La storia nella storia. All'estero, la Gravel Bike era già da anni, una splendida realtà (ci arrivano prima a comprendere l'importanza delle cose, l'essenza delle questioni, cambiano ed innovano facilmente, mode e costumi, non si fanno paranoie e soprattutto "stanno avanti"), Unbound Gravel docet, quando un giorno, concordammo con la Pedemonte Bike, il lancio della Altavia, poi insignita della Menzione d'Oro al XXIX Premio Compasso d'Oro ADI 2026. A questo punto il test si intreccia con la storia del biomeccanico....per lui il Gravel sarebbe stato un fenomeno momentaneo! Mi divertì a sentirlo sentenziare in nome dei Pedalatori riuniti, come se fosse un tifoso ultrà quando la squadra del cuore perde! Superfluo osservare che sono anni che il Gravel muove gente e soldi, qualcuno l'ha definita persino il nuovo oro. Lui era rimasto tagliato fuori dal tempo della tecnica, non aveva compreso cosa cercasse veramente il ciclista, cioè una bici per tutte le strade, tutte le strade per una bici, una bici versatile e performante, ovunque, e soprattutto che potesse portarlo dove la bici da strada asfaltata, non poteva arrivare, fuori dalla rotta del traffico, a respirare la Natura, in totale libertà..pedalando in luoghi con temperature più basse per effetto degli alberi 🌳 ..... egli confondeva persino la bici da cross con la Gravel Bike, anzi riteneva che si trattasse di un "doppione"! E che non avesse compreso il Gravel, me ne accorsi quando parlammo di geometrie e di assetti....pensava alla Gravel Bike come alla bici da "passeggio" campestre....e quando gli feci vedere l'assetto elaborato dalla Pedemonte per l'Altavia test, mi disse che ero un folle ad andarci per monti e boschi, mi sarei ribaltato! E' appena il caso di precisare che con la Altavia ci faccio tutto, off road, road, mi manca il bike packing, ma non lo escludo, forse un giorno potrei partire un viaggio e non tornare più...come prima! Per quanto riguarda la geometria della Altavia test, come ebbi modo di scrivere, venne elaborata per me una Gravel abbastanza coerente con la postura che adotto sulle bici da corsa; questa scelta mi ha consentito di ottenere un feedback più accurato attraverso il confronto su strada, e in fuoristrada, per il confronto delle prestazioni di questi due mezzi, simili per concezione; peraltro una geometria personalizzata nelle misure antropometriche e nei watt.
Morale della storia. In Italia, la Gravel Bike è invidiata e si è tirata dietro, da subito, chiacchiere da bar, ragionamenti ossessivi e decontestualizzati, privi di pregio, come per esempio "è meglio la MTB"! Basta andare sui social per vedere Gravellisti, con action camera o cameraman al seguito, pedalare con Gravel Bike senza forcella ammortizzata, su rocce e pietre di medie e grandi dimensioni, in discesa, in salita, dimostrando che sia solo una questione di manico.....se sei imbranato con la bici da strada asfaltata, come potresti riuscire a pedalare con la Gravel in modalità off road.....quindi non chiacchierate, ma imparate in silenzio, altrimenti il Padel vi aspetta! Vi dò qualche nome di Gravellisti su Instagram: Nicole Louise Frain, Pol Tarres... buon divertimento. Ma ci sono anche chiacchieroni che dicono che la Gravel "non la puoi mettere su strada asfaltata"...un altra cavolata.....è una questione non solo di gambe, ma anche di watt.... ve lo dimostra il video qui postato, dove un ciclista pedala a più di 50 km/h con la Gravel Bike.
Conclusioni. Oramai la Gravel Bike è diventato non solo un successo, ma anche laboratorio di sviluppo straordinario per tutti i marchi.....dal telaio, alle ruote....innovano continuamente....ogni marchio offre almeno tre tipi di Gravel Bike....oramai le Gravel Bike montano anche cerchi larghi + di 50 mm... la bici che tutti cercano, ma non lo sanno. Saluti ciclistici. 😂😂 (Credit video Gabriele Scivoli)


