mercoledì 2 settembre 2026

Il ciclismo notturno e il ritmo circadiano.

Riavvolgo il nastro dell'estate 2026....tutti in affanno... a boccheggiare come pesci fuor d'acqua.....con i cuori sotto sforzo per il troppo caldo...città invase dal ronzio dei condizionatori accessi a palla...nel cielo una nuvola nera con la nefasta previsione dell'ultima fresca estate... umanità deforme e allucinata, delira e rumoreggia in un mondo sempre più osceno...la fine apocalittica non è troppo lontana.... MA il marketing offre una nuova proposta d'acquisto  ....se la notte è troppo piccolina e non è fatta per dormire allora...... la tendenza è fatelo al fresco.....pedalate al fresco! Pedalare è come vendemmiare...... la notte è cambiata....e cambierà ..... è il "nuovo giorno".... si vendemmia, si pedala, si festeggia senza l'affanno del caldo torrido.....mentre nelle ore diurne c'è il lock down del cambiamento climatico, confinati volontariamente nelle case refrigerate dai condizionatori......fuori l'inferno a 40 gradi... siamo diventati vittime consapevoli di noi stessi....cittadini del mondo incendiato e climaticamente malato......... nessuno rinuncia alla droga delle energie fossili, lo smog sballa ed inebria con la velocità, rassicura la pigrizia...sfrenato consumismo allieta coscienze vuote....egoismo umano senza pietà verso persone in difficoltà e verso la Natura.......tutti si sentono ricchi in attesa di guadagnare milioni....la povertà non gli appartiene.... nessuno rinuncia a niente, nemmeno a sparare cazzate....prima erano no covid, poi sono diventati negazionisti climatici, non ne azzeccano una, gli rimane il gratta e vinci e il bar sotto casa.....abbiamo perso il senso della realtà..... mentiamo a noi stessi.....ce ne freghiamo anche dell'onesta intellettuale.....l'onestà è antipatica e rappresenta la fatica di essere seri e veri.....e allora tutti in giro per le strade... con auto sempre più vecchie, SUV sempre più grandi da non "vedere" pedoni e ciclisti, con le moto dotate di marmitte rumorose e costose per godere orgiasticamente del rombo e chi se ne frega dei passanti...con la Vespa scooter restaurata, rumorosa, brutta e con lo scarico puzzolente, immagine del delirio umano....con gente disposta a pagare il prezzo alto dei carburanti...pur di non rinunciare al male del motore termico…pagare per aumentare la temperatura della Terra… pagare per sentirsi più caldo …la follia della folla..... è lo stile del domani non frega niente....nessuno è disposto a cambiare il proprio stile di vita e a salvare il mondo.....la passione per i soldi è la più grande iattura per l'umanità.....ma almeno si è pedalato nelle notti d'estate ! Evviva ! 

Estate 2026, ovunque eventi notturni o eventi in notturna......gente che pur di fare sport salta la nanna, gente che pur di fare qualcosa di diverso pratica sport notturno! Insomma nottambuli sportivi o sportivi nottambuli, gente con un futuro da metronotte. In estate tutto è o sarebbe permesso. Oramai il mondo va così, all'incontrario.... la notte per il giorno, il giorno per la notte.... non esiste una verità unica ed oggettiva, ma verità personali, ognuno si racconta la verità che più gli aggrada, tutto è autoreferenziale. E' l'effetto "gregge": tutti fanno quello che fanno tutti, la "folle folla", a prescindere da quello che si fa, per sentirsi accolti e parte del movimento "famolo strano". 

Se la tendenza è il ciclismo notturno, quali sono gli effetti sulla salute ed in particolare sul vitale ritmo circadiano? Quali sono i limiti fattuali nella pratica su strada, considerato che luci, "radar", specchietti non servono ad evitare il peggio.....mera illusione di uno scudo contro gli incidenti.... gli automobilisti non ti vedono, per distrazione, o non riescono ad evitarti, per la velocità eccessiva, soprattutto con la luce lunare.

Il ritmo circadiano e la salute dei pedalarori nottambuli. La scienza ci dice che la luce del giorno, è essenziale per il ciclo circadiano ovvero il ciclo biologico della salute e per il ritmo del sonno, quindi per la vita e questo vale anche in estate, anzi soprattutto in estate. Il ritmo circadiano rappresenta i cicli biologici di 24 ore che regolano sonno, digestione, temperatura corporea, rilascio ormoni, umore e livelli di energia. I cicli biologici sono regolati da un orologio interno posto nel cervello che riceve informazioni dirette dalla luce esterna e che organizza il corpo e la mente in base alla luce del giorno, alle attività e alle abitudini. Quindi l'esposizione alla luce del mattino, e i cambiamenti negli orari, influenzano la sincronizzazione dell'orologio biologico. Adattare il proprio ritmo giornaliero ai cicli naturali migliora la qualità della vita e per l'effetto sia le prestazioni atletiche, ad ogni livello, sia la risposta del corpo e della mente all'affaticamento. Tutto ciò è essenziale alla capacità di ascoltare il proprio corpo, fondamentale per il ciclista, quindi a migliorare la nostra risposta alle sollecitazioni indotte dall'allenamento, e a mantenerci in buona salute. E questo vale sia nel caso di sessioni all'aperto, sia nell'allenamento sui rulli. La scienza ci dice che nei neuroni del sonno privati del riposo, i geni legati al metabolismo mitocondriale, risultano sovra regolati. In particolare, aumentano i geni coinvolti nella catena di trasporto degli elettroni e nella sintesi di ATP, come se i mitocondri stessero tentando di “recuperare” uno squilibrio energetico. La scienza ci spiega il legame tra energia, sonno e longevità. Pertanto alterare il ritmo circadiano nuoce alla salute e accorcia la vita. Vi consiglio di approfondire l'argomento utilizzando le fonti scientifiche e non le fonti chiacchierate di quelli del bar, sempre pieno di talenti della parola.

La notte, il ciclista dorme.  

Quindi, se il ciclismo notturno incide negativamente sul ciclo circadiano, e per l'effetto sulla salute e la performance, allo stesso modo di chi vive la notte, per motivi di lavoro e di svago, allora perché lo si pratica, in città e fuori le città? Per tentare di risolvere o limitare problemi sociali annosi, come il traffico, la violenza stradale, gli incidenti stradali, lo smog e il rumore assordante, per fare qualcosa di diverso, per fuggire dalla noia. Certamente è suggestivo pedalare sotto le stelle, ma solo laddove non ci sia l'inquinamento luminoso, altrimenti non si potranno vederle, ma è illusorio pensare di potere evitare il traffico nelle città italiane, dove il traffico non "dorme" mai"; certo può essere coinvolgente farlo con gli altri, ma alla fine, sarà tutto vano, i pedalatori non saranno mai "padroni assoluti" della strada, ma indeboliranno il corpo, confonderanno la mente, costretti a rimanere in piedi anche il giorno, durante il lavoro o la guida dei mezzi a motore. FOLLIA. La notte è fatta per dormire, serve per "riparare i danni della vita" causati dal giorno, serve per recuperare dalla fatica. Non siamo delle slot machine. Pedalare in condizioni innaturali, è di per sé, stressante, costringe il corpo a fare quello che non può fare al meglio. Pedalare senza riposo sufficiente o con il caldo eccessivo nuoce alla salute, e diminuisce la performance; consultate il medico. 

 

Al di là dell'effetto gregge e del "famolo diverso", i pedalatori pedalano sotto il cielo stellato per fuggire dagli automobilisti e dal traffico o per condividere le vacanze sui social! Ma non è facile pedalare la notte. Il ciclismo notturno comporta dei limiti fattuali. La luce artificiale delle bici attrezzate con lampade e "lampadari" è comunque ridotta, e spesso non impedisce di finire nelle buche e di evitare insidie.  La capacità di adattamento alla luce notturna non è scontata ed è penalizzante, soprattutto quando non si è più giovani o non si conosce il percorso. Tutte le persone, a fine giornata, sono più stanche, quindi la capacità di risposta al pericolo e la prestazione  di per sé saranno limitate, e se qualcuno pensa che pedalare la notte, possa risolvere problemi di stress, sbaglierà per inesperienza; un fisico stanco amplifica lo stress, è pieno di cortisolo. Il ciclismo notturno praticato in circuiti chiusi al traffico è sicuro, purché le piste siano effettivamente e costantemente presidiate e comunque è legato a competizioni riservate ai corridori, dunque a gare ad alta velocità che richiedono abilità ed esperienza, maturata nelle competizioni, evidentemente fuori dalla portata dei pedalatori e di molti ciclisti amatoriali. Sic. Consiglio. Sceglierete di pedalare in modalità notturna, come se fosse una "serata in discoteca" o come "desiderio di fare tendenza e di essere parte di un movimento",  nulla quaestio, difronte al legittimo piacere di fare quello che si vuole fare, ognuno avrà il diritto di farlo.....ma alla fine anche di questa storia, torneremo al solito problema e per leggerne la soluzione  CLICCA QUI . Il Blog continua a raccontare il ciclismo dei tempi attuali, mentre i "buoi sono usciti dal recinto". Ragazzi, la notte è fatta per ricaricarsi e riparare il corpo, per allentare la pressione sulla mente.....per staccare la spina.....per vivere secondo il ritmo naturale della vita....ma se proprio volete fare attività fisica al top, fate sesso 😉, senza drogarvi, altrimenti non vale. Saluti ciclistici. 

sabato 29 agosto 2026

Anteprima. Canyon Predict Smart Bike Concept, la bici pensata per la sicurezza del ciclista. Serve davvero nella realtà? No.

E' inutile e non rispettoso parlare di bici da corsa quando tanti (troppi) ciclisti muoiono o sono feriti in incidenti stradali. Penso che i ciclisti non dovrebbero acquistare più bici fino a quando i Governi (e in particolare quello italiano, dato che l'Italia è una Repubblica fondata sulle auto e sugli automobilisti) non risolveranno il problema della loro sicurezza stradale. Non dobbiamo più tollerare di essere bersagli mobili, oggetti in movimento da abbattere o colpire, alla stregua di un animale selvatico cacciato da persone che per hobby uccidono esseri viventi...BASTA! Non siamo bersagli da caccia, siamo persone! E' assurdo pagare tanto (troppo) denaro per acquistare bici senza avere in cambio strade sicure. BASTA! Non se ne può più di leggere notizie di aggressioni e di incidenti stradali a danno di ciclisti e pedalatori, vittime della strada asfaltata; anche la strada asfaltata è di tutti e non solo " di lor signori automobilisti" ! E che il problema annoso riguardi quella che voi chiamate bici da corsa, e che invece chiamo bici da strada asfaltata (l'asfalto è il suo limite), lo dimostra anche il nuovo concept esposto a giugno 2026 dalla Canyon e forse disponibile tra 3 anni, la Predict ! E' una bici da strada asfaltata. La scelta non è casuale. L'asfalto è campo di battaglia. Ma la Canyon Predict, il cui nome evoca un potere taumaturgo, una capacità di preconizzazione, sarebbe o sarà davvero capace di evitare gli incidenti stradali causati dagli automobilisti, dato che sono solo loro ad uccidere o ferire colposamente i ciclisti e non è mai (e non potrebbe accadere) il contrario? No e non potrebbe ! E' solo l'ennesima trovata pubblicitaria ordita dal marketing costretto a risolvere il problema delle vendite della bici da corsa, alias bici da strada asfaltata, diminuite rispetto alle bici MTB, Gravel e alle E-bike. In sintesi: la Canyon Predict è dotata di 4 telecamere per una copertura a 360 gradi, di 4 sensori radar, di un computer Edge AI (intelligenza artificiale) integrato, di sensori pressione pneumatici, di una batteria integrata da 1 kg per alimentare il sistema, di luci anteriori e posteriori sul telaio, di ampio display sul manubrio. Il sistema integrato di "predizione", è collegato e collegabile con il casco dedicato, il casco "intelligente" Stingr ( ma la bici può funzionare anche senza casco e viceversa) che mostra la pedalata sul display della visiera, con tutte le info raccolte dal sistema integrato, casco ancora in fase di completa realizzazione, lo chiamerei "distaccatore dalla realtà stradale", dato che se guardi il display  interno al casco, non guardi la strada, è evidente, tanto vale pedalare sul rullo di nuova generazione con schermo e popcorn! Perché la Canyon Predict servirà o servirebbe solo al marketing e non al ciclista o al pedalatore? Perché se l'automobilista è distratto dall'utilizzo dello smartphone (nella realtà gli automobilisti per utilizzare lo smartphone guidano ovvero continuano ad utilizzarlo anche quando guidano, essendo una dipendenza come le droghe, l'alcool e le sigarette), se l'automobilista percorre a velocità elevata e quindi è incapace di evitare "un ostacolo" come il ciclista, se l'automobilista è ubriaco, è drogato, se l'automobilista deliberatamente sorpassa o supera il ciclista ad una distanza inferiore a 1,5 metri nonostante il divieto aggiornato del codice della strada, se l'automobilista non rispetta il ciclista, lo insulta o lo provoca, come accade nella realtà stradale, a cosa serve l'intelligenza artificiale se non deve interagire con persone intelligenti come quelle che violano il codice della strada? Cosa te ne fai di un sensore che ti avvisa che ti stanno venendo addosso a 100 km/h? Cosa te ne fai delle luci se l'automobilista non le può vedere perché chatta o telefona o è sotto l'effetto dell'alcool e/o delle sostanze stupefacenti!? Insomma BASTA! Non prendete in giro con le solite trovate pubblicitarie. Il Marketing è una piaga sociale, un offesa agli esseri intelligenti. Per essere ciclista contano le gambe e lo stile di vita, tutto il resto è marketing. Piuttosto dateci strade sicure, altro che intelligenza artificiale e tecnologia che annienta o limita la funzione celebrale, siamo persone pensanti, non consumatori dipendenti dalla droga dell'acquisto compulsivo. Nel frattempo, che i Governi facciano il loro lavoro di sicurezza stradale. Continuo a consigliarvi, per limitare il rischio, divertirsi di più, senza respirare tutto lo smog dell'asfalto: strade secondarie, sterrate, bianche, strade nascoste, da pedalare non con le bici pensate solo per la velocità sull'asfalto, ma con bici pensate per essere veloci e stabili su tutte le strade, è tempo di Gravel. E voglio ribadire che la velocità con la bici da corsa non puoi farla se non hai gambe allenate e forti e le strade adatte, cioè senza semafori, traffico, buche, sassi (ne basta uno per cadere) e soprattutto per fare velocità aperte al vento devi sapere pedalare contro vento, ma quanti sono abituati a pedalare contro il vento, quanti sanno gestire vento/watt, quanti pedalano con la posizione in sella corretta (presa bassa, gomiti chiusi, schiena arcuata, gambe strette) ?! La verità? Oggi la bici da corsa è un ossimoro, è la realtà, piaccia o no. Non illudetevi o fatevi illudere dal marketing. E soprattutto siate ciclisti e non automobilisti e quando pedalate non ragionate come l'automobilista. La Canyon Predict sarebbe o sarà utile solo nel caso in cui alla guida di auto, moto, camion, furgoni, non ci sono o saranno persone, ma computer che interagiscono tra di loro; sulla strada, l'intelligenza umana di chi uccide o ferisce al volante non può interagire efficacemente con quella tecnologica; è inebriata. Sic. Così è.  

Conclusioni. La bici dovrebbe essere prescritta dal SSN (Servizio Sanitario Nazionale)! E' un "farmaco" ovvero agisce come un farmaco sulla salute delle persone e quindi sulla salute pubblica. Invece non solo costa sempre di più, ma diventa un problema pedalare sulle strade asfaltate pubbliche. Se il diritto alla salute è riconosciuto dalla Costituzione della Repubblica italiana, allora perché non risolvono il problema della sicurezza stradale, togliendo dalle strade le troppe auto, costruendo piste ciclabili protette lungo tutta la Penisola, insegnando ai ragazzi delle scuole e agli allievi delle scuole guida che il ciclista aiuta l'ambiente e sono persone da rispettare e tutelare! E' un problema culturale e in Italia la cultura è fatica e quindi è allontanata da troppe persone, vittime consapevoli di un sistema che li illude di essere liberi, ma che di fatto, li rende incapaci di pensare e decidere. Ciclisti toglietevi dalla strada asfaltata. Esistono le Ciclovie che percorrono tutta l'Italia, lungo strade secondarie e sterrate. Il pedalatore conosce solo le strade asfaltate perché ragiona con la logica dell'automobilista, essendo automobilista che ogni tanto pedala. Lo ripeto, esseri ciclisti è uno stile di vita. Piuttosto muniamoci di action camera con lunga autonomia per raccogliere prove documentali in caso di problemi con gli automobilisti. Siate ciclisti e non pedalatori. Saluti ciclistici. 

 

domenica 26 luglio 2026

Ciclismo nel Parco Naturale Regionale Monti Simbruini; è tempo di "transumanza pedalata" #traabruzzoelazio #parchilazio #sempreilmeglio #invacanzamenosiamomegliostiamo #emozioniappenniniche

Il tempo cambia tutto, è quello che prima era l'ideale, oggi non lo è più... è tempo di esplorare nuove strade, nuove terre, e cercare spazi ideali per le emozioni a pedale, lontano dai territori invasi dalla follia della folla omologata. Praticando il "nomadismo a pedale" sulle Alpi italiane, francesi e svizzere, sugli Appennini, passando per l'Etna, consiglio ciclisti e pedalatori sulle vacanze ciclistiche. La mia nuova storia a pedale si chiama "la transumanza a pedale". Gravel a 1600 metri di altezza nella faggeta più estesa d'Europa …seguendo l’istinto....con i campanacci delle mandrie a farmi compagnia …intorno a me il paesaggio fiero ed affascinante degli Appennini…seguendo il sentiero e le mandrie  ho percorso il tempo … nella solitudine della Natura di cui facciamo parte …solo i nomadi a pedale possono percorrerla ! Durante la transumanza a pedale ho capito che il GPS serve solo a chi ha paura di perdersi! Ma non puoi perderti se hai istinto e sei parte della natura. Eraclito diceva nulla perdura tranne il cambiamento. Non era più tempo di pedalare solo su strada asfaltata...dovevo assecondare il cambiamento che e’ nella vita.  
Dunque "Transumanza pedalata" by PedalareversoilCielo, in modalità Gravel, nelle foreste, sugli altopiani e pianori carsici, location del film "Lo chiamavano Trinità", attraversando strade bianche, tratturi, segnati dal passaggio delle mandrie, seguendo il profilo selvaggio dei monti alti 2000 metri, "scalando a pedale", ascese impegnative, o seguendo il Bike Tour Simbruini di 112 km,  incontrando santuari, luoghi misteriosi, silenziosi o immersi nella quiete...è il Parco dei Monti Simbruini, il più grande del Lazio. Con la "transumanza pedalata" ho attraversato il Lazio arrivando in Abruzzo....entrando nella foresta magica conosciuta come il bosco delle fate....lungo un sentiero incantato.... incontrando il custode del bosco....folletti seduti lungo il sentiero o che abitano dentro la cavità di un grande albero ! E nella foresta ho capito che i sentieri sono i percorsi del tempo....sono percorsi dal tempo. Chiunque pedali nelle foreste, le porterà dentro di sé........ esse incantano e ammaliano!  Ho imparato a riconoscere la migrazione degli alberi, come quelle dei faggi, i quali assumono forme diverse.....sono dei migranti naturali..... provengono dall'Asia...passando per il Caucaso sono giunti fino a noi per darci bellezza e ossigeno, per custodire lo scrigno della biodiversità ! Sul link CLICCA QUI  del Parco Monti Simbruini, ci sono le info dettagliate per esplorare il territorio percorrendolo come si preferisce. Un altro consiglio. Non omologatevi, ma distinguetevi anche quando pedalate in vacanza.... siate ciclisti e non pedalatori.

Glossa a margine. Le Alpi commerciali, sono assaltate e vessate dal turismo di massa e dal traffico. Se pedalando nel "noto"dovrei sopportare smog, rumori, caos e file in stile città, allora meglio fuggire dagli stereotipi ed aprirsi al "nuovo", uscire dalla mischia, pedalando alla grande, ma fuori dagli schemi. Ho detto basta alle Dolomiti e alle Alpi commerciali, esiste l'altra montagna!!! L'ho pedalata e la consiglio. Le Alpi commerciali e le Dolomiti sono diventate piccole città...non è più luogo di natura incontaminata.... stravolte a causa di un intensa  e progressiva opera di antropomorfizzazione a scopo di lucro.... se vuoi rendere un luogo adatto alla vacanza della massa, rendilo "urbano" e togli il selvaggio, la Natura spaventa; per il cittadino, la "natura" è solo il suo cane che gioca nei prati! Basta vedere come le amministrazioni e molti cittadini hanno ridotto le loro città.....ricettacoli di bruttezza, immondizia e smog.... abbattono gli alberi, persino durante il periodo in cui è vietato per legge, e urlano allo scandalo per la presenza degli animali selvatici sinantropi....... si lamentano del caldo asfissiante, pur sapendo che gli alberi sono riserva di ossigeno, catturano la Co2 e rappresentano rifugio climatico....cioè sono aria condizionata gratuita.........asfaltano pur sapendo che l'asfalto è un "forno", genera elevate temperature.... ecco perché alcune amministrazioni comunali tolgono l'asfalto (depavimentazione) per abbassare la temperatura e assorbire le bombe d'acqua..... e nella bruttezza urbana prolificano i mala affari del crimine. Il turista è diventato complice consapevole o forse inconsapevole dello sfruttamento del territorio, quindi non voglio essere complice: più si scelgono Dolomiti e  Alpi commerciali laddove sono state stravolte dal profitto e più si rafforza il proposito del business di estendere il modello economico di distruzione della biodiversità. Le Alpi commerciali e le Dolomiti non sono più quelle di una volta.. per vederlo è sufficiente navigare sui social. Togli il selvaggio e urbanizza il territorio, per farli sentire "come a casa loro", anche nei luoghi di vacanza. In fondo il turista contemporaneo è sempre e solo un consumatore, alla stregua di colui che entra in un centro commerciale. Sic
 
                     
Noi siamo Natura, Noi siamo la Natura e siamo anche ciclisti.... quindi continuo a consigliarvi di pedalare nei sentieri dei Parchi Naturali Nazionali e Regionali, nelle Riserve Naturali, orgoglio verde, protetti da uomini e donne che ogni giorno sorvegliano e lavorano orgogliosamente e con dedizione, preservando bellezza e benessere (ossigeno incontaminato e bagni di foresta), quel verde rappresenta, la speranza per il domani, un patrimonio inestimabile, da consegnare alle nuove generazioni. Un plauso e un ringraziamento ai Guardiaparco, ai Carabinieri Forestali, al personale direttivo, tecnico, amministrativo e agli operai, oltre ai ragazzi del Servizio Civile assegnati ai Parchi; siete orgoglio italiano e dell'umanità. 

 
                                                                                                             Monte Livata 

 

  
 

 
 

  
 
  

                                                                                          Subiaco: Centro Visita Parco Monti Simbruini

Glossa al post......ciclisti italiani, attenti ! I tempi sono cambiati in peggio. Parola d’ordine: adattarsi in meglio 😉. L’Italia non e’ un Paese per ciclisti a causa di un problema culturale e sociale. Gli italiani considerano ancora l’auto come status symbol e sono tendenzialmente pigri, quindi hanno bisogno dell’auto per muoversi; risultato le strade asfaltate sono troppo strette per tutti. Di contro la maggioranza dei ciclisti sono anche automobilisti e quindi ragionano da automobilisti . Per questo stiamo assistendo ad uno scontro “di fatto” tra automobilisti diversamente veicolati sulla strada ! Quindi ascoltate il mio consiglio nel video qui sotto. Saluti ciclistici. 

sabato 11 luglio 2026

"Si, ma la Gravel Bike non la puoi mettere su strada asfaltata! " 😂 #ultrasdelnienteparlato


      

Continuo a spiegarvi il ciclismo dei tempi attuali......Una bici per tutte le strade, tutte le strade per una bici" (cit. Pedalare verso il Cielo)...... all'estero, il Gravel è da anni, una splendida realtà (ci arrivano prima a comprendere l'importanza delle cose, l'essenza delle questioni, cambiano ed innovano facilmente, mode e costumi, non si fanno paranoie e soprattutto "stanno avanti"), Unbound Gravel docet.... nacque negli USA, alla fine degli anni 80 del secolo scorso. In Italia, il Gravel ha raggiunto un successo più tardi, ma c'è ancora una frangia ultras del niente parlato, che non accetta la realtà, e lo invidia, tirandogli dietro, chiacchiere da bar, ragionamenti ossessivi e decontestualizzati, privi di pregio, come per esempio “e’ meglio la MTB”, quando nessuno vuole fare confronti sterili e urlati. Comunque metto con le spalle al muro la disinformazione, e spiego la realtà a chi vuole essere correttamente informato.....basta  andare sui social, per esempio Instagram, per vedere ottimi ciclisti con Gravel Bike, senza forcella ammortizzata, pedalare su rocce e pietre di medie e grandi dimensioni, in discesa, in salita, in pianura, dimostrando che sia, come in effetti è, solo una questione di manico; in un video il ciclista passa su un tronco di grande dimensioni con la Gravel Bike. Un altro esempio di disinformazione..... la Gravel "non la puoi mettere su strada asfaltata"...altra cavolata pensata con la logica del tifoso ultrà quando perde la squadra del cuore.....anche in questo caso, è una questione di gambe e watt.... ve lo dimostra il video qui postato, dove si pedala a più di 50 km/h con la Gravel Bike e con tubeless tassellati (si possono montare anche tubeless con pista centrale non tassellata). Agli ultras del niente parlato, ricordo che la Gravel Bike è un successo commerciale, riscuote un grande consenso di pubblico, è un best seller, fatto di vendite e di eventi a tema, finanche laboratorio di sviluppo tecnologico straordinario per tutti i marchi.....dal telaio, alle ruote che ora possono montare anche tubeless larghi + di 50 mm su cerchi 700C (oltre alla compatibilità con ruote da MTB 650b).....ogni marchio offre almeno due tipi di Gravel Bike e tanti ma tanti modelli di ruote e tubeless! Insomma la Gravel Bike era la bici che tutti cercavano, ma non lo sapevano, e che ora molti pedalano. A chi invece si ostina a non accettare che il Gravel sia la cosa più bella capitata alla bici e ai ciclisti, dedico la favola della volpe e dell'uva di Esopo, docetNota a margine: non uso action camera per quattro motivi: 1) voglio tutelare luoghi dalla massa dei "barbari in vacanza"; 2) preferisco concentrarmi sulla strada; 3) non porto con me nessuno per motivi di sicurezza, meno siamo meglio stiamo, anzi solo sto, meglio sto....certi luoghi sono più belli se vissuti in silenzio e nella quiete della Natura. Comunque vi posto uno shorts registrato con lo smartphone appoggiato sulle pietre, tanto per farvi vedere alcune delle strade Gravel che percorro. MORALE. MTB? ROAD BIKE? No grazie. Preferisco la Pedemonte Altavia, ma non puoi capirlo se non ci pedali. MTB e ROAD BIKE sono concetti superati........
     
      

Post scriptum. Servono gambe e manico, non basta avere la migliore bici....ci sono pedalatori con bici top, gambe scarse e manico come quello della scopa....sono come quelli che comprano la moto a tarda età e si pensano motociclisti.....pensando di colmare le lacune....ragazzi non scherzate....umiltà, sacrifici, vita da ciclista contano di più. La bici non regala niente....non è un auto....non ha l'acceleratore......è solo fatica....si dice "zitti e gambe", le chiacchiere stanno a zero, non servono per diventare ciclisti. Buona fortuna. Saluti ciclistici. 
 

giovedì 9 luglio 2026

Consiglio fisioterapia, ginnastica posturale e stretching per il "motore" della bici muscolare.

Pedalare "storti" cioè "disallineati", diminuisce la prestazione al 50% e aumenta l'infiammazione. Sull'argomento vi rimando QUI  . Rivolgetevi al fisioterapista e agli esperti del settore. Saluti ciclistici. 


lunedì 6 luglio 2026

Spiegazione delle prestazioni della bici da corsa di ultima generazione. Chi è il "pedalatore con scimmia" e il "tester maccheronico"?

                                                                                       
Glosse a margine. Voi la chiamate bici da corsa, io invece la chiamo bici da strada asfaltata perché con l'avvento della bici Gravel, che altro non è che una bici da corsa adatta all'off road, la bici da corsa è confinata alla strada asfaltata. Ma quali sono le prestazioni delle bici da corsa di ultima generazione? Lo spiego nel video a coloro che si fanno problemi a scegliere questo o l'altro modello. Tranquilli. Oggi è facilissimo scegliere. ATTENZIONE. Scrivo che la bici da strada asfaltata è confinata sulla strada asfaltata perché anche se provate a percorrerci sterrati compatti ( solo quelli, altri tipi di sterrato NO), con gomme da 28/32 mm, a parità di rapporto e di watt, con la Gravel andrete più veloci e soprattutto sarete molto ma molto più stabili e comodi. Qualche scienziato che pratica il ciclismo dal salotto, potrebbe pensare, " allora perché fanno le Strade Bianche con la bici da strada asfaltata?". Perché lo decide il marketing..... per pubblicizzare le bici da strada asfaltata..... per non aumentare le spese di gestione dei team. In media ogni corridore prof dispone di due bici da strada asfaltata, una da crono, se poi si dovessero aggiungere anche bici Race Gravel, allora i costi lieviterebbero, il lavoro si moltiplicherebbe per i meccanici, aumenterebbe lo spazio necessario in magazzino/trasporto per telai, ruote, tubeless, gruppi, eccetera. La somma fa il totale e ultimamente il totale sta stressando gli sponsor, stremati per gli aumenti dei costi anche del materiale tecnico e per gli ingaggi soprattutto dei campioni. Niente è gratis. Tutto si paga e a caro prezzo se si considerano i ritorni di incasso.....esempio: ogni anno quanti consumatori sono in grado di pagare il prezzo delle bici dei campioni? Pochi! Sic
Anticipo gli “scienziati” del marketing, di turno sui social, che possano chiedermi, il perché pensando di mettermi in difficoltà? Cari “scienziati” del marketing, cioè quelli che lavorano per il marketing. Come Voi dovreste sapere, allo stato dell’arte, la scelta è diventata solo una questione di beghe mentali. Il 90% dei consumatori se pedalasse bendato non si accorgerebbe della differenza tra telai in carbonio con misure standard prodotti in serie dall’industria, spesso da terzisti, nell’era delle produzione marginal gains (miglioramenti marginali non sensibilmente rilevabili dall’uomo medio-pedalatore). Ci vuole una sensibilità spiccata per percepirne le sfumature, forse. Così e’! E’ così certo e puntuale che potreste calarci la pasta 🍝 😉😬. Non pettino le bambole, ma pedalo e testo bici, prima che voi incominciaste a lavorare per il marketing.
 
 

Dicesi "pedalatore con  scimmia", colui che spendendo tanti soldi, esprime inevitabilmente, un giudizio positivo sulla bici da corsa acquistata; più la paga e più ne sarà entusiasta!  Dicesi "tester maccheronico" colui che spara a cavolo valutazioni su bici, improvvisando o recitando un copione scritto da altri. Come riconoscerlo? Lo spiego nei video. Saluti ciclistici. 

venerdì 3 luglio 2026

Consiglio: allenarsi con il vento (allenarsi contro il vento).

Un altro consiglio.....allenarsi con il vento, contro il vento. Ricordate sempre che il pedalatore è un hobbista, evita il vento come può, pedala in gruppo soprattutto per scroccare il "passaggio a ruota", per non sentirsi solo e per chiacchierare, non si mette in testa per tirare il gruppo e fare andatura, non migliorerà mai. Il ciclista è ciclista, usa il vento per allenarsi e migliorarsi; essere ciclista e’ uno stile di vita. Siate ciclisti e non pedalatori. Saluti ciclistici.  

 



mercoledì 1 luglio 2026

Consiglio su come migliorare la prestazione in salita (e per passare di livello da pedalatore a ciclista).

Nei video, il consiglio, per passare di livello, da ciclista a pedalatore e il consiglio, per migliorare la prestazione in salita. Se gli allenamenti con strumenti elettronici funzionassero davvero non ci sarebbero tanti ciclisti e pedalatori che in salita "pedalano all’indietro"! E' un fatto notorio. Evidentemente non basta leggere il dispositivo elettronico! Occorre "mentalizzare la salita" (Copyright Pedalareversoilcielo) e non sprecare soldi per le tabelle di allenamento, nessuno può conoscervi meglio di voi! Imparate ad ascoltarvi! Siete persone, non siete macchine. Pedalare è un gesto istintivo, non complicatelo. Imparare a pedalare collegati con la mente al gesto atletico, padroni della fatica, carattere ciclistico. Saluti ciclistici         

    
                   1° CONSIGLIO                                                                              2° CONSIGLIO

 
                         Imparate ad ascoltarvi. 

venerdì 26 giugno 2026

I miei CAMPIONI.

E con questo VIDEO ho detto la cosa più importante che c’era da dire,  per evitarvi vanagloria …quello che conta è solo questo. Per qualcuno potrà essere fastidioso, ma dovevo pur dirlo che la vera sfida da vincere é solo questa! Saluti ciclistici.