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mercoledì 27 agosto 2025

Vacanze o cambiamenti (cambia-menti)?


Ogni volta che scendo in città, mi chiedo che ci faccio qui ! Rumori, smog, traffico, gente aggressiva e stressata dal consumismo, eccetera ! 
Siamo sicuri di averne bisogno per vivere o per vivere meglio?! 
Non si tratta di andare in vacanza, ma di cambiamenti....di cambia -menti; si tratta di andare via! Saluti ciclistici 

venerdì 18 luglio 2025

E tu sai come e da chi viene costruito il tuo telaio in carbonio ? 🤨

Come fate a dire che avete acquistato un telaio di qualità se non sapete come e chi lo ha costruito !! Vi hanno ipnotizzati con il  marketing? Vi basta pagare prezzi alti?!  Bisogna conoscere quello che si sceglie. Per questo, da tempo, cerco di acculturare gli appassionati, spiegando la complessità del mondo della bici, spiegando per esempio come vengono eseguiti telai di qualità elevata fatti in Italia su misura dagli artigiani della Pedemonte Bike. Nel reel vi spiego insieme all’artigiano italiano della @pedemonte_bike alcuni aspetti fondamentali della costruzione, come la direzione delle fibre di carbonio e la cottura in autoclave a temperature più elevate con il brevetto IWS by @pedemonte_bike . La temperatura di cottura in autoclave e’ più elevata per ottenere una migliore coesione della fibra, e quindi per renderlo più compatto del telaio monoscocca. CLICCA QUI per la visita alla Pedemonte Bike. CLICCA QUI per sapere perché le bici da corsa costano tanto. Ciclismo reale, no marketing. Saluti ciclistici. 



sabato 12 luglio 2025

La salita asfaltata e non asfaltata spiegata ai ciclisti e ai pedalatori.

CENTRAL TOPIC. Ci sono due tipi di salita, quella asfaltata e quella non asfaltata. L'ascesa della salita dura asfaltata è faticosa. Per superarla occorre allenamento e il migliore rapporto peso corporeo/watt. Mentalizzando la salita, come ho spiegato, si arriva in cima impiegando un buon tempo di ascesa e con il minore sforzo. E' un successo personale irrinunciabile per il ciclista. Ma è sempre e comunque fatica. Chi non ama la fatica, non pratica la salita. Se ne va per pianura asfaltata con soste al bar. 

L'ascesa della salita dura non asfaltata, è invece il livello più alto, raggiungibile dal ciclista. Una salita non asfaltata, dissestata, è molto di più di una salita, è la salita; è una sfida contro la gravità e l'equilibrio, quasi proibitiva, insopportabile, un calvario ! E' devastante ! E' l'esaltazione del "non mollare mai" ! Non si spinge solo, con "tutte" le gambe, ma con la mente e l'anima, non basta più il cuore ! I sassi e la terra diventano insidie, si "aggrappano" alle ruote, sembrano "trattenerle", uno spreco maggiore di energia fisica e mentale, oltre la soglia. E' come fare lo Zoncolan, sull'acqua, ondeggiando; occorre spostare il corpo all'indietro, distendendo le gambe, ma senza avanzare sulla sella, con il fondo schiena incollato sul retro sella, e a volte più in la, usando rapporti molto agili (ci ritornerò più avanti), sempre pronto a sganciare il pedale, mantenendo una relativa tranquillità, sempre pronto a cambiare ritmo e posizione, gestendo l'appoggio sul manubrio con variabile forza. Occorre esperienza e "intimità" con la salita asfaltata. E quando ritorno a salire sull'asfalto, mi sembra che qualcuno mi spinga in avanti ! Vado più facile !

Per fare la salita dura non asfaltata, ci vuole il manico e coraggio, ma anche una bici top. I rapporti devono essere molto agili. Per esempio, uso la mono corona 40 davanti e il 44 dietro per un salita dissestata del 15%, come quella del video pubblicato nel post ( ma un 38 davanti sarebbe stata meglio), tubeless da 40 mm tassellati, gonfiati a 2,5 atm e soprattutto una bici Top Gravel. Nei video, la salita dissestata al 15%, che mi dona un panorama straordinario; è breve, circa 300 metri; ma per arrivarci devo superare altre salite, asfaltate, mezze dissestate, sterrate, per un totale di circa 20 km di ascesa con pendenza variabile dal 5 al 15%; parto dal mare fino a quota poco superiore agli 800 metri di altezza. Lassù il silenzio e la bellezza della Natura, ne ho bisogno. L'ho scoperta perlustrando il territorio. Ho imparato a mentalizzare la salita, e dopo molti anni, la salita asfaltata, non mi basta più. La bici può diventare come un pennello per dipingere i panorami più belli, una penna per scrivere emozioni straordinarie. Ma nella vita niente è gratis, quindi mi serve un esercizio fisico e mentale per sopportalo e realizzarlo, non è facile gestirlo, ma le cose migliori devi sudartele. 

POST TOPIC. Il ciclismo senza salite, è come un libro senza pagine. La salita è una ascesa contro la forza di gravità, occorre uno sforzo maggiore mentale e fisico. E' la palestra naturale del ciclista. Tutti in salita faticano, anche i campioni che vi fanno trepidare sulla poltrona fino all'estasi. Molti la evitano e quando sono costretti a farla, rischiano di ribaltarsi, inscenando la "via crucis" del pedalatore, termine da me coniato, quando un giorno vidi il volto di un pedalatore deformato da smorfie di sofferenza indicibile. Poi ci sono quelli che in salita soffrono di meno e ne fanno sfoggio, tanto che in cima diventano come pavoni, mostrando "le piume colorate" dell'ego, imitando corridori visti alla TV, spesso usando le stesse bici stampate in serie all'estero e indossando lo stesso abbigliamento, pensando di essere come "lui" che vince tutto, una sorta di venerazione smisurata, idolatria verso il successo, un vero e proprio processo di emulazione, come quello dei bambini che imitano gli adulti. E' la condizione mentale del pedalatore consumista per cui conta consumare quello che piace alla massa deforme; segue l'opinione comune per sentirsi "il migliore" del gruppetto, selezionato con quelli che vanno più piano e dal quale non si separerà mai, in quanto necessari per potere "primeggiare" 😉!  Infine ci sono quelli che arrivano in cima, mentalizzando la salita, quelli esperti, quelli salitomani, quelli che rendono omaggio alla salita, sapendo di essere solo uomini con limiti e pregi,  autenticamente se stessi, umili, consci del fatto che c'è sempre qualcuno più forte. 

Chi pedala solo in pianura asfaltata, ovviamente ha pari dignità ciclistica, ma fatica di meno, soprattutto quando pedala nascosto nel gruppo, o succhia la ruota; solo quando mette fuori la testa e si espone, brevemente, al vento, recupera fatica e si allena ! Per fare allenamento,  in pianura asfaltata. utili al miglioramento della condizione atletica, occorre percorrere molti, tanti, troppi km, MA contro vento moderato ( 20-28 km/h) o se ci si riesce, contro vento teso ( 29.38 km/h, oltre sarebbe impossibile), MA da soli. Pedalare in modalità gruppo da pianura non è allenamento, è solo una forma di socializzazione dinamica. Punto. In modalità Gravel invece tutto è impegnativo e allenante, anche la pianura non asfaltata; la differenza la fa la tipologia del fondo. Punto. 

Il consiglio è sempre quello di  "mentalizzare" la salita, cioè abituarsi a farla, inserendo almeno una salita nella seduta di allenamento. E' il solo modo per sopportarla: abituare corpo e mente alla salita, in modo, da "normalizzarla". Per mentalizzare la salita, occorre non mollare mai, cioè non smettere mai di pedalare; chi molla, non sale più in sella, aumenta il peso corporeo, si disabitua alla fatica, entra per sempre nella comfort zone e finisce per invidiare ( o odiare)  i ciclisti che incontra, mentre guida auto e moto. 

La salita diventa la soluzione per allenarsi, la principale strada d'allenamento; ci si allena pedalando principalmente sulle salite, ma questo è l'ultimo livello, raggiunto il quale, la salita diventa "normale", insostituibile. Conta il dislivello, più dei km, è lì che si fa la differenza, dove si diventa ciclista diversamente praticanti. Un esempio: il cambio di ritmo, solo in salita lo alleni e lo potenzi. Oramai ho inserito nell'allenamento, quasi esclusivamente salite. Mi occorre un attività di recupero mirato, come stretching e riposo, mantenere il migliore rapporto peso corporeo/watt, allenandomi anche a tavola, calorie controllate e , regola aurea, bilanciando la dieta, assumendo tutto quello di cui l'organismo necessita, ma con misura; lo "strappo" a tavola, è occasionale. Niente alcool (quindi niente birra) e fumo. Essere ciclista è uno stile di vita; non è facile, ma con il tempo, ci si abitua. Saluti ciclistici. 

 

domenica 1 giugno 2025

Visita alla Pedemonte Bike.

Ho visto come producono i telai Pedemonte Bike nella fabbrica di Mele (GE) e ho capito perché testandoli sono rimasto impressionato dalle prestazioni su strada ! Ho conosciuto il maestro del carbonio, Sergio Pedemonte. Ho conosciuto gli artigiani che eseguono manualmente, il progetto del telaio personalizzato, secondo le misure antropometriche e i watt dei fortunati clienti. Ho visto come vengono fasciati i telai con la tecnologia brevetta IWS by Pedemonte Bike. Ho ammirato la bellezza e l'esclusività delle forme dei telai Pedemonte Bike, veramente Made in Italy, anzi Made in Genoa. 

I telai fatti in serie non sono ideali per tutti; occorre adattarsi cioè accomodarsi alla meglio. E' oggettivo. I corridori professionisti lo sanno e nel passato si facevano costruire telai su misura. Invece oggi la produzione industriale e gli sponsor tecnici, li pagano per pubblicizzare telai con misure e forme standard. Quindi ciclisti amatoriali pagano anche la pubblicità degli sponsor per adattarsi a telai con misure standard. E allora ho deciso di spiegare la differenza con test incrociati

I miei test non sono "giri del palazzo", pro marketing, ma stress-test liberi ed indipendenti. In questi ultimi sei anni ho testato telai su misura Pedemonte Bike, alternandoli a telai top di gamma con misure standard.  E' il momento di tirare le somme e spiegare perché non bisogna accontentarsi dell'ordinario! 

I telai Pedemonte Bike "suonano" sulla strada, sono come uno Stradivari, un pezzo unico eseguito su misura. E dopo averli testati su strada, i Pedemonte Bike, li ho visti creare nello stabilimento di produzione di Mele (GE) trattandosi di creazioni artigianali e anche questo posso testimoniarlo direttamente e non de relato . I telai Pedemonte Bike vengono costruiti completamente a mano, personalizzati sulle misure antropometriche, strutturati e rinforzati sulla base del rapporto peso/watt, sulla tipologia del ciclista (scalatore, passista, sprinter). La costruzione e la fasciatura delle tubazioni con il brevetto IWS by Pedemonte Bike consente non solo di calibrare la struttura del telaio al corpo e alla prestazione del cliente, ma anche di sostituire i tubi in caso di danneggiamento accidentale; una Pedemonte Bike è per sempre. La gamma 2025 : Altavia, la Race Gravel, la nuova SuperLeggera la macchina per volare in salita, la versatile Mutator e la Rhinoceros dalla forma unica, disponibili anche nella esclusiva versione RS. 

Passando da telai top di gamma con misure standard alle Pedemonte Bike, su misura, e viceversa, la differenza è netta! Pedalare con Pedemonte Bike è un gesto naturale, istintivo, da subito, non serve adattarsi; il telaio Pedemonte Bike è "parte del corpo", "simbiosi organica", un unicum. Ogni volta che ritorno a pedalare con le Pedemonte Bike, dopo avere testato un telaio top di gamma con misure standard è come se mi togliessi una camicia larga o stretta, e poi indossassi una camicia su misura. Niente è paragonabile. Consiglio: non adattatevi ai telai, ma fateli costruire su misura. Non c'è paragone. IWS by Pedemonte Bike è la soluzione


 

Il telaio si adatta al ciclista e non il ciclista al telaio, è la regola n°1. Quote antropometriche e rapporto peso/watt sono personali, unici; quindi scegliere un telaio standard a cui adattarsi è errato. Ma v'è di più. Nel mercato industriale ci sono telai con taglie standard non proporzionati nella lunghezza delle tubazioni, disarmonici, non proporzionali nella proiezione delle forme; telai che necessitano di attacchi manubri troppo corti o lunghi, con tre o quattro cm di spessori sotto il manubrio, e a volte tutto questo non basta, per eliminare il dislivello sella/manubrio minimo o inesistente ! Tutti sintomi del telaio standard fuori misura. Siamo tutti ciclisticamente diversi, una taglia standard, non può bastare ! IWS by Pedemonte Bike è la soluzione.

Come approcciarsi al telaio su misura ? Fondamentale è la corretta valutazione antropometrica, (con una tolleranza di +/- 5 mm; i mm sono metri sulla bici !); se fosse errata ci sarebbero errori a cascata sul telaio. Quindi occorre fare una preventiva e precisa visita  biomeccanica. Le quote (misure) antropometriche sono rilevate in mm con il ciclista scalzo e con indosso il pantaloncino con fondello da ciclista. La valutazione misura lo scostamento dal normotipo, cioè dall'atleta con misure ideali, per quanto riguarda il rapporto femore/tibia, tronco/cavallo, avambraccio/cavallo, braccio/cavallo. Lo scostamento dal normotipo sarà "fuori normo tipo di poco" oppure " fuori normotipo di molto". Poi andrà valutata la mobilità dell'apparato muscolo scheletrico ed in particolare se e come il ciclista riesce a piegarsi fino toccare il il pavimento con le punta delle mani o con il palmo delle mani. Infine andranno posizionate le tacchette delle scarpe ( qui vi spiego come faccio CLICCA QUI). La scelta dei pedali inciderà sull'altezza sella (nel mio caso 656 mm con pedali Shimano/Look, 651 con pedali Yahoo/Speedplay). La scheda con le quote antropometriche precise sarà inviata alla Pedemonte Bike che elaborerà il telaio su misura. Il cliente riceverà gli aggiornamenti ( e le foto) della creazione del telaio/forcella, passo dopo passo. 

Come viene fasciato il telaio Pedemonte Bike ? Con il brevetto IWS ( Internal Wrapping System), ideato da Sergio Pedemonte, si fascia il telaio con un doppio strato interno ed esterno, nei punti cruciali (raccordo tubo sterzo/tubo orizzontale-tubo obliquo; tubo sella/scatola MC/tubo orizzontale; tubo obliquo/scatola MC; foderi alti/tubo verticale; foderi bassi/scatola MC; parti terminali dei foderi alti e bassi del carro posteriore). Ciò consente la cottura in autoclave a temperature e pressioni controllate superiori al livello standard e di realizzare una continuità dei tessuti della fibra in carbonio, creando una struttura monolitica. Ogni tubo in carbonio costruito dalla Pedemonte Bike viene controllato sia all'interno, sia all'esterno, prima di essere incollato e fasciato, prima che il telaio venga cotto nell'autoclave. Questo controllo non può essere fatto con il telaio monoscocca; ecco perché i telai monoscocca, spesso, presentano cricche interne, in quanto difetti strutturali si formano all'interno dei materiali e si propagano sotto sforzo. Con la fasciatura IWS by Pedemonte Bike si realizza un telaio con una maggiore resistenza all'invecchiamento meccanico, più rigido torsionalmente, più maneggevole, reattivo e confortevole, come si preferisce . Questo ho potuto testare e apprezzare su strada. IWS by Pedemonte Bike è la soluzione

E se anche il corpo ( e la mente) si adattassero al telaio con misure standard, si tratterebbe sempre e solo di un adattamento ! Personalizzare la fasciatura e’ un valore aggiunto, è la soluzione per il ciclista. Attenzione. Il telaio monoscocca in carbonio su misura, ad oggi, non esiste ! Uno stampo per ogni misura personale avrebbe costi elevati, tenendo conto dell'economia di scala. Generalmente quello che chiamano impropriamente monosocca, con misure standard, viene costruito incollando il carro posteriore (o alcune parti)  al triangolo anteriore ( tubo sterzo, tubo obliquo, tubo orizzontale, tubo verticale, scatola MC). Di fatto vengono incollate due/tre parti costruite separatamente ! Differenza ?  Pedalando sul telaio monoscocca, sento e si sente, attraversando strade non lisce, un rumore simile a quello di una scatola vuota; pedalando sulle Pedemontebike, sento e si sente solo il vento; diversi modi di costruire, diversi risultati, diverse prestazioni. IWS by Pedemonte Bike è la soluzione

Il marketing non può inventare la passione; la passione trasuda dal lavoro straordinario degli artigiani, nella esecuzione dei pezzi unici Pedemonte Bike, eccellenza, autenticamente made in Italy, paragonabile agli Stradivari per l'elevata qualità e l'irripetibilità di ogni pezzo.  
I telai in carbonio Pedemonte Bike sono realizzati completamente a mano, su misura ( quote antropometriche e watt personali del ciclista) e verniciati a Mele (Genova), dunque fatti in Italia, e non solamente verniciati come accade con altri marchi. Li ho visti lavorare, gli artigiani della Pedemonte Bike; li ho visti plasmare il migliore carbonio e realizzare la forma e la sostanza della Pedemonte Bike e mi hanno spiegato l'artigianalità straordinaria, preziosa ed esperta. Condivido le mie immagini della visita allo stabilimento di produzione di Mele (GE), a partire da questo post. Saluto il maestro del carbonio Sergio Pedemonte dotato di una straordinaria manualità, ideatore del brevetto IWS, vulcano di idee, eclettico, mente multi potenziale. Saluto lo staff tecnico e gli artigiani della Pedemonte Bike. Quando si parla di artigiani si parla di persone dotate di una manualità non comune e di passione autentica per il lavoro. Alla Pedemonte Bike lavorano artigiani capaci di trasfondere nel lavoro, qualità manuali preziose: preparare gli stampi con le pelli di carbonio e cuocerli nell'autoclave; unirli ed incollarli sulla dima; fasciare il telaio e cuocerlo nell'autoclave; pulirlo dai residui della cottura e prepararlo per la verniciatura ed infine verniciarlo secondo le indicazioni del cliente, gli artigiani della Pedemonte Bike lo sanno fare con cura e pazienza. Artigiani che creano con scrupolo e competenza. Il loro prezioso lavoro crea il prestigioso telaio Pedemonte Bike, pregiata ed unica creazione, orgogliosamente e autenticamente made in Genova, il made in Italy che il mondo ammira. Chapeau 👏. Per contatti e preventivi: pedemonte.bike@gmail.com (vi risponderà Sergio Pedemonte). Saluti ciclistici. 

Per visualizzare le immagini realizzate all'interno della fabbrica della Pedemonte Bike clicca sul canale You Tube del Blog CLICCA QUI

Con Sergio Pedemonte, maestro del carbonio. 

mercoledì 21 maggio 2025

Anteprima test bike: MC Pedemonte Bike T47.

E' un anteprima assoluta, è la nuova scatola del movimento centrale T47, ideata e realizzata da Sergio Pedemonte. Un altra creazione dell'artigiano del carbonio genovese. Un livello superiore, reso unico non solo dalla qualità assoluta della sua manualità e del carbonio utilizzato, ma anche dall'inserto filettato in titanio ! Rappresenta lo stato dell'arte. Questa soluzione serve per risolvere due potenziali problemi: il Press Fit può causare scricchiolii ; l’inserto filettato in alluminio usato generalmente può ossidarsi. Work in progress. Stay tuned. Per contatti e preventivi: pedemonte.bike@gmail.com indirizzandola a Sergio Pedemonte. Saluti ciclistici. 



martedì 20 maggio 2025

Il maestro del carbonio, Sergio Pedemonte .

Il maestro del carbonio, Sergio Pedemonte è dotato di una straordinaria manualità, ideatore del brevetto IWS, vulcano di idee, eclettico, una mente multi potenziale. Entri nella fabbrica di Mele (GE) e si svela il suo essere artigiano e la sua idea di bici, l'opera in cui riproduce la sua "qualità", il suo fare è creazione. Nella produzione industriale, della bici in serie, invece il tecnico esegue uno dei sistemi parziali dalla cui connessione scaturisce il prodotto standard, il fare è la produzione. Il fare dell'artigiano come Sergio Pedemonte è idea, il fare dell'operatore dell'industria è calcolo dell'apparato tecnico. Creazione artigianale personalizzata da una parte, produzione industriale dall'altra; anima e bellezza italiana da una parte, calcolo tecnico e forma anonima dall'altra. Saluti ciclistici. 


domenica 20 aprile 2025

News Race: la Pedemonte Altavia sfreccia alla Monaco Gravel Race 2025 e si qualifica per il prossimo mondiale UCI GRAVEL !

NIZZA - Oggi la Pedemonte Altavia sfreccia alla Monaco Gravel Race 2025, gara del calendario UCI GRAVEL 2025 e si qualifica per il prossimo mondiale UCI GRAVEL WORLD SERIES. Per leggere il test bike CLICCA QUI  Saluti ciclistici. 

Una bici così merita ammirazione e rispetto !

sabato 19 aprile 2025

Downhill 🆚 Race Gravel 👊🪨 #NovaVitaGravel

Loro modalità Downhill, io modalità Race Gravel ! No limits ! Conta il manico e il mezzo. Saluto i ragazzi del gruppetto Downhill di questa mattina, in particolare chi deve cambiare "corpetto e pacco pignoni" 😉. Saluti ciclistici 


 

sabato 5 aprile 2025

Oltre la strada asfaltata, c'è il cielo ! GRAVEL MOUNTAIN #NovaVitaGravel

Con la bici da corsa potevo arrivare solo fino alla fine della strada asfaltata; ma oggi, con la bici Gravel, sono andato oltre, fino al punto più alto, sopra il mare, ad un passo dal cielo. Quiete e bellezza della Natura. Sole e polvere. Vento e pensieri liberi. Strade nuove, emozioni infinite. La fatica e’ la strada della verità. Una macchina per vivere un giorno senza tramonto ….. che non si ferma davanti alle asperità del terreno e che non ha bisogno dell’asfalto per essere veloce …e quando si sporca merita rispetto … ti regala ad ogni uscita un avventura piccola o grande …ti porta anche dove non arriva il traffico …e puoi vedere il panorama più bello ….e tu pensi ancora alla bici da corsa ?  Saluti ciclistici.

venerdì 14 marzo 2025

Exploring soul with Pedemonte Altavia #novavitagravel


 
Esplorando il paesaggio, esplorando l'anima si giunge lontano, all'autenticità esistenziale." C'è un tempo in cui devi lasciare i vestiti, quelli che hanno già la forma abituale del tuo corpo, e dimenticare il solito cammino, che sempre ci porta negli stessi luoghi. E' l'ora del passaggio: e se noi non osiamo farlo, resteremo sempre lontani da noi stessi " ( Fernando Pessoa) per questo " Devo essere solo e sapere che sono solo per poter vedere e sentire pienamente la Natura. Devo compiere  un atto di osmosi con quello che mi circonda, diventare una sola cosa con  le mie nuvole e le mie montagne per poter essere quello che sono"  ( Caspar David Friedrich) ed eccomi allora ad esplorare nuove strade, nuovi sentieri, nuovi affranti, nuovi paesaggi, boschi, e monti nel silenzio della Natura. Richiamo ancestrale. Noi siamo Natura, noi siamo la Natura. La bici serve anche a percorrere le strade dell'anima. Now I'm Free.  La Pedemonte Altavia è la bici che non c'era, la più moderna, è l'evoluzione della bici da corsaIl Gravel è quello che mancava al ciclismo. La bici Race Gravel e Gravel è la bici che ha sempre desiderato il ciclista.Saluti ciclistici. 

domenica 16 febbraio 2025

Test Bike indipendente: Pedemonte Altavia ( 4^ parte).La prova sulle strade. Una bici per tutte le strade #NovaVitaGravel


Caro diario Nova Vita Gravel, quinta pagina del test, prospettive e cambiamenti. In quanto tester devo provare tutto, per valutare, comparare e consigliare; non c'è un limite. Così è accaduto con le bici rim, poi con le bici disc, i telai road industriali con misure standard e i telai road artigianali su misura; se non testassi il "concretamente nuovo", il "sostanzialmente performante" diventerei un opinionista da forum.  Ci sono le bici da corsa, le bici Gravel, le bici Gravel tecniche e le Race Gravel. Non mi interessano le bici Gravel estreme-tecniche cioè quelle ammortizzate. Preferisco le Race Gravel, simili alla bici da corsa, testarle, mettendole alla frusta, secondo il manuale dello stradista. Il rider pedala con la Gravel race, come se fosse una bici da strada, è fisiologico; niente e nessuno potrà mai cambiarlo ! Per il rider è impossibile adattarsi e snaturarsi; è un ortodosso; deve stare davanti, fare media, anche su strade bianche e secondarie; sceglierà corse gravel grinder, corse, a cui partecipano stradisti anche prof ed ex prof, con gravel race o bici da strada adattate incautamente, nei limiti del possibile (larghezza ruote e coperture) e conseguenti limiti alla performance e rischi. Per lo stradista, conta solo darci dentro e mettersi sempre alla prova, in modalità " a tutta", dare gas in salita, per migliorare o mantenere il KOM personale o superare quello degli altri, chiudere su un gruppetto, prima che scollini; andare in fuga, una scelta persino esistenziale. Lo stradista ha la sua "testa" ! Non puoi rallentargli il ritmo nelle gambe; gli piace farle rullare, secondo una cadenza che più è alta e potente e più lo esalta ! Il rider ama la velocità. Questo è fondamentale spiegarlo anche ai produttori, in modo che facciano bici gravel sempre più specifiche ( ai pedalatori possono vedergli tutto, per loro conta solo apparire un ciclista ). E d'altro canto, le bici da strada non possono essere gravel, come pensa qualche pedalatore montando coperture da 30/32 sulla bici road disc, senza sapere che il fango blocca la ruota, troppo vicina, alla parte interna della forcella o del tubo verticale; ignorando che il carico di rottura e l'elasticità del carbonio usato per le bici da strada è diverso da quello utilizzato per le bici Gravel e le Race Gravel, come lo sono le geometrie, le forme della forcelle, le ruote, i pneumatici, il cambio.....il telaio ! In buona sostanza, il pedalatore dalla mentalità "onniscente" scherza con il fuoco! Quindi, l'obiettivo del test, è valutare se la Pedemonte Altavia, sia la gravel race top per un rider che voglia sconfinare sulle strade secondarie, sterrate, in sabbia battuta, ma senza abbandonare il bitume, senza diminuire la velocità. Per ora una cosa è certa: l'estetica della Pedemonte Altavia, mi rimane dentro la mente!

  

Per quanto riguarda la geometria della Altavia test, la Pedemonte mi ha proposto di avere una Gravel abbastanza coerente con la postura che adotto sulle bici da corsa; questa scelta mi ha consentito di ottenere un feedback più accurato attraverso il confronto su strada, e in fuoristrada, delle prestazioni di questi due mezzi, diversi per utilizzo, ma simili per concezione. Lettura delle geometrie: piantone ( tubo sella) 73,5°, misura angolare equilibrata ( quanto e misura quanto si pedala distanti dal MC); tubo orizzontale 525 mm; tubo sterzo 100 mm; BBDROP 72 mm; angolo sterzo 71,5°; interasse 988 mm ( inferiore a 1020 mm quindi reattiva, maneggevole e agile); carro posteriore 425 mm; reach 368 mm / stack 527 mm =1,43 ( posizione aggressiva stile Race Gravel - BdC ); lunghezza forcella 395 mm; rake forcella 47 mm ( inclinazione della forcella inferiore a 70 mm, trail, corto, ideale per bici da corsa, quindi rapida e agile). Consiglio la lettura della pagina del blog Come leggere le geometrie del telaio/forcella CLICCA QUI. Dalla lettura delle geometrie, si rileva che la Pedemonte Altavia testata è molto di più di una bici Gravel, è una Race Gravel reattiva e agile, con un comportamento spiccatamente racing, simile a quello di una bici da corsa, pur avendo la maggiore stabilità tipica della Gravel. E' il vantaggio del su misura, si possono decidere non solo le geometrie più adatte alle quote antropometriche, ma anche la prestazione calibrata sul ciclista, in modo da renderla adatta al proprio modo di pedalare e ai watt personali. E sulle strade come si comporta ?


TEST  su STRADE asfaltate e gravel. 

Alla Pedemonte Bike si sono "sbagliati" ! 

La Altavia è una bici da corsa adatta al Race Gravel, è 🔝; e’ molto di più di una bici Gravel 👌

La prova sulle strade conferma la lettura delle geometrie. Non noto particolari differenze in termini di reattività ( scatto), agilità e spinta sui pedali. Posizione aerodinamica in sella simile alla bici da corsa. 

Bici di corsa o Bici Gravel ? Race Gravel, come la Pedemonte Altavia. Race Gravel = Bici da corsa + Bici da gravel = una bici per tutte le strade. Si possono percorrere tutte le strade, in totale controllo, piegando facile e preciso in discesa, accelerazione immediata anche in salita; persino le strade asfaltate, si percorrono con maggiore comfort e stabilità, con un rapporto 10 a 5 rispetto alla bici da corsa. La stabilità della Pedemonte Altavia è così elevata, che sulla bici da corsa, sembra di pedalare, lungo un filo sottile! 

La forcella consente di cambiare off set da 45 mm ( più reattiva) a 50 mm ( più stabile nei percorsi accidentati). 

Con la Pedemonte Altavia, lo stile road e off road si confondono e quando lascio l'asfalto e passo sullo sterrato o raspo la terra battuta, avverto una sensazione liberatoria; mi diverto ad attraversare strade asfaltate, sterrate, in terra battuta e adesso riesco a continuare le strade sterrate che potevo percorrere solo a metà, in modo precario e meno veloce, con la bici da corsa. Con la Pedemonte Altavia sono riuscito a fare KOM sulla salita asfaltata di riferimento, e comunque a mantenere tempi non inferiori sulle altre salite, utilizzando rapporti specifici e pedivella più corta, e sono riuscito a fare ( finalmente) salite off road; sono salitomane ma non sento la mancanza della bici da corsa, anzi la Pedemonte Altavia mi diverte di più e quando la bici fa divertire, è quella giusta. Il responso su strada e il confronto con le bici da corsa testate, è chiaro, è sorprendente, la Pedemonte Altavia non è inferiore, anzi, è versatile. E il telaio pesa di meno di telai da corsa come per esempio il nuovo Pinarello Dogma F, come da pese pubblicate sul blog 😉👊! 

Con la Pedemonte Altavia sulle strade off road, occorre accompagnare il contraccolpo e allentare la tensione sulle braccia; non ci sono ammortizzatori, c'è solo il tubeless, gonfiato a pressioni basse, è abbastanza efficace, "smorza" le asperità del terreno/strada. La Pedemonte Altavia è veloce sui tratti densi di ghiaia e sulla terra battuta; non stanca, anche dopo ore di allenamento e questo significa risparmio di energia fisica e mentale, si va più lontani, si arriva meno stanchi; il telaio/forcella in carbonio è stato costruito equilibrando ottimamente elasticità/rigidità torsionale; nessun effetto "gomma" ( eccessiva deformazione sotto sforzo), ottimo comfort.  Rispetto alla bici da corsa top di gamma, le differenze sostanziali si sentono sulla strada sterrata e in terra battuta, dove questa Altavia è nettamente superiore. Con la Pedemonte Altavia è agevole piegare le braccia e la schiena, tenuto conto dell'assetto bio meccanico elaborato per il test, soprattutto contro vento. In discesa su strade asfaltate, sterrate e in terra battuta, la Pedemonte Altavia, è sicura e facile da inserire nelle traiettorie veloci; è migliore rispetto alle bici da corsa, ma occorre imparare la tecnica giusta per le discese off road. E' facile/intuitivo pedalare sulla Pedemonte Altavia, sin dalle prime uscite, sembra di farlo, da tanto tempo, è talmente maneggevole che mi sono divertito a scartare buche all'ultimo momento; la risposta/accelerazione è sempre precisa e rapida: in fuori sella con il corpo al centro, cioè posizionato sopra la sella, la bici accelera facilmente; è come una bici da corsa. Pedalando sulla Pedemonte Altavia non si sente il bisogno della bici da corsa, non serve affiancarla, a meno che si voglia averla comunque, per percorrere solo strade asfaltate.  La Pedemonte Altavia e’ una bici da corsa concepita per andare veloci e stabili anche sulle strade sterrate senza limiti di densità della ghiaia, su strade  accidentate, e off Road dal fondo semi compatto. Ci vuole il manico per percorrerci anche off Road impegnativi. E la cosa straordinaria e’ che la Pedemonte Altavia su strade asfaltate e’ veloce, ma più stabile, in ogni condizione meteo e pavimento stradale. E' una bici per tutte le strade. Perché scegliere Pedemonte Bike ? Prestazione calibrata sulle misure personali antropometriche e watt; creazione sartoriale con brevetto ; bellezza italiana; prodotto esclusivo; è per sempre, oltre le mode. Serve altro ?! E alla fine con la Pedemonte Altavia è amore infinito, amore senza limiti, potendo passare dalla strada asfaltata a quella off road, senza limitazioni !

La Pedemonte Altavia è la bici che non c'era, la più moderna, è l'evoluzione della bici da corsaè quello che mancava al ciclismo; è la bici che ha sempre desiderato il ciclista, oltre la bici da corsa.

La Pedemonte Altavia è stata esposta presso all’ADI Museum di Milano 2024 selezionata per il Compasso d’Oro  CLICCA QUI CONSIGLI su come pedalare Gravel CLICCA QUI e  CLICCA QUI . Testata anche sul Monte Amiata CLICCA QUI e sulle Strade Bianche CLICCA QUI . E ricordate la regola n.1: e’ il telaio che deve adattarsi al ciclista e non il ciclista al telaio. 

 


 

Note. Sostituita la vite di fissaggio della serie sterzo leggera con quella in acciaio inox; non stringeva bene, e la serie sterzo tendeva ad allentarsi. Con la vite in acciaio inox è stato risolto il problema. Il test è realizzato in collaborazione con la Pedemonte Bike.  Per info e contatti: info@pedemonte.bike oppure pedemonte.bike@gmail.com ( scrivete che siete lettori del blog 😉).  Per leggere la 1^ parte del test CLICCA QUI ; per leggere la 2^ parte del test CLICCA QUI ; per leggere la 3^ parte del test CLICCA QUI .  Per leggere la prima pagina del diario test Nova Vita Gravel CLICCA QUI  Per consultare il sito della Pedemonte Bike CLICCA QUI  .  Per contatti e preventivi: pedemonte.bike@gmail.com indirizzandola a Sergio PedemonteSaluti ciclistici. 

IWS SYSTEM: la fasciatura brevettata dalla Pedemonte Bike consente di "cuocere" il telaio a temperature più alte, grazie alla migliore qualità del carbonio, e realizzare telaio rigido come un monoscocca, ma su misura ! 



Cos'è il Mountain Gravel ? E' un neologismo, che ho coniato per definire il pedalare sui monti o sulle colline, lungo strade sterrate e in terra battuta. 

 

 

domenica 12 gennaio 2025

Pedemonte SuperLeggera, artigianalmente #madeinitaly #custombike Lo stato dell'arte italiana .

Premessa. Il telaio made in Italy, è solo quello costruito e verniciato in Italia; non è quello costruito all'estero e verniciato in Italia. Il telaio artigianale è quello costruito su misura e non quello prodotto in serie con misure standard. Quindi se voglio pregiarmi di un telaio made in Italy, non mi devo fare prendere in giro dal marketing, ma informarmi sul canale giusto. Diffidate dalle imitazioni. 

Storia. Continua il mio racconto del made in Italy, anzi del made in Genova, quello autenticamente eseguito dalla Pedemonte Bike con un documento esclusivo: Sergio Pedemonte, artigiano del carbonio, assembla la nuova Pedemonte SuperLeggera, costruita nello stabilimento di Mele (GE). Un autentica pagina italiana. Questo è il valore aggiunto. Vi racconto la nuova Pedemonte SuperLeggera e della sua esecuzione; si tratta di esecuzione di ogni "pezzo" e non di produzione di serie; è un prodotto artigianale di nicchia, realizzato su richiesta e totalmente personalizzato, come un violino Stradivari. E' un telaio essenzialmente classico ed elegante. E' un telaio con l'anima. Telaio in carbonio Toray 1100 G (Toray 3K parte esterna) personalizzato sulle misure antropometriche e watt del ciclista. Anche la nuova SuperLeggera, come gli altri telai Pedemonte Bike, viene eseguita a mani con la tecnologia brevettata IWS ( materiale e realizzazione eccelsa per una temperatura più alta nell'autoclave). Target: livello di coesione pari al monoscocca  in carbonio, ma su misura ! La nuova SuperLeggera è completamente customizzabile, quindi con freni tradizionali o freni disco, cavi interni o esterni, con livrea personalizzata o standard (come quella che si vede nel video), con attacco manubrio classico o integrato. Ma v'è di più. La nuova SuperLeggera può essere eseguita anche nella versione esclusiva RS, essenzialmente elegante, ancora più leggera e di nicchia ! La forcella della nuova SuperLeggera, in carbonio T700S e HFM, Crown 375 mm, Rake 45, è artigianalmente eseguita dalla Pedemonte nello stabilimento di Mele (GE), con processo di costruzione monosocca, rinforzata nei punti più sollecitati, expander e sede cuscinetto integrati, tubo sterzo con sistema per passaggio cavi totalmente integrato. Il telaio e la forcella della nuova SuperLeggera sono compatibili con pneumatici da 700X32 mm.  Perni passanti specifici Pedemonte 100x12 anteriore - 142X 12 posteriore. Reggisella diametro 27,2 mm in carbonio monoscocca eseguito artigianalmente dalla Pedemonte nello stabilimento di Mele (GE). Movimento centrale Press Fit 386 EVo. Instradamento della guaine e dei tubi idraulici integrati dalle cuffie. Passaggio guaine e tubi idraulici integrato da serie sterzo (passaggio cavi esterno su richiesta). Peso ? Dichiarato 740 grammi senza vernice. Reale ? Stay tuned. Work in Progress. Per quale ciclista è pensata la nuova Pedemonte SuperLeggera ? Per quello evoluto, che sogna di personalizzarla totalmente, salitomane, con la bici nella valigia in giro per il mondo, alla ricerca di luoghi straordinari da conquistare al ritmo dei pedali; per le Gran Fondo e crono scalata. La nuova Pedemonte SuperLeggera è lo stato dell'arte italiana, un opera d'arte autenticamente italiana, pensata e composta artigianalmente, una creazione essenziale, certamente di riferimento per il settore. Quando si possiede una bici come questa non si può desiderare altro di meglio. Un opera eseguita solo per il cliente; una creazione su misura esclusiva. E vi posso assicurare che sulla strada, si vede e si sente, la differenza rispetto ad un telaio con misure standard prodotto in serie. Ancora chapeau alla Pedemonte Bike. Per contatti e preventivi: pedemonte.bike@gmail.com indirizzandola a Sergio PedemonteSaluti ciclistici.  

 

 


Versione RS Ultra Light

Versione Light Standard

sabato 7 dicembre 2024

New Pinarello Dogma F Project Grammomania ⚖️

Novembre e dicembre rappresentano il periodo ideale per cambiare ed iniziare la nuova stagione in tempo, come fanno i corridori professionisti e i ciclisti evoluti. Se invece non si prende una nuova la bici, bisogna comunque controllare l'assetto biomeccanico perché ogni anno il corpo cambia, e mi riferisco soprattuto al peso corporeo e all'elasticità muscolo scheletrico. E mentre, i corridori professionisti devono prenderla come gli viene consegnata dagli sponsor tecnici, i ciclisti evoluti l'assemblano in modo diverso dalle versioni a catalogo, più leggera ( e illegale UCI) e più performante. Ovviamente anche chi cambia la bici deve rifare l'assetto biomeccanico, per un motivo in più: bici diversa, diverse geometrie. A meno che voi siate  in grado di mantenere lo stesso peso corporeo e la stessa elasticità muscolo scheletrica e quindi capaci di fare la vita da ciclisti. In questo caso se non cambierete bici potrete rimanere con il medesimo assetto. Un ultima considerazione. Telai estremi con pneumatici Slick, manubri stretti limitano il controllo e la stabilità in condizioni meteo avverse e stradali al limite. Risultato. Bici da corsa, capaci di prendere e mantenere facilmente velocità, spesso troppo elevate in certe circostanze, ma con limitato controllo sull'asfalto, soprattutto quello accidentato e bagnato  La potenza senza controllo è nulla, come è noto. La possibilità di correggere errori di traiettoria e di arresto in condizioni pericolose anche con le bici da corsa di nuova generazione, è limitata, anzi è ancora più limitata, in relazione alla sensibilità alla velocità aumentata. Le continue e rovinose cadute dei corridori prof, ci interrogano . Possiamo dire che si tratti solo di errore umano ? 

E allora vi presento la  Project Pinarello Dogma F Grammomania, con un assemblaggio esclusivo. Target: come fare diventare un telaio top di gamma di 3^ generazione non leggero e utilizzato dai corridori prof della Ineos, una bici leggera e sotto il peso UCI. E' un progetto esclusivo, non disponibile per i corridori professionisti della Ineos. E' anche l'anteprima esclusiva della nuova Pinarello Dogma F, il nuovo modello di vertice della dinastia Dogma, costruita per i corridori prof della Ineos, formidabili veicoli pubblicitari, "gemme" straordinarie nell'immaginario degli appassionati. Il kit telaio viene prodotto con carbonio giapponese M40X, in Oriente e verniciato a Treviso nello stabilimento della Pinarello. Pinarello Dogma F, è uno strumento/macchina professionale venduto anche al pubblico, votato alla velocità, pur essendo una macchina per tutti i segmenti di percorso (pianura, salita) , ma solo su strada asfaltata. Anche questa nuova versione, fabbricata in serie, possiede una struttura telaio/forcella asimmetrica e realizzata con misure standard, alle quali il ciclista e il pedalatore devono adattarsi e punta prevalentemente sull'aerodinamica, per limare secondi nelle competizioni, per risparmiare energia, ovviamente, ma solo con il "corpo", sistemato in modo corretto, dal punto di vista aerodinamico ( braccia strette e piegate, schiena arcuata. gambe aderenti al tubo orizzontale, presa bassa) e biomeccanico; invece con la posizione che definisco del Cobra, prevalente tra ciclisti e pedalatori (schiena eretta, braccia dritte e tese, mani sulla parte centrale della curva, con polsi piegati in avanti, ad angolo retto, gambe aperte, piedi che spingono scomposti e in modo asimmetrico, senza continuità e circolarità). ll prezzo 15 mila euro con ruote Campagnolo Hyperon Ultra TWO e 17 mila euro con Syncro Capital SL40. Per completezza, il prezzo di listino del telaio, forcella, reggisella e serie sterzo e’ 6.300,00 €. Perché le bici da corsa costano così tanto? Per saperlo CLICCA QUI  . Il peso non è leggero trattandosi di Pinarello e di tubi con spessore aerodinamico, ma la somma fa il totale, quindi assemblandolo con la componentistica top ( molto costosa) consigliata con il Project Grammomania, si raggiunge un peso massimo di 6.460 grammi con ruote Campagnolo Hyperon Ultra Tubeless e un peso minimo di 6,390 grammi con ruote Syncro Capital SL 40; ovviamente il peso complessivo è comprensivo di pedali (chi pubblica pese senza pedali fa disinformazione e confonde le idee; la bici senza pedali non "pedala"; la pesa di un progetto di bici deve avere un pedale di riferimento, altrimenti non è un progetto compiuto, ma un ipotesi; peggio ancora chi indica a parole il peso senza foto o video). La nuova Project Pinarello Dogma F Grammomania assemblata affinché ogni componente abbia una reale incidenza sul peso e sulla performance, è tra i primi esemplari consegnati e vanta un peso illegale per l'UCI 😉.  Saluti ciclistici. 

 
                                  Pesa con ruote Campagnolo Hyperon Ultra e Syncro Capital SL40                                                                     
    
Rendere una bici Race gravel top di gamma, veloce e leggera, come una bici da corsa top di gamma e non avere più limiti di strada è diventata la nuova sfida ( riuscita) della tecnologia ! Un esempio. Il peso della Pedemonte Altavia e della top di gamma Pinarello Dogma F ! La Pedemonte Altavia è più leggera. Punto. 

martedì 5 novembre 2024

La Pedemonte Altavia all’ADI Museum di Milano 2024 per il Compasso d’Oro.


La Pedemonte Altavia
esposta all’ADI Museum di Milano 2024, 
candidata all’assegnazione del prestigioso premio design Compasso d’Oro. E’ l’unica Gravel Bike selezionata per il design, una Race Gravel capace di trasformare ogni superficie in strada ! La selezione è una panoramica del design italiano e anticipa tendenze e novità del settore, aprendo il percorso verso il prossimo Compasso d'Oro, ambito premio, inaugurato nel 1954. L'ADI Design Museum di Milano è la mostra dedicata ai prodotti di design selezionati dall’Osservatorio permanente dell’ADI – Associazione per il Disegno Industriale. Le date dell'ADI Design Index 2024: 30 ottobre – 17 novembre 2024 ADI Design Museum Piazza Compasso dOro 1, Milano;  25 – 30 novembre 2024 Spazio WeGil – Hub culturale della Regione Lazio gestito da LAZIOcrea, Largo Ascianghi 5, Trastevere, Roma. Tra i premi assegnati negli anni precedenti, nella categoria bici, quelli ad Antonio Colombo per la bicicletta da pista, Laser Nuova Evoluzione della Cinelli e all'Ufficio Progetti della Campagnolo per il gruppo Campagnolo Veloce. Tra i premi assegnati, nelle altre categorie, spiccano quelli alla Ferrari FXX K, alla Ferrari Monza SP1, alla Panda, all'Olivetti Lettera 22, all'impianto frenante Brembo per auto Formula E Caliper, all'Alfa Romeo Giulia. Per consultare il sito ADI CLICCA QUI . Per leggere la motivazione della selezione ADI della Pedemonte Altavia per il design mobilità Clicca qui . Detto ciò, non posso che esprimere la mia personale soddisfazione per la selezione della Pedemonte Altavia, già testata e recensita clicca qui  La Pedemonte Bike è una vera e propria "sartoria della bici"; e sul punto mi sembra opportuno citare Karl Kraus : " Oggi è possibile confondere uno scultore con un sarto, perché tutti e due creano delle forme". Nel panorama mondiale composto prevalentemente da telai industriali con misure standard, la Pedemonte Altavia, rappresenta l'ambito livello superiore, il sogno del ciclista evoluto e la selezione con la candidatura al Compasso d’Oro, ne esprime la conferma univoca e meritata.  Per contatti e preventivi: pedemonte.bike@gmail.com indirizzandola a Sergio PedemonteSaluti ciclistici. 
La Pedemonte Altavia esposta a Milano all'ADI Design Museum 2024.