lunedì 27 luglio 2026

Spiegazione delle prestazioni della bici da corsa di ultima generazione. Chi è il "pedalatore con scimmia" e il "tester maccheronico"?


Glosse a margine. Voi la chiamate bici da corsa, io invece la chiamo bici da strada asfaltata perché con l'avvento della bici Gravel, che altro non è che una bici da corsa adatta all'off road, la bici da corsa è confinata alla strada asfaltata. Ma quali sono le prestazioni delle bici da corsa di ultima generazione? Lo spiego nel video a coloro che si fanno problemi a scegliere questo o l'altro modello. Tranquilli. Oggi è facilissimo scegliere. 

Dicesi "pedalatore con  scimmia", colui che spendendo tanti soldi, esprime inevitabilmente, un giudizio positivo sulla bici da corsa acquistata; più la paga e più ne sarà entusiasta!  Dicesi "tester maccheronico" colui che spara a cavolo valutazioni su bici, improvvisando o recitando un copione scritto da altri. Come riconoscerlo? Lo spiego nel video. Saluti ciclistici. 

domenica 26 luglio 2026

Ciclismo nel Parco Naturale Regionale Monti Simbruini; è tempo di "transumanza pedalata" #traabruzzoelazio #parchilazio #sempreilmeglio #invacanzamenosiamomegliostiamo #emozioniappenniniche

Praticando il "nomadismo a pedale" sulle Alpi italiane, francesi e svizzere, sugli Appennini, passando per l'Etna, consiglio ciclisti e pedalatori. Il tempo cambia tutto, è quello che prima era l'ideale, oggi non lo è più... è tempo di esplorare nuove strade, nuove terre, e cercare spazi ideali per le emozioni a pedale, lontano dai territori invasi dalla follia della folla omologata. Le Alpi, soprattutto quelle commerciali, sono assaltate dal turismo di massa e dal traffico. Se pedalando nel "noto", bisogna sopportare smog, rumori, caos e file in stile città, allora meglio fuggire dagli stereotipi ed aprirsi al "nuovo", uscire dalla mischia, pedalando alla grande, ma fuori dagli schemi. E basta con ste Dolomiti!!! Oramai sono diventate piccole città...non è più luogo di natura incontaminata! Le Dolomiti, come le Alpi commerciali, sono state stravolte a causa di un intensa  e progressiva opera di antropomorfizzazione a scopo di lucro: se vuoi rendere un luogo adatto alla vacanza della massa, rendilo "urbano" e togli il selvaggio, la Natura spaventa; per il cittadino, la "natura" è solo il suo cane che gioca nei prati! Basta vedere come la maggioranza dei cittadini hanno ridotto le loro città.....ricettacoli di bruttezza, immondizia e smog.... abbattono gli alberi e urlano allo scandalo per la presenza degli animali selvatici sinantropi....... si lamentano del caldo asfissiante, pur sapendo che gli alberi sono riserva di ossigeno, catturano la Co2 e rappresentano rifugio climatico....cioè sono aria condizionata gratuita.........e nella bruttezza urbana prolificano i mala affari del crimine. Il turista è diventato complice consapevole o forse inconsapevole dello sfruttamento del territorio: più sceglie le Dolomiti e le Alpi così come sono state stravolte dal profitto e più rafforza il proposito del business di estendere il modello economico di distruzione della biodiversità. E' in atto un opera di trasfigurazione - umanizzazione- distruzione delle Alpi...non sono più quelle di una volta...è un fatto obiettivo! Target. Togli il selvaggio e urbanizza il territorio, per farli sentire "come a casa loro", anche nei luoghi di vacanza. In fondo il turista contemporaneo è sempre e solo un consumatore, alla stregua di colui che entra in un centro commerciale. Sic
 

Noi siamo Natura, Noi siamo la Natura e siamo anche ciclisti.... quindi continuo a consigliarvi di pedalare nei sentieri dei Parchi Naturali Nazionali e Regionali, nelle Riserve Naturali, orgoglio verde, protetti da uomini e donne che ogni giorno sorvegliano e lavorano orgogliosamente e con dedizione, preservando bellezza e benessere (ossigeno incontaminato e bagni di foresta), quel verde rappresenta, la speranza per il domani, un patrimonio inestimabile, da consegnare alle nuove generazioni. Un plauso e un ringraziamento ai Guardiaparco, ai Carabinieri Forestali, al personale direttivo, tecnico, amministrativo e agli operai, oltre ai ragazzi del Servizio Civile assegnati ai Parchi; siete orgoglio italiano e dell'umanità. 

 

E' tempo di praticare la "transumanza pedalata" by PedalareversoilCielo, in modalità Gravel nella Faggeta più grande d'Europa, sugli altopiani e pianori carsici, location del film "Lo chiamavano Trinità", attraversando strade bianche, tratturi, segnati dal passaggio delle mandrie, seguendo il profilo selvaggio dei monti alti fino a 2000 metri, "scalando a pedale", ascese impegnative, o seguendo il Bike Tour Simbruini di 112 km,  incontrando santuari, luoghi misteriosi, silenziosi o immersi nella quiete...è il Parco dei Monti Simbruini, il più grande del Lazio. Con la "transumanza pedalata" ho attraversato il Lazio arrivando in Abruzzo....entrando nella foresta magica conosciuta come il bosco delle fate....lungo un sentiero incantato.... incontrando il custode del bosco....folletti seduti lungo il sentiero o che abitano dentro la cavità di un grande albero ! E nella foresta ho capito che i sentieri sono i percorsi del tempo. Chiunque pedali nella foresta magica dei Faggi, conosciuta come il bosco delle fate,  la porterà dentro di sé....per sempre...... incanta e ammalia! I faggi sono alberi che assumono forme diverse.....sono dei migranti naturali..... provengono dall'Asia...passando per il Caucaso sono giunti fino a noi per darci bellezza e ossigeno, per custodire lo scrigno della biodiversità ! Sul link CLICCA QUI  del Parco Monti Simbruini, ci sono le info dettagliate per esplorare il territorio percorrendolo come si preferisce. Un altro consiglio. Non omologatevi, ma distinguetevi anche quando pedalate.... siate ciclisti e non pedalatori. Saluti ciclistici. 
 


  
 

 
 


 

 
  





sabato 11 luglio 2026

"Si, ma la Gravel Bike non la puoi mettere su strada asfaltata! " 😂 #ultrasdelnienteparlato


      

Continuo a spiegarvi il ciclismo dei tempi attuali......Una bici per tutte le strade, tutte le strade per una bici" (cit. Pedalare verso il Cielo)...... all'estero, il Gravel è da anni, una splendida realtà (ci arrivano prima a comprendere l'importanza delle cose, l'essenza delle questioni, cambiano ed innovano facilmente, mode e costumi, non si fanno paranoie e soprattutto "stanno avanti"), Unbound Gravel docet.... nacque negli USA, alla fine degli anni 80 del secolo scorso. In Italia, il Gravel ha raggiunto un successo più tardi, ma c'è ancora una frangia ultras del niente parlato, che non accetta la realtà, e lo invidia, tirandogli dietro, chiacchiere da bar, ragionamenti ossessivi e decontestualizzati, privi di pregio, come per esempio “e’ meglio la MTB”, quando nessuno vuole fare confronti sterili e urlati. Comunque metto con le spalle al muro la disinformazione, e spiego la realtà a chi vuole essere correttamente informato.....basta  andare sui social, per esempio Instagram, per vedere ottimi ciclisti con Gravel Bike, senza forcella ammortizzata, pedalare su rocce e pietre di medie e grandi dimensioni, in discesa, in salita, in pianura, dimostrando che sia, come in effetti è, solo una questione di manico; in un video il ciclista passa su un tronco di grande dimensioni con la Gravel Bike. Un altro esempio di disinformazione..... la Gravel "non la puoi mettere su strada asfaltata"...altra cavolata pensata con la logica del tifoso ultrà quando perde la squadra del cuore.....anche in questo caso, è una questione di gambe e watt.... ve lo dimostra il video qui postato, dove si pedala a più di 50 km/h con la Gravel Bike e con tubeless tassellati (si possono montare anche tubeless con pista centrale non tassellata). Agli ultras del niente parlato, ricordo che la Gravel Bike è un successo commerciale, riscuote un grande consenso di pubblico, è un best seller, fatto di vendite e di eventi a tema, finanche laboratorio di sviluppo tecnologico straordinario per tutti i marchi.....dal telaio, alle ruote che ora possono montare anche tubeless larghi + di 50 mm su cerchi 700C (oltre alla compatibilità con ruote da MTB 650b).....ogni marchio offre almeno due tipi di Gravel Bike e tanti ma tanti modelli di ruote e tubeless! Insomma la Gravel Bike era la bici che tutti cercavano, ma non lo sapevano, e che ora molti pedalano. A chi invece si ostina a non accettare che il Gravel sia la cosa più bella capitata alla bici e ai ciclisti, dedico la favola della volpe e dell'uva di Esopo, docetNota a margine: non uso action camera per quattro motivi: 1) voglio tutelare luoghi dalla massa dei "barbari in vacanza"; 2) preferisco concentrarmi sulla strada; 3) non porto con me nessuno per motivi di sicurezza, meno siamo meglio stiamo, anzi solo sto, meglio sto....certi luoghi sono più belli se vissuti in silenzio e nella quiete della Natura. Comunque vi posto uno shorts registrato con lo smartphone appoggiato sulle pietre, tanto per farvi vedere alcune delle strade Gravel che percorro. MORALE. MTB? ROAD BIKE? No grazie. Preferisco la Pedemonte Altavia, ma non puoi capirlo se non ci pedali. MTB e ROAD BIKE sono concetti superati........
     
      

Post scriptum. Servono gambe e manico, non basta avere la migliore bici....ci sono pedalatori con bici top, gambe scarse e manico come quello della scopa....sono come quelli che comprano la moto a tarda età e si pensano motociclisti.....pensando di colmare le lacune....ragazzi non scherzate....umiltà, sacrifici, vita da ciclista contano di più. La bici non regala niente....non è un auto....non ha l'acceleratore......è solo fatica....si dice "zitti e gambe", le chiacchiere stanno a zero, non servono per diventare ciclisti. Buona fortuna. Saluti ciclistici. 
 

giovedì 9 luglio 2026

Consiglio fisioterapia, ginnastica posturale e stretching per il "motore" della bici muscolare.

Pedalare "storti" cioè "disallineati", diminuisce la prestazione al 50% e aumenta l'infiammazione. Sull'argomento vi rimando QUI  . Rivolgetevi al fisioterapista e agli esperti del settore. Saluti ciclistici. 


venerdì 3 luglio 2026

Consiglio: allenarsi con il vento (allenarsi contro il vento).

Un altro consiglio.....allenarsi con il vento, contro il vento. Ricordate sempre che il pedalatore è un hobbista, evita il vento come può, pedala in gruppo soprattutto per scroccare il "passaggio a ruota", per non sentirsi solo e per chiacchierare, non si mette in testa per tirare il gruppo e fare andatura, non migliorerà mai. Il ciclista è ciclista, usa il vento per allenarsi e migliorarsi; essere ciclista e’ uno stile di vita. Siate ciclisti e non pedalatori. Saluti ciclistici.  

 



mercoledì 1 luglio 2026

Consiglio su come migliorare la prestazione in salita (e per passare di livello da pedalatore a ciclista).

Nei video, il consiglio, per passare di livello, da ciclista a pedalatore e il consiglio, per migliorare la prestazione in salita. Se gli allenamenti con strumenti elettronici funzionassero davvero non ci sarebbero tanti ciclisti e pedalatori che in salita "pedalano all’indietro"! E' un fatto notorio. Evidentemente non basta leggere il dispositivo elettronico! Occorre "mentalizzare la salita" (Copyright Pedalareversoilcielo) e non sprecare soldi per le tabelle di allenamento, nessuno può conoscervi meglio di voi! Imparate ad ascoltarvi! Siete persone, non siete macchine. Pedalare è un gesto istintivo, non complicatelo. Imparare a pedalare collegati con la mente al gesto atletico, padroni della fatica, carattere ciclistico. Saluti ciclistici         

    
                   1° CONSIGLIO                                                                              2° CONSIGLIO

 
                         Imparate ad ascoltarvi. 

venerdì 26 giugno 2026

I miei CAMPIONI.

E con questo VIDEO ho detto la cosa più importante che c’era da dire,  per evitarvi vanagloria …quello che conta è solo questo. Per qualcuno potrà essere fastidioso, ma qualcuno doveva pur dirlo che la vera sfida da vincere e’ solo questa. Saluti ciclistici. 

martedì 23 giugno 2026

Come mi allenavo e come mi alleno ai tempi di Strava e della tecnica.

Mi insegnarono che il migliore allenamento è la gara. Ci allenavamo in segreto, a ritmo gara. Oggi Strava, il grande "condominio" virtuale dei pedalatori, e la tecnica, padrona delle nostre vite, non sono riuscite a cambiarmi la scelta di allenarmi "liberamente", a ritmo gara, perché il migliore allenamento è la gara, senza condividere i miei dati (a cosa serve?). Per allenarmi ho imparato a "sentirmi" e nel video spiego cosa significa. Saluti ciclistici. 

P.S. Ci allenavamo in segreto perché non dovevano sapere che ti allenavi, per non essere "marcato" a vista. E alla domanda se ti eri allenato, si rispondeva poco, non ho avuto tempo! Era sempre battaglia. Poi, imparammo a "leggere" la gamba e la forma della gamba "parla"! Altri tempi, altri ciclisti e in quel tempo non c'era ancora la condivisione social degli allenamenti. #storiedivitavissutasullastrada #storiepedalate #storiedatramandare 

lunedì 8 giugno 2026

Scuola di ciclismo ex post: come guardare indietro senza voltarsi.

Sono pochi quelli rimasti ciclisticamente attivi dopo avere praticato da giovani, il ciclismo, quando si imparano le basi dello sport, meglio e prima, la maggioranza inizia a pedalare a tarda età, senza esperienza, avendo come punti di riferimento il compagno di uscita, anch'egli, spesso, senza formazione di base, e/o le corse trasmesse alla TV, dove si vedono cose che gli "umani" non possono e non devono fare, ma li imitano e diventano la parodia del corridore prof. I pedalatori, hobbisti per antonomasia, fanno di tutto e di più, fanno e non ci pensano più di tanto, come per esempio, quando si voltano per guardare indietro, con grave pericolo per se e per gli altri....con una mano sul manubrio, e l'altra agitata nell'aria, a salutare o indicare oppure appoggiata sul fianco, come un danzatore.....urlano, allungano e storcono il collo....voltandosi, possono perdere (e spesso perdono) l'equilibrio....pedalano in modo totalmente precario.... basta una buca o un contatto improvviso con il compagno d'uscita, e finiscono sull'asfalto...abbandonano la bici "al caso"....si contorcono, come serpenti...la bici ondeggia, sbacchetta, senza governo..... interpretano scene tragicomiche. E allora sommessamente, un consiglio alla popolazione pedalatrice, su come guardare indietro, senza voltarsi, ma solo quando non se ne può fare a meno... perché non serve voltarsi per vedere chi sta a ruota.....basta l'ombra sull'asfalto o il rumore della catena o degli pneumatici o il fiato corto di chi ti insegue o lo squillo del computer...anzi vi consiglio di allungare il passo quando "rientrano", in modo da non dargli tempo di prendere fiato e succhiarvi la ruota, per risparmiare energia e battervi in volata, o "scattarvi in faccia"; quando è "battaglia" è "battaglia" nessuno è "fratello di pedale". Allora come fare per voltarsi indietro correttamente? Si guarda da sotto il braccio per mantenere le mani sul manubrio e una posizione corretta in sella. Vi lascio al mio video tutorial. Saluti ciclistici. 
                             
   
       

Spagna. Puntine sulla strada: allerta per la sicurezza dei ciclisti.

La notizia QUI  . In breve. La Federazione Ciclistica della Comunità Valenciana, denuncia " molestie e criminalizzazione dei ciclisti" dopo il ritrovamento di puntine da disegno sparse sulla strada statale, a Tàrbena. Un residente ha raccolto circa quaranta spilli sparsi sulla riva destra della strada statale CV-715 , in un tratto di cinque o sei chilometri tra Bolulla e Tàrbena. Li ha trovati mentre faceva un giro in bicicletta e ha segnalato la situazione pericolosa. Un abitante del luogo ha spiegato che "c'erano molti spilli e si vedevano persone ferme a guardare le ruote". Le amministrazioni comunali e il settore turistico stanno organizzando un incontro per studiare soluzioni che garantiscano sicurezza e convivenza. Niente di nuovo sotto questo cielo: nel 2018, in Italia, alle Nove Colli, furono sparse tante puntine sulla strada e non  furono mai trovati i responsabili. E la situazione è andata oltre, in Italia, anche sui social, dove si fomenta  e monta l'odio verso i ciclisti, tanto che la Fondazione Michele Scarponi ha deciso di perseguire penalmente gli odiatori social, scoperti o segnalati. Inutile nascondere la testa sotto la sabbia, l'odio e l'invidia quale causa scatenante, è diffuso, e se non ci fosse il codice penale, si assisterebbe ad un "regolamento di conti" massiccio e sistematico. Ovviamente ci sono automobilisti che si comportano correttamente. Ma non possiamo far finta di niente. 

Questa è la notizia riportata dai media spagnoli. Veniamo a noi, ciclisti italiani. "Se Atene piange, Sparta non ride". Il "giocattolo si è rotto" anche in Italia. Eravamo "4 ciclisti" su strada, molti anni fa, quando c'erano molti meno automobilisti; ci contavamo. Le cose sono cambiate, soprattutto a partire dal 2020. Oggi, tanti, forse troppi ciclisti e pedalatori si riversano sulle strade asfaltate, rendendo difficile, la convivenza con gli automobilisti, alle prese con un traffico in crescita esponenziale, oramai insostenibile, non solo dal punto di vista economico, visto il caro carburanti e la spinta inflazionistica. Insomma le strade asfaltate sono diventate troppo piccole per tutti! Cosa accadrà in futuro? Non lo so e nessuno può saperlo, le cose sono in continuo movimento e in profonda trasformazione, e tutto sembra compromesso da una situazione generale insostenibile e non solo sulle strade. Visto l'acuirsi dei conflitti sulle strade e nei social, tra alcuni automobilisti e ciclisti, l'aumentare degli incidenti stradali, spesso con morti, bisognerebbe comprendere, che le cose sono cambiate per sempre. Consiglio: toglietevi dalle strade asfaltate e seguite il consiglio che una mattina di qualche anno fa, mi urlò, un automobilista odiatore seriale: " Andate nei boschi a rompere....."! Per chi invece sceglierà di continuare a fronteggiarsi sull'asfalto, con gli automobilisti, alcuni di loro, sempre più intolleranti e frustrati dalla vita, consiglio, di smettere di praticare il ciclismo "condominiale" e quindi di non uscire con gruppi numerosi e di non pedalare ammucchiati, invadendo la garreggiata, inoltre consiglio di pedalare nelle strade secondarie.....se invece vivete in città ingolfate dal traffico, allora le soluzioni sono due: o vi caricate la bici e la portate altrove, oppure rulli a go go, così è, questo è!  La cosa incredibile è che i marchi di biciclette non capiscono la gravità della situazione, che comprometterà anche i loro profitti, per via dell'aumento crescente dei prezzi, dell'omologazione della produzione in serie, e dell'inflazione; si ostinano ad investire nelle corse professionistiche, sempre più noiose, completamente lontane dalla realtà dei ciclisti amatoriali e dei pedalatori. Non capiscono la situazione reale. Non serve disegnare bici nella galleria del vento, quando, tra semafori, incroci, traffico, l'aerodinamica non serve a niente. Cari marchi: non coccolate i Big prof, prendetevi cura delle sorti dei vostri clienti, cioè dei ciclisti amatoriali e dei pedalatori. Se non ci saranno più ciclisti e e pedalatori disposti a comprare ogni anno o poco più, bici nuove, dovrete togliere lo sponsor ai team, e per l'effetto, i campioni saranno licenziati e finiranno a pescare sul fiume. Per ora muovete ancora soldi e allora potete fare voce grossa con i Governi, spiegandogli, cosa significa mobilità sostenibile e che la salute pubblica passa per l'esercizio fisico, anche quello fatto con la bici.  Per chi volesse invece evolversi e adattarsi al cambiamento in atto, consiglio la lettura di questo post CLICCA QUI    Saluti ciclistici.