforzo, non necessita di energia elettrica. Ma v'è di più. Se non pedali perdi equilibrio e cadi quindi sei costretto a pedalare sempre, in tal modo si impara a farlo anche su strada; se non scegli il rapporto giusto pedali troppo agile e perdi equilibrio e questo insegna ad usare i rapporti; se non pedali coordinato e sciolto perdi equilibrio e cadi, quindi è utile per imparare a fare girare le gambe in modo simmetrico e coordinato, senza strappi e senza spingere maggiormente con una gamba sola; se non sai pedalare correttamente fuori sella, perdi equilibrio e cadi, quindi impari a spingere sui pedali, allontanando il corpo dal manubrio e mantenendo l'equilibrio verso il centro della bicicletta, quindi movimento centrale/sella, in modo che su strada non si perda aderenza sulla ruota posteriore e quindi velocità. Il rullo libero è utile anche per imparare a pedalare agile, cioè ad alta frequenza con rapporti duri (lunghi). Ci sono inoltre rulli liberi dotati di una resistenza al rotolamento che consentono di simulare salite di media difficoltà. Comunque l'importanza fondamentale è tale che dovrebbe essere incluso come allenamento specifico, a prescindere dal fatto che fuori piova, in quanto migliora la pedalata e il rapporto con la bici. Tant'è che se non si ha voglia di pedalare è meglio non usarlo; è talmente impegnativo che un ora di allenamento sul rullo libero corrisponde quasi al doppio di quello fatto sul rullo smart e fisso, tanto per capirci; provare per credere. Se poi si sceglie di allenarsi esclusivamente sui rulli, allora, i rulli tradizionali, smart e fisso, dovranno essere affiancati necessariamente al rullo libero, per completare le modalità dell'allenamento e per non perdere l'abitudine di pedalare su strada; ecco quest'ultima è la caratteristica esclusiva del rullo libero. Il rullo libero lo sconsiglio ai principianti e ai pedalatori che non sanno pedalare, se non in mezzo al gruppo. Per capirlo è sufficiente che queste persone provino a pedalare sul rullo libero almeno per qualche secondo; capiranno quanto ci sia ancora da imparare e gli errori commessi negli anni, nell'illusione di sentirsi un ciclista esperto. Il rullo libero è come un professore severo che non perdona le cazzate. Vi allego qualche minuto di uno dei miei allenamenti sul rullo libero, dove alterno la pedalata in sella e fuori sella; spero di dare l'idea più precisa di cosa significhi pedalare sul rullo libero, sfruttando la ripresa dall'alto. Il rullo libero è l'unico modo per "ricordarsi più facilmente della strada". Per i curiosi: il mio allenamento sul rullo libero non è mai inferiore ad un ora, e si attesta mediamente su un ora e mezza. Si consiglia la visione anche di questi video sull'argomento; per vederli CLICCA QUI - CLICCA QUI - CLICCA QUI  - CLICCA QUI      

Riassumendo. Imparare a pedalare con il rullo libero migliora la capacità di pedalare in condizioni difficili di equilibrio. Inoltre potenzia l'allenamento anche in zona 2. Migliora la capacità di pedalare con alte frequenze di pedalata. E insegna a pedalare con continuità e regolarità senza interrompere la pedalata. E' un allenamento fondamentale. 

Saluti ciclistici. 

giovedì 12 gennaio 2023

Gli sfoghi dei ciclisti sono un grido di sofferenza contro la società automobilistica italiana.

Servono gli sfoghi di ciclisti professionisti per comprendere l'entità del problema, in un Italia socialmente e culturalmente involuta, divenuta "società automobilistica" ? In Italia, ogni anno troppi ciclisti muoiono o rimangono gravemente feriti per colpa degli automobilisti/camionisti! E ' un bollettino terrificante. Ma v'è di più. Sarà capitato anche a voi, di essere vittima di prepotenze da parte di automobilisti violenti e repressi, educati al mal costume nazionale, personaggi che odiano anche i ciclisti, e che cercano un pretesto per aggredirli, persino con gesti estremi. E' capitato anche a me di essere stato vittima di bullismo stradale, di subire angherie, prepotenze stradali, aggressioni, da parte di  personaggi sinistri, che magari se ne saranno persino vantati al bar di avere aggredito un ciclista; è capitato anche a me di essere sfiorato con lo specchietto laterale di auto, e che qualcuno di loro mi ha tagliato la strada per svoltare dopo qualche metro !! In particolare, ricordo l'automobilista rabbioso, alla guida di un furgone rosso, quaranta anni circa, che mi ha tagliato la strada, costringendomi a fermarmi; solo per un caso non sono caduto; poi abbassato il finestrino, mi ha gridato tutta la sua rabbia immotivata, delirando un odio incomprensibile, con frasi sconnesse, tipo " qui non vi ci faccio più venire", aggiungendo parole volgari e dopo essersi sfogato verbalmente, ma senza scendere dal suo furgone, ha invertito la direzione di marcia e se ne è andato ! In pratica il personaggio sconosciuto mi aveva inseguito! Il pensiero va a Michele Scarponi e Davide Rebellin, e a tutti i ciclisti vittime della strada. Ad oggi sono stati gli automobilisti ad avere ucciso e ferito ciclisti ! Il consiglio: 1) pedalate il meno possibile sulle strade principali asfaltate, percorrete strade secondarie, sterrate, sentieri nei boschi, lungo piste battute (cani a parte, gli animali non aggrediscono come le persone); 2) installate bike camera per registrare atti di bullismo stradale e violazioni del codice della strada di cui si è vittime per tutelarvi nelle sedi competenti senza pietà; 3) lo stress che il ciclista sopporta sulle strade asfaltate per colpa degli automobilisti toglie energia alle gambe e concentrazione alla mente; si fatica il doppio. Un monito alle istituzioni: educate i giovani a rispettare il prossimo. Mi fermo qui. Le migliori parole sono quelle non dette. Saluti ciclistici. 


lunedì 9 gennaio 2023

Come cambiare il mercato della bicicletta da corsa.

La gente con le proprie scelte determina l'offerta del mercato. Quindi se si vuole modificare il mercato della bicicletta da corsa, è meglio non acquistare. No domanda, no offerta. Il consumo dipende dalla domanda del consumatore; tutto viene monitorato e valutato con le statistiche periodiche, anche il mercato dell'usato. Acquistare, ma lamentarsi è solo una bugia detta a se stessi. Un esempio. E' inutile lamentarsi perché i freni a disco fanno rumore perché si storcono e si sporcano con il residuo delle pastiglie, se costa troppo manutenerli, se pesano, eccetera; non comprateli e basta. Fatti non foste per essere pedalatori, ma ciclisti; il ciclista non ha bisogno di acquistare ogni cazzata del mercato e rincorrere l'ultima novità  per esserlo; del resto l'ultima novità non sarà sempre migliore della precedente. Il marketing tenterà di convincervi invece che l'ultima novità, sarà sempre migliore e servirà per andare più forte, per essere/sentirsi alla moda. "Rispondetegli" che siete ciclisti e non pedalatori. Il ciclista ha gambe e disciplina per andare forte, e testa ed esperienza per scegliere; anche per lui conta essere e non apparire. Un altro esempio. Se i marchi/produttori/negozianti preferiti non vendono/producono telai per freni tradizionali, nessun problema. L'unica soluzione per farli riflettere è quella di non comprare o di scegliere dal mercato dell'usato o seguire i consigli per l'acquisto sul mio blog non affiliato con il marketing; a mali estremi, estremi rimedi; si pedalerà comunque, con più soldi nella tasca e meno grane, mentre i marchi/produttori/negozianti si ritroveranno con la merce invenduta ed accatastata in magazzino e nei negozi. Il consumatore ha il diritto e la libertà di scegliere. Non comprare è una ribellione contro la "dittatura" del mercato che rende le persone non padroni del loro destino. In fondo il ciclista è un ribelle; in un mondo che si muove con le auto, lui pedala e se ne frega del tempo. Saluti ciclistici. 




mercoledì 30 novembre 2022

Consigli per ciclisti. Quando il fondello si "scarica".

Per fare test attendibili, ci vogliono tanti chilometri e "sensibilità tecnica", oltre all'esperienza. Se non stressi il prodotto, come fai a capire quanto sia affidabile e fatto a regola d'arte ?! Il test non è un ripetere a parole proprie il comunicato stampa del marchio, con annesso "giro del palazzo" e foto di rito. Il test è una sfida obiettiva/oggettiva al marketing, senza timore riverenziale. Detto ciò ricordatevi di rinnovare il guardaroba tecnico, altrimenti è come se pedalaste indossando solo "il costume da mare". Saluti ciclistici. 


sabato 1 ottobre 2022

Il ciclista e la battuta al cinghiale: consigli.



L'argomento è delicato e occorre prestare attenzione, non si scherza. La caccia è un hobby sostanzialmente pericoloso per chi la pratica, figuriamoci per i terzi; sul punto vi invito a leggere il bollettino dei feriti e dei morti pubblicato sul sito dell'associazione vittime della caccia ( CLICCA QUI), oltre alle varie notizie sui ricorrenti incidenti di caccia pubblicate dagli organi di informazione soprattutto locale. E' una pratica di abbattimento degli animali autorizzata dalle Regioni e prima ancora dallo Stato italiano, dietro pagamento di tasse, non modeste, ed è riservata solamente ai titolari della licenza. Le battute al cinghiale, si praticano, nel periodo previsto dal calendario venatorio regionale, per esempio da settembre a fine gennaio, a giorni prestabiliti, per esempio, mercoledì, sabato e domenica, in determinate zone, assegnate a squadre, di solito a rotazione. Le squadre dei cacciatori specializzati nella caccia al cinghiale, hanno una capitano che li organizza, responsabile della esposizione dei cartelli e delle bandiere rosse, per avvisare terzi della battuta al cinghiale in atto. In poche parole, i cani stanano il cinghiale o i cinghiali e rischiando di essere incornati e quindi uccisi fanno spostare le prede in un determinato luogo dove il resto della squadra dei cacciatori tenderà l'agguato mortale al cinghiale, sparando in modo da non lasciare via d'uscita alla preda, disponendosi, lungo due fianchi opposti l'uno all'altro, in un punto stretto e alto.  Il consiglio è tenervi alla larga dalla zona segnalata perché: 1) il cinghiale se ferito diventa più pericoloso, l'inerme è destinato al peggio; 2) si potrebbe finire colpiti accidentalmente dai pallettoni sparati dai cacciatori. E allora il ciclista cosa deve fare ? Girare la ruota e cambiare strada, facendo bene attenzione a rimanere lontano dalla zona di caccia. Non ascoltate chi vi consiglia diversamente, non sa quello che dice. Ciclista avvisato, mezzo salvato. Siate ciclisti e non pedalatori. Saluti ciclistici. 

domenica 6 febbraio 2022

Bici da corsa. Quando "scoppia" il tubolare.

Spesso i lettori del blog mi raccontano le loro esperienze, dandomi lo spunto per spiegare cose importanti. Nelle foto, il tubolare montato sulla ruota anteriore "scoppiato" in discesa a 40 km/h; è stato per caso o per fortuna che il ciclista, lettore del blog, non sia caduto sull'asfalto, ma sia rimasto in equilibrio, appoggiato sul cerchio protetto dalla gomma della carcassa. Il tubolare è un Vittoria Corsa da 25 mm montato con il mastice Vittoria, installato da un anno con circa diecimila chilometri. Il caso si presta come occasione per dare consigli importanti a lui e a tutti i lettori del blog. Preciso. Non è scoppiata la camera d'aria, ma si è decomposta la struttura del battistrada. 

Il caso. Il lettore del blog aveva sostituito solo il tubolare posteriore usurato, lasciando quello anteriore, pensando di risparmiare; egli non sapeva che il tubolare anteriore invecchiando ( si secca), perde prestazione e sicurezza, pur sembrando ancora buona la consistenza del battistrada. Il problema si presenta anche per il copertoncino. Insomma si potrebbe fare ancora qualche chilometro in più, con la copertura anteriore, ma si rischia di andare oltre fino al successivo cambio della posteriore ! Consiglio. Al primo cambio della copertura posteriore, smontate anche quella anteriore, così non rischiate di usarlo oltre; a questo punto: a) mettetela nella tasca e usatela come copertura di scorta; b) oppure nella scatola, conservatela nel garage, da usare in caso di emergenza. 

I tubolari sono composti da diversi strati, a seconda del modello. Per esempio quelli della Veloflex sono composti esternamente dal battistrada, attaccato alla carcassa, con in mezzo la cinta di protezione; all'interno c'è la camera d'aria in lattice, protetta da un nastro interno, al quale viene aggiunto un nastro esterno, quello che viene incollato nella gola del cerchio. Quindi non è un pezzo unico. 

Il tubolare posteriore va sostituito, al massimo, a circa 3000/4000 km, invece quello anteriore, al massimo, a circa 5000 km, anche se non si sono forati. Il chilometraggio dipende anche dal modo di pedalare e dalle condizioni dell'asfalto. I chilometri che ho consigliato sono indicativi, in quanto l'usura dipende anche dal calore generato dall'attrito con l'asfalto e soprattutto dal calore dei raggi UV. Il tubolare non si invecchia solo per l'uso. La gomma  si "cuoce", perde elasticità, grip, prestazione e si invecchia diventando non più sicuro. La gomma "cotta" dal calore, presenta delle piccolissime crepe che facilitano la foratura,  si indurisce e tende a perdere coesione, quindi può accadere che il battistrada si stacchi come in questo caso.  Per non confondervi con il chilometraggio, consiglio di sostituire anche il tubolare anteriore, quando cambiate quello posteriore ( si usura più facilmente). Non risparmiate mai sulla sicurezza. 

Altro consiglio. Il tubolare fotografato è stato installato con il mastice. Come scrivo da anni, il mastice altresì detta carogna, perché si appiccia ovunque e si toglie bene solo con la raspa, tende a indurirsi, e quindi a far perdere aderenza al tubolare. Uno degli errori comuni è quello di fare riferimento al mondo delle corse professionistiche; anche in questo caso, è sbagliato, prenderlo come esempio, essendo un mondo diverso. I meccanici cambiano i tubolari al massimo ogni due tappe e devono farlo in meno tempo possibile, cambiando tanti tubolari. Dovendo necessariamente pulire la gola del cerchio, usano la raspa per rimuovere la colla secca, altrimenti se non rimossa, la colla vecchia forma un ulteriore strato, a cui si aggiunge quello della colla nuova, strati che sovrapposti "alzano" il tubolare, impedendo che entri perfettamente nella gola del cerchio. La sostituzione continua impedisce che il mastice invecchi e perda la capacità di "trattenere" il tubolare. Uno dei segnali che il mastice non tiene è il rumore della valvola che si muove e sbatacchia nel foro del cerchio, quando si pedala fuori sella e quando si frena. Il tubolare incollato con il mastice deve essere utilizzato dopo 24 ore. Detto ciò, il ciclista a cui è accaduto questo incidente durante l'allenamento, non ha potuto sostituire il tubolare, per i motivi spiegati, ed è stato costretto a ritornare con l'auto di un amico. 

Dopo tanti anni che li uso, sulle Alpi e nelle lunghe e veloci discese, posso dire e spiegare con assoluta certezza, che il problema della sicurezza del montaggio lo si risolve con il biadesivo, il quale tiene perfettamente il tubolare e consente di rincollarci sopra quello di emergenza, quando non sia possibile riparare il tubolare forato o nel caso di un tubolare danneggiato irrimediabilmente. La colla del biadesivo non si indurisce avendo una diversa composizione rispetto al mastice che invece una volta applicato si indurisce e non attacca più. Ma v'è di più. Il biadesivo attacca subito e quindi il tubolare può essere utilizzato subito dopo il montaggio, diversamente dal mastice che invece deve essere lasciato asciugare per 24 ore. La colla del biadesivo Tufo si toglie con il liquido Tufo, lasciato applicato sulla colla vecchia; dopo circa 1/2 ore si scioglie e si rimuove completamente con una pezza; quello Mariposa è ancora più facile toglierlo direttamente con una pezza. Il tutto senza danneggiare il cerchio. Consiglio di rimuove il tubolare vecchio o danneggiato, tagliando con un taglierino la parte centrale della gomma, praticando due tagli esterni, all'altezza della valvola, in modo da togliere prima la valvola e poi il resto del tubolare. All'interno di un borsellino che sta comodamente nella tasca posteriore, metterete un taglierino, una spilla da balia, il piccolissimo gira valvola, il liquido Tufo per riparare la foratura, una bomboletta di Co2 con l'apposito dispensatore, una valvola di scorta, oltre ad un tubolare di emergenza ( per i più prudenti); non vi servirà altro. All'interno del blog troverete post e foto dedicate al biadesivo utilizzato personalmente con successo dopo lunghi test. Saluti ciclistici.