sabato 25 giugno 2016

Test bike: Lemond Revolution



E' in vendita da Falasca Cicli, e pertanto non potevo farmi sfuggire l'occasione per testarlo, cosa ? Il rullo più innovativo e senz'altro più avanzato, il Lemond Revolution. L'ho usato poco più di un oretta in fase di defaticamento. Il Trainer indoor cycling incomincia ad essere una variante importante, considerato che ci si può allenare senza pericoli e senza lo stress del traffico dei veicoli a motore, i quali, come è tristemente noto, hanno preso in ostaggio città, paesi e montagne con il consenso del governo che incassa IVA e accise. Tuttavia c'è un limite, quello tipico dei rulli tradizionali ovvero magnetici, i quali non riescono a riprodurre le sensazioni della strada; e se il ciclista ha bisogno solo di una strada per essere felice, come può esserlo pedalando sopra un rullo ? Non è facile sostenere psicologicamente un allenamento indoor; chiusi tra quattro mura non  è facile riuscire ad ascoltare la reazione del corpo allo sforzo; per non parlare del fatto che pedalando sul rullo tradizionale si ha la fastidiosa sensazione di saltellare o di ondeggiare sul telaio.
Ebbene nulla è compromesso. Ci ha pensato il campione statunitense Greg Lemond, ideando il rullo Revolution. Ogni progetto nasce da un idea, ogni idea ha la sua storia. Revolution è nato da una precisa esigenza di Lemond: allenarsi al sicuro durante la sua riabilitazione, senza perdere il contatto con le sensazioni reali trasmesse dalla strada. Ci voleva una vera e propria rivoluzione per riuscire a realizzare un prodotto capace di farlo; e in buona parte, il Lemond Revolution ci è riuscito
La sua caratteristica principale è l'uso di una ventola in ghisa collegata ad una cinghia, a sua volta, collegata al pacco pignoni montato direttamente sul rullo. In buona sostanza il Lemond Revolution non necessita della ruota posteriore. La base metallica è molto pesante ( 16 kg), in modo da rendere l'azione dell'insieme rullo/bicicletta/ciclista stabile su ogni pavimentazione, grazie anche alla regolazione precisa ed efficiente di tre piedini. Senza la ruota posteriore, la bicicletta è assicurata stabilmente al rullo, grazie ad uno sgancio rapido fornito di serie, la cui regolazione è identica a quella di qualunque altro sgancio rapido. La catena della bicicletta è inserita sulle corone del pacco pignoni installato sull'albero del rullo. Il Lemond Revolution viene venduto con corpetto Shimano/Sram; il corpetto Campagnolo è disponibile su richiesta.
Il funzionamento si basa sul principio che più si pedala forte e più aumenta la resistenza del rullo ovvero la resistenza è proporzionale alla velocità, quindi ad una bassa cadenza di pedalata corrisponde una minore resistenza. Diciamo che è un modo per imparare a pedalare in agilità, e come è noto, è possibile farlo solo con alte cadenze di pedalata. Quindi non è possibile regolare la resistenza del Lemond Revolution e per questo non ci si può allenare con SFR. Il Lemond Revolution può essere accessoriato con il PowerPilot, cioè un computer ed una fascia toracica.
Prova indoor. 
Per me che pedalo in agilità il rullo Lemond Revolution sarebbe ideale. Si mulinano le gambe che è un piacere e nel farlo si ha la sensazione costante di pedalare in modo pieno, cioè l'evoluzione della  pedalata è rotonda, superando quello che è il limite principale del rullo tradizionale. La perfetta stabilità garantita dalla possente base del rullo, evita che si finisca per ondeggiare o saltellare, quando si pedala a tutta, come accade, anche in questo caso con il rullo tradizionale; in tal modo, il telaio si stressa molto di meno e la pedalata sembra più reale. Durante il test non ho avvertito vibrazioni. Il rumore della ventola di ghisa aumenta con la velocità e questo può dare fastidio. Ma tutto sommato è come pedalare su strada ed essere inseguiti da un camion. Diciamo che anche sotto questo punto di vista, il Lemond Revolution è fedele alla realtà su strada.
Saluti ciclistici. 

giovedì 23 giugno 2016

La bicicletta non è una sedia.



E' sbagliato sedersi sul tubo orizzontale del telaio da strada; può danneggiarsi a causa del peso del corpo. Il tubo orizzontale non è adatto per quello scopo. Pedalate invece di fare "salotto" oppure restate a casa. Saluti ciclistici.



Test bike: Lightweight Meilenstein Obermayer Schwarz. 

Continuo i test sulle ruote più ambite dai ciclisti, quelle che, come ho appurato, creano dipendenza #addict. Dopo le Lightweight Meilenstein CLICCA QUI, Gipfelsturm CLICCA QUI anche nella versione Schwarz CLICCA QUI, ( per il test comparativo Meilenstein/Gipfelsturm CLICCA QUI), è' la volta delle Meilenstein Obermayer nella versione Schwarz. Intanto iniziamo subito a verificare il peso reale CLICCA QUI. Il test è realizzato in collaborazione con il distributore Bike Passion GmbH e il rivenditore autorizzato Falasca Cicli.
Test su strada.
Occorre fare una premessa. Esistono tre tipologie di ciclisti: lo scalatore ( di piccola statura, di peso leggero; in salita usa pedalare, costantemente in fuori sella, e riparte di scatto, abbassando di uno o due rapporti la catena, in modo incessante, la chiamo la danza che stronca gli avversari non scalatori; è abituato a mulinare rapporti agili sulle salite dure, i cui tornanti supera internamente, quindi sul punto più alto), il passista scalatore ( in salita usa pedalare in sella, e qualche volta, rilancia sui pedali, nei tornanti più duri, e sale con passo regolare e potente, spingendo anche rapporti lunghi) e il passista ( in salita pedala solo in sella e con passo costante e di potenza con rapporti solo lunghi). Ogni ciclista, sceglie la ruota in base alle proprie caratteristiche; quindi lo scalatore usa la ruota con profilo basso o medio; il passista scalatore  e il passista, invece prediligono, la ruota con profilo alto. Non è un caso. Infatti la ruota a profilo basso e medio, è più scattante (reattiva), più agile, ottima in salita, ma meno performanti in pianura, rispetto a quelle a profilo alto; le ruote a profilo alto sono più adatte a chi pedala di potenza, seduto e con passo costante. Approcciarsi al test Obermayer, dopo quelli fatti sugli altri modelli  della gamma strada Lightweight è il percorso logico e pratico corretto;  diversamente non si potrà valutare il modello dal nome storico (Obermayer era  nome del padre fondatore del marchio Lightweight, ceduto ad un distributore statunitense); ognuno di essi, ha un carattere distinto e alte prestazioni. Le ruote Lightweight sono componenti di nicchia, assolutamente superiori ad ogni altra ruota con raggi in acciaio e cerchio in carbonio. A parità di qualità del telaio, la ruota Lightweight è il valore aggiunto, che fa la differenza nella prestazione e nella bellezza della macchina; e questo lo scrivo senza se e senza ma, dopo avere testato le ruote top di gamma in carbonio più blasonate. A coloro che mi chiedono perché scegliere una Lightweight, rispondo, per risparmiare ed avere la migliore prestazione ! Certo acquistando una Lightweight si risparmia il prezzo pagato per passare da un modello all'altro prima di trovare la prestazione assoluta della Lightweight. Fate la somma e capirete il risparmio; la matematica non è un opinione.
Con la Obermayer Schwarz ( versione dotata di mozzi DT SWISS 190 con cuscinetti in ceramica della Ceramic Speed), la Lightweight ha voluto creare un prodotto di rottura con il concetto classico della ruota a profilo alto: produrre una ruota rigida e molto leggera ! Parametri assolutamente inconciliabili per le ruote ad alto profilo concorrenti. Ma come comprendere appieno la qualità della Obermayer se non si conoscono le caratteristiche fondamentali del materiale usato, cioè il carbonio, la fibra creata dal dr. Bacon nel 1958. Il carbonio è formato da una matrice (legante) che agisce da rinforzo ( destinato a rinforzare la rigidezza e la resistenza del composito), con funzione riempitiva ( per migliorare le proprietà, quali la resistenza all'usura, all'impatto,ecc.) e di carica (fibre lunghe, corte o particelle nano). La qualità del carbonio non solo dipende dalla combinazione dei filamenti e dal loro modulo (VHM, altissimo modulo, meno resina e più carbonio in assoluto; HM, alto modulo; IM, modulo intermedio), ma anche dalla trama delle pelli di carbonio, quello che si vedono esternamente, assemblate negli stampi: UD ( unidirezionale, molto rigido, reattivo, ma poco elastico), 1K (trama fitta, leggera, reattiva, in misura ottimale), 3K ( trama molto fitta, spesso associato al processo di compattazione HM), 6K e 12k, per pelli con trame più larghe, più resistenti, ma  meno performanti, in termini di peso, e pregiate.
Ebbene, la composizione del cerchio delle Obermayer nasce dalla combinazione segreta di questi materiali, in modo da miscelare il rapporto peso/rigidità più estremo. Per essere chiari, il principio da scardinare è: la ruota rigida è meno leggera. E a questo punto entra in gioco, il valore aggiunto della ruota Lightweight,   attraverso processi di compattazione, segreti, materiali in composito costosi e soprattutto la straordinaria soluzione della costruzione in monoscocca, cerchio, raggio e mozzo, un unicum, una cosa sola, e tutto in carbonio ! La Lightweight è riuscita a superare questo principio, con le Gipfeslturm; ma con le Obermayer, la Lightweight ha alzato la soglia della difficoltà: realizzare una ruota ancora più leggera. Sarà riuscita a farla rigida e, ove ci fosse riuscita, quanto è rigida ?
Ebbene se la Meilenstein è la ruota con il carattere più deciso, prevalentemente rigida, la meno confortevole e leggera,  la Gipfelsturm, è la ruota più equilibrata, quella del contrasto per eccellenza, in quanto, leggerissima, confortevole e rigida, e la Obermayer è la ruota che porta all'estremo la leggerezza e la rigidità. Il limite tipico della ruota ad alto profilo, comunque rimane, considerato che il cerchio a profilo alto, "sposta" più aria, e quindi genera più attrito, mentre, nel caso della Obermayer, non ci sarebbe l'altro limite caratteristico delle ruote a profilo alto, cioè il maggiore peso posto alle estremità della struttura, influente rispetto per esempio, al peso strutturale di un telaio; limiti, che nei rilanci in salita, sono penalizzanti. Se però non si vuole rinunciare al profilo alto, la Obermayer rimane la migliore ruota a profilo alto, per i passisti e per i passisti scalatori. 
Sulla strada le Obermayer evidenziano una rigidità torsionale ottimale miscelata ad una leggerezza prevalente, due parametri in contrasto, secondo il principio enunciato, ma straordinariamente presenti in questo modello; più confortevoli delle Meilenstein, ma meno delle Gipfelsturm; più maneggevoli delle Meilenstein, e quasi uguali alle Gipfelsturm, e questo è un altro  risultato straordinario, considerato che trattasi di un profilo alto, che ottimizza questo parametro, con il peso leggerissimo; nettamente più reattive delle Meilenstein, ma meno reattive delle Gipfelsturm ( differenza valutabile  in un rapporto di 10 a 8 a favore delle Gipfelsturm), risultato comunque eccellente, tenendo conto che il profilo alto, genera più attrito e quindi incontra più resistenza all'aria, sia in fase di spinta (reattività), sia in fase di agilità (maneggevolezza); più confortevoli delle Meilenstein, ma meno confortevoli delle Gipfelsturm. Rispetto alle Meilenstein e alle Gipfelsturm, la Obermayer è la più sensibile al vento laterale, in quanto, al profilo alto, ( uguale a quello delle Meilenestein), si aggiunge l'estrema leggerezza, come quando i camion, "schiaffeggiano" con la scia.
In salita, le Obermayer vanno comparate alle Gipfelsturm, la ruota da montagna della gamma, e rispetto a queste le Obermayer sono meno reattive, negli inserimenti sui tornanti più ripidi, ma recuperano sul lungo, potendo contare sul profilo più alto e leggero; per questo si adattano meglio alle caratteristiche dei passisti scalatori, che pedalano più in sella, anche in salita, e che non necessitano di una ruota che assecondi lo scatto continuo, come di solito usano pedalare gli scalatori. In pianura, le Obermayer sono reattive come le Gipfelsturm, ma hanno un effetto volano evidente, seppure leggermente inferiore alle Meilenstein, di per sé la ruota perfetta per il passista. Sui percorsi vallonati, la Obermayer è la migliore sintesi, tra il rilancio secco e agile della Gipfelsturm e la forza delle Meilenstein. In buona sostanza, la Obermayer è la ruota perfetta per il passista scalatore e per tutti coloro che vogliono assemblare il telaio con ruote esclusive. In discesa, le Obermayer Schwarz sono maneggevoli, precise, e veloci negli inserimenti in curva. La frenata è morbida ed uniforme; durante il test, ho avvertito lo stridore dei tacchetti del freno anteriore, in sede di discesa prima dell'inserimento nel tornate. Gli stessi tacchetti sono stati usati anche con le Gipfelsturm ma senza avvertire il fastidioso fischio. Indice che la pista frenate delle due ruote è diversa. Nessun problema di tenuta, in discesa, con un ciclista di 60 kg, come il sottoscritto ed una bicicletta dal peso di 5 chili e 590 grammi. Superfluo osservare, o quasi, che usando le Obermayer non ho abbassato i tempi di percorrenza della salita, anzi ho peggiorato il tempo di ascesa solito, impiegando un tempo maggiore di quasi 8 minuti, sulla salita, che percorro, come è cosa buona e giusta, per valutare gli allenamenti.  Come a dire che le Obermayer non fanno miracoli, anche se vi convincerete che il peso leggerissimo e il prezzo, possano mettervi le ali. Ovviamente l'effetto placebo fa parte del prezzo e comunque sarete liberi di pensarla come vorrete. Tornado al dato cronometrico, va detto che  attese le varianti tipo vento e forma fisica questo dato non deve sorprendere; la ruota a profilo alto, anche se è leggerissima come la Obermayer, è una ruota a profilo alto, quindi il profilo genera più attrito e resistenza all'aria, e per quanto, possa migliorare la reattività, rispetto a quelle a profilo alto meno leggere, penalizza, uno scalatore, che usa pedalare con continui rilanci, e a scatti. Dunque occorrono più watt per spingerle efficacemente. Verosimilmente, il passista e lo passista scalatore, invece con una ruota leggerissima e a profilo alto, come la Obermayer, procedendo di passo regolare, possono migliorare i loro tempi in salita. Dunque la Obermayer è adatta per le cronoscalata, a patto che la usino i passisti scalatori e i passisti. Quindi non consiglio, la Obermayer, come del resto tutte le  ruote a profilo alto, agli scalatori, per i quali è necessaria una ruota che unisca alla leggerezza, l'estrema reattività e agilità, tipici della ruota a profilo basso/medio, per i quali consiglio senz'altro la Gipfelsturm. La Obermayer, è una Meilenstein più leggera, quindi, rispetto a questa, è più adatta alla salita, ma non deve trarre in inganno poiché ci vogliono sempre più watt rispetto ad una ruota a profilo basso/medio (leggere), per spingerla. Diciamo che la Obermayer è la soluzione migliore per i passisti o comunque  per chi vuole pedalare in salita, senza dovere rinunciare al profilo alto. Non fatevi fuorviare dal peso e dal prezzo. Saluti ciclistici.


E' appena il caso di precisare l'eccellente performance dei mozzi con ceramica Ceramic Speed: in discesa sono straordinariamente veloci e in pianura la ruota ha meno attrito. Provare per credere. E' facilmente avvertibile la diversa scorrevolezza, tra le due versioni dei modelli della gamma Lightweight, gli uni con mozzi muniti di sfere in acciaio, e gli altri con mozzi dotati di sfere in ceramica prodotti dalla Ceramic Speed. Le Obermayer Schwarz test sono state assemblate con tubolari Continental Competition da 25 mm, che le ha senz'altro penalizzate nella scorrevolezza e migliorato nel confort. La Obermayer ha un limite di peso: 100 kg ( riferito al peso complessivo bicicletta/ciclista). Ogni ruota Lightweight è dotata di un microchip inserito all'interno della struttura in modo da essere riconosciuta in caso di furto e per memorizzare dati relativi alla vita della ruota ( interventi di riparazione).

Consiglio per la manutenzione dei mozzi:
Per la manutenzione ordinaria del mozzo posteriore DT SWISS 190 S e 240, installati sui modelli strada della LW, consiglio di lubrificare il corpetto e il mozzo. Il mozzo anteriore invece non necessita di particolare manutenzione, e comunque può essere manutenuto solo dalla LW. L'operazione di manutenzione del mozzo posteriore può essere eseguita da un meccanico rivenditore LW; ciò è utile per eliminare eventuali rumori, causati dalla mancanza di grasso. Sul punto rimando anche alle indicazioni specifiche riportate sul manuale di istruzioni. In sede di test ho avuto modo di constatare rumori sul mozzo posteriore, durante le salite più dure e con i pignoni più agili. Verosimilmente la coppia di ruote test necessitava della manutenzione riportata.



Saluti ciclistici

Pagella:
Rigidità laterale: 8 ( con una ruota così leggera non si poteva fare di meglio)
Trasmissione della potenza: 9
Frenata: 9
Stabilità: 9
Peso: 10
Reattività: 8
Maneggevolezza (Agilità): 9
Confort: 8,5
Scorrevolezza mozzi: 10
Bellezza: 10


La macchina test




Il peso complessivo della macchina test
 



giovedì 16 giugno 2016

Partnership Trek - Carbon Conversions: long life carbon, lunga vita al carbonio.

Avete mai pensato a chi fine fa il vostro telaio Trek, sostituito in garanzia, oppure danneggiato ? Avete mai pensato a che fine fa il telaio danneggiato dai corridori del team Pro Tour Trek Segafredo ? Volete conoscere il progresso raggiunto dalla migliore industria del carbonio ? Leggete questo post CLICCA QUI Saluti ciclistici. 

venerdì 10 giugno 2016

Test Bike: Equinox Thyphoon 55 X. 

Note sul produttore
Equinox è partner di Gigantex. Ai più, Gigantex sarà un nome sconosciuto. In realtà è uno dei più grandi produttori di prodotti in carbonio, al mondo e lavora per conto terzi, in Oriente. Il connubio Equinox e Gigantex possiede più di 70 brevetti mondiali. Tutto ciò significa, in termini commerciali, un prezzo più competitivo ed un prodotto ad alto livello qualitativo.
Caratteristiche del prodotto 
La caratteristica più interessante, e senza dubbio, unica, è quella che ogni parte della Equinox Typhoon X, può essere sostituta, compresi i raggi in carbonio, i quali possono essere anche registrati alla stregua dei raggi in alluminio ! Un indubbio vantaggio che assicura la riparazione in tempi brevi, persino  da parte dello stesso negoziante (se meccanico). Dunque, ogni componente della singola ruota, Equinox Typhoon -X può essere sostituito e revisionato separatamente. A ciò va aggiunto, un prezzo assolutamente concorrenziale, nonostante le caratteristiche della ruota in esame. Il cerchio, alto 55 mm e largo 25 mm, si presenta con una finitura in carbonio unidirezionale, mentre nella parte contigua ai raggi e nella gola del cerchio, la trama è in carbonio 6K. Tale conformazione non è meramente estetica; infatti il carbonio unidirezionale è particolarmente rigido, mentre quello caratterizzato dalla trama 6K è resistente. Dunque trattasi di un cerchio composto da diverse tipologie di carbonio, come accade anche con i telai, composti da più tipologie di carbonio, a seconda della zona e delle caratteristiche richieste. I raggi in carbonio della ruota posteriore hanno uno spessore medio e una forma differenziata, più larga nella parte prossima ai nipples: nella ruota posteriore, i raggi lato cassetta (pacco pignoni) sono piatti e più larghi. In entrambe le ruote, i raggi in carbonio, con nipples in carbonio interni al cerchio ( non bisogna farsi confondere dal nipple esterno, in realtà è un supporto di gomma per fini estetici), si  diramano da una struttura in carbonio, a forma di stella, (più larga sul lato cassetta), inserita nei mozzi in alluminio. La larghezza del cerchio, di 25 mm, caratterizzano la forma aerodinamica del cerchio, secondo la nuova concezione delle ruote da strada. La larghezza evidente del cerchio, consiglia l’uso di tubolari da 25 mm, se si vuole proteggere i fianchi, altrimenti vi consiglio un 23 mm se volete avere più scorrevolezza ( non ascoltate chi dice il contrario). I cerchi presentano piste frenanti dedicate, in carbonio, cioè specifiche; è questa la migliore scelta per garantire, sia la frenata ottimale sui cerchi in carbonio, sia la migliore resistenza al calore generato dai freni. Ecco il peso reale: CLICCA QUI . Equinox Typhoon X ha il limite di utilizzo di 100kg, cioè il rapporto peso complessivo ciclista/bicicletta non deve essere superiore a 100 kg. 
Test su strada. 
Le doti: maneggevolezza e lo si avverte nei repentini cambi di direzione, stabilità in ogni condizione, trasferimento della potenza ottimale, praticamente permettono di scaricare sull’asfalto tutto quello che si ha nelle gambe, non si perde nulla dell’energia profusa nella pedalata, reattività, anche quando si parte da bassa velocità o da fermo si scatta facilmente ( è incredibile considerato che trattasi di un profilo alto, normalmente il meno reattivo dei profili), tenuta della ruota con vento frontale. Difetti: peso non leggero, ma qui avviene l'incredibile, e cioè che i cerchio alto non penalizza la prestazione globale della ruota, ed è una cosa unica; in tanti anni di test non mi era mai capitato! Provare per credere. Sembrerebbe che abbia testato una ruota di medio profilo e non una ruota ad alto profilo ! E' verosimile che i raggi in carbonio siano il valore aggiunto della ruota. 
Il vento laterale trattandosi di un cerchio da 55 mm, soffia sul cerchio e lo si avverte, ma la stabilità e il peso, la rendono ferma, e quindi sicura, persino quando i camion provocando una pericolosa scia, schiaffeggiano con la folata di vento.
Sui percorsi vallonati, le Equinox Typhoon - X sono ottime, come nelle volate. In salita, le Equinox Typhoon X,  la notevole rigidità laterale, le rendono performanti ed efficienti, ottimizzando le energie profuse nella pedalata: in pratica tutta la forza che si spinge sui pedali, in salita, e non solo, non si perde. Ovviamente, trattandosi di cerchi ad alto profilo, non adatti alla salita impegnativa, sulle pendenze dure, rilanciare non è facile, come se fosse una ruota a profilo basso o medio, leggera, ma complessivamente è la ruota a profilo alto più performante in salita che abbia mai testato. Certo il telaio Trek Emonda SLR “trascina” le ruote meno leggere, ma avendo testato anche altre ruote a profilo alto con questo telaio, posso affermare che Typhoon X è ottima di suo. Credo che l’estrema rigidità della Typhoon X sia determinante in ogni condizione e in qualche modo compensi il peso non leggero della ruota. I limiti tipici della ruota ad alto profilo, comunque rimangono, considerato che il cerchio a profilo alto, "sposta" più aria, e quindi genera più attrito, oltre al fatto che il peso posto alle estremità, come nel caso del cerchio di una ruota, è influente rispetto per esempio, al peso strutturale di un telaio; limiti, che nei rilanci in salita, sono penalizzanti. Se però non si vuole rinunciare al profilo alto, questa ruota rimane un ottimo compromesso, per i passisti. 
I mozzi hanno una buona scorrevolezza, e la frenata è pronta ed efficace sull’asciutto. 
Le ruote danno il meglio di sé, quando si scarica tutta la potenza sui pedali, in volata, o a mani basse in fuori sella, anche in salita, grazie appunto alla notevole rigidità laterale; in tali condizioni di utilizzo, la ruota la Typhoon -X si esalta. Come è mia prassi, il  pattino sinistro dei tacchetti dei freni sono stati posizionati più vicini ai cerchi, per verificare eventuali anomalie. Ebbene in nessun caso, le ruote hanno mostrato flessioni, come invece mi è capitato di constatare con modelli più blasonati. Nonostante il profilo da 55 mm, la Equinox Typhoon -X ha un ottima maneggevolezza e questo è un dato che mi stupisce, considerata l’imponenza del profilo alto. Le ruote testate sono state utilizzate con tubolari Veloflex Carbon da 23 mm dalla resa eccellente e dall'ottima scorrevolezza; scelta fatta per non penalizzare la ruota, peraltro non leggera. Un unico difetto ho riscontrato durante il test: la tenuta dello sgancio posteriore fornito in dotazione. Ho notato  che lo sgancio rapido posteriore, si allentava. Sul punto apro una parentesi. Il carro posteriore della Emonda SLR, oltre ad essere rigido nella struttura, è anche largo, in quanto destinato alle coperture da 28 mm e alle ruote larghe 25 mm; quindi necessita di un asse dello sgancio più lungo. Stesso problema l’ho riscontrato con quello della Lightweight. Quindi per il test ho usato sganci Zipp in titanio.
A chi raccomando le Equinox Typhoon X: in particolare, ai velocisti, ai triatleti, ai passisti, a coloro che vogliono avere una ruota unica nella sua costruzione, sicura e maneggevole, ed infine a coloro che vogliono una ruota straordinariamente efficiente nella trasmissione della potenza.  

Considerazioni generali.
E’ trascorso molto tempo dalle prime ruote ad alto profilo con il cerchio in carbonio e da allora la tecnologia ne ha migliorato notevolmente le prestazioni. Allo stato dell’arte, le ruote con cerchio in carbonio e i raggi in carbonio, che indico come wheels Total Carbon, sono le ruote più performanti, attualmente disponibili sul mercato, senza se e senza ma; questa tipologia di ruote non hanno limiti nelle prestazioni, ed ora con le Equinox Typhoon - X, sono diventate completamente revisionabili, in caso di rotture o usura. Le ruote che chiamo wheels total carbon sono l'evoluzione della ruota. Credo che nei prossimi anni, ci sarà  uno sviluppo ed una espansione nelle vendite di questo segmento del mercato. Ecco perché tra i test realizzati, ho deciso di pubblicare, quello della Equinox Typhoon X, per confrontarla alle Lightweight ad alto profilo, e verificare, se una ruota "total carbon" è' più  performante delle ruote in carbonio, con raggi in acciaio, anche se non è prodotta dalla Lightweight. I miei lettori sanno che non faccio "sconti" a nessuno, non scrivo per piacere a qualcuno; per me non esistono luoghi comuni (del resto non dovrebbero esistere per nessuno), quello che si prova non è mai quello che si pensa, per cui, lasciate perdere i preconcetti e allargate le menti, che la verità non è mai assoluta. Ciò premesso, posso dire non solo che la Equinox Typhoon X non è inferiore alle Lightweight ad alto profilo, ma è un ottima alternativa, considerato il prezzo inferiore (e non di poco). La Equinox Typhoon X ha prestazioni analoghe alla Lightweight Meilenstein ed è più rigida della Obermayer, anche se rispetto a quest'ultima perde in reattività, in salita. Ora non ci sono più scuse per avere una ruota con raggi in carbonio. E' appena il caso di precisare che la Equinox Typhoon X ha prestazioni superiori a quelle delle ruote top di gamma, con raggi in acciaio e cerchio in carbonio. A questo punto, mi piacerebbe valutare le prestazioni del modello più leggero della gamma, le Cyclon X da 1280 grammi, con il mozzo anche in carbonio. 
Consiglio di guardare il canale video Equinox su You Tube CLICCA QUI 
Il test è'  stato realizzato in collaborazione con Falasca Cicli, rivenditore autorizzato Equinox. 
Saluti ciclistici. 

Pagella
Maneggevolezza (Agilità): 8
Peso: 7 
Rigidità laterale: 10
Trasmissione della potenza: 10
Frenata asciutto: 9
Scorrevolezza: 8,5
Reattività: 8
Confort: 7,5
Stabilità: 10
Cura e qualità di realizzazione: 10