martedì 24 febbraio 2015

Anteprima: Trek Emonda SLR Trek Factory Racing

E' disponibile dal rivenditore Trek, Falasca Cicli di Pontecorvo. Il telaio è come quello usato (gratis) dai corridori del team professionistico Trek Factory Racing. La colorazione è quella veramente corsaiola; se la colorazione matte black è inflazionata ( abbiate il coraggio di staccarvi dalle mode e soprattutto sentite quanto scotta sotto i raggi del sole estivo!), e rende il telaio anonimo, quando siete in mezzo al gruppo, questa colorazione, invece non passerà inosservata, soprattutto quando scatterete in faccia agli avversari o ai malcapitati e poco allenati compagni di uscita. Non è un caso che è il colore scelto dal team professionistico. La chiamerò la Freccia Rossa. Ecco il test Emonda SLR CLICCA QUI


Nuova gamma Bontrager Aeolus TLR: confermata l'anteprima del BLOG.

Il 24 maggio 2014 avevo anticipato, quello che nessun'altro, aveva visto: le nuove Bontrager Aeolus. Ecco il link CLICCA QUI . Oggi quella che fu un anteprima assoluta del mio blog, è diventato un comunicato ufficiale della Bontrager: 

Wider, lighter, tubeless-ready, and disc brake options now available
(Waterloo, WI) - Bontrager Wheelworks has unveiled a new line of its popular Aeolus race wheel, increasing its aerodynamic offering to include TLR and disc brake options. The new wheel line is lighter across the board and features a wider rim profile (19.5mm) than the previous generation for increased tire support, ride comfort, and control. A leader in the tubeless revolution, Bontrager brings the puncture-protection of its hugely popular tubeless TLR system to its highest performance race wheels. Bontrager engineers have reduced weight across the line, making each Aeolus wheel lighter than its predecessor and shaving up to 110 grams off what was already one of the industry's lightest race wheels. With the ever-increasing popularity of disc brakes on road bikes, the Aeolus line will come equipped with disc brake options.

Originally introduced in 2011, Bontrager's Aeolus line has become one of the most popular race wheels available for road, cyclocross, and triathlon racing. Aeolus is the go-to wheel for the likes of Trek Factory Racing, Sven Nys, Katie Compton, as well as thousands of athletes across the world who seek the aerodynamic benefits of Aeolus' unique D3 (Dual Directional Design) shape. Whereas most aero wheels reduce drag at the front of the wheel, the D3 profile found on Aeolus reduces drag at both the front, tire-leading side and the rear, rim-leading side. This not only makes the rider faster and more efficient, it gives more control when riding in a crosswind, especially at higher yaw angles.

Bontrager will be offering rim brake Aeolus 3 (30mm), 5 (50mm), 7 (70mm), and 9 (90mm) in both TLR and tubular. A disc brake option will be made available for Aelous 3 and 5 in both TLR and tubular options. The Aeolus' disc options will come equipped with interchangeable axels to ensure the wheels' fit on all types of disc road bikes.

Aeolus wheels are designed, tested, and handmade at Bontrager's domestic design and manufacturing center in Waterloo, WI. All Aeolus wheels are supported by the Bontrager Wheelworks Service Center and the industry's best warranty.

In buona sostanza, la nuova gamma, versione tubolare, tubeless e copertoncino, conferma una sezione più larga, e per fortuna, questa volta dovrebbe essere  più leggera (o almeno così scrivono; ma sul punto andrei con i piedi di piombo, considerato che i pesi della precedente Aeolus 3 erano meno leggeri di quelli riportati sul sito), e ha una inutile versione per i freni a disco ( opzione per i ciclisti che non hanno compreso la differenza tra una bici da corsa su strada e una MTB). Ma la novità più importante, non appare nel comunicato ufficiale: un nuovo cerchio sì, ma con pista frenante specifica.  Alleluia ! Finalmente, la Bontrager (Trek) ha capito l'importanza di dotare la Aeolus D3 per tubolare, di una pista frenante. Come avevo criticato sul test della precedente versione, la frenata era lunga. Ora sono corsi al riparo. Avranno letto il mio test, visto che nessuno lo aveva scritto, forse perchè nessuno le aveva veramente testate. Considerato che la precedente versione per copertoncino, aveva, quella sì, una pista frenante specifica, che funzionava bene, ora posso solo sperare che non abbiano fatto di peggio; quindi sono ottimista. Ecco la foto di due modelli della gamma; il resto sarà reso pubblico, seppure in ritardo, dagli altri. Quando saranno disponibili sul mercato ? Sono prenotabili senz'altro, ma sulla data della consegna provate a chiedere. Saluti ciclistici.   


domenica 15 febbraio 2015

L'importanza dello stretching


La mobilità del sistema muscolo/scheletrico è fondamentale per il ciclismo. Occorre raggiungere un livello buono/ottimo per avere la migliore prestazione in sella. Lo stretching, la ginnastica e una corretta alimentazione, sono l'esercizio necessario per raggiungere questi livelli. Un esercizio importante, insieme ad altri, è quello che pratico nella foto allegata. Lo stretching aiuta a recuperare la corretta tensione muscolare, ad evitare tensioni muscolari, strappi ed infiammazioni.  La schiena mobile consente di impugnare il manubrio in modo corretto ( nella parte bassa e sulle leve), a piegare le braccia. Cosa te ne fai del manubrio di una bicicletta da corsa se lo impugni in pianura, come se fosse quello da MTB, cioè sulla parte centrale alta (impugnatura corretta solo in salita) ? Cosa te ne fai del telaio aerodinamico se non pieghi le braccia ed impugni il manubrio nella parte bassa per lunghi tratti, in pianura, contro vento ? Cosa te ne fai di un telaio ultra leggero, se non raggiungi e mantieni il peso forma ? Lo stretching, la ginnastica e il corretto regime alimentare, sono essenziali per tutti, a prescindere dallo sport; servono a mantenersi in salute, ad evitare o risolvere problemi muscolo scheletrici ( insieme alle terapie mediche), a prevenire patologie. E allora, pieghiamo la schiena e le braccia, siamo ciclisti !

Test Bike: Trek Silque SSL

In occasione della giornata test bike organizzata dalla Trek Italia in collaborazione con il rivenditore Falasca Cicli, ho avuto modo di provare la Silque SSL, il nuovo modello top della gamma 2015. La storia della Silque è unica. La Trek spedì un prototipo della Silque senza etichetta, ad un rivenditore, in modo da organizzare una sessione di test. Ebbene il responso non solo fu assolutamente positivo, ma venne comunicato alla Trek, che si trattava della migliore bici da strada che il brand avesse prodotto ! Un responso non solo sorprendente, ma anche autorevole. La Silque SSL è destinato principalmente al pubblico femminile, in quanto caratterizzato dalle tubazioni small.  Ma la Trek dichiara che la Silque è un mezzo destinato a tutti i ciclisti di peso leggero, indipendentemente dal sesso.
A questo punto, l'occasione era unica. Addirittura, avevo l'opportunità di pedalare sul modello top di gamma della serie Silque; l'ho presa al volo. Il responso su strada ? E' stato anche da parte mia, davvero sorprendente: la Silque SSL è leggera, silenziosa, veloce, reattiva, stabile, confortevole, equilibrata. Mi sono divertito a provarla. In una salita impegnativa, al 10%, la Silque SSL, è veloce, grazie alla leggerezza, all'ottima rigidità della scatola del movimento centrale e del carro posteriore, con una sensibile ottimizzazione dello sforzo. In discesa, come su ogni altro terreno la Silque SSL è stabile, agile e sicura. Che numeri ha questa Silque SSL , un telaio da salita, leggero e reattivo, agile, come piace a me. Il confort è ottimo grazie al sistema Isospeed e al processo di compattazione del carbonio OCLV 600, specifico per i modelli endurance, e quindi usati anche nella Domane; non solo le asperità, ma anche l'asfalto irregolare, lo sterrato e i dossi, sono meno duri. Mi ha sorpreso, l'ottima stabilità anche sullo sterrato trovato su una salita! La Silque SSL non ha mai slittato, anche se procedevo fuori sella. La caratteristica di equilibrio, la rende valida su ogni tipo di strada e in ogni parametro, anche se a mio avviso, il meglio di sè, è la salita e i lunghi percorsi.
Ovviamente, il parametro del confort, è riferito ad una bici da strada, quindi l'effetto dell'Isospeed garantisce un confort superiore a telai da strada "normali", ma inferiore a quello della MTB ammortizzata, sia chiaro; fermo restando che comunque ci vuole sempre una schiena allenata, forgiata dalla preparazione atletica (stretching e ginnastica) e  da molti chilometri in sella; come ci vogliono le gambe, ma neanche troppo allenate,  per sentirla scorrere veloce e leggera.
Nella versione SSL, le tubazioni sono realizzate con il processo di compattazione del carbonio, OCLV 600, usato anche per un altro modello top di gamma, la Domane 6.9. La Silque è disponibile anche in altre due versioni. Ci sono caratteristiche della Silque SSL, che si trovano, anche su altri modelli della gamma Trek, come appunto il processo OCLV 600, il reggisella Tuned, il passaggio interno dei cavi, BB90, forcella asimmetrica interamente in carbonio e senza calotte, il disaccoppiatore Isospeed, procedura di stampaggio Net Molding (senza calotte e senza congiunzioni esterne, i cui innesti delle tubazioni sono perfetti e levigati, come un telaio monoscocca), disegno WSD, specifico per le cicliste.
A chi è destinata la Silque SSL. E' un telaio, adatto all'endurance, ma anche alla competizione. Il suo target è una ciclista professionista e amatoriale evoluta, quindi allenata, con uscite regolari durante la settimana; ciclista che preferisce la salita e comunque percorsi con le ascese impegnative; ciclista che preferisce percorsi impegnativi, come lo sterrato, il pavè, strappi duri, in pratica quelli delle Classiche del Nord; ciclista, che pratica il randonee, quindi lunghe percorrenze.  Francamente un prodotto top. Provare per credere.

Una foto ricordo al termine della giornata.


giovedì 12 febbraio 2015

Anteprima test bike: Lightweight URGESTALT.

                                 

                         
                                                   
Il corpo di un ciclista esperto è più realista di una macchina virtuale; sa tradurre il significato di un progetto; ne sa cogliere i limiti, nella misura utile per il consumatore. Non è un caso che la progettazione di un telaio viene accompagnata da prove eseguite dai tester professionisti che lavorano per i produttori e talune volte anche dalle indicazioni dei ciclisti professionisti, ma solo quelli più sensibili e capaci, dato che molti di loro, non danno importanza ai materiali, in quanto sono solo corridori. E' ovvio che la macchina che storce il telaio fissato sui supporti, usata in fase di progettazione per la prova di rottura, secondo la normativa di sicurezza, applicando forze impossibili  per un ciclista, non serve al consumatore. La prova su strada è tutta un altra cosa e ha un altro significato; è essenziale, al punto tale, che, in fase di costruzione, l'ottimizzazione di un telaio viene fatto su strada, ad opera di collaudatori professionisti, non corridori. Allo stesso modo, la macchina usata nelle prove recensite da una rivista di settore, non serve nè all'utente medio, nè al produttore; il primo pedala con caratteristiche e limiti umani; il secondo è in possesso dei dati obiettivi. Resta comunque a tal proposito, una domanda di fondo: chi testa la macchina in questione? Il test bike è una questione di sensibilità e di esperienza; non significa salire in sella e pedalare. No. Quello al massimo significa usare la bici da corsa per mero piacere. Per fare il test bike occorre anche la collaborazione di due professionisti: un meccanico e un biomeccanico. L'uno assembla e mette a punto la bike test; l'altro calcola l'assetto avanzato, cioè, la taglia, l'altezza sella, la distanza sella manubrio, eccetera, usando le misure antropometriche del collaudatore. Superfluo osservare che tale apporto è fondamentale per la prova. Ecco la scheda biomeccanica preparata da Juri per il test del telaio Lightweight Urgestalt. Attraverso questa scheda, il tester esperto, sa interpretare alcune caratteristiche del prodotto. Ma la regola basilare è una: il responso viene dalla strada. Stay tuned. Work in progress. 



sabato 7 febbraio 2015

Doping: la norma e la sanzione.

Il doping lo definisco "il peccato dello sport". Sin dalla legge n.376/2000, seguo gli sviluppi della materia, in campo giuridico e tecnico. Oggi è stato pubblicato un mio contributo giuridico dal titolo " Doping: la norma e la sanzione." sul sito di Diritto Italiano, clicca QUI e sul sito del Movimento Forense. Clicca QUI .


Sfere in ceramica di qualità ! Altro che chiacchiere da salotto.

Basta sollevare la ruota anteriore che gira da sola !! Un bel risparmio di watt. L'inerzia è quasi annullata non solo dal peso leggero della ruota, ma anche dalla ultra scorrevolezza delle sfere in ceramica di qualità assoluta (CeramicSpeed) montate su cuscinetti in acciaio speciale. La ruota ha preso a girare, come se fosse "viva", in modo immediato e con regolarità, come se fosse un pendolo, anche dopo il mini filmato; ma basta questo movimento oscillatorio iniziale per rendere l'idea. Stessa ultra scorrevolezza dicasi per la guarnitura Campagnolo Super Record Titanium (con sfere in ceramica di prima qualità che girano su cuscinetti in acciaio inossidabile al Cromo Cronitect, montate di serie): basta spingere la pedivella con un dito per farla girare più volte velocemente! La differenza c'è anche su strada. Provare per credere. Il resto sono chiacchiere da salotto; che provassero a farlo con le sfere in acciaio.