lunedì 8 giugno 2026

Spagna. Puntine sulla strada: allerta per la sicurezza dei ciclisti.

La notizia QUI  . In breve. La Federazione Ciclistica della Comunità Valenciana, denuncia " molestie e criminalizzazione dei ciclisti" dopo il ritrovamento di puntine da disegno sparse sulla strada statale, a Tàrbena. Un residente ha raccolto circa quaranta spilli sparsi sulla riva destra della strada statale CV-715 , in un tratto di cinque o sei chilometri tra Bolulla e Tàrbena. Li ha trovati mentre faceva un giro in bicicletta e ha segnalato la situazione pericolosa. Un abitante del luogo ha spiegato che "c'erano molti spilli e si vedevano persone ferme a guardare le ruote". Le amministrazioni comunali e il settore turistico stanno organizzando un incontro per studiare soluzioni che garantiscano sicurezza e convivenza. Niente di nuovo sotto questo cielo: nel 2018, in Italia, alle Nove Colli, furono sparse tante puntine sulla strada e non  furono mai trovati i responsabili. E la situazione è andata oltre, in Italia, anche sui social, dove si fomenta  e monta l'odio verso i ciclisti, tanto che la Fondazione Michele Scarponi ha deciso di perseguire penalmente gli odiatori social, scoperti o segnalati. A scanso di equivoci, va detto, sia che è un momento storico dove l'odio (e l'invidia, causa scatenante), è particolarmente diffuso, sia che gli automobilisti odiano tutti, anche gli altri automobilisti e se non ci fosse il codice penale, si assisterebbe ad un regolamento di conti massiccio e continuo. 

Questa è la notizia riportata dai media spagnoli. Veniamo a noi, ciclisti italiani. "Se Atene piange, Sparta non ride". Il "giocattolo si è rotto" anche in Italia. Eravamo "4 ciclisti" su strada, molti anni fa, quando c'erano molti meno automobilisti; ci contavamo. Le cose sono cambiate, soprattutto a partire dal 2020. Oggi, tanti, forse troppi ciclisti e pedalatori si riversano sulle strade asfaltate, rendendo difficile, la convivenza con gli automobilisti, alle prese con un traffico in crescita esponenziale, oramai insostenibile, non solo dal punto di vista economico, visto il caro carburanti e la spinta inflazionistica. Insomma le strade asfaltate sono diventate troppo piccole per tutti! Cosa accadrà in futuro? Non lo so e nessuno può saperlo, le cose sono in continuo movimento e in profonda trasformazione, e tutto sembra compromesso da una situazione generale insostenibile e non solo sulle strade. Visto l'acuirsi dei conflitti sulle strade e nei social, tra automobilisti e ciclisti, l'aumentare degli incidenti stradali, spesso con morti, bisognerebbe comprendere, che le cose sono cambiate per sempre. Consiglio: toglietevi dalle strade asfaltate e seguite il consiglio che una mattina di qualche anno fa, mi urlò, un automobilista odiatore seriale: " Andate nei boschi a rompere....."! Per chi invece sceglierà di continuare a fronteggiarsi sull'asfalto, con gli automobilisti, sempre più intolleranti e frustrati dalla vita, consiglio, di smettere di praticare il ciclismo "condominiale" e quindi di non uscire più con gruppi numerosi e di non pedalare più ammucchiati, invadendo la garreggiata, consiglio di pedalare nelle strade secondarie.....se invece vivete in città ingolfate dal traffico, allora le soluzione sono due: o vi caricate la bici e la portate altrove, oppure rulli a go go, così è, questo è!  La cosa incredibile è che i marchi di biciclette non capiscano la gravità della situazione, che comprometterà anche i loro profitti, già in costante calo, per via dell'aumento crescente dei prezzi, dell'omologazione della produzione in serie, e dell'inflazione; si ostinano ad investire nelle corse professionistiche, sempre più brutte e noiose, completamente lontane dalla realtà dei ciclisti amatoriali e dei pedalatori. Non capiscono la situazione reale. Non serve disegnare bici nella galleria del vento, quando, tra semafori, incroci, traffico, l'aerodinamica non serve a niente. Cari marchi: non coccolate i Big prof, prendetevi cura delle sorti dei vostri clienti, cioè dei ciclisti amatoriali e dei pedalatori. Se non ci saranno più ciclisti e e pedalatori disposti a comprare ogni anno bici nuove, dovrete togliere lo sponsor ai team, e per l'effetto, i campioni saranno licenziati e finiranno a pescare sul fiume. Per ora muovete ancora soldi e allora potete fare voce grossa con i Governi, spiegandogli, cosa significa mobilità sostenibile e che la salute pubblica passa per l'esercizio fisico, anche quello fatto con la bici.  Per chi volesse invece evolversi e adattarsi al cambiamento in atto, consiglio la lettura di questo post CLICCA QUI    Saluti ciclistici. 

mercoledì 27 maggio 2026

Test Concept Scott RC Race Gravel con ruote DT SWISS 32 pollici: quello che c'è da sapere e quello che scrissi.

Avevo sentito nell'aria "odore di tendenza" e nel post pubblicato il 4 maggio scorso, anticipavo gli eventi. Ora ritorno sull'argomento con una novità. Il marchio svizzero Scott Bike ha prodotto due esemplari del Concept Race Gravel Bike per ruote da 32 pollici, non destinato alla produzione, affidandole a due corridori, iscritti alla più prestigiosa Race Gravel, la massacrante e celebre Unbound Gravel, che si svolge ogni anno, a Emporia (Kansas) USA. Dunque la Scott Bike ha fatto realizzare specificatamente due telai per testare le ruote da 32 pollici, questo a riprova della mia regola: è la ruota che fa il telaio, tutto "gira" sulla scelta delle ruote; un telaio di media gamma con ruote top di gamma sarà più performante di un telaio top di gamma con ruote di media gamma. Target: verificare la prestazione delle ruote da 32 pollici nel mondo Gravel. Per la cronaca il test sarà fatto con ruote concept da 32 pollici DT SWISS con tubeless Schwalbe RX da 32 x 50 mm e componentistica mista Road/Gravel, suffragando quanto scrissi a proposito della tendenza ad uniformare il prodotto strada/Gravel: per un esemplare, Shimano XTR - GRX con comandi Dura Ace e pedivelle da 160 mm, per l'altro, Sram Red AXS XLPR. 

Ma la ruota da 32 pollici non è una novità assoluta, esiste già nella MTB (dalla 29 pollici alla 32 pollici misurando distanza mozzo-tubeless, larghezza del cerchio da 73,7 cm a 80/81 cm). Con la Gravel Bike si possono utilizzare diverse tipologie di ruote e pneumatici di varie larghezze e tassellature, a seconda del percorso, terreno, gara: si va dalla ruota 650 B con diametro interno 58,4 cm, corrispondente alla 27,5 MTB per montare tubeless più larghi e tassellati, ideali per Gravel tecnico e Bike Packing, al classico cerchio 700C (diametro interno di 62,2 cm, esterno, cioè mozzo-tubeless 700 mm circa) e finendo al prossimo cerchio da 32. 

La corsa test. Il laboratorio scelto è Unbound Gravel nel formato XL per corridori professionisti: 575 km ininterrotti, senza assistenza tecnica e meccanica, con qualche breve pit stop per cambio borracce, barrette, e pulizia bici. L'altimetria prevede un punto più alto di 484 metri e punto più basso di 317 metri. In pratica si tratta di un anello devastante fatto di polvere, fango, sassi e vento. Niente è paragonabile. Gli altri formati minori sono 200, 100, 50 , 25, juniores. Il link del sito ufficiale CLICCA QUI 

Conclusioni. Cara Scott Bike mi fa piacere del "nuovo" test, e chissà se avrai letto il mio post, prima del lancio del nuovo "laboratorio" mobile, ma non c'è da attendere il responso promozionale del test commissionato ai due corridori, le risposte le avevo già date al lettore del Blog, il ciclista Michele, nel post del 4 maggio citato : " ..il cerchio largo 32 per Gravel ha molta inerzia, quindi mantiene più facilmente la velocità, inoltre migliora il comfort, aumenta la stabilità e la gestione delle curve tecniche, agevola il passaggio sui percorsi più impervi, ma diminuisce lo scatto, la prestazione in salita, questo dal punto di vista della prestazione. Ovviamente aumenta il peso sia della bici/forcella, sia delle ruote/tubeless......" Aggiungo che la scelta dipende dalla tipologia Gravel.....il Gravel in pianura o nei sentieri impervi, attraversando torrenti, passando sopra massi e rocce di media e grandi dimensioni, il canale 32, può avere un senso, un utilità concreta...il Race Gravel fatto in salita, dura, su terreni boscosi e foreste pluviali, senza particolari forme rocciose, con pozze d'acqua, e piccoli canali, allora il 32 è una zavorra.....dipende dal gravelista....quello leggero, che rilancia ed accelera sempre, anche no." 😉  CLICCA QUI

Ovviamente il marketing lavora "nelle tenebre" ed anticipa i lanci, generando preventivamente, la libidine dell'acquisto compulsivo; sarà tutto pronto per la produzione di serie del telaio e delle ruote in questione. Come ebbi modo di anticipare tempo fa, nei post pubblicati, con etichette NovaVitaGravel, il mondo Gravel, avrebbe rappresentato il nuovo laboratorio per i marchi/produttori, e così è stato! Anche questo test della Scott Bike lo dimostra e altri marchi proveranno prototipi per le 32 pollici alla Unbound Gravel; tutto e’ in fermento! Infine come preannunciato, la tendenza sarà quella di creare modelli universali, multi impiego, multi strade o come dico io, una bici per tutta le strade, tutte le strade per una bici... è sufficiente guardare il concept della Scott RC Race Gravel 32 pollici per capirlo definitivamente.....cambiateci le ruote/tubeles e potrete pedalarci ovunque. La bici da corsa, che chiamo bici da strada asfaltata, è superata concettualmente, non ha più senso per un ciclista amatoriale (quelli del Bar Pedalatori, urleranno per partito preso o sveniranno pensando al prezzo pagato per il nuovo acquisto). Come sempre mi porto avanti, sommessamente e audacemente. Saluti ciclistici. 

 


venerdì 22 maggio 2026

Pedemonte Altavia si aggiudica la Menzione d'Onore al XXIX Premio Compasso d'Oro ADI.

La XXIX edizione del Compasso d'Oro ADI, i cui progetti made in Italy selezionati, erano stati annunciati il 15 aprile scorso, è terminata con un grande successo: la Pedemonte Altavia si aggiudica la Menzione d'Oro al XXIX Premio Compasso d'Oro ADI ed è entrata a far parte di diritto della Collezione Storica Compasso d'Oro ADI, dichiarata nel 2004 dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, di "eccezionale interesse artistico e storico". La Pedemonte Altavia è l'unica Race Gravel Bike, pensata, costruita e verniciata completamente in Italia, ad essersi pregiata dell'ambito titolo !  Idea e bellezza italiana performante "Quando l'idea diventa una macchina che crea l'arte" (Sol Lewitt). Idea e bellezza italiana performante. Orgoglio genovese. Complimenti alla Pedemonte Bike. I test del Blog PedalareversoilCielo sono selezionati dalla migliore e selezionata platea. Condivido alcuni scatti esclusivi, della Pedemonte Altavia, in mostra a Milano e dell'onorificenza concessa. Consiglio anche la lettura del post della candidatura CLICCA QUI     Saluti ciclistici.   

 

   


mercoledì 20 maggio 2026

Appello agli spettatori del Giro d'Italia.

                                                                           URBI ET ORBI 

domenica 10 maggio 2026

TEST OAKLEY META VANGUARD. I ciclisti e le action camera: quali e perché.

Premessa. Comprano action camera costose, ma con scarsa autonomia, e per usarle si imbracano come se fossero bungee jumper e si dovessero lanciare con un elastico dai ponti, oppure le drizzano sui manubri avvitandole a strutture complicate e tozze, alla faccia dell'aerodinamica, e tutto questo per girare, mezz'ora di noiosi, ripetitivi filmati delle solite pedalate, per condividerli via social! Dai ragazzi, siamo sinceri, action video, come questi, sono ovunque, tutti uguali, anonimi, danno assuefazione, a chi glie ne importa più! Ma non voglio parlare di questo, "O purpo se coce dint'all'acqua soja", voglio spiegarvi una cosa importante.  

Il problema. Come difendersi in caso di incidenti stradali e di aggressioni da parte degli automobilisti? Ai ciclisti servono prove documentali per il processo penale e civile. La soluzione. Scegliete action camera che possano riprendere il vostro giro, MA TUTTO IL GIRO, senza problemi di autonomia, dotati di una camera discreta, elegante, persino nascosta e se possibile che non aggiunga peso, ed ingombro alla bici o finisca appiccicata addosso, ci vuole classe ed eleganza, siamo ciclisti e non videomaker o registi, dobbiamo pedalare ed allenarci, non dobbiamo vincere l'Oscar del regista della domenica. 

Dunque ecco il test dell'occhiale Oakley Meta Vanguard, leggero, con lenti Prizm e camera integrata, dotata di potente autonomia: dopo 8 ore di filmato, foto, e tre chiacchierate al telefono è stata  consumato solo il 30% della carica, e tutto questo, senza mai togliere le mani dal manubrio, utilizzando solo il comando vocale! Autonomia massima 36 ore. E in più, ovviamente, essendo un occhiale, protegge gli occhi dal sole e dagli insetti, con lenti resistenti e capaci di una discreta resa visiva. Condivido un breve filmato dimostrativo, girato lungo la discesa dai monti Lessini, si sente anche il gracchiare della telefonata. Ovviamente la resa delle immagini è inferiore a quella di una GoPro o Insta360, tanto per fare un paragone, ma a sua volta, gli Oakley Meta Vanguard hanno un autonomia superiore a questi prodotti, che puntano solo a fare video di qualità, e a non "testimoniare" il giro del ciclista.  Insomma quando le GoPro e le Insta360 si scaricano, gli Oakley Meta Vanguard continuano a catturare immagini, foto e a telefonare! Per un ciclista è quello che conta; per un videomaker non è sufficiente: a voi la scelta. La qualità delle immagini-foto in 12 MP e video in 3K, è più che discreta e il video pubblicato risente un po’ della compressione dei media. Ovviamente gli Oakley hanno un altro vantaggio, quello che non devono essere installati sul manubrio o casco o "indossati" sulla maglia. L'unico "problema" forse è il prezzo di  mercato 499 euro (in linea con la concorrenza), ma ne vale la pena, trattandosi di un dispositivo "salva ciclisti", indispensabile nell'attuale società violenta che odia il prossimo, soprattutto sulle strade asfaltate. Sono disponibili anche altri occhiali ad un prezzo inferiore, come Ray -Ban Wayfarer Meta con foto da 12 MP e video HD, autonomia massima di 36 ore, a 269,25 euro. Ma esistono action camera classiche, meno performanti, con una resa video inferiore, in formato 1080, con ottima autonomia, ad un prezzo molto competitivo, da installare anche sul casco o indossare con una calamita. Bastano ed avanzano per tutelarvi. Siate ciclisti e non pedalatori. Siate ciclisti furbi e prudenti. Saluti ciclistici. 

       

lunedì 4 maggio 2026

Tubeless Gravel non inferiori a 50 mm: consiglio.

Ciclisti e pedalatori gravellisti....ALT ! Fermi, prima che il verbo del marketing, vi confonda (anche questa volta) e vi induca in tentazioni, convincendovi che utilizzando tubeless non inferiori a 50 mm, diventerete più veloci della luce, invisibili anche al luminol, potenti più della luce solare, più affascinanti ed irresistibili.....guardate questi due shorts....ascoltate quello che ho da dirvi e consigliarvi.....prima che mettiate mano al portafoglio.....dopo di che....fate voi! Saluti ciclistici. 

          

venerdì 1 maggio 2026

Attenti al CARBOIDRATO "massiccio e selvaggio" assunto scimiottando i prof.


Ciascuno ha la propria unicità.  L'effetto emulativo può nuocere anche alla salute fisica.Un'assunzione smisurata e non controllata dei carboidrati è sconsigliata dagli esperti. Siate prudenti. Consultate il medico e non il giornale sportivo o la corsa alla TV! La salute è il bene più prezioso. Non lo vincerete mai Tour e Giro nello stesso anno😉!!!! Cercate almeno di vincere il fondamentale "premio" del benessere psico fisico 😉 Saluti ciclistici. 

martedì 21 aprile 2026

Ciclismo adatto al tempo attuale nella Riserva Regionale Tevere Farfa.

Cos'è il ciclismo adatto al tempo attuale ? Pedalare ovunque, in qualsiasi luogo, con un unica bici, come la Pedemonte Altavia, senza perdere velocità, perché realizzata su misura, con geometrie ed assetto simili alla bici da corsa (alias bici da strada asfaltata), come spiegato nel test (per leggerlo CLICCA QUI).Voi ci riuscite con la vostra bici? 🤨 Oggi l'ho praticato nella Riserva Regionale Tevere Farfa, lungo tracciati in ghiaia e in erba, attraversando la zona di protezione integrale, l'altana degli isolotti, la foce del fiume  Farfa, il bosco allagato e il Capanno della Palude, quest'ultimo raggiungibile solo a piedi, percorrendo i pochi metri, del sentiero della Fornace, lungo le traversine di legno, approfittandone per distendere la muscolatura stressata dallo sterrato/terra; pedalare Gravel è più impegnativo per abilità e sforzo fisico, rispetto al ciclismo praticato con la bici da corsa, alias bici da strada asfaltata, oramai non più adeguato ai tempi moderni, a causa dell'alta densità del traffico e dell'inquinamento. Nella riserva è possibile salire (a piedi) sulla torretta ed entrare nei diversi capanni birdwatching per osservare le zone frequentate dagli aironi, cormorani, svassi, anatre e rapaci, come il falco pescatore e il nibbio bruno, pesci, anfibi, rettili e cinghiali (è stato emozionante pedalarci accanto, per un breve tratto) e caprioli. La zona umida  si sviluppa attorno al tratto del fiume Tevere, alla confluenza, lungo il corso del torrente Farfa e al Lago di Nazzano di origine artificiale. Intorno alla riserva ci sono borghi e per l'occasione sono salito a Montopoli di Sabina, arroccata sulla collina, ma pedalando sulla strada asfaltata, abbastanza trafficata. Consiglio la consultazione del sito della Riserva CLICCA QUI . La Natura è la bellezza del Gravel. 

   
 
 
  

Lo stato delle cose. La città degli uomini, un tempo, era uno spazio recintato nel mondo naturale, oggi, ha preso il posto della natura, ridotta a spazio recintato nel mondo artificiale della città. L'uomo ha oltrepassato ogni misura nel dominare la Natura: acqua e aria contaminati, vegetazione minacciata dalla desertificazione, la fauna in molte sue specie verso la via dell'estinzione, nonostante che l'uomo abbia nell'ambiente naturale la condizione imprescindibile della sua esistenza. E tutto questo è diventato la nostra nemesi; ci avvelena e ci fa ammalare nel corpo e nella mente. Noi siamo natura, siamo la natura, quindi i parchi naturali e le riserve naturali diventano un atto di civiltà, di speranza, di coraggio, di cultura e soprattutto di resistenza contro la degradazione degli esseri viventi e della Terra; sono il rifugio, anche per ciclisti e pedalatori.  Tutti gli esseri viventi sono connessi tra di loro; ognuno è indispensabile all'altro. Tutti gli esseri viventi formano il sistema Vita. Gli umani non potrebbero vivere senza gli altri esseri viventi. Non ci vuole un premio Nobel per capirlo. 

Se volete sentire una carezza sul cuore, un soffio di vento far vibrare l'anima, allora visitate, con rispetto ed intelligenza, i Parchi naturali e le Riserve naturali, ne scoprirete la bellezza e l'importanza; fateli diventare parte della vostra vita, perché in fondo sono la nostra vita. I parchi naturali e le riserve naturali sono un atto di amore verso l'uomo e la Terra. Ringrazio i Guardiaparco e i Carabinieri Forestali e tutto il personale amministrativo per il prezioso ed insostituibile lavoro per la tutela e la conservazione della Natura, la nostra casa, con un lavoro impegnativo e altamente professionale, fatto di passione, competenza, rischio e amore per la Natura.

Un ringraziamento alla @regionelazio.official per averci donato la rete @parchilazio, uno scrigno magnifico e di straordinaria bellezza; tesoro da custodire e proteggere anche per le future generazioni; la speranza nel domani. Com’è noto ho pedalato sulle Alpi e gli Appennini passando per l’Etna, ma ogni volta che pedalo nei @parchilazio, mi emoziono ancora e mi sento protetto.  E a proposito delle vacanze nella quiete ne avevo già parlato QUI Consiglio di pedalare nei parchi e nelle riserve italiane ed in particolare nel Lazio. Saluti ciclistici.

domenica 12 aprile 2026

La divisa del ciclista.

Quando indosso la DIVISA, mi EMOZIONO; non è solo la MAGLIA, è la STORIA, fatta di sport ed amicizia. Questa DIVISA, per me, è una seconda pelle. Saluti ciclistici.                                          

      



mercoledì 1 aprile 2026

Le "riserve per ciclisti". #freecar #freesmog #nocarbrain

  
                                                                   
Cos'è la "riserva per ciclisti" (Copyright © PEDALAREVERSOILCIELO)? E' un percorso free car, una palestra+rifugio, come quelle che si vedono nei video.....allenamento "fuori soglia", fino ad esaurimento forze e appagamento della determinazione.... rafforzamento del carattere, miglioramento della risposta cardio vascolare....salite con pendenze "spacca gambe"..... affinamento del manico.......irrobustendo spalle...migliorando l'equilibrio.....potenziando core e glutei... si scende e si sale! E' un "gioco a pedale". Quiete o silenzio, senza l'ansia e il pericolo del traffico, cosa volere di più! Ideale per allenarsi in qualità, come spiegato in questo post CLICCA QUI . 

P.S. Qualcuno doveva pur scriverlo ….vi preoccupate di quello che mangiate, di essere in forma, di non mangiare carboidrati o di mangiare equilibrato o sugar free, MA pedalate nel traffico e respirate smog, come se fosse normale e lo smog uccide e causa malattie gravi! Ragazzi vi auguro il CAMBIAMENTO, anzi CAMBIA-MENTI. Saluti ciclistici. 
 
 

La logica troglodita e antropocentrica di chi considera la Terra solo "sua", è anche quella di chi pensa che le strade pubbliche siano solo “sue", e considera animali selvatici e ciclisti, come "diversi" e “bestiacce”! Guardate questo cortometraggio (fino alla fine) e leggete questo studio scientifico che spiega perché odiano i ciclisti CLICCA QUI . Un esempio: gli spari su 6 ciclisti della SC PADOVANI POLO CHERRY BANK rimasti illesi, ma fortemente spaventati, accaduto nel dicembre 2025 sulla strada SS12 in Val d'Adige nei pressi di Dolcè (Verona), ad opera di un automobilista di 25 anni, il quale, secondo quanto riferito alle Forze dell'Ordine, avrebbe agito per insofferenza e odio verso i ciclisti! In pratica i ciclisti sono stati considerati alla stregua di animali selvatici da cacciare con arma ! Saluti ciclistici.