La "biomeccanica".

Il mio blog nasce dalla passione e dall'esperienza sul campo. 
In questa pagina affronterò il tema fondamentale della scelta della taglia del telaio e la regolazione delle varie misure, il "primo passo" obbligato, per chi decide di pedalare ottimamente e seriamente, non affidandosi al deleterio "fai da te", oppure ai consigli "ad occhio" del compagno di uscita o del negoziante. Chi sbaglia rischia di procurarsi problemi muscolo scheletrici e di smettere di pedalare. 
Ai miei tempi ci regolavamo con il metodo Hinault ( moltiplicare la misura del cavallo per 0,833) o con il metodo Le Mond ( moltiplicare la misura del cavallo per 0,855). Poi arrivarono i primi "biomeccanici" ed oggi i ciclisti, nella maggior parte, hanno oramai la consapevolezza di dovere migliorare la posizione in sella e non solo. Da allora la questione si è fatta complessa. Ma siamo sicuri di avere capito cos'è la "biomeccanica" ? 
Chi si avvicina al ciclismo, lo fa pensando solo alla bicicletta. Ma la regola fondamentale è che MAI il ciclista si deve adattare al telaio. I comportamenti a rischio sono molteplici. Ci sono ciclisti che si regolano da soli; altri ancora che regolano la sella più in alto per avere un maggiore dislivello, soluzione bella all'occhio, ma non salutare, perchè ad ogni uscita inevitabilmente si avvertiranno problemi al sotto sella o alla schiena. E li vedi, i ciclisti fai da te, che ogni volta che escono in bici, lo fanno un giorno con la sella più alta, un altro con la sella più bassa, spostando le tacchette o l'avanzamento della sella, fino a farsi male da soli. Una volta un ciclista anziano mi disse: “ Ieri ho visto alla tappa del giro un corridore che aveva la sella spostata avanti....domani la provo anch'io”!! Ecco questo è quello che non dovete fare mai. 
Prima di acquistare una bici è quella di rivolgervi ad un bravo biomeccanico, altrimenti potreste acquistare un telaio con le misure non adatte e conseguentemente avere dei problemi muscolo-scheletrici. 
Quando scrivo "biomeccanica" non mi riferisco a quella parte della scienza che studia l'applicazione della meccanica alla biologia e alla medicina, correlata all'ingegneria biomedica, all'ingegneria tessutale, all'ortopedia, alla otorinolaringoiatria, all'odontoiatria, tutte branche scientifiche, riservate ad operatori riconosciuti dalla legge, ma a quell'attività finalizzata a regolare la posizione in bicicletta ovvero al "settaggio" del ciclista.  Questo è il termine usato correntemente nel settore. La "biomeccanica" di cui parlo, non è insegnata all'università, non è una professione riconosciuta dalla legge e quindi non è un sistema scientifico consolidato. Il "biomeccanico" e/o sistema brevettato "biomeccanico", applica teorie diverse. Molti biomeccanici usano programmi sviluppati da terzi, e in questo caso, occorre che sappiano utilizzarli correttamente. Quindi si parte dal punto fondamentale che la "biomeccanica" non sia una scienza esatta. Pertanto occorrono operatori e metodi che partendo da verifiche sperimentali, sappiano rilevare ed elaborare in modo uniforme le misure antropometriche del ciclista; e in questo ginepraio, il consumatore deve sapersi districare. Può accadere inoltre che le geometrie dichiarate dal marchio o dal costruttore del telaio standard o su misura non siano assolutamente precise al millimetro rispetto a quanto dichiarato, e quindi ci possa essere una tolleranza in termini di millimetri ( come accade con il peso dichiarato quando alcuni marchi o produttori indicano una percentuale di tolleranza +/- in grammi). Dunque  "indovinare" l'assetto avanzato è la combinazioni di diversi fattori, tra i quali va annoverata la sensibilità del ciclista. 
Nello specifico, l'assetto base ( cioè l'elaborazione del telaio ideale, quello da fare realizzare su misura) e l'assetto avanzato ( ossia le quote adatte per un dato telaio standard), che misurano con diversa specificità, le quote antropometriche, variano per ogni nuovo telaio, gruppo (leve - comandi) e secondo i pedali. Le variazioni della struttura antropo - estensiva (variazioni significative di peso 5/10 kg e/o elasticità della schiena), possono comportare, anche una variazione delle misure biomeccaniche, persino di quelle precedentemente rilevate, ma anche questo non è un dato sicuro, è molto soggettivo. Insomma la posizione in sella dovrebbe corrispondere alla metamorfosi del corpo e come si sa il corpo cambia con il tempo. Molti perdono tempo a rincorrere questo o quell'altro sistema biomeccanico, quando non si sente più a suo agio con un assetto. Si cambia il biomeccanico per imperizia o negligenza professionale e si aggiorna la scheda del biomeccanico. Resta il fatto che il limite di ogni biomeccanico, non sta tanto nel metodo d'analisi del ciclista, ma nell'operare del tecnico, nell'interpretarlo da parte del "biomeccanico"; e soprattutto tanto più si utilizza un sistema complesso, tanto più è necessario un controllo del sistema, per evitare errori a cascata.  Molti pensano che un programma "biomeccanico" ricco di coreografia, luci, telecamere, laser, pc, e quant'altro di più appariscente, possa rendere migliore l'analisi; tutto sbagliato; quello che conta è soprattutto chi fa l'analisi. Faccio un esempio ci sono dei metodi che prevedono l'analisi della posizione di un ciclista, attraverso la pedalata sul rullo e/o con l'ausilio di sensori applicati su alcune parti del corpo, il tutto visionato da telecamere. In teoria è tutto interessante e all'avanguardia. Però ci sono delle criticità: pedalare su un rullo per verificare la posizione è come pedalare con uno zaino sulle spalle; insomma è cosa ben diversa da quella su strada, perchè il corpo del ciclista si muove diversamente; un sensore applicato male, telecamere posizionate erroneamente ( soprattutto quando il "biomeccanico" non ha una sede fissa, cioè non opera in una stanza appositamente realizzata, e quindi è costretto ad installare ogni volta le telecamere, e ricalcolare il quadro operativo), oppure più semplicemente, l'errore di esecuzione delle operazioni di misurazione da parte del biomeccanico. Insomma niente si improvvisa. 
Nella "biomeccanica", conta la sostanza, cioè la capacità di analisi e di gestione dell'operatore biomeccanico e non la coreografia del metodo ovvero l'effetto scenico; in buona sostanza, cosa me ne faccio, del sistema operativo, con telecamere e quant'altro di appariscente, se poi, il "biomeccanico", non conosce il metodo operativo di rilevazione e di elaborazione dei dati antropometrici, e ancor prima, non riesce a  rilevarli correttamente ?! Il sistema operativo è in grado di correggere automaticamente, eventuali, errori compiuti dall'operatore ? Sta tutta qui, l'evoluzione del sistema, e la sua capacità di "leggere" le quote antropometriche del ciclista, e di elaborarle in un corretto assetto biomeccanico. 
Per questo ci sono dati discordi e diverse elaborazioni per uno stesso assetto elaborato da diversi "biomeccanici" e/o addirittura dallo stesso "biomeccanico". Fate caso a quante schede di assetto basico ed avanzato ( con la stessa bdc) sono elaborate da diversi "biomeccanici" per lo stesso ciclista, ma anche, quante schede di assetto avanzato per la medesima bdc possono essere elaborate da un "biomeccanico" per un ciclista ! 
Confido nella scienza affinché concepisca per il settore un metodo unico di rilevamento e di analisi, che consenta margini di errore prossimi allo zero da parte dell'operatore. L'operatore è il limite principale di ogni sistema "biomeccanico".  Credo che ciò possa essere l'unico modo per superare la vera criticità della "biomeccanica", cioè la diversa analisi dell'operatore e del suo diverso grado di incidere utilizzando un sistema. Nel frattempo, il mio consiglio è quello di affidarsi a sistemi "biomeccanici" sviluppati da importanti produttori, a patto che a gestirli ci siano operatori  che lo sappiano utilizzare correttamente. Allo stesso modo consiglio, "biomeccanici", solo di consolidata esperienza. 
Fatta questa premessa, che è parte integrante, vi spiego alcune nozioni di base. L'assetto base ( cioè l'elaborazione del telaio ideale, quello da fare realizzare su misura) e l'assetto avanzato ( ossia le quote adatte per un dato telaio standard), che misurano con diversa specificità, le quote antropometriche, variano per ogni nuovo telaio, gruppo (leve - comandi) e secondo i pedali. 

Non affidatevi mai al vostro occhio o a quello del compagno di uscita oppure alle indicazioni del negoziante. Ci vuole sempre e solo un bravo ed esperto biomeccanico. 
Un altra cosa importante: la mobilità del tallone dei piedi è fondamentale, ma per averla, occorre la corretta altezza della sella e che il bacino non sia inclinato; ove lo fosse servirà un medico, e non un biomeccanico. 
Concludo con un esempio. Quando vedo pedalatori che regolano l'altezza sella in modo superficiale, la possibilità di errore può essere molto elevata. Una quota è tale nel suo sistema di riferimento, altrimenti è solo numero. In questo caso abbiamo l'esempio con il quale viene riportato un numero e non una quota; non c'è un riferimento preciso in modo millimetrico (qual'è il centro anatomico della sella ? Qual'è il centro del movimento centrale ? ); è tutto fatto in fretta. Il rischio è tanto; millimetri che mancano senza sistema di riferimento. In più c'è un altro fatto. Le variazioni delle quote dell'assetto non vanno mai fatte prima di un allenamento duro e tantomeno prima di una gara; il corpo necessita di un lento adattamento e di resettare il precedente assetto. Il corpo "memorizza" e si adatta gradualmente alla "distanza della pedalata" con un dato assetto; se lo si cambia senza dargli tempo, lo si manda in tilt e si rischia l'infortunio. 
Consiglio la lettura anche di questa pagina che parla della mia esperienza diretta con il biomeccanico Juri JFB '07 CLICCA QUI
Spero di essere riuscito a fare un pò di chiarezza, su questo complicato, ma essenziale argomento. Saluti ciclistici. 


Il centro anatomico della sella è fondamentale  per misurare l'altezza della sella.


4 commenti:

  1. Io e altri due amici siamo partiti da Vicenza alle 5,00 di mattina per andare da Juri a fare l'assetto !!! Penso che questo basti a far capire quanto noi crediamo nel modo di lavorare di Juri , andra' anche piano in salita ma con la biomeccanica ci sa fare !!! Nel nostro caso ha dovuto reinventare l'assetto per qualcuno e ritoccarlo nel mio caso e in ambedue i casi dopo essere passati sotto le sue mani ci siamo trovati decisamente meglio in bici . Ilsuo e' un metodo misto tra rilevazioni statiche e dinamiche intese come allungamenti , poi un programma creato a doc sviluppa le misure rilevate . Sottolineo come sia molto importante non soffermarsi solo sulle misure degli arti ma valutare anche quanto una persona riesce ad essere flessibile perché solo l'insieme delle due tipologie di misure puo' far determinare l'assetto ideale al programma . In buona sostanza io ho un 54 di telaio ma se fossi meno flessibile con la schiena dovrei pedalare su un 56 . Tutto questo serve a determinare l'assetto base per ognuno di noi , poi a seconda del telaio scelto si puo' avere un calcolo piu' specifico per quel dato telaio per valutare bene che componentistica montare . Insomma lo consiglio a tutti coloro che non hanno mai fatto nessuna visita biomeccanica e anche a coloro che vogliono otimizzare le proprie misure .

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  2. Di recente ho avuto modo di sperimentare anche il metodo via web . Dovevo mettere in sella mia moglie e i tempi erano stretti per cui non potendo scendere a Roma ho dovuto fare questa scelta sicuramente piu' complessa per il semplice motivo che si devono prendere tutta una serie di misure che richiedono una certa manualita' . Premesso che se e' possibile consiglio sempre di fare visita a Juri anche questo metodo si e' comunque rivelato valido . Il metodo e' presto detto , innanziturtto Juri ti fa avere tutta la documentazione con le istruzioni passo passo per eseguire le misure che poi lui andra' ad elaborare , nel file si trova anche elencato tutto il materiale che serve , nello specifico una livella grande , una piccola , un metro e un manico di scopa . Una volta eseguite le misure richieste si va a compilare un modulo che poi verra' visionato da Juri che in caso di discrepanze richiedera' alcune verifiche . Alla fine si riceve una mail con gli allegati che raffigurano l'assetto base e anche quello avanzato se richiesto per un particolare telaio . Alla fine il risultato e' stato otttimo e mia moglie sta pedalando da piu' di un mese con profitto . Complimenti a Juri che anche a distanza si e' rivelato valido !!!

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  3. Ciao Valery. Come ho avuto modo di spiegarti precedentemente la posizione biomeccanica è essenziale sia per la scelta della taglia giusta, sia per la prestazione e la salute muscolo scheletrica.Occorre fare sempre e prima la visita biomeccanica, non bisogna mai affidarsi alle indicazioni ad occhio di chi ti vende la bici.
    Io non so se veramente la taglia attuale sia più grande. La taglia più grande potrà incidere, ma potrebbe essere che la taglia sia giusta, ma che l'altezza-arretramento della sella, quote che incidono sulla spinta sui pedali, possano essere sbagliati. Se la taglia è cambiata devi necessariamente avere una distanza retro sella-centro del manubrio diversa in quanto il tubo orizzontale è più lungo. Ecco questo potrebbe essere indicativo.
    Inoltre nel caso in cui invece sia la taglia giusta e tu abbia quote corrette, allora dovresti verificare la lunghezza del reach e del carro posteriore dei due telai BMC, il peso complessivo bici, la qualità e peso delle ruote.
    Se sei passato dalla BMC SLR 01 con freni tradizionali, a quella versione con freni a disco, allora la spiegazione sta nella lunghezza e larghezza maggiore del carro posteriore necessaria per permettere il montaggio dei dischi. Inoltre la bici disc pesa di più. E questo inevitabilmente incide sulla reattivià della bici, scatto sui pedali.
    In ultima analisi la differenza la fa il ciclista con il peso corporeo, il suo stato di salute e la sua preparazione. Ovviamente la cosa principale è come sei messo in sella. Se le tue quote biomeccaniche non sono ottimali la prestazione ne risentirà. Come ti ho sempre consigliato rivolgiti ad un biomeccanico preparato. Risparmi tempo, soldi e guai fisici. Saluti ciclistici.

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  4. ...controlla anche la posizione delle tacchette delle scarpe, nel caso in cui tu l'avessi cambiate. Saluti ciclistici.

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