martedì 19 dicembre 2023

Test Bike indipendente: Pedemonte Altavia ( 4^ parte). Work in Progress. #NovaVitaGravel


Caro diario Nova Vita Gravel, quinta pagina del test, prospettive e cambiamenti. In quanto tester devo provare tutto, per valutare, comparare e consigliare; non c'è un limite. Così è accaduto con le bici rim, poi con le bici disc, i telai road industriali con misure standard e i telai road artigianali su misura; se non testassi il "concretamente nuovo", il "sostanzialmente performante" diventerei un opinionista da forum.  Non mi interessano le bici gravel estreme-tecniche cioè quelle ammortizzate. Preferisco le gravel race, simili alla bici da corsa, testarle, mettendole alla frusta, secondo il manuale dello stradista. Il rider pedala con la gravel race, come se fosse una bici da strada, è fisiologico; niente e nessuno potrà mai cambiarlo ! Per il rider è impossibile adattarsi e snaturarsi; è un ortodosso; deve stare davanti, fare media, anche su strade bianche e secondarie; sceglierà corse gravel grinder, corse, a cui partecipano stradisti anche prof ed ex prof, con gravel race o bici da strada adattate incautamente, nei limiti del possibile (larghezza ruote e coperture) e conseguenti limiti alla performance e rischi. Per lo stradista, conta solo darci dentro e mettersi sempre alla prova, in modalità " a tutta", dare gas in salita, per migliorare o mantenere il KOM personale o superare quello degli altri, chiudere su un gruppetto, prima che scollini; andare in fuga, una scelta persino esistenziale. Lo stradista ha la sua "testa" ! Non puoi rallentargli il ritmo nelle gambe; gli piace farle rullare, secondo una cadenza che più è alta e potente e più lo esalta ! Il rider ama la velocità. Questo è fondamentale spiegarlo anche ai produttori, in modo che facciano bici gravel sempre più specifiche ( ai pedalatori possono vedergli tutto, per loro conta solo apparire un ciclista ). E d'altro canto, "tutte le bici" non possono essere gravel, come pensa qualche pedalatore montando coperture da 30/32 sulla bici road disc, senza sapere che il fango blocca la ruota, troppo vicina, alla parte interna della forcella o del tubo verticale; ignorando che il carico di rottura e l'elasticità del carbonio usato per le bici da strada è diverso da quello utilizzato per le bici gravel, come lo sono le geometrie, le forme della forcelle, le ruote, i pneumatici, il cambio.....il telaio ! In buona sostanza, il pedalatore dalla mentalità "onniscente" scherza con il fuoco! Quindi, l'obiettivo del test, è valutare se la Pedemonte Altavia, sia la gravel race top per un rider che voglia sconfinare sulle strade secondarie, sterrate, in sabbia battuta, ma senza abbandonare il bitume, senza diminuire la velocità. Per ora una cosa è certa: l'estetica della Pedemonte Altavia, mi rimane dentro la mente!

TEST  su STRADE asfaltate e gravel. 

Per quanto riguarda la geometria della Altavia test, la Pedemonte mi ha proposto di avere una gravel abbastanza coerente con la postura che adotto sulle bici da corsa; questa scelta mi ha consentito di ottenere un feedback più accurato attraverso il confronto su strada, e in fuoristrada, delle prestazioni di questi due mezzi, diversi per utilizzo, ma simili per concezione. 

Bici da corsa + Bici da gravel = Pedemonte Altavia. Dunque alla domanda, bici da corsa o Pedemonte Altavia rispondo Pedemonte Altavia: 860 grammi di telaio personalizzato nelle misure e nei watt, per 8 kg di bici con tubeless Pirelli Cinturato Gravel M da 40 mm, ruote Campagnolo Levante e pacco pignoni Campagnolo Ekar 13 velocità, scala 10/44, in acciaio. Con coperture, ruote e pacco pignoni più leggeri, il peso è uguale a quello della bici da corsa disc top di gamma più leggere, però si possono percorrere tutte le strade, in totale controllo, piegando facile e preciso in discesa, con accelerazione immediata in salita; persino le strade asfaltate, si percorrono meglio, più comfort, più stabilità, con un rapporto 10 a 5 rispetto alla bici da corsa. La stabilità della Pedemonte Altavia è così elevata, che sulla bici da corsa, sembra di pedalare, lungo un filo sottile! 

Con la Pedemonte Altavia, lo stile road e off road si confondono e quando lascio l'asfalto e passo sullo sterrato o raspo la terra battuta, avverto una sensazione liberatoria; mi diverto ad attraversare strade asfaltate, sterrate, in terra battuta e adesso riesco a continuare le strade sterrate che potevo percorrere solo a metà, in modo precario e meno veloce, con la bici da corsa. Con la Pedemonte Altavia sono riuscito a fare KOM sulla salita asfaltata di riferimento, mantenere tempi non inferiori sulle altre salite, utilizzando rapporti specifici e pedivella più corta, e sono riuscito a fare ( finalmente) salite off road; nonostante che sia un salitomane non sento la mancanza della bici da corsa, anzi la Pedemonte Altavia mi diverte di più e quando la bici fa divertire, è quella giusta. Il responso su strada e il confronto con le bici da corsa testate, è chiaro, è sorprendente, la Pedemonte Altavia non è inferiore, anzi, è versatile. 

Con la Pedemonte Altavia sulle strade off road, occorre accompagnare il contraccolpo e allentare la tensione sulle braccia; non ci sono ammortizzatori, c'è solo il tubeless, gonfiato a pressioni basse, è abbastanza efficace, "smorza" le asperità del terreno/strada. La Pedemonte Altavia è veloce sui tratti densi di ghiaia e sulla terra battuta; non stanca, anche dopo ore di allenamento e questo significa risparmio di energia fisica e mentale, si va più lontani, si arriva meno stanchi; il telaio/forcella in carbonio è stato costruito equilibrando ottimamente elasticità/rigidità torsionale; nessun effetto "gomma" ( eccessiva deformazione sotto sforzo), ottimo comfort.  Rispetto alla bici da corsa top di gamma, le differenze sostanziali si sentono sulla strada sterrata e in terra battuta, dove la Pedemonte Altavia è nettamente superiore. Con la Pedemonte Altavia è agevole piegare le braccia e la schiena, tenuto conto dell'assetto bio meccanico elaborato per il test, soprattutto contro vento. In discesa su strade asfaltate, sterrate e in terra battuta, la Pedemonte Altavia, è sicura e facile da inserire nelle traiettorie veloci; è migliore rispetto alle bici da corsa, ma occorre imparare la tecnica giusta per le discese off road. E' facile/intuitivo pedalare sulla Pedemonte Altavia, sin dalle prime uscite, sembra di farlo, da tanto tempo, Ã¨ talmente maneggevole che mi sono divertito a scartare buche all'ultimo momento; la risposta/accelerazione è sempre precisa e rapida: in fuori sella con il corpo al centro, cioè posizionato sopra la sella, la bici accelera facilmente; è come una bici da corsa. Pedalando sulla Pedemonte Altavia non si sente il bisogno della bici da corsa, non serve affiancarla, a meno che si voglia averla comunque, per percorrere solo strade asfaltate. 

Conclusioni.  Ho pedalato su tante bici top di gamma, d'ogni livello, quindi posso a ragion veduta, scrivere, che la Pedemonte Altavia, è la vera novità. Penso che la Pedemonte Altavia sia l'evoluzione più versatile della bici da corsa, è la bici nuova che non c'era prima. Con la Pedemonte Altavia "tutte le strade in/con una bicicletta"; è sufficiente cambiare ruote e pneumatici per calibrare la prestazione sui diversi segmenti stradali; con l'accoppiata Campagnolo Levante-Pirelli Cinturato Gravel M è ottima e versatile. 

Quando passo dalla strada asfaltata a quella sterrata/sabbiosa, non me ne accorgo e mi sembra di percorrere segmenti stradali senza soluzione di continuità, è come se percorressi un unica strada ! Sensazione rassicurante ed entusiasmante quando lascio il traffico violento ed inquinante alle spalle e senza diminuire la velocità, "assaggio" il croccante sterrato o il fondo in terra battuta della foresta! Una bici per tutte le strade, per tutte le condizioni meteo. E' una bici che crea "dipendenza d'uso". Pur simile alla bici da corsa, è veloce e stabile off road. 

Un esempio. Sulla gravel race bike Pedemonte Altavia, settata bene e su misura, sulle strade asfaltate, sono sulla poltrona; sulla Pedemonte road bike, settata bene, su misura, sulle strade asfaltate, sono sulla sedia comoda; sulla road bike, di serie, settata bene con misure standard, sulle strade asfaltate, sono seduto sulla sedia. Sulle strade off road, sulla Pedemonte Altavia è come pedalare sulla poltrona, mentre sulla bici da corsa è come pedalare sullo sgabello zoppo !

Durante il test, la Pedemonte Altavia è stata alternata con bici da corsa disc/rim brakes; è stato utile per sentire come la Pedemonte Altavia, sia rassicurante e trascinante, maggiore stabilità e controllo totale, con pioggia, fango, sterrato, sabbia e terra battuta. Evidentemente la superficie più ampia dei pneumatici, la struttura/forma del battistrada, il telaio più lungo e largo, consentono maggiore performance con pioggia, fango, pozzanghere, sabbia battuta, strade rovinate, tombini, dossi e sterrato. Ribadisco. Il limite della bici da corsa ( disc e rim) è la larghezza dei pneumatici, troppo stretti, c'è poco appoggio, e la forma del battistrada, liscio o semi liscio, diminuisce molto il grip; non è una mera questione di scelta tra freni a disco o tradizionali; è una questione di larghezza e forma dei pneumatici. La Pedemonte Altavia è la bici per lo stradista che voglia fuggire dal traffico e divertirsi e/o allenarsi senza limiti di spazio, ma senza rinunciare all'asfalto. Alla luce di ciò, anzi tenuto conto dei tanti e tanti anni trascorsi a testare le bici da corsa, posso dire che la  bici da corsa serva a chi si accontenta di pedalare solo sulla strada asfaltata e sia disposto a rinunciare al massimo comfort

Su come pedalare gravel CLICCA QUI e  CLICCA QUI   . 

 

Pagella :

Versatilità: 10 + ( passare dall'asfalto all'off road è un attimo e non te ne accorgi; è puro divertimento; si possono sostituire ruote e pneumatici per calibrare la prestazione su ogni percorso e diminuire peso; non si sente la mancanza della bici da corsa);

Comfort : 10 +  ( maggiore rispetto ad ogni bici da corsa testata fino ad oggi, ti dimentichi le vibrazioni e le botte alla cervicale);

Maneggevolezza: 10 ( in velocità si scartano repentinamente buche e sassi anche con tubeless da 40);

Stabilità : 10 +   (è sempre bilanciata, discese road/off road, buche, fango, ghiaia densa, terra battuta, strade rovinate, dossi, ecc.);

Reattività: 9 (sorprende questo dato, nonostante ruote e tubeless per gravel; parametro migliorabile con ruote e coperture più leggere e battistrada con parte centrale slick e laterale tassellato);

Rigidità torsionale: 10 ( ottimo equilibro elasticità/rigidità torsionale);

In discesa: 10 + ( si guida così facile e sicura che sembra di stare in poltrona);

In salita asfalto: 10 ( ho migliorato il tempo personale sulla mia salita di riferimento; non serve aggiungere altro) ; 

In salita off road: 10 + ( su strappi duri a due cifre, la ruota posteriore, non slitta e si spinge bene in sella, sale come un carro armato, ma occorre imparare la tecnica giusta ) ; 

In pianura: 10 ( mantiene ottimamente la velocità con la gamba che "gira", braccia piegate, schiena arcuata, la geometria del telaio e l'assetto biomeccanico test facilitano la posizione aero); 

Sul mangia e bevi ( vallonato): 10 ( over drive inserito); 

Sul fango, sabbia compatta e sterrato: 10 ( assoluto divertimento).  In bilico tra pozzi aperti e fango, lungo le tracce dei pneumatici delle auto e jeep 4x4, come da foto allegata. Questione di "manico" e d'anima, si, ma anche questione di mezzo affidabile e performante, sul fango non si scherza, non si improvvisa. 

Con pioggia:  10 ( le coperture larghe e tassellate sono una garanzia di sicurezza; frenata appena più lunga ma efficace);

Contro vento: 10 ( il telaio non è aerodinamico, è gravel, ma potendo piegare braccia e schiena più facilmente, ecco che si diventa più aerodinamici con il corpo, considerato che per il 70%, l'aerodinamica dipende dalla posizione in sella; il vento laterale e frontale non penalizza, tanta è la stabilità del mezzo, la ruota anteriore non si sposta, anche con vento forte laterale e scia dei camion);

Peso: 9 (leggero per una gravel; telaio pesa 860 gr - 8 kg di bici, ma sostituendo i tubeless (510 grammi ciascuno), il pacco pignoni in acciaio con 13 pignoni, e le ruote ( 1500 grammi) con componenti più leggeri, il peso della bici scende ancora, siamo sui livelli di una bici da corsa top di gamma );

Aspetto estetico: 10 + ( mi rimane dentro la mente; il carbonio intrecciato è sofisticatamente bello e il colore cagiante è ipnotico ed elegante). 

Conclusioni. La Pedemonte Altavia e’ una bici da corsa concepita per andare veloci e stabili anche sulle strade sterrate senza limiti di densità della ghiaia, su strade  accidentate, e off Road dal fondo semi compatto. Questo per il ciclista stradista. Il biker e il ciclista  abile sarebbero in grado di percorrerci anche off Road impegnativi. Dipende dal “manico”. E la cosa straordinaria e’ che la Pedemonte Altavia su strade asfaltate e’ veloce, ma ottimamente stabile, in ogni condizione meteo e pavimento stradale. E’ la bici per tutte le strade. 

 

Note. Sostituita la vite di fissaggio della serie sterzo leggera con quella in acciaio inox; non stringeva bene, e la serie sterzo tendeva ad allentarsi. Con la vite in acciaio inox è stato risolto il problema. 

AssemblaggioTelaio realizzabile solo su misura; Fibra di carbonio Torayca UD (unidirezionale) Alto Modulo – Alta resistenza + Fibra di Carbonio Torayca 1K Satinato in Modulo Standard ( valore di rigidità torsionale 110 n/m ottimo per gravel); Forcella in fibra di carbonio Torayca UD Alta resistenza – Alto modulo con rake variabile 45/50 mm, predisposizione bike packing e parafango;serie sterzo integrata 1-1/5; perni passanti 100x12 anteriore, 142X12 posteriore specifici Pedemonte; forcellino deragliatore anteriore su richiesta; passaggio ruota max 700X50 / 650 BX50, Triangolo posteriore con fodero orizzontale sinistro ribassato per passaggio catena; passaggio guaine e tubi idraulici integrato; movimento centrale PF386 EVO; reggisella diametro 27,2 mm con bloccasella integrato; colorazione standard cangiante con grafica. Per test Campagnolo Ekar CLICCA QUI  Per test Campagnolo Levante CLICCA QUI

Il test è realizzato in collaborazione con la Pedemonte Bike.  Per info e contatti: info@pedemonte.bike oppure pedemonte.bike@gmail.com ( scrivete che siete lettori del blog 😉).  Per leggere la 1^ parte del test CLICCA QUI ; per leggere la 2^ parte del test CLICCA QUI ; per leggere la 3^ parte del test CLICCA QUI .  Per leggere la prima pagina del diario test Nova Vita Gravel CLICCA QUI  Per consultare il sito della Pedemonte Bike CLICCA QUI  . Saluti ciclistici. 


L'assetto avanzato race gravel elaborato dallo staff  Pedemonte, simile a quello usato con la bici da corsa e scelto per non avere problemi di adattamento.  


Cos'è il Mountain Gravel ? E' un neologismo, che ho coniato per definire il pedalare sui monti o sulle colline, lungo strade sterrate e in terra battuta. 
 

 

5 commenti:

  1. Il gravel ha rivoluzionato il ciclismo e il modo di essere ciclisti e pedalatori. All'estero, è diffuso e praticato da molto tempo. In Italia, i numeri aumentano in modo esponenziale, e l'UCI ha organizzato nel 2022 e 2023, le prime due edizioni del campionato mondiale UCI GRAVEL. Il ciclismo su strada è troppo stretto per chi non voglia diventare biker e passare alla MTB, è noioso e limitato ( Pantani non c'è più ) e non è un caso, che la Parigi-Roubaix e le Strade Bianche siano le corse più spettacolari e seguite dagli appassionati del ciclismo su strada; oramai le bici da corsa di ultima generazione sono compatibili con coperture da 35 mm ! E così dopo avere coniato "il pedalatore", contrapponendolo al ciclista, il gravel diventa l'occasione per suddividere i ciclisti, in quelli che evitano o non evitano il traffico; tra quelli abituati alla "civiltà del traffico" che scelgono di uscire con il traffico, come se fosse un vecchio compagno di uscita, e quelli che quando possono, se lo tolgono dalle ruote; tra quelli che preferiscono pedalare sul rullo di ultima generazione con schermo home theatre pur di evitare il traffico e quelli che pedalano su strada lontane dal traffico. Gravel è raggiungere, anche arrampicandosi, paesaggi antichi, strade dei parchi, sterrate, in terra rossa e sassi carsici. Gravel significa essere liberi dai legami con l'ordinario e la comfort zone, significa essere ciclisti in modo informale, vivere senza restrizioni, è liberazione, è fuga, è gestire lo spirito atavico e selvaggio, è ricongiungersi con Madre Natura e levarsi dalle ruote le zavorre mentali, è stancarsi fino a sentire bruciare i muscoli ( perché il gravel è più faticoso e impegnativo del ciclismo su strada). Gravel è equilibrio sopra i limiti, non è apparire, ma essere ciclisti; non servono bici e abbigliamento costosi, è sufficiente un calzoncino anche a bermuda, una maglietta anche senza tasche, una borsa e un paio di comode scarpe per camminare. Gravel è un viaggio esistenziale, un lungo viaggio dentro di noi per riscoprirsi nuovi, pedalando. Gravel significa strade nuove, alternative e silenziose, è intersecare strade asfaltate e non asfaltate. Gravel è quello che molti ciclisti vorrebbero ma non lo sanno. Saluti ciclistici.

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  2. Sei ciclista gravel quando non ti accontenti solo della strada asfaltata, ma ha bisogno di tutte le strade. All roads are better than one road. Saluti ciclistici.

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  3. Una delle particolarità della Pedemonte Altavia è la compatibilità con ruote, da 700 C ( come quelle da bici da corsa) e da 650 B ( standard MTB). In pratica si può scegliere di montare una coppia di ruota da 700 C con tubeless/copertoncino con tasselli diversamente strutturati, più vicini nella parte centrale, per andare su strade asfaltate e sterrate/terra battuta, oppure montare le 650 B e fare off road tecnico con tubeless da 50 mm oppure optare per due coppie di ruote, una montata con tubeless/copertoncini per strada asfaltata e l'altra con tubeless/copertoncini gravel o MTB ! La versatilità è totale. Saluti ciclistici.

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  4. E' non solo il test di una nuova bici, è anche un nuovo modo di pedalare, è un nuovo modo di essere ciclista. Mentre sulle strade asfaltate, si assembrano e si formano frotte di ciclisti urlanti, festanti e rumorosi, che troppo spesso ingombrano la carreggiata, fino a farsi odiare, anzi a farci odiare dagli automobilisti, i quali erroneamente generalizzano la "categoria dei ciclisti", finalmente, posso pedalare sulle altre strade, anzi su tutte le strade, asfaltate, sterrate, nei boschi e nelle città. Dopo tanto tempo trascorso a pedalare sull'asfalto, mi è venuta l'assuefazione, non mi accontento più e non sono più disposto a rinunciare al comfort che la bici da corsa non può dare, per geometria e/o assetto, per tipologia di carbonio, per i pneumatici; ma fino a che non pedalerai sulla gravel bike o sulla Race Gravel, non potrai rendertene conto. La Race Gravel mi porta veloce e comodo, dove la bici da corsa non può arrivare e finalmente riesco a percorrere strade nuove. Cos'è Mountain Gravel ? E' un neologismo, che ho coniato per definire il pedalare sui monti o sulle colline, lungo strade sterrate e in terra battuta; con la gravel bike si può fare. Saluti ciclistici.

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  5. Aggiungo. C'è chi mi dice che gli piacerebbe passare alla gravel, ma non vuole rinunciare ai compagni di uscita, possessori di bici da corsa. Le soluzioni. La prima. Si può affiancare la bici gravel a quella da corsa. La seconda. Continuare ad usare la gravel anche con il gruppo ( la race gravel è come una bici da corsa, ma puoi cambiare rapporti e pneumatici) e aspettare che i compagni di uscita passeranno alla gravel; una volta che si introduce la novità nel gruppo, prima o poi, anche gli altri l'acquisteranno; è "umano", è sempre accaduto. Saluti ciclistici.

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