Uno dei migliori manubri testati è senz'altro il Deda Gera in alluminio 6061 doppio strato (disponibile anche nella versione più leggera, in carbonio), il quale garantisce multiple opzioni per la posizione delle mani. Il manubrio ha un arretramento di 10° e un'inclinazione verso il basso di 5° per una configurazione più confortevole durante il bikepacking di lunga distanza o il Gravel più impegnativo. Il rialzo di 10 mm è un ulteriore aiuto per ottenere l'altezza desiderata del manubrio sopra la serie sterzo. L’apertura di 24° della curva e l’angolo esterno di 3° nella parte terminale offrono una stabilità superiore quando si guida su terreni impegnativi. Il reach e il drop ottimizzati nella forma EOS (Endurance Optimized Shape): profondità di 55mm permette una posizione più ravvicinata delle leve freno, mentre l’altezza di 100mm consente una posizione più confortevole e una veloce transizione dalle leve alla presa bassa. Il Deda Gera Alloy è capace di migliorare effettivamente il comfort e la prestazione. La particolarità del manubrio è quella di riuscire ad impugnare "tutta la curva", cioè in diverse parti, con eguale sicurezza e comfort, è incredibile, la praticità e la facilità d'utilizzo; è una di quelle cose che "creano dipendenza", irrinunciabili.
In bici, ricordate di piegare le braccia e di lasciarle mediamente flesse, di non irrigidirle, soprattutto sulle strade off road - sterrate, per evitare contraccolpi alla cervicale e ammortizzare le asperità. Schiena arcuata, gambe strette. Serve anche per essere aerodinamici, e stilisticamente ciclisti.
Ne avevo parlato in questo post pubblicato l'anno scorso CLICCA QUI . Ritorno sul problema. Non credete "agli asini che volano" ! Non imitate sempre e comunque, non siate ingenui e novelli ! In un mondo normale, la misura del manubrio della bici da corsa, dipende dalla larghezza delle spalle, per non penalizzare la stabilità/guidabilità della bici, per non comprimere la cassa toracica e quindi limitare la respirazione ed infine rendere la bici esteticamente simmetrica. Nel mondo capovolto invece la misura dipende "dal come mi pare" o "dal come l'ho visto fare" e quindi la misura diventa più piccola e per l'effetto, la bici non simmetrica, tanto da far sembrare sbagliata la taglia del telaio ed evidenziare il pedalatore rannicchiato che fa "spallucce"! Il motivo addotto "dal come mi pare" o "dal come l'ho visto fare" : con il manubrio più piccolo e la posizione dei comandi girati all'interno, stringere le spalle e i gomiti ( aggiungo in modo innaturale), farebbe diventare, "aerodinamici"! In verità l'aerodinamica dipende prevalentemente dalla posizione del ciclista, ma secondo l'assioma: braccia (e non spalle) strette, mediamente flesse, schiena arcuata, gambe strette; per il resto, dipende dalle ruote, casco, abbigliamento e telaio. ATTENZIONE. Il manubrio più piccolo limita la stabilità e la sicurezza. Nel Gravel invece la misura del manubrio è più larga per migliorare la stabilità e la guida della bici nei percorsi off road - sterrati . E nel Gravel non è consigliabile ragionare "come mi pare" o "come l'ho visto fare", per non finire tragicamente sui sassi, che fanno più male dell'asfalto !
E che le cose stiano così e che stavano prendendo una piega pericolosa, lo dimostra il fatto che l'UCI dal 01 gennaio 2026 ( salvo ripensamenti) vieta l'utilizzo di manubri troppo stretti/piccoli, dimostrando l’importanza e la fondatezza di quanto spiego da tempo. Finalmente ! In tema di sicurezza andrebbero fatte anche altre scelte, intervenendo sulle bici da corsa sempre più esasperate; quanto sono efficaci nel controllo delle insidie delle strade pubbliche (buche, dossi, pioggia, curve a gomito, eccetera); quanto sono efficaci nel controllo-correzione dell'errore umano ? Ma questa è un altra storia, e quindi vi rimando in parte, a quanto già pubblicato CLICCA QUI .
Per leggere il test bike della Schmolke Carbon Infinity Integral Clicca qui
P.S. Nel test, il montaggio del nastro non era all'altezza della situazione, non era a regola d'arte, persino un pedalatore novello avrebbe potuto fare di meglio; la bici test si valuta oggettivamente !
L'attacco Deda Superbox è stato aggiornato al sistema DCR per un’integrazione completa dei cavi. L’attacco può essere utilizzato in 4 diversi modi per adattarsi a tutte le modalità di passaggio cavi: DCR, S-DCR, Diretto e Esterno. Unitamente ai manubri Deda con sistema DCR (Deda internal cable routing) l’attacco è la perfetta soluzione per bici con passaggi cavi interamente integrati. L’attacco Superbox® presenta una soluzione brevettata che prevede due possibili soluzioni per il passaggio cavi interni. La soluzione con passaggi cavi completamente interni (DCR) o semi-integrata (S-DCR) attraverso una cover che permette l’installazione, regolazione o manutenzione senza complicazioni per i collegamenti dei cavi elettrici o delle guaine idrauliche. Superbox® può essere montato su cannotto forcella tradizionale da 1-1/8” e è compatibile con tubo sterzo telaio da 46 mm (per cuscinetto 1- 1/8”) oppure 56 mm (per cuscinetto 1.5”). Completa il design dell’attacco una serie di spessori con dei canali per il passaggio dei cavi. Gli spessori e la cover sono progettati per essere apribili senza dover smontare alcun cavo dal telaio per una facile regolazione dell’altezza di sterzo. L’innovativo processo di forgiatura dell’attacco con la forma piatta garantisce una migliore aerodinamicità. L’aggiunta delle misure 60, 70 e 80 rende l’attacco Superbox adatto anche al Gravel ( e alla MTB). Disponibile in finitura POB (Polish on black). Saluti ciclistici.
Test. Impugnatura dei comandi comoda, morbida ed intuitiva. Cambiata ottima. Frenata in stile Campagnolo, ottima. Guarnitura in alluminio. Installato sulla Pedemonte Altavia, selezionata per il COMPASSO D'ORO dall'ADI DESIGN INDEX. Gruppo consigliato, telaio molto consigliato. Nient'altro di rilevante da aggiungere dalla strada. Saluti ciclistici.
Sono stato uno dei primi a testare questo prodotto. Vi rimando al mio test OSPW CLICCA QUI , quindi posso rispondere alle tre domande ricorrenti: 1) quanto incide sul peso la sostituzione after market? Non c'è risparmio di peso, anzi si aggiungono grammi, montando la puleggia Ceramic Speed OSPW, come da foto; 2) quali sono i vantaggi ? La sostituzione serve per migliorare la scorrevolezza, la resistenza all'usura (se manutenuto correttamente), la precisione e reattività della cambiata. La puleggia più lunga e meno leggera rende il cambio più rigido, quindi più preciso e reattivo; 3) serve davvero ? Dipende dalla capienza del proprio portafoglio e comunque non cambierà la sostanza della tua performance: conta il rapporto personale peso/potenza 😉. Ecco la differenza di peso tra le pulegge Shimano Dura Ace Di2 12 velocità e Campagnolo Super Record EPS standard e le pulegge Ceramic Speed OSPW per Shimano e Ceramic Speed OSPW per Campagnolo. Il prezzo ? Circa 500 euro di listino, 480 € montata. E' disponibile anche la versione GRAVEL.Saluti ciclistici.
Le creazioni esclusive passano prima su @pedalareversoilcielo 👊💪: Partington R-SERIES MKII R39/44 ruote in carbonio artigianali dal prezzo di 7500 euri. Marchio australiano. Profilo differenziato 44 e 39 con canale interno da 21 e uncino di ritenzione . Raggi in carbonio avvolti attorno al mozzo ( vedi foto) e cuscinetti Ceramic Speed. Gola del cerchio senza fori per registrare raggi, quindi non occorre nastrarle per installare copertoncino o Tubeless. Peso ? Guarda le foto delle prime ruote arrivate in Italia 😉 . TEST (per chi pedala ancora con la bici da corsa). E’ una ruota dalle grandi prestazioni, ma il prezzo non è giustificato. Certamente tra le ruote più scorrevoli del mercato, anche se la ruota più scorrevole in assoluto è la giapponese Gokiso; la scorrevolezza si apprezza ictu oculi, sia sul banco, sia su strada. Rigidità torsionale elevata, reattività, precisione in curva con il 28 mm, facile da gestire, prestazioni racing. Alla domanda se conviene acquistarla, si potrebbe rispondere che prestazioni simili si possono avere ad un prezzo inferiore. Resta il fatto che questa ruota e’ una creazione artigianale di altissimo livello, una ruota Hors category, dallo stile minimalista. Saluti ciclistici.
Continuano i test sui lubrificanti a cera di nuova generazione . Questo e’ il test su @finishlineusa HALO trattamento cera per catena ⛓️. Dopo i primi 100 km catena silenziosa e scorrevole, ma soprattutto la catena non si sporca visibilmente. I grumi che si vedono appiccicati alla catena sono il residuo del trattamento con la cera che respinge quasi completamente lo sporco della strada . Il lubrificante ad olio derivato dal petrolio cioè sintetico 🛢️ e’ obsoleto : inquina, sporca la catena, le ruote e i dischi dei freni e la fa durare di meno perché trita la sporcizia della strada che si appiccica ! Tutto si evolve verso il cambiamento reale ! O almeno quasi sempre ! Per fare il trattamento con la cera Finish Line Halo occorre la falsa maglia alla catena; va passata nel sacchetto contenente la cera, a sua volta, diventata liquida per effetto del calore del fornello della cucina; la catena va lasciata a mollo nel sacchetto per 5 minuti, poi va lasciata asciugare e rimontata; il sacchetto contenente la cera residua va chiuso e riutilizzato per circa 25 volte. Anche questo trattamento, come gli altri con lubrificanti a cera, va fatto solo con la catena nuova o pulita e sgrassata dall'olio sintetico. Successivamente la catena va lubrificata all'occorrenza con la cera del flacone normale. Saluti ciclistici.
Svita il valvolino, con l'apposito utensile, spesso è lo stesso tappetto della valvola dotato di apposito foro; togli il residuo del lattice solidificato, rimasto appiccicato/grovigliato intorno alla filettatura; avvitalo sulla valvola. Prima accertati che la valvola non sia a sua volta rimasta ostruita con il tappo del lattice solidificato; in quel caso prendi una mini chiave a brugola, e con molta delicatezza, inseriscila all'interno della valvola, priva del valvolino; se senti il tappo ostruire, spingi piano; quando senti di averlo rimosso e il piccolo utensile si sarà sporcato del lattice bianco, avvita il valvolino e prova a gonfiare il pneumatico. Se la pressione all'interno del tubeless non dovesse essere insufflata dalla pompa, allora non hai pulito bene il valvolino o liberato la valvola; ripeti l'operazione. Ricorda che il lattice si condensa, cioè si secca, quando prende aria, a causa dell'allentamento della rondellina della valvola o del valvolino, oppure a causa della foratura auto riparata ( parzialmente) dal lattice ( l'aria entrata all'interno del tubeless secca il lattice il quale condensato, forma un tappo, ostruendo il piccolo taglio); non occorrerà fare nulla, se la pressione il giorno dopo, non scenderà al di sotto di 0,5 ATM; potrete continuare ad usare il tubeless; se invece lo troverete a terra o quasi sgonfio, allora il tappo di lattice avrà funzionato parzialmente, sarete riusciti a ritornare a casa, ma dovrete sostituire il tubeless non riparabile. Rimboccate il lattice quando non lo sentirete più muovere all'interno ( assenza di sciabordio) smontando il valvolino e inoculando la quantità necessaria a seconda delle dimensioni del tubeless; se la quantità insufflata non uscirà fuori dalla valvola, il tubeless sarà vuoto. La valvola WAG Bike da 60 mm, in alluminio, con la base della valvola forata lateralmente; dopo 2 mesi solo il valvolino si è ostruito, la valvola no ! Work in progress. Saluti ciclistici.
Testando la Schmolke Carbon Infinity Integral CLICCA QUI ho interagito con il gruppo Gravel nipponico. Fa parte della gamma GRX, specifica per il Gravel e il Bike Packing, disponibile 10 e 12 velocità e con cambio elettronico. Il GRX 600 è dotato di sistema frenante idraulico e trasmissione meccanica. Come va? Funziona come il Dura Ace e l'Ultegra 11 velocità meccanico, cioè ottimamente ! La trasmissione 2X11 (corone 46-30 / cassetta 11/34) non perde un colpo, nemmeno se "maltrattato", cioè cambiando i rapporti con la catena in estrema tensione, come in salita ( non fatelo mai, si può spezzare); la cambiata è precisa, reattiva e fluida; si cambia “con il pensiero” cioè con un minimo impiego di energia, in modo morbido e silenzioso! Ergonomia delle leve dei comandi da migliorare. E' disponibile anche l'opzione mono corona (40 D) con la stessa cassetta. I comandi come tutti gli Shimano sono "più lunghi", nel senso che bisogna distendersi di più e stare più bassi per impugnarli correttamente, rispetto a Sram e Campagnolo. Il gruppo è’ stato testato con manubrio svasato Deda Gerva (Gravel/Road) con drop e soprattutto reach ultra compact, le mani sono più vicine alle leve e ai comandi, quindi la posizione più lunga, si riduce molto. La frenata con rotori da 160 mm e tecnologia ICE ( rotori a 3 strati di acciaio inox-alluminio-acciaio inox con aletta radiale interna in alluminio, pastiglie ad aletta radiale con 2 strati in alluminio/acciaio inox) e’ potente ed uniforme, anche su fondo sconnesso e l’accumulo di calore e’ minimo anche su discese ripide; pratico il sistema di montaggio delle ruote Schmolke Carbon con innesti a chiavetta e anello di bloccaggio. Dunque anche per il settore Gravel, i nipponici si confermano un punto di riferimento! Consigliato. Ci sono tanti ciclisti e pedalatori delusi perché oggi nel settore road il gruppo meccanico non esiste più. Rispondo. Un motivo in più per passare al Gravel. Immaginatevi a pedalare in un luogo impervio per molti giorni, senza comfort zone, senza prese di corrente e altre cose che rendono la vita facile. Immaginatevi con la batteria del gruppo elettronico, scarica, senza batteria di riserva o con la batteria di riserva perduta o danneggiata o semi carica; oppure immaginatevi con la batteria o il sistema elettronico danneggiati. Immaginatelo e rimpiangerete il gruppo meccanico, semplice ed efficiente. Ovviamente il cambio elettronico funziona bene e su alcune persone genera la sensazione di essere "aggiornati", ma dipende dalla carica elettrica, è soggetto al malfunzionamento del malware e all'aggiornamento del software rilasciato dalla casa madre. come lo smartphone. Inoltrei cambi elettronici sono più suscettibili a danni provocati da dossi, urti o incidenti. Saluti ciclistici.
E' tempo di Gravel. NovaVitaGravel. E' tempo di un nuovo ORIGINAL TEST BIKE , quello del kit telaio Schmolke Carbon Infinity Integral Gravel, misura standard (53 -S), top di gamma, come sempre scritto sulla strada, la mia scrivania. 1° Target: Le prestazioni del telaio sono influenzate dalle prestazioni delle ruote; il telaio top di gamma senza ruote top di gamma è limitato nella performance; è come una "penna senza carta" ! E’ meglio assemblare un telaio di media gamma con ruota top di gamma che un telaio top di gamma con ruota di media gamma. Quindi la top di gamma Infinity Integral Gravel è stata assemblata con le ruote top di gamma Schmolke Carbon TLO TLR Gravel/Road (Tubeless Ready);2°Target: una bici per tutte le strade. Non ha più senso limitare le strade e le emozioni. Con il tempo, la bici da corsa può diventare "stretta" e "noiosa"! Provare a cambiare il modo di interpretare il ciclismo amatoriale è una soluzione. Pedalare dove non c’è nessuno, dove non arriva nessuno, e’ come essere uno scalatore di vette; filare sempre veloci su ogni strada, fare un lungo viaggio, e’ avvincente ! La Gravel è una bici da corsa modificata nelle geometrie.
Info Schmolke Carbon Infinity Integral.I telai in carbonio sono composti da più tipologie di fibre per ottimizzare la prestazione e resistenza rispetto al carico di rottura ( punto di resistenza alla forza oltre al quale il carbonio si spezza- cricca in gergo). Generalmente il modulo IM viene utilizzato nelle parti del telaio dove sia necessario il massimo comfort/elasticità/resistenza. Il modulo HM invece è utilizzato per diminuire il peso, aumentare la rigidità torsionale, quindi ottimizzare la prestazione, in termine di reattività e rendimento watt ciclista/peso telaio. Il telaio viene realizzato combinando più moduli di carbonio per sfruttarne la specificità. Per esempio se un telaio fosse costruito solo con modulo IM sarebbe poco leggero e meno reattivo. Se fosse invece costruito solo con modulo HM sarebbe scomodo, eccessivamente sensibile-nervoso e più fragile allo stress meccanico. Il telaio in carbonio è un compromesso. L'obiettivo è combinare i diversi moduli a seconda della prestazione desiderata . Il profilo della Schmolke Carbon Infinity Integral ( cablaggio interno) è variegato nelle forme e nelle dimensioni, ogni sezione del telaio è diversamente funzionale. Schmolke Carbon Infinity Integral è un telaio strutturato da un triangolo anteriore mono scocca con successivo inserimento del carro posteriore; i foderi obliqui sono innestati su un nodo sella che fa corpo unico con l'orizzontale. La parte finale dei foderi alti presenta una particolare forma a semi freccia.. I tubi del telaio e gli steli della forcella hanno una forma a stella ( spigoli) e il carro posteriore presenta una struttura asimmetrica con il fodero basso destro ( lato guarnitura) ribassato, per facilitare il passaggio della catena. Il tubo obliquo è over size con forma geometrica semi quadrata. Forcella mono scocca con steli dritti e testa ad angolo inverso per maggiore stabilità, soprattutto in discesa. Il telaio Infinity Integral è costruito con fibra di carbonio IM (modulo intermedio) con l'aggiunta di speciale fibra HM (alto modulo), la cui matrice è rinforzata con nano strutture di Graphite. Il telaio Infinity Integral bicolore ( Terra/Orange) è disponibile nelle misure standard dalla S alla XL ( dalla 53 alla 59). Telaio e Forcella sono costruiti in Cina, su design e specifiche della tedesca Schmolke Carbon.
La Bike test è montata con un Cockpit Deda in alluminio, presente nel montaggio standard: manubrio Deda Gera Gravel/Road da 42 mm (C/C) in alluminio (arretramento di 10° e inclinazione verso il basso di 5° per una configurazione più confortevole durante il bikepacking di lunga distanza. Il rialzo di 10 mm è un ulteriore aiuto per ottenere l'altezza desiderata del manubrio sopra la serie sterzo. L’apertura di 24° della curva e l’angolo esterno di 3° nella parte terminale offrono una stabilità superiore quando si guida su terreni impegnativi. Reach = profondità di 55mm permette una posizione ravvicinata delle leve freno; Drop= altezza di 100mm consente una posizione confortevole e una veloce transizione dalle leve alla presa bassa. Considero il Gera Gravel Alloy uno dei migliori manubri ) e attacco Deda Superbox DCR (Road-Gravel-MTB) da 100 mm in alluminio ( con passaggio semi integrato di 4 cavi e forma piatta aero). Il reggisella Schmolke Carbon costruito in Germania con carbonio UD è, invece, il modello top di gamma SchmolkeCarbon, estremamente leggero (80 grammi) e capace di deformarsi per filtrare ottimamente le asperità della strada. Gruppo Gravel Shimano GRX RX 600 11 velocità, guarnitura con doppia corona 46/30, pacco pignoni 11-13-15-17-19-21-23-25-27-30-34 con disco anteriore e posteriore da 160 mm. Tubeless Continental Terra Speed TR Black (TR cioè tubeless ready) da 700x40 (diametro 28 mm - 40-622, pressione massima 5 bar, 73 psi - pressione minima 3 bar - 44 psi). Ruote e pneumatici Tubeless Ready cioè possono essere utilizzati con camera d'aria o con tubeless (valvola e lattice) previa nastratura della gola dei cerchi con nastro para nipples; serie sterzo 1 1/8″ – 1 1/2″, perni passanti100/12 mm, 142/12 mm. Il Gravel necessita del tubeless, per motivi di sicurezza e per migliorare la scorrevolezza per questo ho provveduto a smontare camere d'aria e installare tubeless; la camera d'aria è particolarmente vulnerabile alla foratura, in modalità Gravel la probabilità di pizzicare la camera è altamente probabile, oltre al fatto che, la camera d'aria, muovendosi all'interno degli pneumatici, genera attrito e influenza la tenuta e la scorrevolezza, migliorando prestazione e comfort. Peso nominale telaio 1150 grammi, peso nominale forcella 460 grammi. Scatola del movimento centrale BB 860 (46X86,5 mm). Si possono installare pneumatici con dimensione massima 45 mm. Compatibile sia con ruote da 700 C, sia con ruote da 650b. Diametro reggisella 27,2 mm. Pedali Shimano XTR e Selle Italia SLR Teknologika Flow. Telaio e forcella predisposti per porta borse e parafanghi sono garantiti 2 anni.
Lettura Geometrie Schmolke Carbon Infinity Integral Gravel ( taglia S-52):
Preliminarmente consiglio la lettura della pagina come leggere le GEOMETRIE DEL TELAIO/FORCELLA CLICCA QUI . Lo ripeto. I mm sono come metri quando si parla di geometria del telaio e assetto biomeccanico. Generalmente più è lungo il tubo orizzontale, più è alto il tubo sterzo, per compensare i valori e alzare la posizione in sella. Il tubo orizzontale della Infinity Integral misura 529 mm con un tubo sterzo di 114 mm = buona compensazione ( posizione in sella più eretta e comoda). Il tubo sella ( piantone) della Infinity Gravel presenta un angolo piantone di 72,5° ( presente su tutte le taglie) quindi più inclinato rispetto al piano orizzontale = posizione ben bilanciata in pianura e in salita, meno aggressivo perché più distante dai pedali e dal MC. Stack 530 mm : Reach 361,9 mm = triangolo anteriore compatto per compensare la posizione più distesa del tubo orizzontale leggermente più lungo, anche se la misura del tubo orizzontale non è mai tale, in quanto, come anche nel caso di specie, non si tratta di tubi perfettamente orizzontali nei telai in carbonio. Divido i valori stack/reach = 1,46 e ricavo un valore minore di 1.5 = posizione in sella aggressiva ma senza esasperazione. L'angolo della forcella è 69,5° = ruota anteriore sufficientemente più avanti rispetto all'angolo del tubo sterzo = interasse più lungo = prestazione più stabile alle alte velocità = + maneggevole. BB DROP 70 mm = sufficiente per superare ostacoli Lunghezza foderi orizzontali 428 mm= buona reattività Lunghezza forcella 395 mm = lunga, più comoda Rake forcella = distanza asse manubrio e asse mozzo ruota anteriore. La Infinity Integral misura 50 mm ( inferiore a 70 mm, quindi rapida e agile) Interasse 1009,5 mm, misura inferiore a 1020 mm = reattiva, maneggevole e agile.
Conclusioni.Le geometrie telaio/forcella Infinity Integral rivelano ottimo rapporto stabilità-controllo, su ogni terreno, un ottimo comfort e una buona reattività. Questo c'è scritto nelle geometrie. Ma su strada come va ?
TEST sulle strade Gravel/Road della Schmolke Carbon Infinity Integral Gravel.
Ci sono le bici da corsa, le bici Gravel, le bici Gravel tecniche ( ammortizzate) e le Race Gravel ( simili alle bici da corsa). La Schmolke Carbon Infinity Integral è una bici Gravel, un ottima bici Gravel. Il test sulle strade ha confermato la lettura delle geometrie. Ci monto in sella e sono subito in presa diretta, come se ci avessi pedalato da tanto tempo ! "Va da sola"; è talmente rigida da ottimizzare lo sforzo. E' la nuova generazione di telai "salva watt", sensibili alla velocità. Eppure è una Gravel Bike, qualcuno non informato direbbe ! Le Gravel Bike testate sono l'evoluzione della bici da corsa. La Schmolke Carbon Infinity Integral è sostanzialmente come una bici da corsa, "modificata per il Gravel", adatta sia al ciclismo su strada, sia al Gravel, sia al Bike Packing. Riporto alcuni appunti scritti sulla strada durante il test.....pedalarci sull'asfalto e lo sterrato, come se fosse un tratto unico e continuo, scritto sul foglio chiamato strada … equilibrio dinamico “facile” e sicuro, attraversando territori montani senza tempo.......raccogliendo emozioni...dialogando con la macchina test ...che parla a chi sa ascoltarla. É divertente e veloce attraversare tutte le strade con la Schmolke Carbon Infinity Integral, capace di interpretare al meglio, il senso della bici Gravel, una bici per tutte le strade. In discesa è stabile e su ogni superficie, veloce nell'inserimento nelle curve tecniche. Si "guida" facilmente, persino con la parte bassa del tronco, posizionandola e spostandola. E' facile correggere errori di traiettoria.
La rigidità torsionale è ottimale, cioè non si carica sulla schiena e quindi sulla cervicale e non fa sentire l'effetto gomma in fuori sella, soprattutto sulle salite dure, mantenendo la velocità costante, senza ulteriore dispendio di energia (watt), senza deformarsi sensibilmente sotto spinta; non perde velocità. La metafora è senz'altro quella della "lama a motore" che taglia qualunque strada, questo è senz'altro la Infinity Integral. Il profilo della Schmolke Carbon Infinity Integral ( cablaggio interno) è multiforme nelle forme e diverso nelle dimensioni, ogni sezione del telaio è diversamente funzionale e strutturata.
La maneggevolezza è ottima e permette di correggere eventuali errori di traiettoria del ciclista. Si avverte una sensazione di sicurezza in ogni condizione. La Schmolke Carbon Infinity Gravel è costruita non solo per migliorare la prestazione del ciclista, ma anche per gestire l'errore umano, soprattutto quando si spinge oltre le proprie possibilità.
In fuorisella la Infinity Integral con le ruote Schmolke Carbon TLO è agile e rigida sotto la spinta sui pedali, si accelera facilmente, anche spingendo da seduti. Si sente il notevole contributo del carro posteriore/scatola MC over size e asimmetrici. La bici rimane perfettamente in linea sotto sforzo. E' una Gravel Bike, ma sulla strada asfaltata si comporta come una bici da corsa.
Ottima la stabilità su ogni superficie persino Off Road, rimane sempre “attaccata” al suolo. L'avantreno (tubo sterzo/snodo tubo orizzontale/forcella) combinato allo strutturato, multiforme ed elastico carro posteriore, si caratterizza per rigidità, equilibrio e stabilità. La testa della forcella dritta con angolo inverso, si vede e si sente. Ottimale l'interfacciamento del reggisella Schmolke Carbon, leggero e flessibile sotto sforzo, ammortizza le asperità e assorbe le vibrazioni.
Buona reattività ( scatto - accelerazione) su ogni superficie. Precisa e stabile in discesa, veloce anche su fondi sconnessi. Confortevole sulla lunga distanza, dove conta non solo un ottimo assetto biomeccanico, ma anche una capacità elastica del telaio, di assorbire le asperità, ma senza deformarsi sensibilmente in fase di spinta. L'ottimo risultato dipende anche dall'interfacciamento con le ruote Schmolke Carbon TLO Gravel/Road. E' il test Schmolke Carbon Infinity Integral + Schmolke Carbon TLO, l'ho detto dall'inizio. La ruota è l'unico componente capace di influenzare la prestazione del telaio, della bicicletta. Il consiglio, come sempre, è investite sulla ruota top di gamma, di qualità assoluta, se si vuole migliorare la prestazione di qualsiasi telaio. La Schmolke Carbon TLO è la soluzione Strada/ Gravel. La pressione minima raccomandata dalla Continental per il Terreno Speed 40 mm è di 3 ATM, un valore limitante in termini di comfort e di scorrevolezza; la pressione ottimale per tubeless Gravel è almeno 2,5 ATM.
Perché acquistare la Schmolke Carbon Infinity Integral ?
Per divertirsi, viaggiare e percorrere lunghi chilometraggi, per partecipare agli eventi Gravel. La consiglio a chi vuole pedalare veloce e performante, attraversando boschi e sterrati, senza dovere rinunciare alla velocità sul bitume, utilizzando gomme, scala pignoni e corone ( o mono corona) adatti. Pedalando con la Infinity Gravel non si sente la nostalgia della bici da corsa; anzi è più confortevole, maneggevole e stabile e in questo senso la Schmolke Carbon Infinity Integral Gravel vince a mani basse ! La consiglio.
Test ruote Schmolke Carbon TLO TLR Disc Gravel/Road con tubeless da 40 mm Continental Terreno Speed. Si possono installare tubeless e copertoncino min. 40, max 45 mm per strada asfaltata, Gravel, Bike Packing;cerchi in carbonio, altezza profilo 35, canale interno 25, mozzi DT SWISS 180 con cuscinetti in ceramica, raggi in acciaio SAPIM CX 1.8 e sul lato trasmissione raggi CX Ray 2.0 con sezione centrale piatta aero, raggiatura a doppio incrocio su entrambe i lati della ruota anteriore e posteriore, dadi in alluminio 2.0 ( massima tensione-rigidità torsionale), peso nominale 1290 grammi. I cerchi Schmolke hanno un processo costruttivo che si basa su stratificazione di preimpregnati di varia natura (blend di fibre), con catalizzazione in autoclave. A questo segue la finitura superficiale che elimina gli eccessi di resina e rifinisce l'estetica. Cerchi prodotti e assemblati dalla Schmolke Carbon in Germania. Test sulle strade.Reattive, confortevoli, rigide torsionalmente, maneggevoli, scorrevoli e i mozzi DT SWISS 180 con cuscinetti in ceramica e tubeless la rendono molto, ma molto scorrevole. Le consiglio.
Note test: la colorazione Gravel della bici test è stata realizzata su disegno della BikePassionStaff quindi non è disponibile sul sito Schmolke Carbon. Sulla bici test non è stato montato il dente di cane sul deragliatore anteriore, necessario per evitare la caduta della catena sulla scatola del MC, durante il passaggio dalla corona grande a quella piccola. Mancano protezioni (adesivo o in termo plastica) sul fodero basso destro, in caso di caduta della catena. Consiglio di applicare sia il dente di cane in caso di montaggio della doppia corona e di un adesivo doppio sul fodero destro lato catena. Ho dovuto aggiungere uno spessore al pacco pignoni. In pratica sul corpetto 12 velocità, era stato montato il pacco pignoni 11 velocità, ma senza aggiungere lo spessore per compensare la minore distanza rispetto alla larghezza maggiore del corpetto 12 velocità. Come me ne sono accorto ? La cambiata Shimano non era veloce e fluida, soprattuto sotto sforzo mancava la proverbiale prontezza della cambiata nipponica e i pignoni durante la pulizia si muovevano lateralmente, spostandoli con le dita. La bici test va sempre controllata attentamente. Tutto deve funzionare perfettamente per non compromettere il responso. La bici test mi è stata consegnata con la camera d'aria montata sulle ruote e pneumatico tubeless ready; quindi l'ho tolta e ho latticizzato le gomme passando alla modalità tubeless. Il Gravel è Tubeless ! Testare significa anche preparare la bici test dal punto di vista meccanico. Testare non significa pedalare e fare il “giro del palazzo”; testare significa studiare ed interpretare dati tecnici perché niente è causale nello sviluppo tecnologico. Se conosci il mezzo puoi sentire meglio come si trasforma in velocità e prestazione. Questo è Original Test Bike by Pedalare verso il Cielo. Test Bike realizzato in collaborazione con il distrubutore unico Italia, Svizzera e Spagna BIKE PASSION GMBH - contatti per negozi e privati: bikepassionstaff@gmail.com - Whatsapp: 00491759808990 . Per visualizzare i video del test visita il canale social You Tube CLICCA QUI . Saluti ciclistici.
Caro diario Nova Vita Gravel, quinta pagina del test, prospettive e cambiamenti. In quanto tester devo provare tutto, per valutare, comparare e consigliare; non c'è un limite. Così è accaduto con le bici rim, poi con le bici disc, i telai road industriali con misure standard e i telai road artigianali su misura; se non testassi il "concretamente nuovo", il "sostanzialmente performante" diventerei un opinionista da forum. Ci sono le bici da corsa, le bici Gravel, le bici Gravel tecniche e le Race Gravel. Non mi interessano le bici Gravel estreme-tecniche cioè quelle ammortizzate. Preferisco le Race Gravel, simili alla bici da corsa, testarle, mettendole alla frusta, secondo il manuale dello stradista. Il rider pedala con la Gravel race, come se fosse una bici da strada, è fisiologico; niente e nessuno potrà mai cambiarlo ! Per il rider è impossibile adattarsi e snaturarsi; è un ortodosso; deve stare davanti, fare media, anche su strade bianche e secondarie; sceglierà corse gravel grinder, corse, a cui partecipano stradisti anche prof ed ex prof, con gravel race o bici da strada adattate incautamente, nei limiti del possibile (larghezza ruote e coperture) e conseguenti limiti alla performance e rischi. Per lo stradista, conta solo darci dentro e mettersi sempre alla prova, in modalità " a tutta", dare gas in salita, per migliorare o mantenere il KOM personale o superare quello degli altri, chiudere su un gruppetto, prima che scollini; andare in fuga, una scelta persino esistenziale. Lo stradista ha la sua "testa" ! Non puoi rallentargli il ritmo nelle gambe; gli piace farle rullare, secondo una cadenza che più è alta e potente e più lo esalta ! Il rider ama la velocità. Questo è fondamentale spiegarlo anche ai produttori, in modo che facciano bici gravel sempre più specifiche ( ai pedalatori possono vedergli tutto, per loro conta solo apparire un ciclista ). E d'altro canto, le bici da strada non possono essere gravel, come pensa qualche pedalatore montando coperture da 30/32 sulla bici road disc, senza sapere che il fango blocca la ruota, troppo vicina, alla parte interna della forcella o del tubo verticale; ignorando che il carico di rottura e l'elasticità del carbonio usato per le bici da strada è diverso da quello utilizzato per le bici Gravel e le Race Gravel, come lo sono le geometrie, le forme della forcelle, le ruote, i pneumatici, il cambio.....il telaio ! In buona sostanza, il pedalatore dalla mentalità "onniscente" scherza con il fuoco! Quindi, l'obiettivo del test, è valutare se la Pedemonte Altavia, sia la gravel race top per un rider che voglia sconfinare sulle strade secondarie, sterrate, in sabbia battuta, ma senza abbandonare il bitume, senza diminuire la velocità. Per ora una cosa è certa: l'estetica della Pedemonte Altavia, mi rimane dentro la mente!
Per quanto riguarda la geometria della Altavia test, la Pedemonte mi ha proposto di avere una Gravel abbastanza coerente con la postura che adotto sulle bici da corsa; questa scelta mi ha consentito di ottenere un feedback più accurato attraverso il confronto su strada, e in fuoristrada, delle prestazioni di questi due mezzi, diversi per utilizzo, ma simili per concezione.Lettura delle geometrie: piantone ( tubo sella) 73,5°, misura angolare equilibrata ( quanto e misura quanto si pedala distanti dal MC); tubo orizzontale 525 mm; tubo sterzo 100 mm; BBDROP 72 mm; angolo sterzo 71,5°; interasse 988 mm ( inferiore a 1020 mm quindi reattiva, maneggevole e agile); carro posteriore 425 mm; reach 368 mm / stack 527 mm =1,43 ( posizione aggressiva stile Race Gravel - BdC ); lunghezza forcella 395 mm; rake forcella 47 mm ( inclinazione della forcella inferiore a 70 mm, trail, corto, ideale per bici da corsa, quindi rapida e agile). Consiglio la lettura della pagina del blog Come leggere le geometrie del telaio/forcella CLICCA QUI. Dalla lettura delle geometrie, si rileva che la Pedemonte Altavia testata è molto di più di una bici Gravel, è una Race Gravel reattiva e agile, con un comportamento spiccatamente racing, simile a quello di una bici da corsa, pur avendo la maggiore stabilità tipica della Gravel. E' il vantaggio del su misura, si possono decidere non solo le geometrie più adatte alle quote antropometriche, ma anche la prestazione calibrata sul ciclista, in modo da renderla adatta al proprio modo di pedalare e ai watt personali. E sulle strade come si comporta ?
TEST su STRADE asfaltate e gravel.
Alla Pedemonte Bike si sono "sbagliati" !
La Altavia è una bici da corsa adatta al Race Gravel, è 🔝; e’ molto di più di una bici Gravel 👌
La prova sulle strade conferma la lettura delle geometrie. Non noto particolari differenze in termini di reattività ( scatto), agilità e spinta sui pedali. Posizione aerodinamica in sella simile alla bici da corsa.
Bici di corsa o Bici Gravel ? Race Gravel, come la Pedemonte Altavia. Race Gravel = Bici da corsa + Bici da gravel = una bici per tutte le strade. Si possono percorrere tutte le strade, in totale controllo, piegando facile e preciso in discesa, accelerazione immediata anche in salita; persino le strade asfaltate, si percorrono con maggiore comfort e stabilità, con un rapporto 10 a 5 rispetto alla bici da corsa. La stabilità della Pedemonte Altavia è così elevata, che sulla bici da corsa, sembra di pedalare, lungo un filo sottile!
La forcella consente di cambiare off set da 45 mm ( più reattiva) a 50 mm ( più stabile nei percorsi accidentati).
Con la Pedemonte Altavia, lo stile road e off road si confondono e quando lascio l'asfalto e passo sullo sterrato o raspo la terra battuta, avverto una sensazione liberatoria; mi diverto ad attraversare strade asfaltate, sterrate, in terra battuta e adesso riesco a continuare le strade sterrate che potevo percorrere solo a metà, in modo precario e meno veloce, con la bici da corsa. Con la Pedemonte Altavia sono riuscito a fare KOM sulla salita asfaltata di riferimento, e comunque a mantenere tempi non inferiori sulle altre salite, utilizzando rapporti specifici e pedivella più corta, e sono riuscito a fare ( finalmente) salite off road; sono salitomane ma non sento la mancanza della bici da corsa, anzi la Pedemonte Altavia mi diverte di più e quando la bici fa divertire, è quella giusta. Il responso su strada e il confronto con le bici da corsa testate, è chiaro, è sorprendente, la Pedemonte Altavia non è inferiore, anzi, è versatile. E il telaio pesa di meno di telai da corsa come per esempio il nuovo Pinarello Dogma F, come da pese pubblicate sul blog 😉👊!
Con la Pedemonte Altavia sulle strade off road, occorre accompagnare il contraccolpo e allentare la tensione sulle braccia; non ci sono ammortizzatori, c'è solo il tubeless, gonfiato a pressioni basse, è abbastanza efficace, "smorza" le asperità del terreno/strada. La Pedemonte Altavia è veloce sui tratti densi di ghiaia e sulla terra battuta; non stanca, anche dopo ore di allenamento e questo significa risparmio di energia fisica e mentale, si va più lontani, si arriva meno stanchi; il telaio/forcella in carbonio è stato costruito equilibrando ottimamente elasticità/rigidità torsionale; nessun effetto "gomma" ( eccessiva deformazione sotto sforzo), ottimo comfort. Rispetto alla bici da corsa top di gamma, le differenze sostanziali si sentono sulla strada sterrata e in terra battuta, dove questa Altavia è nettamente superiore. Con la Pedemonte Altavia è agevole piegare le braccia e la schiena, tenuto conto dell'assetto bio meccanico elaborato per il test, soprattutto contro vento. In discesa su strade asfaltate, sterrate e in terra battuta, la Pedemonte Altavia, è sicura e facile da inserire nelle traiettorie veloci; è migliore rispetto alle bici da corsa, ma occorre imparare la tecnica giusta per le discese off road. E' facile/intuitivo pedalare sulla Pedemonte Altavia, sin dalle prime uscite, sembra di farlo, da tanto tempo, è talmente maneggevole che mi sono divertito a scartare buche all'ultimo momento; la risposta/accelerazione è sempre precisa e rapida: in fuori sella con il corpo al centro, cioè posizionato sopra la sella, la bici accelera facilmente; è come una bici da corsa. Pedalando sulla Pedemonte Altavia non si sente il bisogno della bici da corsa, non serve affiancarla, a meno che si voglia averla comunque, per percorrere solo strade asfaltate. La Pedemonte Altavia e’ una bici da corsa concepita per andare veloci e stabili anche sulle strade sterrate senza limiti di densità della ghiaia, su strade accidentate, e off Road dal fondo semi compatto. Ci vuole il manico per percorrerci anche off Road impegnativi. E la cosa straordinaria e’ che la Pedemonte Altavia su strade asfaltate e’ veloce, ma più stabile, in ogni condizione meteo e pavimento stradale. E' una bici per tutte le strade. Perché scegliere Pedemonte Bike ?Prestazione calibrata sulle misure personali antropometriche e watt; creazione sartoriale con brevetto ; bellezza italiana; prodotto esclusivo; è per sempre, oltre le mode. Serve altro ?! E alla fine con la Pedemonte Altavia è amore infinito, amore senza limiti, potendo passare dalla strada asfaltata a quella off road, senza limitazioni !
La Pedemonte Altavia è la bici che non c'era, la più moderna, è l'evoluzione della bici da corsa; è quello che mancava al ciclismo; è la bici che ha sempre desiderato il ciclista, oltre la bici da corsa.
La Pedemonte Altavia è stata esposta presso all’ADI Museum di Milano 2024 selezionata per il Compasso d’Oro CLICCA QUI. CONSIGLI su come pedalare Gravel CLICCA QUI e CLICCA QUI . Testata anche sul Monte Amiata CLICCA QUI e sulle Strade Bianche CLICCA QUI . E ricordate la regola n.1: e’ il telaio che deve adattarsi al ciclista e non il ciclista al telaio.
Note. Sostituita la vite di fissaggio della serie sterzo leggera con quella in acciaio inox; non stringeva bene, e la serie sterzo tendeva ad allentarsi. Con la vite in acciaio inox è stato risolto il problema. Il test è realizzato in collaborazione con la Pedemonte Bike. Per info e contatti: info@pedemonte.bikeoppure pedemonte.bike@gmail.com( scrivete che siete lettori del blog 😉). Per leggere la 1^ parte del test CLICCA QUI ; per leggere la 2^ parte del test CLICCA QUI ; per leggere la 3^ parte del test CLICCA QUI . Per leggere la prima pagina del diario test Nova Vita Gravel CLICCA QUIPer consultare il sito della Pedemonte BikeCLICCA QUI. Per contatti e preventivi: pedemonte.bike@gmail.com indirizzandola a Sergio Pedemonte. Saluti ciclistici.
IWS SYSTEM: la fasciatura brevettata dalla Pedemonte Bike consente di "cuocere" il telaio a temperature più alte, grazie alla migliore qualità del carbonio, e realizzare telaio rigido come un monoscocca, ma su misura !
Cos'è il Mountain Gravel ? E' un neologismo, che ho coniato per definire il pedalare sui monti o sulle colline, lungo strade sterrate e in terra battuta.
La Pedemonte Altavia esposta all’ADI Museum di Milano 2024, candidata all’assegnazione del prestigioso premio design Compasso d’Oro. E’ l’unica Gravel Bike selezionata per il design, una Race Gravel capace di trasformare ogni superficie in strada ! La selezione è una panoramica del design italiano e anticipa tendenze e novità del settore, aprendo il percorso verso il prossimo Compasso d'Oro, ambito premio, inaugurato nel 1954. L'ADI Design Museum di Milano è la mostra dedicata ai prodotti di design selezionati dall’Osservatorio permanente dell’ADI – Associazione per il Disegno Industriale. Le date dell'ADI Design Index 2024:30 ottobre – 17 novembre 2024 ADI Design Museum Piazza Compasso d’Oro 1, Milano; 25 – 30 novembre 2024 Spazio WeGil – Hub culturale della Regione Lazio gestito da LAZIOcrea, Largo Ascianghi 5, Trastevere, Roma. Tra i premi assegnati negli anni precedenti, nella categoria bici, quelli ad Antonio Colombo per la bicicletta da pista, Laser Nuova Evoluzione della Cinelli e all'Ufficio Progetti della Campagnolo per il gruppo Campagnolo Veloce. Tra i premi assegnati, nelle altre categorie, spiccano quelli alla Ferrari FXX K, alla Ferrari Monza SP1, alla Panda, all'Olivetti Lettera 22, all'impianto frenante Brembo per auto Formula E Caliper, all'Alfa Romeo Giulia. Per consultare il sito ADI CLICCA QUI . Per leggere la motivazione della selezione ADI della Pedemonte Altavia per il design mobilità Clicca qui . Detto ciò, non posso che esprimere la mia personale soddisfazione per la selezione della PedemonteAltavia, già testata e recensita clicca qui . La Pedemonte Bike è una vera e propria "sartoria della bici"; e sul punto mi sembra opportuno citare Karl Kraus : " Oggi è possibile confondere uno scultore con un sarto, perché tutti e due creano delle forme". Nel panorama mondiale composto prevalentemente da telai industriali con misure standard, la Pedemonte Altavia, rappresenta l'ambito livello superiore, il sogno del ciclista evoluto e la selezione con la candidatura al Compasso d’Oro, ne esprime la conferma univoca e meritata. Per contatti e preventivi: pedemonte.bike@gmail.com indirizzandola a Sergio Pedemonte. Saluti ciclistici.
La Pedemonte Altavia esposta a Milano all'ADI Design Museum 2024.
Ringrazio CAMDAUBIKES, distributore per la Spagna, Portogallo ed Andorra di Pedemonte Bike, Revel, Moots, Besv, Ips Yep Components, Nox Composites, e Bikeinside, per avere scelto i miei video test bike, per spiegare al pubblico del prestigioso SEA OTTER EUROPE 2024, i prodotti della Pedemonte Bike, "spremuti" su strada e recensiti sul blog. Buon lavoro. La manifestazione si svolgerà da oggi fino a domenica prossima, a Girona (Spagna). Saluti ciclistici.
Pedemonte Altavia e Pedemonte Mutator RS in esposizione allo stand.
Tempo di nastro nuovo, dopo un estate calda e torrida, "sudata" sulla bici. Ho tolto il nastro vecchio e ispezionato il manubrio e i comandi, per constatarne lo stato. Quindi ho montato il nastro nuovo, scegliendo forse il nastro più famoso della Prologo, il modello Onetouch Neutro, essenziale, senza fronzoli, e con il peso giusto, ma soprattutto realizzato in materiale grippante, per una presa ferma e sicura, in ogni condizione. E' realizzato in Polygrip. Test: Presa sicura e grippante, anche senza guanti (ma lo sconsiglio). Spessore minimo per sentire appieno la presa sul manubrio, ma l'appoggio risulta essere comodo indossando guanti con supporto in gel. Mi raccomando; cambiate il nastro al manubrio, niente è per sempre ! Quando farlo ? Perché ? Sul punto ho scritto questo post CLICCA QUI . Saluti ciclistici.