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giovedì 3 settembre 2026

I segreti del mondo Race Gravel. Il trucco della "depilazione".

Quando il telaio Gravel  non è compatibile, con tubeless più larghi, si tolgono i tasselli laterali per evitare che tocchino nella parte interna del telaio e della forcella e quindi frenino la ruota, anche se generalmente è la ruota posteriore quella problematica quando lavora su telai più stretti, la forcella è generalmente sempre più larga. I tasselli si tolgono usando la pinza specifica acquistabile on line. Il risultato è quello che si vede nelle foto.....tasselli tolti, risparmio di peso e di spessore laterale. Svantaggi del trucco: il tubeless depilato è meno performante e grippante in curva, quando si piega, soprattutto off road, fango e pioggia. Molto dipende sia dalla larghezza reale del tubeless, in quanto spesso non coincide con la larghezza nominale, sia dalla larghezza interna del canale del cerchio, più è largo e più il tubeless installato si inserisce meglio e si allarga evitando l'effetto pera. Esempio: il tubeless Continental da 50 mm montato su un canale interno da 25 mm misura 50,5 mm, allora in questo caso, si tolgono i tasselli laterali e la larghezza diventa 49 mm. Il tubeless Maxxis Rambler da 40 mm è largo 41 mm su un canale interno da 25 mm. 
Non tutti i marchi e/o produttori di Gravel Bike sono d'accordo ad allargare telai e forcelle e renderli oversize. Il motivo è quello di non appesantire il peso della bici/forcella e quindi renderla più reattiva con tubeless larghi non più di 45 mm. Altri marchi invece utilizzano tubeless larghi 50 mm o più larghi per avere un maggiore comfort e velocità sui terreni sconnessi e più scorrevolezza sui terreni rocciosi. Tubeless da 50 mm in su sono adatti al bikepacking, alla pianura e ai fondi particolarmente rocciosi. Marchi commerciali, come Specialized, Willier, per esempio, sono compatibili con tubeless rispettivamente fino a 55 mm e  52 mm, adatte al Gravel estremo sempre che il ciclista sia capace di gestire/pedalare percorsi molto impegnativi, altrimenti è solo un peso maggiore e inutile del telaio e del tubeless. Pedemonte Altavia è compatibile con tubeless max da 50 mm, sia sull'anteriore, sia sul posteriore, la misura ottimale per  Race Gravel, cioè le corse veloci Gravel, bikepacking e fondi rocciosi, non penalizzando eccessivamente la spinta pedalata in salita. Spesso i marchi scelgono misure diverse per le ruote: per esempio Pinarello usa  spazio max di 45 mm sull'anteriore e 42 mm sul posteriore ( modello per  le ruote Dogma GR)  oppure 45 mm sulla ruota anteriore e posteriore (modello Grevil).
Il consiglio: dipende dall'uso e dai percorsi scelti. Sui terreni rocciosi e particolarmente sconnessi meglio il 50mm nominale; in salita con fondo compatto o lievemente sconnesso scegliete il 40 mm nominale. L'ideale è utilizzare due coppie di ruote, a seconda del percorso scelto, una coppia con tubeless 40 mm, l'altra con il tubeless da 50 mm. Il tubeless Gravel non dovrebbe essere più largo di 50 mm per non penalizzare versatilità e reattività. Il tubeless da 50 mm o maggiore di 50 mm va utilizzato  su percorsi estremi, come per esempio, quelli della Transcordilleras, 1100 km per 25 mila metri di dislivello, in otto tappe, sulla Cordigliera delle Ande in Colombia. lungo strade estremamente impervie CLICCA QUI. Saluti ciclistici.  


Indicazione della misura max compatibile (es. 45 mm) ..

....il tubeless integro.....



                        ...il tubeless dopo la depilazione eseguita con la pinza fatta per tagliare tasselli

                                                         Tubeless con tasselli laterali tagliati.

mercoledì 2 settembre 2026

Il ciclismo notturno e il ritmo circadiano.

Riavvolgo il nastro dell'estate 2026....tutti in affanno... a boccheggiare come pesci fuor d'acqua.....con i cuori sotto sforzo per il caldo quasi mortale...città invase dal ronzio non dei droni(per ora) ma dei condizionatori d'aria, accessi a palla....lockdown del cambiamento climatico....nel cielo una nuvola nera con la nefasta previsione dell'ultima estate "fresca"..... umanità deforme e allucinata, delira e rumoreggia ad ogni ora, in un mondo sempre più osceno ...droga ovunque .......la fine apocalittica non è troppo lontana.... MA il marketing c'è ed offre una nuova proposta d'acquisto  ....se la notte è troppo piccolina e non è fatta per dormire allora...... la tendenza è fatelo al fresco.....pedalate al fresco! Pedalare è come vendemmiare...... la notte è cambiata....e cambierà nel "nuovo giorno".... si vendemmia, si pedala, si festeggia senza l'affanno del caldo torrido........fuori l'inferno ci brucia a 40 gradi... siamo diventati vittime consapevoli di noi stessi....cittadini del mondo incendiato e climaticamente malato......... nessuno rinuncia alla dipendenza delle energie fossili, lo smog che sballa ed inebria con la velocità, rassicura la pigrizia...tutti lanciati nello sfrenato consumismo che allieta coscienze vuote....dilaga l'egoismo senza pietà verso le persone in difficoltà e verso la Natura.......tutti si sentono ricchi in attesa di guadagnare milioni....la povertà non gli appartiene.... nessuno rinuncia a niente, nemmeno a sparare cazzate....prima erano no covid, poi sono diventati negazionisti climatici, non ne azzeccano una, gli rimane il gratta e vinci e il bar sotto casa.....abbiamo perso il senso della realtà..... mentiamo a noi stessi.....ce ne freghiamo anche dell'onesta intellettuale.....l'onestà è antipatica e rappresenta la fatica di essere seri e veri.....e allora tutti in giro per le strade... con auto sempre più vecchie, SUV sempre più grandi da non "vedere" pedoni e ciclisti, con moto dotate di marmitte rumorose e costose per godere orgiasticamente del rombo e chi se ne frega dei passanti...con la Vespa scooter restaurata, rumorosa, brutta e con lo scarico puzzolente, immagine del delirio umano....con gente disposta a pagare il prezzo alto dei carburanti per sentirsi "normale"...pur di non rinunciare al male sociale del motore termico…pagare carburanti fossili per aumentare la temperatura della Terra… pagare per sentirsi più caldo …la follia della folla..... è lo stile del domani non frega niente....nessuno è disposto a cambiare il proprio stile di vita e a salvare il mondo.....la passione per i soldi è la più grande iattura per l'umanità.....MA almeno si è pedalato nelle notti d'estate ! Evviva ! 

Estate 2026, ovunque eventi notturni o eventi in notturna......gente che pur di fare sport salta la nanna, gente che pur di fare qualcosa di diverso pratica sport notturno! Insomma nottambuli sportivi o sportivi nottambuli, gente con un futuro da metronotte. In estate tutto è o sarebbe permesso. Oramai il mondo va così, all'incontrario.... la notte per il giorno, il giorno per la notte.... non esiste una verità unica ed oggettiva, ma verità personali, ognuno si racconta la verità che più gli aggrada, tutto è autoreferenziale. E' l'effetto "gregge": tutti fanno quello che fanno tutti, la "folle folla", a prescindere da quello che si fa, per sentirsi accolti e parte del movimento "famolo strano". 

Se la tendenza è il ciclismo notturno, quali sono gli effetti sulla salute ed in particolare sul vitale ritmo circadiano? Quali sono i limiti fattuali nella pratica su strada, considerato che luci, "radar", specchietti non servono ad evitare il peggio.....mera illusione di uno scudo contro gli incidenti.... gli automobilisti non ti vedono, per distrazione, o non riescono ad evitarti, per la velocità eccessiva, soprattutto con la luce lunare.

Il ritmo circadiano e la salute dei pedalarori nottambuli. La scienza ci dice che la luce del giorno, è essenziale per il ciclo circadiano ovvero il ciclo biologico della salute e per il ritmo del sonno, quindi per la vita e questo vale anche in estate, anzi soprattutto in estate. Il ritmo circadiano rappresenta i cicli biologici di 24 ore che regolano sonno, digestione, temperatura corporea, rilascio ormoni, umore e livelli di energia. I cicli biologici sono regolati da un orologio interno posto nel cervello che riceve informazioni dirette dalla luce esterna e che organizza il corpo e la mente in base alla luce del giorno, alle attività e alle abitudini. Quindi l'esposizione alla luce del mattino, e i cambiamenti negli orari, influenzano la sincronizzazione dell'orologio biologico. Adattare il proprio ritmo giornaliero ai cicli naturali migliora la qualità della vita e per l'effetto sia le prestazioni atletiche, ad ogni livello, sia la risposta del corpo e della mente all'affaticamento. Tutto ciò è essenziale alla capacità di ascoltare il proprio corpo, fondamentale per il ciclista, quindi a migliorare la nostra risposta alle sollecitazioni indotte dall'allenamento, e a mantenerci in buona salute. E questo vale sia nel caso di sessioni all'aperto, sia nell'allenamento sui rulli. La scienza ci dice che nei neuroni del sonno privati del riposo, i geni legati al metabolismo mitocondriale, risultano sovra regolati. In particolare, aumentano i geni coinvolti nella catena di trasporto degli elettroni e nella sintesi di ATP, come se i mitocondri stessero tentando di “recuperare” uno squilibrio energetico. La scienza ci spiega il legame tra energia, sonno e longevità. Pertanto alterare il ritmo circadiano nuoce alla salute e accorcia la vita. Vi consiglio di approfondire l'argomento utilizzando le fonti scientifiche e non le fonti chiacchierate di quelli del bar, sempre pieno di talenti della parola.


Quindi, se il ciclismo notturno incide negativamente sul ciclo circadiano, e per l'effetto sulla salute e la performance, allo stesso modo di chi vive la notte, per motivi di lavoro e di svago, allora perché lo si pratica, in città e fuori le città? Per tentare di risolvere o limitare problemi sociali annosi, come il traffico, la violenza stradale, gli incidenti stradali, lo smog e il rumore assordante, per fare qualcosa di diverso, per fuggire dalla noia. Certamente è suggestivo pedalare sotto le stelle, ma solo laddove non ci sia l'inquinamento luminoso, altrimenti non si potranno vederle, ma è illusorio pensare di potere evitare il traffico nelle città italiane, dove il traffico non "dorme" mai"; certo potrebbe essere coinvolgente farlo con gli altri, ma alla fine, sarà tutto vano, i pedalatori non saranno mai "padroni assoluti" della strada, ma indeboliranno il corpo, confonderanno la mente, costretti a rimanere in piedi anche il giorno, durante il lavoro o la guida dei mezzi a motore. FOLLIA. La notte è fatta per dormire, serve per "riparare i danni della vita" causati dal giorno, serve per recuperare dalla fatica. Non siamo delle slot machine. Pedalare in condizioni innaturali, è di per sé, stressante, costringe il corpo a fare quello che non può fare al meglio. Pedalare senza riposo sufficiente o con il caldo eccessivo nuoce alla salute, e diminuisce la performance; consultate il medico. 

La notte, il ciclista dorme.  

Al di là dell'effetto gregge e del "famolo diverso", i pedalatori pedalano sotto il cielo stellato per fuggire dagli automobilisti e dal traffico o per condividere le vacanze sui social! Ma non è facile pedalare la notte. Il ciclismo notturno comporta dei limiti fattuali. La luce artificiale delle bici attrezzate con lampade e "lampadari" è comunque ridotta, e spesso non impedisce di finire nelle buche e di evitare insidie.  La capacità di adattamento alla luce notturna non è scontata ed è penalizzante, soprattutto quando non si è più giovani o non si conosce il percorso. Tutte le persone, a fine giornata, sono più stanche, quindi la capacità di risposta al pericolo e la prestazione  di per sé saranno limitate, e se qualcuno pensa che pedalare la notte, possa risolvere problemi di stress, sbaglierà per inesperienza; un fisico stanco amplifica lo stress, è pieno di cortisolo. Il ciclismo notturno praticato in circuiti chiusi al traffico è sicuro, purché le piste siano effettivamente e costantemente presidiate e comunque è legato a competizioni riservate ai corridori, dunque a gare ad alta velocità che richiedono abilità ed esperienza, maturata nelle competizioni, evidentemente fuori dalla portata dei pedalatori e di molti ciclisti amatoriali. Sic. 

Consigli. Sceglierete di pedalare in modalità notturna, come se fosse una serata in discoteca o come desiderio di fare tendenza e di essere parte di un movimento,  nulla quaestio, difronte al legittimo piacere di fare quello che si vuole fare....ma se lo farete per non avere le auto, tra le ruote, allora  la soluzione è questa  CLICCA QUI o quella di pedalare nei parchi naturali e nelle strade sterrate secondarie...ma se lo farete per evitare il caldo torrido che mette a dura prova corpo e mente e limita la prestazione, invece pedalate nelle prime ore del mattino, aria meno calda, maggiore concentrazione di testosterone naturale, massimo rendimento del ritmo biologico, ma per farlo, occorre dormire la notte, almeno per 6 ore, ed avere una vita regolare, come si addice allo stile di vita del ciclista. La notte è fatta per ricaricarsi e riparare il corpo, per allentare la pressione sulla mente.....per staccare la spina.....per vivere secondo il ritmo naturale della vita....siate naturali......se proprio volete fare attività fisica notturna al top, allora fate sesso. Ultimo consiglio. Siate ciclisti e non pedalatori. Il Blog continua a raccontare il ciclismo dei tempi attuali, mentre i "buoi sono usciti dal recinto". Saluti ciclistici. 

giovedì 9 luglio 2026

Consiglio fisioterapia, ginnastica posturale e stretching per il "motore" della bici muscolare.

Pedalare "storti" cioè "disallineati", diminuisce la prestazione al 50% e aumenta l'infiammazione. Sull'argomento vi rimando QUI  . Rivolgetevi al fisioterapista e agli esperti del settore. Saluti ciclistici. 


lunedì 6 luglio 2026

Spiegazione delle prestazioni della bici da corsa di ultima generazione. Chi è il "pedalatore con la scimmia" e il "tester maccheronico"?

                                                                                       
Glosse a margine. Voi la chiamate bici da corsa, io invece la chiamo bici da strada asfaltata perché con l'avvento della bici Gravel, che altro non è che una bici da corsa adatta all'off road, la bici da corsa è confinata alla strada asfaltata. Ma quali sono le prestazioni delle bici da corsa di ultima generazione? Lo spiego nel video a coloro che si fanno problemi a scegliere questo o l'altro modello. Tranquilli. Oggi è facilissimo scegliere. ATTENZIONE. Scrivo che la bici da strada asfaltata è confinata sulla strada asfaltata perché anche se provate a percorrerci sterrati compatti ( solo quelli, altri tipi di sterrato NO), con gomme da 28/32 mm, a parità di rapporto e di watt, con la Gravel andrete più veloci e soprattutto sarete molto ma molto più stabili e comodi. Qualche scienziato che pratica il ciclismo dal salotto, potrebbe pensare, " allora perché fanno le Strade Bianche con la bici da strada asfaltata?". Perché lo decide il marketing..... per pubblicizzare le bici da strada asfaltata..... per non aumentare le spese di gestione dei team. In media ogni corridore prof dispone di due bici da strada asfaltata, una da crono, se poi si dovessero aggiungere anche bici Race Gravel, allora i costi lieviterebbero, il lavoro si moltiplicherebbe per i meccanici, aumenterebbe lo spazio necessario in magazzino/trasporto per telai, ruote, tubeless, gruppi, eccetera. La somma fa il totale e ultimamente il totale sta stressando gli sponsor, stremati per gli aumenti dei costi anche del materiale tecnico e per gli ingaggi soprattutto dei campioni. Niente è gratis. Tutto si paga e a caro prezzo se si considerano i ritorni di incasso.....esempio: ogni anno quanti consumatori sono in grado di pagare il prezzo delle bici dei campioni? Pochi! Sic. 
Anticipo gli “scienziati” del marketing, di turno sui social, che possano chiedermi, il perché pensando di mettermi in difficoltà? Cari “scienziati” del marketing, cioè quelli che lavorano per il marketing. Come Voi dovreste sapere, allo stato dell’arte, la scelta è diventata solo una questione di beghe mentali. Il 90% dei consumatori se pedalasse bendato non si accorgerebbe della differenza tra telai in carbonio con misure standard prodotti in serie dall’industria, spesso da terzisti, nell’era delle produzione marginal gains (miglioramenti marginali non sensibilmente rilevabili dall’uomo medio-pedalatore). Ci vuole una sensibilità spiccata per percepirne le sfumature, forse. Così e’! E’ così certo e puntuale che potreste calarci la pasta 🍝 😉😬. Non pettino le bambole, ma pedalo e testo bici, prima che voi incominciaste a lavorare per il marketing. Quindi non vi fate film mentali e scegliete quello che più vi pare e piace,  non c'è un modello migliore degli altri. Top, de che ? De cosa? Mi premeva fare questa premessa per i lettori che nel 2026 sono ancora "assetati" di test bike! Test bike de che !!! Lasciate stare, non serve più. Gli anni 80 e 90 del secolo scorso sono finiti. Aggiornatevi. Tutto è cambiato!
 
 

Dicesi "pedalatore con  la scimmia", colui che spendendo tanti soldi, esprime inevitabilmente, un giudizio positivo sulla bici da corsa acquistata; più la paga e più ne sarà entusiasta!  Dicesi "tester maccheronico" colui che spara a cavolo valutazioni su bici, improvvisando o recitando un copione scritto da altri. Come riconoscerlo? Lo spiego nei video. Saluti ciclistici. 

venerdì 3 luglio 2026

Consiglio: allenarsi con il vento (allenarsi contro il vento).

Un altro consiglio.....allenarsi con il vento, contro il vento. Ricordate sempre che il pedalatore è un hobbista, evita il vento come può, pedala in gruppo soprattutto per scroccare il "passaggio a ruota", per non sentirsi solo e per chiacchierare, non si mette in testa per tirare il gruppo e fare andatura, non migliorerà mai. Il ciclista è ciclista, usa il vento per allenarsi e migliorarsi; essere ciclista e’ uno stile di vita. Siate ciclisti e non pedalatori. Saluti ciclistici.  

 



mercoledì 1 luglio 2026

Consiglio su come migliorare la prestazione in salita (e per passare di livello da pedalatore a ciclista).

Nei video, il consiglio, per passare di livello, da ciclista a pedalatore e il consiglio, per migliorare la prestazione in salita. Se gli allenamenti con strumenti elettronici funzionassero davvero non ci sarebbero tanti ciclisti e pedalatori che in salita "pedalano all’indietro"! E' un fatto notorio. Evidentemente non basta leggere il dispositivo elettronico! Occorre "mentalizzare la salita" (Copyright Pedalareversoilcielo) e non sprecare soldi per le tabelle di allenamento, nessuno può conoscervi meglio di voi! Imparate ad ascoltarvi! Siete persone, non siete macchine. Pedalare è un gesto istintivo, non complicatelo. Imparare a pedalare collegati con la mente al gesto atletico, padroni della fatica, carattere ciclistico. Saluti ciclistici         

    
                   1° CONSIGLIO                                                                              2° CONSIGLIO

 
                         Imparate ad ascoltarvi. 

martedì 23 giugno 2026

Come mi allenavo e come mi alleno ai tempi di Strava e della tecnica.

Mi insegnarono che il migliore allenamento è la gara. Ci allenavamo in segreto, a ritmo gara. Oggi Strava, il grande "condominio" virtuale dei pedalatori, e la tecnica, padrona delle nostre vite, non sono riuscite a cambiarmi la scelta di allenarmi "liberamente", a ritmo gara, perché il migliore allenamento è la gara, senza condividere i miei dati (a cosa serve?). Per allenarmi ho imparato a "sentirmi" e nel video spiego cosa significa. Saluti ciclistici. 

P.S. Ci allenavamo in segreto perché non dovevano sapere che ti allenavi, per non essere "marcato" a vista. E alla domanda se ti eri allenato, si rispondeva poco, non ho avuto tempo! Era sempre battaglia. Poi, imparammo a "leggere" la gamba e la forma della gamba "parla"! Altri tempi, altri ciclisti e in quel tempo non c'era ancora la condivisione social degli allenamenti. #storiedivitavissutasullastrada #storiepedalate #storiedatramandare 

lunedì 8 giugno 2026

Scuola di ciclismo ex post: come guardare indietro senza voltarsi.

Sono pochi quelli rimasti ciclisticamente attivi dopo avere praticato da giovani, il ciclismo, quando si imparano le basi dello sport, meglio e prima, la maggioranza inizia a pedalare a tarda età, senza esperienza, avendo come punti di riferimento il compagno di uscita, anch'egli, spesso, senza formazione di base, e/o le corse trasmesse alla TV, dove si vedono cose che gli "umani" non possono e non devono fare, ma li imitano e diventano la parodia del corridore prof. I pedalatori, hobbisti per antonomasia, fanno di tutto e di più, fanno e non ci pensano più di tanto, come per esempio, quando si voltano per guardare indietro, con grave pericolo per se e per gli altri....con una mano sul manubrio, e l'altra agitata nell'aria, a salutare o indicare oppure appoggiata sul fianco, come un danzatore.....urlano, allungano e storcono il collo....voltandosi, possono perdere (e spesso perdono) l'equilibrio....pedalano in modo totalmente precario.... basta una buca o un contatto improvviso con il compagno d'uscita, e finiscono sull'asfalto...abbandonano la bici "al caso"....si contorcono, come serpenti...la bici ondeggia, sbacchetta, senza governo..... interpretano scene tragicomiche. E allora sommessamente, un consiglio alla popolazione pedalatrice, su come guardare indietro, senza voltarsi, ma solo quando non se ne può fare a meno... perché non serve voltarsi per vedere chi sta a ruota.....basta l'ombra sull'asfalto o il rumore della catena o degli pneumatici o il fiato corto di chi ti insegue o lo squillo del computer...anzi vi consiglio di allungare il passo quando "rientrano", in modo da non dargli tempo di prendere fiato e succhiarvi la ruota, per risparmiare energia e battervi in volata, o "scattarvi in faccia"; quando è "battaglia" è "battaglia" nessuno è "fratello di pedale". Allora come fare per voltarsi indietro correttamente? Si guarda da sotto il braccio per mantenere le mani sul manubrio e una posizione corretta in sella. Vi lascio al mio video tutorial. Saluti ciclistici. 
                             
   
       

lunedì 4 maggio 2026

Tubeless Gravel non inferiori a 50 mm: consiglio.

Ciclisti e pedalatori gravellisti....ALT ! Fermi, prima che il verbo del marketing, vi confonda (anche questa volta) e vi induca in tentazioni, convincendovi che utilizzando tubeless non inferiori a 50 mm, diventerete più veloci della luce, invisibili anche al luminol, potenti più della luce solare, più affascinanti ed irresistibili.....guardate questi due shorts....ascoltate quello che ho da dirvi e consigliarvi.....prima che mettiate mano al portafoglio.....dopo di che....fate voi! Saluti ciclistici. 

          

venerdì 1 maggio 2026

Attenti al CARBOIDRATO "massiccio e selvaggio" assunto scimiottando i prof.


Questo insegnano gli esperti. Ciascuno ha la propria unicità. L'effetto emulativo può nuocere anche alla salute fisica.Un'assunzione smisurata e non controllata dei carboidrati è sconsigliata dagli esperti. Siate prudenti. Consultate il medico e il dietologo e non il giornale sportivo o la corsa alla TV! La salute è il bene più prezioso. Non improvvisate o imitate tanto non lo vincerete mai Tour e Giro😉!!!! Cercate almeno di vincere il fondamentale "premio" del benessere psico fisico 😉 Saluti ciclistici. 

venerdì 20 marzo 2026

Facciamo chiarezza sulla bici da corsa


Quella che chiamano in modo pedissequo, ecolalico, bici da corsa, io la definisco per quello che limitatamente è, cioè bici da strada asfaltata (Copyright © PEDALAREVERSOILCIELO). Saluti ciclistici. 

lunedì 26 gennaio 2026

Test indipendente: Sidi Asper Laces GRAVEL. Consigli sulle scarpe da ciclismo.




Siamo ciclisti e non consumatori seriali. 
Anche il mondo del ciclismo è pieno di prodotti non adatti a tutti, spesso acquistati senza consapevolezza. Penso che bisognerebbe cambiare questo approccio compulsivo e acquisire conoscenza attraverso un cambiamento nello stile di vita. 
Conosco il popolo dei ciclisti e dei pedalatori.... le abitudini, i vizi, gli errori....... spesso.... scelgono quello di cui non hanno bisogno.. si adattano....  non conoscono la storia della bici e la sua evoluzione... scelgono fidandosi della pubblicità, "dell'effetto gregge", del "cosi fan tutti".....come quando scelgono scarpe costose perché le usa il campione sponsorizzato....  perché se "costano tanto allora saranno migliori".... perché inseguono il tempo sulla salita di riferimento e non possono "trascurare" la suola delle scarpe "by Champion".... perché come insegna il marketing, ogni dettaglio è importante, per limare secondi e decimi di secondo...perché "i materiali sono più importanti della gamba".....perché siamo nell'era della tecnica e il data base degli allenamenti/uscite è diventato il totem di chi interpreta il ciclismo, come una pratica asettica, fatta di numeri e prestazioni.....e qui c'è poco da fare...anzi bisogna lasciarli andare...... " O purpo s'adda cocere cù l'acqua soja"!

In molti anni di ciclismo praticato sulla strada, ho calzato tantissime scarpe... acquisendo, anche in questo ambito, esperienza diretta da condividere con voi. 

Ultimamente ho testato anche scarpe Gravel e la cosa può interessare tutti i ciclisti e vi spiego il motivo.
La prima differenza riscontrata rispetto alle scarpe Road è quello che definisco il "vero comfort", parametro molto spesso illusorio o secondario con le scarpe per ciclismo su strada, quelle con le suole in carbonio (disponibili con diverso grado di rigidità)..... massima spinta sui pedali, si, ma tutte quelle che ho usato si sono dimostrate scomode con l'uso prolungato, intorpidendomi e "cuocendomi" i piedi, in particolare, nel periodo estivo e nei lunghi. E che ci facevo con una scarpa scomoda? Niente....me la sono tolta e l'ho regalata. La rigidità del carbonio mi stressa eccessivamente il piede e il problema non riguarda solo me, ve lo assicuro, "è matematico". Penso che le scarpe Road con suola in carbonio, ed in particolare quelle con il massimo grado di rigidità, siano più adatte al ciclismo su Pista, alle cronometro e alle crono scalate, dove è necessaria la massima spinta, in un lasso di tempo relativamente breve. Non è un caso che ci siano scarpe road con suola in nylon e fibra di vetro, materiali diversi dal carbonio. Questa è la mia esperienza diretta su tante e tante scarpe testate su strada. Questo è il ciclismo reale del Blog. 

Quando pedalo con una scarpa Gravel con suola non in carbonio, non sento una differenza sostanziale, in termine di spinta sui pedali.... cioè non la sento flettere... MA sento in modo chiaro e netto, maggiore comfort..... è più comoda......non mi sembra di calzarla......la dimentico ai piedi anche dopo 4/5 ore.....non mi serve rigidità estrema, ma una scarpa comoda con la quale spingere meglio sui pedali, cioè senza stressare i piedi (un piede indolenzito o intorpidito, non è in grado di spingere, può solo soffrire e farti stringere i denti dal dolore)...non sono masochista....per anni mi sono massacrato i piedi con la suola in carbonio....utilizzando scarpe persino con la punta stretta...follia.....tortura....ora basta....  

....il Gravel è un esercizio ciclistico, senza soluzione di continuità..... asfalto, sterrato, terra battuta...all'occorrenza  si deve camminare sui sassi e pietre e attraversare torrenti.....ci vogliono tasselli grippanti e suola specifica.... suola rigida si... ma non ultra rigida....che sia un ottimo compromesso tra comfort e prestazione...la prestazione senza comfort conta "quanto il due di coppe quando briscola è bastoni"......

....per completezza va detto che le scarpe Gravel con la suola in carbonio sono si adatte al Race Gravel veloce, quello sulle sterrato compatto......ma presentano problemi nel "camminamento di passaggio".....la suola in carbonio, oltre a "riscaldarmi" ed irrigidirmi il piede, si graffia e si scalfisce, a contatto con sassi e pietre...anche se ci sono tasselli in gomma...i sassi e le pietre "colpiscono" la suola negli interstizi dei tasselli....

E allora cosa posso consigliare? Il comfort conta più di tutto, sopratutto nelle scarpe, come nei telai. 

E passo al nuovo test, quello delle SIDI Asper. La suola delle scarpe Sidi Asper è composta da nylon e fibra di vetro....performance/rigidità calibrata.... buona spinta e ottimo comfort....in medio virtus....la scarpa Gravel non "inscatola" il piede.... non limita il movimento naturale, altrimenti sarebbe come una morsa e "non ci vai a Roma, scendi prima"... con il Gravel, il piede non spinge solo sui pedali, ma cammina e bilancia la bici con lo spostamento del corpo nei percorsi off road..... nello scavalcamento delle pietre. La tomaia della Asper è morbida, ma strutturata e protetta da "fasciatura/rinforzi" laterali per resistere ai graffi  e durare più a lungo.... sulla punta è  incollata la protezione per non "limarla" con la ruota anteriore e sbucciarla su sassi e sassolini....ho scelto il modello con lacci... per me è un passaggio epocale.... dai cricchetti e BOA ai lacci di antica memoria....i lacci allacciati non rimangono liberi, ma vanno inseriti sotto l'asola centrale, come da figura. 

Le Asper hanno calzata Millenium (finalmente), cioè non è stretta in punta, ma larga... quindi non occorrerà mezzo numero più grande del proprio numero di scarpe, come si fa generalmente con le SIDI, ma bisognerà scegliere mezza misura in meno.....esempio.... il mio piede è 42, con la SIDI Asper ( e tutte le altre scarpe SIDI con calzata Millenium) taglia 42 e non 42 e 1/2. 

Cosa pensano i miei piedi delle Sidi Asper Laces? Sono come una pantofola, "non la sentono mai stringere", anche quando camminano! Sono esteticamente appaganti in questa versione Sabbia....un pò retrò .....mi piacciono....la lavorazione è molto precisa, accurata e robusta...made in Vietnam (perché esternalizzare la produzione aumenta il profitto)....le ho testate con gli eccellenti pedali Shimano XTR. Le scarpe SIDI Asper, come tutte le SIDI con l'arco plantare neutro sono perfette per i miei piedi ultra sensibili .. si spinge sui pedali facilmente per effetto della pianta larga e comoda e della ottima rigidità della suola.... non posso più farne a meno, e ogni volta che testo scarpe con arco plantare pronunciato, mi pento di averlo fatto!

Concludo con un informazione di servizio. Qualcuno ha messo in giro la voce che le scarpe per ciclismo vadano obbligatoriamente sostituite (e gettate) ogni anno!!!! In verità "nessun medico lo prescrive"! Le scarpe da ciclismo le sostituisco solo se danneggiate.....la suola non si deforma sensibilmente e la tomaia prende la forma del mio piede! Ovviamente se vi sarete stancati della scarpa e avrete soldi da spendere, fate pure.... ma sarebbe meglio donarli ai poveri. Saluti ciclistici. 

Come monto le tacchette 

martedì 23 dicembre 2025

La svolta GRAVEL

Il capanno sul lago. 
Story.  Avevo 10 anni di età, e da allora, ho pedalato sulla bici da corsa, tanti km quanti diversi giri della Terra.....dopo  avere organizzato e partecipato a raduni.... a uscite di gruppo "condominiali".... agli allenamenti dei gruppi "a manetta"  (alla stessa ora, lungo il percorso si aggregano via via gli altri, anche ciclisti sconosciuti,  si tira a tutta," a rotazione" no stop, con medie alte)....ad eventi....dopo avere scalato le Alpi e gli Appennini, passando per l'Etna..... annoiato e assuefatto......non avevo più niente da aggiungere alle emozioni........ poi qualche anno fa è arrivata la SVOLTA ..... sono uscito fuori dalle rotte degli stradisti e dello smog ....... verso strade nuove..... attraversando strade secondarie e boschi.... abbandonando la comfort zone dell'asfalto ........ è tempo di divertirmi attraversando segmenti asfaltati e off road senza soluzione di continuità....cercando altri spazi meno contaminati dalla massa.....lontano dal traffico…

   
Gravellando fuori dalla comfort zone dell'asfalto.

ma è cambiato qualche cosa dentro me.....il tempo passa....e quello che rimane non posso sprecarlo a vivere solo e sempre "una" scelta ciclistica..... sempre e solo sulle stesse strade.....c'è tanto altro da pedalare e vivere......perché limitarmi....per non sporcare la bici? Per sentirmi al sicuro con le abitudini e la comfort zone dell'asfalto? E poi..... lo confesso.....sono diventato intollerante al "ciclismo sociale" (Copyright © PEDALAREVERSOILCIELO) ....non sopporto più le chiacchiere e le chiacchierate petulanti, pericolose, nauseanti, stressanti.....quando si pedala bisogna rimanere concentrati sulla strada, per la sicurezza, cercando di evitare insidie, pericoli........un tempo sentivamo solo le catene...dicevamo "zitti e gambe".... oggi pedalano e chiacchierano (anche con lo smartphone).... soprattutto a "cacchio".... persino quando “boccheggiano” in salita, come pesci fuori dall'acqua, con il volto deformato da una smorfia isterica di fatica ..... non ce la fanno a pedalare, ma chiacchierano…nessuno sa ascoltare... nemmeno il cuore e le gambe...per questo si affidano al computer installato sul manubrio...."che dice e non dice"...... non dovrebbe essere un algoritmo a dirti come stai....dovresti saperlo....ma ci vuole esperienza e capacità di ascoltarsi....non sopporto più le furbizie dei pedalatori.... come quando fanno finta di chiacchierare con lo smartphone in stand by, per rallentare "strategicamente" l'andatura del gruppo (tatticismi esilaranti)....o ti si attaccano dietro come calamite.....non sopporto più chi ti pedala accanto....invade la careggiata.... ti osserva ...ti schizza i sassi.....ti fa la mezza ruota.... inizia a parlarti del ciclismo professionistico (e chi se ne frega!)...della politica....dei suoi problemi....chiede consigli e consulenze, pettegola....basta...non tollero più la pedalata in "coppia"....quando si pedala si pedala......devo ascoltare le gambe e il battito per capire come sto... e quando spingere..... e allora via dal caos del "ciclismo collettivo e condominiale" (Copyright © PEDALAREVERSOILCIELO) ....massivo ed invadente.........cambio strade..... più impegnative e dure........ma nella quiete.........è catartico ascoltare la catena, il suono croccante della ghiaia e della Natura...senza mai rallentare il ritmo delle gambe e del cuore.....solingo e ramingo.....non mi serve altro e gli altri per pedalare...non sono calciatore o tennista...........le medie le faccio allenandomi, da solo, in salita, contro il vento, in posizione aero (braccia piegate, schiena arcuata, gambe strette).... sono medie "pulite", non addizionate dalla scia... miglioro il livello e la qualità dell'allenamento.....allontano lo stress indotto dagli umani....finalmente libero dal vincolo del gruppo e gruppetto… ”finché si pedala c’è speranza” (Copyright © PEDALAREVERSOILCIELO).....il ciclismo è un esercizio spirituale, non solo movimenti muscolari.... è mente....è personalità.....

 
Scarpe sporche di fango, scarpe felici 😀 

...  è comunque vantaggioso per tutti, depurarsi degli "effetti collaterali" dell'uscita con il gruppo: decidi la rotta...non senti le chiacchiere dei logorroici e dei pettegoli ...mulini le gambe senza interrompere il ritmo... nessuna sosta al bar in stile "Pasquetta" e perdita di tempo...... fai media "pulita" cioè "non media a rimorchio" (Copyright © PEDALAREVERSOILCIELO).....non rischi la caduta di gruppo..... eviti di finire nella buca non segnalata da chi ti precede....non cadi sull'asfalto per colpa del compagno d'uscita che ti taglia la strada o ti viene addosso o ti aggancia con il manubrio o ti tocca il pneumatico posteriore ….non assisti ai litigi…non prendi gli schizzi di chi si soffia il naso alla ciclista… non devi attendere gli altri......"guardi in faccia il vento".... il migliore allenatore.....impari a gestirlo.....fatichi di più e migliori l'allenamento... il ciclista che non sa pedalare da solo e contro il vento, non è ciclista ...è un pedalatore che sogna di essere ciclista.....

Essere ciclista e’ uno stile di vita …le motivazioni sono le stesse....pedalo per passione della bici e della fatica, per allenarmi, per viaggiare, per avventura, per vivere a contatto con la Natura....se  non ami la Natura, non sei un ciclista, ma  un motociclista o automobilista che pensa di essere un ciclista.......il pedalatore invece pedala per passare del tempo, per fare comitiva, per emulare il ciclismo che vede alla TV, per darsi importanza, per sentirsi alla moda ...per farsi vedere con la bici nuova......per competere con gli altri.... 

....ciclismo su strada.... ciclo cross... Gravel …per me esiste solo la bici da corsa…e la possibilità di percorrere tutte le strade con ruote e pneumatici differenti…manico, testa e gambe permettendo.....

ma “senza bici non si canta la messa”  (Copyright © PEDALAREVERSOILCIELO)....la mia nuova idea ciclistica cercava una forma esclusiva e silente per scambiare sensazioni con la bici e condividere la nuova storia..... scrivere dialoghi..... cercavo una forma plasmata sul mio corpo (misure antropometriche)...."intonata" sul mio colpo di pedale (watt e modo di pedalare), per calibrarne la prestazione e rendere uniche le emozioni.......la mia svolta ciclistica non sarebbe stata possibile senza la nuova Pedemonte Altavia....una bici da corsa estrema (rigidità pari a 125 N/mm cioè una pedalata fa più metri di tante bici da corsa top) adatta anche al Gravel e all'Endurance..... giusto peso in salita e in discesa…una bici per tutte le strade.....tutte le strade per lei.....parte geometrica del mio corpo....pensiero cangiante.......non mi limito più.. e’ irrinunciabile.....una volta che la provi non lo/la dimentichi......ti rimane "addosso" e nella mente...niente è paragonabile...

  
Gravellare sul lago.

Aneddoto. Il mio blog è ciclismo reale, esperienza diretta, un racconto di vere storie ciclistiche, non è ciclismo idealizzato, marketizzato....è ciclismo praticato con sudore e fatica. 

Un tempo, il mio anziano allenatore, il saggio Ernesto, disse: "Uè Pizzò...quando pedalamme nisciuno mè fràte" voleva dire: " Quando pedaliamo nessuno è fratello", cioè quando usciamo in bici, ognuno pensa a sé, ognuno si muove con le proprie gambe,  nessuno potrà pedalare al tuo posto. Niente di più vero, posso confermarlo: tutti e sottolineo tutti, si scatenano e competono....tutti praticano la "mezza ruota".... tutti attaccano e se possono ti staccano anche se ti incontrano casualmente.......ovunque vanitosi e fanatici del pedale.....pedalano senza anima, per mostrarsi e competere.....si gongolano ad aspettare gli altri alla fine della salita........e se qualcuno, arrivato prima in cima, torna indietro per risalire con gli altri, non vi illudete.... è solo per farvi capire "non provarmi a sfidare, sono più forte"........ "è sempre battaglia"....le persone sono fatte così...non fatevi illusioni....non credete alle chiacchiere edulcorate, melliflue, di chi narra o scrive le  "poesie"sul ciclismo...sono solo fantasie.... opera di ingenui ed inesperti....il ciclismo è dura realtà.....è spietato!

Conclusioni. Ognuno interpreti il ciclismo come più gli piace. Ma quando sentirete dentro di voi.... "stimoli non pervenuti"....allora la mia nuova storia vi sarà utile.....per reinventarvi! Perché non siamo fatti per le stesse strade. 

Sulla vasca del re Tching /thang c’erano incisi caratteri che dicevano:” Rinnovati completamente tutti i giorni; e poi rifallo ancora, e poi ancora, e per sempre. “  Eraclito diceva: " Non ti bagni mai due volte nello stesso fiume". 

P.S. L'asfalto è confortevole nel senso che migliora la spinta sui pedali, aumenta la scorrevolezza, agevola l'equilibrio, si va facile, ma alla lunga diventa "monotono", come sul rullo fisso...ed io preferisco l'adrenalina e il "rodeo" del rullo libero....dove niente ti può tenere in equilibrio....devi sempre pedalare alla giusta velocità altrimenti si finisce fuori dai rulli.....migliora l’efficacia della pedalata…allena la/alla pedalata rotonda, mentre la maggior parte dei ciclisti pedala a scatti….. non sanno pedalare continuamente o non possono a causa di semafori, incroci stradali, stop, traffico, chiacchiere, aspettare chi si stacca, eccetera.  Saluti ciclistici.

  
Un altro giorno di fango e ciclismo libero. 

venerdì 26 settembre 2025

Candelaria Rivas Ramos e la regola " contano le gambe".

Un cambiamento di paradigma. Il 13 agosto scorso, la messicana Candelaria Rivas Ramos, 30 anni, vince la Canyon Ultra Marathon 2025, disputata in Messico. E qui niente di eccezionale, ci mancherebbe. Il bello viene adesso.... alla maratona di 63 km, la messicana, si afferma dopo avere raggiunto, il luogo di partenza, camminando per 14 ore...il suo villaggio era lontano e sperduto e lei non aveva auto, moto, treno, bus per andarci.... ma non si è persa d'animo, ci è arrivata a piedi (l'importanza del riscaldamento 😉!)! E adesso il clou....la maratoneta messicana partecipa indossando un ampia gonna e sandali....senza una lunga ed ottimale preparazione...senza allenatori, fisioterapisti, medici....le è bastato il desiderio di parteciparvi...partita sotto lo sguardo sorpreso e forse divertito dei concorrenti....si è sbarazzata della massa agguerrita, vincendo la gara e un premio in denaro che convertito in euro equivale a 320 euro! Eccezionale! In pratica la vincitrice ha corso in modalità "vita di tutti i giorni" e come "si trovava vestita in casa"! Alla faccia delle scarpe runner con suola in carbonio, del bicarbonato di sodio per evitare l'acido lattico, dell'abbigliamento tecnico futuristico, del doping, della diatriba High Carbo/Low Carbo (nutrizionisti e medici divisi e contrapposti manco se fossero allo stadio), del "folclore" creato dal marketing che fa sentire vincenti ed omologati a prescindere! Andate a vedervi le immagini dell'impresa sportiva di Candelaria.... ricordatele ogni volta che pensate di non essere all'altezza della situazione o della concorrenza...o non vi siete allenati sufficientemente... o non avete il casco aerodinamico...o l'abbigliamento in carbonio... o la bici di ultima generazione...quella dei campioni...già i campioni...tifate campioni che gareggiano con attrezzature tecniche ultra top...supportati da staff costosi di medici, terapisti, preparatori, meccanici, eccetera....pagati profumatamente o milionari....giovani e forti... ma cosa ci sarebbe di speciale quando vincono? Pensate invece a  Candelaria Rivas Ramos, sola e senza niente di tutto questo, alla sua vittoria con l'abito di tutti i giorni e i sandali! Ispirarsi a Lei sarebbe d'obbligo in un mondo normale.... altro che campioni super pagati e coccolati....contano umiltà, abnegazione, conoscenza del proprio corpo, mente lucida e forte...e le "Gambe"! Resettate la mente... "è tutto sbagliato, è tutto da rifare", per dirla alla Bartali....conta la regola delle Gambe (e sull'argomento ho scritto tanto sul blog)! W la semplicità e la forza o la forza della semplicità o la semplicità della forza di Candelaira Rivas Ramos...spegnete la TV perché nuoce gravemente alla personalità! Per imparare non serve seguire campioni e marketing....quelli cercano la vostra idolatria e i vostri soldi....vi basta solo ricordare questa storia di vita autentica. Seguite voi stessi e non quello "che dice il mondo corrente”: essere e “non apparire consumando”.  E se proprio cercate storytelling ispiranti....allora ecco....la storia di Candelaria Rivas Ramos e la regola "contano le gambe". Saluti ciclistici.... e messicani! 

domenica 21 settembre 2025

Nuovo Ciclismo. Dalle grandi salite del ciclismo alle grandi salite della Natura.

I panorami Gravel sono più belli....indovinate perché!? 

ANCHE  il ciclismo e’ cambiamento. Ho collezionato le grandi salite del ciclismo …uno dei primi a percorrerle e divulgarle.......adesso è tempo delle grandi Salite della Natura, sconosciute, impegnative, paesaggisticamente affascinanti, emozionanti... dove incontro la bellezza autentica della Natura, un dono di Dio per chi crede, un dono della Natura per tutti! Le grandi salite della Natura sono le salite della vita.... perché noi siamo Natura, noi siamo la Natura. Un esempio: abbiamo fatto lo Stelvio tra auto, moto, camper e..... smog, "pedalando in città"...guardando il panorama...ma non pedalando "nel panorama"...nella Natura! Ma la rivoluzione Gravel ci salverà! Lo Stelvio in modalità Gravel è un avventura...emozioni...gambe più forti...."liberazione" e liberare l'istinto ciclistico. Lo stesso dicasi per tutte le altre grandi salite del ciclismo...c'è un modo Gravel per percorrerle!

Salgo in solitaria, imparo nuove tecniche, affronto situazioni complesse...per esempio, corpo a monte, bici a valle....fondo sterrato (la ruota posteriore slitta se vai in fuori sella)....buche e sassi da evitare con la concentrazione... se non sei allenato, la stanchezza ti offusca la mente e commetti errori.....e poi sei finalmente solo ....non c'è nessuno quando arrivo in cima... solo il cielo, il panorama, il silenzio o la quiete...in solitudine è più impegnativo e piacevole pedalare (vento in faccia, auto-ritmo, pedalare senza parlare, eccetera)......devi stare bene anche con te stesso (conosco pedalatori che invitano a casa i compagni per non uscire da soli)...devi parlare con il tuo corpo e devi averlo imparato a fare …devi saperti gestire anche in modalità WILD....orientarti nel bosco....conoscere l'ambiente...e poi ritornando sulle salite asfaltate classiche, mi sembra di andare su, “senza fatica”.... più spinta sul manto stradale, l'asfalto è stabile. E’ il nuovo ciclismo con "la bici da corsa estrema", la Pedemonte Altavia. Ma questa GRAVEL BIKE è molto di più.. ...prossimamente ve ne parlerò. Stay tuned.

Un'esortazione anche nell'interesse delle future generazioni: non lasciamo che ci portino via la Biodiversità...sarebbe la fine dell’umanità! Del resto nessun ciclista vorrebbe pedalare soprattutto in salita, nelle città ridotte oramai a camere a gas, sommerse tra cemento e traffico selvaggio. Saluti ciclistici naturali. 🚵‍♂️🌳. 

lunedì 1 settembre 2025

Il misuratore di potenza serve davvero al ciclista amatoriale ? Grammomania: pedali Shimano Dura Ave e Favero Assioma Pro RS2 #misuratoredipotenza #nonesagerate

Per chi pensa ancora che il misuratore di potenza sia la soluzione migliore per un ciclista amatoriale, ecco una pesa esclusiva: pedali Shimano Dura Ace e Favero Assioma Pro RS 2 compatibile con tacchette Shimano Dura Ace.  In questo modello Assioma, il misuratore di potenza è presente su entrambe i pedali. La differenza di peso è oramai sostanzialmente irrilevante. 

La domanda sorge spontanea; serve davvero un misuratore di potenza al ciclista amatoriale? 

Analizzare i dati non è cosa semplice ed utile per il ciclista amatoriale; servono competenze tecniche e programma di allenamento pianificato da esperti. Il misuratore di potenza nasce per i corridori, in particolare, professionisti assistiti da preparatore atletico/medico. Generalmente il ciclista amatoriale pedala per mantenersi in forma fisica e divertirsi; non gli serve complicarsi la vita con la metodologia di allenamento per le competizioni.  

Il misuratore di potenza, stressa mentalmente, in quanto identifica la bici al "lavoro" dell'allenamento, confondendo il sano divertimento con il lavoro opprimente delle tabelle. Abbinandolo al piano programmato di training, si finirà per appendere la bici al chiodo, entro 1/2 anni o di venderlo, soprattutto se i risultati nelle gare amatoriali non saranno soddisfacenti (e questo è accaduto ad alcuni ciclisti amatoriali conosciuti personalmente). E di misuratori di potenza usati se ne vedono tanti in vendita! L'epilogo è uno e solo: disfarsene e recuperare qualche euro.  

A quelli che pensano che il misuratore di potenza (ma su entrambe i pedali), sarà utile per rilevare se le gambe spingono con diversa forza, rispondo che non servirà nemmeno in questo caso. Infatti le cause sono: a) dismetria degli arti inferiori, cioè una gamba è più corta per nascita o per problemi muscolari o articolari; b) forza muscolare asimmetrica dovute ad infortuni pregressi; c) abitudini posturali errate. Sono problematiche che non si scoprono con il misuratore di potenza, ma camminando, salendo le scale, con una visita dallo specialista, vivendo normalmente. In tal caso ci sarà bisogno del medico e del fisioterapista e spesso il problema non si risolverà. Se invece la questione sarà lieve, nessun problema, è fisiologico: siamo tutti asimmetrici anche nella forza. 

Il mio consiglio. Liberate la mente dalla tecnologia, almeno quando non è strettamente necessario; ne diminuirete la dipendenza e tornerete ad essere padroni della mente e del tempo libero. Il ciclista è un uomo libero, per antonomasia. Viviamo nell'opprimente Era della tecnica con la conseguenza che l'uomo è diventato il mezzo e non il fine. 

Cultura. Il compianto Gianni Mura, a proposito del misuratore di potenza scrisse una perla di saggezza: "Il ciclista amatoriale non è quello abbardato come se dovesse correre la Parigi Roubaix, quello che continua a controllare il cronometro, quello che va in bici con la mentalità dell'automobilista da casella a casello e ha il misuratore di potenza sul manubrio. Il ciclista è un operatore culturale, portatore di cultura diversa se non opposta a quella dominante. " Devo aggiungere altro ? Saluti ciclistici.

venerdì 8 agosto 2025

L'allenamento del ciclista: allenarsi con il pensiero, allenarsi bene e allenarsi meglio. #contalaqualità


Ricordo del "mio" Manghen 

Tre tipologie di allenamento per il ciclista amatoriale: "allenarsi con il pensiero" (Copyright ©  PEDALAREVERSOILCIELO), allenarsi bene e allenarsi meglio. Fa sorridere, "il festival" dei chilometri registrati sul computerino ostentati pubblicamente, nel report annuale, condiviso sui social, come a dire "Io so io, voi non siete un ......" ( Marchese del Grillo)! Tutto inutile!

10 mila, 15 mila o 20 mila km registrati con i potenti mezzi della tecnologia, e speriamo non manomessi, non dicono tutto, "non fanno paura a nessuno": conta la qualità e non la quantita’. All'ostentatore chiedo: quanti Km sono stati pedalati in salita? Quanti in fuori soglia? Quanti contro vento? Quanti da solo? Quanti i Km pedalati nella pancia del gruppetto, a succhiare le ruote, a chiacchierare? Nessuno saprebbe rispondere con precisione e allora, caro "ostentatore di KM" (Copyright ©  PEDALAREVERSOILCIELO), lascia stare...è tutto sbagliato...è tutto da rifare, per dirla alla Bartali!

L'allenamento deve essere qualità: contano il totale del dislivello e quindi le salite; è in salita che ti fai la gamba e potenzi il cuore. Conta il tempo pedalato in salita e contro vento a tutta, il resto è riscaldamento. Contano gli allunghi e la resistenza, allenati in pendenza, spingendo contro la forza di gravità. Sincronizzare gambe e cuore, "mentalizzare la salita" (Copyright ©  PEDALAREVERSOILCIELO) (cioè abituarsi alla salita e alla fatica della salita). Lavorare in soglia con "botte" oltre la soglia, o in modalità brutale oltre la soglia e "fino alla fine", "allarga il cuore" e quindi rallenta i battiti e permette di migliorare lo sforzo. Meglio da soli, iniziando gradualmente, lungo salite di riferimento con SFR e poi passaggio alla modalità "a tutta fino alla fine" (Copyright ©  PEDALAREVERSOILCIELO), cioè fare una salita dall'inizio alla fine a tutta, dando tutto quello che si ha dentro. Con il tempo, il corpo e la mente ( concentrazione e motivazione), impareranno a spostare l'asticella del limite massimo, sempre più avanti e si imparerà a gestire il fuori soglia anche senza guardare il computerino. Obiettivo: il cuore del ciclista batte più lentamente

E quando uscirete con "gli animali brutali"  (Copyright © PEDALAREVERSOILCIELO), "in modalità pronti partenza via... ci vediamo su" (Copyright © PEDALAREVERSOILCIELO), non mollerai mai, anche se dovrai mordere sul manubrio e sputare polvere! Quando ti capiterà di "menare" (Copyright ©  PEDALAREVERSOILCIELO) , cioè di spingere forte sui pedali, in pianura, anche contro vento, ti sembrerà di volare. Chi succhia la ruota non si allena, diventa "pedalatore della species parassita a pedale assistito dal gruppo" (Copyright ©  PEDALAREVERSOILCIELO). Chi pedala in "modalità slow down",  (Copyright © PEDALAREVERSOILCIELO), non si allena, perde tempo, alla stregua dei pensionati costretti ad uscire di casa per fare qualcosa. Quindi ostentatore di KM (Copyright ©  PEDALAREVERSOILCIELO), "lascia stare" il totale dei km annui indicati sul tuo computerino; contano i km di qualità totali: quanti ne hai sudati davvero? Altrimenti è "allenarsi con il pensiero" (Copyright ©  PEDALAREVERSOILCIELO)  e non con le gambe e il cuore.  Alcuni consigli per allenarsi in Zona 2 CLICCA QUI . Saluti ciclistici (Copyright © PEDALAREVERSOILCIELO). 

sabato 2 agosto 2025

Test Bike Deda Gera e Deda SuperBox. La scelta della larghezza del manubrio bici #novavitagravel

Uno dei migliori manubri testati è senz'altro il Deda Gera in  alluminio 6061 doppio strato (disponibile anche nella versione più leggera, in carbonio), il quale garantisce multiple opzioni per la posizione delle mani. Il manubrio ha un arretramento di 10° e un'inclinazione verso il basso di 5° per una configurazione più confortevole durante il bikepacking di lunga distanza o il Gravel più impegnativo. Il rialzo di 10 mm è un ulteriore aiuto per ottenere l'altezza desiderata del manubrio sopra la serie sterzo. L’apertura di 24° della curva e l’angolo esterno di 3° nella parte terminale offrono una stabilità superiore quando si guida su terreni impegnativi. Il reach e il drop ottimizzati nella forma EOS (Endurance Optimized Shape):  profondità di 55mm permette una posizione più ravvicinata delle leve freno, mentre l’altezza di 100mm consente una posizione più confortevole e una veloce transizione dalle leve alla presa bassa. Il Deda Gera Alloy è capace di migliorare effettivamente il comfort e la prestazione. La particolarità del manubrio è quella di riuscire ad impugnare "tutta la curva", cioè in diverse parti, con eguale sicurezza e comfort, è incredibile, la praticità e la facilità d'utilizzo; è una di quelle cose che "creano dipendenza", irrinunciabili. 

In bici, ricordate di piegare le braccia e di lasciarle mediamente flesse, di non irrigidirle, soprattutto sulle strade off road - sterrate, per evitare contraccolpi alla cervicale e ammortizzare le asperità. Schiena arcuata, gambe strette. Serve anche per essere aerodinamici, e stilisticamente ciclisti. 

Ne avevo parlato in questo post pubblicato l'anno scorso CLICCA QUI . Ritorno sul problema. Non credete "agli asini che volano" ! Non imitate sempre e comunque, non siate ingenui e novelli ! In un mondo normale, la misura del manubrio della bici da corsa, dipende dalla larghezza delle spalle, per non penalizzare la stabilità/guidabilità della bici, per non comprimere la cassa toracica e quindi limitare la respirazione ed infine rendere la bici esteticamente simmetrica. Nel mondo capovolto invece la misura dipende "dal come mi pare" o "dal come l'ho visto fare" e quindi la misura diventa più piccola e per l'effetto, la bici non simmetrica, tanto da far sembrare sbagliata la taglia del telaio ed evidenziare il pedalatore rannicchiato che fa "spallucce"! Il motivo addotto "dal come mi pare" o "dal come l'ho visto fare" : con il manubrio più piccolo e la posizione dei comandi girati all'interno, stringere le spalle e i gomiti ( aggiungo in modo innaturale), farebbe diventare, "aerodinamici"! In verità l'aerodinamica dipende prevalentemente dalla posizione del ciclista, ma secondo l'assioma: braccia (e non spalle) strette, mediamente flesse, schiena arcuata, gambe strette; per il resto, dipende dalle ruote, casco, abbigliamento e telaio. ATTENZIONE. Il manubrio più piccolo limita la stabilità e la sicurezza. Nel Gravel invece la misura del manubrio è più larga per migliorare la stabilità e la guida della bici nei percorsi off road - sterrati . E nel Gravel non è consigliabile ragionare "come mi pare" o "come l'ho visto fare", per non finire tragicamente sui sassi, che fanno più male dell'asfalto ! 

E che le cose stiano così e che stavano prendendo una piega pericolosa, lo dimostra il fatto che l'UCI dal 01 gennaio 2026 ( salvo ripensamenti) vieta l'utilizzo di manubri troppo stretti/piccoli, dimostrando l’importanza e la fondatezza  di quanto spiego da tempo. Finalmente ! In tema di sicurezza andrebbero fatte anche altre scelte, intervenendo sulle bici da corsa sempre più esasperate; quanto sono efficaci nel controllo delle insidie delle strade pubbliche (buche, dossi, pioggia, curve a gomito, eccetera); quanto sono efficaci nel  controllo-correzione dell'errore umano ? Ma questa è un altra storia, e quindi vi rimando in parte, a quanto già pubblicato CLICCA QUI . 

Per leggere il test bike della Schmolke Carbon Infinity Integral Clicca qui 

P.S. Nel test, il montaggio del nastro non era all'altezza della situazione, non era a regola d'arte, persino un pedalatore novello avrebbe potuto fare di meglio; la bici test si valuta oggettivamente !


L'attacco Deda Superbox è stato aggiornato al sistema DCR per un’integrazione completa dei cavi. L’attacco può essere utilizzato in 4 diversi modi per adattarsi a tutte le modalità di passaggio cavi: DCR, S-DCR, Diretto e Esterno. Unitamente ai manubri Deda con sistema DCR (Deda internal cable routing) l’attacco è la perfetta soluzione per bici con passaggi cavi interamente integrati. L’attacco Superbox® presenta una soluzione brevettata che prevede due possibili soluzioni per il passaggio cavi interni. La soluzione con passaggi cavi completamente interni (DCR) o semi-integrata (S-DCR) attraverso una cover che permette l’installazione, regolazione o manutenzione senza complicazioni per i collegamenti dei cavi elettrici o delle guaine idrauliche. Superbox® può essere montato su cannotto forcella tradizionale da 1-1/8” e è compatibile con tubo sterzo telaio da 46 mm (per cuscinetto 1- 1/8”) oppure 56 mm (per cuscinetto 1.5”). Completa il design dell’attacco una serie di spessori con dei canali per il passaggio dei cavi. Gli spessori e la cover sono progettati per essere apribili senza dover smontare alcun cavo dal telaio per una facile regolazione dell’altezza di sterzo. L’innovativo processo di forgiatura dell’attacco con la forma piatta garantisce una migliore aerodinamicità. L’aggiunta delle misure 60, 70 e 80 rende l’attacco Superbox adatto anche al Gravel ( e alla MTB). Disponibile in finitura POB (Polish on black). Saluti ciclistici. 

venerdì 18 luglio 2025

E tu sai come e da chi viene costruito il tuo telaio in carbonio ? 🤨

Passione, no marketing. Il marketing non può creare la passione. 

Come fate a dire che avete acquistato un telaio di qualità se non sapete come e chi lo ha costruito !! Vi hanno ipnotizzati con il  marketing? Vi basta pagare prezzi alti per essere convinti di avere fatto la scelta migliore?!  Bisogna conoscere quello che si sceglie. Per questo, da tempo, cerco di acculturare gli appassionati, spiegando la complessità del mondo della bici, spiegando per esempio come vengono eseguiti telai di qualità elevata fatti in Italia su misura dagli artigiani della Pedemonte Bike. Nel reel vi spiego insieme all’artigiano italiano della @pedemonte_bike alcuni aspetti fondamentali della costruzione, come la direzione delle fibre di carbonio e la cottura in autoclave a temperature più elevate con il brevetto IWS by @pedemonte_bike . La temperatura di cottura in autoclave e’ più elevata per ottenere una migliore coesione della fibra, e quindi per renderlo più compatto del telaio monoscocca. CLICCA QUI per leggere il post sulla mia visita alla Pedemonte Bike. CLICCA QUI per sapere perché le bici da corsa industriali costano tanto.  Saluti ciclistici.