sabato 27 giugno 2015

Quando apro la maglia, in salita......

Quando apro la maglia, in salita, mi sembra di inserire il "turbo" !



 

giovedì 25 giugno 2015

Anteprima con il botto: Trek Madone 9. Work in progress.

C'è qualcosa di nuovo nell'aria; l'immagine silente del vento: è arrivata la Madone 9. L'anno scorso con l'avvento di Emonda, Trek ha fatto la scelta dei telai da strada "specifici". Quest'anno prosegue con Madone 9. Nel nuovo catalogo, un modello per la salita (Emonda), un modello per la pianura e la velocità (Madone 9) ed infine un modello per endurance e pavè (Domane). L'immagine del Madone 9 era oramai nota da tempo sul web, grazie alle foto diffuse dal Trek Factory Team, la squadra della casa del Wisconsin, composta da ciclisti professionisti dipendenti della Trek ( è questa non è una cosa che non favorisce i risultati agonistici !!),scattate in occasione del recente Giro del Delfinato. Tuttavia occorre andare oltre. Mission del blooger è' quella di conoscere e diffondere.  In largo anticipo sul lancio ufficiale, che ci sarà il 30 giugno prossimo, sono andato alla presentazione riservata della Madone 9 e RSL (versione del Trek Factory Team). L'incontro ravvicinato con il nuovo Madone è stato "visivamente" positivo. Ho avuto la sensazione che si tratta di un prodotto studiato nei minimi particolari; impressione che ha avuto la conferma dalla notizia datami secondo la quale il progetto Madone 9 è iniziato nel 2012. In mostra c'erano tre versioni della Madone 9: la RSL ( per ora disponibile solo con assetto H1), la 9.9 e la 9.2. I modelli si differenziano per la colorazione, l'assemblamento e il processo OCLV. Sul catalogo fornito agli invitati, la versione 9.9 è prodotta con processo di compattazione OCLV 600, mentre il modello in mostra era stato realizzato con OCLV 700 ! Gli altri due modelli presenti invece rispecchiano le indicazioni del catalogo e cioè il modello RSL è stato realizzato con OCLV 700, mentre quello 9.2 con OCLV 600. I modelli 9.9. e 9.2 sono disponibili solo con geometrie H2. Su tutti i modelli è montato e può essere montato solo il manubrio-attacco integrato Madone XXX, non compreso nel kit telaio, il quale comprende il telaio, la forcella, la serie sterzo, i freni e il reggisella. Dunque un costo aggiuntivo. Al momento del lancio e dal mese di luglio/agosto i predetti modelli saranno disponibili nelle colorazioni e con l'assemblaggio raffigurati nelle foto. Successivamente il Madone 9 sarà configurabile con il Project One. 
Le caratteristiche del Madone 9, modello aero allo stato puro sono: forma dei tubi KVF, come quelli del modello da crono Speed Concept a cui si aggiunge la forcella KVF ovvero foderi aerodinamici con forcellini in carbonio; soluzioni "integrate" ovvero scelte obbligate per il manubrio, i freni integrati, per la verità solo quello anteriore, in quanto il posteriore rimane al "vento" avvitato sul ponticello, freni che ricordano molto i Campagnolo Delta; passaggio del cavo interni; due piccoli sportelli posti sul tubo sterzo, che racchiudono i cavi principali e la pinza del freno anteriore in un guscio protettivo; i regolatori a cilindro o il connettore della batteria per la trasmissione elettronica, sono collocati all'interno di un piccolo riquadro ricavato sul tubo obliquo; reggicatena più sottile; nuovo reggisella aero che consente micro regolazioni; sistema Isospeed diverso da quello installato sulla Domane, trattandosi di uno sdoppiamento dei tubi, una sorta di tubo nel tubo che consente alla parte esterna del tubo quello con profilo KVF di essere aerodinamico, lasciando al tubo interno ( non visibile esternamente), il compito di garantire l'adattamento,mediante la flessione; processo di compattazione del carbonio OCLV 700 e 600 a seconda dei modelli; BB90; assetto H1 o H2. Da segnalare che le geometrie della versione H1 e H2 della Madone 9 e della Emonda sono uguali ! Veniamo alle impressioni. 
La Madone 9 è chiaramente un modello aero destinato alla pianura che enfatizza il design con tubazioni e profilo aerodinamico; ovviamente essendo destinato alla velocità non è e non può essere leggerissimo, quindi non è adatto a percorrenze montane; per questo, nel catalogo Trek, c'è il modello Emonda SLR. Tubazioni davvero massicce, direi imponenti, e sarebbe riduttivo definirle "solo" oversize, tant'è che sono per la grandezza, prossime a quelle del Trek Speed Concept ! La sensazione avuta e che trattasi di un telaio che fa della rigidità laterale e torsionale la sua dote principale e peculiare. A mio parere il successo su strada di questo nuovo modello, si gioca sulla capacità del sistema Madone Isospeed, che rappresenta l'asse portante del progetto,  di gestire questa verosimile ultra rigidità; in particolare, quanto comfort sarà capace di assicurare, considerato che una elevata rigidità laterale e torsionale non servono a nulla se il comfort è scarso; ed inoltre quanto la flessione del tubo interno inciderà sullo scatto e sulla potenza di pedalata. 
La Madone 9 avrà davvero spostato più in alto le prestazioni dei telai aerodinamici da strada ? E soprattutto le prestazioni saranno all'altezza del prezzo ? 
E per ora mi fermo qui. Al prossimo aggiornamento. Saluti ciclistici.   






Madone Isospeed, il cuore della nuova Madone.
Gamma corsa 2015-2016: Emonda, Madone e Domane.



Madone RSL

Madone 9.9















Il Control Center








Madone 9.2







mercoledì 24 giugno 2015

La visita biomeccanica: il primo passo importante nel mondo del ciclismo.

La Specialized italia, ritwittando un tweet personale, ha condiviso la mia opinione sull'argomento visita biomeccanica, che spiego da molto tempo, avendogli addirittura dedicato una rubrica (clicca sul link BIOMECCANICA ). Ripeto il consiglio: prima di scegliere il telaio, fate la visita da un ottimo biomeccanico, per non rischiare l'acquisto della taglia non adatta alle vostre misure antropometriche e seri problemi muscolo scheletrici, evitando insufficienti prestazioni sportive. Saluti ciclistici. 



Specialized Italia
ha ritwittato il tuo Tweet.
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Claudio Cobiani @ClaudioCobiani
@specialized_ITA @BGFIT lo scrivo da anni sul mio blog che la visita biomeccanica va fatta prima dell'acquisto della bicicletta Pollice in alto

Test Bike: tubolare Challenge Criterium SC.

Il tubolare Challenge Criterium SC è un modello top di gamma, del marchio italiano Challenge Tires, che produce dagli anni '80 nel suo stabilimento in Thailandia, da sempre, il luogo dove si estrae la gomma naturale, il materiale fondamentale per la realizzazione delle coperture per la bicicletta e non solo.
Challenge Tires è' un marchio con sede legale in Italia ha sedi operative in Toscana, Svizzera e U.S.A. (dove il mercato è in forte espansione) e la sede di produzione in Thailandia. Nel catalogo ci sono prodotti per ogni specialità del ciclismo.
Il Challenge Criterium SC è un tubolare con la carcassa in cotone da 320 TPI, largo 23 mm. Tradotto in parole povere, un tubolare da competizione realizzato con i migliori materiali. Per capire meglio ecco alcune indicazioni:  1) 320TPI è il numero più importante del Challenge Criterium. Il TPI indica il numero dei fili per pollice; più il numero è alto e più il tubolare è sottile, leggero, elastico; il TPI con il più basso numero di fili indica un tubolare più spesso, e durevole, e meno performante; 2) PPS è un ulteriore strato di tessuto aggiunto per ridurre il rischio della foratura; 3) Carcassa in cotone ( mentre è in seta, l'altra versione del Criterium); 4) Gomma naturale di provenienza dal luogo di origine, la Thailandia, che fornisce il materiale a tutti i produttori al mondo; gomma naturale si traduce sulla strada, nel migliore grip; 5) Camera in lattice prodotta anch'essa in Thailandia, cucita all'interno, senza soluzione di continuità, in modo da formare un unico corpo, per avere più elasticità e quindi comfort, per ridurre la resistenza al rotolamento e quindi più velocità; 6) Handmade cioè fatto a mano, quindi il processo di vulcanizzazione (cottura), riguarda solo il battistrada aggiunto alla gomma. Il prezzo è in linea con i prodotti concorrenti di alta gamma: 79 €.
Il test è realizzato in collaborazione con Cicli Corsa, distributore per l'Italia del marchio Challenge Tires.


Pacco test ricevuto dalla Challenge Italia

Test su strada.  
Negli anni ho testato molti tubolari top di gamma, imparando a riconoscerli e a valutarli. Quando ho ricevuto il Criterium dalla Challenge Tires, ne ho subito apprezzato la morbidezza e la cura nella lavorazione, rimanendo favorevolmente impressionato per la qualità del prodotto. Il battistrada è zigrinato e assume la forma a spina di pesce nelle zone laterali e quella longitudinale al centro;  soluzione  che generalmente consente un grip assoluto, con un ottima tenuta anche sul bagnato, oltre alla migliore scorrevolezza.   Ovviamente solo la prova su strada lo potrà confermare. Il peso si differenzia. Trattasi di tubolari differenziati: quello anteriore ha il peso nominale 260 grammi, mentre quello posteriore 270 grammi. Tuttavia il peso reale è maggiore: 269 grammi e 285 grammi, comprensivo di valvola e prolunga, che è possibile svitare. Una variazione di peso che spesso capita con prodotti fatti a mano. Pressione di utilizzo consigliata: 7-12 bar. Consiglio di controllare la pressione del gonfiaggio, in quanto, la camera in lattice, come è' normale, tende a sgonfiarsi nelle 12/24 ore successive all'utilizzo. Prossimamente il test sarà aggiornato con la prova su strada.
Test su strada. Challenge Criterium SC è un tubolare per le corse. Scorrevole, con ottimo grip, filtra bene le asperità della strada. Sorprende l'ottimo rapporto scorrevolezza/comfort; di solito un tubolare scorrevole è poco confortevole in quanto abbastanza duro. Il Challenge Criterium SC è superiore al Continental Competition, tanto per chiarire le idee. Altro ottimo parametro è quello della resistenza all'usura; nessun segno di precoce usura dopo mesi di test, in particolare il battistrada del posteriore, di solito più soggetto a consumarsi, dopo più di 5000 km è sostanzialmente in buono stato. Verosimilmente ciò è spiegabile non solo per la qualità della mescola, ma anche per la scelta fatta dalla Challenge di farlo meno leggero rispetto all'anteriore, in modo da consentire lunghe percorrenze senza doversi preoccupare del consumo.
Sul bagnato il grip è ottimo, purchè gonfiato ad una pressione non superiore a 9,5 ATM.
Nessuna foratura, ma in questo caso conta anche la fortuna, oltre che ak sistema PPS, Puncture Protection Strip, sostanzialmente uno strato aggiunto sul battistrada. per avere una maggiore resistenza alle forature.
Consiglio questo tubolare soprattutto per i ciclisti agonisti e per coloro che vogliono avere il massimo della prestazione sulla ruota per tubolare di gamma alta. 

Pagella Challenge Criterium SC:
Comfort:  10
Grip: 10
Scorrevolezza: 10
Resistenza alla foratura: nessuna foratura ( ma conta anche la fortuna)
Resistenza all'usura: 10 (nessun segno di precoce usura dopo mesi di test) 
Tenuta sul bagnato: 10
Cura della lavorazione: 10
Qualità dei materiali: 10