mercoledì 21 maggio 2014

Bianchi modello 1925 e l'evoluzione della bicicletta.

E' un esemplare unico, esposto presso il museo del Risorgimento e della Resistenza di Vicenza. Era in dotazione ad un ufficiale del battaglione bersaglieri ciclisti. Ai più esperti non sfuggirà il particolare che per cambiare il pignone posteriore ovvero per cambiare velocità ( rapporto), ogni volta, occorreva smontare  la ruota posteriore ! 














Negli anni '30, in una corsa, svoltasi sotto la tempesta, sul passo di Croce d'Aune,  un ciclista dal nome Tullio Campagnolo, in fuga solitaria, forò il tubolare, incollato sulla ruota posteriore; a causa della forature, egli fu costretto a perdere molto tempo per poterlo sostituire; gli sfuggì la vittoria. Allora accadde che.........



Davanti alla stele commemorativa dell'evento ( Croce d'Aune)

mercoledì 14 maggio 2014

Test Bike: copertocino Bontrager R4.




Test su strada.
175 grammi nominali ( più il peso della camera d'aria), ottimo grip anche sul bagnato, buona scorrevolezza e ottimo confort. 23 mm di larghezza. Lo consiglio.  Il test è stato realizzato in collaborazione con Falasca Cicli di Pontecorvo (FR), rivenditore autorizzato Bontrager/Trek. 

domenica 11 maggio 2014

Lo Sram elettronico ( wireless). Una storia complicata!

Metti il prototipo poco prototipo del gruppo Sram elettronico, visto che e' usato in corsa da un intero team Under 23 gestito dal figlio del Cannibale con i soldi della Trek; aggiungi la Madone della Trek,marchio  che da molto tempo ha una collaborazione tecnica con la Shimano; e come ciliegina sulla torta, mettici pure Bonnen e altre due persone della Quick Step che guardano le bici con ammirazione. Ci sono tutti gli ingredienti per una storia tratta dal mondo delle corse:- Tre uomini di un team sponsorizzato dalla Sram che possono vedere per la prima volta il nuovo prodotto Sram montato solo su bici del team della Trek, in barba alla Specialized, marchio del gruppo Sram !  Che storia complicata !!
                              

giovedì 8 maggio 2014

Biciclette e donne

La donna in bicicletta è l'immagine dell'eleganza e della sensualità. Un tempo, una canzone famosa recitava : "..ma dove vai bellezza in bicicletta ......". Saranno le movenze femminili, che si adattano perfettamente alla pedalata, sara l'equilibrio e la dinamica delle due ruote silenziose, dove il pedalare è un incedere nello spazio, ma una donna può sedurre, anche pedalando. E allora mi piace proporre questa foto; in essa si incontrano due mondi affascinanti, che rappresentano una splendida simbiosi nell'immaginifico maschile. Le biciclette (per i curiosi si tratta dell'innovativa Trek Silque, un telaio per donne), appoggiate e custodite nella stanza delle cicliste, compagne di avventura. L'idea che ne viene fuori è di una femminilità dinamica e sportiva, che non sa rinunciare alle abitudini e alle confidenze. Un immagine "rosa naturale", senza tempo, come il bianco e nero della foto. A me piace. 


Giallo alla Paris Roubaix 2014: una fiale misteriosa rotola sul pavé !

Domenica 13 aprile 2014, alla  Paris - Roubaix, è accaduto un fatto singolare e inquietante. Un flacone di pillole, la cui composizione al momento è sconosciuta ed è al vaglio dell'Agenzia Antidoping britannica, sarebbe stata raccolta da Mike Brampton, ciclista amatoriale inglese, medico, che su Twitter ha postato le foto e ha spiegato il fatto. La fiale sarebbe finita sul ciottolato, a seguito di un incidente avvenuto al chilometro 257 ( 160°miglio). Brampton sostiene di averla vista cadere dalla tasca posteriore di un corridore e di avere 34 foto scattate in sequenza ad una distanza di 15 piedi, che ritrarrebbero l'accaduto. La fiala mostra visibili segni di abrasione, in quanto sarebbe stata investita da una vettura al seguito del gruppo dei corridori. Successivamente Brampton ha twittato a Brian Cookson, presidente dell'UCI, la foto chiedendo spiegazioni. Vista la mancata risposta da parte del presidente dell'UCI, il medico inglese, giovedì scorso ha consegnato questa fiale, all'Agenzia Antidoping del proprio paese. Successivamente Cookson, ha dichiarato di non  giungere a conclusioni affrettate di consegnare la fiala all'Agenzia Antidoping francese o alla polizia. Al momento non si hanno notizie ufficiali in merito al contenuto della fiala. Resta il fatto che l'episodio è insolito ed inquietante, visto i passati scandali. Ecco la notizia pubblicata anche dal The Telegraph L'articolo clicca qui


Francamente la notizia è raccapricciante. In attesa di notizie ufficiali e soprattutto nell'attesa che il medico ciclista britannico, consegni agli inquirenti, le foto dalle quali a suo dire, si riesce a risalire al corridore che avrebbe perso la fiala in questione, resta da capire ancora molto del fatto, che l'appassionato sostiene di avere visto. Personalmente, ritengo che l'accaduto sia anomalo. Non credo che ci siano precedenti nel mondo del ciclismo professionistico. Allo stato nessuno può escludere che possa trattarsi di una sostanza legale; di converso, nessuno può altrettanto escludere che possa trattarsi di una sostanza vietata dall'UCI. Certo rimane singolare e difficile da comprendere, che un corridore l'abbia portata con sè,  rischiando di essere visto, dai milioni di spettatori, dai centinaia di fotografi e  dalle molte TV al seguito della corsa. Altrettanto, singolare è che il suo contenuto, al momento rimasto misterioso, possa essere consumato, durante una corsa così serrata e massacrante, come la Roubaix, dove è quasi impossibile lasciare il manubrio, per via del percorso accidentato, che non permette distrazioni, pena la caduta. Comunque vista l'importanza della notizia, l'opinione pubblica ha diritto di conoscere tutti i dettagli del fatto e l'esito delle analisi da parte dell'Antidoping. In attesa degli sviluppi dell'indagine da parte delle autorità competenti, si può solo dire di una fiale misteriosa che usando il condizionale, potrebbe far deflagrare, ancora una volta, l'immagine dello sport.  

Quello che non dicono sui tubolari a sezione maggiore di 23 mm.

E' da qualche anno che le dirette TV delle corse professionistiche, si infittiscono di indicazioni sui materiali tecnici, spesso non precise. In particolare è opportuno fare chiarezza sui tubolari con una sezione maggiore di 23 mm,  sezioni concepite per il pavé, le strade impervie e dissestate, di solito coperte da fango, in giornate piovose, tanto per capirci, quelle delle Strade Bianche, della Parigi - Roubaix, dove è necessario, un comfort ed un aderenza (se gonfiati ad una pressione bassa come è necessario fare per i tubolari over size), maggiori rispetto a quello necessario per l'uso su strada asfaltata. Fino a qualche anno fa, l'industria, ha sostenuto, che una sezione inferiore ai 23 mm, fosse più scorrevole; e del resto questo rimane ancora il parametro per diversi produttori, che continuano a realizzare ruote, con cerchio largo 19/21 mm, che non necessitano di coperture con sezione superiore ai 23 mm. Da qualche anno, alcuni produttori statunitensi, hanno iniziato a produrre cerchi con canale interno più largo (alcune testate su questo blog), che necessitano di coperture più larghe, superiori a 23 mm. In realtà, in merito alla scorrevolezza, alla tenuta e al comfort, conta soprattutto la forma del battistrada, la pressione di utilizzo e la mescola. Si può anche usare un tubolare da 25 mm, ma se ha la mescola dura, con kevlar, allora il confort non è elevato. Di converso, se  un tubolare da 25 mm, ha la mescola morbida da 320 TPI, allora potrebbe essere più confortevole di un tubolare corrispondente da 23 mm. Persino tra due sezioni da 22 mm, ma con un diverso battistrada (come il "piatto", Continental Competition e quello a "punta" del Tufo) ho verificato che esistono differenze nella prestazione.  Questo ho potuto verificare durante i miei test. 
Dopo un lungo periodo di test con tubolari e copertoncini da 25mm ritorno a testare il 23 mm, finalmente. In generale, il 25 mm ha una maggiore stabilità, è più largo, ma ha più peso, quindi è meno reattivo. Il comfort e la scorrevolezza dipendono dalla mescola del battistrada, questo ho constatato in questi anni di test incrociati. Il tubolare, come il telaio, dipendono da un compromesso, cioè il migliore rapporto tra tenuta di strada, comfort, peso, resistenza alle forature, durata, performance, grip; diminuisci un parametro, aumenti l'altro. E' importante considerare che la durata del tubolare dipende, da alcuni fattori di utilizzo, come la grana del fondo stradale ( quello ruvido è una vera carta abrasiva), al modo in cui si pedala ( in salita, sui pedali si usura prima), alla pressione di utilizzo, al peso complessivo bici/ciclista e alle condizioni dell'asfalto. In linea di massima, dopo 3000/3500 km per il posteriore e 4000 km per l'anteriore, la mescola inizia a indurirsi, deformarsi ed usurarsi, quindi la sicurezza e la prestazione diminuiscono sensibilmente. Quindi anche se il battistrada dovesse essere non particolarmente usurato, consiglio la sostituzione, in quanto il grip e il comfort saranno comunque diminuiti. Il test è realizzato in collaborazione con la Veloflex. Per saperne di più sull'accoppiamento cerchio/gomme secondo standard E.T.R.T.O. CLICCA QUI 
Regola generale che ho sperimentato su strada. Il 23 mm è e rimane la soluzione migliore per chi vuole avere la prestazione pura in salita, più reattività e scorrevolezza, non si discute. Il 25 mm è "panciuto" e meno leggero, quindi più ingombrante, meno scorrevole, e meno reattivo, può solo dare più comfort e più stabilità . Il 25 mm, come il 28 mm, è stata una produzione necessaria per le bici disc da strada, non potendo montare il 23 mm sulle bici disc road; il lancio pubblicitario è stato finalizzato a convincere le persone inesperte e coloro che usano la bici disc,  che il 25 e persino il 28 siano più scorrevoli, ma non è così; per capirlo è sufficiente passare dal 25 o 28 al 23, utilizzare la pressione giusta, quindi più alta per il 23, e pedalare senza pregiudizi, la scorrevolezza e la reattività del 23 mm è evidente rispetto alle coperture più larghe, tutti possono rendersene conto. Ovviamente i possessori di bici disc non possono fare questa prova, perché non possono montare il 23, quindi probabilmente, a qualcuno di loro, non rimane che convincersi che il 25 e il 28 sia più scorrevole, come dice la pubblicità.
La verità è un altra da quella che raccontano: con l'avvento delle ruote con canale interno più grande, è necessario, l'uso di tubolari con una sezione superiore ai 23 mm, altrimenti non solo la ruota è brutta esteticamente, ma rimane scoperto il bordo del cerchio, con conseguente pericolo in caso di urto o buche. E sapete perché hanno introdotto ruote con cerchio largo ? Per i telai disc, che necessitano di carri lunghi e larghi, per potere ospitare i freni a disco, e cercare di limitare ( ma non risolvere), lo sfregamento dei dischi e quindi il rumore insopportabile. Non è un caso che i telai di ultima generazione hanno un carro posteriore più largo ( e lungo), proprio per consentire l'uso dei tubolari over size e dei freni a disco. Alcuni produttori, sostengono che una sezione più larga del cerchio, garantisca soprattutto più aerodinamicità, forse, ma purché non dimentichiamolo, ci sia una velocità costantemente superiore ai 40 km/h, e il ciclista rimanga a lungo in posizione aerodinamica. A questo punto mi chiedo: una ruota così larga è utile  ai ciclisti che pedalano in salita, o a velocità non superiore costantemente ai 40 km/h ( cioè il 98 % dei ciclisti) ?  E' giunto il tempo che il ciclista, incominci a comprendere che il mondo delle corse professionistiche, è sponsorizzato dall'industria, che per sostenerne i costi, che crescono in modo esponenziale, non solo è costretta ad alzare ogni anno i prezzi, ma deve stimolare il consumatore all'acquisto, sfruttando, di riflesso, l'effetto "gregge" causato dall'atteggiamento "delirante ed ossessivo" dei ciclisti che vogliono apparire migliori, usando soluzioni tecniche "copiate alla TV". Consiglio di pedalare con la testa libera da mode e da pregiudizi, ( come nella vita), invece di ascoltare i "saggi" pagati alla TV; siate leader e non pappagalli o pecore. Per quanto riguarda la maggiore aerodinamicità dei cerchi larghi di scuola statunitense, posso dire, dopo averli provati, come da recensioni pubblicate sul blog, che non ho avvertito nessun sostanziale miglioramento. Ad oggi, posso solo dire che questi modelli, non pesano di meno, di quelli tradizionali, e quindi sono meno reattivi; possono solo dare un miglioramento in termini di stabilita; di contro, si ha un peggioramento della scorrevolezza e della reattività. A questo punto, ognuno faccia la propria scelta, a seconda dei parametri che preferisce.  In buona sostanza, il mercato sta trasformando la bicicletta da corsa, in una MTB aero, di cui ne sentiremo parlare nei prossimi anni. Le ruote nei prossimi anni subiranno un profondo cambiamento; avranno un canale interno sempre più largo per permettere l'utilizzo di coperture con maggiori dimensioni. Un altro consiglio. Se deciderete di usare comunque tubolari con sezione maggiore di 23 mm, sappiate che è necessario scegliere telai con carri posteriori compatibili. Diversamente il tubolare strofinandosi all'interno del fodero sinistro, rovinerà prima la vernice e continuando l'uso intaccherà gradualmente il carbonio del telaio ( o l'allumino se opterete per telai costruiti con la lega leggera), come da foto allegata. Durante il fuorisella su salite dure, la ruota posteriore, soprattutto quella particolarmente leggera e non rigida ( cioè il 90%), oppure quelle con raggi lenti, tendono a spostarsi, e non di poco, lateralmente, rispetto all'asse, inclinandosi molto verso il fodero sinistro. Saluti ciclistici.


Il fodero sinistro di un telaio rovinato dal contatto con la gomma della copertura maggiore di 23 mm !!! La parte scalfita è stata evidenziata per un intervento di riparazione. 


GW1516 e AICAR, l'ultima follia dei seguaci del doping.

Nei giorni scorsi è stato trovato positivo al doping un ciclista professionista. In attesa della contro analisi ovvero del riscontro sul campione B, si può dire, niente di nuovo, visto i precedenti nello sport. La notizia però merita di essere commentata sotto un altro profilo. E' noto che il mercato del doping aggiorna costantemente lo spaccio delle sostanze dopanti. Questa volta la novità si chiama GW1516.
E' appena il caso di precisare che le sostanze dopanti, non sono sostanze create ad hoc, cioè per le prestazioni sportive; sono invece delle sostanze chimiche utilizzate dalla medicina per curare le malattie e nei laboratori per la sperimentazione scientifica. In buona sostanza, quello che può essere utile per curare i pazienti, quindi persone malate, è stato assunto dagli sportivi, nei casi accertati, per aumentare le prestazioni agonistiche, nonostante gli effetti collaterali nocivi per la salute e la violazione della normativa penale e sportiva vigente. In palio, per chi tra i professionisti, sceglie di fare uso del doping, ci sono contratti e carriera, seppure a rischio di squalifica, radiazione e condanne penali; oppure, prosciutti, medaglie placcate e tracotanza nel caso degli sportivi amatoriali dopati, anche loro a rischio di squalifiche, radiazioni e condanne penali, per nulla. Ovviamente la dignità e la lealtà, per i dopati, sono valori senza significato.
Il GW1516 è un composto studiato e sviluppato dalla casa farmaceutica GSK, per combattere l'obesità. Il GW1516 ha l'effetto su un gene coinvolto sulla costruzione e il funzionamento del muscolo, chiamato PPAR- delta. A seguito delle sperimentazioni clinica su topi, è stato accertato, che le cavie a cui era stato somministrato questo composto chimico, aumentavano la resistenza i modo esponenziale, tanto da correre il doppio della distanza, rispetto alle cavie a cui invece non era stato somministrato; tuttavia, è stato accertato, sulle cavie, che la somministrazione, ha determina l'insorgere del cancro su diversi organi, quali fegato, testicoli, lingua, ovaie, utero, vescica, stomaco, pelle. La sperimentazione del GW1516, sulle cavie, ha dimostrato una lenta contrazione muscolare, con l'effetto di bruciare i grassi, invece degli zuccheri e delle proteine muscolari; dunque il GW1516 comporta il duplice effetto di fare perdere il grasso corporeo umano, utilizzandolo come fonte di energia, senza far perdere massa muscolare. Ma non è tutto. L'assunzione del GW1516 combinata con la pillola di AICAR, comporta un aumento del 44% della resistenza alla fatica, rispetto ai valori già elevati derivanti dall'assunzione solo del GW1516 ! E' stato accertato che l'AICAR, che attiva la proteina chinasi attivata da AMP (AMIK), stimola l'assorbimento di glucosio da parte delle cellule muscolari scheletriche. L'AICAR che comporta di contro un aumento dell'acido lattico ed è molto costoso, è stata utilizzata in studi clinici dal 1980 "per il trattamento di riperfusione ischemica, una rara complicanza della chirurgia di bypass coronarico che si verifica quando il flusso di sangue ripristinato alle arterie precedentemente danneggiati provoca infiammazione e danni tessuto cardiaco. " Mentre la sperimentazione umana del GW1516 è stata limitata, e l'uso clinico non è stato autorizzato. L'AICAR e il GW1516 sono classificate dalla WADA come sostanze vietate: il GW1516 come un agonista PPAR-delta e AICAR come AMPK asse di agonista PPAR.delta. Attualmente le autorità anti-doping hanno un test per rilevare il GW1516, il quale è relativamente facile da trovare nelle urine, non essendo una sostanza presente naturalmente nel corpo. Inoltre, la ricerca clinica dimostra che il farmaco è rilevabile fino a 40 giorni dopo una singola dose. Non bastavano gli effetti nocivi dell'EPO, che come è noto, comporta l'aumento della densità del sangue, a seguito dell'aumento dei globuli rossi, e quindi, il rischio che il cuore non riesca a pompare più il sangue diventato troppo denso. Ora il GW1516 sposta più in alto,il rischio per la salute e lo squallore dell'inganno. Superfluo osservare che non c'è limite, al desiderio umano di ricchezza e di sopraffazione del prossimo; non c'è limite all'idiozia e alla corruzione morale. 

Nuove voci dal mondo del doping: il monossido di carbonio e il Tramandol !!!

 

"Gira voce" dell'uso del monossido di carbonio, che combinato con la molecola di emoglobina, formerebbe il composto di carbossiemoglobina. Sembrerebbe che tale pratica possa alterare le condizioni biologiche dell'atleta: l'organismo riconoscerebbe che nel globulo rosso mancherebbe l'ossigeno per effetto della sostituzione con il monossido di carbonio e quindi si attiverebbe per chiedere ai reni di produrre più  EPO "naturale", globuli rossi. Il monossido di carbonio, in tal caso fungerebbe da vasodilatatore. Gli effetti nocivi sul corpo varierebbero in base alla percentuale di monossido di carbonio assunta: 
10% di Monossido di Carbonio: mal di testa e vertigini per una esposizione di 6/8 ore. E' una percentuale molto elevata, se si pensa che i fumatori pesanti, possono raggiungere il 9%;
15% di Monossido di Carbonio: mal di testa, tachicardia, vertigini e nausea per una esposizione di 20 minuti; la morte nel caso di una esposizione per meno di 2 ore;
25% di Monossido di Carbonio: nausea e forte mal di testa e vertigini per una esposizione di 5/10 minuti; la morte sopraggiunge nel caso di una esposizione di 30 minuti;
30% di Monossido di Carbonio. Mal di testa e vertigini in 1-2 minuti; convulsioni, arresto respiratorio e morte per una assunzione avvenuta in meno di 20 minuti;
45% di Monossido di Carbonio: incoscienza;
50% di Monossido di Carbonio: la morte è determinata dall'assunzione con 2/3 respiri di monossido di carbonio. Attendo di conoscere la percentuale delle vittime dello "smog" !
Ma v'è di più. Va segnalato anche l'uso di un farmaco comune chiamato TRAMANDOL; un antidolorifico, un derivato oppioide, più precisamente un agonista oppioide, che agisce sulla percezione del dolore e fa sentire euforici. In alcuni paesi è venduto come un farmaco da banco, senza prescrizione; in altri invece si può acquistare presentando una normale prescrizione. Normalmente viene utilizzato per allentare stati dolorosi acuti o cronici, oppure quelli indotti da interventi chirurgici molto invasivi. Tradotto in termini sportivi, con il suo uso sembra che nelle gambe scomparirebbe il dolore causato dal forte stress post allenamento o dai postumi di una gara; ed in più, produrrebbe, una sensazione diffusa di euforia. Insomma si pedalerebbe  allucinati e non si sentirebbe più dolore alle gambe spremute.  Gli effetti collaterali? I più immediati sono vertigini e sonnolenza, quindi è assolutamente sconsigliato, per chi guida una bicicletta. Per gli altri effetti collaterali, c'è l'imbarazzo della scelta, basta leggere la tabella inserita in questo post. Attualmente, il metodo del monossido di carbonio e il Tramandol, non sono considerati illegali dalla WADA, ma possono diventarlo. Il codice mondiale antidoping formulato dalla WADA, stabilisce che una sostanza o un metodo possono essere inclusi nella lista proibita ( revisionata ogni anno), se gli effetti rispondono almeno a due dei seguenti requisiti :1) miglioramento della prestazione sportiva; 2) rischio per la salute; 3) violazione della lealtà della gare sportive. 



Cronaca personale tratta dal primo giro d'Italia: anno domini 1909.

Milano 12 maggio 1909 - Tutto ebbe inizio dalla lettura del volantino consegnato alla punzonatura: " Corridori !!! L'ora è prossima, la battaglia incombe. Gli amatori del ciclismo di tutte le nazioni vi ammirano e vi attendono. Ognuno Ha fra di voi il suo favorito, la sua speranza. Come corridori italiani avete il gran compito di difendere i colori della nazione. Come forestieri ed ospiti, troverete fra i nostri campioni avversari degni e cortesi. Corridori ! Concorrete tutti ! Più che il premio, vi sia di incitamento l'amore puro per lo sport. In questo amore, in questa passione sana e sincera, voi troverete le forze per vincere, per trionfare...Ed ora correte, correte, correte: tutta l'Italia vuole vedervi, ammirarvi. Tutti sentono il bisogno di applaudirvi. Il vostro bel gesto di avere saputo osare segna l'inizio di una vittoria. In ognuno di voi c'è l'anima di un trionfatore." Capì che il mio viaggio nel tempo, era arrivato nell'epoca del ciclismo eroico, anno domini 1909 ! Altra Italia, altri sportivi, altri ideali. Un epoca fatta di eroi delle due ruote silenziose, senza laboratorio, senza tecnologia, solo sudore, dolore e tanta fatica: eroismo allo stato puro. Una selezione della specie del ciclista, che non ammetteva scuse; o si arriva o si muore ! Il regolamento: vince chi riceve meno punti; il vincitore di tappa riceve un solo punto, gli altri, più punti. E così la classifica non considera i tempi di percorrenza, ma solo i punti accumulati sui vari traguardi. Duemilacinquecento chilometri lungo strade fatiscenti da percorrere dal 13 al 30 maggio, in pratica otto tappe massacranti, da alternare con due giorni di riposo. Quel 12 maggio le sorprese non erano finite per me ciclista degli anni 2000 ! Il regolamento proibisce la sostituzione della bicicletta punzonata e in caso di incidente, dovrò arrangiarmi per la riparazione oppure ritirarmi. In questo momento storico, la specialissima, viene chiamata, "macchina a pedale" ed è composta da un telaio d'acciaio e cerchioni in ferro; provo a sollevare quella che sono riuscito a procurarmi da un negoziante di Milano, neanche a buon prezzo ( 600 lire, prezzo esoso, se si considera che lo stipendio giornaliero di un operaio è di soli 2 lire e mezza); mi prende un colpo: pesa come un macigno e non ci vuole molto a capire che pesa 15 chilogrammi ! E' una "macchina"; dovrò assemblarla in modo da sopperire la mancanza di assistenza, come impone il regolamento: parafanghi ( pedalerò lungo tracciati per lo non asfaltati, tra la polvere, i sassi e il fango, in caso di pioggia), dinamo, campanello, pompa e fanalino, tubolari Pirelli o Dunlop, da mezzo chilo ciascuno, due borracce agganciate al manubrio, e riempite alla faccia dei sali minerali, di sola acqua e vino ( ma c'è qualcuno che usa infilarsi nella tasca posteriore anche una fiaschetta di grappa, per difendersi dal freddo). Più la guardo la mia macchina  e più mi accorgo che è una lontana parente della bicicletta che ho lasciato nell'altra dimensione temporale: questa non ha il cambio, ma solo un rapporto fisso che obbliga a pedalare sempre, anche in discesa. Ma le scorte al seguito non sono certo finite qui: tubolari di scorta ( ne prendo solo quattro con la speranza che mi basteranno), da portare incrociati al torace e sotto la sella la borsa degli attrezzi, con pinza, cacciavite, fil di ferro, viti, mastice. In pratica sono un negozio mobile di ferramenta !!!  Al di fuori dei rifornimenti ufficiali, non riceverò aiuti, pena la squalifica, e pertanto dovrò arrangiarmi da solo; in caso di rottura della macchina ufficiale, quella punzonata, dovrò ripararla da solo oppure ritirarmi. Si tratterà solo di resistere fino al punto di ristoro della corsa, dove potrò trovare cibo, bevande, assistenza meccanica e persino lavarmi e soddisfare le esigenze fisiologiche. Mi giro intorno e vedo ciclisti, spesso con baffi irti, abbigliati con indumenti e berretti di lana; li rivedrò questa notte: la partenza è fissata alle tre, qui a piazzale Loreto. Ore 2,53. Alla partenza siamo 127 ciclisti contro 176 iscritti. Tra i partenti ci sono molti Isolati cioè ciclisti che corrono autonomamente, senza un team, una sorta di ciclista ibrido, mezzo ciclista amatoriale e mezzo professionista. La folla ululante preme ai lati della strada. Un enorme luce artificiale, ci illumina, e per un attimo sembra quasi pieno pomeriggio: è una macchina da ripresa cinematografica, che immortala la partenza del primo Giro d'Italia, il più appassionante ed avventuroso. La lunga fila del gruppo, si articola in un tratto continuo che sembra non finire mai. Si scorre velocemente a tutta, davanti alla folla festante; eppure è notte fonda. Lo scroscio degli applausi, permane ogni istante, ma non riesce a sopraffare il vortice delle rotazioni delle dinamo che scivolano lungo i cerchi delle ruote. I fanalini del gruppo sembra infinite cicale in una notte di estate. I chilometri si snocciolano e tutto intorno a me è pura avventura. C'è chi per mordere una coscia di pollo perde l'equilibrio e va giù, altri che urtano in piena velocità contro sassi divelti dalle strade fatiscenti composte da sabbia mista a ghiaia; le forcelle in acciaio si rompono come grissini, a seguito di cadute incredibili. Quattordici ore in sella questa è stata la durata della prima tappa. I più colpiti dallo stress della corsa, sono gli isolati, esclusi persino dai posti fissi di rifornimento e che per questo possono solo sperare in offerte del pubblico. Gli organizzatori hanno il loro bel da fare impegnati a vigilare sui corridori e a mantenere l'ordine pubblico: lunghe fruste schioccavano nell'aria per tenere lontano centinaia di ciclisti che volevano unirsi ai concorrenti; fino all'arrivo dei cavalleggieri lanciati al galoppo a fianco dei ciclisti per proteggerli dalla folla fino al traguardo. All'arrivo dell'ultima tappa, gli organizzatori della Gazzetta dello Sport, soddisfatti diranno: "L'opera nostra è compiuta. Il primo Giro d'Italia ha segnato la sua orma incancellabile e a noi non rimane che registrarne il valore morale e prendere atto del grande suffragio ottenuto nell'Italia tutta... "  Per la cronaca: la prima edizione la vinse tale Luison Ganna, un muratore, che per recarsi al lavoro,ogni giorno, pedalava da Varese a Milano e ritorno; e per arrotondare il salario, al termine della giornata di lavoro, partecipava alle corse clandestine milanesi, organizzate dal Granida, gestore di un bar: presto divennero le corse del Club del Granida. Il secondo arrivato fu un certo Carlo Galletti, tipografo, piccolo di statura, che l'anno successivo si riprese la rivincita e si aggiudicò la seconda edizione. La passione per il ciclismo li fece diventare amici e riscattare dalla povertà; di questo ed altro, fu capace il ciclismo pionieristico. Perchè i campioni nascono in particolari momenti della storia, ma soprattutto dalla sofferenza, da sempre, la palestra per eccellenza, capace di forgiare caratteri e di  esaltare le doti naturali. Al primo vincitore andò un premio di 5.325 lire; al secondo un premio di 2.430 lire. W il Giro d'Italia. W il ciclismo eroico ( senza età).
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Bianchi L'Eroica esposta da Falasca Cicli.