La piaga degli incendi non si placa ed è evidente che occorre cambiare e presto. L’investimento pubblico deve essere indirizzato principalmente alla prevenzione degli incendi.
Ecco il mio piano di mobilitazione generale per l’ambiente:
a) istituzione del D.T.A., Dipartimento per la tutela dell'ambiente con competenza generale, diretta ed esclusiva, su tutto il territorio nazionale, avente finalità di direzione e coordinamento ;
b) monitoraggio h24 delle zone boschive, dei parchi nazionali, regionali e delle aree protette, con personale munito degli strumenti tecnologici aggiornati (droni, satelliti, telecamere, rilevatori di fumi, eccetera); ottimizzazione delle risorse umane (esempio "tutti fuori dall'ufficio, tutti nei parchi");
c) nuove assunzioni di personale destinato ai Carabinieri Forestali e ai Guardiaparco; ai giovani serve un lavoro ad alta valenza sociale, la responsabilità del (loro) futuro, una vita dignitosa a servizio della comunità;
d) costituzione della sezione "Catturandi incendiari" con personale proveniente da Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza e Guardiaparco, quale unità specializzata, una sorta di ROS e GICO dell'ambiente;
e) mobilitazione civile dei cittadini, degli abitanti delle aree interessate, degli attivisti e delle associazioni per controllare il territorio. La lotta alla devastazione della Natura è un problema di tutti, quindi tutti devono mobilitarsi, mediante attività di promozione della legalità nei territori e nelle scuole finalizzate a fondare una nuova cultura ambientale del tipo “ Abbiamo una sola Terra”, “ Io sono la Natura, noi siamo la Natura”;
f) istituire e normare la figura giuridica della “sentinella della Natura” per il controllo h24 del territorio boschivo, mediante il servizio volontario di ronde nei parchi, riserve naturali e boschi, al quale riconoscere quote di riserva nelle graduatorie dei posti riservati nei concorsi pubblici;
g) pagare la taglia a chi fornisce, alle Forze dell'Ordine, elementi di prova per l'individuazione dei responsabili degli incendi e dei crimini contro la Natura; i cittadini devono potere tutelare il patrimonio pubblico, per spezzare connivenze e diventare cittadinanza attiva; la taglia rappresenterebbe un ottimo deterrente. Del resto tutti devono e possono difendere la casa comune;
h) campagne anti incendio con profili social e sito web istituzionale, spot trasmessi alla TV pubblica e commerciale, informazione sugli incendi h24 con app mappa incendi aggiornata in tempo reale, interfacciamento con i cittadini h24 ;
i) nuove norme a livello statale, regionale e comunale ( es. misure di prevenzione nei confronti dei soggetti pericolosi; ulteriore aumento delle pene);
l) codice rosso per i procedimenti penali a carico degli incendiari, in modo che non finiscano intrecciati nella lungaggine della giustizia italiana e quindi nella prescrizione, la quale, com'è noto, è limitata dalla mancanza di magistrati e del personale, e gestita con scarse risorse;
m) riconoscimento dell'indennità economica meritoria, "ti pago se non appiccano gli incendi" riconosciuta alle cooperative impiegate per il controllo dell'aerea boschiva;
n) educazione ambientale insegnata a scuola e spot trasmessi su canali Tv e Web, tipo "chi incendia un albero, incendia il futuro; chi distrugge un albero, uccide un uomo"; “L’albero e’ il migliore amico dell’uomo”;
o) ricostituire il Corpo Forestale dello Stato. Il Corpo Forestale dello Stato poteva e sapeva spegnere gli incendi nei boschi; aveva mezzi adatti e uomini addestrati per farlo al meglio, costantemente sul territorio, nei boschi; i Carabinieri Forestali invece non possono spegnerli e il servizio antincendio è quindi gestito dai Vigili del Fuoco, i quali pur nella loro encomiabile e straordinaria attività professionale, sono dotati di mezzi ingombranti per muoversi nel bosco; quindi occorrerebbe quantomeno dotarli di mezzi adatti allo spegnimento degli incendi all'interno dei boschi. Fino al 2016, il Corpo Forestale dello Stato aveva una distribuzione capillare sul territorio e quindi riuscivano a spegnere i primi inneschi immediatamente, anche andando a piedi nei boschi. I Forestali dicevano che il fuoco da principio si spegne con gli scarponi. Oggi invece passa più tempo prima dell'arrivo nella zona delle squadre antincendio dei Vigili del Fuoco e spesso occorre abbattere alberi per consentire l'accesso ai loro mezzi ingombranti, calibrati per la città, dove svolgono il loro servizio primario, considerato che la loro priorità istituzionale è quella di salvare vite umane. In buona sostanza la scelta politica di sopprimere il Corpo Forestale dello Stato è stata infausta e politicamente errata.
L'art.9 della Costituzione, è la strada maestra: “La Repubblica...Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni. La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali.” Il mio piano di mobilitazione generale rappresenta attuazione del dettato costituzionale.
La mancata attuazione del piano di mobilitazione generale costituirebbe : a) inosservanza della norma programmatica dell'art. 9 della Carta Costituzionale ; b) violazione della normativa europea in materia ed in particolare del Regolamento UE Nature Restoration Law del 17.06.2024 CLICCA QUI con conseguenti procedure di infrazioni comunitarie a carico del Governo, le cui sanzioni vengono pagate con soldi degli italiani ; c) mancata tutela dell'ordine pubblico e della salute pubblica; d) rifiuto ideologico della tutela della Natura, e “dell'antropocentrismo situato” cioè “riconoscimento culturale ed esistenziale che la vita umana è incomprensibile e insostenibile senza le altre creature e che noi tutti essere dell'universo siamo uniti da legami invisibili e formiamo una sorta di famiglia universale...” (Papa Francesco, Enciclica Laudate Deum, 67 ); d) rifiuto culturale della connessione - interconnessione di tutti gli esseri viventi, come rilevata dalla scienza; one health .
Ovviamente la prevenzione attuata attraverso la tecnica del fuoco prescritto (c.d. fuoco amico) con piano di adeguamento e manutenzione dei viali parafuoco per ridurre il rischio degli incendi devastanti bruciando in anticipo la vegetazione combustibile come erbe alte, arbusti, foglie secche e’ un altra cosa e spesso viene attuata da specialisti anche per favorire il rimboschimento di specie vegetali come per esempio il Pino d’Aleppo. Tuttavia non tutti gli esperti sono favorevoli a questa tecnica, in quanto le fiamme possono alterare la flora e la fauna del sottobosco uccidendo microrganismi e insetti e i fumi sprigionati peggiorano la qualità dell'aria. Inoltre occorre addestrare tutto il comparto antincendi boschivi (vigili del fuoco, protezione civile, volontari e tecnici regionali). Comunque rappresenterebbe una modalità di prevenzione ulteriore e diversa, con effetti limitati, tenuto conto degli effetti del cambiamento climatico, tra cui l'innalzamento della temperatura, aumentano gli effetti devastanti degli incendi.
Com'è noto, ogni anno, milioni di euro pubblici vengono stanziati per spegnere gli incendi boschivi senza risolvere l'annoso problema. Evidentemente il metodo non funziona. Ma la politica non deve "limitarsi" a stanziare soldi per spegnere gli incendi boschivi, ma deve stanziare soldi per non farli appiccare e il mio piano va in questa direzione. Spegnerli è costoso e non preserva il patrimonio boschivo. Per esempio, la flotta aerea anti incendio è statale, ma la gestione dei voli di spegnimento è affidata ai privati (stipendi piloti e gestione mezzi) con appalti pubblici: 1 ora di utilizzo di 1 Canadair costerebbe 6 mila euro, 2 mila euro per 1 ora invece per 1 elicottero!
L'incendio boschivo occorre prevenirlo con il controllo capillare e il presidio del territorio. Esempio: presidio permanente dei punti chiave dei parchi e delle aree protette del personale con pick-up muniti di botte per spegnimento incendio, o almeno dalle ore 17 alle ore 22, la fascia più a rischio utilizzata dagli incendiari per sfruttare l’assenza dei mezzi aerei dopo il tramonto (ma questo e’ un limite che andrebbe superato tenuto conto della tecnologia ). Tenuto conto del cambiamento climatico, un incendio appiccato avrà un effetto devastante maggiore.
Il mio piano di mobilitazione generale contro gli incendi boschivi e’ attuabile con finanziamento europeo, statale e privato (incentivi fiscali). Costa di meno delle spese militari.
Ad oggi sono andati in fumo troppi ettari di patrimonio boschivo anche in Italia; ciò è esecrabile, è fallimentare. Ogni volta che l'incendio boschivo viene appiccato, lo Stato perde autorità e migliaia di ettari. Il cittadino perde ossigeno e benessere. Il verde è vita, è bellezza.
Non è solo una questione di salvare vite e abitazioni, occorre ANCHE tutelare boschi, parchi e aree protette, perché senza Natura non c'è vita. La vita umana senza alberi è impossibile o destinata a consumarsi precocemente; è in gioco la salute e il futuro dell'Italia e del pianeta Terra. Persino le case senza alberi hanno minore valore commerciale.
Non si tratta dell'emergenza estiva degli incendi, ma di una vera e propria attività criminosa contro l'ambiente di portata più ampia. C'è bisogno di un cambiamento di metodo per contrastare gli incendi ( e i reati ambientali). La politica è delegata istituzionalmente a risolvere il problema o limitarne la portata, fornendo gli strumenti concreti per l'azione preventiva e repressiva. Gli incendi e i crimini contro l'ambiente colpiscono il cittadino. Quindi è dovere della politica proteggerlo e riguarda tutte le forze politiche. Fu clamorosa, la soppressione del Corpo Forestale dello Stato da parte del Governo Renzi! Nell'Italia delle (almeno) 4 mafie autoctone, i corpi di polizia non vanno sciolti, ma ottimizzati e potenziati. I reati ambientali sono anche mafia e criminalità ! E’ come sciogliere la Guardia di Finanza e accorparla ai Carabinieri senza avere riguardo alla specificità dei compiti istituzionali in materia fiscale ! E' come sciogliere i Carabinieri e accorparli alla Polizia di Stato per ridurre le spese! E' stata una scelta politica discutibile e fuori dalla realtà e lo dimostra anche il fatto che il CFS sia stato mantenuto dalle Regioni a Statuto Speciale.
Occorre cambiare la percezione del reato di incendio boschivo e degli altri eco-reati, nell'opinione pubblica, nella psiche collettiva; è indispensabile. Il punto n) del mio piano di mobilitazione generale serve a questo. Come ci ricorda il Patriarca Ecumenico Bartolomeo " un crimine contro la natura è un crimine contro noi stessi e un peccato contro Dio" (Messaggio per la Giornata di preghiera per la salvaguardia del creato - 1 settembre 2012); l'ambiente inquinato causa malattie. Punto. Informate diffusamente l'opinione pubblica dell'art. 423 bis del codice penale italiano che punisce l'incendio boschivo doloso con la pena della reclusione da 6 anni a 10 anni, con aumenti della pena previsti per alcune circostanze del reato, come l'incendio in parchi e aree protette; dell'incendio boschivo colposo che è punito con la pena della reclusione da 2 anni a 5 anni. Informate che il reato di incendio boschivo è considerato dal codice penale italiano alla stregua della strage e della epidemia, anch'essi previsti e puniti nel titolo VI dedicato ai reati contro l'incolumità pubblica, tanto per fare capire meglio l'importanza del portato giuridico.
L'incendio boschivo è prevalentemente doloso. Le cause sono molteplici e non può escludersi che la criminalità organizzata, in re ipsa, antitetica alla conservazione dell'ambiente e alla tutela della salute, possa ordire un attacco al patrimonio naturale nazionale. Gli incendi boschivi colposi invece sono retaggio di inciviltà e negligenza e vengono causati principalmente da fuochi di sterpaglie, delle potature degli ulivi e dall'odioso fenomeno dei mozziconi di sigarette lanciati dalle auto, da persone che vivono la dipendenza dal fumo, in modo compulsivo. Quindi occorre il controllo del territorio agricolo e boschivo, la pulizia degli argini delle strade, predisponendo linee di fuoco nelle aree boschive per evitare la diffusione del fuoco dalla strada ed intorno all'area boschiva. La tutela della Natura, cioè della casa comune, comporta lavoro ed occupazione per tutti, sempre e per tutto l'anno.
I moventi sono nelle LINEE GUIDA ATTIVITÀ INVESTIGATIVA DEL CORPO NAZIONALE VIGILI DEL FUOCO SUGLI INCENDI BOSCHIVI E TERRITORIALI CLICCA QUI .
Da ultimo, ne approfitto per proporre la mia soluzione anche per un altra annosa questione, quella dell'uccisione degli animali selvatici, in particolare dei lupi e dei grifoni, con l'utilizzo dei bocconi avvelenati. Gli antichi romani avevano notato che saevitia in bruta est tirocinium crudelitatis in homines, ma oggi l'uomo è andato oltre perché nell'uccidere gli animali selvatici, distrugge la biodiversità e quindi se stesso, tutti noi e i nostri figli.
Penso che taglia sia la soluzione percorribile ed auspicabile, considerato che in Italia, il disvalore sociale per i reati ambientali e quindi anche per le uccisioni degli animali selvatici, è scarso o irrilevante. Una taglia pagata a chi contribuisce a fornire alle Forze dell'Ordine, elementi di prova, sia "il" deterrente necessario, per eliminare le sacche di omertà ed agevolare le indagini. In un mondo dove i soldi, sono la priorità e la chiave di lettura, la taglia è accettabile, oltre che efficace.
Nel 2025, in una situazione di emergenza climatica conclamata, non è più accettabile l'uccisione degli animali selvatici, che rappresentano solo il 4% (il 96% è rappresentato da animali domestici e di allevamento); danneggia la biodiversità e quindi la vita umana e il futuro della Terra. Noi siamo la Natura; noi siamo Natura.
Questa è la soluzione per risolvere il problema degli incendi boschivi e dei reati ambientali. A questo punto occorre trovare uomini di "buona volontà" che vogliano attuarlo. Fatelo girare. Li troveremo. Grazie.
Conclusioni generali sul fenomeno del crimine contro l'ambiente.
Non è più tempo, di accettare passivamente gli eventi; è tempo di tutelare la persona nella sua pienezza e nel suo sviluppo; la concezione antropocentrica classica, ovvero l'uomo domina la Natura, secondo la logica del profitto predatorio, è fallita, è superata concettualmente, dalla storia e dagli eventi climatici. L'uomo ha bisogno della foresta, la foresta non ha bisogno dell'uomo. Non esiste un primato della produzione, la realtà drammatica del Pianeta Terra ha dimostrato che tale primato è catastrofico, uccide persino l'uomo (esempio caso ex Ilva). Il primato della produzione distrugge le risorse della Terra.
L'uomo senza la Natura non può vivere. Sic est. Chi non accetta la realtà, questa realtà e nega l'evidenza, questa evidenza, lo fa per paura ed ignoranza, è patetico.
La Natura è patrimonio comune, inalienabile, senza colori e distinzioni politiche. E' tempo di cambiamento e di evoluzione generazionale della politica. Non possiamo più attendere. Non possiamo vivere al di fuori della Natura.
Tutelare l'ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi significa preservare il presente e il futuro. Ambiente sano significa anche salute delle persone. Senza salute non c'è futuro e ciò dipende anche dalla tutela dell'ambiente. Piaccia o non piaccia, noi siamo parte della Natura. Produzione si, ma compatibile alla salute dell'uomo, altrimenti è follia. Del resto il limite della produzione è quello di non distribuire la ricchezza! E allora non bisogna osannarla, oltre misura, anzi, tenuto conto dell'inquinamento derivante.
Non dobbiamo rassegnarci all’inevitabile, ma agire, anzi reagire, per impedire che venga incendiata tutta la casa comune; si tratta di tutelare la vita e di conservare quello che e’ indispensabile per la vita presente e futura; l’albero e’ vita, senza l’albero non c’è vita. Ne abbiamo bisogno per respirare. Un area verde abbassa la temperatura, e ciò e’ essenziale in una Terra che sta bruciando per effetto del cambiamento climatico. Se volete preoccuparvi davvero del futuro dei figli, allora facciamo fronte comune contro la devastazione della Natura. Quando l’ultimo albero sarà tagliato o incendiato e l’ultimo animale selvatico ucciso non ci sarà più vita nemmeno per i ricchi ! Nessuno si salverà da solo !
Perché non c'è la mobilitazione generale e permanente della gente comune contro la deforestazione dell'Amazonia e la distruzione (taglio+incendi) dei boschi e delle foreste del mondo? Perché non abbiamo ancora assunto nella psiche collettiva il GRANDE problema della sopravvivenza umana ai cambiamenti climatici e alla distruzione dell'eco sistema e della biodiversità. C'è bisogno di un cambiamento culturale. Un altra esistenza umana è ancora possibile, è necessaria se si vuole sopravvivere.
Concludo con quanto scrisse Papa Francesco: ” Perché si vuole mantenere oggi un potere che sarà ricordato per la sua incapacità di intervenire quando era urgente e necessario farlo ?”
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