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sabato 24 ottobre 2026

Pedemonte Rivëa, quando Il carbonio diventa arte italiana.

Con Pedemonte Bike è l'uomo autore dell'idea realizzata con arte e la tecnologia è al servizio della sua idea originale. Un concetto umanistico, di matrice rinascimentale, che riporta l'artigiano (e l'uomo) al centro del mondo e del fare. Un dialogo fitto e misterioso tra pensiero e tecnologia, tra manualità e arte, tra competenza e sviluppo tecnologico, realizzato in una tela composta da centinaia di filamenti in carbonio. Quando la bici italiana diventa arte non c'è paragone che tenga. Oggi vi presento una nuova "tela" d'autore italiana. 

Pedemonte Rivëa è il nuovo telaio, per strada asfaltata, fatto completamente a Genova, incastonato con particolari d'autore esclusivi, come per esempio le parti strutturali in titanio. La Pedemonte Rivëa (in ligure significa riviera), è l'immagine dello spirito ligure, composto in una mirabile tela d'arte in carbonio, il perfetto ed esclusivo abito su misura del ciclista, il cui nome è tributo alla Riviera Ligure, quindi ispirata al colore unico del suo mare che bagna un tratto di costa composto da sfumature variegate e indefinibili, come appunto la colorazione unica della Pedemonte Rivëa. E l'artigiano che ha eseguito questa opera d'arte moderna, pensata dal designer della Pedemonte Bike, è il maestro del carbonio, Sergio Pedemonte, l'uomo che plasma la materia, rendendola personale con le misure e il wattaggio del ciclista e quindi unica; il ciclista appunto, il centro del progetto su misura Pedemonte Bike. I telai Pedemonte Bike sono realizzati anche dagli artigiani del carbonio che compongono il Team Factor. 

Le immagini sono state riprese oggi, durante l'evento Make Faire Rome. Sergio Pedemonte era lì con parte dei suoi strumenti professionali, una bottega mobile delle creazioni Pedemonte Bike e PMT Compositi, allestita dagli organizzatori dell'evento, non a caso, accanto alla Dallara Strada, altra straordinaria creazione italiana in carbonio, assemblata a mano, un esemplare alla volta, proprio come le opere Pedemonte Bike. Approfittatene per incontrare Sergio Pedemonte e vedere la Pedemonte Rivëa dal vivo; oggi si chiuderà l'evento. 

Ecco la Pedemonte Rivëa e altre creazioni presentate al pubblico nella "bottega" d'arte mobile Pedemonte Bike - PMT Compositi...

 
              I particolari strutturali in titanio.                     Alcune fasi della esecuzione del progetto su misura

 
              La Dallara Strada e la Pedemonte Mutator       Pedemonte Rivëa nella bottega mobile      

  Alcuni degli strumenti professionali utilizzati da Sergio Pedemonte
Sergio Pedemonte "da del tu" al carbonio: ruota in carbonio per timone barca 

                Le pinne professionali da competizione realizzate da Sergio Pedemonte (PMT Compositi)
                              Il cofano di una Hyper Car in carbonio creato da Sergio Pedemonte
                                                                                                                                  

La Pedemonte Rivëa è realizzata nella versione con carbonio Torayca T800 (HM) e M46JB (HM) e nella versione RS, con carbonio Torayca T1100G (UHM), quest'ultima più rigida torsionalmente e più leggera di circa 300 grammi, per ottimizzare maggiormente la potenza spinta sui pedali e rendere più veloce lo sforzo atletico. Scatola MC in versione BB386 o T47 in titanio, compatibile con pneumatici larghi 35 mm, forcellini posteriori in carbonio UDH, fasciatura in Torayca T800 e T1100 G ( Rivëa RS), applicata e cotta nell'autoclave con tecnologia IWS brevettata dalla Pedemonte Bike (cottura a temperatura più alta per rendere il telaio fasciato coeso come un monoscocca, ma su misura), forcella e reggisella prodotti dalla Pedemonte Bike. E' un telaio unico e originale nella forma oltre che nella sostanza, un autentico prodotto artigianale italiano.

Glossa a margine. I sogni fanno un grande giro, ma poi ritornano. Quando iniziai a pedalare sulla bici da corsa in acciaio di mio padre (era una taglia più grande), avevo 10 anni. Roma- Ostia fu il mio primo allenamento, la mia prima emozione, il " battesimo". Mio padre mi seguiva con il motorino Piaggio Ciao gridandomi “ Non Mollare”, mentre pedalavo contro vento, con i piedi nelle scarpe con tomaia forata, inseriti nelle gabbiette, con la pelle pizzicata dalla lana della maglia del team e della calzamaglia con fondello in pelle di daino. Dicono che quello che farai da giovane non lo dimenticherai, farà parte di te, e lo farai meglio. Non lo so se è vero, ma pedalare è come respirare, e quel “non mollare”, è diventato “non mollare mai”, continuo a portarlo dentro la mente, come lo portai sulle Alpi, gli Appennini, passando sull'Etna, pedalando senza computer, senza telefonino, senza navigatore... e poi ancora nella carriera universitaria, nella vita professionale, ed ogni volta, che ancora oggi, c'è da arrivare in cima, e allenarsi con il cuore in gola, spingendo con la mente, per alzare l'asticella del livello della prestazione e per sentirmi più vivo.

Ne parlo, perché in quel tempo, erano gli anni '70, i corridori professionisti, i corridori che passavano di categoria, e chi pedalava al livello superiore, si facevano realizzare, il telaio in acciaio, su misura, dagli artigiani del Nord Italia, dove nacque la bici italiana diventata la più famosa nel mondo. Poi le cose sono cambiate, con l'avvento del primo telaio in carbonio inventato dalla statunitense Exxon (Clicca qui), e la successiva produzione industriale, ha introdotto la bici in stile pret a porter, con misure standard, e produzione di serie, ed oggi, le prestazioni sono diventate uguali, tutto uniformato anche nelle forme, tanto che se pedalassero bendati, non saprebbero distinguere un modello dall'altro. Prestazioni marginal gains, incrementi marginali ad ogni successivo modello, ma che non fanno diventare una bici migliore dell'altra, tanto che consiglio di scegliere quella che più vi piace, non sbaglierete mai. Ci siamo livellati nella massificazione, scegliendo telai da “consumare” in una o due stagioni, ipnotizzati dall'acquisto compulsivo, convinti di essere diventati esperti, ma del “nulla”. 

Ma i sogni fanno un grande giro, e poi ritornano per realizzarsi; e così da qualche anno, ho avuto l'onore e l'emozione di pedalare su telai eseguiti, solo per me, sulla base delle misure e watt personali, dalla Pedemonte Bike, ed è tutto cambiato, ho sentito la bici diventare parte di me, non solo nella sostanza della performance. E quel sogno di pedalare sul telaio su misura si è finalmente realizzato. I miei test bike Pedemonte Bike, scritti sulla strada, hanno consigliato tanti ciclisti passati al livello superiore, fermo restando che i telai di serie con misure standard hanno buone prestazioni, si, ma buone prestazioni e livello superiore, sono parametri molto differenti, al netto del marketing che illude le menti. Saluti ciclistici. 

Per essere chiari

domenica 11 ottobre 2026

Nannupgravel 2026 - Campionato del Mondo Gravel 2026. #NovaVitaGravel

Premessa. Ripeterlo giova. Nell’era marginal gains i giochi sono fatti ! Le prestazioni sono buone e livellate con incrementi marginali, quindi non troverete differenze sostanziali nella prestazione pura! Oramai tra modelli diversi di telai di serie, con misure standard, ci sono differenze impercettibili dal pedalatore e dal ciclista, già di per sè, confusi dall'effetto gregge e dall'effetto placebo; se li bendassero non saprebbero riconoscere un modello dall'altro. Solo un tester esperto potrebbe rilevarle e comunque non hanno incidenza nelle performance amatoriali. Le prestazioni sono effettivamente simili, se non uguali, sia per bici strada asfaltata, sia per bici Gravel. Quindi non vi fate film mentali e scegliete quello che più vi pare e piace,  non c'è un modello migliore degli altri. Top, de che ? De cosa? Mi premeva fare questa premessa per i lettori che nel 2026 sono ancora "assetati" di test bike! Test bike de che !!! Lasciate stare, non serve più. Gli anni 80 e 90 del secolo scorso sono finiti. Aggiornatevi. Tutto è cambiato! Il filone test bike è estinto, come i dinosauri; provato un telaio in carbonio hai provato anche gli altri. Oggi il vantaggio è potere scegliere il telaio in carbonio prodotto in serie con misure standard, in base a quello che più vi pare...storytelling marketing - heritage marketing /brande storytelling -effetto placebo, persino effetto gregge, non serve altro. Lo ripeto ancora, la prova su strada dei telai con misure standard fabbricati in serie è superflua ed illusoria. Allo stato dell'arte, la vera sfida, è: telai in carbonio, su misura, artigianali, e telai in carbonio, con misure standard, prodotti in serie dall'industria, sia Gravel, sia bici da strada asfaltata. La scelta è tra prestazione standard, buona per tutti, e quella personalizzata, quindi unica, irripetibile. Tutto il resto è noia. Che poi non è una novità, ma un ritorno al passato, quando i corridori professionisti si facevano costruire il telaio in acciaio, su misura. Nel 2026 il livello assoluto e’ oltre la produzione di serie, è personale. I prezzi? In linea tra loro. 

Il terreno australiano della Nannunpgravel 

Fatta questa premessa, veniamo al campionato del mondo Gravel 2026, circuito UCI, che quest'anno si svolgerà in Australia, a Nannup. Le caratteristiche del percorso sono 144 km con 3.713 metri di dislivello per gli uomini élite e 125,6 km con 3.179 metri di dislivello per le donne élite; l'80% del fondo è sterrato. Sarà fondamentale gestire lo sforzo ripetuto sulle diverse salite dislocate nel percorso. Ricordo ai profani che lo sforzo richiesto ai corridori Gravel è maggiore rispetto a quello dei loro colleghi settore strada asfaltata. La conformazione del terreno è diversa, il ritmo gara rimane alto, ma sulla ghiaia le cose si complicano. Le date sono 10 e 11 ottobre. E ci sarà anche la Pedemonte Altavia. Dal punto di vista di tester veterano dichiaro che partecipare al campionato del mondo Gravel @nannupgravel2026 con la @pedemonte_bike Altavia e’ un netto vantaggio rispetto agli altri corridori “costretti” ad adattarsi a telai prodotti con misure standard; come ho ampiamente spiegato, la Pedemonte Altavia è in carbonio, eseguita solo su specifiche del cliente: misure antropometriche, watt e modo di pedalare; è una macchina da competizione a pedale, autenticamente fatta a mano, a Genova, un valore aggiunto ed esclusivo. Gareggiando con la Pedemonte Altavia si parte “facile”, certamente, ma ci vogliono sempre gambe, cuore, manico e coraggio per arrivare al traguardo e non essere fatti a "pezzi" dal gruppo e "sverniciati" dagli altri corridori. In una gara internazionale il ritmo è devastante e ci saranno sempre "più pesci a boccheggiare per mancanza di ossigeno".

                                                              Video Ufficiale della Gara Mondiale. 

Segnalo la pagina ufficiale della competizione mondiale CLICCA QUI  , la pagina UCI riservata all'evento CLICCA QUI , la pagina INSTAGRAM Nannupgravel dove seguire l'evento in diretta/differita nelle storie CLICCA QUI  (per chi ha l'account Instagram), le dirette on demand  QUI   , sperando che  la SBS, decida di trasmetterle anche fuori dall'Australia.  




La scelta Tubeless e’ fondamentale sbagliarla significa perdere chance vittoria o piazzamento o non arrivare a traguardo. In linea di massima: over 50 mm più stabile, comoda sulle lunghe distanze, più veloce ma con bici lanciata, per effetto volano, ma meno leggera e meno reattiva su salite dure in percorsi misti o con salite dure e agile nello scartare insidie, penalizza con il fango e ci vogliono telai specifici meno leggeri, ideale per strade impervie e le accidentate, per percorsi da MTB ; under 50 bici più agile, leggera e simile alla bici da strada asfaltata; 50 mm la soluzione ottimale per più grip, stabilità, comfort, effetto volano, il migliore compromesso per strade molto accidentate ed impervie. Soluzione per percorsi misti veloci, ma senza salite dure con fondo compatto e fango: 45 mm. Portarsi sempre la spatola per rimuovere fango. La Pedemonte Altavia può montare fino a 50 mm e c’è abbastanza spazio per non fare incastrare fango. Sconsiglio telai over 50 mm perché sono meno leggeri e in salita telaio+forcella +tubeless over 50 m = zavorra spreca watt ! Usateli solo se pedalate nei percorsi ultra impervi e con poco dislivello e se fate Bike packing .  Attenzione larghezza canale interno cerchio Gravel : più e’ largo più la carcassa tubeless si adagia e si espande diventando più performante. Ovviamente più il canale e’ largo più la ruota pesa e quindi aggiunge peso al totale e la ruota diventa meno reattiva . E il tubeless montato spesso è maggiore della larghezza nominale, e la differenza può dipendere sia della larghezza del canale del cerchio, sia dalla carcassa. Occhio alla conformazione della tassellatura Tubeless . Meno alti meno grip più scorrevoli sull’asfalto. 
La scelta Tubeless per il Campionato del Mondo UCI Gravel 2026 con previsioni meteo pioggia.☔️ 
Dal mondiale Gravel 2026 @nannupgravel2026 un altro feedback. I miei test non sbagliano mai 😉

Gara e feedback. E’ stata una battaglia mondiale gravelliana all'ultima zolla di terra, sbuffo di sabbia, sasso alzato .. i migliori corridori di categoria al mondo erano in Australia 🇦🇺..di livello mondiale sono state anche le medie di velocità e i wattaggi ..numeri devastanti ..tanto per capirci della potenza e della resistenza registrati sul terreno impervio e sabbioso…142,24 km per 3.445 metri di dislivello per medie di wattaggio con valori anche superiori a 300 Watt.... nelle prime due ore 208 watt medi..a ruota del gruppo in fuga si  stava a 290 watt. Uno sforzo maggiore per il terreno Gravel certamente devastante anche per la maggiore concentrazione e abilità richiesta per tenere la bici a quelle velocità elevate su sabbia sassi e sterrato duro ! In una corsa in linea su asfalto invece “si va  più facile” e con meno sollecitazioni, senza avere bisogno di tenere una costante attenzione e abilità per domare il terreno impervio ! Nel Gravel l'errore e’ più facile e fatale ecco perché è meglio avere bici di alta qualità con assetti personalizzati!!!Come si e’ comportata la Pedemonte Altavia ? Il forte corridore Andrea Pedemonte giunto nella classifica di categoria al 20° posto, mi ha riferito: “E’ stata perfetta ..in discesa tecnica l’Altavia e’ folle ..riesci a fare velocità incredibili e a chiudere fughe ..”. Non devo aggiungere altro..anzi si …ecco spiegato, seppure in parte, il Valore aggiunto della Pedemonte Altavia che attesto da tempo ! E’ Una macchina da competizione incredibile! Entusiasmante! Crea dipendenza perché agevola e asseconda lo sforzo atletico. Attualmente e’ l’unico Test che mi sento di pubblicare; un test completo ed incrociato, molto lungo, perché i test sono solo quelli protratti nel tempo( un test affidabile non e’ un giro del palazzo. Questo test e’ più di un test; e’ un cambiamento di stile di vita ciclistica; rappresenta l’evoluzione del ciclista; non più consumatore compulsivo, ma ciclista esperto ed esigente alla ricerca di un valore aggiunto. È stato un test che mi ha molto impegnato, ma ne è valsa la pena; è stato un cambiamento anche per me. Ora posso dire e spiegare cos’è il valore aggiunto di cui ogni ciclista è alla ricerca. E' stata una soddisfazione non solo per il piacere di pedalare con il valore aggiunto, ma anche per avere ricevuto feedback positivi dal mondo delle corse, persino quello mondiale, a conferma del responso oggettivo del test. Siate ciclisti e non pedalatori. Saluti ciclistici. 

La Pedemonte Altavia genovese davanti al palco dopo il traguardo! 

L'Australia è Gravel.

venerdì 22 maggio 2026

Pedemonte Altavia si aggiudica la Menzione d'Onore al XXIX Premio Compasso d'Oro ADI. La prima volta per una Gravel Bike made in Italy.

La XXIX edizione del Compasso d'Oro ADI, i cui progetti made in Italy selezionati, erano stati annunciati il 15 aprile scorso, è terminata con un grande successo: la Pedemonte Altavia si aggiudica la Menzione d'Oro al XXIX Premio Compasso d'Oro ADI ed è entrata a far parte di diritto della Collezione Storica Compasso d'Oro ADI, dichiarata nel 2004 dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, di "eccezionale interesse artistico e storico". La Pedemonte Altavia è l'unica Race Gravel Bike, pensata, costruita e verniciata completamente in Italia, ad essersi pregiata di questo prestigioso ed ambito premio! Idea e bellezza italiana performante: "Quando l'idea diventa una macchina che crea l'arte" (Sol Lewitt). Orgoglio genovese. Complimenti alla Pedemonte Bike. Condivido alcuni scatti esclusivi, della Pedemonte Altavia, in mostra a Milano e dell'onorificenza concessa. Consiglio anche la lettura del post della candidatura CLICCA QUI   Ho intuito la qualità e l'esclusività della Pedemonte Altavia e sono soddisfatto del premio e continuo a consigliarla a chi vuole il TOP su misura. Per leggere il test CLICCA QUI Saluti ciclistici.   

 

   


martedì 23 dicembre 2025

La svolta GRAVEL

Il capanno sul lago. 
Story.  Avevo 10 anni di età, e da allora, ho pedalato sulla bici da corsa, tanti km quanti diversi giri della Terra.....dopo  avere organizzato e partecipato a raduni.... a uscite di gruppo "condominiali".... agli allenamenti dei gruppi "a manetta"  (alla stessa ora, lungo il percorso si aggregano via via gli altri, anche ciclisti sconosciuti,  si tira a tutta," a rotazione" no stop, con medie alte)....ad eventi....dopo avere scalato le Alpi e gli Appennini, passando per l'Etna..... annoiato e assuefatto......non avevo più niente da aggiungere alle emozioni........ poi qualche anno fa è arrivata la SVOLTA ..... sono uscito fuori dalle rotte degli stradisti e dello smog ....... verso strade nuove..... attraversando strade secondarie e boschi.... abbandonando la comfort zone dell'asfalto ........ è tempo di divertirmi attraversando segmenti asfaltati e off road senza soluzione di continuità....cercando altri spazi meno contaminati dalla massa.....lontano dal traffico…

   
Gravellando fuori dalla comfort zone dell'asfalto.

ma è cambiato qualche cosa dentro me.....il tempo passa....e quello che rimane non posso sprecarlo a vivere solo e sempre "una" scelta ciclistica..... sempre e solo sulle stesse strade.....c'è tanto altro da pedalare e vivere......perché limitarmi....per non sporcare la bici? Per sentirmi al sicuro con le abitudini e la comfort zone dell'asfalto? E poi..... lo confesso.....sono diventato intollerante al "ciclismo sociale" (Copyright © PEDALAREVERSOILCIELO) ....non sopporto più le chiacchiere e le chiacchierate petulanti, pericolose, nauseanti, stressanti.....quando si pedala bisogna rimanere concentrati sulla strada, per la sicurezza, cercando di evitare insidie, pericoli........un tempo sentivamo solo le catene...dicevamo "zitti e gambe".... oggi pedalano e chiacchierano (anche con lo smartphone).... soprattutto a "cacchio".... persino quando “boccheggiano” in salita, come pesci fuori dall'acqua, con il volto deformato da una smorfia isterica di fatica ..... non ce la fanno a pedalare, ma chiacchierano…nessuno sa ascoltare... nemmeno il cuore e le gambe...per questo si affidano al computer installato sul manubrio...."che dice e non dice"...... non dovrebbe essere un algoritmo a dirti come stai....dovresti saperlo....ma ci vuole esperienza e capacità di ascoltarsi....non sopporto più le furbizie dei pedalatori.... come quando fanno finta di chiacchierare con lo smartphone in stand by, per rallentare "strategicamente" l'andatura del gruppo (tatticismi esilaranti)....o ti si attaccano dietro come calamite.....non sopporto più chi ti pedala accanto....invade la careggiata.... ti osserva ...ti schizza i sassi.....ti fa la mezza ruota.... inizia a parlarti del ciclismo professionistico (e chi se ne frega!)...della politica....dei suoi problemi....chiede consigli e consulenze, pettegola....basta...non tollero più la pedalata in "coppia"....quando si pedala si pedala......devo ascoltare le gambe e il battito per capire come sto... e quando spingere..... e allora via dal caos del "ciclismo collettivo e condominiale" (Copyright © PEDALAREVERSOILCIELO) ....massivo ed invadente.........cambio strade..... più impegnative e dure........ma nella quiete.........è catartico ascoltare la catena, il suono croccante della ghiaia e della Natura...senza mai rallentare il ritmo delle gambe e del cuore.....solingo e ramingo.....non mi serve altro e gli altri per pedalare...non sono calciatore o tennista...........le medie le faccio allenandomi, da solo, in salita, contro il vento, in posizione aero (braccia piegate, schiena arcuata, gambe strette).... sono medie "pulite", non addizionate dalla scia... miglioro il livello e la qualità dell'allenamento.....allontano lo stress indotto dagli umani....finalmente libero dal vincolo del gruppo e gruppetto… ”finché si pedala c’è speranza” (Copyright © PEDALAREVERSOILCIELO).....il ciclismo è un esercizio spirituale, non solo movimenti muscolari.... è mente....è personalità.....

 
Scarpe sporche di fango, scarpe felici 😀 

...  è comunque vantaggioso per tutti, depurarsi degli "effetti collaterali" dell'uscita con il gruppo: decidi la rotta...non senti le chiacchiere dei logorroici e dei pettegoli ...mulini le gambe senza interrompere il ritmo... nessuna sosta al bar in stile "Pasquetta" e perdita di tempo...... fai media "pulita" cioè "non media a rimorchio" (Copyright © PEDALAREVERSOILCIELO).....non rischi la caduta di gruppo..... eviti di finire nella buca non segnalata da chi ti precede....non cadi sull'asfalto per colpa del compagno d'uscita che ti taglia la strada o ti viene addosso o ti aggancia con il manubrio o ti tocca il pneumatico posteriore ….non assisti ai litigi…non prendi gli schizzi di chi si soffia il naso alla ciclista… non devi attendere gli altri......"guardi in faccia il vento".... il migliore allenatore.....impari a gestirlo.....fatichi di più e migliori l'allenamento... il ciclista che non sa pedalare da solo e contro il vento, non è ciclista ...è un pedalatore che sogna di essere ciclista.....

Essere ciclista e’ uno stile di vita …le motivazioni sono le stesse....pedalo per passione della bici e della fatica, per allenarmi, per viaggiare, per avventura, per vivere a contatto con la Natura....se  non ami la Natura, non sei un ciclista, ma  un motociclista o automobilista che pensa di essere un ciclista.......il pedalatore invece pedala per passare del tempo, per fare comitiva, per emulare il ciclismo che vede alla TV, per darsi importanza, per sentirsi alla moda ...per farsi vedere con la bici nuova......per competere con gli altri.... 

....ciclismo su strada.... ciclo cross... Gravel …per me esiste solo la bici da corsa…e la possibilità di percorrere tutte le strade con ruote e pneumatici differenti…manico, testa e gambe permettendo.....

ma “senza bici non si canta la messa”  (Copyright © PEDALAREVERSOILCIELO)....la mia nuova idea ciclistica cercava una forma esclusiva e silente per scambiare sensazioni con la bici e condividere la nuova storia..... scrivere dialoghi..... cercavo una forma plasmata sul mio corpo (misure antropometriche)...."intonata" sul mio colpo di pedale (watt e modo di pedalare), per calibrarne la prestazione e rendere uniche le emozioni.......la mia svolta ciclistica non sarebbe stata possibile senza la nuova Pedemonte Altavia....una bici da corsa estrema (rigidità pari a 125 N/mm cioè una pedalata fa più metri di tante bici da corsa top) adatta anche al Gravel e all'Endurance..... giusto peso in salita e in discesa…una bici per tutte le strade.....tutte le strade per lei.....parte geometrica del mio corpo....pensiero cangiante.......non mi limito più.. e’ irrinunciabile.....una volta che la provi non lo/la dimentichi......ti rimane "addosso" e nella mente...niente è paragonabile...

  
Gravellare sul lago.

Aneddoto. Il mio blog è ciclismo reale, esperienza diretta, un racconto di vere storie ciclistiche, non è ciclismo idealizzato, marketizzato....è ciclismo praticato con sudore e fatica. 

Un tempo, il mio anziano allenatore, il saggio Ernesto, disse: "Uè Pizzò...quando pedalamme nisciuno mè fràte" voleva dire: " Quando pedaliamo nessuno è fratello", cioè quando usciamo in bici, ognuno pensa a sé, ognuno si muove con le proprie gambe,  nessuno potrà pedalare al tuo posto. Niente di più vero, posso confermarlo: tutti e sottolineo tutti, si scatenano e competono....tutti praticano la "mezza ruota".... tutti attaccano e se possono ti staccano anche se ti incontrano casualmente.......ovunque vanitosi e fanatici del pedale.....pedalano senza anima, per mostrarsi e competere.....si gongolano ad aspettare gli altri alla fine della salita........e se qualcuno, arrivato prima in cima, torna indietro per risalire con gli altri, non vi illudete.... è solo per farvi capire "non provarmi a sfidare, sono più forte"........ "è sempre battaglia"....le persone sono fatte così...non fatevi illusioni....non credete alle chiacchiere edulcorate, melliflue, di chi narra o scrive le  "poesie"sul ciclismo...sono solo fantasie.... opera di ingenui ed inesperti....il ciclismo è dura realtà.....è spietato!

Conclusioni. Ognuno interpreti il ciclismo come più gli piace. Ma quando sentirete dentro di voi.... "stimoli non pervenuti"....allora la mia nuova storia vi sarà utile.....per reinventarvi! Perché non siamo fatti per le stesse strade. 

Sulla vasca del re Tching /thang c’erano incisi caratteri che dicevano:” Rinnovati completamente tutti i giorni; e poi rifallo ancora, e poi ancora, e per sempre. “  Eraclito diceva: " Non ti bagni mai due volte nello stesso fiume". 

P.S. L'asfalto è confortevole nel senso che migliora la spinta sui pedali, aumenta la scorrevolezza, agevola l'equilibrio, si va facile, ma alla lunga diventa "monotono", come sul rullo fisso...ed io preferisco l'adrenalina e il "rodeo" del rullo libero....dove niente ti può tenere in equilibrio....devi sempre pedalare alla giusta velocità altrimenti si finisce fuori dai rulli.....migliora l’efficacia della pedalata…allena la/alla pedalata rotonda, mentre la maggior parte dei ciclisti pedala a scatti….. non sanno pedalare continuamente o non possono a causa di semafori, incroci stradali, stop, traffico, chiacchiere, aspettare chi si stacca, eccetera.  Saluti ciclistici.

  
Un altro giorno di fango e ciclismo libero. 

mercoledì 1 ottobre 2025

Il viaggio in bici: Ciclo Turismo o Bike Packing? Quale bici?

Le storie dei ciclisti scorrono e si scrivono sulla strada. Non importa il domani, la vita "è qui", adesso, quando pedali. Il ciclista vive appieno il suo tempo. E se la bici è legata al ciclista, quale parte del corpo, questa scelta ciclistica vi appassionerà, liberandovi dalla comfort zone. Vi è capitato di pensare: " prendo la bici e vado via, il mondo va avanti anche senza di me" ( Cit. PedalareversoilCielo)? Allora leggete questo post, vi sarà utile. 

Il ciclista è un viaggiatore senza tempo e sempre più ciclisti scelgono un ciclismo eroico.... ciclo turismo e Bike Packing, per essere autenticamente e totalmente ciclisti e viaggiatori. Il viaggio in bici è in forte espansione come emerge dal rapporto Viaggiare con la Bici 2025 di Isnart-Unioncamere e Legambiente : nell'anno 2024, 89 milioni di presenze (+ 54% rispetto al 2023) e con un impatto economico di circa 9,8 miliardi di euro (+76,4% rispetto al 2023), rappresenta il 10% del turismo nazionale; evidenti i vantaggi per l'indotto (Bike Hotel, officine meccaniche, attività turistiche, negozi e prodotti specializzati). 

Viaggio in bici = mobilità sostenibile + palestra + coraggio + personalità. Il corpo è fatto per camminare e pedalare....viaggiare in bici è naturale.....viaggiare in auto o moto è innaturale.  

Il Ciclo Turismo si pratica con bici da corsa Endurance + pneumatici stretti/slick + portapacchi + borse laterali appoggiate sul telaio (peso maggiore), ma solo su strade asfaltate. Il Bike Packing è l'evoluzione del Ciclo Turismo e si pratica con la bici da corsa Gravel, su tutte le strade, con borse specifiche leggere agganciate direttamente sui fori-occhielli della forcella e del telaio....si viaggia veloci, comodi, agili, stabili, con  Tubeless, tassellati di diversa tipologia, maggiore larghezza,  pressioni più basse ( più comfort e scorrevolezza).....la sfida è sempre con se stessi, ma con il piacere di pedalare anche nella Natura ed esplorare il mondo, pedalando su una bici da corsa, adatta a tutte le strade. Si può pedalare Bike Packing e si pedala anche con la MTB. 

Il Bike Packing è molto di più di un viaggio....è essere "viandanti".... e’ una scelta di vita …non contano le destinazioni...conta andare per il mondo... è avventura anche su terreni fuori strada con equipaggiamento essenziale......è vivere con la bici.......è vivere naturale....è vivere totalmente la bici....non più vivere la bici "a metà", cioè allenamento-gara, ritrovo con il gruppo, bar, chiacchiere e rientro nello scialbo quotidiano, nella speranza di ritornare presto a pedalare, lavoro e famiglia permettendolo.....Bike Packing è percorrere la Terra.....è ritornare senza essere più quelli che eravamo.... è cambiamento.....è una scelta normale, in un mondo sbagliato...è viaggiare senza inquinare...senza fare rumore in un mondo assordante...è un viaggio dentro se stessi...è superare limiti, paure...è coraggio ed empatia con la Natura....è riconoscere la bici da corsa per quello che è.... una macchina della pace, ecologica, economica..... è dormire nella tenda, "la casa mobile" e rimanere in contatto, anche la notte, con la Natura di cui siamo parte.... oppure soggiornare presso famiglie, Host Family, strutture ricettive. Gravel Bike Packing, l'ultimo livello del ciclismo...del ciclista!

Il Gravel Bike Packing è partecipazione anche agli eventi dedicati in ogni angolo della Terra... avventure o competizioni in solitaria, senza cronometro, senza supporto (arrangiarsi da solo.... cibo, dormire, guasti meccanici, pioggia, eccetera), pedalando anche di notte, tanti km attraverso territori unici e variegati! Eventi  Bike Packing per incontrare la Natura e quindi se stessi, noi siamo la Natura.. noi siamo Natura. Se non ami la Natura, non sei un ciclista, sei un motociclista o automobilista che pensa di essere un ciclista....il ciclista è Natura. 

Il Gravel Bike Packing interpreta appieno la dimensione spirituale delle due ruote silenziose e libere: la bicicletta è fatta per la mente e per il corpo, per pedalare, per viaggiare, non per tenerla pulita... insegna umiltà, abnegazione e svela il senso autentico della vita..... nel viaggiare, nel percorrere parchi, boschi, strade sterrate e secondarie, mulattiere, tratturi e sentieri di montagne selvagge.... con semplicità, in serenità, imparando ad utilizzare poche cose, portando con sé solo lo stretto necessario...si è orgogliosamente se stessi, unici, rispetto alla massa deforme. In un mondo sporcato dall'accumulo seriale e consumistico, dall'abbondanza non equamente distribuita, dove la maggior parte di noi occidentali possiede troppo di tutto, lo stile di vita del ciclista, serve a tornare alla normalità, serve a capire che ci sono pochissime cose che sono assolutamente necessarie, per la sopravvivenza e per la felicità.....siate autenticamente liberi …il ciclista non compra oggetti cercando di riempire un esistenza vuota...gli basta la bici e l'essenziale. Il consumo eccessivo e compulsivo sta uccidendo il nostro pianeta, annientando la nostra vita, ma c’è una virtù in tutto ciò che può insegnare ad essere felici con meno... è il segreto della felicità... è la vita semplice insegnata dalla bici, è l'essere ciclista....non c'è bisogno di tante bici....c'è bisogno della bici su misura... One Bike forever....non serve cambiarla ogni anno....serve cambiare le misure...passare da quelle standard a cui adattarsi a quelle personali. Acquistare la Gravel Bike e’ molto di più dell’acquistare una bici; e’ cambiare vita/stile di vita, ma ci vuole un certo carattere! 

Il Gravel Bike Packing è NO STRESS, è viaggiare! Non si può pedalare per tutta la vita ciclistica inseguendo sempre il tempo...ma esplorando e vivendo in armonia con i paesaggi.....e ve lo scrive, chi come me, quando vede la salita, la deve fare a tutta, altrimenti "si sente a disagio", come "se gli mancasse qualcosa"...in modalità allenamento permanente! 

Quale telaio per Bike Packing? Ho testato tanti modelli.....buone le prestazioni, MA …per quanto riguarda  la mia esperienza diretta, consiglio telaio eseguito artigianalmente con le misure antropometriche e corrispondente al wattaggio e modo di pedalare.....adatto all'endurance e al GRAVEL....giusto peso in salita e in discesa… performate e versatile, per viaggiare e/o percorrere tutte le strade, per essere veloci e sicuri in ogni condizione e quando possibile, rimanere lontani dal traffico...... consiglio di non perdere tempo a cercarlo...l'ho visto costruire a Genova e l'ho testato a lungo: è Pedemonte Altavia, l'evoluzione della bici da corsa. Il GRAVEL è la più grande invenzione per il ciclismo... Pedemonte ALTAVIA è la più grande e bella invenzione GRAVEL 🔝🙌.... veloce sull'asfalto e sullo sterrato, reattiva, comoda, maneggevole, stabile in ogni condizione, adatta al viaggio con le borse agganciate sul telaio e forcella.... geometrie elaborate sulle quote antropometriche, peso corporeo e watt..... verniciatura personalizzata.... fasciatura brevettata IWS = più coesa del telaio monoscocca, ma su misura.....non vi servirà altro......3 bici in una = Race Grave Bike (per RACE GRAVEL come per esempio la prestigiosa Unbound Gravel), Bike Packing (viaggio su tutte le strade con pneumatici fino a 50 mm e borse agganciate sulla bici), Bike Endurance (con pneumatici slick da 35 mm) ....rigidità = 125 N/mm cioè una pedalata fa più metri di tante bici da corsa top …..è l'evoluzione della bici da corsa, è una bici da corsa estrema... niente è paragonabile alla Pedemonte Bike e se lo fosse non sarebbe Pedemonte Bike. Il prezzo? Eccolo indicato nel nuovo sito WEB CLICCA QUI . Pur essendo un telaio artigianale fatto su misura, a Genova, il prezzo non è superiore a quello dei telai top di gamma costruiti in serie con misure standard! Per leggere il test su strada CLICCA QUI . Quanto mi piace il contrasto delle ruote Gravel sulla linea elegante del telaio da corsa della Pedemonte Altavia !!

Conclusioni. Ad un certo punto della vita del ciclista, c'è bisogno di passare al livello superiore e/o di intraprendere un viaggio e con esso un "viaggio" esistenziale.... meglio in modalità Bike Packing. Siate liberi. Vi aspetta per un viaggio che "vi porterà dentro di voi"...... NovaVitaGravel (Copyright © PEDALAREVERSOILCIELO) a tutti 🙌. Saluti ciclistici. 

 Pedemonte Altavia = 3 bici da corsa in una: Race, Bike Packing, Endurance.... bella ed elegante anche infangata! 

Dolomiti 

mercoledì 27 agosto 2025

Vacanze o cambiamenti (cambia-menti)?

  

Ogni volta che scendo in città, mi chiedo che ci faccio qui ! Rumori, smog, traffico, gente aggressiva e stressata dal consumismo, gente che non saluta, eccetera! 
Siamo sicuri di averne bisogno per vivere o per vivere meglio?! Sopravvivere o vivere? 
Non si tratta di andare in vacanza, ma di cambiamenti....di cambia -menti; si tratta di andare via! Saluti ciclistici 

venerdì 18 luglio 2025

E tu sai come e da chi viene costruito il tuo telaio in carbonio ? 🤨

Passione, no marketing. Il marketing non può creare la passione. 

Come fate a dire che avete acquistato un telaio di qualità se non sapete come e chi lo ha costruito !! Vi hanno ipnotizzati con il  marketing? Vi basta pagare prezzi alti per essere convinti di avere fatto la scelta migliore?!  Bisogna conoscere quello che si sceglie. Per questo, da tempo, cerco di acculturare gli appassionati, spiegando la complessità del mondo della bici, spiegando per esempio come vengono eseguiti telai di qualità elevata fatti in Italia su misura dagli artigiani della Pedemonte Bike. Nel reel vi spiego insieme all’artigiano italiano della @pedemonte_bike alcuni aspetti fondamentali della costruzione, come la direzione delle fibre di carbonio e la cottura in autoclave a temperature più elevate con il brevetto IWS by @pedemonte_bike . La temperatura di cottura in autoclave e’ più elevata per ottenere una migliore coesione della fibra, e quindi per renderlo più compatto del telaio monoscocca. CLICCA QUI per leggere il post sulla mia visita alla Pedemonte Bike. CLICCA QUI per sapere perché le bici da corsa industriali costano tanto.  Saluti ciclistici. 



sabato 12 luglio 2025

La salita asfaltata e non asfaltata spiegata ai ciclisti e ai pedalatori.

CENTRAL TOPIC. Ci sono due tipi di salita, quella asfaltata e quella non asfaltata. L'ascesa della salita dura asfaltata è faticosa. Per superarla occorre allenamento e il migliore rapporto peso corporeo/watt. Mentalizzando la salita, come ho spiegato, si arriva in cima impiegando un buon tempo di ascesa e con il minore sforzo. E' un successo personale irrinunciabile per il ciclista. Ma è sempre e comunque fatica. Chi non ama la fatica, non pratica la salita. Se ne va per pianura asfaltata con soste al bar. 

L'ascesa della salita dura non asfaltata, è invece il livello più alto, raggiungibile dal ciclista. Una salita non asfaltata, dissestata, è molto di più di una salita, è la salita; è una sfida contro la gravità e l'equilibrio, quasi proibitiva, insopportabile, un calvario ! E' devastante ! E' l'esaltazione del "non mollare mai" ! Non si spinge solo, con "tutte" le gambe, ma con la mente e l'anima, non basta più il cuore ! I sassi e la terra diventano insidie, si "aggrappano" alle ruote, sembrano "trattenerle", uno spreco maggiore di energia fisica e mentale, oltre la soglia. E' come fare lo Zoncolan, sull'acqua, ondeggiando; occorre spostare il corpo all'indietro, distendendo le gambe, ma senza avanzare sulla sella, con il fondo schiena incollato sul retro sella, e a volte più in la, usando rapporti molto agili (ci ritornerò più avanti), sempre pronto a sganciare il pedale, mantenendo una relativa tranquillità, sempre pronto a cambiare ritmo e posizione, gestendo l'appoggio sul manubrio con variabile forza. Occorre esperienza e "intimità" con la salita non asfaltata. E quando ritorno a salire sull'asfalto, mi sembra che qualcuno mi spinga in avanti ! Vado più facile !

Per fare la salita dura non asfaltata, ci vuole il manico e coraggio, ma anche una bici top. I rapporti devono essere molto agili. Per esempio, uso la mono corona 40 davanti e il 44 dietro per un salita dissestata del 15%, come quella del video pubblicato nel post ( ma un 38 davanti sarebbe stata meglio), tubeless da 40 mm tassellati, gonfiati a 2,5 atm e soprattutto una bici Top Gravel. Nei video, la salita dissestata al 15%, che mi dona un panorama straordinario; è breve, circa 300 metri; ma per arrivarci devo superare altre salite, asfaltate, mezze dissestate, sterrate, per un totale di circa 20 km di ascesa con pendenza variabile dal 5 al 15%; parto dal mare fino a quota poco superiore agli 800 metri di altezza. Lassù il silenzio e la bellezza della Natura, ne ho bisogno. L'ho scoperta perlustrando il territorio. Ho imparato a mentalizzare la salita, e dopo molti anni, la salita asfaltata, non mi basta più. La bici può diventare come un pennello per dipingere i panorami più belli, una penna per scrivere emozioni straordinarie. Ma nella vita niente è gratis, quindi mi serve un esercizio fisico e mentale per sopportalo e realizzarlo, non è facile gestirlo, ma le cose migliori devi sudartele. 

POST TOPIC. Il ciclismo senza salite, è come un libro senza pagine. La salita è una ascesa contro la forza di gravità, occorre uno sforzo maggiore mentale e fisico. E' la palestra naturale del ciclista. Tutti in salita faticano, anche i campioni che vi fanno trepidare sulla poltrona fino all'estasi. Molti la evitano e quando sono costretti a farla, rischiano di ribaltarsi, inscenando la "via crucis" del pedalatore, termine da me coniato, quando un giorno vidi il volto di un pedalatore deformato da smorfie di sofferenza indicibile. Poi ci sono quelli che in salita soffrono di meno e ne fanno sfoggio, tanto che in cima diventano come pavoni, mostrando "le piume colorate" dell'ego, imitando corridori visti alla TV, spesso usando le stesse bici stampate in serie all'estero e indossando lo stesso abbigliamento, pensando di essere come "lui" che vince tutto, una sorta di venerazione smisurata, idolatria verso il successo, un vero e proprio processo di emulazione, come quello dei bambini che imitano gli adulti. E' la condizione mentale del pedalatore consumista per cui conta consumare quello che piace alla massa deforme; segue l'opinione comune per sentirsi "il migliore" del gruppetto, selezionato con quelli che vanno più piano e dal quale non si separerà mai, in quanto necessari per potere "primeggiare" 😉!  Infine ci sono quelli che arrivano in cima, mentalizzando la salita, quelli esperti, quelli salitomani, quelli che rendono omaggio alla salita, sapendo di essere solo uomini con limiti e pregi,  autenticamente se stessi, umili, consci del fatto che c'è sempre qualcuno più forte. 

Chi pedala solo in pianura asfaltata, ovviamente ha pari dignità ciclistica, ma fatica di meno, soprattutto quando pedala nascosto nel gruppo, o succhia la ruota; solo quando mette fuori la testa e si espone, brevemente, al vento, recupera fatica e si allena ! Per fare allenamento,  in pianura asfaltata. utili al miglioramento della condizione atletica, occorre percorrere molti, tanti, troppi km, MA contro vento moderato ( 20-28 km/h) o se ci si riesce, contro vento teso ( 29.38 km/h, oltre sarebbe impossibile), MA da soli. Pedalare in modalità gruppo da pianura non è allenamento, è solo una forma di socializzazione dinamica. Punto. In modalità Gravel invece tutto è impegnativo e allenante, anche la pianura non asfaltata; la differenza la fa la tipologia del fondo. Punto. 

Il consiglio è sempre quello di  "mentalizzare la salita" (Copyright © BY PEDALAREVERSOILCIELO) , cioè abituarsi a farla, inserendo almeno una salita nella seduta di allenamento. E' il solo modo per sopportarla: abituare corpo e mente alla salita, in modo, da "normalizzarla". Per mentalizzare la salita, occorre non mollare mai, cioè non smettere mai di pedalare; chi molla, non sale più in sella, aumenta il peso corporeo, si disabitua alla fatica, entra per sempre nella comfort zone e finisce per invidiare ( o odiare)  i ciclisti che incontra, mentre guida auto e moto. 

La salita diventa la soluzione per allenarsi, la principale strada d'allenamento; ci si allena pedalando principalmente sulle salite, ma questo è l'ultimo livello, raggiunto il quale, la salita diventa "normale", insostituibile. Conta il dislivello, più dei km, è lì che si fa la differenza, dove si diventa ciclista diversamente praticanti. Puoi fare anche migliaia e migliaia di km all'anno ma come li hai fatti ? A succhiare la ruota, in pianura, mai fuori soglia ? Allora non contano ! Occorre allenarsi fuori soglia, vento in faccia, in salita. Quelli sono i km che contano. Un esempio: il cambio di ritmo, solo in salita lo alleni e lo potenzi. Oramai ho inserito nell'allenamento, quasi esclusivamente salite. Mi occorre un attività di recupero mirato, come stretching e riposo attivo, mantenere il migliore rapporto peso corporeo/watt, allenandomi anche a tavola, calorie controllate e , regola aurea, bilanciando la dieta, assumendo tutto quello di cui l'organismo necessita, ma con misura; lo "strappo" a tavola, è occasionale. Niente alcool (quindi niente birra) e fumo. Essere ciclista è uno stile di vita; non è facile, ma con il tempo, ci si abitua. Saluti ciclistici. 

 


domenica 1 giugno 2025

Visita alla Pedemonte Bike.

Ho visto come producono i telai Pedemonte Bike nella fabbrica di Mele (GE) e ho capito perché testandoli sono rimasto impressionato dalle prestazioni su strada ! Ho conosciuto il maestro del carbonio, Sergio Pedemonte. Ho conosciuto gli artigiani che eseguono manualmente, il progetto del telaio personalizzato, secondo le misure antropometriche e i watt dei fortunati clienti. Ho visto come vengono fasciati i telai con la tecnologia brevetta IWS by Pedemonte Bike. Ho ammirato la bellezza e l'esclusività delle forme dei telai Pedemonte Bike, veramente Made in Italy, anzi Made in Genoa. 

Con il Maestro del carbonio, Sergio Pedemonte

I telai fatti in serie non sono ideali per tutti; occorre adattarsi cioè accomodarsi alla meglio. E' oggettivo. I corridori professionisti lo sanno e nel passato si facevano costruire telai su misura. Invece oggi la produzione industriale e gli sponsor tecnici li pagano per pubblicizzare telai con misure e forme standard. Quindi ciclisti amatoriali pagano anche la pubblicità degli sponsor per adattarsi a telai con misure standard. E allora ho deciso di spiegare la differenza con test incrociati. 

I miei test non sono "giri del palazzo", pro marketing, ma stress-test liberi ed indipendenti. In questi ultimi sei anni ho testato telai su misura Pedemonte Bike, alternandoli a telai industriali prodotti in serie con misure standard.  E' il momento di tirare le somme e spiegare perché non bisogna accontentarsi dell'ordinario! 

I telai Pedemonte Bike "suonano" sulla strada, sono come uno Stradivari, un pezzo unico eseguito su misura. E dopo averli testati su strada, i Pedemonte Bike, li ho visti creare nello stabilimento di produzione di Mele (GE) trattandosi di creazioni artigianali personalizzate e anche questo posso testimoniarlo direttamente e non de relato . I telai Pedemonte Bike vengono costruiti completamente a mano, personalizzati sulle misure antropometriche, strutturati e rinforzati sulla base del rapporto peso/watt, sulla tipologia del ciclista (scalatore, passista, sprinter). La costruzione e la fasciatura delle tubazioni con il brevetto IWS by Pedemonte Bike consente non solo di calibrare la struttura del telaio al corpo e alla prestazione del cliente, ma anche di sostituire i tubi in caso di danneggiamento accidentale; una Pedemonte Bike è per sempre. La gamma 2025 : Altavia, la Race Gravel, la nuova SuperLeggera la macchina per volare in salita, la versatile Mutator e la Rhinoceros dalla forma unica, disponibili anche nella esclusiva versione RS. 

Passando da telai top di gamma con misure standard alle Pedemonte Bike, su misura, e viceversa, la differenza è netta! Pedalare con Pedemonte Bike è un gesto naturale, istintivo, da subito, non serve adattarsi; il telaio Pedemonte Bike è "parte del corpo", "simbiosi organica", un unicum. Ogni volta che ritorno a pedalare con le Pedemonte Bike, dopo avere testato un telaio top di gamma con misure standard è come se mi togliessi una camicia larga o stretta, e poi indossassi una camicia su misura. Niente è paragonabile. Consiglio: non adattatevi ai telai, ma fateli costruire su misura. Non c'è paragone. IWS by Pedemonte Bike è la soluzione. 


 

Il telaio si adatta al ciclista e non il ciclista al telaio, è la regola n°1. Quote antropometriche e rapporto peso/watt sono personali, unici; quindi scegliere un telaio standard a cui adattarsi è errato. Ma v'è di più. Nel mercato industriale ci sono telai con taglie standard non proporzionati nella lunghezza delle tubazioni, disarmonici, non proporzionali nella proiezione delle forme; telai che necessitano di attacchi manubri troppo corti o lunghi, con tre o quattro cm di spessori sotto il manubrio, e a volte tutto questo non basta, per eliminare il dislivello sella/manubrio minimo o inesistente ! Tutti sintomi del telaio standard fuori misura. Siamo tutti ciclisticamente diversi, una taglia standard, non può bastare ! IWS by Pedemonte Bike è la soluzione.

Come approcciarsi al telaio su misura ? Fondamentale è la corretta valutazione antropometrica, (con una tolleranza di +/- 5 mm; i mm sono metri sulla bici !); se fosse errata ci sarebbero errori a cascata sul telaio. Quindi occorre fare una preventiva e precisa visita  biomeccanica. Le quote (misure) antropometriche sono rilevate in mm con il ciclista scalzo e con indosso il pantaloncino con fondello da ciclista. La valutazione misura lo scostamento dal normotipo, cioè dall'atleta con misure ideali, per quanto riguarda il rapporto femore/tibia, tronco/cavallo, avambraccio/cavallo, braccio/cavallo. Lo scostamento dal normotipo sarà "fuori normo tipo di poco" oppure " fuori normotipo di molto". Poi andrà valutata la mobilità dell'apparato muscolo scheletrico ed in particolare se e come il ciclista riesce a piegarsi fino toccare il il pavimento con le punta delle mani o con il palmo delle mani. Infine andranno posizionate le tacchette delle scarpe ( qui vi spiego come faccio CLICCA QUI). La scelta dei pedali inciderà sull'altezza sella (nel mio caso 656 mm con pedali Shimano/Look, 651 con pedali Yahoo/Speedplay). La scheda con le quote antropometriche precise sarà inviata alla Pedemonte Bike che elaborerà il telaio su misura. Il cliente riceverà gli aggiornamenti ( e le foto) della creazione del telaio/forcella, passo dopo passo. 

Come viene fasciato il telaio Pedemonte Bike ? Con il brevetto IWS ( Internal Wrapping System), ideato da Sergio Pedemonte, si fascia il telaio con un doppio strato interno ed esterno, nei punti cruciali (raccordo tubo sterzo/tubo orizzontale-tubo obliquo; tubo sella/scatola MC/tubo orizzontale; tubo obliquo/scatola MC; foderi alti/tubo verticale; foderi bassi/scatola MC; parti terminali dei foderi alti e bassi del carro posteriore). Ciò consente la cottura in autoclave a temperature e pressioni controllate superiori al livello standard e di realizzare una continuità dei tessuti della fibra in carbonio, creando una struttura monolitica. Ogni tubo in carbonio costruito dalla Pedemonte Bike viene controllato sia all'interno, sia all'esterno, prima di essere incollato e fasciato, prima che il telaio venga cotto nell'autoclave. Questo controllo non può essere fatto con il telaio monoscocca; ecco perché i telai monoscocca, spesso, presentano cricche interne, in quanto difetti strutturali si formano all'interno dei materiali e si propagano sotto sforzo. Con la fasciatura IWS by Pedemonte Bike si realizza un telaio con una maggiore resistenza all'invecchiamento meccanico, più rigido torsionalmente, più maneggevole, reattivo e confortevole, come si preferisce . Questo ho potuto testare e apprezzare su strada. IWS by Pedemonte Bike è la soluzione. 

E se anche il corpo ( e la mente) si adattassero al telaio con misure standard, si tratterebbe sempre e solo di un adattamento ! Personalizzare la fasciatura e’ un valore aggiunto, è la soluzione per il ciclista. Attenzione. Il telaio monoscocca in carbonio su misura, ad oggi, non esiste ! Uno stampo per ogni misura personale avrebbe costi elevati, tenendo conto dell'economia di scala. Generalmente quello che chiamano impropriamente monosocca, con misure standard, viene costruito incollando il carro posteriore (o alcune parti)  al triangolo anteriore ( tubo sterzo, tubo obliquo, tubo orizzontale, tubo verticale, scatola MC). Di fatto vengono incollate due/tre parti costruite separatamente ! Differenza ?  Pedalando sul telaio monoscocca, sento e si sente, attraversando strade non lisce, un rumore simile a quello di una scatola vuota; pedalando sulle Pedemontebike, sento e si sente solo il vento; diversi modi di costruire, diversi risultati, diverse prestazioni. IWS by Pedemonte Bike è la soluzione. 

Il marketing non può inventare la passione; la passione trasuda dal lavoro straordinario degli artigiani, nella esecuzione dei pezzi unici Pedemonte Bike, eccellenza, autenticamente made in Italy, paragonabile agli Stradivari per l'elevata qualità e l'irripetibilità di ogni pezzo.  
I telai in carbonio Pedemonte Bike sono realizzati completamente a mano, su misura ( quote antropometriche e watt personali del ciclista) e verniciati a Mele (Genova), dunque fatti in Italia, e non solamente verniciati come accade con altri marchi. Li ho visti lavorare, gli artigiani della Pedemonte Bike; li ho visti plasmare il migliore carbonio e realizzare la forma e la sostanza della Pedemonte Bike e mi hanno spiegato l'artigianalità straordinaria, preziosa ed esperta. Condivido le mie immagini della visita allo stabilimento di produzione di Mele (GE), a partire da questo post. Saluto il maestro del carbonio Sergio Pedemonte dotato di una straordinaria manualità, ideatore del brevetto IWS, vulcano di idee, eclettico, mente multi potenziale. Saluto lo staff tecnico e gli artigiani della Pedemonte Bike. Quando si parla di artigiani si parla di persone dotate di una manualità non comune e di passione autentica per il lavoro. Alla Pedemonte Bike lavorano artigiani capaci di trasfondere nel lavoro, qualità manuali preziose: preparare gli stampi con le pelli di carbonio e cuocerli nell'autoclave; unirli ed incollarli sulla dima; fasciare il telaio e cuocerlo nell'autoclave; pulirlo dai residui della cottura e prepararlo per la verniciatura ed infine verniciarlo secondo le indicazioni del cliente, gli artigiani della Pedemonte Bike lo sanno fare con cura e pazienza. Artigiani che creano con scrupolo e competenza. Il loro prezioso lavoro crea il prestigioso telaio Pedemonte Bike, pregiata ed unica creazione, orgogliosamente e autenticamente made in Genova, il made in Italy che il mondo ammira. Passione e non marketing. Chapeau 👏. Saluti ciclistici. 

Per visualizzare le immagini realizzate all'interno della fabbrica della Pedemonte Bike clicca sul canale You Tube del Blog CLICCA QUI