La notizia QUI . In breve. La Federazione Ciclistica della Comunità Valenciana, denuncia " molestie e criminalizzazione dei ciclisti" dopo il ritrovamento di puntine da disegno sparse sulla strada statale, a Tàrbena. Un residente ha raccolto circa quaranta spilli sparsi sulla riva destra della strada statale CV-715 , in un tratto di cinque o sei chilometri tra Bolulla e Tàrbena. Li ha trovati mentre faceva un giro in bicicletta e ha segnalato la situazione pericolosa. Un abitante del luogo ha spiegato che "c'erano molti spilli e si vedevano persone ferme a guardare le ruote". Le amministrazioni comunali e il settore turistico stanno organizzando un incontro per studiare soluzioni che garantiscano sicurezza e convivenza. Niente di nuovo sotto questo cielo: nel 2018, in Italia, alle Nove Colli, furono sparse tante puntine sulla strada e non furono mai trovati i responsabili. E la situazione è andata oltre, in Italia, anche sui social, dove si fomenta e monta l'odio verso i ciclisti, tanto che la Fondazione Michele Scarponi ha deciso di perseguire penalmente gli odiatori social, scoperti o segnalati. A scanso di equivoci, va detto, sia che è un momento storico dove l'odio (e l'invidia, causa scatenante), è particolarmente diffuso, sia che gli automobilisti odiano tutti, anche gli altri automobilisti e se non ci fosse il codice penale, si assisterebbe ad un regolamento di conti massiccio e continuo.
Questa è la notizia riportata dai media spagnoli. Veniamo a noi, ciclisti italiani. "Se Atene piange, Sparta non ride". Il "giocattolo si è rotto" anche in Italia. Eravamo "4 ciclisti" su strada, molti anni fa, quando c'erano molti meno automobilisti; ci contavamo. Le cose sono cambiate, soprattutto a partire dal 2020. Oggi, tanti, forse troppi ciclisti e pedalatori si riversano sulle strade asfaltate, rendendo difficile, la convivenza con gli automobilisti, alle prese con un traffico in crescita esponenziale, oramai insostenibile, non solo dal punto di vista economico, visto il caro carburanti e la spinta inflazionistica. Insomma le strade asfaltate sono diventate troppo piccole per tutti! Cosa accadrà in futuro? Non lo so e nessuno può saperlo, le cose sono in continuo movimento e in profonda trasformazione, e tutto sembra compromesso da una situazione generale insostenibile e non solo sulle strade. Visto l'acuirsi dei conflitti sulle strade e nei social, tra automobilisti e ciclisti, l'aumentare degli incidenti stradali, spesso con morti, bisognerebbe comprendere, che le cose sono cambiate per sempre. Consiglio: toglietevi dalle strade asfaltate e seguite il consiglio che una mattina di qualche anno fa, mi urlò, un automobilista odiatore seriale: " Andate nei boschi a rompere....."! Per chi invece sceglierà di continuare a fronteggiarsi sull'asfalto, con gli automobilisti, sempre più intolleranti e frustrati dalla vita, consiglio, di smettere di praticare il ciclismo "condominiale" e quindi di non uscire più con gruppi numerosi e di non pedalare più ammucchiati, invadendo la garreggiata, consiglio di pedalare nelle strade secondarie.....se invece vivete in città ingolfate dal traffico, allora le soluzione sono due: o vi caricate la bici e la portate altrove, oppure rulli a go go, così è, questo è! La cosa incredibile è che i marchi di biciclette non capiscano la gravità della situazione, che comprometterà anche i loro profitti, già in costante calo, per via dell'aumento crescente dei prezzi, dell'omologazione della produzione in serie, e dell'inflazione; si ostinano ad investire nelle corse professionistiche, sempre più brutte e noiose, completamente lontane dalla realtà dei ciclisti amatoriali e dei pedalatori. Non capiscono la situazione reale. Non serve disegnare bici nella galleria del vento, quando, tra semafori, incroci, traffico, l'aerodinamica non serve a niente. Cari marchi: non coccolate i Big prof, prendetevi cura delle sorti dei vostri clienti, cioè dei ciclisti amatoriali e dei pedalatori. Se non ci saranno più ciclisti e e pedalatori disposti a comprare ogni anno bici nuove, dovrete togliere lo sponsor ai team, e per l'effetto, i campioni saranno licenziati e finiranno a pescare sul fiume. Per ora muovete ancora soldi e allora potete fare voce grossa con i Governi, spiegandogli, cosa significa mobilità sostenibile e che la salute pubblica passa per l'esercizio fisico, anche quello fatto con la bici. Per chi volesse invece evolversi e adattarsi al cambiamento in atto, consiglio la lettura di questo post CLICCA QUI Saluti ciclistici.