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domenica 27 aprile 2025

Le bici 🚲 passano, il ciclista resta !

Le bici passano, il ciclista resta ; e’ il ciclista a rendere “importante” la bici e non e’ mai il contrario ! Basti pensare a tutti coloro che comprano la bici del campione professionista  o del big del gruppo amatoriale ! Le bici passano e il ciclista resta, fino alla fine. Consiglio: siate ciclisti e non pedalatori 😉😉 Saluti ciclistici.


sabato 19 aprile 2025

Downhill 🆚 Race Gravel 👊🪨 #NovaVitaGravel

Loro modalità Downhill, io modalità Race Gravel ! No limits ! Conta il manico e il mezzo. Saluto i ragazzi del gruppetto Downhill di questa mattina, in particolare chi deve cambiare "corpetto e pacco pignoni" 😉. Saluti ciclistici 


 

venerdì 14 marzo 2025

Exploring soul with Pedemonte Altavia #novavitagravel


 
Esplorando il paesaggio, esplorando l'anima si giunge lontano, all'autenticità esistenziale." C'è un tempo in cui devi lasciare i vestiti, quelli che hanno già la forma abituale del tuo corpo, e dimenticare il solito cammino, che sempre ci porta negli stessi luoghi. E' l'ora del passaggio: e se noi non osiamo farlo, resteremo sempre lontani da noi stessi " ( Fernando Pessoa) per questo " Devo essere solo e sapere che sono solo per poter vedere e sentire pienamente la Natura. Devo compiere  un atto di osmosi con quello che mi circonda, diventare una sola cosa con  le mie nuvole e le mie montagne per poter essere quello che sono"  ( Caspar David Friedrich) ed eccomi allora ad esplorare nuove strade, nuovi sentieri, nuovi affranti, nuovi paesaggi, boschi, e monti nel silenzio della Natura. Richiamo ancestrale. Noi siamo Natura, noi siamo la Natura. La bici serve anche a percorrere le strade dell'anima. Now I'm Free.  La Pedemonte Altavia è la bici che non c'era, la più moderna, è l'evoluzione della bici da corsaIl Gravel è quello che mancava al ciclismo. La bici Race Gravel e Gravel è la bici che ha sempre desiderato il ciclista.Saluti ciclistici. 

mercoledì 2 ottobre 2024

Sella della bici troppo avanzata ?! Non fatelo !

Non imitate gli errori altrui! Nello short vi spiego perché non dovreste posizionare la sella troppo avanzata, rispetto al centro ovvero  posizionarla  tutta in avanti; solo piccoli scostamenti-adattamenti sono consigliati. Se avete bisogno di spostarla tutta in avanti allora avrete sbagliato la taglia del telaio, o l’assetto biomeccanico, o il reggisella (angolo) . Inoltre la sella troppo avanzata,  fletterebbe troppo e potrebbe spezzarsi . La sella deve essere posizionata entro e non oltre la scala millimetrica della sella, sia sulla bici da corsa, sia sulla bici gravel; non ci sono eccezioni ! Non seguite il gregge. Accendete la "personalità"; siate ciclisti e non pedalatori.  
Detto ciò, ci siete stati  nel 43 ° parallelo  del globo terrestre ? Lo sapevate che  coincide con quattro santuari, quelli di Santiago De Compostela, Lourdes, Assisi e Medjugorje ? Cosa c’entra con la bici ? Il globo terrestre, come la bici, e’ geometria 😉 ! Tutto e’ geometria ! Saluti ciclistici. 




mercoledì 7 agosto 2024

Colnago C68 rim brakes. La bici da corsa con freni tradizionali non muore e non morirà.

Come scrivo da tempo, la bici da corsa con freni tradizionali, o altresì detta, rim brakes, non muore, e non morirà e dovrebbe essere proclamata dall’Unesco, Patrimonio immateriale dell’umanità. Così è ! Per dimostrarlo, in questo ultimo periodo, ho testato e recensito, telai su misura, in carbonio, made in Genova, dalla Pedemonte Bike. E da oggi, sono disponibili, non solo telai su misura, artigianali, in acciaio, titanio e carbonio, fatti anche in Italia, ma pure la nuova Colnago C68, la top di gamma. Un particolare interessante della nuova Colnago C68 rim brakes sono i forcellini in titanio, per evitare problemi di consumo e di danno strutturale, come ebbi modo di consigliare in questo post CLICCA QUI . Mi fa piacere che Ernesto Colnago abbia preso la decisione di "ritornare a fare scegliere al ciclista". Il marketing non può togliere la libertà di scelta. Ecco il link del sito Colnago con prezzo e modello CLICCA QUI . Colgo l'occasione per salutare il Maestro, Ernesto Colnago. Saluti ciclistici. 


(Grazie a FB58 per alcune delle foto pubblicate nel post)
 

lunedì 11 marzo 2024

Ghost Palace

Pedalare e meditare🧘 🚴‍♂️. Una casa abbandonata è una foto lontana, custodisce ricordi antichi, voci lontane, emozioni segrete, sorrisi nascosti; è una storia che contiene altre storie, mai narrate. La Natura l'ammanta. Ogni volta che ci pedalo davanti, mi sembra di sentire voci di bambini che giocano e di madri che cantano alla vita. E' una casa costruita sui monti, lungo una salita inesorabile, abitata in un tempo antico, quando alla sera, si narravano storie davanti al cammino e la stanza si illuminava con la luce del fuoco dolce del camino. Moniti scritti sui muri: le case sopravvivono alle persone perché il tempo non ci appartiene; bisognerebbe abitare nel mondo invece che in una casa. Saluti ciclistici. 


lunedì 4 marzo 2024

Il negozio ciclistico 3.0 #evoluzione #ciclista3.0 #custombike #onebikeforever

Officina a tre "corsie", meccanici aggiornati ad alta competenza, assistenza biomeccanica e nutrizionale con specialisti del settore, rapporti diretti solo con marchi artigianali per la vendita di telai su misura, ritiro e consegna di bici al domicilio del cliente, assistenza-spedizione a distanza con consegna in officina, zona bar, vendita abbigliamento su misura, libertà dai vincoli d'acquisto annuali richiesti dai marchi industriali. L'evoluzione del negozio ciclistico è connessa all'evoluzione del ciclista, cioè "all'essere ciclista", ciclista 3.0, con la propria specificità antropometrica e atletica, che opta per il "su misura", per liberarsi dai prodotti standard e dalla massificazione. Saluti ciclistici. 

lunedì 4 dicembre 2023

Elogio della fuga ciclistica.

Il corridore in fuga, è colui che sa parlare al vento con un dialogo fitto, intenso, senza respiro, vortice infinito, corto circuito cuore-mente. Il corridore in fuga è un "ribelle" che esce dal gruppo, dialoga con la follia, si esalta nella solitudine, celebra il coraggio. Fuga è interpretare sogni; è la speranza sacrificata sul tempio della vittoria.
Il ciclista in fuga prende la bici e va via, il mondo lo cercherà; viaggerà oltre la linea infinita dell'orizzonte, morbido profilo di un sogno, per arrivare in un nuovo tempo. 
Due ciclisti diversi, due modalità di andare in fuga, un unico insegnamento: la fuga ciclistica serve per continuare a sognare.  E allora andate in fuga e non abbiate paura; chi va in fuga, vince sempre, con la bici, come nella vita. Buona fuga a tutti.

lunedì 31 luglio 2023

L'invidia del pedalatore italiano, la forcella "modificata" e Dante Alighieri.

Forse un giorno scriverò sulla dilagante umanità deforme, incontrata nella vita; interim, riflettente su questo post.

Uno statunitense, da molti anni in Italia, per lavoro, disse che l'italiano medio è invidioso e senza ottimismo rispetto ai suoi connazionali. Per loro, anche il cameriere sogna di diventare ricco, spesso riuscendoci, e sono felici per il successo degli altri.  Questa è la premessa. 

Vi racconto una storia vera. Un pedalatore italiano aveva acquistato una bici nuova. Qualche giorno dopo chiese ad un altro pedalatore italiano (per distinguerlo lo chiamerò Zelotypus), se la domenica mattina sarebbe uscito con il gruppetto. Zelotypus rispose che non gli avevano ancora finito di "modificare" la forcella avendo deciso di farla "appesantire", per aumentare il peso della bici, troppo leggera a suo dire!!!! Ovviamente era solamente una grottesca scusa che celava l'invidia per la bici nuova del compagno di uscita. Zelotypus  era rimasto l'unico del gruppetto a non avere cambiato la bici. 

Il pedalatore rimase insospettito, conosceva l'astuto e malizioso Zelotypus, rimasto alla storia del gruppetto perché quando cambiava la bici, le sceglieva di colore nero per confondere la moglie! 

Ma c'era un altro motivo che celava l'invidia di Zelotypus per il suo gruppetto. Zelotypus non riusciva più a staccare, ad andare in fuga, ad umiliarli. Come è noto, nella vita tutto cambia; toccava a lui, staccarsi, arrancare in salita e rimanere nella pancia del gruppetto, a succhiare le ruote, ad inventare scuse. Zelotypus non era più il pedalatore invidiato, quello forte con la bici nuova. Zelotypus era miseramente e autenticamente, il pedalatore invidioso e pessimista, a cui era più facile invidiare e piangersi addosso, invece di migliorare la pedalata e non dare importanza a quello che non aveva. Ma v'è di più. Ritengo configurabile nei confronti di Zelotypus, anche la superbia, altro peccato, altro dolore esistenziale. 

Morale. Per questo e per altre cose da me apprese,  posso confermare, che anche l'italiano medio (qui rappresentato dal pedalatore italiano) è effettivamente invidioso e pessimista e negli ultimi anni ne vedo sempre di più aumentando il disagio esistenziale e l'incapacità di vivere con equilibrio e moderazione. Consiglio di praticare il concetto  buddhista di non-attaccamento, secondo il quale non si possiede niente e nessuno; quando ci si libera dell'attaccamento illusorio, si riesce finalmente ad affidarsi all'unica certezza, cioè noi stessi; noi siamo l'unica certezza in mezzo al continuo cambiamento. Niente e nessuno può essere la fonte della nostra felicità, altrimenti creeremo aspettative che verranno sempre deluse. Solo così potremmo essere veramente liberi e non schiavi, finalmente ciclisti nella vita. 

Concludo con una glossa. Dante rappresentò gli invidiosi nella Divina Commedia: " E come a li orbi non approda il sole, così a l'ombre quivi, ond'io parlo ora, luce del ciel di sé largir non vole; ché a tutti un fil di ferro i cigli fóra e cusce sì, come a sparvier selvaggio si fa però che queto non dimora." (Canto XIII). Il padre della lingua italiana raffigurò gli invidiosi con il cilicio e gli occhi cuciti con il fil di ferro, collocandoli nel Purgatorio perché non vogliono guardare la realtà. Sembra che Dante abbia conosciuto solo gli italici, in quanto non è certo che il sommo poeta si fosse recato effettivamente a Parigi. A quei tempi l'Italia non c'era ancora, ma solo Signorie e comuni, ognuno pensava solo agli interessi territoriali, come del resto accade ancora oggi. C'erano però gli italici e Dante li conosceva molto bene e li descrisse nella Divina Commedia, donandoci pagine straordinarie scritte sulla miseria morale! 😉 

Conclusioni. In questi anni ho imparato a conoscere e riconoscere ciclisti e pedalatori ( e le persone). Ci sono ciclisti e pedalatori che non cambiano bici perché sono avari, altri invece non possono permetterselo, ma in tutti e due i casi non lo ammettono, forse nemmeno a se stessi, anzi dicono che il nuovo non è interessante e/o non è migliore, ne parlano male a prescindere e si incazzano quando esce il prodotto nuovo. Ammiro e stimo quelli che invece non acquistano la bici nuova o il prodotto nuovo perché non gli serve o perché non possono acquistarlo, ma lo dicono. E' una questione di stile e di onestà intellettuale.

Come sempre, auspico, siate ciclisti e non pedalatori.  A voi la scelta. Saluti ciclistici.

L'ho scattata a Ravenna ! La conoscete la storia della tomba di Dante Alighieri ? 

domenica 19 febbraio 2023

Test bike. PEDEMONTE ALTAVIA, la gravel bike italiana su misura ( 1^PARTE). L'esecuzione. #NovaVitaGravel. Work in progress.

Dalla terza pagina del diario - test Nova Vita Gravel. Oggi vi porto all'interno della sacra officina, ovvero della fabbrica dei sogni ciclistici: benvenuti nello stabilimento genovese della Pedemonte Bike. Vi farò vedere alcune fasi della lavorazione della nuova Pedemonte Altavia, la gravel bike, che prossimamente vi svelerò,  anche sul mio canale You Tube, parlandovi anche direttamente dalla strada,  durante il test, come è mia prassi, tra boschi, strade sterrate e tante colline. 
Le pelli del carbonio sono quelle di un "animale" meccanico, fiero, dotato di bellezza tecnologica e forza; vanno plasmate mediante valente manualità, conoscendo la corretta direzione dell'impulso meccanico, della forza dinamica "scaricata" dalla pedalata, su ogni filamento, per questo le trame vanno orientate in modo assolutamente preciso, come le corde di un violino, per ripetere il "suono" straordinario e caratteristico di ogni telaio su misura Pedemonte, unico, irripetibile, in quanto fatto solo per un dato ciclista, secondo le sue misure e il suo modo di pedalare. L'orientamento delle fibre è determinante quanto la qualità e la tipologia delle fibre impiegate. Per questo è fondamentale la capacità dell'artigiano di lavorare le pelli e di "strutturare" il telaio. La scelta e la direzione delle fibre determina la prestazione del telaio e la sua longevità. Il materiale è una parte del progetto, in cui vi entra l'idea, la qualità della costruzione e il tocco dell'artigiano, il "musicista" del carbonio. Signori questo è il made in Italy, quello riconosciuto e venerato in tutto il mondo, orgoglio nazionale. 
In esclusiva ecco le foto della lavorazione della Pedemonte Altavia: 1^ foto)  l'orientamento delle fibre nell'ordine, primo strato dritto, secondo strato dritto 45° a sx, terzo strato 45 ° gradi a dx, quarto strato dritto; 2^ foto) le pelli relative allo snodo sella prima dell'applicazione; 3^ foto) le pelli relative allo sterzo prima dell'applicazione; 4^ foto) quelle relative al movimento centrale prima dell'applicazione; 5^ foto) le quattro pelli ancora da accoppiare sulla scatola del movimento centrale. Infine nella 6^ foto si vede l'applicazione della pelle di carbonio sulla scatola del movimento centrale (ma si riferisce ad un  modello diverso dalla Altavia, sempre prodotto nello stabilimento della Pedemonte Bike). Nei video la fasciatura e la preparazione dell'Altavia alla cottura in autoclave; la sgollatura dei tubi; lo stampo è lavorato per incanalare la resina in eccesso, così che non rimanga sulle viti e in altre parti. Altre foto potrete trovarle sul post del test Pedemonte Altavia, sopra linkato. 




Ecco perché la qualità assoluta e il made in Italy, realizzato su misura, è come un abito artigianale, singolo, da collezione, prezioso. E non dite mai che i telai in carbonio sono tutti uguali, se non potete vedere nemmeno l'ultima pelle di carbonio, sovrapposta, perché è verniciata ! Oggi vi ho portato all'interno della fucina della qualità; ed è tutto vero; è tutto italiano. 
Per consultare il sito della Pedemonte Bike CLICCA QUI       
Saluti ciclistici. 

sabato 24 dicembre 2022

Battito cardiaco e ossigenazione del sangue del ciclista.

Il battito cardiaco e il livello di ossigenazione del sangue indicano anche il livello e la qualità dell'allenamento. L'allenamento corretto consente di diminuire i battiti. Ma come fare scendere il numero dei battiti della frequenza massima e di conseguenza della frequenza a riposo ? In estrema, ma chiara sintesi. Principalmente lavorando sulla soglia massima con ripetute intervallate gradualmente ad un ritmo sempre più serrato ( in salita). Diversamente lavorando solo sul fondo lento non riuscirete ad abbassare il ritmo dei battiti del cuore; ciò capita quando si esce con un gruppo di pedalatori che chiacchierano ovvero fanno salotto sulla strada. Se volete migliorare dovete allenarvi con/contro il vento e prevalentemente da soli (così eviterete di succhiare la ruota e di distrarvi) o con ciclisti allenati appena più di voi, ma appena, altrimenti finirete per odiare la bici. L'allenamento classico sono le ripetute: scegliete una salita (diventerà la vostra salita di riferimento per i tempi e per gli allenamenti) con pendenza media non alta, più lunga possibile, dividetela per tratti, per ogni tratto, allungate fino al massimo della vostra forza, cercando di mantenere la spinta massima il più a lungo possibile, poi rallentate, e ripartite, con pause di intensità graduale ( con distanza sempre più serrate). L'alternativa alle ripetute classiche sono quelle che definisco le "ripetute lunghe", cercando di farvi una salita media ad un ritmo alto ( ma ad una soglia massima appena più bassa) e più a lungo, lavorando su rapporti lunghi (duri). Con il tempo vi abituerete allo sforzo più alto, ma in modo naturale. I rapporti devono essere commisurati/proporzionati al livello di allenamento: dovete tendere a pedalare in salita con rapporti più lunghi (duri), anche per potenziare la vostra massa muscolare e la capacità di abituarvi allo sforzo maggiore, più a lungo ed in modo costante. Se sarete passisti spingerete da seduti, se invece sarete degli scalatori, allungherete sui pedali, prevalentemente e in modo naturale; dipenderà dal vostro peso. In buona sostanza, dovete abituarvi allo sforzo, alla fatica vera; sarà la fatica  a "farvi soffrire di meno", cioè in modo naturale. La bici è una pillola della salute e un modo per migliorare la condizione fisica; non è un modo per intrattenevi con i compagni di pedalata; la strada è pericolosa, fare comitiva è un modo per esporsi maggiormente al pericolo, distrae e occupa maggiormente la sede stradale; fare salotto con la bici è un grande cazzata e non vi fa allenare correttamente. E' appena il caso di precisare che dovete dimagrire, e raggiungere il peso forma. Meno peserete, meno sarà lo sforzo; più sarete magri, meno peso spingerete in salita, oltre a quello della bicicletta. Un ultimo consiglio. L'allenamento di qualità non deve essere inferiore a 2 ore e 1/2 - 3 ore. Quindi non fate il giro dei bar. Testa bassa e vento in faccia; anche in pianura ci si allena, da soli, e contro il vento, imparando a posizionarsi correttamente in modo aerodinamico. Si può essere aerodinamici anche con una Graziella anni 70 ( non credete al marketing che a fronte di miglioramenti infinitesimali a 40-50 km/h all'ora vi fa spendere migliaia e migliaia di euro). Quello che conta è pedalare con schiena arcuata (non ingobbita), braccia e gambe strette, gomiti bassi. Alternate lavori di qualità a riposo, altrimenti impedirete la supercompensazione e quindi il miglioramento graduale, e potreste infortunarvi con i muscoli. Fatti non foste per essere pedalatori, ma ciclisti. Saluti ciclistici. 

I miei valori odierni: 42  (battiti al minuto, a riposo, dopo una tazza di tè) e 99 (ossigeno nel sangue).

lunedì 28 novembre 2022

Essere ciclista.

Essere ciclista è una stile di vita; si è ciclisti sempre, anche quando non si pedala. E' un modus vivendi; niente è gratis. Ad esserlo si inizia da ragazzi, quando quello che impari è fondamentale. Niente si improvvisa, nemmeno lo sport. Saluti ciclistici. 

La corretta estensione della gamba per evitare tensioni e sovraccarichi sulla schiena.

giovedì 1 settembre 2022

Test bike off road !

Testare il Prototipo Pedemonte Mutator RS sulle strade sterrate mi serve per valutare ulteriormente la prestazione in termini di rigidità torsionale, stabilità, maneggevolezza e comfort. Non solo bitume; in estate, proseguo nei  boschi osservato dagli animali del parco. Sconsigliato per chi non ha abilità ed esperienza. Saluti ciclistici. 




 

mercoledì 20 luglio 2022

Test Bike: Souke Sports. Work in progress.

Mi ha contatto la Souke Sports proponendomi di testare un capo del suo abbigliamento estivo 2022. Ho accettato pensando di riuscire a trovare un prodotto nuovo con un buon rapporto qualità/prezzo. L'attuale offerta è piena di marchi e i prezzi in crescita, non sono alla portata di tutti. Souke Sports è un marchio inglese, agli esordi, con un proprio stabilimento di produzione in Cina. Ecco il sito della Souke Sports CLICCA QUI sul quale è possibile acquistare direttamente ( al prezzo va aggiunto il costo del dazio doganale); ecco lo stabilimento di produzione della Souke Sports in Cina CLICCA QUILa Souke Sports è alla ricerca di rivenditori in Italia.  Quindi al momento è un prodotto nuovo che si propone anche al mercato italiano. 

TEST su STRADA e LAVATRICE.  Anche l'abbigliamento, lo devi stressare, con l'uso frequente, per testarlo veramente; altrimenti devi capire se sei veramente un ciclista oppure solo un pedalatore oppure un web magazine pro marketing.  Il tessuto della maglia è morbido e confortevole; la salopette è altrettanto morbida e le bretelle non tirano; il tessuto è aderente sulle cosce e il bordo della salopette si attacca alla palle con l'adesivo di silicone (lasciando come di consueto un  temporaneo e leggero segno sulla pelle); il fondello ha un buon comfort con la mia sella con scafo in carbonio ( sottilmente foderata) e con il mio soprassella magro (soprassella cioè la zona del perineo). Saluti ciclistici.  Saluti ciclistici. 






sabato 16 luglio 2022

Sabato d'allenamento. Saturday training.

I miei allenamenti, anche d'estate, iniziano a mattina, molto presto; più ossigeno, meno caldo, più energia e concentrazione. Stamattina voglio farvi vedere il "mio" panorama; eccezionalmente ho allietato il digiuno notturno pre-allenamento con un espresso decaffeinato (per non alzare i battiti; la caffeina è un eccitante). Non faccio colazione, quindi pedalo 1 ora, prima di mangiare in sella; ottimizzo il digiuno notturno, utilizzando le energie disponibili. Lo scrivo non per consigliarlo ( ognuno ha abitudini e modalità di allenamento diversi). Nell'ultima foto, il cancello del centro visitatori del parco (chiuso), dove è terminata la prima parte dell'allenamento circolare. 

A proposito di allenamenti. Conosco un gruppetto di pedalatori che si "distinguono" anche quando non pedalano in stile "comitiva" ( occupando la sede stradale, in maniera disordinata, pettegolando, urlando, succhiando le ruote); non riescono a migliorare la prestazione, pur pedalando da molto tempo. Ebbene questi personaggi, nei giorni dispari, quando non fanno comitiva sulla strada, si riuniscono a pettegolare, in un posto strategico, per "spiare", quelli che si allenano e dirgli "Stai sempre a pedalare; scendi ogni tanto dalla bici "!!! Ecco a voi, un altro categoria di pedalatori, i peggiori: quelli invidiosi ( e sono migliaia). A loro ripeto una frase celebre : " L'invidia è come prendere un veleno e aspettare che l'altro muoia" ( McCourt). Aggiungo. Per Schopenhauer "l'invidia è il segno dei difetti propri".  Dunque anche in questo caso, trattasi di un problema di cultura. Saluti ciclistici. 


                              Sullo sfondo alcune salite                           Caffè espresso decaffeinato
L'infinito......




sabato 25 giugno 2022

Mamma Tonina e la Cima Pantani a Fondi (LT).

Marco Pantani è come Achille. Dai tempi di Omero, si narrano le gesta del prode Achille; ieri, oggi e domani, racconteremo, racconteranno, lo "scatto secco" di Pantani, quello che faceva saltare dalla sedia ed urlare, milioni di appassionati e ciclisti, riuniti sulle strade, nei bar, nelle case; Pantani, orgoglio italiano, prode eroe dei tempi moderni. 

Achille figlio della mitica ninfa marina Tedeide; Marco Pantani figlio di una donna straordinaria e forte, quale mamma Tonina. 

Ancora oggi, Marco Pantani, è capace di riunire ed unire migliaia di persone in Italia, e nel mondo; com'è possibile che il tempo non abbia cancellato (e non cancellerà) le emozioni straordinarie donate dal Pirata? Il tempo passa inesorabile, ma il ricordo di Marco Pantani è indelebile. Mamma Tonina, donna coraggiosa e tenace, è con noi, a ricordarci che Marco, non ci ha lasciato, è ancora in mezzo al gruppo dei tifosi. Ringrazio mamma Tonina per esserci stata anche oggi a ricordare suo figlio, il nostro campione, all'inaugurazione della Cima Pantani a Fondi. 

Ho pedalato sulle strade di Pantani, al Tour e al Giro; l'anno scorso sono salito sui tornanti micidiali del Carpegna, per "rivederlo pedalare", "sentire il suo respiro avanzare" e "seguire la sua ombra allontanarsi", lungo quei tornanti micidiali, celati nel silenzio del bosco. Sono andato a rendergli omaggio al cimitero di Cesenatico e ho terminato il pellegrinaggio, allo Spazio Pantani; dopo tutto questo, per me diventa impossibile interessarmi di ciclismo professionistico; non riesce più ad emozionarmi. Niente è più come prima.

E da oggi, c'è un'altra salita sigillata da Marco Pantani, di cui mi pregio, con umiltà e soddisfazione, di essere stato il primo a svelarla sul web e alla stampa CLICCA QUI  : la salita delle Crocette, a Fondi (LT), la Salita di Marco Pantani, la nuova Cima Pantani; una scultura di marmo ed un pannello illustrativo della storia del Pirata, lo ricorderanno, a quanti vorranno ripetere la sua salita di allenamento, su un manto stradale completamente rifatto ed asfaltato. Ringrazio il Comune di Fondi, l'amministrazione della Provincia di Latina, il Parco regionale dei Monti Aurunci, la Fondazione Pantani Onlus e gli sponsor locali che hanno reso possibile questo sogno. Immaginavo che un giorno sarebbe stato bello intitolargli almeno quella salita, tra le tante che il Pirata, percorreva nei ritiri invernali trascorsi in Terra Pontina per preparare Giro e Tour. Da Cesenatico a Terracina dove Pantani faceva base per allenarsi.

Dopo l'inaugurazione sono ritornato a trovare Marco Pantani, come del resto mi capita di fare spesso, ma questa volta c'era la stele e il pannello con la storia del Pirata. Ricordatevi sempre di non fermarvi quando siete stanchi, ma quando avete finito. 

Saluti ciclistici. 


 


La stele in marmo è stata realizzata dallo scultore Salvatore Quinto. Le due sfere colorate rappresentano le vittorie del Giro (rosa)  e del Tour (giallo) nel 1998. La scultura ha due tipologie di contorni laterali, una liscia, che rappresenta la salita, e l'altra grezza e dura, come la roccia della montagna. La firma autografa di Marco Pantani, che penetra la roccia significa che il Pirata l'ha autografata penetrando la roccia delle montagne e rimarrà per ciò solo impresso per sempre.