martedì 19 agosto 2014

Cima Grappa: 28 tornanti verso il cielo.


Il reportage della salita. Cliccare su Cima Grappa

domenica 17 agosto 2014

Grazie.

Quando pedalo sulle montagne mi sento lontano dal mondo. Guardo il Cielo e penso che quella strada montana, mi porti oltre le nuvole. In questi anni di nomadismo montano c'è stato chi, in silenzio e con ammirazione, mi ha seguito, aspettandomi vicino al tornante, con lo sguardo tra la strada ed i boschi; chi  e' cresciuto "a pedale e montagna", imparando che il sacrificio e la tenacia realizzano i sogni e si e' liberi davvero, realizzandoli con dignità. Ed e' stato bello vederlo in attesa  lungo la strada, per scattarmi una foto e donarmi un momento da ricordare per sempre; lui  il mio tifoso che si prendeva  cura della mia bicicletta, aiutandomi a montarla prima di una tappa alpina.  Lui a cui consegnato gli ultimi sogni miei. Grazie perché mi e' rimasto accanto in questi anni di avventure. Spero di avergli insegnato i valori e a non mollare mai, anche quando si fa dura; come quelle salite alpine, dure come la roccia, sulle quali egli mi ha immortalato con preziose e belle foto. Questa persona e' Mio figlio che ringrazio sul Blog dove è pieno delle sue foto. Gli  scrivo questo messaggio di vita:- E' giunto  il momento in cui il  "capitano" diventi il tuo "gregario"; stringi denti, figlio mio, "rimani a ruota", fino a quando dovrai sprintare, a tutta, verso  il traguardo dei tuoi sogni. Grazie ( anche per la dedica sulla foto che mi hai scattato). Grazie lupacchiotto. Firmato Lupo Solitario. 


                                                     


Croce d'Aune e Monte Avena

                             
Oggi sono stato in pellegrinaggio sul Croce d'Aune per rendere omaggio all'inventore Tullio Campagnolo. E' una salita mitica del ciclismo e del Giro d'italia. Si trova nelle Dolomiti Bellunesi. Sono salito dal versante più impegnativo, lato Feltre-Pedavena: lunghezza 9 km per un pendenza media di 7,8%, pendenza minima 6,6%, pendenza massima 12%. Con le gambe calde ho proseguito per il Monte Avena a quota superiore 1200 metri; la strada anche qui non smette di salire in una serie di tornanti duri ed in rapida successione. Singolare l'avvicendarsi del paesaggio man mano che si sale: dalle case di Feltre alle montagne delle Dolomiti. Da Feltre la strada prosegue in leggera salita e non smette più di farlo. Le gambe sono sempre sotto pressione. Sono le strade della Gran Fondo più dura d'Italia, la Sportfull, un tempo chiamata la Campagnolo. Un percorso agonistico che inizia proprio nei luoghi dove è iniziata la storia di un uomo che ha onorato un Italia che non esiste più, quella degli italiani  che cambiano il mondo scoprendo,  inventando . La strada si fa dura subito con strappi al 12%. I tornanti non numerati si susseguono, avvolgendo la montagna. Inutile illudersi anche questa salita non ha pietà, e va rispettata. Un ex professionista danese l'ha inserita in una guida tra le 200 salite più importanti dell'Europa. Solo qualche metro per allentare la spinta sui pedali, troppo poco, per tirare il fiato: questa è una salita da onorare e da fare in apnea. Giunti in prossimità dell'ultimo tornante, alto come dodici scalini, si para il cartello del passo; ultimo sprint per scoprire il monumento a Tullio Campagnolo, che si erge in un luogo silenzioso, al centro del mondo ciclistico, a quota poco più di 1000 metri. Foto di rito e onore all'inventore italiano. Poi in sella verso Monte Avena. Inutile attendersi pendenze meno dure; anche qui si sale  per una salita tortuosa ed i tornanti che si susseguono vanno affrontati fuori sella e riprendendo il ritmo della danza sui pedali. Quando si arriva  in cima alla vetta, dove finisce la strada asfaltata e si trova una malga ( ci sono altri tre chilometri di strada sterrata che portano al punto più alto), il cielo si apre terso e spruzzato di qualche nuvola soffice che gioca a nascondere il sole. Il colpo d'occhio regala scorci di panorama unici; il comprensorio delle Dolomiti bellunesi si staglia all'orizzonte e si ha la sensazione di essere in un punto del mondo protetto dalle montagne; qui conta solo essere e non apparire, al cospetto della Natura. Quota superiore ai 1200 metri. Consiglio di non iniziare la salita nei giorni domenicali per evitare il traffico intenso di coloro che possono salire solo in auto ed in moto. Peccato per loro, non sanno le emozioni che si perdono. Rapporti consigliati: come sempre consiglio la compact,  per chi vuole pedalare  con il rapporto giusto e veloce in salita, senza limiti di pendenza; standard per chi  passa il tempo in sella e pedala almeno quindicimila chilometri all'anno, o vuole  apparire un professionista , per chi  preferisce andare regolare, sperando che gli altri non allunghino in salita  Comunque, a qualunque clan del pedale, voi apparteniate, di dietro c'è bisogno di un  pignone 25 o 27, se volete salire oppure se volete torcervi sulla sella come un serpente ! 
                                            

                                   
                             
                             
                                
                                                  




                  


lunedì 11 agosto 2014

Il Manghen ( un altro MOSTRO)

Il Manghen e' Cima del Giro d'Italia, simbolo della GF Sportfull, incubo dei granfondisti partecipanti alla GF più dura e prestigiosa al mondo, insieme alla Oetzaler. Nel 1999 Pantani transito' per primo sul Manghen, GPM della 19^ tappa, che peraltro vinse tagliando il traguardo di Pampeago. Dopo il Grappa e il Pian delle Fugazze nel doppio versante, oggi ho conquistato la vetta del Manghen, nello splendido scenario del Trentino. Emozioni a quota 2000.Sono salito dal versante più duro che inizia a Borgo Valsugana.  E' un mostro ovvero una salita dura lunga che non ha pietà. Servono testa, coraggio, follia  e cuore. Altrimenti non si sale. A quota 2000 diventa uno sballo per grimper. Ammetto di essermi davvero divertito.Salita hors categorie per lunghezza, pendenza ed irregolarità. Difficile anche perché da quota 1500 l'ossigeno diventa rarefatto e si respira con difficoltà, soprattutto sotto sforzo. Adatta ai grimper. Qui i passisti soffrono perché e' irregolare; dunque bisogna sempre rilanciare per non perdere velocità.  Gli ultimi 7 km sono micidiali; in continua ascesa verso quota 2000 metri sono costantemente al 10% circa, con punte al 15%; li ho praticamente percorsi fuorisella, (come peraltro è mia caratteristica ): qui si decide l'arrivo in cima. Nel lungo tratto precedente, la strada ben asfaltata e' sempre in ascesa con pendenze irregolari. Consiglio di gestirsi senza accelerare; bisogna riuscire a pedalare con regolarità, in modo da mantenere la velocità media e non sprecare energia. Lungo il percorso si incontrano tre  fontane. Negli ultimi chilometri la strada e' stretta e senza protezione laterale. Consiglio di pedalare con cadenza regolare e di bere piccoli sorsi di acqua semplice costantemente. Prossimamente ciclo racconto e video. Rapporti consigliati 34/27, 36/29.
In alta montagna la guarnitura standard è puro masochismo ed espressione di ignoranza ciclistica e spesso di presunzione.. Brevemente. La compact consente di pedalare a cadenze più alte, consentendo una migliore ossigenazione dei muscoli, aumentando il metabolismo e la resistenza allo sforzo; consente di pedalare con i rapporti più adatti sulle salite più dure; dunque nessuna salita è preclusa. In salita lo sviluppo metrico dei rapporti è ottimale, anzi, e' maggiore in quanto consente di mantenere il passo in modo uniforme. Pedalare con una compact significa andare agili con un alta cadenza; una volta allenati, e' notevole i miglioramento atletico, e l'affaticamento diminuisce durante lo sforzo più intenso; il corpo si abitua a "sopportare" l'acido lattico. Non si può pedalare con la logica del cronoman sulle salite in particolare su quelle di alta montagna.
  
                          


                           

Anche oggi il vessillo del Drago sventola su cime prestigiose


        
Lo scollinamento al 15%
        

         
si sale da Borgo Valsugana ( versante più duro)