lunedì 31 dicembre 2018

Come lasciare a riposo la catena e il cambio della bicicletta da corsa.

Come lasciare a riposo la catena e il cambio. Davanti sempre la corona più piccola, dietro o il pignone più piccolo o quello più grande o quello centrale. Nel primo caso la molla del cambio rimane meno allungata, nel secondo caso la catena rimane meno tesa, nel terzo caso, si opta invece per una scelta di compromesso.
Comunque voi scegliate, ricordate che la catena va sostituita quando si allunga più di 132,66 mm e va pulita regolarmente dopo ogni due uscite ( la sabbia, la sporcizia, logora le maglie) e comunque gli incroci estremi ne riducono la longevità. Una catena in media dura da 3000 a 7000 km.
Sull'argomento della catena consiglio la lettura dei seguenti post :
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Saluti ciclistici.






sabato 29 dicembre 2018

Ciclismo. Allenarsi in salita.

Allenarsi con la propria ombra, abituarsi a prendere il vento in faccia, anche in salita, sono il leitmotiv dell'allenamento serio. Dico sempre "Ciclista di panza, ciclista di paranza", cioè il ciclista che non prende il vento in faccia è quello che non è in forma ( e quindi sviluppa la pancia non bruciando zuccheri e grassi) perchè pedala succhiando la ruota del gruppo (la paranza). Quindi oltre alle SFR, abituatevi alla salita, cioè a pedalare in salita, aumentando la cadenza ( con rapporti più corti) per allenare il cuore, non affaticare la muscolatura, evitando così contrazioni muscolari, cosa che avviene di frequente, quando non ci si allena con regolarità o lo si fa spingendo rapporti troppo lunghi (duri); ciò migliora il metabolismo ( maggiore consumo di zuccheri; i grassi si consumano nell'ultima ora con l'allenamento a bassa cadenza in un allenamento di tre ore). Montate la semi compact (52/36) o la compact ( 50/34), la standard ( 53/39) lasciatela ai giovani corridori professionisti e a quelli che percorrono almeno 15mila chilometri all'anno; sono troppo impegnativi e necessitano non solo di un allenamento costante e maniacale, ma anche di massaggiatore per sciogliere le contratture più frequenti. Per andare bene in salita, migliorate la forma fisica; non serve la bicicletta leggera, troppo leggera si deforma facilmente sotto sforzo e quindi occorre maggiore sforzo; occorre il peso forma, quindi allenatevi a tavola, il cuore e le gambe si sforzano di meno a spingere in salita, avendo meno peso complessivo da sopportare e il fiatone ritarda ad arrivare e con esso il limite del fuori soglia.
Ricordate sempre che la bicicletta non limita la prestazione quanto un ciclista fuori peso forma; ho visto tanti ciclisti andare forte in salita con "cancelli" cioè vecchie biciclette e persino con pesanti MTB; erano magri e allenati e quello faceva la differenza. Di contro ho visto ciclisti appesantiti dal corpo, pedalare con biciclette di ultima generazione, nuove e fiammanti, ultra leggere, con dischi, aero, eccetera, piantati in salita ! Insomma non fatevi fregare dal marketing. La bicicletta non è una moto o un auto; il motore della bicicletta è il ciclista, se non è forte, allenato e soprattutto con il peso forma, hai voglia a sfoggiare l'ultima novità !!!
Peraltro mantenere il peso forma costante significa avere assunto la mentalità sportiva, che consente di allenarsi con meno impegno. Imparate anche ad alternare carico e scarico per non affaticare il corpo e la mente. Un eccessivo allenamento equivale ad un cattivo allenamento. Riposate e allenatevi a tavola, soprattutto quando gli anni avanzano. 
Abituare la gamba alla salita, uso dire, per spiegare che si pedala in salita costantemente ( con graduale alternanza di carico ); chi lo fa solo nel periodo della bella stagione ritarda la preparazione e la condizione fisica. Da ultimo non dimenticate che le SFR migliorano  la performance in pianura.
Ricapitolando. La salita è un esercizio mentale e poi fisico. Se molli con la testa, le gambe non girano più. Tutti soffrono in salita; il segreto è abituarsi alla gravità della pendenza e a mantenere il rapporto peso/potenza ottimale. Quando sentirai la necessità di usare rapporti più lunghi, anche in salita ( i pignoni più piccoli, quelli che sviluppano più metri), allora la condizione Mentale/fisica sarà ottimale.
Portate rispetto alla salita ( non fate i gradassi); imparate a gestirvi su tutta la salita.
Quando si farà più dura, alzatevi e spingete più forte, a mani basse.
Senza la fatica non ci sono emozioni; per questo si sceglie di essere ciclisti.
Saluti ciclistici. 


sabato 22 dicembre 2018

Riflessioni sulla bicicletta.

Se ti interessano solo le ultime novità del negozio per sentirti migliore, o il migliore, e non ti piace leggere e analizzare il cambiamento delle persone e della società, forse questo post non è per te. Forse. 

Mi guardo intorno e cambiano i volti dei ciclisti o forse cambiano i ciclisti. C'è qualcosa che è mutato, non sono le biciclette che alla fine fanno solo un grande giro per ritornare ad essere quelle che erano, macchine semplici e già inventate; sono i ciclisti a cambiare. I saluti rari tra ciclisti, quella competizione sterile durante "giri del palazzo", uscite di gruppo senza motivazioni, dove non ci si allena, ma si chiacchiera e si invade la strada,  si partecipa per apparire, non per essere, quel vociare fuori dai bar per farsi notare. E' tutto così assurdo. Molti ciclisti di oggi sono più interessati a creare un rapporto mediatico via social, cioè fanno gruppo per mettere foto sui social, ritrosi a vivere il ciclismo per quello che è, a pedalare oltre agli schemi.  

La bicicletta è nato come un mezzo rivoluzionario, ed è diventato, in questi ultimi anni, un modo per omologarsi, ad un branco, che divora i più deboli economicamente, nessuna libertà c'è nei loro gesti pigri o di rivalsa, ma solo un modo per apparire, attraverso le convenzioni. Eppure la bicicletta è quella straordinaria macchina, capace di liberare le città dallo smog, dal traffico delle auto, di migliorare le persone nel corpo e nello spirito, nella socialità, ma prima ancora nell'essere cittadino del mondo, e protagonista del proprio tempo. La bicicletta è democrazia, un mezzo che rende tutti uguali, anche i campioni. C'è ancora l'occasione per rivoluzionare il mondo, pacificamente: pedalando. Mancano i rivoluzionari capaci di pedalare oltre la moda, l'apparire. Mancano i ciclisti autenticamente eroici, che se ne fregano della forma. Oggi ci sono troppi pedalatori con atteggiamenti caratterizzati da ossessioni, compulsioni, confondono la bicicletta da corsa per una moto, un auto, assecondando un marketing che rende complesso quello che è semplice per natura: la bicicletta. Mi chiedo se alla fine è il marketing ad avere stravolto il ciclista oppure è il marketing che segue la metamorfosi (o la regressione) dell'uomo ? Un esempio. Viviamo una società pigra che ama competere senza avere qualità: ecco allora che il marketing offre la E-Bike. 

La bicicletta è diventato anche un modo, per emarginare le persone non omologate alla moda, per non accettarle nel branco, allontanando coloro che non usano i prodotti di tendenza. Oggi c'è persino il vigliacco che aggredisce verbalmente le persone sul web, solo per odio, per invidia; esistenze che non vivono, ma si nascondono dietro una tastiera, non hanno nulla a che vedere con un ciclista, eppure si auto proclamano esperti ciclisti. Un tempo sarebbe stato costretto a nascondersi, per non finire linciato. Tutto è diventato così diverso, da non assomigliare alle persone, ma al marketing, che crea automi, trasformandoli, in consumatori incalliti, senza anima, facendoli competere uno contro l'altro, nell'apparire, nell'odiare.  La bicicletta non è uno smartphone, la cosa che per antonomasia rappresenta l'uomo di oggi. La bicicletta non ha tempo.

E allora mi sono chiesto, cosa prova un ciclista anziano, in questo nuovo mondo ? Ricordi, emozioni, malinconia, il desiderio di ritornare a pedalare contro il vento, ascoltare di nuovo il battito forte del cuore, il sudore scivolare sulla pelle, la sensazione infinita di libertà, il piacere di spingere e di rimanere in equilibrio contro la forza di gravità. Un vero ciclista lo si è per sempre, fino alla fine. Mi capita di incontrare un ciclista anziano, con la  bicicletta con le leve del cambio sul tubo obliquo. Una bicicletta blu, di molti anni fa, lucida, con i comandi piccoli. Lo vedo passare silenzioso, quasi premuroso a non dare fastidio con la sua presenza; lo vedo percorrere la salita, con il suo passo, e rimettere con cura la sua bicicletta nell'auto per ritornare a casa. " Why do I still have this bike ? It started to become an old friend, and I don't discard my old friend."  Che tradotto significa " Perché ho ancora questa bicicletta ? E' diventato un vecchio amico e non mi va di scartare i vecchi amici". Rispondeva un anziano ciclista americano a chi gli chiedeva perché avesse ancora la sua vecchia Masi. In fondo è come nel film Indian, La Grande Sfida con protagonista il grande Anthony Hopkins, che interpretava Burt Munro, in una storia vera: è solo una questione di passione. Già la passione quella che sembra mancare al ciclista di oggi, che spesso usa la bicicletta solo per competere fuori dalle corse.

" Why do I still have this bike ? It started to become an old friend, and I don't discard my old friend." Le sagge parole del ciclista americano John Gallagher inducono a riflettere. In fondo siete sicuri che un nuovo modello sia sempre migliore e faccia la differenza sostanziale su strada ? 

I marchi stranieri più famosi vi hanno indotto a  pensare che la bicicletta sia solo un oggetto da cambiare ogni anno, alla stregua di uno smartphone; loro puntano alla quantità avendo la necessità di smaltire migliaia di telai all'anno. Puntate alla qualità e a creare un rapporto intelligente e di stile con la bicicletta. Lo scrivo da tempo che la bicicletta ha un anima e va vissuta fino alla fine. Non vedetela come un oggetto, altrimenti sarete colti dall'insoddisfazione e quindi dalla compulsione ossessiva all'acquisto. Questo è lo scopo del marketing. Ognuno scelga quello che vuole, ma ricordatevi sempre che la bicicletta non è una moto, un auto, è solo una macchina che si muove per la forza delle gambe e del cuore del ciclista; il mezzo performante aiuta, ma non risolve problemi di prestazione; per quelli c'è bisogno di passione, allenamento, cuore e testa. La bicicletta da corsa è ( e deve essere) una macchina semplice.
E come nel film Indian, La Grande Sfida con protagonista il grande Anthony Hopkins, che interpretava Burt Munro, in una storia vera, è solo una questione di passione; il resto è marketing, come dico sempre, meditate ciclisti.
In conclusione. Non seguite le mode del mercato; seguite la strada, seguite la passione, senza complicarvi la vita con una bicicletta che ha bisogno di più manutenzione. 
Saluti ciclistici. 


giovedì 20 dicembre 2018

Ciclismo. Preparazione invernale. Obiettivo Fondo medio.

Ogni anno si "resetta" e si riparte. Nuova preparazione, nuovo obiettivo. Si inizia con la base dell'allenamento, il Fondo Medio, ovvero quello che definisco l'allenamento "brucia grassi". Tecnicamente, per dirla nel gergo dei preparatori, si chiama zona 2, e si realizza pedalando al 60/75% della soglia di potenza funzionale, definita con l'acronimo FTP. La zona 2 è la base aerobica e si ottiene pedalando per 2/3 ore ad un ritmo medio, in modo di allenare il metabolismo a bruciare principalmente i grassi invece che il glicogeno muscolare. La regola fondamentale è se aumenta l'intensità della seduta di allenamento l'organismo del ciclista utilizza come carburante gli zuccheri, mentre diminuisce la percentuale di utilizzo dei grassi. Ecco perchè occorre finalizzare il lavoro nell'ultima ora, delle 3 ore pianificate. Quindi partite piano e lavorate per 2/3 ore al fondo medio, altrimenti nell'ultima ora ci arriverete scarichi. 
Un consiglio. Con gli anni la capacità del metabolismo di bruciare i grassi rallenta, è una legge della vita, con l'effetto di complicare la capacità di recuperare il peso forma, cioè la base delle basi. Quindi consiglio di assumere uno stile di vita consono a quello del ciclista, in modo da partire meno penalizzati e di passare presto agli step successivi della preparazione, ottimizzare il lavoro, rendendo più facile e puntuale il raggiungimento dell'obiettivo stagionale. Meno grasso c'è da smaltire,  prima si arriva alla forma psico fisica. Il primo e più importante allenamento, il ciclista autentico, lo fa a tavola. 
Saluti ciclistici. 

Per andare bene in salita occorre avere il peso forma, la capacità di accelerare e di mantenere il passo a lungo; non servono dischi rotanti; servono gambe, testa, muscoli e cuore con frequenza bassa . Il resto è marketing e soldi gettati al vento.  

sabato 15 dicembre 2018

Dario Pegoretti e la passione.

Eseguire un telaio è cosa diversa dal produrlo. Non è tanto una questione di materiali, ma di un idea, di mani che sanno creare, di passione. " La passione non è una cosa che puoi inventare ...il marketing non riesce ad inventare la passione...la passione la devi trasudare.. questo si sente e la gente la capisce...." diceva il compianto Maestro, Dario Pegoretti; parole importanti ed oggi più che mai, sono la chiave di lettura per comprendere un mercato dominato dal marketing; non è solo questione di scegliere "questo o quello", ma è una scelta che travalica l'oggetto, fino a diventare esistenziale; è la scelta esclusiva, quella che distingue un ciclista, fuori dal coro, lontano dal "gregge dei pedalatori". Conosci prima l'artigiano e poi la sua opera, questo dico da sempre. Il telaio artigianale è eseguito dalle mani straordinarie, e pensato dalla passione e dall'estro creativo, e non ci vuole molto a riconoscerlo il prodotto che fa sognare, concepito dall'idea artigianale. Il materiale è solo parte di un progetto in cui entra l'idea, la qualità della costruzione, per ottenere un oggetto finale di un certo tipo. C'è persino un certo tipo di rapporto con il materiale che va al di là del lavoro. Ciò è dirimente per eseguire un telaio...farlo è un altra cosa. 
Tutto quello che vale, costa tempo e fatica perché deve resistere al tempo e alla moda. Una bicicletta da corsa non si usa, ma si ascolta sulla strada. 
L'autentico Made in Italy è raro; lo ricercano le persone esigenti ed esperte; lo conoscono e lo riconoscono dal prodotto verniciato in Italia e prodotto all'estero dal terzista; le forme della creazione fatta interamente in Italia, da artigiani italiani, unici nella loro originalità, si vede; hai voglia gli statunitensi, taiwanesi o i cinesi a copiarci e a fare prodotti senza anima, omologati, sponsorizzati con campioni in cerca di soldi; il denaro non crea la bellezza e l'esclusività. Chi vuole capire capisca, gli altri facciano quello che vogliono. Intanto ne approfitto per ricordare un grande artigiano italiano, scomparso prematuramente, che ci ha lasciato tante esclusive biciclette, oggetti da collezione, un CULT, amato all'estero. Ciao Dario. Riposa in pace. 
Saluti ciclistici. 


                      Uno degli ultimi telai fabbricati da Dario Pegoretti ( foto concessa dalla Dario Pegoretti)

                 Uno dei primi telai composti da Pietro Pietricola per il marchio Dario Pegoretti 
                                                         ( foto concessa dalla Dario Pegoretti)





             Uno degli ultimi telai realizzati da Dario Pegoretti ( foto concessa dalla Dario Pegoretti)
                                 Il primo telaio realizzato da Dario Pegoretti ( foto concessa dalla Dario Pegoretti)



venerdì 14 dicembre 2018

My plank. My stretching.

Il ciclismo non è solo pedalare, è anche lavorare sulla forma psico fisica; è migliorare l'alimentazione; è stretching; è camminare; è imparare a respirare; è stile di vita. Lo sport è disciplina. Occorre essere in forma prima di salire in sella, a prescindere, per superare il periodo invernale nel migliore dei modi, mantenere il peso ( con l'età il metabolismo rallenta e diventa sempre più difficile ovvero impossibile perdere il sovrappeso) ed avere muscoli tonici e senza contratture. Nel video l'esecuzione del plank laterale. Il plank è un ottimo esercizio per potenziare e tonificare la muscolatura addominale e migliorare la capacità di equilibrio, oltre a potenziare le braccia e le spalle. Consigliato per non avere problemi alla schiena durante l'esecuzione dei classici esercizi addominali, stile Rocky.
Regola numero 1. Dedicatevi a voi stessi e alla pratica del sano egoismo.
Lo sport non è essere "omini" di forum.
Mentre il plank serve per allenare l'addominale senza affaticare la schiena, lo stretching nel video serve invece ad allungare i muscoli della schiena e i muscoli posteriori delle gambe e si fa divaricando leggermente le gambe; gambe dritte, schiena piegata e parallela alle gambe, palme delle mano aperte, testa parallela alle gambe. E' un esercizio molto impegnativo che può essere fatto gradualmente in modo da abituare progressivamente i muscoli e la schiena a piegarsi completamente. Consiglio di farlo con molta attenzione. 
Saluti ciclistici. 




mercoledì 12 dicembre 2018

SINC CERAMIC by DT SWISS

Sono sempre alla ricerca di prodotti davvero innovativi e che abbiano qualità sostanziali. Ultimamente è diventato un pò difficile trovarne, in un mare di prodotti commerciali, spacciati per top di gamma.
Ecco un prodotto che vale la pena scoprire attentamente. SINC CERAMIC by DT SWISS, i cuscinetti con ceramica di qualità assoluta installati sui nuovi mozzi DT SWISS 180, installati di serie sulle ruote DT WISS PRC 1100 DICUT e 35 MON Chasseral ( su quest'ultima ruota anche su mozzo in carbonio). I mozzi DT SWISS 180 con SINC CERAMIC sono disponibili anche after market per il montaggio su ruote assemblate. Penso che le ruote assemblate siano una soluzione ottimale, per avere un prodotto esclusivo, a patto che si riesca a trovare un bravo maestro di ruote capace di assemblarle. Del resto ci sono ruote di marchi famosi, che sono sostanzialmente delle assemblate, basti pensare alla ruota Lightweight, composto da un cerchio Lightweight e mozzi in carbonio con meccanismo DT SWISS 240S ( Meilenstein) e 190 ( Obermayer e Gipfelsturm, mozzo peraltro non più disponibile after market).  Saluti ciclistici.

Photo SINC CERAMIC By DT SWISS

Photo DT SWISS 


martedì 11 dicembre 2018

I consigli del BLOG. Quando i forcellini in carbonio si rovinano.

Ci sono telai in carbonio con i forcellini del carro posteriore in carbonio, per tenere un occhio al peso e per la costruzione monoscocca, scelta per migliorare la rigidità ( unitamente alla maggiore larghezza del carro posteriore). E fine a questo punto tutto bene, o quasi. Ma i forcellini in carbonio, senza la protezione in metallo, possono rovinarsi, anche accidentalmente. Le cause dell'usura soprattutto precoce sono molteplici, in primis, abrasioni da contatto accidentale, smontaggio delle ruote molto frequenti, uso errato degli sganci rapidi delle ruote, cioè se sono allentati la ruota oscilla e li rovina ( soprattutto sul rullo), se sono troppo stretti "segna" il carbonio. Il lavaggio e la manutenzione della bici permette di controllare periodicamente la bicicletta in modo da verificare l'usura ed altre anomalie, che se tralasciate possono causare gravi problemi di sicurezza. Dico sempre, se curi la bici, la bici si prenderà cura di te e non ti lascerà per strada. Consiglio. Se doveste accorgervi che i forcellini sono ridotti come quelli delle foto, e il motivo potrebbe essere dovuto a cause non imputabili alla costruzione del telaio, fermate tutto, e mettetevi in contatto diretto con il vostro rivenditore e/o marchio per avere un riscontro necessario. Un forcellino consunto eccessivamente è pericoloso. Detto ciò scegliete telai con forcellini in carbonio protetti da placche in metallo; qualche grammo in più è meglio. Nelle foto. forcellini della Colnago C64 . Saluti ciclistici. 



KRATOM: attenzione atleti nuoce gravemente alla salute.

Kratom altrimenti detta Mitrgymine Speciosa, è una pianta originaria del sud est asiatico, un tempo usata dagli agricoltori, che la masticavano per aumentare la produttività e compensare la fatica, o come sostituto dell'oppio, in modo da gestire i sintomi dell'astinenza. La pianta produce Mitrginina e 7-idrossimitragimina con effetti simili all'oppio, mentre a basse dosi ha effetti stimolanti simili alla cocaina, a dosaggi molto alti ha effetto simile alla morfina. Attualmente Kratom non è proibito e dal 2018 non è più monitorato dalla WADA, ma è certamente sconsigliato agli sportivi per gli effetti nocivi per la salute: Nausea, costipazione, problemi di sonno, disfunzione erettile temporanea, prurito o sudorazione ( effetti collaterali a breve); Anoressia, secchezza delle fauci, problemi di diuresi, pelle più scura e perdita di capelli ( effetti collaterali a lungo termine); Ostilità, aggressività, dolore ai muscoli e alle ossa, movimenti a scatti degli arti, anoressia e perdita di peso e insonnia ( sintomi di astinenza); Convulsioni (individui che usano alte dosi di kratom, da soli o in combinazione con altri farmaci), colestasi intraepatica, sintomi psicotici, sindrome da distress respiratorio dell'adulto e ipotiroidismo ( effetti rari); decessi derivano dall'uso di Kratom miscelato con altre sostanze: O-desmetiltramadolo;propilesedrina; farmaci freddi da banco e benzodiazepine; venlafaxina, difenidramina e mirtazapina; zopiclone, citalopram e lamotrigina
Negli U.S.A. l'uso di Kratom non è legale invece se usato negli integratori alimentari e nei prodotti dietetici. Pertanto l'USADA ( l'ente statunitense per lotta contro il doping), spiega che non è legale vendere o commercializzare integratori alimentari contenenti Kratom, disponibile su Internet, e erroneamente commercializzato come "un massimo legale", cioè consentito fino ad una massimo. Gli atleti devono evitare qualsiasi supplemento a base di Kratom. Consiglio sempre di evitare l'uso di qualsiasi sostanza stupefacente e la pratica del doping, illegale e con gravi effetti collaterali sulla salute, finanche la morte. Saluti ciclistici. 


domenica 2 dicembre 2018

JFB'07 BIKE PROJECT 2019 RED MAMBA. PINARELLO DOGMA F10 X LIGHT.


Notare gli occhi del Mamba !!!!










Le macchine più esclusive passano sul blog più letto dai ciclisti. 
Questo è un progetto realizzato dal biomeccanico Juri con il quale collaboro da tempo immemore; il nome è JFB'07 BIKE PROJECT 2019 RED MAMBA ! 
Per chi non lo sapesse il Mamba nero è il più grande serpente velenoso africano, tra le specie più letali del Pianeta, nome che rappresenta la perfetta simbologia per un arma letale come questa realizzata dal progettista che prediligo. 
Una macchina d'autore non c'è dubbio. 
Ve la presento nel dettaglio, la Red Mamba. 

Telaio: Pinarello Dogma F10 X LIGHT ( taglia 575). 
Gruppo: Shimano Dura Ace 9150 Di2 11V con gabbia e movimento centrale Ceramic Speed.
Pacco Pignoni: Shimano Ultegra 11-32.
Guarnitura: Rotor 2 In Power, dimensioni corone 53x39, lunghezza pedivella 172,5 mm.
Catena: Rotor Uno
Manubrio: Most Talon Aero 1K, 140 mm, 46 cm ext-ext.
Staffa manubrio: Most Italon Cockpit
Nastro manubrio: Deda Presa 3 mm
Sella: Pro Stealth carbon 142 mm.
Pedali: Speedplay Zero con asse in acciaio.
Portaborracce: Most carbon.
Ruote: Corima MCC S+ 47 MM tubolare
Tubolari: Vittoria Corsa Control Graphene 700x25 C
Garmin 1030

Cosa mi piace della Pinarello Dogma F10 ? Il fatto che sia un telaio unico nella forma e io preferisco quelli che distinguono e ce ne sono nel mercato, pochi ma ce ne sono ed è importante che ci siano, significa che il mercato è in grado ancora di proporre prodotti esclusivi, significa che il mercato è vivo. 


Saluti ciclistici. 

Aggiornamento post. 

La Red Mamba in versione Campagnolo Super Record EPS 12 velocità con misuratore di potenza Look SRM Exakt e tutto diventa decisamente più bello con uno stile italiano unico ! E' unicamente unica ed incredibilmente bella ! Comporre bici d'autore è un arte. Il peso aumenta di circa 200 grammi (totale 7 kg e 400 grammi come da foto), ma alla bellezza non si comanda. Il peso non è tutto, in una bici d'autore, dove conta l'esclusività del prodotto composto. Del resto biciclette da corsa troppo leggere hanno limiti nella prestazione ( rigidità e tenuta in discesa). Sappiatelo.

Saluti ciclistici.








venerdì 30 novembre 2018

Il peso forma del ciclista. Obiettivo rapporto peso/potenza

Molti si preoccupano di avere la bicicletta da corsa super leggera e pensano così di migliorare la prestazione su strada e di risolvere il problema. Tutto sbagliato. Fanno finta di vedere come tira la salopette o il calzoncino, come si deforma la maglietta, insomma fanno finta; poi si consolano con il mega piatto di pasta pensando di averlo meritato dopo l'uscita; il problema non è mangiarla, ma quanto mangiarne, dato che molti ne assumono più cibo di quello che consumano ! Il ciclismo non è uno sport facile, non è una partita di calcetto, è disciplina, impegno costante, allenamento anche a tavola, se non siete disposti a così tanto, lasciate stare, risparmiate soldi e tempo. Il migliore preparatore, la migliore tabella di allenamento, è la bilancia, non sbaglia mai e dice sempre la verità. La cosa fondamentale per andare forte, non è l'immondizia del doping, il grande inganno, la menzogna venduta alle persone deboli. La cosa fondamentale è invece il rapporto peso/potenza, il peso forma o qualcosa di più leggero. Se pesi di più hai bisogno di più watt; peso leggero, significa meno sforzo; più il ciclista pesa e più watt ha bisogno per spingere il peso complessivo ciclista/bicicletta. Ovviamente in salita hai voglia a pedalare sull'ultimo modello, la fisica ti spinge indietro se non scatti sui pedali, leggero e forte. Puoi pedalare fuori sella ( se sei scalatore) o in sella (se sei passista), ma devi sempre potere muovere meno peso per andare più forte e soffrire di meno. 
I watt si liberano con il peso leggero. Il peso è la zavorra del ciclista. Ecco spiegato il motivo, per cui, un ciclista vi potrebbe sorpassare in salita e non solo, pedalando con un cancello ovvero bicicletta vecchia. Ecco perchè è meglio il telaio con il migliore rapporto peso/rigidità invece del modello super leggero. Il rapporto peso/rigidità del telaio equivale a quello peso/watt del ciclista. Non dimenticatelo mai. Non serve la bicicletta ultra leggera, ma il ciclista in forma. Punto. 
Allora spegnate i programmi come Master Chef e diventate ciclisti nel corpo e nello spirito, forza e disciplina, la pancia lasciatela a quelli che giocano a calcetto e a quelli del bar dello sport o leoni della tastiera. Resta sempre l'alternativa di pedalare per il piacere di appoggiare la bicicletta fuori al bar, in una domenica di sole e senza smog. 
Saluti ciclistici. 

Il mio peso attuale ( compreso di calzini e mutande).

venerdì 23 novembre 2018

Ciclismo. Consigli semplici per un allenamento efficace.



Questo articolo di giornale conferma quello che dico da sempre: troppo allenamento non va bene, non fa bene. Si può ottenere di più allenandosi si meno e meglio. Oltre la zona 2 devi lavorare di qualità ad alta intensità e per questo non servono allenamenti massacranti, ma intensi e relativamente brevi. Allenarsi di qualità 2/3 giorni alla settimana, invece 7 giorni senza qualità.
Recupero ed equilibrio, e divertirsi, non deve diventare un lavoro forzato ( per cosa ? Per il prosciutto o per "sverniciare" il compagno di uscita ?).
Quanti ciclisti ho visto appendere la bicicletta al chiodo per “raggiunta assuefazione” alla tabella di allenamento!! Il motivo è semplice: non si divertivano più, ma avevano associato la bicicletta da corsa ad un impegno costante e ripetitivo, alla stregua del lavoro (oltre a quello vero!!). La passione muove le persone e le idee. No passione, no motivazione.
Qualità e non quantità. Non servono uscite lunghe e uguali, ma solo quelle di intenso e graduale lavoro; il ciclismo è uno sport aerobico, stimolate il cuore e i muscoli, spingeteli con moderazione e progressivo miglioramento. Alternate le sedute di lavoro, al riposo, per migliorare e recuperare. Il corpo ha dei limiti, non aggiungete ulteriore ed inutile stress a quello quotidiano derivante dal lavoro (vero). Non siete dei corridori professionisti.
E vogliamo parlare anche dell’alimentazione? Quanti ciclisti si abbuffano a tavola e mangiano di più di quello che consumano e poi si lamentano se sono "piantati" in salita e quando non stanno a ruota perché soffrono il vento in faccia ! Il primo e fondamentale allenamento si fa a tavola. Dico sempre, soffrire (rinunciare) a tavola ovvero cambiare dieta o stile per godere (volare) sulla strada. Bisogna reintegrare quello che si consuma e non di più, e spesso, quando non si è nemmeno in peso forma, bisogna reintegrare di meno di quello speso sui pedali. Ecco il segreto. Punto. Fatevelo spiegare anche dai nutrizionisti.
Spesso i pedalatori non conoscono il rapporto peso/potenza e praticano il deleterio ciclismo di gruppo, quello che non abitua a prendere il vento in faccia, e trasforma il ciclismo in una pratica da salotto, in una chiacchierata tra amici: sono gli stessi che pedalano in tripla fila e fanno odiare la categoria dei ciclisti. Bisogna allenarsi anche da soli, anzi soprattutto, se si vuole imparare ad ascoltarsi, a prendere il vento in faccia, a concentrarci su se stessi e la strada. I limiti si superano così. E non bisogna essere dei campioni, ma bisogna solo imparare a conoscersi.
Vedo molti ciclisti. trasformare il manubrio della bicicletta da corsa, in un piano di lavoro o di ufficio, con tanto di computer, satellitari eccetera. Limitatevi al necessario, e guardate solo la strada, i colori del giorno, e vi divertirete; ascoltate il vostro corpo, il vostro cuore, e capirete cosa potrete migliorare, con il tempo e l'esperienza, Solo voi potrete diventare il vostro migliore preparatore.
La bicicletta è uno strumento semplice, non appesantitelo con l'inutile e il diverso strutturalmente.
E per concludere, un ultimo consiglio, usate il casco e non le cuffiette, imparerete ad ascoltare e a guardare la strada e i pericoli. La musica sparata nelle orecchie aiuta ad andare più forte, perché motiva, però riduce l'attenzione sulla strada e non vi fa ascoltare problemi meccanici e le forature. Ascoltate la musica solo sui rulli. Saluti ciclistici

sabato 17 novembre 2018

Si fa presto a dire meccanico. La centratura della ruota.

Proseguono sul mio blog, i consigli per gli appassionati. Oggi si parlerà della centratura della ruota. I migliori meccanici si riconoscono anche dai particolari come la macchina per il controllo e la centratura delle ruote, uno strumento semplice che va utilizzato con pazienza e maestria. In pratica il meccanico deve verificare prima l'eventuale sbandamento della ruota, facendo scorrere la ruota sulla macchina. Se la ruota è perfettamente centrata come nel video, la ruota scorrere perfettamente aderente al bordo di controllo della macchina; se invece è decentrata si noterà che il cerchio si discosterà nel punto dove il raggio si è allentato. A quel punto, il meccanico dovrà registrare la tensione del raggio fino a raggiungere la tensione necessaria e uguale a quella degli altri raggi, agendo con una specifica e piccola chiave, regolando il nipple del raggio ( avvitandolo in senso orario). I nipple, sono dei piccolissimi dadi in cui viene inserito il raggio, si trovano installati all'esterno del cerchio, oppure all'interno del cerchio; in quest'ultimo caso, prima di procedere all'operazione, occorrerà rimuovere necessariamente il tubolare o la copertura. Va detto però che per la migliore esecuzione del controllo la copertura andrà sempre rimossa.Le macchine più avanzate, quelle usate anche dai produttori delle ruote, sono dotate di manometri per la misura della tensione, come quello nel video; ma ci sono anche macchine più semplici, senza manometro, ma in quel caso occorrerà molta esperienza ed "occhio" da parte del meccanico durante l'intervento. 
Saluti ciclistici. 


martedì 13 novembre 2018

Casco per bicicletta da corsa Van Rysel

Lo scrivo da tempo, non bisogna spendere somme sproporzionate per un casco omologato, secondo lo standard europeo (CE) in vigore. Ecco un esempio, perfettamente coerente con quello che penso, il casco Van Rysel, qualità e prezzo imbattibile, dotato di supporto per l'installazione della luce. Il prezzo, meno di 35,00€,  e la qualità ( omologato CE) sono quelli giusti.  Una chiosa. Preferisco installare la luce sul casco per essere meglio visibili sulla strada, senza rovinare esteticamente la bicicletta, e il mercato incomincia a seguire questa scelta. Saluti ciclistici. 





lunedì 12 novembre 2018

Si fa presto a dire meccanico di biciclette da corsa !!! Montaggio corretto dei comandi.

In questi lunghi anni che gravito nel mondo della pratica ciclistica, ho visto di tutto, anche biciclette da corsa assemblate con i "piedi" da parte di meccanici troppo frettolosi o non all'altezza della situazione; e la cosa per certi versi drammatica, è che ci sono ciclisti, per la verità troppi, che sono ignari di quello che usano al punto che per paradosso, diventano la "caricatura" del ciclista. Ciclisti novelli o tracotanti che si preoccupano di imitare i corridori professionisti, persino quando gettano sulla strada le carte delle barrette, di vestire come loro ( che buffi), di usare le loro biciclette ( non è sempre vero che le bici che usano per contratto i professionisti siano sempre le migliori), ma che non sanno nulla o poco di quello che significa la bicicletta da corsa e la pratica del ciclismo su strada; del resto sono gli stessi che ritengono che scrivere sui forum, spesso attaccando chi ne sa di più, sia titolo per fregiarsi della carica di ciclista o peggio ancora di esperto, ma spesso sono solo ciclisti da tastiera. Stendo un velo pietoso su questa armata brancaleone!
Detto ciò fate attenzione al meccanico, e non associatelo mai al venditore di biciclette; una cosa è vendere bici,  e lì prevale chi fa il prezzo più basso, un altra è fare il meccanico. Ho visto che i migliori venditori di biciclette non sono meccanici o smettono di farlo per vendere e decidono di assumere meccanici che talvolta non sono preparati. 
Quindi prima di affidare la vostra bicicletta alle cure del primo meccanico che vi capita, accertatevi che sia quello giusto, altrimenti il peggio sarà per voi.
Ecco per esempio una foto utile per verificare se avete i comandi montati correttamente. I comandi vanno montati correttamente nella distanza. Il montaggio corretto è quello raffigurato nella foto, in cui il comando è parallelo e rimane ad una distanza di 8 mm. E' errato quello in cui i comandi sono più inclinati verso l'alto, quindi con una distanza minore, in modo che il comando non sia più parallelo, usato da chi ha problemi di assetto o posturali. Infatti il ciclista che li preferisce più inclinati verso l'alto, li sceglie più vicini, perchè ha la sella troppo arretrata o necessita di più spessori sotto il manubrio ( tubo sterzo troppo basso, quindi il telaio potrebbe essere non adatto) o ha problemi di flessibilità della schiena. Comunque sia il meccanico deve astenersi dall'intervenire per non correre il rischio di passare per quello che non sa montare le biciclette. E' meglio allora spiegare le problematiche al cliente e convincerlo a rivedere la questione. I comandi vanno sempre montati alla giusta distanza. L'assetto è fondamentale per la prestazione e la salute del ciclista. Non esistono opinioni, ma la regola aurea.
I comandi Shimano sono più distanti ( anche se i più comodi da impugnare) mentre quelli Sram e Campagnolo, sono più ravvicinati, di circa 3 mm, rispetto a quelli giapponesi. 
Saluti ciclistici.


Nella foto a sinistra un comando installato non correttamente.
 Il motivo: il ciclista ha problemi di assetto quindi preferisce tenerli più alti per stare meno allungato. 

martedì 6 novembre 2018

Quando la valvola sbatte sul cerchio della ruota della bicicletta da corsa. Consigli su come eliminare il rumore.

Può capitare che la valvola/prolunga vibri e faccia rumore; accade perché c'è spazio tra la valvola inserita e il cerchio. Insopportabile. Di solito andrebbe nastrata ( con il nastro adesivo nero lucido) prima del montaggio, ma ove nel caso, ciò non sia stato fatto, allora questa della Miche, è la migliore soluzione. Altre soluzioni: inserire il nastro adesivo all'interno del foro del cerchio, ma è cosa molto difficile da fare, il foro del cerchio è spesso molto stretto, tanto da non esserci spazio utile; oppure mettere il nastro adesivo a "cappello" della valvola, fino a farla scorrere sul cerchio, e attaccarlo esternamente sul cerchio, in posizione verticale. Saluti ciclistici.


mercoledì 24 ottobre 2018

Il ciclista si riconosce dalla gamba.

Un anziano ciclista, mi insegnò una dritta: - " Guarda sempre la gamba del tuo avversario prima di decidere cosa fare". Saggezza che viene dalla strada. Questa è la mia gamba. Saluti ciclistici. 


Test bike SwissStop Flash Pro per ruote Lightweight

Per questo test sono stati necessari due anni di test, lungo 20 mila km, e discese impegnative, tra le quali, lo Zoncolan e il Colle dell'Agnello, passando per l'Izoard e il Colle Fauniera, due anni di discese anche con il caldo torrido ( tanto) e la pioggia ( poca).  Montati su freni dual pivot e freni a montaggio diretto. Utilizzati con ruote Lightweight e altri modelli.  Il risultato è stato ottimo. Nessuna pista frenante bruciata ed abrasioni, tanto grip, consumo normale. Nei primi chilometri fischio prodotto dal freno anteriore, scomparso con la fine del rodaggio, poi frenata morbida, silenziosa, sicura.  Al termine del test i pattini non si presentano completamente consumati, anzi. 
Una parentesi ad uso e consumo che mi chiedono consigli sulla frenata. Si frena in modo deciso e breve, mai con frenate lunghe. Rimuovere i residui all'interno dei tacchetti, per evitare che sassolini e residui, possano graffiare le piste frenanti. In caso di pioggia, la frenata è lunga e va gestita con prudenza, cioè appena si asciuga la pista frenante, tra una frenata e l'altra, la frenata torna più decisa e quindi perde uniformità. Regolare il freno posteriore, in modo da avere una risposta equilibrata, e soprattutto non regolarlo con una forza frenante più forte, altrimenti si potrebbe derapare, e in questo caso, i ciclisti meno esperti, possono perdere aderenza in curva nelle discese tecniche. Non abbiate paura della discesa, ma imparatela a gestire, altrimenti nemmeno il paracadute e 4 freni da TIR possono aiutarvi. Imparate a spostarvi sulla sella, in discesa, equilibrando il peso, posizionando il peso maggiore sulla ruota posteriore, nel caso di telai ultra leggeri. Frenate prima di entrare in curva.  
Saluti ciclistici. 




lunedì 22 ottobre 2018

Il dono della medaglia di Ernesto Colnago.

Il dono di questa preziosa medaglia commemorativa ricevuta da Ernesto Colnago sarà l'occasione di raccontarne la storia davanti al fuoco del cammino, in una sera d'inverno...... la vita è fatta di incontri ed occasioni uniche. Oggi ricevo da quell'imprenditore - artigiano che tutto il mondo ci invidia, la sua celebre medaglia commemorativa realizzata in soli 250 esemplari e raffigurante i simboli della sua vita e la cui forma semisferica rappresenta il mondo e l'Italia con il suo straordinario made in Italy. Un grande onore. Grazie Maestro.
Ecco anche questo c'è scritto nella mia storia; l'incontro con una persona che ha contribuito a scrivere la storia dell'Italia e di averne ascoltato le sapienti parole.
E così mentre il fuoco arderà nel cammino e fuori il vento soffierà forte evocando ricordi, penserò ad oggi, quando trovai un pacchetto nella cassetta della posta, spedito da Ernesto Colnago !


Saluti ciclistici.







lunedì 15 ottobre 2018

Team Machine BMC SLR01 module.

Il telaio si presta ad una composizione multiforme e colorata; puoi assemblarlo come più desideri, al momento dell'ordine attraverso il sito della casa madre o after market. Ne è un esempio questo video dimostrativo della BMC; tutto il resto è fantasia. Saluti ciclistici. 


sabato 13 ottobre 2018

Si fa presto a dire telaio in carbonio monoscocca !!!

I limiti nella costruzione di un telaio monoscocca sono dovuti al fatto che non è possibile controllare dopo la cottura nell'autoclave, se all'interno dei tubi, ci siano quelle imperfezioni che con il tempo possono causare rotture per cedimento strutturale.
Per questo il telaio in carbonio a congiunzioni è superiore nella metodologia della costruzione, in quanto è possibile controllare tubo per tubo, congiunzione per congiunzione; ciò significa totale controllo nella produzione, come avviene anche per il tubi in titanio, in acciaio e in alluminio.
Il telaio in carbonio monoscocca è un terno a lotto, non tutti, possono essere realizzati a regola d'arte; dunque senza generalizzare. Per questo consiglio i telai in carbonio monoscocca dei migliori produttori, dove il controllo della qualità è assoluto e non come uso dire, "commerciale".
Per esempio, è da preferire il telaio realizzato con l'utilizzo di stampi in poliuretano, sia esterni ( cosa rara) che interni, ciò consente durante il processo di polimerizzazione del carbonio, di aumentare la compressione delle fibre, quindi la compattazione, di ridurre non solo la quantità di resina, ma anche di aumentare l'affidabilità nel tempo, eliminando o riducendo le imperfezioni, visibili  solo all'interno, che riducono la longevità del telaio. In buona sostanza prima di scegliere un telaio in carbonio monoscocca, occorrerebbe informarsi sul processo di lavorazione, per esempio, conoscendo quello che è lo strumento fondamentale nella costruzione del telaio in questione, cioè gli stampi, all'interno dei quali vengono collocate le pelli di carbonio, da cuocere nell'autoclave. Gli stampi sono costosi e soli quelli migliori sono capaci di creare un buon telaio in carbonio monoscocca, unitamente alla migliore qualità del carbonio, alla precisione nella stesura dei diversi strati di carbonio. Tutto questo significa pagare il prezzo congruo che tenga conto della qualità dei materiali e della lavorazione del  telaio in carbonio monoscocca.
Quindi quando leggo "esperti" da forum, che scrivono che il telaio in carbonio monoscocca è superiore, rido alla grande.
Date un occhiata a questo video, in cui si vede, come è fatto nel suo interno, questo telaio in carbonio monoscocca. 
Saluti ciclistici. 


giovedì 11 ottobre 2018

Allenarsi con il pignone fisso.

Ecco un altro consiglio per allenarsi al meglio, dopo il precedente post CLICCA QUI . 
Molti anni fa, ricordo, di avere seguito i corridori della Lampre, succeduta alla SAECO, allenarsi con il pignone fisso, durante il ritiro invernale di Terracina. A quei tempi, non c'erano i preparatori e i computer di "bordo" e ci si allenava duramente ogni giorno, imparando ad ascoltare il corpo, senza leggere le tabelle che se non corrette possono pregiudicare la stagione, come è accaduto forse ad Aru. 
Sono contrario ai preparatori per un semplice motivo, è molto difficile trovare quello giusto, e allora se uno deve sbagliare è meglio che lo faccia da solo ed impari a migliorarsi, nessuno può conoscerci meglio di noi stessi. Ovviamente questo è un discorso che vale per gli esperti, e non per i novelli, che però a mio modo di pensare, farebbero meglio ad imparare dai ciclisti esperti o dai corridori veterani. 
Ovviamente ci sono ottimi preparatori, ma costano e non tutti possono permetterselo. 
Detto questo consiglio l'allenamento con il pignone fisso.
Cos'è il pignone fisso. E' un pignone montato sulla ruota posteriore e collegato direttamente al mozzo; niente cambio e deragliatore, solo un pignone. La ruota posteriore funziona come ruota motrice trasmettendo l'inerzia ai pedali e per questo non si può smettere mai di pedalare, altrimenti la ruota posteriore si blocca e funge da freno, derapando. Per lo stesso motivo che si può pedalare all'indietro, cioè in retromarcia, e se si riesce persino ad impennare la pedivella continua a girare. 
Il pignone fisso può essere montato anche sulla bicicletta da corsa, togliendo tutti gli altri pignoni, il deragliatore e il cambio; serve solo la guarnitura, un pignone e ovviamente la catena. Se non si sceglie di montare lo scatto fisso sulla bici da strada utilizzando i freni, si può usare una bici a scatto fisso senza freni, si frena smettendo di pedalare, con una leggera resistenza in contro pedalata, per questo occorre pedalare anche in discesa, e sempre per questo motivo, che si impara a pedalare correttamente e a guidare meglio il mezzo. Ovviamente la bici con scatto fisso senza freni deve essere utilizzata solo da ciclisti esperti e comunque occorre aggiungere i freni per renderla conforme al codice della strada, altrimenti la si può utilizzare solo nel velodromo o nelle piste dei circuiti cittadini chiuse al traffico, come quelle del Red Hook Criterium.
E' un sogno la bici a scatto fisso, le cosiddette Fixie, che danno tanto spettacolo e andrenalina nelle Red Hook Criterium; biciclette belle e performanti le fixie; se assisterete ad una gara di fixie vi renderete conto chi sono i veri funamboli del pedale, altro che Sagan; corridori che corrono a 60 km/h in un circuito cittadino, schivando tombini e saltando le curve, capaci, di gestire come nessun altro, la forza e la velocità con rara abilità e coraggio ! 
A cosa serve allenarsi con il pignone fisso ? Serve ad avere la pedalata rotonda. Mi spiego meglio. La pedalata con la ruota libera, cioè con la ruota gestita dal cambio e da più pignoni, ha un limite, cioè il punto morto, in cui si interrompe il ciclo della pedalata, momento critico che viene superato con un richiamo della pedalata che fa intervenire il bicipite femorale. Questo punto morto del ciclo della pedalata, non esiste di fatto con il pignone fisso, in quanto viene superato più agevolmente, con una accelerazione dovuta all'inerzia della ruota motrice collegata direttamente ai pedali, per mezzo della catena. Quindi con il pignone fisso, la pedalata è costante ovvero rotonda come si dice in gergo, per effetto del quale, i muscoli si contraggono e si allungano in modo coordinato e naturale e lo si impara a fare ad un alta cadenza di pedalate, cosa che non solo allena l'apparato cardio circolatorio, ma allenta lo sforzo muscolare, diminuendo l'acido lattico. Allenandosi con lo scatto fisso, si avrà un maggiore dispendio energetico ( come se ci allenasse sui rulli)  e per l'effetto, una maggiore diminuzione della massa grassa, rispetto all'allenamento fatto con la ruota libera. Per questo è consigliato farlo nel periodo invernale, quando si riparte da zero. Va utilizzato solo per allenarsi in pianura.  Per allenarsi in salita, durante il periodo invernale, occorre invece, fare le SFR, usando la ruota libera, con la scala di rapporti, Due allenamenti specifici, che vanno alternati nel periodo invernali.
Non dimenticate mai di alternare ai giorni di carico, quelli di riposo; anche il riposo fa parte dell'allenamento, serve a recuperare e a "memorizzare" il miglioramento dello stato di forma. Se si carica solo e non si recupera, il lavoro non viene assimilato correttamente, e si aumenta la fatica. Con gli anni il recupero tende a peggiorare, cioè ci vuole più tempo per recuperare. Un muscolo stanco può stirarsi e quindi costringere ad un riposo forzato, con la conseguenza di perdere tutto il lavoro svolto prima. 
Imparando ad allenarsi con il pignone fisso, non solo ci si può allenare meglio, ma si impara a pedalare e a gestire l'equilibrio della bicicletta, aumentando l'abilità ed imparando a frenare al momento giusto ( senza freni e come ho spiegato). Per chi decidesse di allenarsi con il pignone fisso, consiglio non solo di indossare il casco, come è giusto fare anche con la ruota libera, ma di scegliere per le prime uscite, spazi interdetti al traffico veicolare, altrimenti dovreste diventare prima dei  formidabili messenger urbani, altri funamboli del pedale
Nel mondo delle corse, si dice che i freni non si usano mai, o pochissimo, proprio perché il ciclista ha bisogno solo della velocità, e non ha paura, altrimenti significa che è troppo prudente o che non ha imparato ancora a pedalare. 
Per questo mi viene da ridere quando penso agli illustri "esperti" "da salotto" e da forum che consigliano i freni a disco, argomentandola come la soluzione ai problemi della bicicletta e/o dei ciclisti !!!!!

Saluti ciclistici.