lunedì 26 gennaio 2026

Test indipendente: Sidi Asper Laces GRAVEL. Consigli sulle scarpe da ciclismo.




Siamo ciclisti e non consumatori seriali
Anche il mondo del ciclismo è pieno di prodotti non adatti a tutti, spesso acquistati senza consapevolezza. Penso che bisognerebbe cambiare questo approccio compulsivo e acquisire conoscenza attraverso un cambiamento nello stile di vita. 
Conosco il popolo dei ciclisti e dei pedalatori.... le abitudini, i vizi, gli errori....... spesso.... scelgono quello di cui non hanno bisogno.. si adattano....  non conoscono la storia della bici e la sua evoluzione... scelgono fidandosi della pubblicità, "dell'effetto gregge", del "cosi fan tutti".....come quando scelgono scarpe costose perché le usa il campione sponsorizzato....  perché se "costano tanto allora saranno migliori".... perché inseguono il tempo sulla salita di riferimento e non possono "trascurare" la suola delle scarpe "by Champion".... perché come insegna il marketing, ogni dettaglio è importante, per limare secondi e decimi di secondo...perché "i materiali sono più importanti della gamba".....perché siamo nell'era della tecnica e il data base degli allenamenti/uscite è diventato il totem di chi interpreta il ciclismo, come una pratica asettica, fatta di numeri e prestazioni.....e qui c'è poco da fare...anzi bisogna lasciarli andare...... " O purpo s'adda cocere cù l'acqua soja"!

In molti anni di ciclismo praticato sulla strada, ho calzato tantissime scarpe... acquisendo, anche in questo ambito, esperienza diretta da condividere con voi. 

Ultimamente ho testato anche scarpe Gravel e la cosa può interessare tutti i ciclisti e vi spiego il motivo.
La prima differenza riscontrata rispetto alle scarpe Road è quello che definisco il "vero comfort", parametro molto spesso illusorio o secondario con le scarpe per ciclismo su strada, quelle con le suole in carbonio (disponibili con diverso grado di rigidità)..... massima spinta sui pedali, si, ma tutte quelle che ho usato si sono dimostrate scomode con l'uso prolungato, intorpidendomi e "cuocendomi" i piedi, in particolare, nel periodo estivo e nei lunghi. E che ci facevo con una scarpa scomoda? Niente....me la sono tolta e l'ho regalata. La rigidità del carbonio mi stressa eccessivamente il piede e il problema non riguarda solo me, ve lo assicuro, "è matematico". Penso che le scarpe Road con suola in carbonio, ed in particolare quelle con il massimo grado di rigidità, siano più adatte al ciclismo su Pista, alle cronometro e alle crono scalate, dove è necessaria la massima spinta, in un lasso di tempo relativamente breve. Non è un caso che ci siano scarpe road con suola in nylon e fibra di vetro, materiali diversi dal carbonio. Questa è la mia esperienza diretta su tante e tante scarpe testate su strada. Questo è il ciclismo reale del Blog. 

Quando pedalo con una scarpa Gravel con suola non in carbonio, non sento una differenza sostanziale, in termine di spinta sui pedali.... cioè non la sento flettere... MA sento in modo chiaro e netto, maggiore comfort..... è più comoda......non mi sembra di calzarla......la dimentico ai piedi anche dopo 4/5 ore.....non mi serve rigidità estrema, ma una scarpa comoda con la quale spingere meglio sui pedali, cioè senza stressare i piedi (un piede indolenzito o intorpidito, non è in grado di spingere, può solo soffrire e farti stringere i denti dal dolore)...non sono masochista....per anni mi sono massacrato i piedi con la suola in carbonio....utilizzando scarpe persino con la punta stretta...follia.....tortura....ora basta....  

....il Gravel è un esercizio ciclistico, senza soluzione di continuità..... asfalto, sterrato, terra battuta...all'occorrenza  si deve camminare sui sassi e pietre e attraversare torrenti.....ci vogliono tasselli grippanti e suola specifica.... suola rigida si... ma non ultra rigida....che sia un ottimo compromesso tra comfort e prestazione...la prestazione senza comfort conta "quanto il due di coppe quando briscola è bastoni"......

....per completezza va detto che le scarpe Gravel con la suola in carbonio sono si adatte al Race Gravel veloce, quello sulle sterrato compatto......ma presentano problemi nel "camminamento di passaggio".....la suola in carbonio, oltre a "riscaldarmi" ed irrigidirmi il piede, si graffia e si scalfisce, a contatto con sassi e pietre...anche se ci sono tasselli in gomma...i sassi e le pietre "colpiscono" la suola negli interstizi dei tasselli....

E allora cosa posso consigliare? Il comfort conta più di tutto, sopratutto nelle scarpe, come nei telai. 

E passo al nuovo test, quello delle SIDI Asper. La suola delle scarpe Sidi Asper è composta da nylon e fibra di vetro....performance/rigidità calibrata.... buona spinta e ottimo comfort....in medio virtus....la scarpa Gravel non "inscatola" il piede.... non limita il movimento naturale, altrimenti sarebbe come una morsa e "non ci vai a Roma, scendi prima"... con il Gravel, il piede non spinge solo sui pedali, ma cammina e bilancia la bici con lo spostamento del corpo nei percorsi off road..... nello scavalcamento delle pietre. La tomaia della Asper è morbida, ma strutturata e protetta da "fasciatura/rinforzi" laterali per resistere ai graffi  e durare più a lungo.... sulla punta è  incollata la protezione per non "limarla" con la ruota anteriore e sbucciarla su sassi e sassolini....ho scelto il modello con lacci... per me è un passaggio epocale.... dai cricchetti e BOA ai lacci di antica memoria....i lacci allacciati non rimangono liberi, ma vanno inseriti sotto l'asola centrale, come da figura. 

Le Asper hanno calzata Millenium (finalmente), cioè non è stretta in punta, ma larga... quindi non occorrerà mezzo numero più grande del proprio numero di scarpe, come si fa generalmente con le SIDI, ma bisognerà scegliere mezza misura in meno.....esempio.... il mio piede è 42, con la SIDI Asper ( e tutte le altre scarpe SIDI con calzata Millenium) taglia 42 e non 42 e 1/2. 

Cosa pensano i miei piedi delle Sidi Asper Laces? Sono come una pantofola, "non la sentono mai stringere", anche quando camminano! Sono esteticamente appaganti in questa versione Sabbia....un pò retrò .....mi piacciono....la lavorazione è molto precisa, accurata e robusta...made in Vietnam (perché esternalizzare la produzione aumenta il profitto)....le ho testate con gli eccellenti pedali Shimano XTR. Le scarpe SIDI Asper, come tutte le SIDI con l'arco plantare neutro sono perfette per i miei piedi ultra sensibili .. non posso più farne a meno, e ogni volta che testo scarpe con arco plantare pronuncito, mi pento di averlo fatto!

Concludo con un informazione di servizio. Qualcuno ha messo in giro la voce che le scarpe per ciclismo vadano obbligatoriamente sostituite (e gettate) ogni anno!!!! In verità "nessun medico lo prescrive"! Le scarpe da ciclismo le sostituisco solo se danneggiate.....la suola non si deforma sensibilmente e la tomaia prende la forma del mio piede! Ovviamente se vi sarete stancati della scarpa e avrete soldi da spendere, fate pure.... ma sarebbe meglio donarli ai poveri. Saluti ciclistici. 

La bici e il fango

Il fango rende "felici" la bici e ancor prima il ciclista....il fango, come la ghiaia, libera le emozioni....è spettacolo. Provatelo, lasciatevi andare, restate senza pensieri e allontanate le fobie; aprite la mente al cambiamento; ai cambia - menti. La bici "va vissuta". Saluti ciclistici. 



martedì 23 dicembre 2025

La svolta 😉 🚵‍♀️ 🚴‍♂️ #ciclismoreale

Il capanno sul lago. 
Story.  Avevo 10 anni di età, e da allora, ho pedalato sulla bici da corsa, tanti km quanti diversi giri della Terra.....dopo  avere organizzato e partecipato a raduni.... a uscite di gruppo "condominiali".... agli allenamenti dei gruppi "a manetta"  (alla stessa ora, lungo il percorso si aggregano via via gli altri, anche ciclisti sconosciuti,  si tira a tutta," a rotazione" no stop, con medie alte)....ad eventi....dopo avere scalato le Alpi e gli Appennini, passando per l'Etna..... annoiato e assuefatto......non avevo più niente da aggiungere alle emozioni........ poi qualche anno fa è arrivata la SVOLTA ..... sono uscito fuori dalle rotte degli stradisti e dello smog ....... verso strade nuove..... attraversando strade secondarie e boschi.... abbandonando la comfort zone dell'asfalto ........ è tempo di divertirmi attraversando segmenti asfaltati e off road senza soluzione di continuità....cercando altri spazi meno contaminati dalla massa.....lontano dal traffico…

   
Gravellando fuori dalla comfort zone dell'asfalto.

ma è cambiato qualche cosa dentro me.....il tempo passa....e quello che rimane non posso sprecarlo a vivere solo e sempre "una" scelta ciclistica..... sempre e solo sulle stesse strade.....c'è tanto altro da pedalare e vivere......perché limitarmi....per non sporcare la bici? Per sentirmi al sicuro con le abitudini e la comfort zone dell'asfalto? E poi..... lo confesso.....sono diventato intollerante al "ciclismo sociale" (Copyright © PEDALAREVERSOILCIELO) ....non sopporto più le chiacchiere e le chiacchierate petulanti, pericolose, nauseanti, stressanti.....quando si pedala bisogna rimanere concentrati sulla strada, per la sicurezza, cercando di evitare insidie, pericoli........un tempo sentivamo solo le catene...dicevamo "zitti e gambe".... oggi pedalano e chiacchierano (anche con lo smartphone).... soprattutto a "cacchio".... persino quando “boccheggiano” in salita, come pesci fuori dall'acqua, con il volto deformato da una smorfia isterica di fatica ..... non ce la fanno a pedalare, ma chiacchierano…nessuno sa ascoltare... nemmeno il cuore e le gambe...per questo si affidano al computer installato sul manubrio...."che dice e non dice"...... non dovrebbe essere un algoritmo a dirti come stai....dovresti saperlo....ma ci vuole esperienza e capacità di ascoltarsi....non sopporto più le furbizie dei pedalatori.... come quando fanno finta di chiacchierare con lo smartphone in stand by, per rallentare "strategicamente" l'andatura del gruppo (tatticismi esilaranti)....o ti si attaccano dietro come calamite.....non sopporto più chi ti pedala accanto....invade la careggiata.... ti osserva ...ti schizza i sassi.....ti fa la mezza ruota.... inizia a parlarti del ciclismo professionistico (e chi se ne frega!)...della politica....dei suoi problemi....chiede consigli e consulenze, pettegola....basta...non tollero più la pedalata in "coppia"....quando si pedala si pedala......devo ascoltare le gambe e il battito per capire come sto... e quando spingere..... e allora via dal caos del "ciclismo collettivo e condominiale" (Copyright © PEDALAREVERSOILCIELO) ....massivo ed invadente.........cambio strade..... più impegnative e dure........ma nella quiete.........è catartico ascoltare la catena, il suono croccante della ghiaia e della Natura...senza mai rallentare il ritmo delle gambe e del cuore.....solingo e ramingo.....non mi serve altro e gli altri per pedalare...non sono calciatore o tennista...........le medie le faccio allenandomi, da solo, in salita, contro il vento, in posizione aero (braccia piegate, schiena arcuata, gambe strette).... sono medie "pulite", non addizionate dalla scia... miglioro il livello e la qualità dell'allenamento.....allontano lo stress indotto dagli umani....finalmente libero dal vincolo del gruppo e gruppetto… ”finché si pedala c’è speranza” (Copyright © PEDALAREVERSOILCIELO).....il ciclismo è un esercizio spirituale, non solo movimenti muscolari.... è mente....è personalità.....

 
Scarpe sporche di fango, scarpe felici 😀 

...  è comunque vantaggioso per tutti, depurarsi degli "effetti collaterali" dell'uscita con il gruppo: decidi la rotta...non senti le chiacchiere dei logorroici e dei pettegoli ...mulini le gambe senza interrompere il ritmo... nessuna sosta al bar in stile "Pasquetta" e perdita di tempo...... fai media "pulita" cioè "non media a rimorchio" (Copyright © PEDALAREVERSOILCIELO).....non rischi la caduta di gruppo..... eviti di finire nella buca non segnalata da chi ti precede....non cadi sull'asfalto per colpa del compagno d'uscita che ti taglia la strada o ti viene addosso o ti aggancia con il manubrio o ti tocca il pneumatico posteriore ….non assisti ai litigi…non prendi gli schizzi di chi si soffia il naso alla ciclista… non devi attendere gli altri......"guardi in faccia il vento".... il migliore allenatore.....impari a gestirlo.....fatichi di più e migliori l'allenamento... il ciclista che non sa pedalare da solo e contro il vento, non è ciclista ...è un pedalatore che sogna di essere ciclista.....

Essere ciclista e’ uno stile di vita …le motivazioni sono le stesse....pedalo per passione della bici e della fatica, per allenarmi, per viaggiare, per avventura, per vivere a contatto con la Natura....se  non ami la Natura, non sei un ciclista, ma  un motociclista o automobilista che pensa di essere un ciclista.......il pedalatore invece pedala per passare del tempo, per fare comitiva, per emulare il ciclismo che vede alla TV, per darsi importanza, per sentirsi alla moda ...per farsi vedere con la bici nuova......per competere con gli altri.... 

....ciclismo su strada.... ciclo cross... Gravel …per me esiste solo la bici da corsa…e la possibilità di percorrere tutte le strade con ruote e pneumatici differenti…manico, testa e gambe permettendo.....

ma “senza bici non si canta la messa”  (Copyright © PEDALAREVERSOILCIELO)....la mia nuova idea ciclistica cercava una forma esclusiva e silente per scambiare sensazioni con la bici e condividere la nuova storia..... scrivere dialoghi..... cercavo una forma plasmata sul mio corpo (misure antropometriche)...."intonata" sul mio colpo di pedale (watt e modo di pedalare), per calibrarne la prestazione e rendere uniche le emozioni.......la mia svolta ciclistica non sarebbe stata possibile senza la nuova Pedemonte Altavia....una bici da corsa estrema (rigidità pari a 125 N/mm cioè una pedalata fa più metri di tante bici da corsa top) adatta anche al Gravel e all'Endurance..... giusto peso in salita e in discesa…una bici per tutte le strade.....tutte le strade per lei.....parte geometrica del mio corpo....pensiero cangiante.......non mi limito più.. e’ irrinunciabile.....una volta che la provi non lo/la dimentichi......ti rimane "addosso" e nella mente...niente è paragonabile...

  
Gravellare sul lago.

Aneddoto. Il mio blog è ciclismo reale, esperienza diretta, un racconto di vere storie ciclistiche, non è ciclismo idealizzato, marketizzato....è ciclismo praticato con sudore e fatica. 

Un tempo, il mio anziano allenatore, il saggio Ernesto, disse: "Uè Pizzò...quando pedalamme nisciuno mè fràte" voleva dire: " Quando pedaliamo nessuno è fratello", cioè quando usciamo in bici, ognuno pensa a sé, ognuno si muove con le proprie gambe,  nessuno potrà pedalare al tuo posto. Niente di più vero, posso confermarlo: tutti e sottolineo tutti, si scatenano e competono....tutti praticano la "mezza ruota".... tutti attaccano e se possono ti staccano anche se ti incontrano casualmente.......ovunque vanitosi e fanatici del pedale.....pedalano senza anima, per mostrarsi e competere.....si gongolano ad aspettare gli altri alla fine della salita........e se qualcuno, arrivato prima in cima, torna indietro per risalire con gli altri, non vi illudete.... è solo per farvi capire "non provarmi a sfidare, sono più forte"........ "è sempre battaglia"....le persone sono fatte così...non fatevi illusioni....non credete alle chiacchiere edulcorate, melliflue, di chi narra o scrive le  "poesie"sul ciclismo...sono solo fantasie.... opera di ingenui ed inesperti....il ciclismo è dura realtà.....è spietato!

Conclusioni. Ognuno interpreti il ciclismo come più gli piace. Ma quando sentirete dentro di voi.... "stimoli non pervenuti"....allora la mia nuova storia vi sarà utile.....per reinventarvi! Perché non siamo fatti per le stesse strade. 

Sulla vasca del re Tching /thang c’erano incisi caratteri che dicevano:Rinnovati completamente tutti i giorni; e poi rifallo ancora, e poi ancora, e per sempre. “  Eraclito diceva: " Non ti bagni mai due volte nello stesso fiume". 

P.S. L'asfalto è confortevole nel senso che migliora la spinta sui pedali, aumenta la scorrevolezza, agevola l'equilibrio, si va facile, ma alla lunga diventa "monotono", come sul rullo fisso...ed io preferisco l'adrenalina e il "rodeo" del rullo libero....dove niente ti può tenere in equilibrio....devi sempre pedalare alla giusta velocità altrimenti si finisce fuori dai rulli.....migliora l’efficacia della pedalata…allena la/alla pedalata rotonda, mentre la maggior parte dei ciclisti pedala a scatti….. non sanno pedalare continuamente o non possono a causa di semafori, incroci stradali, stop, traffico, chiacchiere, aspettare chi si stacca, eccetera.  Saluti ciclistici.

  
Un altro giorno di fango e ciclismo libero. 

martedì 16 dicembre 2025

"Il ciclista non ha età" #ciclismoreale


Il ciclista non ha età..........nel senso che gli anni non gli cambieranno la mente.... perché non molla mai....perché continuerà a fare la vita da ciclista .. .....lo sente nell'anima ..e’ una scelta naturale ... anche le salite....continuerà a farle.....ad ogni costo... una salita al giorno toglie la malinconia di torno......non solo una prova di forza muscolare....ma soprattutto un esercizio spirituale.......mente.. personalità..... perché continuerà ad attaccarsi il numero sulla maglia.....perché non ha paura della vita....perché vuole superare i propri limiti.....perché la bicicletta è la macchina più amata dai bambini di tutte le età.... perché se non indossa maglia e salopette si sente nudo.....perché non molla mai......perché è cazzuto.....perché essere ciclista è uno stile di vita senza tempo.......è l'interpretazione autentica della (sua) vita.... equilibrio e carattere.... rispetto per sé e per il Creato....si è ciclista per sempre.... fino alla fine....e anche oltre......perché il ciclista pedala verso il cielo....nell'eternità...siate ciclisti e non pedalatori.....questo ho spiegato ad un giovane ciclista. Saluti ciclistici.

mercoledì 1 ottobre 2025

Il viaggio in bici: Ciclo Turismo o Bike Packing? Quale bici?

Le storie dei ciclisti scorrono e si scrivono sulla strada. Non importa il domani, la vita "è qui", adesso, quando pedali. Il ciclista vive appieno il suo tempo. E se la bici è legata al ciclista, quale parte del corpo, questa scelta ciclistica vi appassionerà, liberandovi dalla comfort zone. Vi è capitato di pensare: " prendo la bici e vado via, il mondo va avanti anche senza di me" ( Cit. PedalareversoilCielo)? Allora leggete questo post, vi sarà utile. 

Il ciclista è un viaggiatore senza tempo e sempre più ciclisti scelgono un ciclismo eroico.... ciclo turismo e Bike Packing, per essere autenticamente e totalmente ciclisti e viaggiatori. Il viaggio in bici è in forte espansione come emerge dal rapporto Viaggiare con la Bici 2025 di Isnart-Unioncamere e Legambiente : nell'anno 2024, 89 milioni di presenze (+ 54% rispetto al 2023) e con un impatto economico di circa 9,8 miliardi di euro (+76,4% rispetto al 2023), rappresenta il 10% del turismo nazionale; evidenti i vantaggi per l'indotto (Bike Hotel, officine meccaniche, attività turistiche, negozi e prodotti specializzati). 

Viaggio in bici = mobilità sostenibile + palestra + coraggio + personalità. Il corpo è fatto per camminare e pedalare....viaggiare in bici è naturale.....viaggiare in auto o moto è innaturale.  

Il Ciclo Turismo si pratica con bici da corsa Endurance + pneumatici stretti/slick + portapacchi + borse laterali appoggiate sul telaio (peso maggiore), ma solo su strade asfaltate. Il Bike Packing è l'evoluzione del Ciclo Turismo e si pratica con la bici da corsa Gravel, su tutte le strade, con borse specifiche leggere agganciate direttamente sui fori-occhielli della forcella e del telaio....si viaggia veloci, comodi, agili, stabili, con  Tubeless, tassellati di diversa tipologia, maggiore larghezza,  pressioni più basse ( più comfort e scorrevolezza).....la sfida è sempre con se stessi, ma con il piacere di pedalare anche nella Natura ed esplorare il mondo, pedalando su una bici da corsa, adatta a tutte le strade. Si può pedalare Bike Packing e si pedala anche con la MTB. 

Il Bike Packing è molto di più di un viaggio....è essere "viandanti".... e’ una scelta di vita …non contano le destinazioni...conta andare per il mondo... è avventura anche su terreni fuori strada con equipaggiamento essenziale......è vivere con la bici.......è vivere naturale....è vivere totalmente la bici....non più vivere la bici "a metà", cioè allenamento-gara, ritrovo con il gruppo, bar, chiacchiere e rientro nello scialbo quotidiano, nella speranza di ritornare presto a pedalare, lavoro e famiglia permettendolo.....Bike Packing è percorrere la Terra.....è ritornare senza essere più quelli che eravamo.... è cambiamento.....è una scelta normale, in un mondo sbagliato...è viaggiare senza inquinare...senza fare rumore in un mondo assordante...è un viaggio dentro se stessi...è superare limiti, paure...è coraggio ed empatia con la Natura....è riconoscere la bici da corsa per quello che è.... una macchina della pace, ecologica, economica..... è dormire nella tenda, "la casa mobile" e rimanere in contatto, anche la notte, con la Natura di cui siamo parte.... oppure soggiornare presso famiglie, Host Family, strutture ricettive. Gravel Bike Packing, l'ultimo livello del ciclismo...del ciclista!

Il Gravel Bike Packing è partecipazione anche agli eventi dedicati in ogni angolo della Terra... avventure o competizioni in solitaria, senza cronometro, senza supporto (arrangiarsi da solo.... cibo, dormire, guasti meccanici, pioggia, eccetera), pedalando anche di notte, tanti km attraverso territori unici e variegati! Eventi  Bike Packing per incontrare la Natura e quindi se stessi, noi siamo la Natura.. noi siamo Natura. Se non ami la Natura, non sei un ciclista, sei un motociclista o automobilista che pensa di essere un ciclista....il ciclista è Natura. 

Il Gravel Bike Packing interpreta appieno la dimensione spirituale delle due ruote silenziose e libere: la bicicletta è fatta per la mente e per il corpo, per pedalare, per viaggiare, non per tenerla pulita... insegna umiltà, abnegazione e svela il senso autentico della vita..... nel viaggiare, nel percorrere parchi, boschi, strade sterrate e secondarie, mulattiere, tratturi e sentieri di montagne selvagge.... con semplicità, in serenità, imparando ad utilizzare poche cose, portando con sé solo lo stretto necessario...si è orgogliosamente se stessi, unici, rispetto alla massa deforme. In un mondo sporcato dall'accumulo seriale e consumistico, dall'abbondanza non equamente distribuita, dove la maggior parte di noi occidentali possiede troppo di tutto, lo stile di vita del ciclista, serve a tornare alla normalità, serve a capire che ci sono pochissime cose che sono assolutamente necessarie, per la sopravvivenza e per la felicità.....siate autenticamente liberi il ciclista non compra oggetti cercando di riempire un esistenza vuota...gli basta la bici e l'essenziale. Il consumo eccessivo e compulsivo sta uccidendo il nostro pianeta, annientando la nostra vita, ma c’è una virtù in tutto ciò che può insegnare ad essere felici con meno... è il segreto della felicità... è la vita semplice insegnata dalla bici, è l'essere ciclista....non c'è bisogno di tante bici....c'è bisogno della bici su misura... One Bike forever....non serve cambiarla ogni anno....serve cambiare le misure...passare da quelle standard a cui adattarsi a quelle personali. Acquistare la Gravel Bike e’ molto di più dell’acquistare una bici; e’ cambiare vita/stile di vita, ma ci vuole un certo carattere! 

Il Gravel Bike Packing è NO STRESS, è viaggiare! Non si può pedalare per tutta la vita ciclistica inseguendo sempre il tempo...ma esplorando e vivendo in armonia con i paesaggi.....e ve lo scrive, chi come me, quando vede la salita, la deve fare a tutta, altrimenti "si sente a disagio", come "se gli mancasse qualcosa"...in modalità allenamento permanente! 

Quale telaio per Bike Packing? Ho testato tanti modelli.....buone le prestazioni, MA …per quanto riguarda  la mia esperienza diretta, consiglio telaio eseguito artigianalmente con le misure antropometriche e corrispondente al wattaggio e modo di pedalare.....adatto all'endurance e al GRAVEL....giusto peso in salita e in discesa… performate e versatile, per viaggiare e/o percorrere tutte le strade, per essere veloci e sicuri in ogni condizione e quando possibile, rimanere lontani dal traffico...... consiglio di non perdere tempo a cercarlo...l'ho visto costruire a Genova e l'ho testato a lungo: è Pedemonte Altavia, l'evoluzione della bici da corsa. Il GRAVEL è la più grande invenzione per il ciclismo... Pedemonte ALTAVIA è la più grande e bella invenzione GRAVEL 🔝🙌.... veloce sull'asfalto e sullo sterrato, reattiva, comoda, maneggevole, stabile in ogni condizione, adatta al viaggio con le borse agganciate sul telaio e forcella.... geometrie elaborate sulle quote antropometriche, peso corporeo e watt..... verniciatura personalizzata.... fasciatura brevettata IWS = più coesa del telaio monoscocca, ma su misura.....non vi servirà altro......3 bici in una = Race Grave Bike (per RACE GRAVEL come per esempio la prestigiosa Unbound Gravel), Bike Packing (viaggio su tutte le strade con pneumatici fino a 50 mm e borse agganciate sulla bici), Bike Endurance (con pneumatici slick da 35 mm) ....rigidità = 125 N/mm cioè una pedalata fa più metri di tante bici da corsa top …..è l'evoluzione della bici da corsa, è una bici da corsa estrema... niente è paragonabile alla Pedemonte Bike e se lo fosse non sarebbe Pedemonte Bike. Il prezzo? Eccolo indicato nel nuovo sito WEB CLICCA QUI . Pur essendo un telaio artigianale fatto su misura, a Genova, il prezzo non è superiore a quello dei telai top di gamma costruiti in serie con misure standard! Per leggere il test su strada CLICCA QUI . Quanto mi piace il contrasto delle ruote Gravel sulla linea elegante del telaio da corsa della Pedemonte Altavia !!

Conclusioni. Ad un certo punto della vita del ciclista, c'è bisogno di passare al livello superiore e/o di intraprendere un viaggio e con esso un "viaggio" esistenziale.... meglio in modalità Bike Packing. Siate liberi. Vi aspetta per un viaggio che "vi porterà dentro di voi"...... NovaVitaGravel (Copyright © PEDALAREVERSOILCIELO) a tutti 🙌. Saluti ciclistici. 

 Pedemonte Altavia = 3 bici da corsa in una: Race, Bike Packing, Endurance.... bella ed elegante anche infangata! 

Dolomiti 

venerdì 26 settembre 2025

Candelaria Rivas Ramos e la regola " contano le gambe".

Un cambiamento di paradigma. Il 13 agosto scorso, la messicana Candelaria Rivas Ramos, 30 anni, vince la Canyon Ultra Marathon 2025, disputata in Messico. E qui niente di eccezionale, ci mancherebbe. Il bello viene adesso.... alla maratona di 63 km, la messicana, si afferma dopo avere raggiunto, il luogo di partenza, camminando per 14 ore...il suo villaggio era lontano e sperduto e lei non aveva auto, moto, treno, bus per andarci.... ma non si è persa d'animo, ci è arrivata a piedi (l'importanza del riscaldamento 😉!)! E adesso il clou....la maratoneta messicana partecipa indossando un ampia gonna e sandali....senza una lunga ed ottimale preparazione...senza allenatori, fisioterapisti, medici....le è bastato il desiderio di parteciparvi...partita sotto lo sguardo sorpreso e forse divertito dei concorrenti....si è sbarazzata della massa agguerrita, vincendo la gara e un premio in denaro che convertito in euro equivale a 320 euro! Eccezionale! In pratica la vincitrice ha corso in modalità "vita di tutti i giorni" e come "si trovava vestita in casa"! Alla faccia delle scarpe runner con suola in carbonio, del bicarbonato di sodio per evitare l'acido lattico, dell'abbigliamento tecnico futuristico, del doping, della diatriba High Carbo/Low Carbo (nutrizionisti e medici divisi e contrapposti manco se fossero allo stadio), del "folclore" creato dal marketing che fa sentire vincenti ed omologati a prescindere! Andate a vedervi le immagini dell'impresa sportiva di Candelaria.... ricordatele ogni volta che pensate di non essere all'altezza della situazione o della concorrenza...o non vi siete allenati sufficientemente... o non avete il casco aerodinamico...o l'abbigliamento in carbonio... o la bici di ultima generazione...quella dei campioni...già i campioni...tifate campioni che gareggiano con attrezzature tecniche ultra top...supportati da staff costosi di medici, terapisti, preparatori, meccanici, eccetera....pagati profumatamente o milionari....giovani e forti... ma cosa ci sarebbe di speciale quando vincono? Pensate invece a  Candelaria Rivas Ramos, sola e senza niente di tutto questo, alla sua vittoria con l'abito di tutti i giorni e i sandali! Ispirarsi a Lei sarebbe d'obbligo in un mondo normale.... altro che campioni super pagati e coccolati....contano umiltà, abnegazione, conoscenza del proprio corpo, mente lucida e forte...e le "Gambe"! Resettate la mente... "è tutto sbagliato, è tutto da rifare", per dirla alla Bartali....conta la regola delle Gambe (e sull'argomento ho scritto tanto sul blog)! W la semplicità e la forza o la forza della semplicità o la semplicità della forza di Candelaira Rivas Ramos...spegnete la TV perché nuoce gravemente alla personalità! Per imparare non serve seguire campioni e marketing....quelli cercano la vostra idolatria e i vostri soldi....vi basta solo ricordare questa storia di vita autentica. Seguite voi stessi e non quello "che dice il mondo corrente”: essere e “non apparire consumando”.  E se proprio cercate storytelling ispiranti....allora ecco....la storia di Candelaria Rivas Ramos e la regola "contano le gambe". Saluti ciclistici.... e messicani! 

domenica 21 settembre 2025

Nuovo Ciclismo. Dalle grandi salite del ciclismo alle grandi salite della Natura.

I panorami Gravel sono più belli....indovinate perché!? 

ANCHE  il ciclismo e’ cambiamento. Ho collezionato le grandi salite del ciclismo …uno dei primi a percorrerle e divulgarle.......adesso è tempo delle grandi Salite della Natura, sconosciute, impegnative, paesaggisticamente affascinanti, emozionanti... dove incontro la bellezza autentica della Natura, un dono di Dio per chi crede, un dono della Natura per tutti! Le grandi salite della Natura sono le salite della vita.... perché noi siamo Natura, noi siamo la Natura. Un esempio: abbiamo fatto lo Stelvio tra auto, moto, camper e..... smog, "pedalando in città"...guardando il panorama...ma non pedalando "nel panorama"...nella Natura! Ma la rivoluzione Gravel ci salverà! Lo Stelvio in modalità Gravel è un avventura...emozioni...gambe più forti...."liberazione" e liberare l'istinto ciclistico. Lo stesso dicasi per tutte le altre grandi salite del ciclismo...c'è un modo Gravel per percorrerle!

Salgo in solitaria, imparo nuove tecniche, affronto situazioni complesse...per esempio, corpo a monte, bici a valle....fondo sterrato (la ruota posteriore slitta se vai in fuori sella)....buche e sassi da evitare con la concentrazione... se non sei allenato, la stanchezza ti offusca la mente e commetti errori.....e poi sei finalmente solo ....non c'è nessuno quando arrivo in cima... solo il cielo, il panorama, il silenzio o la quiete...in solitudine è più impegnativo e piacevole pedalare (vento in faccia, auto-ritmo, pedalare senza parlare, eccetera)......devi stare bene anche con te stesso (conosco pedalatori che invitano a casa i compagni per non uscire da soli)...devi parlare con il tuo corpo e devi averlo imparato a fare …devi saperti gestire anche in modalità WILD....orientarti nel bosco....conoscere l'ambiente...e poi ritornando sulle salite asfaltate classiche, mi sembra di andare su, “senza fatica”.... più spinta sul manto stradale, l'asfalto è stabile. E’ il nuovo ciclismo con "la bici da corsa estrema", la Pedemonte Altavia. Ma questa GRAVEL BIKE è molto di più.. ...prossimamente ve ne parlerò. Stay tuned.

Un'esortazione anche nell'interesse delle future generazioni: non lasciamo che ci portino via la Biodiversità...sarebbe la fine dell’umanità! Del resto nessun ciclista vorrebbe pedalare soprattutto in salita, nelle città ridotte oramai a camere a gas, sommerse tra cemento e traffico selvaggio. Saluti ciclistici naturali. 🚵‍♂️🌳. 

martedì 9 settembre 2025

Puliamo l'ambiente. Plogging, Bike Plogging (o Pliking).

Raccolgo rifiuti abbandonati nel bosco. Il ciclista "è un operatore culturale, un portatore di cultura opposta, se non diversa da quella dominante" (Gianni Mura). La bici è il mezzo ecologico per antonomasia, e di conseguenza, il ciclista è ecologista di per sé. Il ciclista salverà la Terra. Raccogliere rifiuti e’ catartico; fa parte dell'essere ciclista preoccuparsi-occuparsi dell'ambiente. Si può fare anche in modalità plogging cioè correndo o camminando velocemente o in bike plogging (o altresì pliking), cioè pedalando e raccogliendo i rifiuti da portare in borse o in buste. Lo raccomando a tutti gli uomini di buona volontà. I rifiuti raccolti vanno portati nelle isole ecologiche o negli appositi cassonetti della differenziata, presenti nei parchi o nelle aree verdi. Utilizzate guanti.

Pedalando nei boschi/parchi, incontro rifiuti abbandonati, dai praticanti il dogging " a mò di sveltina", o del sesso in auto, come ragazzi e amanti "sfigati", dagli alcolizzati lanciatori seriali di bottiglie, dai tossicodipendenti che si avvelenano per esempio, inalando droghe con rudimentali bong di plastica, dai cacciatori che sparando agli animali, abbandonano nel terreno, piombo, plastica e metalli delle cartucce; materiale di risulta dei lavori edilizi eseguiti senza le prescritte autorizzazioni, senza fattura; mozziconi di sigarette abbandonati da persone affette da ansia, depressione, stress, peggiorate dalla dipendenza dalla nicotina, i cui rituali sono compulsivi, come accendere e gettare le sigarette senza preoccuparsi degli altri e del pericolo degli incendi; lattine gettate come se fossero pensieri cattivi.... eccetera, eccetera.  L'uomo medio se lo conosci, lo eviti.

Il rifiuto qualifica il livello morale e sociale di chi lo abbandona. Nella lunga esperienza di ciclista ho incontrato persino automobilisti e terzi trasportati, che mi hanno gettato la cicca di sigaretta, addosso, senza curarsi e/o preoccuparsi della mia presenza! Pedalando incontro rifiuti d'ogni specie e dimensioni, persino incarti delle barrette energetiche, verosimilmente, abbandonate con gesti compulsivi, imitanti e negligenti, dai pedalatori, ignari o noncuranti del fatto che gettarli è reato; persino l'UCI sanziona i corridori professionisti durante le competizioni. Mettete l'incarto delle barrette o la carta di alluminio dei panini nella tasca posteriore della maglia: portateli a casa e/o smaltiteli nei raccoglitori della raccolta differenziata. Siate ciclisti e non pedalatori (Copyright © PEDALAREVERSOILCIELO)

Il problema dell'inquinamento, e quindi anche dell'abbandono dei rifiuti, a mio sommesso avviso, dipende dal fatto che non si sia ancora assunto nella psiche collettiva, il GRANDE problema della sopravvivenza umana ai cambiamenti climatici e alla distruzione dell'eco sistema e della biodiversità. L'imbarazzante ignoranza dilagante, nega ogni problema climatico e di impatto ambientale, perché ha paura della realtà e non vuole rinunciare alle insane abitudini, o spesso, la fa per mero esercizio retorico, a prescindere, a scapito del progresso e della popolazione mondiale. E così affrontare questioni attinenti all'ambiente, per loro, è come chiacchierare di calcio al bar! 

Abbandonare rifiuti è reato. Le nuove norme entrate in vigore l'08 agosto scorso del Decreto Legge n.116 prevedono sanzioni anche per chi getta rifiuti da un veicolo, prevedendo multe fino a 18.000 euro, la sospensione della patente e, nei casi più gravi, l'arresto e la confisca del mezzo. Le telecamere comunali e pubbliche e quelle private possono identificare i trasgressori tramite la targa, rendendo il fotogramma sufficiente per far scattare la multa, che può arrivare a casa. Si inaspriscono le pene  per le fattispecie del deposito incontrollato, discariche abusive e trasporto illecito di rifiuti e sono previste  aggravanti nel caso di traffico e di criminalità organizzata. Si interviene finalmente sul diritto penale ambientale modificando la disciplina contenuta nel d.lgs. n. 152/2006 ( T.U.A. cioè Testo Unico Ambiente) e nel codice penale con l'inserimento anche di  fattispecie ex novo e l'inasprimento di quelle esistenti. Inoltre molte contravvenzioni diventano delitti. Per l’abbandono dei piccoli rifiuti, come i mozziconi di sigaretta, la sanzione andrà da 80 a 320 euro e il reato potrà essere contestato anche a posteriori, utilizzando videocamere di sorveglianza. In casi particolari, ovvero se l’abbandono di rifiuti non pericolosi mette a rischio la salute umana e gli ecosistemi, o avviene in siti contaminati, scatterà esclusivamente la reclusione: da 6 mesi a 5 anni per i cittadini e da 9 mesi a 5 anni e 6 mesi per enti e imprese, con patente sospesa da 2 a 6 mesi.

Portate l’immondizia a casa e/o mettetela nei cassonetti della raccolta differenziata! L’ambiente è la casa di tutti, non sporcatelo. Non date da mangiare agli animali selvatici per evitare la trasmissione di malattie e l'abitudine alla presenza umana.

Abbandonano rifiuti ed inquinano però...... scendono dalle auto e dalle moto per scattare foto davanti al mare, al cielo, ai monti, al tramonto e all'alba...partono per le vacanze al mare.... possiedono la casa al mare....camminano sui monti e mangiano nei rifugi per condividere immagini nei social.... ma dell'ambiente e del cambiamento climatico non glie ne importa nulla.....negazionisti climatici fuggono dalla realtà negandola .... non è un problema loro... devono pensare ad altro! Sono CONFUSI ed INCIVILI! E a chi crede in Dio ma se ne frega dell'ambiente ricordo che "Non si può amare Dio disprezzando il suo creato" ( Papa Leone XIV). 

Il Pianeta non è nostro, restituiamolo pulito alle nuove generazioni. L'uomo è l’unico essere vivente capace di auto distruggersi con la guerra e l’inquinamento che pretende di mangiare cibo sano e bere acqua pulita!!! Nessuno si salva senza la Natura. Noi siamo Natura. Noi siamo la Natura. Saluti ciclistici.  

 
Togliete anche voi, il veleno dalla nostra Terra.

giovedì 4 settembre 2025

Mi fido degli animali selvatici e non degli automobilisti ! #novavitagravel

Gravellando sconfino dalla città e rientro nella Natura, di cui, come tutti, ne sono parte. Incontro spesso animali selvatici.....di loro mi fido.....degli automobilisti NO! A proposito degli animali selvatici... non mi è capitato, ad oggi, pedalando nei parchi, di essere aggredito dai cinghiali....spesso ci incontriamo, ma ognuno per la sua strada....non mi hanno mai tagliato la strada...e qualche volta si avvicinano come se fossero cani da compagnia, come potete vedere nel primo video. Nell'altro c'è invece lo scoiattolo nero.....è stato un incontro straordinario.....è una specie animale autoctona della Calabria......"migrata" nel Lazio! Scusate la fugacità delle immagini; l'ho avvistato....mentre ero in discesa.....il tempo di frenare e fare la ripresa ! Infine, nell'ultimo video, condivido con Voi, un altra esperienza straordinaria. Certe cose non hanno prezzo! A proposito sapete perché gli automobilisti ci odierebbero? CLICCA QUI Saluti ciclistici. 

 

lunedì 1 settembre 2025

Il misuratore di potenza serve davvero al ciclista amatoriale ? Grammomania: pedali Shimano Dura Ave e Favero Assioma Pro RS2 #misuratoredipotenza #nonesagerate

Per chi pensa ancora che il misuratore di potenza sia la soluzione migliore per un ciclista amatoriale, ecco una pesa esclusiva: pedali Shimano Dura Ace e Favero Assioma Pro RS 2 compatibile con tacchette Shimano Dura Ace.  In questo modello Assioma, il misuratore di potenza è presente su entrambe i pedali. La differenza di peso è oramai sostanzialmente irrilevante. 

La domanda sorge spontanea; serve davvero un misuratore di potenza al ciclista amatoriale? 

Analizzare i dati non è cosa semplice ed utile per il ciclista amatoriale; servono competenze tecniche e programma di allenamento pianificato da esperti. Il misuratore di potenza nasce per i corridori, in particolare, professionisti assistiti da preparatore atletico/medico. Generalmente il ciclista amatoriale pedala per mantenersi in forma fisica e divertirsi; non gli serve complicarsi la vita con la metodologia di allenamento per le competizioni.  

Il misuratore di potenza, stressa mentalmente, in quanto identifica la bici al "lavoro" dell'allenamento, confondendo il sano divertimento con il lavoro opprimente delle tabelle. Abbinandolo al piano programmato di training, si finirà per appendere la bici al chiodo, entro 1/2 anni o di venderlo, soprattutto se i risultati nelle gare amatoriali non saranno soddisfacenti (e questo è accaduto ad alcuni ciclisti amatoriali conosciuti personalmente). E di misuratori di potenza usati se ne vedono tanti in vendita! L'epilogo è uno e solo: disfarsene e recuperare qualche euro.  

A quelli che pensano che il misuratore di potenza (ma su entrambe i pedali), sarà utile per rilevare se le gambe spingono con diversa forza, rispondo che non servirà nemmeno in questo caso. Infatti le cause sono: a) dismetria degli arti inferiori, cioè una gamba è più corta per nascita o per problemi muscolari o articolari; b) forza muscolare asimmetrica dovute ad infortuni pregressi; c) abitudini posturali errate. Sono problematiche che non si scoprono con il misuratore di potenza, ma camminando, salendo le scale, con una visita dallo specialista, vivendo normalmente. In tal caso ci sarà bisogno del medico e del fisioterapista e spesso il problema non si risolverà. Se invece la questione sarà lieve, nessun problema, è fisiologico: siamo tutti asimmetrici anche nella forza. 

Il mio consiglio. Liberate la mente dalla tecnologia, almeno quando non è strettamente necessario; ne diminuirete la dipendenza e tornerete ad essere padroni della mente e del tempo libero. Il ciclista è un uomo libero, per antonomasia. Viviamo nell'opprimente Era della tecnica con la conseguenza che l'uomo è diventato il mezzo e non il fine. 

Cultura. Il compianto Gianni Mura, a proposito del misuratore di potenza scrisse una perla di saggezza: "Il ciclista amatoriale non è quello abbardato come se dovesse correre la Parigi Roubaix, quello che continua a controllare il cronometro, quello che va in bici con la mentalità dell'automobilista da casella a casello e ha il misuratore di potenza sul manubrio. Il ciclista è un operatore culturale, portatore di cultura divrsa se non opposta a quella dominante. " Devo aggiungere altro ? Saluti ciclistici.