lunedì 31 luglio 2023

L'invidia del pedalatore italiano, la forcella "modificata" e Dante Alighieri.

Forse un giorno scriverò sulla dilagante umanità deforme, incontrata nella vita; interim, riflettente su questo post.

Uno statunitense, da molti anni in Italia, per lavoro, disse che l'italiano medio è invidioso e senza ottimismo rispetto ai suoi connazionali. Per loro, anche il cameriere sogna di diventare ricco, spesso riuscendoci, e sono felici per il successo degli altri.  Questa è la premessa. 

Vi racconto una storia vera. Un pedalatore italiano aveva acquistato una bici nuova. Qualche giorno dopo chiese ad un altro pedalatore italiano (per distinguerlo lo chiamerò Zelotypus), se la domenica mattina sarebbe uscito con il gruppetto. Zelotypus rispose che non gli avevano ancora finito di "modificare" la forcella avendo deciso di farla "appesantire", per aumentare il peso della bici, troppo leggera a suo dire!!!! Ovviamente era solamente una grottesca scusa che celava l'invidia per la bici nuova del compagno di uscita. Zelotypus  era rimasto l'unico del gruppetto a non avere cambiato la bici. 

Il pedalatore rimase insospettito, conosceva l'astuto e malizioso Zelotypus, rimasto alla storia del gruppetto perché quando cambiava la bici, le sceglieva di colore nero per confondere la moglie! 

Ma c'era un altro motivo che celava l'invidia di Zelotypus per il suo gruppetto. Zelotypus non riusciva più a staccare, ad andare in fuga, ad umiliarli. Come è noto, nella vita tutto cambia; toccava a lui, staccarsi, arrancare in salita e rimanere nella pancia del gruppetto, a succhiare le ruote, ad inventare scuse. Zelotypus non era più il pedalatore invidiato, quello forte con la bici nuova. Zelotypus era miseramente e autenticamente, il pedalatore invidioso e pessimista, a cui era più facile invidiare e piangersi addosso, invece di migliorare la pedalata e non dare importanza a quello che non aveva. Ma v'è di più. Ritengo configurabile nei confronti di Zelotypus, anche la superbia, altro peccato, altro dolore esistenziale. 

Morale. Per questo e per altre cose da me apprese,  posso confermare, che anche l'italiano medio (qui rappresentato dal pedalatore italiano) è effettivamente invidioso e pessimista e negli ultimi anni ne vedo sempre di più aumentando il disagio esistenziale e l'incapacità di vivere con equilibrio e moderazione. Consiglio di praticare il concetto  buddhista di non-attaccamento, secondo il quale non si possiede niente e nessuno; quando ci si libera dell'attaccamento illusorio, si riesce finalmente ad affidarsi all'unica certezza, cioè noi stessi; noi siamo l'unica certezza in mezzo al continuo cambiamento. Niente e nessuno può essere la fonte della nostra felicità, altrimenti creeremo aspettative che verranno sempre deluse. Solo così potremmo essere veramente liberi e non schiavi, finalmente ciclisti nella vita. 

Concludo con una glossa. Dante rappresentò gli invidiosi nella Divina Commedia: " E come a li orbi non approda il sole, così a l'ombre quivi, ond'io parlo ora, luce del ciel di sé largir non vole; ché a tutti un fil di ferro i cigli fóra e cusce sì, come a sparvier selvaggio si fa però che queto non dimora." (Canto XIII). Il padre della lingua italiana raffigurò gli invidiosi con il cilicio e gli occhi cuciti con il fil di ferro, collocandoli nel Purgatorio perché non vogliono guardare la realtà. Sembra che Dante abbia conosciuto solo gli italici, in quanto non è certo che il sommo poeta si fosse recato effettivamente a Parigi. A quei tempi l'Italia non c'era ancora, ma solo Signorie e comuni, ognuno pensava solo agli interessi territoriali, come del resto accade ancora oggi. C'erano però gli italici e Dante li conosceva molto bene e li descrisse nella Divina Commedia, donandoci pagine straordinarie scritte sulla miseria morale! 😉 

Conclusioni. In questi anni ho imparato a conoscere e riconoscere ciclisti e pedalatori ( e le persone). Ci sono ciclisti e pedalatori che non cambiano bici perché sono avari, altri invece non possono permetterselo, ma in tutti e due i casi non lo ammettono, forse nemmeno a se stessi, anzi dicono che il nuovo non è interessante e/o non è migliore, ne parlano male a prescindere e si incazzano quando esce il prodotto nuovo. Ammiro e stimo quelli che invece non acquistano la bici nuova o il prodotto nuovo perché non gli serve o perché non possono acquistarlo, ma lo dicono. E' una questione di stile e di onestà intellettuale.

Come sempre, auspico, siate ciclisti e non pedalatori.  A voi la scelta. Saluti ciclistici.

L'ho scattata a Ravenna ! La conoscete la storia della tomba di Dante Alighieri ? 

venerdì 21 luglio 2023

La bici da corsa è noiosa e snervante...diciamocelo ! #NovaVitaGravel

Con la Pedemonte Altavia pedalo su sassi, pozzanghere, fango e non devo preoccuparmi delle strade rovinate, persino una pozzanghera estiva, diventa un occasione ghiotta per divertirsi e affrancarsi dalle preoccupazioni indotte dalla bici da corsa. Diciamocelo. Ti rendi conto quanto la bici da corsa sia noiosa, si percorrono sempre le stesse strade, e snervante, bisogna rimanere concentrati per evitare di tagliare le coperture o rompere le ruote su buche e sassi. Punto. E' l'amara verità, mai confessata dai stradisti ortodossi ! Riconoscerla farebbe bene al loro divertimento e rimuoverebbe le loro ansie. Liberatevi ed evolvetevi. Le abitudini sono gabbie esistenziali. Siamo solo dei ciclo amatori in cerca di divertimento, in fuga dalla scialba quotidianità; per divertirci ed "andare in fuga" abbiamo bisogno di nuove strade e di un mezzo versatile, più stabile (più sicura in condizioni estreme) e maneggevole. La Pedemonte Altavia è la bici che non c'era, la più moderna, è l'evoluzione più versatile della bici da corsa. Diciamocelo senza ipocrisie e fuori dal "gregge", ma diciamocelo! Saluti ciclistici. 

 

giovedì 20 luglio 2023

Garmin, Polar, Whaoo, preparatore o Leopardi ? Mente lucida in corpo allenato #memoriaciclistica

Mente confusa ? Gambe dure 😉 Se una volta arrivato in cima, non ti ricordi una poesia o chi sei, significa che non sei allenato o in gergo "che non ti arriva più il sangue alla testa". Cambia allenamento o sport. Punto. Quando il pedalatore "boccheggia come un pesce", significa che è "cotto", non è più lucido di mente, farfuglia frasi sconnesse e diventa persino minaccioso. Il motivo è che non ha saputo gestirsi, ma soprattutto non riesce ad allenarsi in modo corretto, sbagliando tutto nella preparazione; accelerando è finito fuori giri, saltando come un gambero (cioè all'indietro), finendo come "il botto a muro" ! Allora non c'è preparatore, Garmin, Polar o Whaoo che tenga, tutto si è sgretolato nella vanità, finendo per diventare la parodia del pedalatore che non sa allenarsi, nonostante i "presidi terapeutici" (preparatore, prodotti energetici) e gli strumenti elettronici, all'ultima moda. Ma allora come capire, senza margine di errore, in modo semplice, se l'allenamento è ottimo ? Lo rispiego in questo video. Vi anticipo: mente lucida in corpo allenato, mente confusa su gambe dure; nessuno può conoscervi meglio di voi stessi e soprattutto ci vuole tanta fatica intelligente per pedalare ottimamente. Siate umili ed imparate, prima di apparire quello che vorreste essere, niente si improvvisa e soprattutto ognuno ha la sua "cilindrata naturale", oltre la quale si finisce nel "lato oscuro", che sconsiglio di travalicare. Un ultimo consiglio. Non  pubblicate sui social, foto/video del ciclo computer che vi consiglia di prendervi una periodo di riposo dall'allenamento ! Non c'è nulla da essere fieri, siete solo inesperti, avete sbagliato tutto e non sapete gestirvi nel carico/scarico. Siete stati bocciati 😉😂. Vi consiglio la lettura di questo post sull'allenamento e recupero CLICCA QUI e imparate almeno una poesia, vi sarà molto utile . Saluti ciclistici.

  

venerdì 14 luglio 2023

Transcordilleras Rally Colombia, what else ! #NovaVitaGravel

Incipit. Quando vedo persone suggestionarsi ogni volta per Giro, Tour e Classiche visti alla TV, quando sento pedalatori raccontare con enfasi le stesse GF, quando sento ripetere che l'Italia è il Paese più bello del mondo, sorrido e penso che i pedalatori sono abitudinari, dovrebbero allargare gli orizzonti e conoscere il mondo. C'è gente che pensa di avere visto o di conoscere tutto del ciclismo ! 

Il mio amico Flavio, dieci volte Prestigio, mi dice “ a Clà quando pedalavi sulle Alpi c'erano ancora le foto in bianco e nero....aooo è passato tanto tempo.... le strade alpine, sò cambiate ! In effetti non ci sono più ritornato; oramai le Alpi italiane e francesi sono invase dal turismo di massa, per me hanno perso l'appeal. E allora ? Segui l'Ikigai.....smetti di pensare e vivi....il senso della vita non esiste...puoi solo dare alla vita il senso che credi...quello che la mattina ti fa alzare dal letto....come la Transcordilleras, Cordigliera delle Ande, rally colombiano, riservato al gravel bike packing, 1055 km, 28.500 metri di dislivello, opzioni no stop - 3 giorni- 8 giorni, strade impervie, salite prevalentemente non asfaltate,  up and down per le Ande e la foresta equatoriale... è un viaggio nella vita condensato in soli 8 giorni....un viaggio culturale......un test di vita reale.....un modo per combattere i demoni che ognuno ha dentro la mente....attraversamento delle Ande come Simon Bolivar....persino una buona "guarigione" ....affrontato con enorme fatica anche da ex corridori professionisti....dove tutti affrontano complicazioni improvvise e devono affrontarle da soli, come accade nella vita..... dove c'è chi corre per godere dei panorami e c'è chi corre per andare veloce e vincere....dove Laurens Ten Dam ex corridore prof, confessa che la bici gravel gli ha restituito l'amore per la bicicletta dopo essersi ritirato dal mondo delle corse su strada di cui era stufo e ne spiega i motivi.....dove lo vedrete mettere piede a terra e cadere per i crampi.... dove Peter Stetina ti spiega come gestirsi in questa competizione infernale.......dove imparerete il modo colombiano di pedalare " Kill or  Die "....dove pur se non salverai il mondo pedalando in lycra potrai pedalare nella giungla....dove "ciclisti del mondo" pedalano con l'anima, lungo terribili strade bianche, peggiori persino di quelle affrontate dagli eroici campioni del passato...dove non c'è assistenza tecnica per ripartire dopo la foratura.... per bere e mangiare ...dove c'è uno straordinario dialogo esistenziale tra il ciclista e la Natura.... dove impari a superare le barriere per ritrovarti più profondamente con se stessi......dove servono forza mentale, fisica ed esperienza anche per caricarsi la bici sulle spalle ed arrampicarsi lungo il versante di un altura e poi montare sulla benda di escavatori per superare strade mostruose interrotte da lavori....dove si rispetta l'avversario...e dove l'avventura termina  in un grande e sincero abbraccio... perché la Transcordilleras è una folle storia condivisa ! L'insegnamento è se riesci a finire le tappe dopo 13/14 ore per otto giorni di fila, poi, nella vita, ce la farai comunque ! Serve altro ?! 

Ricordiamoci che non abbiamo visto tutto quello che c'è da vedere e da vivere ... non accontentiamoci..... esistono luoghi del Pianeta Terra che noi ciclisti non immaginiamo ! Viviamoli ! Tutto è in movimento; tutto cambia ! Ci sono competizioni gravel estreme, come la Transcordilleras Rally Colombia, che al confronto la Paris Roubaix, diventa una corsa "normale". Spero di riuscire ad allargare gli orizzonti, stimolare la fantasia, migliorare l'essere ciclista. Il ciclista più felice è quello che viaggia con la bici nella valigia ! Il ciclista è oltre la TV ! Il ciclista è un viaggiatore senza la paura dell'ignoto. Siate ciclisti e non pedalatori. 

Per il sito ufficiale del Rally CLICCA QUI . Per la traduzione : clicca guarda su You Tube - sottotitoli - traduzione automatica - italiano. Saluti ciclistici. 

mercoledì 5 luglio 2023

Test bike indipendente: Campagnolo Levante. WORK IN PROGRESS. #NovaVitaGravel

Salta fino a 15 centimetri, sul cerchio con canale interno largo 25 mm e alto 30 mm da 700 C si possono montare tubeless o copertoncini con larghezza da 38 mm a 59 mm, è compatibile con tutti i pacchi pignoni in commercio, grazie al corpetto Campagnolo N3W (pacco pignoni Campagnolo 11/12 e 13 velocità, Shimano 9/10/11 e Sram 10/11 e 12) e per il futuro con tutte le future cassette, cerchio in carbonio monolitico con un solo punto di giunzione della fibra, è lucido come uno specchio nero (processo di stampaggio utilizzato per le ruote da strada, Bora Ultra TWO), cerchio mini hook Campagnolo (maggiore sicurezza ad alte pressione con coperture piccole, compatibile con ogni pneumatico e dimensione, no effetto "lampadina", più stabile e aderente e soprattutto si eliminano i problemi  di tenuta del cerchio Hook, utilizzabile invece solo con determinati pneumatici e soggetto all'obsolescenza programmata), mozzi monolitici in alluminio nero con sistema tradizionale Campagnolo cono/calotta ( registrabile), peso ruote test 1485 grammi e......... su strada come va ? 

Test su strade asfaltate e non asfaltate. La Campagnolo Levante sembra una ruota da strada, in termini di reattività e rigidità torsionale, è incredibile, ma è più stabile e confortevole, grazie all'utilizzo di coperture più larghe ( testate con tubeless Pirelli Cinturato M Gravel largo 40 mm nominale, più di 43 mm reale); la sensazione di maggiore sicurezza, è straordinaria e rassicurante, in ogni condizione estrema, come curve tecniche a gomito, fatte a tutta, in discesa, acqua, fango, ghiaia, e piccole rocce, terra e sabbia compatta. La Campagnolo Levante morde la strada senza timore reverenziale, macina sassi, si aggrappa ovunque è consentito dalla copertura e dal "manico" del ciclista. In salita, la ruota si comporta come una ruota da strada, quindi scatto secco sui pedali, ma in più sale su strade sconnesse e ripide, rimanendo in sella per dare massima spinta e presa sul posteriore. E' una ruota sostanzialmente ibrida, adatta alla elevata prestazione race della Pedemonte Altavia, la race gravel su misura del marchio artigianale italiano; la Pedemonte Altavia test è una bici da corsa con ruote gravel, quindi perfettamente adatta anche alla strada asfaltata. La Levante è testata con il sistema freni a disco Campagnolo Ekar, combinazione ideale. Fino ad oggi la Campagnolo Levante ha dimostrato un ottima resistenza allo stress delle strade off road ( tensione raggi - peso ciclista 60 kg - bici poco più di 8 kg).  La pressione di utilizzo è determinante per la sicurezza e la prestazione, quindi non superate mai la pressione consigliata dal produttore del pneumatico, e comunque quella suggerita dalla Campagnolo nelle Tabelle di compatibilità CLICCA QUI . In generale la pressione limite è variabile in funzione della larghezza del pneumatico: più sarà larga e meno alta dovrà essere la pressione di utilizzo. Contro vento ?  Sarà che la ruota prende nome dal vento orientale portatore di piogge e freddo, la Campagnolo Levante è divertimento vero, la ruota anteriore è sostanzialmente insensibile al vento laterale e frontale, con la gamba allenata e posizione aero (braccia e gambe strette, schiena arcuata, non ingobbita, il ciclista è il fattore aerodinamico più importante), si pedala facile, e la cosa mi sorprende, rispetto a tutte le bici e  ruote da corsa testate, fino ad oggi, invece più sensibili a Eolo ! La Campagnolo specifica che la Levante è stata progettata esclusivamente per bici del tipo " da corsa" ed è adatta  per percorsi asfaltati e fuori strada con salti non superiori a 15 cm, quindi di fatto, è compatibile anche con bici da corsa di ultima generazione. Penso che la bici gravel, soprattutto quella del tipo race gravel, come la Pedemonte Altavia, sia più adatta all'uso di un ciclo amatore moderno, massima prestazione e versatilità con più stabilità e comfort rispetto alle bici da corsa di ultima generazione troppo estreme e specifiche per un dato segmento stradale. La bici gravel è la bici che non c'era, la più moderna. Allargate gli orizzonti. Le Campagnolo Levante sono testate con il gruppo Campagnolo Ekar, per il test CLICCA QUI  e la bici Pedemonte Altavia per il test CLICCA QUI

Nel test sono stati scelti Pirelli Cinturato Gravel M ( per percorsi misti), da 40 mm nominali, 44,5 mm montati sul cerchio con canale interno da 25mm ( 1 kg di peso totale) .Per i consigli su come pedalare con la gravel CLICCA QUI 


Consiglio. Come controllare il liquido anti foratura nel tubeless senza dovere smontare la valvola ? Muovete la ruota e ascoltatela; in assenza dello sciabordio aggiungete 60 ml ( di solito ogni 3/4 mesi). 

Pagella Campagnolo Levante: estetica: 10 + ( made in Italy); rigidità torsionale 10; reattività: 10; scorrevolezza cuscinetti 8,5; stabilità e maneggevolezza: 10. 

Info su gomme e ruote gravel.  

1) Copertoni tassellati per terreni misti.

Tassello trasversale al senso di rotazione = ottima tenuta di frenata; minore scorrevolezza.

Tassello longitudinale al senso di rotazione = ottima grip e ottima scorrevolezza.

Spaziatura tasselli = necessaria per terreni fangosi, scarico del fango e gomma pulita, migliora grip ad ogni rotazione.

Buon compromesso: tasselli centrali longitudinali e ravvicinati = ottimo grip e ottima scorrevolezza sull'asfalto. Tasselli laterali spaziati e pronunciati (alti) = ottima penetrazione della gomma nel terreno ( specialmente in curva) e permette di pulizia dal fango. Massima polivalenza, tenuta sulle curve in sterrato.

2) Copertoni scorrevoli per terreni compatti.

Tassellatura centrale più ravvicinata e bassa = maggiore scorrevolezza anche su asfalto e grip su sterrato compatto asciutto. Ottimi per terreni sterrati con fondi regolari e polverosi.

Tasselli bassi = maggiore superficie di contatto e buona trazione e tenuta in frenata.

Tasselli laterali = ottima tenuta di curva sterrate.

Più leggere ma meno protette.

Ruote gravel.

700 C per coperture sezione 34/35 mm – 40/42 mm

650 b per coperture sezione 42/45 in su

Diametro ruota quasi uguale in termini di diametro, cambia volume gomma e sezione; se aumenta la sezione della gomma, il diametro della ruota aumenterà.

700C : minore impronta a terra, peso inferiore, scorrevolezza, veloce e rapida nei cambi di ritmo; in discesa il minor volume consente maggiore guidabilità; comfort minore e minore assorbimento, maggiore pressione, minore grip.

650b: volume maggiore gomme, maggiore impronta sulla terra, peso maggiore, pressioni inferiori ( + comfort e grip), minore scorrevolezza e meno veloce, adatta per sentieri e terreni tecnici.

Larghezza canale interno. Il 17-21 mm inadatto per gomme 34-35 mm in su; necessario canale 24-25 mm per avere un supporto spalla gomma maggiore, e precisione di guida.

Con la 650 B meglio una gomma più scorrevole. Con la 700 C meglio una gomma più tassellata epr avere più grip.

Trend. 700 C con coperture più voluminose per pressioni di esercizio più basse ( maggiore comfort e grip) e ruote con canale largo per ospitare gomme più ampie.

DIFFERENZA CERCHI HOOKLESS e MINI HOOK. I cerchi Campagnolo Levante, 2 way Fit ( per copertoncino e tubeless) altezza profilo 30 mm, raggi in acciaio, corpetto Campagnolo N3W ( si possono montare pacco pignoni 9,10,11,12 e 13 Campagnolo), compatibile con pneumatici da 38 mm a 59 mm, in carbonio, oltre ad essere specifici per il gravel e non solo (canale interno cerchio largo 25mm), sono Mini Hook, una soluzione specifica brevettata dalla Campagnolo per garantire compatibilità ottimale con tutti i modelli di tubeless ( e copertoncini) in commercio, e la tenuta ottimale alla diverse pressioni di utilizzo. In pratica il mini hook brevettato dalla casa vicentina ha il bordo del cerchio, più basso, ciò consente una pressione più bassa, quindi comfort e scorrevolezza/grip maggiori, oltre ad una struttura più resistente e alla riduzione delle deformazioni e degli sforzi a cui è sottoposta la struttura dello pneumatico nella zona di contatto con il cerchio.  Questo cerchio è preferibile rispetto a quello standard Hookless il quale non avendo il bordo del cerchio a forma di "uncino", necessita di una perfetta dimensione del pneumatico, con errati accoppiamenti è inevitabile l'aumento della probabilità della stallonatura, si può usare solo con pneumatici indicati dai costruttori, obsolescenza programmata per mancanza di pneumatici, richiede pressioni troppo basse di utilizzo e non tollera pressioni di utilizzo maggiori, spesso raggiungibili anche per le alte temperature e gli impatti; convengono invece ai produttori perché fanno prima a produrli e a costi più bassi ( meno materiale e minore  tempo di costruzione). Saluti ciclistici. 


  

 
                                                             Le coordinate Cima Ekar dove è "nata" la Campagnolo Levante 

Test bike indipendente: Campagnolo Ekar ( work in progress) . Consigli su come pedalare gravel. #NovaVitaGravel


  
 

Consigli tecnici. Generalmente è meno impegnativo assemblare un gruppo Shimano, quindi per il montaggio del Campagnolo Ekar rivolgetevi ad un meccanico specializzato ovvero autorizzato Campagnolo.  Con il gruppo testato composto dalla mono corona da 40 mm, pignoni 10/44, pedivella da 165 mm ( più corta rispetto alla 170 usata con la bici da corsa) e pedali con perno ridotto (52 mm), pedalo agile, più facilmente e dispongo di una scala di rapporti ampia (10-11-12-13-14-15-17-20-23-27-32-38-44), meno leggera, ma ideale per chi pedala prevalentemente in salita e nei percorsi impegnativi gravel. Le 13 velocità sono utili e gestibili imparando che i salti sono piccoli per i primi sei pignoni, mentre i salti aumentano nella seconda metà con i pignoni più grandi. Il Campagnolo Ekar in test, nella prima fase ha dato problemi di registrazione, ma è fisiologico perché il filo/guaina si deve assestare, succede con tutti i gruppi meccanici. Qualche consiglio. Fondamentale che il forcellino del cambio sia dritto (fatelo controllare dal meccanico con l'apposito strumento che si usa con il cambio smontato; andrebbe fatto prima del montaggio). Quando sferraglia: lasciate la catena sul rapporto "rumoroso" fino a quando registrerete il cambio ( allora non farà più rumore); agire solamente sulla apposita rotellina posteriore del cambio (registro di tensione), girandola con la mano (no cacciavite). Se la catena ha problemi a scendere, significa che bisogna diminuire la tensione del cavo. Per aumentare la tensione del cavo, è necessario svitare il registro di tensione girando in senso antiorario. Per diminuire del tensione del cavo, bisogna invece avvitare il registro di tensione, girando in senso orario; girare lentamente, mezzo scatto alla volta, fino a quando la catena non farà più rumore, e la catena sarà salita o scesa dal o sul pignone diverso. Montare in sella e continua a pedalare. Occorre mantenere pulita la trasmissione altrimenti diventa rumorosa con la "grassa" sporcizia e la cambiata ne risente; le tolleranze/spazi con le 13 velocità sono ridotte al minimo. Controllare il serraggio del cambio sul telaio; l’eventuale allentamento, oltre ad essere ⚠️ pericoloso, causa il peggioramento nella cambiata. La frizione nel cambio è permanentemente innestata per una maggiore affidabilità della ritenuta della catena e un minimo rumore di funzionamento, può essere bloccata in avanti per una facile rimozione della ruota. Dischi da 160 sull'anteriore e 140 sul posteriore,  spessore da 1,85 mm, quindi superficie più ampia sull'anteriore per una maggiore dissipazione del calore perché si frena maggiormente con l'anteriore; i dischi si surriscaldano molto sulle lunghe ed impervie discese, per questo quelli dell'Ekar sono in acciaio temprato e non in alluminio, qualche grammo in più di peso, a fronte di una maggiore resistenza all'usura e alla deformazione indotta dal calore, ma anche questo sarà verificato su strada. 

NOTE. Il cambio in fase di rodaggio necessita di registrazioni fino all'assestamento della guaina/filo (è fisiologico con i gruppi meccanici). Vista la mia capacità di andare in agilità, ad alta frequenza di pedalata, la pedivella più corta da 165 mm,  la mono corona da 40 e il pacco pignoni 10/44 (11,12,13,14,15,17,20,23,27,32,38,44), sono ideali, ci salgo ovunque, e con velocità; ottimo compromesso. 

Come frenare: forte e ad intervalli, per fare raffreddare dischi e olio e non vetrificare le pastiglie con le alte temperature; non bisogna mai frenare continuamente e più di qualche secondo, altrimenti si rovinano dischi e pastiglie e la forza frenante diminuisce; spolverare le pastiglie organiche e non toccate i dischi dopo la frenata, (manteneteli puliti e sgrassati). Ribadisco. I freni a disco (forse) sono necessari per la bici gravel (per consentire montaggio ruote e pneumatici larghi, maggiore forza frenante per situazioni estreme e trasporto borse da viaggio, limita, ma non risolve, il problema del fango tra forcella e ruota), ma non sono necessari per la bici da corsa. Impugnatura ed ergonomia delle leve dei comandi ottima per le mie mani; il pulsantino con la nuova forma, è molto utile quando si cambia, in presa bassa. Occorre allontanare la levetta più piccola collocata sotto la leva del freno più grande destra, altrimenti, quando la si usa per fare salire la catena, tocca quella superiore e non torna alla posizione iniziale; per regolarla inserire una piccola chiave a brugola nel foro. Il collegamento tra lo spider e i dischi dei freni è flottante, quindi se si tengono i freni tirati e la bici ferma, e si va avanti  ed indietro, si sente un gioco; è normale, serve per migliorare la frenata: ciò permette, in caso di leggera deformazione della pista dovuta al calore,  di autoallinearsi tra le pastiglie. Essendo l'Ekar destinato all'uso gravel è stato costruito in modo tale da resistere alle contaminazioni all'interno dei componenti ( acqua, polvere, fango) e resistere di più all'usura, quindi si può lavare senza problemi, ma senza utilizzare il getto a pressione dell'acqua ( quello dell'auto lavaggio). Il serraggio delle ruote disc ( road e gravel), si allenta leggermente, con l'uso intenso, come accade con gli sganci rapidi delle ruote rim; controllatelo regolarmente. Residui delle pastiglie a contatto con i dischi possono provocare rumori che cessano con una pinzata forte o continuando a pedalare. Mantenente la trasmissione pulita, migliora il funzionamento e il "suono" della catena e dei pignoni.  

Pastiglie Campagnolo DB310. Sono utilizzate dalla Campagnolo per freni a disco, road e gravel e vengono realizzate con una mescola organica composta da resine e gomme naturali. Pregi: meno rumore, meno usura del disco, buon comportamento a freddo e non hanno bisogno di un buon rodaggio, funzionano meglio con la pioggia rispetto alle altre tipologie, frenata modulabile. Difetti: rispetto alla pastiglie sinterizzate e metalliche non hanno una elevata resistenza alle alte temperature, non dissipano ottimamente il calore, per questo si vetrificano più facilmente a seguito per esempio di una prolungata ed impegnativa frenata ( esempio in discesa), si consumano più facilmente, rispetto alle pastiglie sinterizzate e metalliche che invece sono più abrasive e quindi riducono la durata del disco e sono (più) rumorose.  Consiglio la visione di questo video CLICCA QUI . Durata. Tanti km di dislivello e tanti km di discese veloci: pastiglie posteriori sostituite dopo 9 mesi, mentre quelle anteriori, dopo un anno. 

Durata catena. Tutto dipende da come pedali, da come tieni pulita e da come e con che cosa lubrifichi la catena, ma la catena Ekar è resistente o lo è di più di una catena per bici da corsa. La catena Ekar e’ resistente all’usura se pulita regolarmente. Per sapere quando sostituirla CLICCA QUI

Come si monta la catena Campagnolo Ekar 13 speed 

 

Attenzione. Con la catena posizionata sul penultimo pignone più grande, la distanza tra la punta della rotellina del cambio e la punta del pignone più grande, non deve essere superiore a 3 mm, qualora fosse maggiore avremo un cambio più lento, nel caso in cui invece tale distanza fosse minore avremo un cambio rumoroso. In questi casi occorrerà agire sulla vite H che si trova sulla parte alta del cambio, quella più a sinistra. Questo perché la gabbia del cambio Ekar è lunga. 

 

Uso la lubrificazione con cera Effetto Mariposa. Comparando l'uso su segmenti stradali misti (bitume, fango, sabbia e ghiaia) percorsi con la catena Ekar, rispetto a quello su strada asfaltata con la bici da corsa, ho constato che la durata della lubrificazione sulla catena Campagnolo Ekar è minore. Sconsigliato olio sintetico per evitare di imbrattare dischi e sporcare di più la catena. 

Campagnolo Ekar è destinato all'uso gravel ed endurance . 

Test su strada asfaltata e non asfaltata. In presa bassa il pulsantino laterale del comando destro è facile ed intuitivo da usare. Leve morbide e comode quando si frena; frenata potente, ma quasi equilibrata poiché la ruota posteriore derapa in fase di frenata molto forte; frenate maggiormente con il freno anteriore anche se non siete mancini oppure fate invertire i comandi, altrimenti si può derapare e consumare di più le pastiglie posteriori; per questo motivo, il disco posteriore da 140 mm, dopo frenate impegnative su discese molto veloci, riscalda di più del freno anteriore da 160 mm; il diametro è inferiore e quindi il calore si dissipa di meno. Dopo frenate impegnative i dischi sono più caldi delle piste frenanti delle ruote per freni tradizionali. I dischi tendono a storcersi leggermente e fanno rumore. La cambiata è precisa e rapida, ma occorre registrarlo perfettamente, altrimenti il funzionamento può essere lento e non preciso; occorre regolarlo periodicamente. La catena 13 velocità più sottile, lavora su spazi ridotti. Se si mette  la bici sul cavalletto e si guarda la catena posizionata sul pignone 38 e soprattutto sul pignone 44 (mono corona 40) è evidente come la catena sia leggermente obliqua, non perfettamente perpendicolare. Motivo per cui, se il cambio non è registrato bene oppure ci sono problemi tecnici, la catena sul 38 ma soprattutto sul 44, fa rumore: tredici velocità sono tante, quindi spazi stretti e tolleranze micron ! Può capitare che il rumore della catena si sposti dai pignoni più estremi ( 44-38) a quelli centrali, in questo caso, la catena può scendere male o non scendere e sferragliare. Tutto dipende dalla regolazione da fare secondo il manuale di istruzione, e la cosa non è semplice, per ciclisti o per meccanici che vanno di fretta e non  disposti ad aggiornarsi sul prodotto. Ad oggi non ci sono richiami ufficiali Campagnolo, quindi la cosa va risolta solamente con un ottimo meccanico o rivolgendosi ad un Campagnolo Pro shop. Per il gravel/endurance è preferibile il gruppo meccanico, come il  Campagnolo Ekar, in quanto non essendo elettronico, è molto resistente, senza batterie e circuiti elettrici, non occorre ricaricarlo, quindi può essere utilizzato illimitatamente, soprattutto in luoghi impervi, dove non sia disponibile la corrente elettrica. Un circuito elettronico ha più limiti di un meccanismo "meccanico". Non dimentichiamolo. 

Il movimento centrale è dotato di sistema di protezione delle sfere in acciaio interne, dallo sporco, tipico dell'uso gravel, tuttavia è possibile installare after  market movimento centrale Ceramic Speed. Il Campagnolo Ekar è testato con ruote Campagnolo Levante ( per test CLICCA QUI) e con la bici Pedemonte Altavia ( per test CLICCA QUI ). 

Considerazioni generali. Il mercato propone prodotti sempre più estremi, quindi occorre accettare che tutto non funzioni perfettamente e semplicemente ovvero in modo semplicemente perfetto, come molti prodotti che il mercato oggi non vende più. Se non si è disposti a usare prodotti di qualche anno fa, perché si trovano più gratificanti le novità, per sentirsi "aggiornati" e alla "moda", dobbiamo accettare anche tutte le conseguenze dello sviluppo tecnologico, il quale propone prodotti sempre più costosi e complicati da gestire e manutenere. Le novità non sono sempre migliori. I clienti possono diventare inconsapevolmente "portatori di feedback", dai quali le aziende attingono soldi e consigli utili per lo sviluppo. E poi, ci sono prodotti "nuovi" che non saranno mai perfetti, come i freni a disco. Mi fermo qui. Anzi no. 

Il motivo perché consiglio il cambio meccanico e non elettronico, soprattutto per il gravel è semplice: il cambio elettronico con una buca può andare in blocco, in auto protezione; la batteria può andare fuori uso. Dunque è impensabile utilizzarlo sui percorsi accidentati, fatti di sassi e buche. Inoltre il cambio elettronico è sconsigliato anche per il bike packing e per le gare ultra cycling  per evitare di rimanere con la batteria scarica; nelle gare di endurance, non si dorme la notte per arrivare prima al traguardo, figuriamoci se è possibile rimanere fermi in attesa della ricarica o cambiare percorso per cercare punti di ricarica ! Il cambio meccanico è ancora il più affidabile, il più adatto alle condizioni di utilizzo estreme e quando si pedala fuori da zone "confort zone". Saluti ciclistici.

 

Consiglio di ingrassare e serrare a croce ( 8 Nm) con chiave dinamometrica professionale le viti della guarnitura per evitare scricchiolii soprattutto in salita; l'ho fatto utilizzando chiave dinamometrica Effetto Mariposa Giustaforza 1-15 Nm ( il test è pubblicato sul blog)