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| Indicazione della misura max compatibile (es. 45 mm) .. |
giovedì 3 settembre 2026
I segreti del mondo Race Gravel. Il trucco della "depilazione".
mercoledì 2 settembre 2026
Il ciclismo notturno e il ritmo circadiano.
Riavvolgo il nastro dell'estate 2026....tutti in affanno... a boccheggiare come pesci fuor d'acqua.....con i cuori sotto sforzo per il caldo quasi mortale...città invase dal ronzio non dei droni(per ora) ma dei condizionatori d'aria, accessi a palla....lock down del cambiamento climatico....nel cielo una nuvola nera con la nefasta previsione dell'ultima estate "fresca"..... umanità deforme e allucinata, delira e rumoreggia ad ogni ora, in un mondo sempre più osceno ...droga ovunque .......la fine apocalittica non è troppo lontana.... MA il marketing c'è ed offre una nuova proposta d'acquisto ....se la notte è troppo piccolina e non è fatta per dormire allora...... la tendenza è fatelo al fresco.....pedalate al fresco! Pedalare è come vendemmiare...... la notte è cambiata....e cambierà nel "nuovo giorno".... si vendemmia, si pedala, si festeggia senza l'affanno del caldo torrido........fuori l'inferno ci brucia a 40 gradi... siamo diventati vittime consapevoli di noi stessi....cittadini del mondo incendiato e climaticamente malato......... nessuno rinuncia alla dipendenza delle energie fossili, lo smog che sballa ed inebria con la velocità, rassicura la pigrizia...tutti lanciati nello sfrenato consumismo che allieta coscienze vuote....dilaga l'egoismo senza pietà verso le persone in difficoltà e verso la Natura.......tutti si sentono ricchi in attesa di guadagnare milioni....la povertà non gli appartiene.... nessuno rinuncia a niente, nemmeno a sparare cazzate....prima erano no covid, poi sono diventati negazionisti climatici, non ne azzeccano una, gli rimane il gratta e vinci e il bar sotto casa.....abbiamo perso il senso della realtà..... mentiamo a noi stessi.....ce ne freghiamo anche dell'onesta intellettuale.....l'onestà è antipatica e rappresenta la fatica di essere seri e veri.....e allora tutti in giro per le strade... con auto sempre più vecchie, SUV sempre più grandi da non "vedere" pedoni e ciclisti, con moto dotate di marmitte rumorose e costose per godere orgiasticamente del rombo e chi se ne frega dei passanti...con la Vespa scooter restaurata, rumorosa, brutta e con lo scarico puzzolente, immagine del delirio umano....con gente disposta a pagare il prezzo alto dei carburanti per sentirsi "normale"...pur di non rinunciare al male sociale del motore termico…pagare carburanti fossili per aumentare la temperatura della Terra… pagare per sentirsi più caldo …la follia della folla..... è lo stile del domani non frega niente....nessuno è disposto a cambiare il proprio stile di vita e a salvare il mondo.....la passione per i soldi è la più grande iattura per l'umanità.....MA almeno si è pedalato nelle notti d'estate ! Evviva !
Estate 2026, ovunque eventi notturni o eventi in notturna......gente che pur di fare sport salta la nanna, gente che pur di fare qualcosa di diverso pratica sport notturno! Insomma nottambuli sportivi o sportivi nottambuli, gente con un futuro da metronotte. In estate tutto è o sarebbe permesso. Oramai il mondo va così, all'incontrario.... la notte per il giorno, il giorno per la notte.... non esiste una verità unica ed oggettiva, ma verità personali, ognuno si racconta la verità che più gli aggrada, tutto è autoreferenziale. E' l'effetto "gregge": tutti fanno quello che fanno tutti, la "folle folla", a prescindere da quello che si fa, per sentirsi accolti e parte del movimento "famolo strano".
Se la tendenza è il ciclismo notturno, quali sono gli effetti sulla salute ed in particolare sul vitale ritmo circadiano? Quali sono i limiti fattuali nella pratica su strada, considerato che luci, "radar", specchietti non servono ad evitare il peggio.....mera illusione di uno scudo contro gli incidenti.... gli automobilisti non ti vedono, per distrazione, o non riescono ad evitarti, per la velocità eccessiva, soprattutto con la luce lunare.
Il ritmo circadiano e la salute dei pedalarori nottambuli. La scienza ci dice che la luce del giorno, è essenziale per il ciclo circadiano ovvero il ciclo biologico della salute e per il ritmo del sonno, quindi per la vita e questo vale anche in estate, anzi soprattutto in estate. Il ritmo circadiano rappresenta i cicli biologici di 24 ore che regolano sonno, digestione, temperatura corporea, rilascio ormoni, umore e livelli di energia. I cicli biologici sono regolati da un orologio interno posto nel cervello che riceve informazioni dirette dalla luce esterna e che organizza il corpo e la mente in base alla luce del giorno, alle attività e alle abitudini. Quindi l'esposizione alla luce del mattino, e i cambiamenti negli orari, influenzano la sincronizzazione dell'orologio biologico. Adattare il proprio ritmo giornaliero ai cicli naturali migliora la qualità della vita e per l'effetto sia le prestazioni atletiche, ad ogni livello, sia la risposta del corpo e della mente all'affaticamento. Tutto ciò è essenziale alla capacità di ascoltare il proprio corpo, fondamentale per il ciclista, quindi a migliorare la nostra risposta alle sollecitazioni indotte dall'allenamento, e a mantenerci in buona salute. E questo vale sia nel caso di sessioni all'aperto, sia nell'allenamento sui rulli. La scienza ci dice che nei neuroni del sonno privati del riposo, i geni legati al metabolismo mitocondriale, risultano sovra regolati. In particolare, aumentano i geni coinvolti nella catena di trasporto degli elettroni e nella sintesi di ATP, come se i mitocondri stessero tentando di “recuperare” uno squilibrio energetico. La scienza ci spiega il legame tra energia, sonno e longevità. Pertanto alterare il ritmo circadiano nuoce alla salute e accorcia la vita. Vi consiglio di approfondire l'argomento utilizzando le fonti scientifiche e non le fonti chiacchierate di quelli del bar, sempre pieno di talenti della parola.
Quindi, se il ciclismo notturno incide negativamente sul ciclo circadiano, e per l'effetto sulla salute e la performance, allo stesso modo di chi vive la notte, per motivi di lavoro e di svago, allora perché lo si pratica, in città e fuori le città? Per tentare di risolvere o limitare problemi sociali annosi, come il traffico, la violenza stradale, gli incidenti stradali, lo smog e il rumore assordante, per fare qualcosa di diverso, per fuggire dalla noia. Certamente è suggestivo pedalare sotto le stelle, ma solo laddove non ci sia l'inquinamento luminoso, altrimenti non si potranno vederle, ma è illusorio pensare di potere evitare il traffico nelle città italiane, dove il traffico non "dorme" mai"; certo potrebbe essere coinvolgente farlo con gli altri, ma alla fine, sarà tutto vano, i pedalatori non saranno mai "padroni assoluti" della strada, ma indeboliranno il corpo, confonderanno la mente, costretti a rimanere in piedi anche il giorno, durante il lavoro o la guida dei mezzi a motore. FOLLIA. La notte è fatta per dormire, serve per "riparare i danni della vita" causati dal giorno, serve per recuperare dalla fatica. Non siamo delle slot machine. Pedalare in condizioni innaturali, è di per sé, stressante, costringe il corpo a fare quello che non può fare al meglio. Pedalare senza riposo sufficiente o con il caldo eccessivo nuoce alla salute, e diminuisce la performance; consultate il medico.
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| La notte, il ciclista dorme. |
Al di là dell'effetto gregge e del "famolo diverso", i pedalatori pedalano sotto il cielo stellato per fuggire dagli automobilisti e dal traffico o per condividere le vacanze sui social! Ma non è facile pedalare la notte. Il ciclismo notturno comporta dei limiti fattuali. La luce artificiale delle bici attrezzate con lampade e "lampadari" è comunque ridotta, e spesso non impedisce di finire nelle buche e di evitare insidie. La capacità di adattamento alla luce notturna non è scontata ed è penalizzante, soprattutto quando non si è più giovani o non si conosce il percorso. Tutte le persone, a fine giornata, sono più stanche, quindi la capacità di risposta al pericolo e la prestazione di per sé saranno limitate, e se qualcuno pensa che pedalare la notte, possa risolvere problemi di stress, sbaglierà per inesperienza; un fisico stanco amplifica lo stress, è pieno di cortisolo. Il ciclismo notturno praticato in circuiti chiusi al traffico è sicuro, purché le piste siano effettivamente e costantemente presidiate e comunque è legato a competizioni riservate ai corridori, dunque a gare ad alta velocità che richiedono abilità ed esperienza, maturata nelle competizioni, evidentemente fuori dalla portata dei pedalatori e di molti ciclisti amatoriali. Sic.
Consigli. Sceglierete di pedalare in modalità notturna, come se fosse una serata in discoteca o come desiderio di fare tendenza e di essere parte di un movimento, nulla quaestio, difronte al legittimo piacere di fare quello che si vuole fare....ma se lo farete per non avere le auto, tra le ruote, allora la soluzione è questa CLICCA QUI o quella di pedalare nei parchi naturali e nelle strade sterrate secondarie...ma se lo farete per evitare il caldo torrido che mette a dura prova corpo e mente e limita la prestazione, invece pedalate nelle prime ore del mattino, aria meno calda, maggiore concentrazione di testosterone naturale, massimo rendimento del ritmo biologico, ma per farlo, occorre dormire la notte, almeno per 6 ore, ed avere una vita regolare, come si addice allo stile di vita del ciclista. La notte è fatta per ricaricarsi e riparare il corpo, per allentare la pressione sulla mente.....per staccare la spina.....per vivere secondo il ritmo naturale della vita....siate naturali......se proprio volete fare attività fisica notturna al top, allora fate sesso. Ultimo consiglio. Siate ciclisti e non pedalatori. Il Blog continua a raccontare il ciclismo dei tempi attuali, mentre i "buoi sono usciti dal recinto". Saluti ciclistici.
sabato 29 agosto 2026
Anteprima. Canyon Predict Smart Bike Concept, la bici pensata per la sicurezza del ciclista. Serve davvero nella realtà? No.
E' inutile e non rispettoso parlare di bici da corsa quando tanti (troppi) ciclisti muoiono o sono feriti in incidenti stradali. Penso che i ciclisti non dovrebbero acquistare più bici fino a quando i Governi (e in particolare quello italiano, dato che l'Italia è una Repubblica fondata sulle auto e sugli automobilisti) non risolveranno il problema della loro sicurezza stradale. Non dobbiamo più tollerare di essere bersagli mobili, oggetti in movimento da abbattere o colpire, alla stregua di un animale selvatico cacciato da persone che per hobby uccidono esseri viventi...BASTA! Non siamo bersagli da caccia, siamo persone! E' assurdo pagare tanto (troppo) denaro per acquistare bici senza avere in cambio strade sicure. BASTA! Non se ne può più di leggere notizie di aggressioni e di incidenti stradali a danno di ciclisti e pedalatori, vittime della strada asfaltata; anche la strada asfaltata è di tutti e non solo " di lor signori automobilisti" ! E che il problema annoso riguardi quella che voi chiamate bici da corsa, e che invece chiamo bici da strada asfaltata (l'asfalto è il suo limite), lo dimostra anche il nuovo concept esposto a giugno 2026 dalla Canyon e forse disponibile tra 3 anni, la Predict ! E' una bici da strada asfaltata. La scelta non è casuale. L'asfalto è campo di battaglia. Ma la Canyon Predict, il cui nome evoca un potere taumaturgo, una capacità di preconizzazione, sarebbe o sarà davvero capace di evitare gli incidenti stradali causati dagli automobilisti, dato che sono solo loro ad uccidere o ferire colposamente i ciclisti e non è mai (e non potrebbe accadere) il contrario? No e non potrebbe ! E' solo l'ennesima trovata pubblicitaria ordita dal marketing costretto a risolvere il problema delle vendite della bici da corsa, alias bici da strada asfaltata, diminuite rispetto alle bici MTB, Gravel e alle E-bike. In sintesi: la Canyon Predict è dotata di 4 telecamere per una copertura a 360 gradi, di 4 sensori radar, di un computer Edge AI (intelligenza artificiale) integrato, di sensori pressione pneumatici, di una batteria integrata da 1 kg per alimentare il sistema, di luci anteriori e posteriori sul telaio, di ampio display sul manubrio. Il sistema integrato di "predizione", è collegato e collegabile con il casco dedicato, il casco "intelligente" Stingr ( ma la bici può funzionare anche senza casco e viceversa) che mostra la pedalata sul display della visiera, con tutte le info raccolte dal sistema integrato, casco ancora in fase di completa realizzazione, lo chiamerei "distaccatore dalla realtà stradale", dato che se guardi il display interno al casco, non guardi la strada, è evidente, tanto vale pedalare sul rullo di nuova generazione con schermo e popcorn! Perché la Canyon Predict servirà o servirebbe solo al marketing e non al ciclista o al pedalatore? Perché se l'automobilista è distratto dall'utilizzo dello smartphone (nella realtà gli automobilisti per utilizzare lo smartphone guidano ovvero continuano ad utilizzarlo anche quando guidano, essendo una dipendenza come le droghe, l'alcool e le sigarette), se l'automobilista percorre a velocità elevata e quindi è incapace di evitare "un ostacolo" come il ciclista, se l'automobilista è ubriaco, è drogato, se l'automobilista deliberatamente sorpassa o supera il ciclista ad una distanza inferiore a 1,5 metri nonostante il divieto aggiornato del codice della strada, se l'automobilista non rispetta il ciclista, lo insulta o lo provoca, come accade nella realtà stradale, a cosa serve l'intelligenza artificiale se non deve interagire con persone intelligenti come quelle che violano il codice della strada? Cosa te ne fai di un sensore che ti avvisa che ti stanno venendo addosso a 100 km/h? Cosa te ne fai delle luci se l'automobilista non le può vedere perché chatta o telefona o è sotto l'effetto dell'alcool e/o delle sostanze stupefacenti!? Insomma BASTA! Non prendete in giro con le solite trovate pubblicitarie. Il Marketing è una piaga sociale, un offesa agli esseri intelligenti. Per essere ciclista contano le gambe e lo stile di vita, tutto il resto è marketing. Piuttosto dateci strade sicure, altro che intelligenza artificiale e tecnologia che annienta o limita la funzione celebrale, siamo persone pensanti, non consumatori dipendenti dalla droga dell'acquisto compulsivo. Nel frattempo, che i Governi facciano il loro lavoro di sicurezza stradale. Continuo a consigliarvi, per limitare il rischio, divertirsi di più, senza respirare tutto lo smog dell'asfalto: strade secondarie, sterrate, bianche, strade nascoste, da pedalare non con le bici pensate solo per la velocità sull'asfalto, ma con bici pensate per essere veloci e stabili su tutte le strade, è tempo di Gravel. E voglio ribadire che la velocità con la bici da corsa non puoi farla se non hai gambe allenate e forti e le strade adatte, cioè senza semafori, traffico, buche, sassi (ne basta uno per cadere) e soprattutto per fare velocità aperte al vento devi sapere pedalare contro vento, ma quanti sono abituati a pedalare contro il vento, quanti sanno gestire vento/watt, quanti pedalano con la posizione in sella corretta (presa bassa, gomiti chiusi, schiena arcuata, gambe strette) ?! La verità? Oggi la bici da corsa è un ossimoro, è la realtà, piaccia o no. Non illudetevi o fatevi illudere dal marketing. E soprattutto siate ciclisti e non automobilisti e quando pedalate non ragionate come l'automobilista. La Canyon Predict sarebbe o sarà utile solo nel caso in cui alla guida di auto, moto, camion, furgoni, non ci sono o saranno persone, ma computer che interagiscono tra di loro; sulla strada, l'intelligenza umana di chi uccide o ferisce al volante non può interagire efficacemente con quella tecnologica; è inebriata. Sic. Così è.
Conclusioni. La bici dovrebbe essere prescritta dal SSN (Servizio Sanitario Nazionale)! E' un "farmaco" ovvero agisce come un farmaco sulla salute delle persone e quindi sulla salute pubblica. Invece non solo costa sempre di più, ma diventa un problema pedalare sulle strade asfaltate pubbliche. Se il diritto alla salute è riconosciuto dalla Costituzione della Repubblica italiana, allora perché non risolvono il problema della sicurezza stradale, togliendo dalle strade le troppe auto, costruendo piste ciclabili protette lungo tutta la Penisola, insegnando ai ragazzi delle scuole e agli allievi delle scuole guida che il ciclista aiuta l'ambiente e sono persone da rispettare e tutelare! E' un problema culturale e in Italia la cultura è fatica e quindi è allontanata da troppe persone, vittime consapevoli di un sistema che li illude di essere liberi, ma che di fatto, li rende incapaci di pensare e decidere. Ciclisti toglietevi dalla strada asfaltata. Esistono le Ciclovie che percorrono tutta l'Italia, lungo strade secondarie e sterrate. Il pedalatore conosce solo le strade asfaltate perché ragiona con la logica dell'automobilista, essendo automobilista che ogni tanto pedala. Lo ripeto, esseri ciclisti è uno stile di vita. Piuttosto muniamoci di action camera con lunga autonomia per raccogliere prove documentali in caso di problemi con gli automobilisti. Siate ciclisti e non pedalatori. Saluti ciclistici.
martedì 18 agosto 2026
domenica 26 luglio 2026
Ciclismo nel Parco Naturale Regionale Monti Simbruini; è tempo di "transumanza pedalata" #traabruzzoelazio #parchilazio #sempreilmeglio #invacanzamenosiamomegliostiamo #emozioniappenniniche
sabato 11 luglio 2026
"Si, ma la Gravel Bike non la puoi mettere su strada asfaltata! " 😂 #ultrasdelnienteparlato
giovedì 9 luglio 2026
Consiglio fisioterapia, ginnastica posturale e stretching per il "motore" della bici muscolare.
Pedalare "storti" cioè "disallineati", diminuisce la prestazione al 50% e aumenta l'infiammazione. Sull'argomento vi rimando QUI . Rivolgetevi al fisioterapista e agli esperti del settore. Saluti ciclistici.
lunedì 6 luglio 2026
Spiegazione delle prestazioni della bici da corsa di ultima generazione. Chi è il "pedalatore con scimmia" e il "tester maccheronico"?
Dicesi "pedalatore con scimmia", colui che spendendo tanti soldi, esprime inevitabilmente, un giudizio positivo sulla bici da corsa acquistata; più la paga e più ne sarà entusiasta! Dicesi "tester maccheronico" colui che spara a cavolo valutazioni su bici, improvvisando o recitando un copione scritto da altri. Come riconoscerlo? Lo spiego nei video. Saluti ciclistici.
venerdì 3 luglio 2026
Consiglio: allenarsi con il vento (allenarsi contro il vento).
Un altro consiglio.....allenarsi con il vento, contro il vento. Ricordate sempre che il pedalatore è un hobbista, evita il vento come può, pedala in gruppo soprattutto per scroccare il "passaggio a ruota", per non sentirsi solo e per chiacchierare, non si mette in testa per tirare il gruppo e fare andatura, non migliorerà mai. Il ciclista è ciclista, usa il vento per allenarsi e migliorarsi; essere ciclista e’ uno stile di vita. Siate ciclisti e non pedalatori. Saluti ciclistici.
mercoledì 1 luglio 2026
Consiglio su come migliorare la prestazione in salita (e per passare di livello da pedalatore a ciclista).
Nei video, il consiglio, per passare di livello, da ciclista a pedalatore e il consiglio, per migliorare la prestazione in salita. Se gli allenamenti con strumenti elettronici funzionassero davvero non ci sarebbero tanti ciclisti e pedalatori che in salita "pedalano all’indietro"! E' un fatto notorio. Evidentemente non basta leggere il dispositivo elettronico! Occorre "mentalizzare la salita" (Copyright Pedalareversoilcielo) e non sprecare soldi per le tabelle di allenamento, nessuno può conoscervi meglio di voi! Imparate ad ascoltarvi! Siete persone, non siete macchine. Pedalare è un gesto istintivo, non complicatelo. Imparare a pedalare collegati con la mente al gesto atletico, padroni della fatica, carattere ciclistico. Saluti ciclistici
venerdì 26 giugno 2026
I miei CAMPIONI.
E con questo VIDEO ho detto la cosa più importante che c’era da dire, per evitarvi vanagloria …quello che conta è solo questo. Per qualcuno potrà essere fastidioso, ma dovevo pur dirlo che la vera sfida da vincere é solo questa! Saluti ciclistici.
martedì 23 giugno 2026
Come mi allenavo e come mi alleno ai tempi di Strava e della tecnica.
Mi insegnarono che il migliore allenamento è la gara. Ci allenavamo in segreto, a ritmo gara. Oggi Strava, il grande "condominio" virtuale dei pedalatori, e la tecnica, padrona delle nostre vite, non sono riuscite a cambiarmi la scelta di allenarmi "liberamente", a ritmo gara, perché il migliore allenamento è la gara, senza condividere i miei dati (a cosa serve?). Per allenarmi ho imparato a "sentirmi" e nel video spiego cosa significa. Saluti ciclistici.
P.S. Ci allenavamo in segreto perché non dovevano sapere che ti allenavi, per non essere "marcato" a vista. E alla domanda se ti eri allenato, si rispondeva poco, non ho avuto tempo! Era sempre battaglia. Poi, imparammo a "leggere" la gamba e la forma della gamba "parla"! Altri tempi, altri ciclisti e in quel tempo non c'era ancora la condivisione social degli allenamenti. #storiedivitavissutasullastrada #storiepedalate #storiedatramandare
lunedì 8 giugno 2026
Scuola di ciclismo ex post: come guardare indietro senza voltarsi.
Spagna. Puntine sulla strada: allerta per la sicurezza dei ciclisti.
La notizia QUI . In breve. La Federazione Ciclistica della Comunità Valenciana, denuncia " molestie e criminalizzazione dei ciclisti" dopo il ritrovamento di puntine da disegno sparse sulla strada statale, a Tàrbena. Un residente ha raccolto circa quaranta spilli sparsi sulla riva destra della strada statale CV-715 , in un tratto di cinque o sei chilometri tra Bolulla e Tàrbena. Li ha trovati mentre faceva un giro in bicicletta e ha segnalato la situazione pericolosa. Un abitante del luogo ha spiegato che "c'erano molti spilli e si vedevano persone ferme a guardare le ruote". Le amministrazioni comunali e il settore turistico stanno organizzando un incontro per studiare soluzioni che garantiscano sicurezza e convivenza. Niente di nuovo sotto questo cielo: nel 2018, in Italia, alle Nove Colli, furono sparse tante puntine sulla strada e non furono mai trovati i responsabili. E la situazione è andata oltre, in Italia, anche sui social, dove si fomenta e monta l'odio verso i ciclisti, tanto che la Fondazione Michele Scarponi ha deciso di perseguire penalmente gli odiatori social, scoperti o segnalati. Inutile nascondere la testa sotto la sabbia, l'odio e l'invidia quale causa scatenante, è diffuso, e se non ci fosse il codice penale, si assisterebbe ad un "regolamento di conti" massiccio e sistematico. Ovviamente ci sono automobilisti che si comportano correttamente. Ma non possiamo far finta di niente.
Questa è la notizia riportata dai media spagnoli. Veniamo a noi, ciclisti italiani. "Se Atene piange, Sparta non ride". Il "giocattolo si è rotto" anche in Italia. Eravamo "4 ciclisti" su strada, molti anni fa, quando c'erano molti meno automobilisti; ci contavamo. Le cose sono cambiate, soprattutto a partire dal 2020. Oggi, tanti, forse troppi ciclisti e pedalatori si riversano sulle strade asfaltate, rendendo difficile, la convivenza con gli automobilisti, alle prese con un traffico in crescita esponenziale, oramai insostenibile, non solo dal punto di vista economico, visto il caro carburanti e la spinta inflazionistica. Insomma le strade asfaltate sono diventate troppo piccole per tutti! Cosa accadrà in futuro? Non lo so e nessuno può saperlo, le cose sono in continuo movimento e in profonda trasformazione, e tutto sembra compromesso da una situazione generale insostenibile e non solo sulle strade. Visto l'acuirsi dei conflitti sulle strade e nei social, tra alcuni automobilisti e ciclisti, l'aumentare degli incidenti stradali, spesso con morti, bisognerebbe comprendere, che le cose sono cambiate per sempre. Consiglio: toglietevi dalle strade asfaltate e seguite il consiglio che una mattina di qualche anno fa, mi urlò, un automobilista odiatore seriale: " Andate nei boschi a rompere....."! Per chi invece sceglierà di continuare a fronteggiarsi sull'asfalto, con gli automobilisti, alcuni di loro, sempre più intolleranti e frustrati dalla vita, consiglio, di smettere di praticare il ciclismo "condominiale" e quindi di non uscire con gruppi numerosi e di non pedalare ammucchiati, invadendo la garreggiata, inoltre consiglio di pedalare nelle strade secondarie.....se invece vivete in città ingolfate dal traffico, allora le soluzioni sono due: o vi caricate la bici e la portate altrove, oppure rulli a go go, così è, questo è! La cosa incredibile è che i marchi di biciclette non capiscono la gravità della situazione, che comprometterà anche i loro profitti, per via dell'aumento crescente dei prezzi, dell'omologazione della produzione in serie, e dell'inflazione; si ostinano ad investire nelle corse professionistiche, sempre più noiose, completamente lontane dalla realtà dei ciclisti amatoriali e dei pedalatori. Non capiscono la situazione reale. Non serve disegnare bici nella galleria del vento, quando, tra semafori, incroci, traffico, l'aerodinamica non serve a niente. Cari marchi: non coccolate i Big prof, prendetevi cura delle sorti dei vostri clienti, cioè dei ciclisti amatoriali e dei pedalatori. Se non ci saranno più ciclisti e e pedalatori disposti a comprare ogni anno o poco più, bici nuove, dovrete togliere lo sponsor ai team, e per l'effetto, i campioni saranno licenziati e finiranno a pescare sul fiume. Per ora muovete ancora soldi e allora potete fare voce grossa con i Governi, spiegandogli, cosa significa mobilità sostenibile e che la salute pubblica passa per l'esercizio fisico, anche quello fatto con la bici. Per chi volesse invece evolversi e adattarsi al cambiamento in atto, consiglio la lettura di questo post CLICCA QUI Saluti ciclistici.
mercoledì 27 maggio 2026
Test Concept Scott RC Race Gravel con ruote DT SWISS 32 pollici: quello che c'è da sapere e quello che scrissi.
Avevo sentito nell'aria "odore di tendenza" e nel post pubblicato il 4 maggio scorso, anticipavo gli eventi. Ora ritorno sull'argomento con una novità. Il marchio svizzero Scott Bike ha prodotto due esemplari del Concept Race Gravel Bike per ruote da 32 pollici, non destinato alla produzione, affidandole a due corridori, iscritti alla più prestigiosa Race Gravel, la massacrante e celebre Unbound Gravel, che si svolge ogni anno, a Emporia (Kansas) USA. Dunque la Scott Bike ha fatto realizzare specificatamente due telai per testare le ruote da 32 pollici, questo a riprova della mia regola: è la ruota che fa il telaio, tutto "gira" sulla scelta delle ruote; un telaio di media gamma con ruote top di gamma sarà più performante di un telaio top di gamma con ruote di media gamma. Target: verificare la prestazione delle ruote da 32 pollici nel mondo Gravel. Per la cronaca il test sarà fatto con ruote concept da 32 pollici DT SWISS con tubeless Schwalbe RX da 32 x 50 mm e componentistica mista Road/Gravel, suffragando quanto scrissi a proposito della tendenza ad uniformare il prodotto strada/Gravel: per un esemplare, Shimano XTR - GRX con comandi Dura Ace e pedivelle da 160 mm, per l'altro, Sram Red AXS XLPR.
Ma la ruota da 32 pollici non è una novità assoluta, esiste già nella MTB (dalla 29 pollici alla 32 pollici misurando distanza mozzo-tubeless, larghezza del cerchio da 73,7 cm a 80/81 cm). Con la Gravel Bike si possono utilizzare diverse tipologie di ruote e pneumatici di varie larghezze e tassellature, a seconda del percorso, terreno, gara: si va dalla ruota 650 B con diametro interno 58,4 cm, corrispondente alla 27,5 MTB per montare tubeless più larghi e tassellati, ideali per Gravel tecnico e Bike Packing, al classico cerchio 700C (diametro interno di 62,2 cm, esterno, cioè mozzo-tubeless 700 mm circa) e finendo al prossimo cerchio da 32.
La corsa test. Il laboratorio scelto è Unbound Gravel nel formato XL per corridori professionisti: 575 km ininterrotti, senza assistenza tecnica e meccanica, con qualche breve pit stop per cambio borracce, barrette, e pulizia bici. L'altimetria prevede un punto più alto di 484 metri e punto più basso di 317 metri. In pratica si tratta di un anello devastante fatto di polvere, fango, sassi e vento. Niente è paragonabile. Gli altri formati minori sono 200, 100, 50 , 25, juniores. Il link del sito ufficiale CLICCA QUI
Conclusioni. Cara Scott Bike mi fa piacere del "nuovo" test, e chissà se avrai letto il mio post, prima del lancio del nuovo "laboratorio" mobile, ma non c'è da attendere il responso promozionale del test commissionato ai due corridori, le risposte le avevo già date al lettore del Blog, il ciclista Michele, nel post del 4 maggio citato : " ..il cerchio largo 32 per Gravel ha molta inerzia, quindi mantiene più facilmente la velocità, inoltre migliora il comfort, aumenta la stabilità e la gestione delle curve tecniche, agevola il passaggio sui percorsi più impervi, ma diminuisce lo scatto, la prestazione in salita, questo dal punto di vista della prestazione. Ovviamente aumenta il peso sia della bici/forcella, sia delle ruote/tubeless......" Aggiungo che la scelta dipende dalla tipologia Gravel.....il Gravel in pianura o nei sentieri impervi, attraversando torrenti, passando sopra massi e rocce di media e grandi dimensioni, il canale 32, può avere un senso, un utilità concreta...il Race Gravel fatto in salita, dura, su terreni boscosi e foreste pluviali, senza particolari forme rocciose, con pozze d'acqua, e piccoli canali, allora il 32 è una zavorra.....dipende dal gravelista....quello leggero, che rilancia ed accelera sempre, anche no." 😉 CLICCA QUI
Ovviamente il marketing lavora "nelle tenebre" ed anticipa i lanci, generando preventivamente, la libidine dell'acquisto compulsivo; sarà tutto pronto per la produzione di serie del telaio e delle ruote in questione. Come ebbi modo di anticipare tempo fa, nei post pubblicati, con etichette NovaVitaGravel, il mondo Gravel, avrebbe rappresentato il nuovo laboratorio per i marchi/produttori, e così è stato! Anche questo test della Scott Bike lo dimostra e altri marchi proveranno prototipi per le 32 pollici alla Unbound Gravel; tutto e’ in fermento! Infine come preannunciato, la tendenza sarà quella di creare modelli universali, multi impiego, multi strade o come dico io, una bici per tutta le strade, tutte le strade per una bici... è sufficiente guardare il concept della Scott RC Race Gravel 32 pollici per capirlo definitivamente.....cambiateci le ruote/tubeles e potrete pedalarci ovunque. La bici da corsa, che chiamo bici da strada asfaltata, è superata concettualmente, non ha più senso per un ciclista amatoriale (quelli del Bar Pedalatori, urleranno per partito preso o sveniranno pensando al prezzo pagato per il nuovo acquisto). Come sempre mi porto avanti, sommessamente e audacemente. Saluti ciclistici.
venerdì 22 maggio 2026
Pedemonte Altavia si aggiudica la Menzione d'Onore al XXIX Premio Compasso d'Oro ADI. La prima volta per una Gravel Bike made in Italy.
La XXIX edizione del Compasso d'Oro ADI, i cui progetti made in Italy selezionati, erano stati annunciati il 15 aprile scorso, è terminata con un grande successo: la Pedemonte Altavia si aggiudica la Menzione d'Oro al XXIX Premio Compasso d'Oro ADI ed è entrata a far parte di diritto della Collezione Storica Compasso d'Oro ADI, dichiarata nel 2004 dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, di "eccezionale interesse artistico e storico". La Pedemonte Altavia è l'unica Race Gravel Bike, pensata, costruita e verniciata completamente in Italia, ad essersi pregiata di questo prestigioso ed ambito premio! Idea e bellezza italiana performante: "Quando l'idea diventa una macchina che crea l'arte" (Sol Lewitt). Orgoglio genovese. Complimenti alla Pedemonte Bike. Condivido alcuni scatti esclusivi, della Pedemonte Altavia, in mostra a Milano e dell'onorificenza concessa. Consiglio anche la lettura del post della candidatura CLICCA QUI Ho intuito la qualità e l'esclusività della Pedemonte Altavia e sono soddisfatto del premio e continuo a consigliarla a chi vuole il TOP su misura. Per leggere il test CLICCA QUI Saluti ciclistici. |
domenica 10 maggio 2026
TEST OAKLEY META VANGUARD. I ciclisti e le action camera: quali e perché.
Premessa. Comprano action camera costose, ma con scarsa autonomia, e per usarle si imbracano come se fossero bungee jumper e si dovessero lanciare con un elastico dai ponti, oppure le drizzano sui manubri avvitandole a strutture complicate e tozze, alla faccia dell'aerodinamica, e tutto questo per girare, mezz'ora di noiosi, ripetitivi filmati delle solite pedalate, per condividerli via social! Dai ragazzi, siamo sinceri, action video, come questi, sono ovunque, tutti uguali, anonimi, danno assuefazione, a chi glie ne importa più! Ma non voglio parlare di questo, "O purpo se coce dint'all'acqua soja", voglio spiegarvi una cosa importante.
Il problema. Come difendersi in caso di incidenti stradali e di aggressioni da parte degli automobilisti? Ai ciclisti servono prove documentali per il processo penale e civile. La soluzione. Scegliete action camera che possano riprendere il vostro giro, MA TUTTO IL GIRO, senza problemi di autonomia, dotati di una camera discreta, elegante, persino nascosta e se possibile che non aggiunga peso, ed ingombro alla bici o finisca appiccicata addosso, ci vuole classe ed eleganza, siamo ciclisti e non videomaker o registi, dobbiamo pedalare ed allenarci, non dobbiamo vincere l'Oscar del regista della domenica.
Dunque ecco il test dell'occhiale Oakley Meta Vanguard, leggero, con lenti Prizm e camera integrata, dotata di potente autonomia: dopo 8 ore di filmato, foto, e tre chiacchierate al telefono è stata consumato solo il 30% della carica, e tutto questo, senza mai togliere le mani dal manubrio, utilizzando solo il comando vocale! Autonomia massima 36 ore. E in più, ovviamente, essendo un occhiale, protegge gli occhi dal sole e dagli insetti, con lenti resistenti e capaci di una discreta resa visiva. Condivido un breve filmato dimostrativo, girato lungo la discesa dai monti Lessini, si sente anche il gracchiare della telefonata. Ovviamente la resa delle immagini è inferiore a quella di una GoPro o Insta360, tanto per fare un paragone, ma a sua volta, gli Oakley Meta Vanguard hanno un autonomia superiore a questi prodotti, che puntano solo a fare video di qualità, e a non "testimoniare" il giro del ciclista. Insomma quando le GoPro e le Insta360 si scaricano, gli Oakley Meta Vanguard continuano a catturare immagini, foto e a telefonare! Per un ciclista è quello che conta; per un videomaker non è sufficiente: a voi la scelta. La qualità delle immagini-foto in 12 MP e video in 3K, è più che discreta e il video pubblicato risente un po’ della compressione dei media. Ovviamente gli Oakley hanno un altro vantaggio, quello che non devono essere installati sul manubrio o casco o "indossati" sulla maglia. L'unico "problema" forse è il prezzo di mercato 499 euro (in linea con la concorrenza), ma ne vale la pena, trattandosi di un dispositivo "salva ciclisti", indispensabile nell'attuale società violenta che odia il prossimo, soprattutto sulle strade asfaltate. Sono disponibili anche altri occhiali ad un prezzo inferiore, come Ray -Ban Wayfarer Meta con foto da 12 MP e video HD, autonomia massima di 36 ore, a 269,25 euro. Ma esistono action camera classiche, meno performanti, con una resa video inferiore, in formato 1080, con ottima autonomia, ad un prezzo molto competitivo, da installare anche sul casco o indossare con una calamita. Bastano ed avanzano per tutelarvi. Siate ciclisti e non pedalatori. Siate ciclisti furbi e prudenti. Saluti ciclistici.
lunedì 4 maggio 2026
Tubeless Gravel non inferiori a 50 mm: consiglio.
Ciclisti e pedalatori gravellisti....ALT ! Fermi, prima che il verbo del marketing, vi confonda (anche questa volta) e vi induca in tentazioni, convincendovi che utilizzando tubeless non inferiori a 50 mm, diventerete più veloci della luce, invisibili anche al luminol, potenti più della luce solare, più affascinanti ed irresistibili.....guardate questi due shorts....ascoltate quello che ho da dirvi e consigliarvi.....prima che mettiate mano al portafoglio.....dopo di che....fate voi! Saluti ciclistici.
venerdì 1 maggio 2026
Attenti al CARBOIDRATO "massiccio e selvaggio" assunto scimiottando i prof.
martedì 21 aprile 2026
Ciclismo adatto al tempo attuale nella Riserva Regionale Tevere Farfa.
Cos'è il ciclismo adatto al tempo attuale ? Pedalare ovunque, in qualsiasi luogo, con un unica bici, come la Pedemonte Altavia, senza perdere velocità, perché realizzata su misura, con geometrie ed assetto simili alla bici da corsa (alias bici da strada asfaltata), come spiegato nel test (per leggerlo CLICCA QUI).Voi ci riuscite con la vostra bici? 🤨 Oggi l'ho praticato nella Riserva Regionale Tevere Farfa, lungo tracciati in ghiaia e in erba, attraversando la zona di protezione integrale, l'altana degli isolotti, la foce del fiume Farfa, il bosco allagato e il Capanno della Palude, quest'ultimo raggiungibile solo a piedi, percorrendo i pochi metri, del sentiero della Fornace, lungo le traversine di legno, approfittandone per distendere la muscolatura stressata dallo sterrato/terra; pedalare Gravel è più impegnativo per abilità e sforzo fisico, rispetto al ciclismo praticato con la bici da corsa, alias bici da strada asfaltata, oramai non più adeguato ai tempi moderni, a causa dell'alta densità del traffico e dell'inquinamento. Nella riserva è possibile salire (a piedi) sulla torretta ed entrare nei diversi capanni birdwatching per osservare le zone frequentate dagli aironi, cormorani, svassi, anatre e rapaci, come il falco pescatore e il nibbio bruno, pesci, anfibi, rettili e cinghiali (è stato emozionante pedalarci accanto, per un breve tratto) e caprioli. La zona umida si sviluppa attorno al tratto del fiume Tevere, alla confluenza, lungo il corso del torrente Farfa e al Lago di Nazzano di origine artificiale. Intorno alla riserva ci sono borghi e per l'occasione sono salito a Montopoli di Sabina, arroccata sulla collina, ma pedalando sulla strada asfaltata, abbastanza trafficata. Consiglio la consultazione del sito della Riserva CLICCA QUI . La Natura è la bellezza del Gravel.
Lo stato delle cose. La città degli uomini, un tempo, era uno spazio recintato nel mondo naturale, oggi, ha preso il posto della natura, ridotta a spazio recintato nel mondo artificiale della città. L'uomo ha oltrepassato ogni misura nel dominare la Natura: acqua e aria contaminati, vegetazione minacciata dalla desertificazione, la fauna in molte sue specie verso la via dell'estinzione, nonostante che l'uomo abbia nell'ambiente naturale la condizione imprescindibile della sua esistenza. E tutto questo è diventato la nostra nemesi; ci avvelena e ci fa ammalare nel corpo e nella mente. Noi siamo natura, siamo la natura, quindi i parchi naturali e le riserve naturali diventano un atto di civiltà, di speranza, di coraggio, di cultura e soprattutto di resistenza contro la degradazione degli esseri viventi e della Terra; sono il rifugio, anche per ciclisti e pedalatori. Tutti gli esseri viventi sono connessi tra di loro; ognuno è indispensabile all'altro. Tutti gli esseri viventi formano il sistema Vita. Gli umani non potrebbero vivere senza gli altri esseri viventi. Non ci vuole un premio Nobel per capirlo.
Se volete sentire una carezza sul cuore, un soffio di vento far vibrare l'anima, allora visitate, con rispetto ed intelligenza, i Parchi naturali e le Riserve naturali, ne scoprirete la bellezza e l'importanza; fateli diventare parte della vostra vita, perché in fondo sono la nostra vita. I parchi naturali e le riserve naturali sono un atto di amore verso l'uomo e la Terra. Ringrazio i Guardiaparco e i Carabinieri Forestali e tutto il personale amministrativo per il prezioso ed insostituibile lavoro per la tutela e la conservazione della Natura, la nostra casa, con un lavoro impegnativo e altamente professionale, fatto di passione, competenza, rischio e amore per la Natura.
Un ringraziamento alla @regionelazio.official per averci donato la rete @parchilazio, uno scrigno magnifico e di straordinaria bellezza; tesoro da custodire e proteggere anche per le future generazioni; la speranza nel domani. Com’è noto ho pedalato sulle Alpi e gli Appennini passando per l’Etna, ma ogni volta che pedalo nei @parchilazio, mi emoziono ancora e mi sento protetto. E a proposito delle vacanze nella quiete ne avevo già parlato QUI Consiglio di pedalare nei parchi e nelle riserve italiane ed in particolare nel Lazio. Saluti ciclistici.
domenica 12 aprile 2026
La divisa del ciclista.
Quando indosso la DIVISA, mi EMOZIONO; non è solo la MAGLIA, è la STORIA, fatta di sport ed amicizia. Questa DIVISA, per me, è una seconda pelle. Saluti ciclistici.
mercoledì 1 aprile 2026
Le "riserve per ciclisti". #freecar #freesmog #nocarbrain
La logica troglodita e antropocentrica di chi considera la Terra solo "sua", è anche quella di chi pensa che le strade pubbliche siano solo “sue", e considera animali selvatici e ciclisti, come "diversi" e “bestiacce”! Guardate questo cortometraggio (fino alla fine) e leggete questo studio scientifico che spiega perché odiano i ciclisti CLICCA QUI . Un esempio: gli spari su 6 ciclisti della SC PADOVANI POLO CHERRY BANK rimasti illesi, ma fortemente spaventati, accaduto nel dicembre 2025 sulla strada SS12 in Val d'Adige nei pressi di Dolcè (Verona), ad opera di un automobilista di 25 anni, il quale, secondo quanto riferito alle Forze dell'Ordine, avrebbe agito per insofferenza e odio verso i ciclisti! In pratica i ciclisti sono stati considerati alla stregua di animali selvatici da cacciare con arma ! Saluti ciclistici.
















