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giovedì 15 ottobre 2026

Luoghi che ti cambiano la vita. #NovaVitaGravel

Ci sono luoghi da ricordare per talune persone, luoghi che ti cambiano la vita per altre. Oggi vi racconto una giornata particolare e un luogo unico; non tutti, però, possono (e devono) raggiungerlo, per via della difficoltà estrema del percorso. Ci si può arrivare solo con bici Gravel e MTB. Occorre essere molto allenati in salita e soprattutto, motivati.

L'ascesa è mistica. Giungo nella valle, davanti a una chiesa di campagna, nel punto esatto in cui inizano quasi cinque chilometri tortuosi di montagna, in un territorio brullo, "scarabocchiato" dall'incendio appiccato dalla cattiveria e dall'idiozia umana. Un'ascesa stretta e affascinante, che si inerpica intorno alle quattordici croci metalliche della Via Crucis e ai simboli CAI verniciati sulle rocce. Tra sassi e tornanti stretti, sfiorando pini, corbezzoli, mirti, lentisco, erica, palma nana, dafne, olivella e terebinto, avanzo resistendo alla gravità del pendio (8% media e 20% massima).
Arrivai quasi in cima, continuando lungo il profilo tortuoso del crinale. Proprio nel punto in cui finiva la breve e unica discesa, uscendo da un cono d'ombra stretto creato dagli alberi, ecco che davanti a me, all’improvviso, si stagliò nel cielo azzurro la maestosa Regina. Mi emozionai. Era bellissima, mi aspettava.
Deus sive Natura, parafrasando Spinoza (Dio è Natura). E in effetti, lassù, sentii la presenza di Dio, rivelata nell’infinita bellezza della Natura di cui siamo parte.
Quiete diffusa e un profondo silenzio; la mia anima era come rapita da tanto fascino. Non volevo più scendere a valle e, al solo pensiero di fare ritorno, quel luogo già mi mancava.
Fu un'esperienza così straordinaria, che da quel giorno avverto un vuoto incredibile. Spesso la cerco con lo sguardo e la ritrovo, quella silenziosa montagna con la Regina; allora ricordo quel momento unico e sento che mi manca. Vorrei rimanere lì, nella solitudine spirituale, e non tornare più nel mondo che urla la follia dell'umanità deforme.
Mi piacerebbe diventare il sagrestano di quella piccola e suggestiva chiesa senza muri, aperta al vento e alla pioggia, sola e silenziosa ai piedi della Regina, così umile e povera da farne sentire davvero la presenza. L'altare di cemento con una piccola croce metallica incastonata, un leggio di metallo, niente di più. Se qualcuno pensa che ci sia più Dio nel bosco che nelle chiese, allora questo è il luogo per incontrarlo. Il miracolo è sentirsi parte dell'infinita Natura.
Proprio qui, ascolterai una voce che ti chiederà: "Cosa facevi quando il mondo andava a fuoco?" quando nessuna ricchezza poteva bastare per salvarci dalla crisi ambientale, quando bisognava cambiare vita per salvare la Terra. Non potrai rispondere, se non abbassando lo sguardo e chiedendoti se Dio ci perdonerà davvero. 






L
La strada per arrivarci
 (foto scattate in discesa, in salita non è possibile, per la fatica e il precario equilibrio)
 
Il panorama,  un lungo tratto azzurro, dove il cielo e il mare sono una cosa sola.

mercoledì 14 ottobre 2026

Dimmi come prendi il tornante e ti dirò che ciclista sei. #ciclismoreale

Lo scalatore sale internamente e accelera continuamente: rilancia sui pedali sfruttando il minor peso corporeo. Il passista, invece, prende il tornante esternamente — "lo prende largo" — per soffrire di meno e mantenere il passo spingendo da seduto, cioè rimanendo in sella.
Il primo "parla" con la salita e sfrutta le pendenze più dure per spingere di più e fare la differenza, scattando in piedi in modo repentino e continuo. Il secondo sale regolare, per evitare di andare fuori giri e "saltare"!
GLOSSA A MARGINE.
Sui social è pieno di marketing e di fenomeni da baraccone pubblicitario: pedalatori in cerca di uno scatto per la celebrità. Straordinari atleti con fotografo e action camera al seguito, che trasformano la strada in un set cinematografico. È la stessa logica di vendita obsoleta e massificata utilizzata per rendere unici articoli che, nella sostanza, sono uguali o simili a tutti gli altri concorrenti. 
Nell’era dei marginal gains tutto si è livellato, compresa la pubblicità in stile neo melodico: quella dell’immancabile foto del ciclista che guarda la propria bici in una posa malinconica e struggente!
Preferisco continuare a spiegare il ciclismo praticato; i pedalatori neo melodici li lascio a chi è in cerca di figuranti e comparse. Saluti ciclistici.

Può genere ansia da prestazione o incutere timore ai pedalatori neo melodici.

Le mie strade Gravel. Nel video troverete anche la foto della precedente salita. 

domenica 11 ottobre 2026

Nannupgravel 2026 - Campionato del Mondo Gravel 2026. #NovaVitaGravel

Premessa. Ripeterlo giova. Nell’era marginal gains i giochi sono fatti ! Le prestazioni sono buone e livellate con incrementi marginali, quindi non troverete differenze sostanziali nella prestazione pura! Oramai tra modelli diversi di telai di serie, con misure standard, ci sono differenze impercettibili dal pedalatore e dal ciclista, già di per sè, confusi dall'effetto gregge e dall'effetto placebo; se li bendassero non saprebbero riconoscere un modello dall'altro. Solo un tester esperto potrebbe rilevarle e comunque non hanno incidenza nelle performance amatoriali. Le prestazioni sono effettivamente simili, se non uguali, sia per bici strada asfaltata, sia per bici Gravel. Quindi non vi fate film mentali e scegliete quello che più vi pare e piace,  non c'è un modello migliore degli altri. Top, de che ? De cosa? Mi premeva fare questa premessa per i lettori che nel 2026 sono ancora "assetati" di test bike! Test bike de che !!! Lasciate stare, non serve più. Gli anni 80 e 90 del secolo scorso sono finiti. Aggiornatevi. Tutto è cambiato! Il filone test bike è estinto, come i dinosauri; provato un telaio in carbonio hai provato anche gli altri. Oggi il vantaggio è potere scegliere il telaio in carbonio prodotto in serie con misure standard, in base a quello che più vi pare...storytelling marketing - heritage marketing /brande storytelling -effetto placebo, persino effetto gregge, non serve altro. Lo ripeto ancora, la prova su strada dei telai con misure standard fabbricati in serie è superflua ed illusoria. Allo stato dell'arte, la vera sfida, è: telai in carbonio, su misura, artigianali, e telai in carbonio, con misure standard, prodotti in serie dall'industria, sia Gravel, sia bici da strada asfaltata. La scelta è tra prestazione standard, buona per tutti, e quella personalizzata, quindi unica, irripetibile. Tutto il resto è noia. Che poi non è una novità, ma un ritorno al passato, quando i corridori professionisti si facevano costruire il telaio in acciaio, su misura. Nel 2026 il livello assoluto e’ oltre la produzione di serie, è personale. I prezzi? In linea tra loro. 

Il terreno australiano della Nannunpgravel 

Fatta questa premessa, veniamo al campionato del mondo Gravel 2026, circuito UCI, che quest'anno si svolgerà in Australia, a Nannup. Le caratteristiche del percorso sono 144 km con 3.713 metri di dislivello per gli uomini élite e 125,6 km con 3.179 metri di dislivello per le donne élite; l'80% del fondo è sterrato. Sarà fondamentale gestire lo sforzo ripetuto sulle diverse salite dislocate nel percorso. Ricordo ai profani che lo sforzo richiesto ai corridori Gravel è maggiore rispetto a quello dei loro colleghi settore strada asfaltata. La conformazione del terreno è diversa, il ritmo gara rimane alto, ma sulla ghiaia le cose si complicano. Le date sono 10 e 11 ottobre. E ci sarà anche la Pedemonte Altavia. Dal punto di vista di tester veterano dichiaro che partecipare al campionato del mondo Gravel @nannupgravel2026 con la @pedemonte_bike Altavia e’ un netto vantaggio rispetto agli altri corridori “costretti” ad adattarsi a telai prodotti con misure standard; come ho ampiamente spiegato, la Pedemonte Altavia è in carbonio, eseguita solo su specifiche del cliente: misure antropometriche, watt e modo di pedalare; è una macchina da competizione a pedale, autenticamente fatta a mano, a Genova, un valore aggiunto ed esclusivo. Gareggiando con la Pedemonte Altavia si parte “facile”, certamente, ma ci vogliono sempre gambe, cuore, manico e coraggio per arrivare al traguardo e non essere fatti a "pezzi" dal gruppo e "sverniciati" dagli altri corridori. In una gara internazionale il ritmo è devastante e ci saranno sempre "più pesci a boccheggiare per mancanza di ossigeno".

                                                              Video Ufficiale della Gara Mondiale. 

Segnalo la pagina ufficiale della competizione mondiale CLICCA QUI  , la pagina UCI riservata all'evento CLICCA QUI , la pagina INSTAGRAM Nannupgravel dove seguire l'evento in diretta/differita nelle storie CLICCA QUI  (per chi ha l'account Instagram), le dirette on demand  QUI   , sperando che  la SBS, decida di trasmetterle anche fuori dall'Australia.  




La scelta Tubeless e’ fondamentale sbagliarla significa perdere chance vittoria o piazzamento o non arrivare a traguardo. In linea di massima: over 50 mm più stabile, comoda sulle lunghe distanze, più veloce ma con bici lanciata, per effetto volano, ma meno leggera e meno reattiva su salite dure in percorsi misti o con salite dure e agile nello scartare insidie, penalizza con il fango e ci vogliono telai specifici meno leggeri, ideale per strade impervie e le accidentate, per percorsi da MTB ; under 50 bici più agile, leggera e simile alla bici da strada asfaltata; 50 mm la soluzione ottimale per più grip, stabilità, comfort, effetto volano, il migliore compromesso per strade molto accidentate ed impervie. Soluzione per percorsi misti veloci, ma senza salite dure con fondo compatto e fango: 45 mm. Portarsi sempre la spatola per rimuovere fango. La Pedemonte Altavia può montare fino a 50 mm e c’è abbastanza spazio per non fare incastrare fango. Sconsiglio telai over 50 mm perché sono meno leggeri e in salita telaio+forcella +tubeless over 50 m = zavorra spreca watt ! Usateli solo se pedalate nei percorsi ultra impervi e con poco dislivello e se fate Bike packing .  Attenzione larghezza canale interno cerchio Gravel : più e’ largo più la carcassa tubeless si adagia e si espande diventando più performante. Ovviamente più il canale e’ largo più la ruota pesa e quindi aggiunge peso al totale e la ruota diventa meno reattiva . E il tubeless montato spesso è maggiore della larghezza nominale, e la differenza può dipendere sia della larghezza del canale del cerchio, sia dalla carcassa. Occhio alla conformazione della tassellatura Tubeless . Meno alti meno grip più scorrevoli sull’asfalto. 
La scelta Tubeless per il Campionato del Mondo UCI Gravel 2026 con previsioni meteo pioggia.☔️ 
Dal mondiale Gravel 2026 @nannupgravel2026 un altro feedback. I miei test non sbagliano mai 😉

Gara e feedback. E’ stata una battaglia mondiale gravelliana all'ultima zolla di terra, sbuffo di sabbia, sasso alzato .. i migliori corridori di categoria al mondo erano in Australia 🇦🇺..di livello mondiale sono state anche le medie di velocità e i wattaggi ..numeri devastanti ..tanto per capirci della potenza e della resistenza registrati sul terreno impervio e sabbioso…142,24 km per 3.445 metri di dislivello per medie di wattaggio con valori anche superiori a 300 Watt.... nelle prime due ore 208 watt medi..a ruota del gruppo in fuga si  stava a 290 watt. Uno sforzo maggiore per il terreno Gravel certamente devastante anche per la maggiore concentrazione e abilità richiesta per tenere la bici a quelle velocità elevate su sabbia sassi e sterrato duro ! In una corsa in linea su asfalto invece “si va  più facile” e con meno sollecitazioni, senza avere bisogno di tenere una costante attenzione e abilità per domare il terreno impervio ! Nel Gravel l'errore e’ più facile e fatale ecco perché è meglio avere bici di alta qualità con assetti personalizzati!!!Come si e’ comportata la Pedemonte Altavia ? Il forte corridore Andrea Pedemonte giunto nella classifica di categoria al 20° posto, mi ha riferito: “E’ stata perfetta ..in discesa tecnica l’Altavia e’ folle ..riesci a fare velocità incredibili e a chiudere fughe ..”. Non devo aggiungere altro..anzi si …ecco spiegato, seppure in parte, il Valore aggiunto della Pedemonte Altavia che attesto da tempo ! E’ Una macchina da competizione incredibile! Entusiasmante! Crea dipendenza perché agevola e asseconda lo sforzo atletico. Attualmente e’ l’unico Test che mi sento di pubblicare; un test completo ed incrociato, molto lungo, perché i test sono solo quelli protratti nel tempo( un test affidabile non e’ un giro del palazzo. Questo test e’ più di un test; e’ un cambiamento di stile di vita ciclistica; rappresenta l’evoluzione del ciclista; non più consumatore compulsivo, ma ciclista esperto ed esigente alla ricerca di un valore aggiunto. È stato un test che mi ha molto impegnato, ma ne è valsa la pena; è stato un cambiamento anche per me. Ora posso dire e spiegare cos’è il valore aggiunto di cui ogni ciclista è alla ricerca. E' stata una soddisfazione non solo per il piacere di pedalare con il valore aggiunto, ma anche per avere ricevuto feedback positivi dal mondo delle corse, persino quello mondiale, a conferma del responso oggettivo del test. Siate ciclisti e non pedalatori. Saluti ciclistici. 

La Pedemonte Altavia genovese davanti al palco dopo il traguardo! 

L'Australia è Gravel.

giovedì 3 settembre 2026

I segreti del mondo Race Gravel. Il trucco della "depilazione".

Quando il telaio Gravel  non è compatibile, con tubeless più larghi, si tolgono i tasselli laterali per evitare che tocchino nella parte interna del telaio e della forcella e quindi frenino la ruota, anche se generalmente è la ruota posteriore quella problematica quando lavora su telai più stretti, la forcella è generalmente sempre più larga. I tasselli si tolgono usando la pinza specifica acquistabile on line. Il risultato è quello che si vede nelle foto.....tasselli tolti, risparmio di peso e di spessore laterale. Svantaggi del trucco: il tubeless depilato è meno performante e grippante in curva, quando si piega, soprattutto off road, fango e pioggia. Molto dipende sia dalla larghezza reale del tubeless, in quanto spesso non coincide con la larghezza nominale, sia dalla larghezza interna del canale del cerchio, più è largo e più il tubeless installato si inserisce meglio e si allarga evitando l'effetto pera. Esempio: il tubeless Continental da 50 mm montato su un canale interno da 25 mm misura 50,5 mm, allora in questo caso, si tolgono i tasselli laterali e la larghezza diventa 49 mm. Il tubeless Maxxis Rambler da 40 mm è largo 41 mm su un canale interno da 25 mm. 
Non tutti i marchi e/o produttori di Gravel Bike sono d'accordo ad allargare telai e forcelle e renderli oversize. Il motivo è quello di non appesantire il peso della bici/forcella e quindi renderla più reattiva con tubeless larghi non più di 45 mm. Altri marchi invece utilizzano tubeless larghi 50 mm o più larghi per avere un maggiore comfort e velocità sui terreni sconnessi e più scorrevolezza sui terreni rocciosi. Tubeless da 50 mm in su sono adatti al bikepacking, alla pianura e ai fondi particolarmente rocciosi. Marchi commerciali, come Specialized, Willier, per esempio, sono compatibili con tubeless rispettivamente fino a 55 mm e  52 mm, adatte al Gravel estremo sempre che il ciclista sia capace di gestire/pedalare percorsi molto impegnativi, altrimenti è solo un peso maggiore e inutile del telaio e del tubeless. Pedemonte Altavia è compatibile con tubeless max da 50 mm, sia sull'anteriore, sia sul posteriore, la misura ottimale per  Race Gravel, cioè le corse veloci Gravel, bikepacking e fondi rocciosi, non penalizzando eccessivamente la spinta pedalata in salita. Spesso i marchi scelgono misure diverse per le ruote: per esempio Pinarello usa  spazio max di 45 mm sull'anteriore e 42 mm sul posteriore ( modello per  le ruote Dogma GR)  oppure 45 mm sulla ruota anteriore e posteriore (modello Grevil).
Il consiglio: dipende dall'uso e dai percorsi scelti. Sui terreni rocciosi e particolarmente sconnessi meglio il 50mm nominale; in salita con fondo compatto o lievemente sconnesso scegliete il 40 mm nominale. L'ideale è utilizzare due coppie di ruote, a seconda del percorso scelto, una coppia con tubeless 40 mm, l'altra con il tubeless da 50 mm. Il tubeless Gravel non dovrebbe essere più largo di 50 mm per non penalizzare versatilità e reattività. Il tubeless da 50 mm o maggiore di 50 mm va utilizzato  su percorsi estremi, come per esempio, quelli della Transcordilleras, 1100 km per 25 mila metri di dislivello, in otto tappe, sulla Cordigliera delle Ande in Colombia. lungo strade estremamente impervie CLICCA QUI. Saluti ciclistici.  


Indicazione della misura max compatibile (es. 45 mm) ..

....il tubeless integro.....



                        ...il tubeless dopo la depilazione eseguita con la pinza fatta per tagliare tasselli

                                                         Tubeless con tasselli laterali tagliati.

domenica 26 luglio 2026

Ciclismo nel Parco Naturale Regionale Monti Simbruini; è tempo di "transumanza pedalata" #traabruzzoelazio #parchilazio #sempreilmeglio #invacanzamenosiamomegliostiamo #emozioniappenniniche

Il tempo cambia tutto, è quello che prima era l'ideale, oggi non lo è più... è tempo di esplorare nuove strade, nuove terre, e cercare spazi ideali per le emozioni a pedale, lontano dai territori invasi dalla follia della folla omologata. Praticando il "nomadismo a pedale" sulle Alpi italiane, francesi e svizzere, sugli Appennini, passando per l'Etna, consiglio ciclisti e pedalatori sulle vacanze ciclistiche. La mia nuova storia a pedale si chiama "la transumanza a pedale". Gravel a 1600 metri di altezza nella faggeta più estesa d'Europa …seguendo l’istinto....con i campanacci delle mandrie a farmi compagnia …intorno a me il paesaggio fiero ed affascinante degli Appennini…seguendo il sentiero e le mandrie  ho percorso il tempo … nella solitudine della Natura di cui facciamo parte …solo i nomadi a pedale possono percorrerla ! Durante la transumanza a pedale ho capito che il GPS serve solo a chi ha paura di perdersi! Ma non puoi perderti se hai istinto e sei parte della natura. Eraclito diceva nulla perdura tranne il cambiamento. Non era più tempo di pedalare solo su strada asfaltata...dovevo assecondare il cambiamento che e’ nella vita.  
Dunque "Transumanza pedalata" by PedalareversoilCielo, in modalità Gravel, nelle foreste, sugli altopiani e pianori carsici, location del film "Lo chiamavano Trinità", attraversando strade bianche, tratturi, segnati dal passaggio delle mandrie, seguendo il profilo selvaggio dei monti alti 2000 metri, "scalando a pedale", ascese impegnative, o seguendo il Bike Tour Simbruini di 112 km,  incontrando santuari, luoghi misteriosi, silenziosi o immersi nella quiete...è il Parco dei Monti Simbruini, il più grande del Lazio. Con la "transumanza pedalata" ho attraversato il Lazio arrivando in Abruzzo....entrando nella foresta magica conosciuta come il bosco delle fate....lungo un sentiero incantato.... incontrando il custode del bosco....folletti seduti lungo il sentiero o che abitano dentro la cavità di un grande albero ! E nella foresta ho capito che i sentieri sono i percorsi del tempo....sono percorsi dal tempo. Chiunque pedali nelle foreste, le porterà dentro di sé........ esse incantano e ammaliano!  Ho imparato a riconoscere la migrazione degli alberi, come quelle dei faggi, i quali assumono forme diverse.....sono dei migranti naturali..... provengono dall'Asia...passando per il Caucaso sono giunti fino a noi per darci bellezza e ossigeno, per custodire lo scrigno della biodiversità ! Sul link CLICCA QUI  del Parco Monti Simbruini, ci sono le info dettagliate per esplorare il territorio percorrendolo come si preferisce. Un altro consiglio. Non omologatevi, ma distinguetevi anche quando pedalate in vacanza.... siate ciclisti e non pedalatori.

Glossa a margine. Le Alpi commerciali, sono assaltate e vessate dal turismo di massa e dal traffico. Se pedalando nel "noto"dovrei sopportare smog, rumori, caos e file in stile città, allora meglio fuggire dagli stereotipi ed aprirsi al "nuovo", uscire dalla mischia, pedalando alla grande, ma fuori dagli schemi. Ho detto basta alle Dolomiti e alle Alpi commerciali, esiste l'altra montagna!!! L'ho pedalata e la consiglio. Le Alpi commerciali e le Dolomiti sono diventate piccole città...non è più luogo di natura incontaminata.... stravolte a causa di un intensa  e progressiva opera di antropomorfizzazione a scopo di lucro.... se vuoi rendere un luogo adatto alla vacanza della massa, rendilo "urbano" e togli il selvaggio, la Natura spaventa; per il cittadino, la "natura" è solo il suo cane che gioca nei prati! Basta vedere come le amministrazioni e molti cittadini hanno ridotto le loro città.....ricettacoli di bruttezza, immondizia e smog.... abbattono gli alberi, persino durante il periodo in cui è vietato per legge, e urlano allo scandalo per la presenza degli animali selvatici sinantropi....... si lamentano del caldo asfissiante, pur sapendo che gli alberi sono riserva di ossigeno, catturano la Co2 e rappresentano rifugio climatico....cioè sono aria condizionata gratuita.........asfaltano pur sapendo che l'asfalto è un "forno", genera elevate temperature.... ecco perché alcune amministrazioni comunali tolgono l'asfalto (depavimentazione) per abbassare la temperatura e assorbire le bombe d'acqua..... e nella bruttezza urbana prolificano i mala affari del crimine. Il turista è diventato complice consapevole o forse inconsapevole dello sfruttamento del territorio, quindi non voglio essere complice: più si scelgono Dolomiti e  Alpi commerciali laddove sono state stravolte dal profitto e più si rafforza il proposito del business di estendere il modello economico di distruzione della biodiversità. Le Alpi commerciali e le Dolomiti non sono più quelle di una volta.. per vederlo è sufficiente navigare sui social. Togli il selvaggio e urbanizza il territorio, per farli sentire "come a casa loro", anche nei luoghi di vacanza. In fondo il turista contemporaneo è sempre e solo un consumatore, alla stregua di colui che entra in un centro commerciale. Sic. 
 
                     
Noi siamo Natura, Noi siamo la Natura e siamo anche ciclisti.... quindi continuo a consigliarvi di pedalare nei sentieri dei Parchi Naturali Nazionali e Regionali, nelle Riserve Naturali, orgoglio verde, protetti da uomini e donne che ogni giorno sorvegliano e lavorano orgogliosamente e con dedizione, preservando bellezza e benessere (ossigeno incontaminato e bagni di foresta), quel verde rappresenta, la speranza per il domani, un patrimonio inestimabile, da consegnare alle nuove generazioni. Un plauso e un ringraziamento ai Guardiaparco, ai Carabinieri Forestali, al personale direttivo, tecnico, amministrativo e agli operai, oltre ai ragazzi del Servizio Civile assegnati ai Parchi; siete orgoglio italiano e dell'umanità. Saluti ciclistici. 

 
                                                                                                             Monte Livata 

 

  
 

 
 

  
  

                                                                                          Subiaco: Centro Visita Parco Monti Simbruini


sabato 11 luglio 2026

"Si, ma la Gravel Bike non la puoi mettere su strada asfaltata! " 😂 #ultrasdelnienteparlato


      

Continuo a spiegarvi il ciclismo dei tempi attuali......“Una bici per tutte le strade, tutte le strade per una bici" (cit. Pedalare verso il Cielo)...... all'estero, il Gravel è da anni, una splendida realtà (ci arrivano prima a comprendere l'importanza delle cose, l'essenza delle questioni, cambiano ed innovano facilmente, mode e costumi, non si fanno paranoie e soprattutto "stanno avanti"), Unbound Gravel docet.... nacque negli USA, alla fine degli anni 80 del secolo scorso. In Italia, il Gravel ha raggiunto un successo più tardi, ma c'è ancora una frangia ultras del niente parlato, che non accetta la realtà, e lo invidia, tirandogli dietro, chiacchiere da bar, ragionamenti ossessivi e decontestualizzati, privi di pregio, come per esempio “e’ meglio la MTB”, quando nessuno vuole fare confronti sterili e urlati. Comunque metto con le spalle al muro la disinformazione, e spiego la realtà a chi vuole essere correttamente informato.....basta  andare sui social, per esempio Instagram, per vedere ottimi ciclisti con Gravel Bike, senza forcella ammortizzata, pedalare su rocce e pietre di medie e grandi dimensioni, in discesa, in salita, in pianura, dimostrando che sia, come in effetti è, solo una questione di manico; in un video il ciclista passa su un tronco di grande dimensioni con la Gravel Bike. Un altro esempio di disinformazione..... la Gravel "non la puoi mettere su strada asfaltata"...altra cavolata pensata con la logica del tifoso ultrà quando perde la squadra del cuore.....anche in questo caso, è una questione di gambe e watt.... ve lo dimostra il video qui postato, dove si pedala a più di 50 km/h con la Gravel Bike e con tubeless tassellati (si possono montare anche tubeless con pista centrale non tassellata). Agli ultras del niente parlato, ricordo che la Gravel Bike è un successo commerciale, riscuote un grande consenso di pubblico, è un best seller, fatto di vendite e di eventi a tema, finanche laboratorio di sviluppo tecnologico straordinario per tutti i marchi.....dal telaio, alle ruote che ora possono montare anche tubeless larghi + di 50 mm su cerchi 700C (oltre alla compatibilità con ruote da MTB 650b).....ogni marchio offre almeno due tipi di Gravel Bike e tanti ma tanti modelli di ruote e tubeless! Insomma la Gravel Bike era la bici che tutti cercavano, ma non lo sapevano, e che ora molti pedalano. A chi invece si ostina a non accettare che il Gravel sia la cosa più bella capitata alla bici e ai ciclisti, dedico la favola della volpe e dell'uva di Esopo, docet. Nota a margine: non uso action camera per quattro motivi: 1) voglio tutelare luoghi dalla massa dei "barbari in vacanza"; 2) preferisco concentrarmi sulla strada; 3) non porto con me nessuno per motivi di sicurezza, meno siamo meglio stiamo, anzi solo sto, meglio sto....certi luoghi sono più belli se vissuti in silenzio e nella quiete della Natura. Comunque vi posto uno shorts registrato con lo smartphone appoggiato sulle pietre, tanto per farvi vedere alcune delle strade Gravel che percorro. MORALE. MTB? ROAD BIKE? No grazie. Preferisco la Pedemonte Altavia, ma non puoi capirlo se non ci pedali. MTB e ROAD BIKE sono concetti superati........
     
      

Post scriptum. Servono gambe e manico, non basta avere la migliore bici....ci sono pedalatori con bici top, gambe scarse e manico come quello della scopa....sono come quelli che comprano la moto a tarda età e si pensano motociclisti.....pensando di colmare le lacune....ragazzi non scherzate....umiltà, sacrifici, vita da ciclista contano di più. La bici non regala niente....non è un auto....non ha l'acceleratore......è solo fatica....si dice "zitti e gambe", le chiacchiere stanno a zero, non servono per diventare ciclisti. Buona fortuna. Saluti ciclistici. 
 

lunedì 8 giugno 2026

Spagna. Puntine sulla strada: allerta per la sicurezza dei ciclisti.

La notizia QUI  . In breve. La Federazione Ciclistica della Comunità Valenciana, denuncia " molestie e criminalizzazione dei ciclisti" dopo il ritrovamento di puntine da disegno sparse sulla strada statale, a Tàrbena. Un residente ha raccolto circa quaranta spilli sparsi sulla riva destra della strada statale CV-715 , in un tratto di cinque o sei chilometri tra Bolulla e Tàrbena. Li ha trovati mentre faceva un giro in bicicletta e ha segnalato la situazione pericolosa. Un abitante del luogo ha spiegato che "c'erano molti spilli e si vedevano persone ferme a guardare le ruote". Le amministrazioni comunali e il settore turistico stanno organizzando un incontro per studiare soluzioni che garantiscano sicurezza e convivenza. Niente di nuovo sotto questo cielo: nel 2018, in Italia, alle Nove Colli, furono sparse tante puntine sulla strada e non  furono mai trovati i responsabili. E la situazione è andata oltre, in Italia, anche sui social, dove si fomenta  e monta l'odio verso i ciclisti, tanto che la Fondazione Michele Scarponi ha deciso di perseguire penalmente gli odiatori social, scoperti o segnalati. Inutile nascondere la testa sotto la sabbia, l'odio e l'invidia quale causa scatenante, è diffuso, e se non ci fosse il codice penale, si assisterebbe ad un "regolamento di conti" massiccio e sistematico. Ovviamente ci sono automobilisti che si comportano correttamente. Ma non possiamo far finta di niente. 

Questa è la notizia riportata dai media spagnoli. Veniamo a noi, ciclisti italiani. "Se Atene piange, Sparta non ride". Il "giocattolo si è rotto" anche in Italia. Eravamo "4 ciclisti" su strada, molti anni fa, quando c'erano molti meno automobilisti; ci contavamo. Le cose sono cambiate, soprattutto a partire dal 2020. Oggi, tanti, forse troppi ciclisti e pedalatori si riversano sulle strade asfaltate, rendendo difficile, la convivenza con gli automobilisti, alle prese con un traffico in crescita esponenziale, oramai insostenibile, non solo dal punto di vista economico, visto il caro carburanti e la spinta inflazionistica. Insomma le strade asfaltate sono diventate troppo piccole per tutti! Cosa accadrà in futuro? Non lo so e nessuno può saperlo, le cose sono in continuo movimento e in profonda trasformazione, e tutto sembra compromesso da una situazione generale insostenibile e non solo sulle strade. Visto l'acuirsi dei conflitti sulle strade e nei social, tra alcuni automobilisti e ciclisti, l'aumentare degli incidenti stradali, spesso con morti, bisognerebbe comprendere, che le cose sono cambiate per sempre. Consiglio: toglietevi dalle strade asfaltate e seguite il consiglio che una mattina di qualche anno fa, mi urlò, un automobilista odiatore seriale: " Andate nei boschi a rompere....."! Per chi invece sceglierà di continuare a fronteggiarsi sull'asfalto, con gli automobilisti, alcuni di loro, sempre più intolleranti e frustrati dalla vita, consiglio, di smettere di praticare il ciclismo "condominiale" e quindi di non uscire con gruppi numerosi e di non pedalare ammucchiati, invadendo la garreggiata, inoltre consiglio di pedalare nelle strade secondarie.....se invece vivete in città ingolfate dal traffico, allora le soluzioni sono due: o vi caricate la bici e la portate altrove, oppure rulli a go go, così è, questo è!  La cosa incredibile è che i marchi di biciclette non capiscono la gravità della situazione, che comprometterà anche i loro profitti, per via dell'aumento crescente dei prezzi, dell'omologazione della produzione in serie, e dell'inflazione; si ostinano ad investire nelle corse professionistiche, sempre più noiose, completamente lontane dalla realtà dei ciclisti amatoriali e dei pedalatori. Non capiscono la situazione reale. Non serve disegnare bici nella galleria del vento, quando, tra semafori, incroci, traffico, l'aerodinamica non serve a niente. Cari marchi: non coccolate i Big prof, prendetevi cura delle sorti dei vostri clienti, cioè dei ciclisti amatoriali e dei pedalatori. Se non ci saranno più ciclisti e e pedalatori disposti a comprare ogni anno o poco più, bici nuove, dovrete togliere lo sponsor ai team, e per l'effetto, i campioni saranno licenziati e finiranno a pescare sul fiume. Per ora muovete ancora soldi e allora potete fare voce grossa con i Governi, spiegandogli, cosa significa mobilità sostenibile e che la salute pubblica passa per l'esercizio fisico, anche quello fatto con la bici.  Per chi volesse invece evolversi e adattarsi al cambiamento in atto, consiglio la lettura di questo post CLICCA QUI    Saluti ciclistici. 

mercoledì 27 maggio 2026

Test Concept Scott RC Race Gravel con ruote DT SWISS 32 pollici: quello che c'è da sapere e quello che scrissi.

Avevo sentito nell'aria "odore di tendenza" e nel post pubblicato il 4 maggio scorso, anticipavo gli eventi. Ora ritorno sull'argomento con una novità. Il marchio svizzero Scott Bike ha prodotto due esemplari del Concept Race Gravel Bike per ruote da 32 pollici, non destinato alla produzione, affidandole a due corridori, iscritti alla più prestigiosa Race Gravel, la massacrante e celebre Unbound Gravel, che si svolge ogni anno, a Emporia (Kansas) USA. Dunque la Scott Bike ha fatto realizzare specificatamente due telai per testare le ruote da 32 pollici, questo a riprova della mia regola: è la ruota che fa il telaio, tutto "gira" sulla scelta delle ruote; un telaio di media gamma con ruote top di gamma sarà più performante di un telaio top di gamma con ruote di media gamma. Target: verificare la prestazione delle ruote da 32 pollici nel mondo Gravel. Per la cronaca il test sarà fatto con ruote concept da 32 pollici DT SWISS con tubeless Schwalbe RX da 32 x 50 mm e componentistica mista Road/Gravel, suffragando quanto scrissi a proposito della tendenza ad uniformare il prodotto strada/Gravel: per un esemplare, Shimano XTR - GRX con comandi Dura Ace e pedivelle da 160 mm, per l'altro, Sram Red AXS XLPR. 

Ma la ruota da 32 pollici non è una novità assoluta, esiste già nella MTB (dalla 29 pollici alla 32 pollici misurando distanza mozzo-tubeless, larghezza del cerchio da 73,7 cm a 80/81 cm). Con la Gravel Bike si possono utilizzare diverse tipologie di ruote e pneumatici di varie larghezze e tassellature, a seconda del percorso, terreno, gara: si va dalla ruota 650 B con diametro interno 58,4 cm, corrispondente alla 27,5 MTB per montare tubeless più larghi e tassellati, ideali per Gravel tecnico e Bike Packing, al classico cerchio 700C (diametro interno di 62,2 cm, esterno, cioè mozzo-tubeless 700 mm circa) e finendo al prossimo cerchio da 32. Per completezza. Si possono montare copertoni da 29 MTB su una Gravel ( e viceversa) perché le ruote gravel 700C e le ruote MTB 29" condividono lo stesso diametro ETRTO di 622 mm. È necessario però verificare che il telaio e la forcella della gravel offrano un passaggio ruota sufficiente per ospitare sezioni da 2.0" o 2.25". Il cerchio della ruota da 32 pollici invece ha un diametro più grande, misura 686 mm. Adesso le ruote da 32 pollici introducono un nuovo standard, rispetto a quello 700C e 650B. Tubeless da 32 pollici, disponibili con larghezza minima, potranno essere installati  (solo) su cerchi da 32 pollici. Le ruote da 32 pollici potranno essere assemblate solo su telai Gravel compatibili con lo standard 32 pollici, come appunto questo della svizzera Scott Bike. 

La corsa test. Il laboratorio scelto è Unbound Gravel nel formato XL per corridori professionisti: 575 km ininterrotti, senza assistenza tecnica e meccanica, con qualche breve pit stop per cambio borracce, barrette, e pulizia bici. L'altimetria prevede un punto più alto di 484 metri e punto più basso di 317 metri. In pratica si tratta di un anello devastante fatto di polvere, fango, sassi e vento. Niente è paragonabile. Gli altri formati minori sono 200, 100, 50 , 25, juniores. Il link del sito ufficiale CLICCA QUI 

Conclusioni. Cara Scott Bike mi fa piacere del "nuovo" test, e chissà se avrai letto il mio post, prima del lancio del nuovo "laboratorio" mobile, ma non c'è da attendere il responso promozionale del test commissionato ai due corridori, le risposte le avevo già date al lettore del Blog, Michele, nel post del 4 maggio citato : " ..il cerchio largo 32 per Gravel ha molta inerzia, quindi mantiene più facilmente la velocità, inoltre migliora il comfort, aumenta la stabilità e la gestione delle curve tecniche, agevola il passaggio sui percorsi più impervi, ma diminuisce lo scatto, la prestazione in salita, questo dal punto di vista della prestazione. Ovviamente aumenta il peso sia della bici/forcella, sia delle ruote/tubeless......" Aggiungo che la scelta dipende dalla tipologia Gravel.....il Gravel in pianura o nei sentieri impervi, attraversando torrenti, passando sopra massi e rocce di media e grandi dimensioni, il canale 32, può avere un senso, un utilità concreta...il Race Gravel fatto in salita, dura, su terreni boscosi e foreste pluviali, senza particolari forme rocciose, con pozze d'acqua, e piccoli canali, allora il 32 è una zavorra.....dipende dal gravelista....quello leggero, che rilancia ed accelera sempre, anche no." 😉  CLICCA QUI

Comunque lo spiego di nuovo.

Vantaggi tecnici: 

  • Angolo di attacco: Un diametro maggiore scavalca gli ostacoli più agilmente. La ruota si blocca di meno sulle pietre e sulle radici, mantenendo la velocità, ovviamente, l'ostacolo si supera solo se il ciclista ha il manico, altrimenti non serve;
  • Inerzia e Rotolamento: la ruota da 32" conserva l'energia molto più a lungo della 29", quindi è ideale per i tratti veloci e pedalati.
  • Impronta a terra: Più gomma copre il suolo. Questo significa trazione superiore in salita e una stabilità in frenata maggiore.
Svantaggi tecnici:
  • Maggiore peso: più volume, più gomma, equivale a più peso, la bici diventa meno reattività, cioè meno scattante e meno maneggevole, servono più watt per farla scattare e più capacità per gestirla nei tratti tecnici. La copertura da 32 pollici necessita di una ruota compatibile, quindi più larga, con raggio più lungo e assi più alti, insomma una ruota vistosamente più grande delle altre. 

Ovviamente il marketing lavora "nelle tenebre" ed anticipa i lanci, generando preventivamente, la libidine dell'acquisto compulsivo; sarà tutto pronto per la produzione di serie del telaio e delle ruote in questione. Come ebbi modo di anticipare tempo fa, nei post pubblicati, con etichette NovaVitaGravel, il mondo Gravel, avrebbe rappresentato il nuovo laboratorio per i marchi/produttori, e così è stato! Anche questo test della Scott Bike lo dimostra e altri marchi proveranno prototipi per le 32 pollici alla Unbound Gravel; tutto e’ in fermento! Infine come preannunciato, la tendenza sarà quella di creare modelli universali, multi impiego, multi strade o come dico io, una bici per tutta le strade, tutte le strade per una bici... è sufficiente guardare il concept della Scott RC Race Gravel 32 pollici per capirlo definitivamente.....cambiateci le ruote/tubeles e potrete pedalarci ovunque. La bici da corsa, che chiamo bici da strada asfaltata, è superata concettualmente, non ha più senso per un ciclista amatoriale (quelli del Bar Pedalatori, urleranno per partito preso o sveneranno pensando al prezzo pagato per il nuovo acquisto). Come sempre mi porto avanti, sommessamente e audacemente. Saluti ciclistici. 

 


venerdì 22 maggio 2026

Pedemonte Altavia si aggiudica la Menzione d'Onore al XXIX Premio Compasso d'Oro ADI. La prima volta per una Gravel Bike made in Italy.

La XXIX edizione del Compasso d'Oro ADI, i cui progetti made in Italy selezionati, erano stati annunciati il 15 aprile scorso, è terminata con un grande successo: la Pedemonte Altavia si aggiudica la Menzione d'Oro al XXIX Premio Compasso d'Oro ADI ed è entrata a far parte di diritto della Collezione Storica Compasso d'Oro ADI, dichiarata nel 2004 dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, di "eccezionale interesse artistico e storico". La Pedemonte Altavia è l'unica Race Gravel Bike, pensata, costruita e verniciata completamente in Italia, ad essersi pregiata di questo prestigioso ed ambito premio! Idea e bellezza italiana performante: "Quando l'idea diventa una macchina che crea l'arte" (Sol Lewitt). Orgoglio genovese. Complimenti alla Pedemonte Bike. Condivido alcuni scatti esclusivi, della Pedemonte Altavia, in mostra a Milano e dell'onorificenza concessa. Consiglio anche la lettura del post della candidatura CLICCA QUI   Ho intuito la qualità e l'esclusività della Pedemonte Altavia e sono soddisfatto del premio e continuo a consigliarla a chi vuole il TOP su misura. Per leggere il test CLICCA QUI Saluti ciclistici.   

 

   


lunedì 4 maggio 2026

Tubeless Gravel non inferiori a 50 mm: consiglio.

Ciclisti e pedalatori gravellisti....ALT ! Fermi, prima che il verbo del marketing, vi confonda (anche questa volta) e vi induca in tentazioni, convincendovi che utilizzando tubeless non inferiori a 50 mm, diventerete più veloci della luce, invisibili anche al luminol, potenti più della luce solare, più affascinanti ed irresistibili.....guardate questi due shorts....ascoltate quello che ho da dirvi e consigliarvi.....prima che mettiate mano al portafoglio.....dopo di che....fate voi! Saluti ciclistici. 

          

martedì 21 aprile 2026

Ciclismo adatto al tempo attuale nella Riserva Regionale Tevere Farfa.

Cos'è il ciclismo adatto al tempo attuale ? Pedalare ovunque, in qualsiasi luogo, con un unica bici, come la Pedemonte Altavia, senza perdere velocità, perché realizzata su misura, con geometrie ed assetto simili alla bici da corsa (alias bici da strada asfaltata), come spiegato nel test (per leggerlo CLICCA QUI).Voi ci riuscite con la vostra bici? 🤨 Oggi l'ho praticato nella Riserva Regionale Tevere Farfa, lungo tracciati in ghiaia e in erba, attraversando la zona di protezione integrale, l'altana degli isolotti, la foce del fiume  Farfa, il bosco allagato e il Capanno della Palude, quest'ultimo raggiungibile solo a piedi, percorrendo i pochi metri, del sentiero della Fornace, lungo le traversine di legno, approfittandone per distendere la muscolatura stressata dallo sterrato/terra; pedalare Gravel è più impegnativo per abilità e sforzo fisico, rispetto al ciclismo praticato con la bici da corsa, alias bici da strada asfaltata, oramai non più adeguato ai tempi moderni, a causa dell'alta densità del traffico e dell'inquinamento. Nella riserva è possibile salire (a piedi) sulla torretta ed entrare nei diversi capanni birdwatching per osservare le zone frequentate dagli aironi, cormorani, svassi, anatre e rapaci, come il falco pescatore e il nibbio bruno, pesci, anfibi, rettili e cinghiali (è stato emozionante pedalarci accanto, per un breve tratto) e caprioli. La zona umida  si sviluppa attorno al tratto del fiume Tevere, alla confluenza, lungo il corso del torrente Farfa e al Lago di Nazzano di origine artificiale. Intorno alla riserva ci sono borghi e per l'occasione sono salito a Montopoli di Sabina, arroccata sulla collina, ma pedalando sulla strada asfaltata, abbastanza trafficata. Consiglio la consultazione del sito della Riserva CLICCA QUI . La Natura è la bellezza del Gravel. 

   
 
 
  

Lo stato delle cose. La città degli uomini, un tempo, era uno spazio recintato nel mondo naturale, oggi, ha preso il posto della natura, ridotta a spazio recintato nel mondo artificiale della città. L'uomo ha oltrepassato ogni misura nel dominare la Natura: acqua e aria contaminati, vegetazione minacciata dalla desertificazione, la fauna in molte sue specie verso la via dell'estinzione, nonostante che l'uomo abbia nell'ambiente naturale la condizione imprescindibile della sua esistenza. E tutto questo è diventato la nostra nemesi; ci avvelena e ci fa ammalare nel corpo e nella mente. Noi siamo natura, siamo la natura, quindi i parchi naturali e le riserve naturali diventano un atto di civiltà, di speranza, di coraggio, di cultura e soprattutto di resistenza contro la degradazione degli esseri viventi e della Terra; sono il rifugio, anche per ciclisti e pedalatori.  Tutti gli esseri viventi sono connessi tra di loro; ognuno è indispensabile all'altro. Tutti gli esseri viventi formano il sistema Vita. Gli umani non potrebbero vivere senza gli altri esseri viventi. Non ci vuole un premio Nobel per capirlo. 

Se volete sentire una carezza sul cuore, un soffio di vento far vibrare l'anima, allora visitate, con rispetto ed intelligenza, i Parchi naturali e le Riserve naturali, ne scoprirete la bellezza e l'importanza; fateli diventare parte della vostra vita, perché in fondo sono la nostra vita. I parchi naturali e le riserve naturali sono un atto di amore verso l'uomo e la Terra. Ringrazio i Guardiaparco e i Carabinieri Forestali e tutto il personale amministrativo per il prezioso ed insostituibile lavoro per la tutela e la conservazione della Natura, la nostra casa, con un lavoro impegnativo e altamente professionale, fatto di passione, competenza, rischio e amore per la Natura.



Un ringraziamento alla @regionelazio.official per averci donato la rete @parchilazio, uno scrigno magnifico e di straordinaria bellezza; tesoro da custodire e proteggere anche per le future generazioni; la speranza nel domani. Com’è noto ho pedalato sulle Alpi e gli Appennini passando per l’Etna, ma ogni volta che pedalo nei @parchilazio, mi emoziono ancora e mi sento protetto.  E a proposito delle vacanze nella quiete ne avevo già parlato QUI Consiglio di pedalare nei parchi e nelle riserve italiane ed in particolare nel Lazio. Saluti ciclistici.

mercoledì 1 aprile 2026

Le "riserve per ciclisti". #freecar #freesmog #nocarbrain

  
                                                                   
Cos'è la "riserva per ciclisti" (Copyright © PEDALAREVERSOILCIELO)? E' un percorso free car, una palestra+rifugio, come quelle che si vedono nei video.....allenamento "fuori soglia", fino ad esaurimento forze e appagamento della determinazione.... rafforzamento del carattere, miglioramento della risposta cardio vascolare....salite con pendenze "spacca gambe"..... affinamento del manico.......irrobustendo spalle...migliorando l'equilibrio.....potenziando core e glutei... si scende e si sale! E' un "gioco a pedale". Quiete o silenzio, senza l'ansia e il pericolo del traffico, cosa volere di più! Ideale per allenarsi in qualità, come spiegato in questo post CLICCA QUI . 

P.S. Qualcuno doveva pur scriverlo ….vi preoccupate di quello che mangiate, di essere in forma, di non mangiare carboidrati o di mangiare equilibrato o sugar free, MA pedalate nel traffico e respirate smog, come se fosse normale e lo smog uccide e causa malattie gravi! Ragazzi vi auguro il CAMBIAMENTO, anzi CAMBIA-MENTI. Saluti ciclistici. 
 
 

La logica troglodita e antropocentrica di chi considera la Terra solo "sua", è anche quella di chi pensa che le strade pubbliche siano solo “sue", e considera animali selvatici e ciclisti, come "diversi" e “bestiacce”! Guardate questo cortometraggio (fino alla fine) e leggete questo studio scientifico che spiega perché odiano i ciclisti CLICCA QUI . Un esempio: gli spari su 6 ciclisti della SC PADOVANI POLO CHERRY BANK rimasti illesi, ma fortemente spaventati, accaduto nel dicembre 2025 sulla strada SS12 in Val d'Adige nei pressi di Dolcè (Verona), ad opera di un automobilista di 25 anni, il quale, secondo quanto riferito alle Forze dell'Ordine, avrebbe agito per insofferenza e odio verso i ciclisti! In pratica i ciclisti sono stati considerati alla stregua di animali selvatici da cacciare con arma ! Saluti ciclistici.