sabato 26 novembre 2016

Telaio oppure componenti top di gamma ?

E' meglio un telaio oppure componenti top di gamma ? E' meglio un telaio top di gamma assemblato con componenti di bassa/media gamma oppure un telaio di media gamma con componenti di alta gamma ? E' meglio un telaio fuori produzione magari ex top di gamma montato con componenti di alta gamma o un telaio di alta gamma montato con componenti di media gamma ?  La prestazione è influenzata maggiormente da un telaio o dalle ruote ? Considerato quello che vedo sulla strada e su internet, la risposta non è scontata anzi. Perché ? Alla base di ogni scelta non c'è solo una questione di budget,  ma anche di conoscenza e/o di scelta fuori dal gregge 🐏. C'è tutta una questione di cultura ciclistica sottesa alle questioni. Superfluo osservare che un telaio top di gamma con componenti top di gamma è fuori questione.

Ora vi dico la mia. Ho verificato come più performante il telaio ex top di gamma montato con componentistica top di gamma o in alternativa il telaio di media gamma assemblato con il top di gamma oppure con componentistica 🔝🔝🔝.  E' assolutamente privo di senso ed inutile avere un telaio top di gamma con ruote di bassa/media gamma, come mi capita, quasi sempre di vedere sulle strade dove mi alleno e nei cataloghi dei produttori stranieri, come per esempio la Trek. Certo i gruppi funzionano tutti bene o quasi, ma diciamo che influenzano la prestazione con la rigidità della guarnitura e il peso complessivo che aggiungono alla bicicletta. Per esempio  cosa ve ne fate di una Trek Emonda SLR montata Ultegra, che cambia bene, ma pesa un accidente e  ruote per copertoncino in alluminio !! La prestazione è limitata del 50%. E' più performante la Trek Emonda ALR ( la versione in alluminio) montata con componenti top di gamma, come quelli usati nella foto.
Il mio consiglio: se avete un budget limitato, risparmiate il costo del telaio top di gamma e prendete ruote di alto livello per mordere la strada e spianare le salite, gambe e cuore permettendo. Il telaio ? Prendetene uno ex top di gamma, anche in alluminio, oppure un telaio di media gamma, di ultima generazione, ma solo dei marchi più avanzati, potete farlo con "quattro soldi", e montateli alla grande. E se non vi piace la colorazione fatelo riverniciare. Non vi servirà altro per andare forte e l'unico limite sarete voi. Saluti ciclistici. 

giovedì 24 novembre 2016

Scicon bags for Vincenzo Nibali and Bahrain Merida Pro Cycling Team.

Uno dei vantaggi ad essere un corridore professionista è' anche quello di viaggiare con una Bdc al seguito, sistemata in una bella e comoda valigia. Ricevo e pubblico dal team, questa anteprima, per oggi in esclusiva. Sono le borse di Vincenzo Nibali; una per la bdc e un altra per l'abbigliamento e le scarpe. Saluti ciclistici. 🚴🏻💨

martedì 22 novembre 2016

Anteprima: Colnago Concept alla pesa.

Tra le cose che non condivido nelle scelte dei produttori, c'è anche quella del seguire le mode. Oramai il telaio è "specifico" cioè per caratteristiche è destinato ad un determinato segmento del settore strada; quindi avremo, il telaio aero, quello per la salita, l'enduro,  quello per il pavé, che si aggiungono al modello crono. Questa "specializzazione" estrema ha fatto sì che i telai appartenenti ai vari segmenti, si assomiglino tra di loro. Il segmento dove maggiormente è evidente questa somiglianza è senz'altro quello dei telai aero, decisamente monotono per le linee, con due eccezioni, la Trek Madone 9 e la Look 795. E così tutti gli altri telai aero hanno il carro posteriore con i pendenti più bassi rispetto al  modello classico, questo per rendere più rigida la trazione. I pendenti non si innestano sul tubo verticale all'altezza del tubo orizzontale, ma in un punto più basso. Ovviamente ogni produttore ha elaborato questo tratto comune. Ho avuto modo di fare un incontro ravvicinato con il Colnago Concept e devo dire che è molto bello e curato nei dettagli, assemblato poi con le Lightweight Meilenstein diventa un oggetto esclusivo. Certo pesa un accidente, ma è' un modello aero e come tale non può essere leggero. Saluti ciclistici.  




Peso del kit telaio taglia 50 ( senza ruote)




domenica 20 novembre 2016

Come si lubrifica la catena della bicicletta

Dopo avervi spiegato il montaggio della ruota posteriore CLICCA QUI, oggi vi spiego come lubrificare la catena. Attenzione la lubrificazione eseguita in modo errato, spreca l'olio, sporca il telaio, la ruota posteriore, la pista frenante e il tacchetto del freno. Al proposito dico: "tacchetto oliato, frenata lunga". Saluti ciclistici. 


SIDI SHOT, il test su strada.

Ci sono test pubblicizzati  e test scritti sulla strada. Sul mio blog potete leggere solo test scritti sulla strada. Inutile dire che i produttori pensano poco e male, quando credono che sia sufficiente pagare un corridore professionista per pubblicizzare i prodotti. In tal modo non li pubblicizzano, ma pagano i professionisti per usarli. Ecco quindi che molti mi chiedono se ho provato questo o quello, nonostante che siano pubblicizzati dai prof. Detto questo, ho indossato le nuove SIDI SHOT e le ho provate sulla mia strada. Sul web e non solo, non ho letto, test su strada delle nuove scarpe della SIDI, ma solo pubblicità.  Sono stato il primo a lanciare in anteprima assoluta la SIDI SHOT  CLICCA QUI e sono stato il primo a testarla seriamente. Scorrete le foto e i tre mini video e alla fine leggerete il test su strada. Il test è realizzato in collaborazione con Falasca Cicli, rivenditore autorizzato SIDI. 






Presentazione.
Va fatta una premessa sulla tendenza del mercato seguita da alcuni produttori. Ho verificato che la curvatura della suola nel punto dell'arco plantare, in alcuni modelli, è particolarmente accentuata; in tal caso la suola potrebbe non adattarsi alle piante dei piedi "piatti" e quelli normo conformati che cioè non hanno un arco plantare alto, ma rispettivamente piatto e neutro ovvero normale. Ovviamente il tutto è soggettivo e rientra nella diversa struttura sensibilità dei piedi e della muscolatura della gamba, ma utilizzando suole non adatte all'arco plantare, la muscolatura dell'interno coscia, con il tempo e lo sforzo, potrebbe riportare fastidiose contratture, non avendo un "piano di appoggio" ottimale. Quindi prestate attenzione nello scegliere le scarpe di qualunque produttore e modello.
La SIDI SHOT ha una suola con un arco plantare con una conformazione neutra, quindi si adatta ad ogni piede. Ottima scelta.
La scarpa ha la tomaia abbastanza morbida, anche se non è di pelle, ma di materiale sintetico cioè Microfibra Techpro. Francamente visto il costo della scarpa mi sarei aspettato l'utilizzo della pelle adeguandosi alla concorrenza, come per esempio, la Bontrager e la Bont, Il vero punto di forza di questa scarpa è la suola in carbonio Vent Carbon, rigidissima nella parte del tallone e della parte centrale, meno rigida sulla punta dei piedi, per  consentire una minima flessione per evitare formicolii. Massimo trasferimento della potenza scaricata sui pedali, ma anche un migliore confort in caso di temperature elevate. Questa suola l'ho sperimentata a lungo sulla SIDI ERGO 3 CARBON. Sulla punta della suola c'è la presa d'aria che può chiudersi nel periodo invernale. Tacco sostituibile e sistema della regolazione del tallone, anch'esso sostituibile after market. Il punto innovativo della scarpa è il meccanismo Double Tecno 3 Push System, l'allacciatura. E' inserito sulla parte centrale della scarpa, sulla "lingua" e a mio avviso, ha il pregio, di stringere la scarpa, in modo omogeneo, sul collo del piede; si avverte un perfetto equilibrio e la tensione è uniforme, quando si stringono i due rotori. Il meccanismo di chiusura è simmetrico, a differenza del sistema BOA, che invece spinge solo su un lato, e quindi si adatta ad ogni tipo di piede. Un pulsante rosso sul rotore, se premuto, fa alzare la leva e rende agevole, la regolazione dei rotori durante la pedalata. Per aprire la scarpa premere contemporaneamente i pulsanti e tirare verso l'alto la linguetta della scarpa, in modo da allentare il filo dei rotori. Le scarpe sono fornite con la soletta Comfort Fit Sole, bassa ed uniforme, fornita anche con le Sidi Wire. La scarpa testata è molto bella, con la sua colorazione nera opaca e bianca lucida e la trama originale. A mio avviso in questa colorazione è la più bella scarpa in assoluto. Direi che rompe gli schemi della classica scarpa bianca, monotona e più facile a sporcarsi e a macchiarsi con il sole. 
                           
Peso scarpa testata in taglia 42,5
Test su Strada. 
Si avverte la rigidità della suola. La spinta sui pedali è forte ed omogenea. Il gioco di caviglia con il tallone che scende per bene nella fase della spinta ( ricordo che facendo scendere il tallone si distende il polpaccio, l'energia scaricata al tallone viene restituita come forza elastica che innesca poi il richiamo della pedalata e risale nella fase del richiamo), è agevolato dal confort della tomaia e dalla rigidità della suola. Il richiamo è deciso e netto, ciò significa scarpa efficiente e racing. 
Durante le ore passate a spingere in salita, l'allacciatura si è allentata, come è normale. Ma ho trovato agevole serrare i due rotori mentre pedalavo e ripartire con la spinta giusta, con il piede tenuto fermo con la giusta pressione. Ho usato tacchette Speedplay con la suola a 3 fori, anche perché non esiste a catalogo la suola a 4 fori. 
Il test è iniziato e spero che duri a lungo, in modo da riuscire a stressarla per bene e capire come risponde la scarpa nei prossimi e ulteriori momenti cruciali dell'allenamento. Intanto mi sembra di capire, che finalmente,  per i miei piedi sensibili, la SIDI, dopo la ERGO CARBON 3, ha messo in commercio, una ottima scarpa, la SHOT. Preciso che come scrissi nel test, con la SIDI WIRE, non mi sono trovato bene; non tutte le scarpe sono adatte a tutti. Al prossimo aggiornamento.
Aggiornamento.  
Con la SIDI SHOT spingo ottimamente sui pedali. La tomaia e l'allacciatura tengono il piede stabile. La scarpa è comoda. Consiglio di usare calzini non troppo spessi, soprattutto nel periodo freddo, quando si è soliti portare calzini in lana, in modo da non dovere stringere troppo la scarpa. Al prossimo aggiornamento.  


I piedi usati nel test 😉😀


Il misuratore di potenza integrato, bePRO


Il contenuto della scatola: pedali, tacchette, attrezzi per il montaggio,4  etichette per gli allenamenti , carica batteria. 

158 grammi a pedale

Il ciclista, in quanto persona, è asimmetrico. Quindi tutto il gesto atletico è influenzato da questo dato fisiologico. Pertanto una gamba spinge più forte dell'altra. Ciò è normale, entro un dato range, oltre diventa patologico, nel senso che potrebbe essere indicativo di problemi muscolo scheletrici oppure di un problema di assetto avanzato, cioè di quote biomeccaniche errate. che costringono il corpo a lavorare in modo scomposto ed innaturale, penalizzando il dato tecnico della prestazione e causando problemi muscolo scheletrici. Detto questo passo a parlare del prodotto di oggi, il misuratore di potenza bePRO, un sistema integrato che in quanto tale, rappresenta un vantaggio in termini di prestazioni e peso.  Il misuratore di potenza bePRO serve a monitorare la prestazione totale del corpo e dello stato di salute/efficienza. In particolare bePRO rileva la singola potenza spinta su ogni pedale da ciascuna gamba. Il sistema bePRO è un sistema integrato nei pedali pertanto non necessità di antiestetici supporti aggiunti ed applicati esternamente alla bicicletta. L'unico limite, è  che può funzionare solo con le tacchette Look. Ovviamente la scelta del produttore, è stata data, dal fatto che lo standard Look è quello più diffuso e quindi facilità la maggioranza dei ciclisti. I principali dati rilevati dal sistema: potenza totale in watt; bilanciamento potenza gamba destra e sinistra; cadenza di pedalata; rapporto peso/potenza; rilevamento consumo di energia. Il peso è' ridotto rispetto ai prodotti concorrenti e rappresenta un record: solo 316 grammi di peso aggiunto a quello della bicicletta e del ciclista. Riguardo al peso direi ci siamo, dal punto di vista della grammomania, se si considera che nel pedale sono incorporati i misuratori di potenza e il sensore, con il risultato di avere una cosa sola, "un unicum" come direbbero i padri latini. L'aggravio di peso rispetto ad un pedale con perno in titanio è intorno ai 130 grammi. Per chi ha anche un sensore di cadenza sulla bici lo può togliere perché i pedali hanno anche quello per cui pesando il sensore circa 20 grammi l'aggravio scende a 110 grammi circa. Se poi si usano pedali con perno in acciaio allora usando i bePRO il peso scenderà di molto. Nella confezione si trova anche tutto il necessario per l'assemblaggio, cioè  un kit di utensili che permette di allineare i pedali con le pedivelle con estrema facilità ed ultimare il montaggio con il serraggio dei pedali in tutta sicurezza. Il carica batterie presenta una doppia uscita usb per i due cavi in dotazione lunghi 2 metri. Con la doppia uscita si possono caricare in contemporanea i pedali, che a sua volta, si possono collegare al pc per scaricare gli aggiornamenti. Va detto che il sistema integrato bePRO è molto interessante per la lettura completa dei dati del ciclista. Per esempio non solo il ciclista è in condizione di conoscere, i tempo reale, se la forza impressa sui pedali dalle gambe è bilanciata, ma anche se la pedalata è rotonda e redditizia ! Monitorando in tempo reale questi valori si possono correggere errori nella pedalata e risparmiare energia. Va precisato che anche il dato della potenza espresso in WATT viene letto in tempo reale sul ciclo computer in uso, e tale dato, nella gestione delle forze,  per esempio in salita, è di importanza fondamentale. 
In collaborazione con il rivenditore Il Ciclista di Paolo Massignan (VI). Saluti ciclistici. 

Come scegliere il negozio giusto. I particolari fanno l'artigiano. La politica del prezzo.

Ci sono imprenditori che vendono biciclette, e ci sono artigiani, meccanici, che assemblano macchine da corsa e le vendono. C'è una differenza abissale. La tendenza è quella di investire capitali, peraltro sempre più difficili da reperire sul mercato, ed aprire punti vendita forniti di molta merce, negozi che definisco "prendi e paga", stile super mercato. Tutto bene o quasi al momento dell'acquisto ( a parte sconti discutibili che lasciano presagire questioni diverse), ma una volta usciti dal negozio, iniziano i problemi, after market. La maggioranza dei ciclisti si ritrova con un mezzo nuovo in attesa di una messa a punto decente e della successiva manutenzione; a quel punto iniziano i problemi legati a chi rivolgersi per avere una bicicletta efficiente, considerato che gli interventi, almeno nel periodo di garanzia, dovrebbero essere eseguiti solo da un rivenditore autorizzato, normalmente quello in cui si è proceduto all'acquisto, anche se possono escludere la garanzia solo interventi negligenti, da parte di chiunque, quindi anche dello stesso revinditore. E qui veniamo al punto della questione: talune volte, il venditore non è dotato di un assistenza meccanica all'altezza, oppure fa il "furbo" con modalità di intervento che inducono l'acquirente a sostituire il mezzo con un altro più costoso, indotto a pensare  che pagando di più si risolvano tutti i problemi, altre volte ancora il negoziante non risolve capziosamente il problema, costringendo il cliente a pagare più interventi di manutenzione, con manovre ingannevoli, per esempio quando non serrando gli sganci delle ruote non elimina il rumore in salita. E allora che fare ? Il consiglio è di acquistare tenendo conto non solo del prezzo, ma anche dell'assistenza meccanica "salva pensieri" e della serietà. Quindi è assolutamente inutile e dannoso acquistare biciclette da corsa ad un prezzo ridotto all'osso, quando poi si rimane senza assistenza meccanica idonea. Come scegliere il meccanico giusto ? Consiglio di fidarsi dei particolari, come quando la guaina del freno posteriore è stata assemblata con la scritta in perfetto rilievo, rispetto alla prospettiva del telaio. 
In questo periodo confuso, dove tutti improvvisano i mestieri, e tutti fanno tutto, basti pensare al numero crescente di biomeccanici e di negozi aperti in questi ultimi anni, in questi anni dove molti pensano che servono solo gli investimenti e la politica del prezzo selvaggio per rimanere sul mercato, in questo momento di crisi europea, è arrivato il momento che anche in questo settore merceologico, si inizi a riflettere seriamente. Gli appassionati di ciclismo cercano gli artigiani, la realizzazione esclusiva, i particolari, il funzionamento perfetto degli ingranaggi senza rumore, la serietà e il prezzo onesto, che significa il prezzo giusto. Non è solo una questione di prezzo dalla parte del consumatore, ma è anche una scelta del prezzo che permette al negoziante di rimanere aperto. La maggioranza degli imprenditori non conosce la  regola fondamentale in economia: l'impresa avrà la possibilità di aumentare i ricavi, ribassando il prezzo e aumentando le vendite, fino al punto in cui la elasticità della domanda che essa serve è maggiore dell'unità. Nel punto in cui l'elasticità del prezzo della domanda diventa unitaria, l'impresa non ha più la possibilità di aumentare i ricavi e se va oltre detto punto i suoi ricavi tenderanno a diminuire con l'aumento dello smercio. Assume a questo punto rilievo il ricavo marginale, il quale avrà un andamento decrescente con l'aumento della quantità posta in vendita e il costo marginale. Quando non ci sarà più equilibrio tra ricavi e costi marginali allora l'impresa non sarà più in un punto di equilibrio e le spese di produzione saranno maggiori delle entrate. A questo punto l'impresa che vuole massimizzare il profitto non dovrà vendere la quantità aggiuntiva che riduce il suo profitto. In buona sostanza, in certi casi, vendere troppo non fa bene al profitto. Come a dire chi è causa del suo mal pianga se stesso. Ancora una volta è un problema di cultura e di onestà.  Saluti ciclistici. 
Il "particolare" che fa il meccanico artigiano: la guaina tagliata e montata con la scritta in risalto. Precisione e  scrupolo nel lavoro.

Doping e Ricettazione. Disamina e aggiornamento giurisprudenziale.


Continua la disamina e l'aggiornamento giurisprudenziale in tema di doping. Questa volta l'articolo giuridico affronta la tematica del doping e ricettazione attraverso nuovi profili interpretativi del reato. Lo studio è stato pubblicato sull'importante quotidiano on line Ledmagazine. Per tenerti aggiornato sull'argomento e leggere il mio articolo CLICCA QUI .