venerdì 26 giugno 2026

I miei CAMPIONI.

E con questo VIDEO ho detto la cosa più importante che c’era da dire,  per evitarvi vanagloria …quello che conta è solo questo. Per qualcuno potrà essere fastidioso, ma qualcuno doveva pur dirlo che la vera sfida da vincere e’ solo questa. Saluti ciclistici. 

martedì 23 giugno 2026

Come mi allenavo e come mi alleno ai tempi di Strava e della tecnica.

Mi insegnarono che il migliore allenamento è la gara. Ci allenavamo in segreto, a ritmo gara. Oggi Strava, il grande "condominio" virtuale dei pedalatori, e la tecnica, padrona delle nostre vite, non sono riuscite a cambiarmi la scelta di allenarmi "liberamente", a ritmo gara, perché il migliore allenamento è la gara, senza condividere i miei dati (a cosa serve?). Per allenarmi ho imparato a "sentirmi" e nel video spiego cosa significa. Saluti ciclistici. 

P.S. Ci allenavamo in segreto perché non dovevano sapere che ti allenavi, per non essere "marcato" a vista. E alla domanda se ti eri allenato, si rispondeva poco, non ho avuto tempo! Era sempre battaglia. Poi, imparammo a "leggere" la gamba e la forma della gamba "parla"! Altri tempi, altri ciclisti e in quel tempo non c'era ancora la condivisione social degli allenamenti. #storiedivitavissutasullastrada #storiepedalate #storiedatramandare 

lunedì 8 giugno 2026

Scuola di ciclismo ex post: come guardare indietro senza voltarsi.

Sono pochi quelli rimasti ciclisticamente attivi dopo avere praticato da giovani, il ciclismo, quando si imparano le basi dello sport, meglio e prima, la maggioranza inizia a pedalare a tarda età, senza esperienza, avendo come punti di riferimento il compagno di uscita, anch'egli, spesso, senza formazione di base, e/o le corse trasmesse alla TV, dove si vedono cose che gli "umani" non possono e non devono fare, ma li imitano e diventano la parodia del corridore prof. I pedalatori, hobbisti per antonomasia, fanno di tutto e di più, fanno e non ci pensano più di tanto, come per esempio, quando si voltano per guardare indietro, con grave pericolo per se e per gli altri....con una mano sul manubrio, e l'altra agitata nell'aria, a salutare o indicare oppure appoggiata sul fianco, come un danzatore.....urlano, allungano e storcono il collo....voltandosi, possono perdere (e spesso perdono) l'equilibrio....pedalano in modo totalmente precario.... basta una buca o un contatto improvviso con il compagno d'uscita, e finiscono sull'asfalto...abbandonano la bici "al caso"....si contorcono, come serpenti...la bici ondeggia, sbacchetta, senza governo..... interpretano scene tragicomiche. E allora sommessamente, un consiglio alla popolazione pedalatrice, su come guardare indietro, senza voltarsi, ma solo quando non se ne può fare a meno... perché non serve voltarsi per vedere chi sta a ruota.....basta l'ombra sull'asfalto o il rumore della catena o degli pneumatici o il fiato corto di chi ti insegue o lo squillo del computer...anzi vi consiglio di allungare il passo quando "rientrano", in modo da non dargli tempo di prendere fiato e succhiarvi la ruota, per risparmiare energia e battervi in volata, o "scattarvi in faccia"; quando è "battaglia" è "battaglia" nessuno è "fratello di pedale". Allora come fare per voltarsi indietro correttamente? Si guarda da sotto il braccio per mantenere le mani sul manubrio e una posizione corretta in sella. Vi lascio al mio video tutorial. Saluti ciclistici. 
                             
   
       

Spagna. Puntine sulla strada: allerta per la sicurezza dei ciclisti.

La notizia QUI  . In breve. La Federazione Ciclistica della Comunità Valenciana, denuncia " molestie e criminalizzazione dei ciclisti" dopo il ritrovamento di puntine da disegno sparse sulla strada statale, a Tàrbena. Un residente ha raccolto circa quaranta spilli sparsi sulla riva destra della strada statale CV-715 , in un tratto di cinque o sei chilometri tra Bolulla e Tàrbena. Li ha trovati mentre faceva un giro in bicicletta e ha segnalato la situazione pericolosa. Un abitante del luogo ha spiegato che "c'erano molti spilli e si vedevano persone ferme a guardare le ruote". Le amministrazioni comunali e il settore turistico stanno organizzando un incontro per studiare soluzioni che garantiscano sicurezza e convivenza. Niente di nuovo sotto questo cielo: nel 2018, in Italia, alle Nove Colli, furono sparse tante puntine sulla strada e non  furono mai trovati i responsabili. E la situazione è andata oltre, in Italia, anche sui social, dove si fomenta  e monta l'odio verso i ciclisti, tanto che la Fondazione Michele Scarponi ha deciso di perseguire penalmente gli odiatori social, scoperti o segnalati. Inutile nascondere la testa sotto la sabbia, l'odio e l'invidia quale causa scatenante, è diffuso, e se non ci fosse il codice penale, si assisterebbe ad un "regolamento di conti" massiccio e sistematico. Ovviamente ci sono automobilisti che si comportano correttamente. Ma non possiamo far finta di niente. 

Questa è la notizia riportata dai media spagnoli. Veniamo a noi, ciclisti italiani. "Se Atene piange, Sparta non ride". Il "giocattolo si è rotto" anche in Italia. Eravamo "4 ciclisti" su strada, molti anni fa, quando c'erano molti meno automobilisti; ci contavamo. Le cose sono cambiate, soprattutto a partire dal 2020. Oggi, tanti, forse troppi ciclisti e pedalatori si riversano sulle strade asfaltate, rendendo difficile, la convivenza con gli automobilisti, alle prese con un traffico in crescita esponenziale, oramai insostenibile, non solo dal punto di vista economico, visto il caro carburanti e la spinta inflazionistica. Insomma le strade asfaltate sono diventate troppo piccole per tutti! Cosa accadrà in futuro? Non lo so e nessuno può saperlo, le cose sono in continuo movimento e in profonda trasformazione, e tutto sembra compromesso da una situazione generale insostenibile e non solo sulle strade. Visto l'acuirsi dei conflitti sulle strade e nei social, tra alcuni automobilisti e ciclisti, l'aumentare degli incidenti stradali, spesso con morti, bisognerebbe comprendere, che le cose sono cambiate per sempre. Consiglio: toglietevi dalle strade asfaltate e seguite il consiglio che una mattina di qualche anno fa, mi urlò, un automobilista odiatore seriale: " Andate nei boschi a rompere....."! Per chi invece sceglierà di continuare a fronteggiarsi sull'asfalto, con gli automobilisti, alcuni di loro, sempre più intolleranti e frustrati dalla vita, consiglio, di smettere di praticare il ciclismo "condominiale" e quindi di non uscire con gruppi numerosi e di non pedalare ammucchiati, invadendo la garreggiata, inoltre consiglio di pedalare nelle strade secondarie.....se invece vivete in città ingolfate dal traffico, allora le soluzioni sono due: o vi caricate la bici e la portate altrove, oppure rulli a go go, così è, questo è!  La cosa incredibile è che i marchi di biciclette non capiscono la gravità della situazione, che comprometterà anche i loro profitti, per via dell'aumento crescente dei prezzi, dell'omologazione della produzione in serie, e dell'inflazione; si ostinano ad investire nelle corse professionistiche, sempre più noiose, completamente lontane dalla realtà dei ciclisti amatoriali e dei pedalatori. Non capiscono la situazione reale. Non serve disegnare bici nella galleria del vento, quando, tra semafori, incroci, traffico, l'aerodinamica non serve a niente. Cari marchi: non coccolate i Big prof, prendetevi cura delle sorti dei vostri clienti, cioè dei ciclisti amatoriali e dei pedalatori. Se non ci saranno più ciclisti e e pedalatori disposti a comprare ogni anno o poco più, bici nuove, dovrete togliere lo sponsor ai team, e per l'effetto, i campioni saranno licenziati e finiranno a pescare sul fiume. Per ora muovete ancora soldi e allora potete fare voce grossa con i Governi, spiegandogli, cosa significa mobilità sostenibile e che la salute pubblica passa per l'esercizio fisico, anche quello fatto con la bici.  Per chi volesse invece evolversi e adattarsi al cambiamento in atto, consiglio la lettura di questo post CLICCA QUI    Saluti ciclistici.