domenica 10 dicembre 2017

Grammomania: Bontrager Velocis.

Un altra pesa esclusiva dei caschi strada Bontrager. Peso reale 252 grammi. In collaborazione con il lettore del blog, Flavio e Falasca Cicli rivenditore autorizzato. Saluti ciclistici.


 



sabato 9 dicembre 2017

Manutenzione. Come non lavare la bicicletta.

Nelle istruzioni c'è scritto di non lavare la bicicletta con l'acqua a pressione per non danneggiare i componenti. Eppure foto come queste, riempiono il web. In altre parole equivale a spiegare come riempire la bicicletta d'acqua e per l'effetto, la serie sterzo e la scatola del movimento centrale. Quello che posso consigliare è di non lavarla come fanno i meccanici dei team. Il motivo è semplice: l'acqua "sparata" a forte pressione, penetra ovunque, in particolare nella scatola del movimento centrale, e nella serie sterzo. Se non ci credete provate a smontare il reggisella e a capovolgere la bicicletta; occhio, qualche pesce potrebbe saltare fuori. C'è da dire, che i meccanici dei team, non lavano solo, ma smontano, asciugano, lubrificano e rimontano, dopo ogni uscita, ogni gara; e voi sareste in grado di farlo ? Lo spiego perché qualcuno pensando di fare bene ad emularli, poi ha avuto problemi meccanici alla bicicletta. Quindi pulitela frequentemente per controllare eventuali cricche e problemi vari, per rimuovere sporcizia dalla catena, ma fatelo solo con un panno umido, asciugatela,  applicate un prodotto di protezione sulla vernice. Noi rider puri, non pratichiamo la disciplina del ciclo cross o della MTB, non attraversiamo il fango; non c'è bisogno di usare la lancia termica; e se pedalate con la forte pioggia, e magari lo fate spesso, vi toccherà smontarla o farla smontare. Ovviamente fate sempre controllare periodicamente la bicicletta da corsa dal meccanico di fiducia competente. Buona manutenzione. Saluti ciclistici. 


venerdì 8 dicembre 2017

BMC Pro Team 2018. All disc road.

Per la prossima stagione agonistica, la BMC Pro Team, squadra UCI Pro Tour, correrà solo in sella a biciclette da corsa con freni a disco. Lo ha annunciato, oggi, la Shimano. Le foto sono state scattate durante il primo ritiro che si sta svolgendo in questi giorni in Spagna. Mi chiedo se la Shimano imporrà contrattualmente l'uso dei freni a disco ai corridori delle squadre sponsorizzate. Se fosse così sarebbe l'unico modo per farli usare e porre fine alla diatriba, creatasi da qualche anno tra corridori e freni a disco. Comunque da quello che ad oggi vedo dai ritiri degli altri team, non mi sembra che tutto si siano dotati di bici solo con freni a disco, anzi. Ciò potrebbe dipendere dal livello di sponsorizzazione. Per esempio la BMC Pro Team e il Team Sunweb hanno un forte legame contrattuale con la Shimano. Stay tuned. Saluti ciclistici. 





mercoledì 6 dicembre 2017

Pinarello Bolide TT vince il premio AD Compasso d'oro International Award.

Ricevo dalla Pinarello il comunicato del conseguimento del premio.......




Saluti ciclistici. 

Grammomania: Bontrager Ballista.

Si ringrazia per la collaborazione, il gran fondista "Prestigioso", Flavio e il rivenditore autorizzato Falasca Cicli. Saluti ciclistici.





domenica 3 dicembre 2017

Lightweight Meilenstein Disc

"Se hai deciso di farlo, fallo almeno al meglio.", ahimè ! Questo è il consiglio che dò a quanti decidano per motivi personali, di scegliere una bicicletta da corsa con i freni a disco.
La Lightweight ha presentato le ruote in carbonio compatibili con i freni a disco, la Meilenstein e la Wegweiser. La Meilenstein è la versione disc del famoso ed ambito modello a profilo alto. E' stato interessante dargli un occhiata, per capire come la Lightweight  ha pensato di risolvere quelli che sono i problemi della ruota per freni a disco. Le ricordo brevemente: 1) dissipazione del calore del disco e la resistenza del supporto del disco e del mozzo in carbonio ( il calore generato dalla frenata surriscalda il mozzo e non più la pista frenante); 2) asimmetria della forza frenante (problemi di tenuta e resistenza della forcella); 3) assenza di uno standard unificato.
Altro aspetto da conoscere è che le ruote con i freni a disco road, devono avere mozzi più larghi per ospitare i dischi e devono essere dotate di un asse over size per garantire una maggiore stabilità. Anche la linea della catena è diversa, il che richiede una guarnitura adeguata ( non è un caso che la Shimano ha progettato una nuova trasmissione con il Dura Ace R9100 e Ultegra R8000). La misura dei pneumatici quindi deve essere più larga. Ciò pone il problema di avere anche un telaio con un carro posteriore adeguato, cioè più largo. 
Mi viene da sorridere quando i ciclisti si confrontano sulla  opportunità di scegliere o meno,  pneumatici più larghi ! Il fatto che le coperture sono disponibili da 25, da 28 ed oltre è solo per una economia di scala ( come direbbero gli economisti); diminuire i costi di produzione, aumentando la  quantità prodotta, significa avere la necessità di allargare il mercato anche ai ciclisti che non usano i freni a disco su strada. Punto. Il resto è marketing e non sostanza. 
Per quanto concerne il primo problema, la Lightweight ha fatto qualcosa di unico: il mozzo pentagonale, un pentagono over size di costruzione imponente, nei cui angoli, sono addensante le pelli di carbonio, della migliore qualità, il cui modulo segreto ( come del resto tutta la lavorazione) è stato scelto per resistere alle alte temperature che si sviluppano durante la frenata, soprattutto nelle lunghe discese alpine. In pratica il supporto in carbonio del disco sollecitato dalle alte temperature può deformarsi o rompersi, ma Lightweight ha dato la sua soluzione al problema. Del resto che il mozzo (per via dell'induzione di calore generata dal disco), è il tallone d'Achille di tutte le ruote per freni a disco, in particolare di quelle in carbonio per strada, lo avevo fatto capire la Shimano, che ultimamente ha sviluppato un disco, dotato della tecnologia Ice Tech, in modo da ridurre il cosiddetto fenomeno chiamato fading, cioè la riduzione della potenza di frenata dovuta all’accumulo di calore, specialmente sulle lunghe discese. La Lightweight è andata oltre, sviluppando una ruota in carbonio con mozzo e supporto in carbonio del disco, assolutamente unici e a detta del produttore tedesco, affidabili nel tempo. Ha sviluppato questa ruota, e l'ha data agli ingegneri della Magura tedesca, per farla sottoporre a stressanti e lunghi test; in particolare a quello in cui la Meilenstein è stata frenata a 50 km/h a pieno carico per 20.000 volte. Ebbene la Lightweight riferisce che la Meilenstein non ha riportato deformazioni, nonostante le migliaia di frenate proibitive. Certamente ci troviamo davanti ad una ruota realizzata dal migliore costruttore al mondo, ma adesso la Lightweight Meilenstein Disc inizierà a misurarsi con la strada e con le lunghe discese alpine. Per chi deciderà di optare per le biciclette con i freni a disco, credo che questa soluzione, possa essere la migliore, budget permettendo. Leggerezza, rigidità e soprattutto qualità assoluta dei materiali, possono risolvere i problemi e i limiti  che caratterizzano in genere le ruote a disco. Insomma se dovete proprio farlo, fatelo al meglio. La Meilenstein è larga 24 mm, quindi più confortevole e meno reattiva. 
Quello che posso dire, sin da ora, è che la Lightweight ha sviluppato da sola, anche il progetto disco strada, con soluzioni tecnologiche uniche e di sostanza, rispetto alla concorrenza. Conoscendo a fondo gli altri prodotti del marchio tedesco, posso dire, che c'è da attendersi ottimi risultati anche da questo nuovo progetto. Ma come sempre è la strada a poterlo e doverlo dire. 
Per quanto concerne il secondo problema dei freni a disco, la Lightweight ha introdotto il nuovo telaio Urgestalt, la cui forcella, ha uno sviluppo asimmetrico tale da garantire una maggiore resistenza alle forze torsionali e unilaterali, tipiche del freno a disco; sarebbe interessante capire se questa maggiore rigidità garantirà il confort necessario. 
Le ruote Lightweight Disc montano dischi Magura. 
Le foto le ho scattato all'interno dell'officina di Falasca Cicli, rivenditore autorizzato Lightweight dove ho trovato due Urgestalt disc, una con le Lightweight Meilenstein, l'altra con le Lightweight Wegweiser. Saluti ciclistici. 









mercoledì 29 novembre 2017

Chris Froome al Giro d'Italia 2018 !!

Appena  è apparso improvvisamente sul maxi schermo della presentazione del Giro d'Italia, annunciando la sua partecipazione al 2018, in sala è sceso il gelo misto allo stupore; i campioni presenti, Nibali, Dumoulin, Aru e Contador, hanno mostrato un imbarazzante insoddisfazione, cambiando visibilmente l'espressione dei volti già tirati; da serena e felice, a rassegnata e dispiaciuta; come non ricordare che il viso e gli occhi sono l'espressione dell'anima e del cuore ! Game over ?! Vegni ha tirato fuori l’asso dalla manica e ha fatto un figurone, prendendosi una rivincita contro chi lamentava l'assenza del campione sud africano dalla corsa rosa e ha messo a tacere i tuttologi frequentatori dei forum ed i ciclisti da scrivania, ripetitori incalliti di opinioni da bar. Considerato il percorso del , del cosiddetto #giro101, non credo che ci siano chance per la vittoria per gli altri corridori; sarà il Giro di Fromme. Ovvio che la ruota è rotonda, ma se i valori in campo, si dovessero confermare, e la fortuna sarà dalla sua parte, Froome aggiungerà al palmares anche il trofeo infinito del Giro; dovrà lottare, ma lo vincerà. Adesso vedremo chi dei campioni ovvero dei big accetterà la sfida. Comunque vada, sarà, senz'altro un edizione da spettacolo puro che finirà nella città più bella del mondo, la città che un tempo dominava il mondo, e che oggi è diventata, l'immagine di una Italia, colonia della Germania e dell'austerity, umiliata in nome e per conto di una economia pianificata da burocrati UE ignoranti. Nonostante tutto e tutti, noi abbiamo il paese più bello al mondo, con un patrimonio storico-culturale straordinario ed unico. Noi abbiamo la corsa a tappe più dura e bella al mondo. Noi abbiamo salite uniche e mitiche. Mi dispiace per i barbari; che ciuccino la ruota. Lo spettacolo del giro ritorna, alla grande. Saluti ciclistici.
CARAMBA CHE SORPRESA !!!!


martedì 28 novembre 2017

Anteprima: 3T bike, la nuova bicicletta del team Aqua Blue Sport. L'esordio nelle gare su strada dello Sram 1X e dello Sram Force 1 .

Nella foto, Esteban Pena, CLICCA QUI, amico e lettore del blog, attualmente meccanico del team Professional Continental, Aqua Blue Sport, con la nuova bicicletta 3T del team. Le biciclette del team irlandese saranno tutte dotate di freni a disco. Del resto era scontato dato che la 3T, marchio italiano, proprietario anche di THM ( produttore della famosa guarnitura Clavicola),  produce solo telai con freni a disco ! Poca fantasia direi, considerato anche che il modello Strada assomiglia molto, anzi moltissimo, al Cervelo S5 e S3!
Comunque il motivo di questo post, è anche un altro; la bicicletta dell'Aqua Blue Sport sarà dotata del gruppo Sram Force 1 con corona 1X. La mono corona esordirà nel mondo delle gare su strada. E questa è una novità assoluta per il settore strada. Per maggiori info CLICCA QUI .  E' stato scelto lo Sram Force 1, non solo perchè è compatibile con i freni a disco, ma soprattutto perchè consente di montare rapporti agilissimi a seconda della tipologia della lunghezza del cambio scelto, corto, da 11-26 a 11-28 ; medio, da 11-26 a 11-36; lungo, da 11-32 a 10-42, dunque il più versatile, scelta obbligata, se si sceglie una corona . Le combinazioni sono: 50T x 11.32 ( il cui sviluppo metrico equivale al 91% del 53-39T x 11.26) ; 48T x 11.36 ( 92% del 52.36T x 11-28); 44T x 10.42 ( circa 98% del 50.34 x 11.32) ; 42T x 11.32 ( 87% del 46-36 x 11.28); per maggiori info  CLICCA QUI . Dunque assisteremo al confronto tra i nuovi sviluppi metrici e quelli tradizionali; come a dire, siete sicuri che la corona standard è sempre meglio della corona compact, addirittura mono ? Non escludo che il team sperimenterà nuove corone e rapporti. 
Il team irlandese sarà il primo ( e per ora anche l'unico) ad usare la mono corona nelle gare su strada, mentre da tempo trova impiego nella MTB e nel ciclo cross, settori diversi con le loro specificità, dove occorre utilizzare rapporti che agevolano la particolare agilità richiesta dai percorsi impegnativi off road. Resta comunque la difficoltà nello scegliere, ogni volta, la corona giusta per il dato percorso di gara e quindi doverla sostituire, cosa impensabile per un ciclo amatore su strada, dal punto di vista pratico. Vedremo se la scelta della mono corona sarà fattibile per il settore road, e quindi se alla fine riuscirà a sostituire la doppia corona nelle corse su strada.
Se penso che la bici di Bartali, usata nel 1938, per vincere il Tour de France, aveva la mono corona, e non solo quella del campione toscano, allora penso che la bicicletta da corsa, è sempre stata la stessa, cambiano solo le mode. In fondo tutto è stato già inventato per la bicicletta da corsa; potranno solo perfezionarla o imbruttirla.  Amen. 
Intanto per il 2018,  Shimano curerà il cambio ruote e l'assistenza in gara anche al prossimo Giro d'Italia; forse non è un caso, ma questa è un altra storia 🤔. Saluti ciclistici. 

3T STRADA