mercoledì 11 agosto 2010

Colnago World - Ferrari - Lightweight - Museo del ciclismo di Ghisallo- History bike carbon.

Durante la visita al museo del ciclismo, ideato e realizzato dal grande campione Fiorenzo Magni, in quel del Ghisallo, tra le molte bici da corsa d'epoca esposte, non potevano sfuggirmi, quelle donate da Ernesto Colnago, tutt'altro che d'epoca, anzi dei modelli nuovi e mai usati, esposte per rendere il tributo al famoso costruttore italiano, ma soprattutto, a mio avviso, per testimoniare la qualità assoluta del vero made in Italy. Trattasi di due modelli in carbonio, i primi in assoluto, realizzati dalla Colnago in collaborazione con la Ferrari. Obiettivamente sono due gioielli da collezionare e studiare. Il tempo non le ha rese obsolete; certe biciclette vanno oltre il tempo, per design e soluzioni tecnologiche. Da notare altresì, come Colnago abbia assemblato la seconda bicicletta, con le ruote migliori al mondo, le Lightweight, che ai tempi non erano ancora conosciute. Detto ciò, la riflessione è una sola. La bicicletta l'hanno inventato davvero gli italiani e gli italiani producono i telai  da corsa più belli ed esclusivi. Lo sapevate che nel 1885, Edoardo Bianchi, ha inventato la bicicletta da corsa  moderna, cioè quella con la riduzione delle dimensioni della ruota anteriore e l'utilizzo della catena per la trasmissione del movimento ? Lo sapevate che nel 1984 Ernesto Colnago è stato il primo a realizzare, in serie, biciclette da corsa in carbonio, e contro tutti i pronostici degli altri produttori che ancora impiegavano le leghe, a vincere la Roubaix con Ballerini ? Lo sapevate che Ernesto Colnago, pone in essere una collaborazione tecnica con la Ferrari per la realizzazione della produzione di biciclette? E proprio quei telai esposti, sono alcuni dei primi modelli realizzati con il carbonio Ferrari! Per completezza, va detto che la prima bicicletta in carbonio, non di serie, ma prodotta in un unico esemplare,  venne  prodotta,  nel 1976, in pratica qualche anno prima, dall'ingegnere elvetico, Toni Maier che realizzo un esemplare con tubi a goccia (in carbonio ovviamente), ed assemblata con un manubrio a corna di bue, che la galleria del vento, di allora, scopri essere aerodinamico. Successivamente, Ernesto Colnago, sviluppò il carbonio, a livello industriale, sia pure nella dimensione della piccola azienda artigianale, ed introdusse nel mercato la prima bicicletta da corsa, in carbonio. Lo sapevate che la forcella dritta,  Ã¨ stata inventata da Enzo Ferrari e realizzata per la prima volta da Ernesto Colnago che la chiamò forcella precisa ?  Tanto per spiegare la storia del carbonio e della bicicletta e per non confondere la realtà con gli effetti speciali 😉. Saluti ciclistici. 



venerdì 6 agosto 2010

Neve d'agosto sul Gavia.













Ponte di Legno




Gavia - La Madonna delle Vette, patrona dei ciclisti, opera di El Duca.




Quell'agosto 2010, scese copiosa la neve sul Gavia, un presagio della  prossima ascesa sulla montagna sacra ai ciclisti e agli alpini.

giovedì 5 agosto 2010

Museo del Ciclismo e Santuario della Madonna del Ghisallo

Il santuario risale al XVII secolo, dove si conserva un dipinto della Beata Vergine Maria, detta la Madonna del Ghisallo, proclamata dal Papa Pio XII, Patrona dei Ciclisti dal 1949. Da allora numerosi visitatori provenienti da ogni parte del mondo fanno visita al Santuario; inoltre molti professionisti sono legati alla Madonna del Ghisallo da profonda devozione, tanto che numerosi donazioni, sono in mostra nella cappella.  
Il 31 maggio 2006, Papa Benedetto XVI ha dato in Vaticano la benedizione all'ultima pietra per solennizzare l'atto finale del vicino museo. La pietra incastonata nel salone centrale del museo, reca il messaggio " Omnia Vincit Amor" ( L'amore vince ogni cosa). E' un museo composto da 5 sezioni e una biblioteca specializzata. La prima sezione è dedicata ai cimeli che i campioni hanno donato affettivamente al museo e le biciclette particolari come quella usata dai bersaglieri e per il record dell'ora; la seconda sezione è invece dedicata all'uomo ed il suo mezzo, dove è possibile vedere il processo di assemblaggio della bicicletta con i suoi componenti e il processo di sviluppo delle tecniche di produzione; la sezione C è dedicata alla grande enciclopedia del ciclismo, in cui primeggiano gigantografie, pannelli di testo, schermi tattili; la sezione 24+24, suggella i palmares dei 48 ciclisti maggiormente famosi per le vittorie; la sezione ciak e campioni 100 film sul ciclismo, è la sezione audiovisivi, che porta il pubblico a rivedere uan selezione dei 100 film, documentari, cortometraggi che narrano del ciclismo. Infine vi è un'aerea dedicata a mostre e alla biblioteca.
Il museo è stato possibile realizzarlo grazie all'impegno del ciclista degli anni d'oro, Lorenzo Magni, che ne è il presidente.
Feci visita al santuario e al museo nell'agosto 2009.

















La maglia Gialla di Marco Pantani



La bici di Fabio Casartelli , quella dell'incidente mortale. 

La maglia di Casartelli