Pedalare verso il cielo fino a bussare alle porte del paradiso. Saluti 👋 ciclistici
sabato 19 luglio 2025
domenica 27 aprile 2025
Le bici 🚲 passano, il ciclista resta !
sabato 19 aprile 2025
Downhill 🆚 Race Gravel 👊🪨 #NovaVitaGravel
venerdì 14 marzo 2025
Exploring soul with Pedemonte Altavia #novavitagravel
mercoledì 2 ottobre 2024
Sella della bici troppo avanzata ?! Non fatelo !
mercoledì 7 agosto 2024
Colnago C68 rim brakes. La bici da corsa con freni tradizionali non muore e non morirà.
Come scrivo da tempo, la bici da corsa con freni tradizionali, o altresì detta, rim brakes, non muore, e non morirà e dovrebbe essere proclamata dall’Unesco, Patrimonio immateriale dell’umanità. Così è ! Per dimostrarlo, in questo ultimo periodo, ho testato e recensito, telai su misura, in carbonio, made in Genova, dalla Pedemonte Bike. E da oggi, sono disponibili, non solo telai su misura, artigianali, in acciaio, titanio e carbonio, fatti anche in Italia, ma pure la nuova Colnago C68, la top di gamma. Un particolare interessante della nuova Colnago C68 rim brakes sono i forcellini in titanio, per evitare problemi di consumo e di danno strutturale, come ebbi modo di consigliare in questo post CLICCA QUI . Mi fa piacere che Ernesto Colnago abbia preso la decisione di "ritornare a fare scegliere al ciclista". Il marketing non può togliere la libertà di scelta. Ecco il link del sito Colnago con prezzo e modello CLICCA QUI . Colgo l'occasione per salutare il Maestro, Ernesto Colnago. Saluti ciclistici.
lunedì 11 marzo 2024
Ghost Palace
Pedalare e meditare🧘 🚴♂️. Una casa abbandonata è una foto lontana, custodisce ricordi antichi, voci lontane, emozioni segrete, sorrisi nascosti; è una storia che contiene altre storie, mai narrate. La Natura l'ammanta. Ogni volta che ci pedalo davanti, mi sembra di sentire voci di bambini che giocano e di madri che cantano alla vita. E' una casa costruita sui monti, lungo una salita inesorabile, abitata in un tempo antico, quando alla sera, si narravano storie davanti al cammino e la stanza si illuminava con la luce del fuoco dolce del camino. Moniti scritti sui muri: le case sopravvivono alle persone perché il tempo non ci appartiene; bisognerebbe abitare nel mondo invece che in una casa. Saluti ciclistici.
lunedì 4 marzo 2024
Il negozio ciclistico 3.0 #evoluzione #ciclista3.0 #custombike #onebikeforever
Officina a tre "corsie", meccanici aggiornati ad alta competenza, assistenza biomeccanica e nutrizionale con specialisti del settore, rapporti diretti solo con marchi artigianali per la vendita di telai su misura, ritiro e consegna di bici al domicilio del cliente, assistenza-spedizione a distanza con consegna in officina, zona bar, vendita abbigliamento su misura, libertà dai vincoli d'acquisto annuali richiesti dai marchi industriali. L'evoluzione del negozio ciclistico è connessa all'evoluzione del ciclista, cioè "all'essere ciclista", ciclista 3.0, con la propria specificità antropometrica e atletica, che opta per il "su misura", per liberarsi dai prodotti standard e dalla massificazione. Saluti ciclistici.
lunedì 4 dicembre 2023
Elogio della fuga ciclistica.
lunedì 31 luglio 2023
L'invidia del pedalatore italiano, la forcella "modificata" e Dante Alighieri.
Forse un giorno scriverò sulla dilagante umanità deforme, incontrata nella vita; interim, riflettente su questo post.
Uno statunitense, da molti anni in Italia, per lavoro, disse che l'italiano medio è invidioso e senza ottimismo rispetto ai suoi connazionali. Per loro, anche il cameriere sogna di diventare ricco, spesso riuscendoci, e sono felici per il successo degli altri. Questa è la premessa.
Vi racconto una storia vera. Un pedalatore italiano aveva acquistato una bici nuova. Qualche giorno dopo chiese ad un altro pedalatore italiano (per distinguerlo lo chiamerò Zelotypus), se la domenica mattina sarebbe uscito con il gruppetto. Zelotypus rispose che non gli avevano ancora finito di "modificare" la forcella avendo deciso di farla "appesantire", per aumentare il peso della bici, troppo leggera a suo dire!!!! Ovviamente era solamente una grottesca scusa che celava l'invidia per la bici nuova del compagno di uscita. Zelotypus era rimasto l'unico del gruppetto a non avere cambiato la bici.
Il pedalatore rimase insospettito, conosceva l'astuto e malizioso Zelotypus, rimasto alla storia del gruppetto perché quando cambiava la bici, le sceglieva di colore nero per confondere la moglie!
Ma c'era un altro motivo che celava l'invidia di Zelotypus per il suo gruppetto. Zelotypus non riusciva più a staccare, ad andare in fuga, ad umiliarli. Come è noto, nella vita tutto cambia; toccava a lui, staccarsi, arrancare in salita e rimanere nella pancia del gruppetto, a succhiare le ruote, ad inventare scuse. Zelotypus non era più il pedalatore invidiato, quello forte con la bici nuova. Zelotypus era miseramente e autenticamente, il pedalatore invidioso e pessimista, a cui era più facile invidiare e piangersi addosso, invece di migliorare la pedalata e non dare importanza a quello che non aveva. Ma v'è di più. Ritengo configurabile nei confronti di Zelotypus, anche la superbia, altro peccato, altro dolore esistenziale.
Morale. Per questo e per altre cose da me apprese, posso confermare, che anche l'italiano medio (qui rappresentato dal pedalatore italiano) è effettivamente invidioso e pessimista e negli ultimi anni ne vedo sempre di più aumentando il disagio esistenziale e l'incapacità di vivere con equilibrio e moderazione. Consiglio di praticare il concetto buddhista di non-attaccamento, secondo il quale non si possiede niente e nessuno; quando ci si libera dell'attaccamento illusorio, si riesce finalmente ad affidarsi all'unica certezza, cioè noi stessi; noi siamo l'unica certezza in mezzo al continuo cambiamento. Niente e nessuno può essere la fonte della nostra felicità, altrimenti creeremo aspettative che verranno sempre deluse. Solo così potremmo essere veramente liberi e non schiavi, finalmente ciclisti nella vita.
Concludo con una glossa. Dante rappresentò gli invidiosi nella Divina Commedia: " E come a li orbi non approda il sole, così a l'ombre quivi, ond'io parlo ora, luce del ciel di sé largir non vole; ché a tutti un fil di ferro i cigli fóra e cusce sì, come a sparvier selvaggio si fa però che queto non dimora." (Canto XIII). Il padre della lingua italiana raffigurò gli invidiosi con il cilicio e gli occhi cuciti con il fil di ferro, collocandoli nel Purgatorio perché non vogliono guardare la realtà. Sembra che Dante abbia conosciuto solo gli italici, in quanto non è certo che il sommo poeta si fosse recato effettivamente a Parigi. A quei tempi l'Italia non c'era ancora, ma solo Signorie e comuni, ognuno pensava solo agli interessi territoriali, come del resto accade ancora oggi. C'erano però gli italici e Dante li conosceva molto bene e li descrisse nella Divina Commedia, donandoci pagine straordinarie scritte sulla miseria morale! 😉
Conclusioni. In questi anni ho imparato a conoscere e riconoscere ciclisti e pedalatori ( e le persone). Ci sono ciclisti e pedalatori che non cambiano bici perché sono avari, altri invece non possono permetterselo, ma in tutti e due i casi non lo ammettono, forse nemmeno a se stessi, anzi dicono che il nuovo non è interessante e/o non è migliore, ne parlano male a prescindere e si incazzano quando esce il prodotto nuovo. Ammiro e stimo quelli che invece non acquistano la bici nuova o il prodotto nuovo perché non gli serve o perché non possono acquistarlo, ma lo dicono. E' una questione di stile e di onestà intellettuale.
Come sempre, auspico, siate ciclisti e non pedalatori. A voi la scelta. Saluti ciclistici.
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L'ho scattata a Ravenna ! La conoscete la storia della tomba di Dante Alighieri ? |
domenica 19 febbraio 2023
Test bike. PEDEMONTE ALTAVIA, la gravel bike italiana su misura ( 1^PARTE). L'esecuzione. #NovaVitaGravel. Work in progress.
sabato 24 dicembre 2022
Battito cardiaco e ossigenazione del sangue del ciclista.
Il battito cardiaco e il livello di ossigenazione del sangue indicano anche il livello e la qualità dell'allenamento. L'allenamento corretto consente di diminuire i battiti. Ma come fare scendere il numero dei battiti della frequenza massima e di conseguenza della frequenza a riposo ? In estrema, ma chiara sintesi. Principalmente lavorando sulla soglia massima con ripetute intervallate gradualmente ad un ritmo sempre più serrato ( in salita). Diversamente lavorando solo sul fondo lento non riuscirete ad abbassare il ritmo dei battiti del cuore; ciò capita quando si esce con un gruppo di pedalatori che chiacchierano ovvero fanno salotto sulla strada. Se volete migliorare dovete allenarvi con/contro il vento e prevalentemente da soli (così eviterete di succhiare la ruota e di distrarvi) o con ciclisti allenati appena più di voi, ma appena, altrimenti finirete per odiare la bici. L'allenamento classico sono le ripetute: scegliete una salita (diventerà la vostra salita di riferimento per i tempi e per gli allenamenti) con pendenza media non alta, più lunga possibile, dividetela per tratti, per ogni tratto, allungate fino al massimo della vostra forza, cercando di mantenere la spinta massima il più a lungo possibile, poi rallentate, e ripartite, con pause di intensità graduale ( con distanza sempre più serrate). L'alternativa alle ripetute classiche sono quelle che definisco le "ripetute lunghe", cercando di farvi una salita media ad un ritmo alto ( ma ad una soglia massima appena più bassa) e più a lungo, lavorando su rapporti lunghi (duri). Con il tempo vi abituerete allo sforzo più alto, ma in modo naturale. I rapporti devono essere commisurati/proporzionati al livello di allenamento: dovete tendere a pedalare in salita con rapporti più lunghi (duri), anche per potenziare la vostra massa muscolare e la capacità di abituarvi allo sforzo maggiore, più a lungo ed in modo costante. Se sarete passisti spingerete da seduti, se invece sarete degli scalatori, allungherete sui pedali, prevalentemente e in modo naturale; dipenderà dal vostro peso. In buona sostanza, dovete abituarvi allo sforzo, alla fatica vera; sarà la fatica a "farvi soffrire di meno", cioè in modo naturale. La bici è una pillola della salute e un modo per migliorare la condizione fisica; non è un modo per intrattenevi con i compagni di pedalata; la strada è pericolosa, fare comitiva è un modo per esporsi maggiormente al pericolo, distrae e occupa maggiormente la sede stradale; fare salotto con la bici è un grande cazzata e non vi fa allenare correttamente. E' appena il caso di precisare che dovete dimagrire, e raggiungere il peso forma. Meno peserete, meno sarà lo sforzo; più sarete magri, meno peso spingerete in salita, oltre a quello della bicicletta. Un ultimo consiglio. L'allenamento di qualità non deve essere inferiore a 2 ore e 1/2 - 3 ore. Quindi non fate il giro dei bar. Testa bassa e vento in faccia; anche in pianura ci si allena, da soli, e contro il vento, imparando a posizionarsi correttamente in modo aerodinamico. Si può essere aerodinamici anche con una Graziella anni 70 ( non credete al marketing che a fronte di miglioramenti infinitesimali a 40-50 km/h all'ora vi fa spendere migliaia e migliaia di euro). Quello che conta è pedalare con schiena arcuata (non ingobbita), braccia e gambe strette, gomiti bassi. Alternate lavori di qualità a riposo, altrimenti impedirete la supercompensazione e quindi il miglioramento graduale, e potreste infortunarvi con i muscoli. Fatti non foste per essere pedalatori, ma ciclisti. Saluti ciclistici.
lunedì 28 novembre 2022
Essere ciclista.
Essere ciclista è una stile di vita; si è ciclisti sempre, anche quando non si pedala. E' un modus vivendi; niente è gratis. Ad esserlo si inizia da ragazzi, quando quello che impari è fondamentale. Niente si improvvisa, nemmeno lo sport. Saluti ciclistici.
giovedì 1 settembre 2022
Test bike off road !
Testare il Prototipo Pedemonte Mutator RS sulle strade sterrate mi serve per valutare ulteriormente la prestazione in termini di rigidità torsionale, stabilità, maneggevolezza e comfort. Non solo bitume; in estate, proseguo nei boschi osservato dagli animali del parco. Sconsigliato per chi non ha abilità ed esperienza. Saluti ciclistici.
mercoledì 20 luglio 2022
Test Bike: Souke Sports. Work in progress.
Mi ha contatto la Souke Sports proponendomi di testare un capo del suo abbigliamento estivo 2022. Ho accettato pensando di riuscire a trovare un prodotto nuovo con un buon rapporto qualità/prezzo. L'attuale offerta è piena di marchi e i prezzi in crescita, non sono alla portata di tutti. Souke Sports è un marchio inglese, agli esordi, con un proprio stabilimento di produzione in Cina. Ecco il sito della Souke Sports CLICCA QUI sul quale è possibile acquistare direttamente ( al prezzo va aggiunto il costo del dazio doganale); ecco lo stabilimento di produzione della Souke Sports in Cina CLICCA QUI. La Souke Sports è alla ricerca di rivenditori in Italia. Quindi al momento è un prodotto nuovo che si propone anche al mercato italiano.
TEST su STRADA e LAVATRICE. Anche l'abbigliamento, lo devi stressare, con l'uso frequente, per testarlo veramente; altrimenti devi capire se sei veramente un ciclista oppure solo un pedalatore oppure un web magazine pro marketing. Il tessuto della maglia è morbido e confortevole; la salopette è altrettanto morbida e le bretelle non tirano; il tessuto è aderente sulle cosce e il bordo della salopette si attacca alla palle con l'adesivo di silicone (lasciando come di consueto un temporaneo e leggero segno sulla pelle); il fondello ha un buon comfort con la mia sella con scafo in carbonio ( sottilmente foderata) e con il mio soprassella magro (soprassella cioè la zona del perineo). Saluti ciclistici. Saluti ciclistici.
sabato 16 luglio 2022
Sabato d'allenamento. Saturday training.
I miei allenamenti, anche d'estate, iniziano a mattina, molto presto; più ossigeno, meno caldo, più energia e concentrazione. Stamattina voglio farvi vedere il "mio" panorama; eccezionalmente ho allietato il digiuno notturno pre-allenamento con un espresso decaffeinato (per non alzare i battiti; la caffeina è un eccitante). Non faccio colazione, quindi pedalo 1 ora, prima di mangiare in sella; ottimizzo il digiuno notturno, utilizzando le energie disponibili. Lo scrivo non per consigliarlo ( ognuno ha abitudini e modalità di allenamento diversi). Nell'ultima foto, il cancello del centro visitatori del parco (chiuso), dove è terminata la prima parte dell'allenamento circolare.
A proposito di allenamenti. Conosco un gruppetto di pedalatori che si "distinguono" anche quando non pedalano in stile "comitiva" ( occupando la sede stradale, in maniera disordinata, pettegolando, urlando, succhiando le ruote); non riescono a migliorare la prestazione, pur pedalando da molto tempo. Ebbene questi personaggi, nei giorni dispari, quando non fanno comitiva sulla strada, si riuniscono a pettegolare, in un posto strategico, per "spiare", quelli che si allenano e dirgli "Stai sempre a pedalare; scendi ogni tanto dalla bici "!!! Ecco a voi, un altro categoria di pedalatori, i peggiori: quelli invidiosi ( e sono migliaia). A loro ripeto una frase celebre : " L'invidia è come prendere un veleno e aspettare che l'altro muoia" ( McCourt). Aggiungo. Per Schopenhauer "l'invidia è il segno dei difetti propri". Dunque anche in questo caso, trattasi di un problema di cultura. Saluti ciclistici.
Sullo sfondo alcune salite Caffè espresso decaffeinato
sabato 25 giugno 2022
Mamma Tonina e la Cima Pantani a Fondi (LT).
Marco Pantani è come Achille. Dai tempi di Omero, si narrano le gesta del prode Achille; ieri, oggi e domani, racconteremo, racconteranno, lo "scatto secco" di Pantani, quello che faceva saltare dalla sedia ed urlare, milioni di appassionati e ciclisti, riuniti sulle strade, nei bar, nelle case; Pantani, orgoglio italiano, prode eroe dei tempi moderni.
Achille figlio della mitica ninfa marina Tedeide; Marco Pantani figlio di una donna straordinaria e forte, quale mamma Tonina.
Ancora oggi, Marco Pantani, è capace di riunire ed unire migliaia di persone in Italia, e nel mondo; com'è possibile che il tempo non abbia cancellato (e non cancellerà) le emozioni straordinarie donate dal Pirata? Il tempo passa inesorabile, ma il ricordo di Marco Pantani è indelebile. Mamma Tonina, donna coraggiosa e tenace, è con noi, a ricordarci che Marco, non ci ha lasciato, è ancora in mezzo al gruppo dei tifosi. Ringrazio mamma Tonina per esserci stata anche oggi a ricordare suo figlio, il nostro campione, all'inaugurazione della Cima Pantani a Fondi.
Ho pedalato sulle strade di Pantani, al Tour e al Giro; l'anno scorso sono salito sui tornanti micidiali del Carpegna, per "rivederlo pedalare", "sentire il suo respiro avanzare" e "seguire la sua ombra allontanarsi", lungo quei tornanti micidiali, celati nel silenzio del bosco. Sono andato a rendergli omaggio al cimitero di Cesenatico e ho terminato il pellegrinaggio, allo Spazio Pantani; dopo tutto questo, per me diventa impossibile interessarmi di ciclismo professionistico; non riesce più ad emozionarmi. Niente è più come prima.
E da oggi, c'è un'altra salita sigillata da Marco Pantani, di cui mi pregio, con umiltà e soddisfazione, di essere stato il primo a svelarla sul web e alla stampa CLICCA QUI : la salita delle Crocette, a Fondi (LT), la Salita di Marco Pantani, la nuova Cima Pantani; una scultura di marmo ed un pannello illustrativo della storia del Pirata, lo ricorderanno, a quanti vorranno ripetere la sua salita di allenamento, su un manto stradale completamente rifatto ed asfaltato. Ringrazio il Comune di Fondi, l'amministrazione della Provincia di Latina, il Parco regionale dei Monti Aurunci, la Fondazione Pantani Onlus e gli sponsor locali che hanno reso possibile questo sogno. Immaginavo che un giorno sarebbe stato bello intitolargli almeno quella salita, tra le tante che il Pirata, percorreva nei ritiri invernali trascorsi in Terra Pontina per preparare Giro e Tour. Da Cesenatico a Terracina dove Pantani faceva base per allenarsi.
Dopo l'inaugurazione sono ritornato a trovare Marco Pantani, come del resto mi capita di fare spesso, ma questa volta c'era la stele e il pannello con la storia del Pirata. Ricordatevi sempre di non fermarvi quando siete stanchi, ma quando avete finito.
Saluti ciclistici.