venerdì 24 ottobre 2014

Come si monta un tubolare con il biadesivo Tufo


             
Sono stato uno dei primi ad usare il nastro biadesivo Tufo per il montaggio dei tubolari. Scoprì questo prodotto, quando iniziai ad usare i tubolari Tufo. Ho testato per molti anni e migliaia di chilometri, che il biadesivo Tufo, è la migliore soluzione, sicura ( non si scolla, in nessuna condizione di utilizzo proibitiva come il caldo torrido, le discese lunghe e veloci), pronta ( non serve attendere del tempo prima di usare il tubolare, come invece occorre fare con il mastice alias "carogna") longeva ( non deve essere riapplicato come occorre fare con il mastice), affidabile (la valvola non si muove e il tubolare non si scolla), pratico ( non sporca, il residuo della colla si rimuove facilmente con le mani o con un liquido della Tufo, lasciando la gola del cerchio come nuova). Ho pensato di postare questo video per fare cosa utile a chi non conosce ancora il prodotto e vuole imparare ad installarlo. L'uso del biadesivo è assolutamente facile ed intuitivo. Servono pochi minuti e si pedala per migliaia di chilometri e molto tempo, in totale sicurezza. Richiede solo una piccola pratica. Basta guardare il video per rendersene conto. Andate a tutta con il biadesivo Tufo...il resto è una "carogna" !!! Il testimonial del video è il Doctor Falasca di Falasca Cicli in modo che tutte le fasi siano perfettamente eseguite. E' appena il caso di precisare che Doctor Falasca ha impiegato meno di 3 minuti per montare il tubolare, roba da F1 e ha gonfiato il tubolare a 10 atmosfere usando una sola mano; quest'ultima circostanza è una cosa assolutamente difficile, quasi proibitiva. Provare per credere. 


Anteprima Bike: Lightweight GIPFELSTURM SCHWARZ .



Gipfelsturm significa, il picco, il punto più alto della montagna. E' la ruota "per la montagna" della gamma unica e straordinaria della Lightweight.  La versione Schwarz significa, cuscinetti di alta qualità con sfere in ceramica, forniti dalla Ceramic Speed, il colore più esclusivo della gamma, per distinguersi nel gruppo, e un  risparmio di peso. Sfere in ceramica su cuscinetti in acciaio servono per avere una migliore scorrevolezza e longevità delle parti soggette ad usura. Gipfelsturm Schwarz rappresenta l'evoluzione delle ruote da salita a profilo medio, le più versatili. Il target della Gipfelsturm: superare la montagna più dura, avere la migliore rigidità laterale,  aumentare il confort, e non subire il vento; essere un nuovo riferimento per lo stato dell'arte.
Sarà il test definitivo, l'apice, la somma dei test sulle ruote. Si preannuncia la recensione più impegnativa. Credo che questa ruota dalla tecnologia rivoluzionaria, possa rappresentare il "picco più alto" per ogni ciclista che ama la montagna e la bici leggera. Certamente, non il vento, non la salita più ripida, non la discesa più veloce e tecnica, non il percorso più lungo, non il dislivello più duro, sono il limite della vera ruota da montagna: l'unico limite può essere solo il ciclista. Per potersi attribuire il "titolo" di ruota da montagna, il prodotto deve riuscire a riprodurre senza dispersioni, l'energia profusa sui pedali, migliorare il confort sui percorsi lunghi, aumentare la reattività e l'agilità in modo da scollinare più rapidamente, incrementare la scorrevolezza, diminuendo per l'effetto, la resistenza al rotolamento e mantenere costante la velocità, infine tenere la traiettoria precisa in caso di vento forte laterale. Pedalare in quota, richiede uno sforzo maggiore, in termini mentali e fisici. Per questo serve una ruota che sappia trasformare completamente tutta l'energia in velocità e risparmiare watt, per superare la pendenza più dura, e raggiungere l'altitudine più alta. In pratica serve una ruota con caratteristiche superiori alla ruota top di gamma a profilo medio full carbon con raggi in acciaio. La LW Meilenstein, mi ha dimostrato di non avere rivali sulla pianura e sulla salita; la LW Gipfelsturm Schwarz dovrà dimostrarmi di essere la migliore ruota per la montagna. Il test è lanciato e con esso la sfida. Nelle prossime settimane inizierò il test della LW Gipfelsturm Schwarz, in collaborazione con il rivenditore autorizzato LW, Falasca Cicli di Pontecorvo.

giovedì 16 ottobre 2014

Anteprima Test Bike: Trek EMONDA SLR

E' giunto il momento di annunciarlo ufficialmente: a novembre mi sarà consegnata la bike test della Trek Emonda SLR. Molti lettori del blog, rimasti indecisi sull'acquisto, mi hanno chiesto di testare l'Emonda e di confrontarla con la Trek Madone 7S. Comprendo l'indecisione sull'acquisto, trattandosi di due modelli top di gamma, nello stesso catalogo! Peraltro la maggioranza dei ciclisti, non conosce il "carattere" dell'Emonda, iniziata ad arrivare alla rete vendita, solo nel mese scorso (settembre). 
Testerò l'Emonda con il vantaggio di conoscere perfettamente, la Trek Madone 7S, prima e seconda versione. 
E' appena il caso di aggiungere che sul mio blog, sono vietati i test scritti dalla scrivania, e per "sentito dire". Qui si suda e si impiega del tempo per realizzare test seri, affidabili ed  in presa diretta, cioè raccogliendo il responso solo dalla strada, senza timori riverenziali. Qui non si fa marketing.  
Ringrazio i lettori per la stima; motivo in più, per fare recensioni dei migliori prodotti e realizzare test bike esplicativi, unici nel settore, cioè recensioni corredate da consigli. Questo test sarà realizzato in collaborazione con il rivenditore autorizzato Trek, Falasca Cicli di Pontecorvo (FR) e con il mio meccanico doctor Falasca. Vi chiedo ancora un pò di pazienza. E' in arrivo l'Emonda Day. Saluti ciclistici.





domenica 12 ottobre 2014

Test Bike Leightweight Meilenstein 2015, aggiornato.

La premessa: mi piacciono le sfide. Mi affascina incontrare la leggenda. Mi diverto a dissacrare i luoghi comuni. Sono originale ed anticonformista, Sempre; dunque, l'obiettivo era quello di testare una ruota dalla tecnologia rivoluzionaria. Il target del mio test bike: innovare le recensioni, senza effetti speciali, da carovana pubblicitaria; non creare illusioni, ma realtà che corrono sulla strada. Ecco allora che mi viene proposta una prima assoluta: fare il primo vero e completo test bike, pubblicato sulle ruote Lighweight Meilenstein. L'approccio è stato quello di farlo senza limiti e timori reverenziali. Ho chiesto, solamente, di potere scrivere tutta la verità. Per poterlo fare occorreva una persona che fosse blogger e tester bike. Ed eccomi qui a scriverlo. Il Test è stato fatto in collaborazione con il rivenditore autorizzato Lightweight, Falasca Cicli di Pontecorvo (FR) e con il meccanico Doctor Falasca.
Descrizione del prodotto.
Meilenstein significa Pietra Miliare! E' la ruota simbolo della gamma; è l'evoluzione della serie III. Rispetto al modello precedente, la LW spiega che la frenata è stata migliorata, i cerchi non hanno più la forma a V marcata, ma un profilo arrotondato per assecondare meglio i flussi dell'aria laterale, il vento, e per avere una migliore guida complessiva. L'Altezza del profilo della Meilenstein è di 47,5 mm contro i 55 mm della serie III, e anche questo consente un maggiore controllo del vento laterale. Il lay-up della fibra di carbonio è stato innovato con l'impiego di nuove resine, il che si traduce in una maggiore resistenza in caso di impatto e una maggiore rigidità; in pratica è un altra ruota.
A vederla, la Meilenstein conquista ed affascina; il carbonio, le flange, i cerchi, i raggi, i mozzi, persino i bloccaggi, forniti in dotazione, acciaio e carbonio, dal peso complessivo di 45 grammi!
I raggi sono 16 sull'anteriore (per i ciclisti che pesano fino a 100 kg, e 20 Raggi per i ciclisti che pesano 120 kg) e 20 sul posteriore, Tutti incrociati. Le flange delle ruote sono over size legate ai  raggi piatti in carbonio larghi poco più di 1 centimetro e dallo spessore di 2 mm. Sulla ruota anteriore i raggi si incrociano. Sulla ruota posteriore, piccole "pelli" di carbonio avvolgono le giunzioni incrociate dei raggi che sì sovrappongono. Questa tecnica è usata anche dai costruttori di ruote off limits, che legano i raggi in acciaio incrociati per rendere la ruota più rigida. La coppia test mi è stata consegnata con tubolare Continental Competition da 22 sull'anteriore e da 25 sul posteriore. Peso nominale della Meilenstein: 1 chilo e 100 grammi. Quello reale non ho potuto verificarlo direttamente, in quanto le ruote erano già assemblate con i tubolari. Tuttavia sottraendo al peso complessivo, quello dei tubolari e delle prolunghe, mastice, il peso nominale, dovrebbe essere confermato, salvo qualche grammo in piu.

TEST su STRADA .
Occorre fare una premessa. Trattasi di ruote con il cerchio e i raggi in carbonio; pertanto è una ruota per nulla paragonabile a quelle con il cerchio in carbonio e i raggi in acciaio. La Meilenstein è una ruota rivoluzionaria. Al momento è lo stato dell'arte delle ruote. L'ho capito lanciandomi lungo una discesa tecnica, a tutta, dietro la scia di una moto, (il motociclista non lo conosco, ma lo ringrazio); l'ho compreso quando sono riuscito ancora a stupirmi e a divertirmi, nonostante che abbia provato molte ruote top di gamma; quando l'ho vista ferma che mi "guardava"; Quando ho sentito l'energia profusa nella pedalata trasformarsi in velocità, in salita, in pianura, in discesa, sui percorsi vallonati.
La Meilenstein mi ha dimostrato di avere superato il limite della ruota tradizionale con i raggi in acciaio: la capacità di trasformare completamente, senza dispersione, in velocità, la potenza della pedalata. L'ho sentita costruita per trasformare in velocità l'energia "spinta" sui pedali, completamente; e lo fa davvero, senza fare perdere nulla della spinta sui pedali; per questo motivo la Meilenstein fa risparmiare energia e watt sullo stesso percorso, anche su strappi al 14%. Dalla pianura, alla salita. Ovunque la Meilenstein sorprende, grazie alla massa inerziale inferiore e la straordinaria rigidità laterale, che rende la pedalata leggera in ogni situazione. Non c'è dubbio: la Meilenstein è una ruota ultra racing.
Ora mi spiego il motivo per cui molti ciclisti professionisti hanno acquistato un paio di Leightweight per gareggiare; usata in gara permette una prestazione migliore. Ho saputo da chi usa il misuratore Quarq Sram Red, che la Meilenstein, permette un aumento di potenza del 3-3,5% su una salita di 7 km; il che è corrispondente ad un vantaggio di circa 50 Secondi o un risparmio di 10 watt. Non lo so, se è vero; non mi intendo e non uso l'elettronica sulla bicicletta, in quanto la ritengo non necessaria; per me, in sella ci vuole testa, cuore e gambe; posso dire con certezza che con le Meilenstein si fa meno fatica e ci si diverte di più. Una ruota per nulla sofisticata, alla portata di tutti, in termini di maneggevolezza. Infatti la Meleinstein, sin dalla prima uscita, mi ha dimostrato una semplicità ed una precisione di guida immediata e non comune, un controllo totale della bicicletta e un piacere di pedalare, sorprendente; pronta ad assecondare ogni scatto e il cambio di ritmo. Rispetto ad una ruota a profilo medio, top di gamma, full carbon, la Meilenstein tiene meglio la velocità in ogni circostanza, sfruttando il profilo più alto. 
Lo ripeto; mi ha conquistato la reale percezione delle forze che si imprimono sui pedali e ho pensato a quanta energia, in tutti gli anni passati, invece ne è andata persa inutilmente, usando le altre ruote. E 'diffusa la sensazione di fare meno fatica e di avere più tempo per assaporare il piacere di guidare una bicicletta da competizione. 
Nelle entrate veloci delle discese tecniche, ho sentito un controllo totale della guida, è come se la Meilenstein non fosse una ruota ad alto profilo alto. Dal punto di vista dell'agilità nella guida, nei cambi di direzione , negli inserimenti veloci nelle curve tecniche, la Meilenstein, e' simile ad una ruota a profilo medio. Ho guidato con la mente e non con le braccia; senza tensioni e senza sbavature. Una ruota che entusiasma facilmente.
In salita la Meilenstein ha dimostrato di riuscire ad aggredire qualsiasi pendenza. Le Meilenstein "attaccano", fuori sella, consentendo di avere un rapporto più lungo, soprattutto nelle salite corte e ripide, quando la velocità rimane costante, non si paga dazio nei metri finali. Ottime anche sul misto collinare. Uno strappo al 14% - 16% l'ho superato con una velocità maggiore e costante. 
Rispetto ad una ruota a profilo medio, alto di gamma, leggera, interamente in carbonio, c'è da fare, una valutazione complessiva che tenga conto, delle differenze nella prestazione, legato alla diversa struttura del profilo: se le ruote a profilo medio, con raggio in acciaio, top di gamma, full carbon, rispetto alla Meilenstein, perdono in rigidità, in pianura, ed  hanno la dispersione di energia, la Meilenstei rispetto alla stessa tipologia di ruota, perde qualcosa in reattività, risente del vento ed è inferiore in termini di confort. Sono differenze non importanti, pur trattandosi  di una ruota a profilo alto, che fisiologicamente risente dei "limiti" strutturali del profilo. Tuttavia la Meilenstein, grazie alla straordinaria rigidità, qualità dei materiali, tipologia della costruzione, e al peso leggero, riesce ad essere, non solo la ruota a profilo alto "di riferimento", ma anche di essere riuscita a ridurre notevolmente la differenza di prestazione con quella a profilo medio, in termini di reattività e di confort che sono i limiti fisiologici del profilo alto.  
Sin dalle prime pedalate ho sentito la già ottima rigidità laterale (in particolare della zona del tubo sterzo) della Trek Madone 7S, aumentare notevolmente: in fuori sella, basta appoggiare (non serve fare pressione sulle braccia, si spreca energia e si accumula tensione sui muscoli della cervicale) le mani sui comandi, senza fare forza, per sentire la bicicletta sfilare veloce e dritta, come se percorresse un binario; mai una flessione laterale, non voluta. L'accoppiata Trek Madone 7S e LW Meilenstein è granitica, senza limitare il comfort. Basta un piè sospinto, che la bicicletta ovvero "la macchina", prende velocità, molta di più, delle altre ruote top di gamma con il profilo alto e i raggi in acciaio. E' incredibile, non mi stanco di ripeterlo.
In pianura, l'effetto volano tipico del profilo alto, entra in azione prima dei 40 kmh, per il peso leggero e per la forma aerodinamica del cerchio: le Meilenstein mantengono la velocità media più elevata a parità di sforzo, per effetto della spiccata rigidità torsionale, che si aggiunge al comune effetto volano tipico delle ruote a profilo alto. La Meilenstein è agile sul percorso, come se fosse una ruota a profilo medio; incredibile il modo in cui cambia la direzione ad un dato impulso. 
La frenata è buona; nessuna sbavatura, merito delle nuove piste rettilinee frenanti; è precisa ed uniforme, durante le staccate brevi e decise; non si avverte nessuna irregolarità, o sobbalzo fastidioso. Le piste frenanti al tatto non presentano alcuna imperfezione; gli artigiani hanno fatto un lavoro di precisione. Buona la morbidezza e l'efficienza della mescola dei tacchetti DT SWISS per LW.
Consiglio per avere una migliore resa in frenata ed evitare problemi di surriscaldamento, di  fare frenate intense, ma di breve durata, e soprattutto di frenare prima di entrare nella curva, e di non tenere per lunghi tratti della discesa, il pattino a contatto con il cerchio, per evitare surriscaldamenti e per non perdere traiettoria e velocità. Il carbonio si raffredda molto velocemente quando si lascia la ruota. La frenata in curva si anticipa e si fa sempre con il freno anteriore; frenando solo o maggiormente con il freno posteriore, la bicicletta perde traiettoria e sbanda. Questa raccomandazione è per i ciclisti poco esperti che temono la velocità in discesa. In discesa con la bici da strada non serve frenare sempre e a lungo. Occorre eliminare l'insicurezza. Non servono i freni a disco.
Per quanto riguarda la sensibilità al vento, devo dire che in località di mare soffia forte; per questo ho potuto verificare che il vento laterale, influisce, nelle discese tecniche, seppure in misura minore di qualsiasi altro, profilo alto che ho usato.
Il confort, in genere, dipende non solo dalla ruota, ma anche dalla scelta dei tubolari, dalla pressione d'uso, dall'assetto di guida, dal modo di posizionare le braccia e la schiena (i gomiti e la schiena devono essere piegati se non si vuole caricare sulla cervicale e sui muscoli lombari, le asperità della strada). Mi capita troppo spesso di vedere ciclisti pedalare con le braccia tese e la schiena dritta, quasi che pedalassero su una MTB o fossero dei cobra in procinto di attaccare; hai voglia a scegliere telai con il tubo sterzo alto, se non si piegano braccia e la schiena è meglio passare alla MTB ! In termini generali, sul confort influisce, oltre che la geometria e la laminazione del telaio, anche la mescola dei tubolari della sezione e dalla pressione di utilizzo. Il gonfiaggio dei tubolari va fatto in base alla pressione minima e massima consigliata dal produttore delle ruote e delle coperture, tenendo conto del peso corporeo. Fatta questa premessa, va detto che  la Meilenstein è una ruota ad alto profilo, quindi più "dura" rispetto a quella a profilo medio; il confort è nella media delle ruote ad alta profilo, considerato che comunque i tubolari Continental Competition non sono il massimo in termini di confort.
La scorrevolezza dei mozzi over size con componentistica DT SWISS montati sulla Meilenstein è ottima. Ciò consente di risparmiare energia e andare più veloci. Nulla da dire; sono davvero ottimi mozzi.
Dopo molte uscite non ho dubbi, ma solo certezze: l'accoppiata Trek Madone 7S - LW Meilenstein è racing allo stato puro; è granitica!  La rigidità laterale e torsionale della Meilenstein è spaventosa. Nessuna energia è persa; tutta l'energia è trasformata in velocità; è una ruota " salva gamba ". Spesso, i telai vengono "accusati" di essere "morbidi", quando si sentono i tacchetti sfregare sulla pista frenante, mentre non si frena, in volata, o si spinge forte su una salita dura e breve. In verità, molte volte, la causa è invece imputabile alla ruota che si usa.
Ho fatto ulteriori prove per verificare la rigidità delle Meilenstein: ho regolato un tacchetto del freno anteriore, della Madone 7S seconda versione, in modo che fosse più vicino alla pista frenante rispetto all'altro. Nel momento del massimo sforzo in volata, su uno scatto, su una salita al 6-7% breve di 100 metri, non c'è stato alcun contatto con la pista frenante. Poi ho spinto il pedale tenendo la bici ferma con le mani, ebbene anche in questo caso nessuna flessione laterale. Infine con la mano ho cercato inutilmente di muoverla lateralmente, e anche in questo caso le ruote sono rimaste indifferenti, come se fossero state bloccate. Insomma, la Meilenstein non flette mai in ogni condizione.
La Meilenstein, la Lightweight di IV ^ Generazione  non è paragonabile alle migliori ruote top di gamma con i raggi in acciaio; è assolutamente superiore. Dopo avere usato la Meilenstein è difficile il "dopo", il ritornare ad usare altre ruote seppure ottime. Spesso non serve cambiare telai per aumentare la prestazione; occorre cambiare la ruota. La ruota influenza e svela il carattere del telaio; se dovessimo pensare al rapporto che lega il telaio alle ruote, il "carattere forte", l'elemento predominante, è la ruota. Le prestazioni di un telaio dipendono dalla qualità delle ruote; per questo, la ruota è l'investimento più importante. Quando vedo telai top di gamma con delle ruote non top di gamma, rabbrividisco. A cosa serve spendere tanti soldi per un telaio top di gamma che non potrà mai dimostrare tutta la sua qualità a causa delle ruote? E' come avere un purosangue ed attaccarlo ad un calesse  A cosa serve la cambiata precisa di un cambio elettronico, se la ruota è "ferma" ?!
Il futuro della ruota è il raggio in carbonio. Il carbonio ha la resistenza alla trazione, cioè la resistenza ad essere tirato senza rompersi, maggiore dell'acciaio (si parla di 4500 Mpa del carbonio contro i 500 Mpa dell'acciaio non legato e di 1000 Mpa dell'acciaio legato). I raggi in acciaio in trazione, flettono, si girano, si muovono lateralmente; tendono a spezzarsi nel caso di carichi eccessivi. Il raggio in carbonio della Meilenstein di IV ^ generazione, e di tutta la gamma LW, può sostenere una trazione di circa 2 tonnellate; non è un elemento a se stante, ma parte integrante della ruota, un sistema unico, definibile "monoscocca". Non c'è nessun motivo tecnico per avere dubbi sul primato della Meilenstein e delle ruote LW. Per quanti pensano che il prezzo sia alto, credo che basterà pensare al fatto che una ruota LW non solo consente di avere il massimo in termini di prestazioni, ma anche di risparmiare, evitando di acquistare più coppie di ruote. 

Pagella: 

Reattività: 8
Scorrevolezza: 9 
Agilità: 9
Rigidità laterale: 10 + 
Comfort: 8
Frenata: 8
Peso: 9



 


La LW su Instagram ha inserito questa foto sul suo Profilo commentandola. Ecco il link   Clicca qui




Next time give us a warning before you share a hot bike like that. We got drool all over our keyboard!




claudio cobiani
Il commento a questa foto scritto su Twitter dalla Trek.








Il dottor Falasca prepara la bike test
                             

giovedì 9 ottobre 2014

Test Bike: FFWD F6R e tubolare VELOFLEX Carbon ( in aggiornamento).














In scia al gruppo, a 40 km/h



E per finire....un buon caffè. 

Il Prodotto. FFWD è un marchio olandese che produce le ruote. Usa componentistica DT SWISS ( mozzi, raggi e nipples). La FFWD possiede un know-how avanzato grazie al suo reparto ricerca e sviluppo. I suoi brevetti: DARC ( abbreviazione di arco doppio che si riferisce al profilo cerchio) che consente di aumentare la velocità del passaggio del flusso dell'aria proprio come avviene sulla parte superiore di un profilo alare, riducendo l'effetto di trascinamento sulla ruota, e quindi grazie ad una minore resistenza della ruota all'impatto con l'aria, si riduce l'attrito; ECOM un brevetto che consente di stampare il cerchio utilizzando come una sorta di sacca d'aria, ( come fa anche la ENVE) posta al suo interno, in modo da assicurare che la compressione delle pelli di carbonio, sia uniforme e compatta all'interno, e non si creino aree vuote; in parole povere nessuna grinza, ma soprattutto un minore impiego di resine con conseguente riduzione del peso specifico del cerchio. La FFWD utilizza carbonio TC - 35 ( T sta per Toray il produttore giapponese del carbonio) che consente di avere un cerchio rigido, ma allo stesso modo, anche resistente. Esternamente c'è uno strato in 3K, mentre all'interno, la laminazione è strutturata in fogli di carbonio unidirezionale. La scelta non è causale: 3K è più resistente e quindi in grado di sopportare meglio i colpi rispetto a quella unidirezionale che a sua volta consente invece di avere una struttura più rigida e leggera. In altre parole, un mix di tipologie di carbonio;  in caso di violenti urti, la struttura trasversale del  carbonio in 3K, posto sulla parte esterna del cerchio, non si  sfalda subito, e consente di rientrare almeno a casa.
Il cerchio della FFWD F6R è ben curato; la sezione del cerchio presenta un arco doppio, per favorire il flusso dell'aria. La pista frenante è specifica e ben fatta. Il cerchio ( tranne la pista frenante) e le scritte sono "coperti" dal trasparente, in modo da preservarne l'integrità nel tempo. Mozzi DT SWISS 240 e raggi piatti DT SWISS di media dimensione ( radiali sull'anteriore, mentre sulla ruota posteriore, sia i raggi di guida che quelli di trascinamento sono incrociati), nipples esterni. Ricordatevi di bloccare la prolunga della valvola.
Consigli Tecnici. La ruota si valuta anche dal numero dei raggi montati. Un minore numero di raggi significa un maggiore picco di carico sulla ruota, in particolare, su quella posteriore. Una ruota posteriore con 24 raggi, generalmente ha un aggravio di peso di 20 grammi, una maggiore rigidità, durata, e reattività ( intesa come capacità di risposta alla sollecitazione della pedalata). La ruota posteriore è sollecitata anche dal trasferimento della potenza generata dalla pedalata che incide sui raggi di trascinamento. Insomma forze non indifferenti ( si calcola circa 800 kgf sulla ruota posteriore) si scaricano sulla ruota posteriore e alcuni produttori preferiscono rafforzarla con l'aggiunta di 4 raggi, spesso incrociati su entrambe i lati, come nel caso della FFWD in esame. Per completezza di esame, la ruota anteriore è invece destinata a sopportare le sollecitazioni laterali, in direzione dell'asse di rotazione e radiali (frontali e perpendicolari) all'asse di rotazione. Detto questo affronto, brevemente, l'altro aspetto fondamentale, da tenere presente, nella scelta, quello del peso della ruota. Minore peso della ruota significa minore attrito di rotolamento; ma una ruota più leggera, generalmente e salvo cerchi costosi realizzati con studi di aerodinamica, crea una maggiore resistenza all'aria. Quando si sceglie una ruota per la velocità occorre pensare che un minore peso si traduce in uno svantaggio sulla strada, valutando fattori costanti o assenti, come il vento, la pianura, i cuscinetti senza attrito ( ecco l'importanza dei cuscinetti con sfere in ceramica). Diversamente le forze in gioco sono attrito di rotolamento, resistenza all'aria frontale e il “freno” dell'aria sulle ruote. In assenza di vento, l'aria agisce direttamente sulla parte anteriore della ruota; se invece il vento assumerà altre direzioni, allora saranno fondamentali le caratteristiche aerodinamiche delle ruote, che influenzeranno il rapporto potenza/velocità. Invece in salita la gravità è il fattore fondamentale ed incide sull'equazione velocità/potenza. In tal caso, dato un certo grado di pendenza della strada, il vantaggio della resistenza all'aria sparisce, a causa della salita inclinata e la gravità agisce come forza predominante sul peso della ruota. In questo caso, il peso leggero è fondamentale.
TEST su STRADA. La FFWD F6R è una ruota per la velocità pura, destinata ai passisti di "razza olandese, quelli con enorme forza di spinta,destinati nel gruppo, a tenere alta la velocità, in modo da controllare le fughe e ai cronoman nelle corse contro il tempo; in tal caso, questo genere di corridori, non possono prescindere dall'uso di questo profilo alare dalla forma a doppio arco, (dove scivola l'aria), se vogliono risparmiare energia secondo l'equazione fisica: Potenza uguale Forza x Velocità. Di converso, la FFWD F6R "soffre", quando la strada si inclina, anche leggermente, quando presenta le “gobbe”, come chiamo gli strappi di scarsa pendenza; in tal caso se non si rimane lanciati dietro la scia del gruppo, lanciato a “manetta”, occorre rilanciare sui pedali ( almeno nel mio caso pensando 62 kg e usando pedalare in agilità). La reattività non è elevata, in quanto l'imponenza del profilo, la rende più lenta, in partenza; ma risulta essere discretamente agile, nello scarto di buche o nei cambi di direzione in corsa. Le FFWD F6R che definisco “alari” hanno un nemico: il vento trasversale. Quando il vento soffiava frontalmente, assumendo una posizione abbassata con i gomiti, mentre si ha la presa sui comandi, oppure rimanendo “spianati” in presa bassa, ho notato che la ruota anteriore, ha un ottima penetrazione; sul punto va detto che le FFWD F6R le ho testate con un telaio aero come il Trek Madone 7S e questo ha avuto la sua importanza per il risultato finale che tradotto significa: velocità, only fast. Il confort è buono, anche grazie ai tubolari Veloflex Carbon da 23 mm da 260 grammi: ottimi in scorrevolezza, confortevoli, e con una buona tenuta di strada. La frenata è molto buona, una delle migliori che ho sentito, sui cerchi full carbon. La rigidità laterale è buona se si considerano i raggi in acciaio, ma non è eccezionale, se è paragonata ad un cerchio full carbon con raggi in carbonio, nonostante l'altezza del cerchio, l'incrocio doppio dei raggi sul posteriore; mi aspettavo di più in termini di rigidità laterale. Sia chiaro; è una ruota con raggi in acciaio, qualcosa inevitabilmente perde. In volata sui pedali, si ha una buona rigidità, ma non eccezionale. Il dato eccezionale è invece quello nella resa in velocità; la FFWD F6R mantiene costantemente e facilmente la velocità elevata; sembra di  ricevere una spinta posteriore. Nei prossimi giorni mi riservo di aggiornare la recensione.
Sono sceso in pianura per testarle, Ora ritorno sui monti. Saluti Ciclistici.
Pagella.
Reattività: 7
Agilità: 7
Rigidità laterale: 8
Confort e Scorrevolezza: 9  (il tubolare Veloflex Carbon è stato determinante)
Resistenza frontale al vento: 9
Velocità: 10 ( dato inteso come capacità di mantenere costantemente elevata la velocità in pianura)
Frenata: 9  
Fattore estetico e cura della realizzazione del prodotto: 10
Voto Veloflex Carbon: 9  ( una seta sull'asfalto).

Il battistrada del tubolare Veloflex Carbon 

Il Test è stato realizzato In collaborazione con il rivenditore autorizzato FFWD, Falasca Cicli di Pontecorvo (FR). La macchina è stata preparata dal meccanico, Doctor Falasca.

E' adesso Vi offro il suono dei tubolari che scorrono sulla strada........


                                       I Test veri si scrivono sulla strada contro il vento.