mercoledì 27 agosto 2025
Vacanze o cambiamenti (cambia-menti)?
venerdì 18 luglio 2025
E tu sai come e da chi viene costruito il tuo telaio in carbonio ? 🤨
Come fate a dire che avete acquistato un telaio di qualità se non sapete come e chi lo ha costruito !! Vi hanno ipnotizzati con il marketing? Vi basta pagare prezzi alti?! Bisogna conoscere quello che si sceglie. Per questo, da tempo, cerco di acculturare gli appassionati, spiegando la complessità del mondo della bici, spiegando per esempio come vengono eseguiti telai di qualità elevata fatti in Italia su misura dagli artigiani della Pedemonte Bike. Nel reel vi spiego insieme all’artigiano italiano della @pedemonte_bike alcuni aspetti fondamentali della costruzione, come la direzione delle fibre di carbonio e la cottura in autoclave a temperature più elevate con il brevetto IWS by @pedemonte_bike . La temperatura di cottura in autoclave e’ più elevata per ottenere una migliore coesione della fibra, e quindi per renderlo più compatto del telaio monoscocca. CLICCA QUI per la visita alla Pedemonte Bike. CLICCA QUI per sapere perché le bici da corsa costano tanto. Ciclismo reale, no marketing. Saluti ciclistici.
venerdì 4 luglio 2025
Gli effetti del cambiamento climatico sui ciclisti e pedalatori.
In estrema sintesi: ad ogni grado in più, lo sforzo sarà maggiore per l'organismo ed in particolare per il cuore, come ci dice la scienza. Il cambiamento climatico non risparmia nemmeno i ciclisti e i pedalatori, l'asfalto aumenta la temperatura, quindi il Gravel è la soluzione ottimale, l'evoluzione della bici da corsa, oltre la bici da corsa. Dovremmo imparare a conviverci e a limitare gli effetti delle nostre azioni quotidiane sull'innalzamento della temperatura globale. Nessuno è esonerato, nemmeno quelli che avendone paura o per interessi economici, negano la realtà. La Terra è afflitta dalla febbre causata dal culto del profitto e dall'odio antropocentrico verso la Natura, di cui siamo parte. Anche quassù fa troppo caldo. Intanto continuano gli allarmanti risultati degli studi scientifici sui danni da smog CLICCA QUI . Qui solo ciclismo reale. Qui non si nega la realtà per paura o ignoranza. Saluti ciclistici.
martedì 1 luglio 2025
sabato 14 giugno 2025
mercoledì 11 giugno 2025
I consigli del Blog: il fondello non è per sempre !
domenica 27 aprile 2025
Le bici 🚲 passano, il ciclista resta !
domenica 30 marzo 2025
COME POSIZIONO LE TACCHETTE DELLE SCARPE #ciclistaevoluto
A titolo esemplificativo: la taglia delle mie scarpe SIDI DEFENDER 43 -35 x4 + 63 = 95 cm che misura la distanza punta scarpa (riferimento la suola e non la scarpa intera ) fino all'asse pedale passante per il centro delle due viti di fissaggio della tacchetta.Saluti ciclistici.
domenica 19 gennaio 2025
Pedalare nello smog riduce i tempi e fa male alla salute !
Dobbiamo dirci la verità oppure fare finta di nulla ed illuderci ?! In questo studio CLICCA QUI , sono stati analizzati i tempi di arrivo di circa 1,5 milioni di uomini e di un milione circa di podisti donne, che avevano partecipato a diverse maratone americane tra gli anni 2003 e 2019, messi in correlazione con i livelli di inquinanti. In questo modo i ricercatori hanno osservato come, all’aumentare dell’inquinamento, i tempi di arrivo erano generalmente più lunghi per gli atleti. L'aumento dei tempi consta in media 32 secondi in più per gli uomini e 25 secondi in più per le donne all’aumentare di solo 1 µg/m3 nei livelli di particolato PM2.5. Secondo i ricercatori della Brown University School of Public Health di Providence, a inficiare le performance sarebbero una serie di possibili effetti a livello cardio respiratorio indotti dal particolato, dall’aumento della pressione alla ridotta funzionalità polmonare. “Sebbene siano necessarie ulteriori ricerche per caratterizzare l'eterogeneità degli effetti nell'intero spettro delle prestazioni - concludono gli autori - questi risultati mostrano l'impatto del PM2.5 sulle performance in maratona e l'importanza di considerare i dati di più competizioni quando si stimano gli effetti del PM2.5”. I tempi di percorrenza di una stessa maratona, per un podista, corsa in condizioni di inquinamento molto diverse, potrebbero differire di diversi minuti. Ovviamente lo studio è applicabile anche per chi pratica il ciclismo su strada. Il paradosso: pagare 15 mila euro per una bici da corsa cercando di accorciare i tempi della prestazione, in termini di secondi, e pedalarci in ambienti inquinati, che di fatto limitano oggettivamente, i tempi di percorrenza! Lo smog e’ la causa principale di morte al mondo : solo nel 2015 ha ucciso 9 milioni di persone (rapporto della Lancet Commission on Pollution and Health,New York, ottobre 2017). L’inquinamento atmosferico è causa di 9 mila morti l’anno per infarto, 12 mila per ictus e 7 mila per crisi respiratorie” (Società Italiana di Medicina Ambientale - Sima). Lo smog e’ dannoso anche per la salute mentale come evidenziato dalla psichiatria Clicca Qui .E così, la tutela dell'ambiente è diventata inevitabilmente anche la tutela dell'uomo perché Noi siamo Natura, Noi siamo la Natura . Saluti ciclistici.
sabato 2 novembre 2024
Salvate il ciclista italiano.
Ritorno sul tema. Nel bosco incontro altri esseri viventi, come gli animali e le piante, mi rispettano, cosa che non accade nelle città, appartenendo alla categoria dei ciclisti, "diversamente mobile". Purtroppo non siamo corridori prof in una gara di ciclismo su strada, scortati dalla polizia e dalle ammiraglie ! Oggi praticare ciclismo è più pericoloso, nonostante il recente obbligo di non sorpassare il ciclista ad una distanza non inferiore a 1,5 metri o senza un adeguato distanziamento laterale. La violenza è dominante nella società attuale; è la realtà che piaccia o no. Ogni pretesto diventa il motivo per scatenare la rabbia e l'invidia dei frustrati, in crescita dal 2020. E allora ? Munitevi di telecamera per recuperare immagini utili e rimanete il meno possibile nel traffico, scegliendo percorsi alternativi e meno trafficati, in modo da limitare il rischio. Ma v'è di più. Pedalare nello smog è scientificamente deleterio. Sul punto vi rimando a quanto scritto in questo post CLICCA QUI . Quindi per un ciclista amatoriale italiano, il punto è diventato, quale strade scegliere, quale ciclismo praticare. Il ciclista e il pedalatore necessitano di trade secondarie o tranquille. Sulle altre strade non c'è posto per tutti gli utenti della strada; siamo troppi e le strade sono diventate strette. Questa foto stampigliata sui camion della Emme Esse Trasporti è importante. L’iniziativa della ditta italiana e’ lodevole e si pone nel solco di chi da tempo cerca di sensibilizzare gli utenti della strada! Agli automobilisti che guidano per telefonare o chattare, guardando lo smartphone e/o telefonando, a quelli che si mettono al volante ubriachi e/o drogati, a quelli che pensano di essere "padroni" della strada, a quelli che se ne fregano dei limiti di velocità, ricordo che l’assicurazione copre il risarcimento dei danni entro il massimale, ma non solleva dalla responsabilità penale. Saluti ciclistici
mercoledì 2 ottobre 2024
Perché la bici da corsa costa tanto ?
Se lo chiedono migliaia di ciclisti e pedalatori. In verità le risposte sono spesso inesatte, parziali, reticenti. Il materiale del telaio in carbonio costa qualche centinaio di euro e consente di realizzare un prodotto leggero e resistente. Ovviamente la qualità dipende dalla tipologia del carbonio e dalla modalità di lavorazione, ma ad oggi è stato un ottimo affare per il settore, consentendo margini di guadagno top.
Cercherò di fare chiarezza, riprendendo i miei studi universitari, anche in economia.
Excursus. Nel 1902 il costo di una Bianchi variava dalle 290 lire per il modello economico, alle 600 lire della versione "lusso extra viaggio". Prezzi alti, già allora, se si considera che la paga giornaliera di un operaio dell'epoca, era di 2 lire e 1/2 ! I produttori stranieri offrivano al mercato italiano, prezzi più accessibili. Per esempio, l'inglese High Life, presentata con la pubblicità " La migliore bicicletta al mondo", come lo spot utilizzato oggi da un brand statunitense! Le bici High Life venivano vendute, in Italia, attraverso un distributore milanese, con un offerta di 9 modelli a prezzi variabili, da 175 lire alle 450 lire e possibilità di pagamenti rateali. La bici era il principale ed ambito mezzo di trasporto, lo status symbol. Poi la mente umana obnubilata passò dalla velocità silente e sudata, alla velocità inquinante e rumorosa ed incominciarono problemi nascosti nello sviluppo a danno del progresso. Ma questa è un altra storia.
Come viene determinato il prezzo ? Il metodo più conosciuto è quello fissato in base al costo di produzione aumentato da un certo margine di profitto. I costi della produzione della bici da corsa, sono diminuiti dalle economie di scala, cioè più bici prodotte, meno costi di produzione, più profitto, ad un dato prezzo. L'economia di scala assorbe anche i costi di investimento e di sviluppo. In buona sostanza i costi diminuiscono con l'aumentare della produzione, fino a raggiungere il pieno regime, dopo le cose cambiano. Ma questo metodo fornisce una risposta parziale.
Le bici da corsa sono beni di lusso (sic !). I beni di lusso sono beni superflui, cioè rappresentano generalmente una spesa eccessiva rispetto alle proprie possibilità economiche; sono oggetto di ammirazione e desiderio, generati dalla pubblicità e dalle aspettative personali. Maggiore è la sua inaccessibilità, maggiore sarà il desiderio. Il prezzo è la misura del desiderio da realizzare. In buona sostanza, tale smodata ed impulsiva concupiscenza, indotta ed accresciuta dal marketing (per esempio con le corse trasmesse alla Tv e con la pubblicità pagata ai campioni ) consentono al mercato, il "lusso" di potere fissare il prezzo, per la platea dei consumatori "sognanti".
In tale prospettiva, la teoria del bene VEBLEN, appare quella più adatta per spiegare il prezzo della bici da corsa. Secondo l'effetto Veblen la domanda di un bene aumenta all'aumentare del prezzo, dato che il potenziale acquirente ritiene che un prezzo elevato, sia indice di una migliore qualità. Una decrescita del loro prezzo non li farebbe percepire come beni di lusso e farebbe decrescere il desiderio di acquistarli. Quindi il metodo più corretto è senz'altro quello del prezzo basato sul valore percepito dal consumatore per i beni di lusso e quelli con una domanda elastica.
Dunque la domanda del bene aumenta contemporaneamente all'incremento del prezzo dei beni di lusso per cui viene percepita l'esclusività. Il processo decisionale del consumatore è completamente impulsivo o compulsivo. Ovviamente l'aumento del prezzo non sarà infinito, e sarà possibile fino a quando, il prodotto risponderà alle aspettative del consumatore, anzi "all'illusione" del consumatore, alla sua passione, alla fiducia che egli ripone nel mercato/prodotto. Ma l'intensità del bisogno di un bene, varia a mano a mano che l'uso, ne determina il progressivo appagamento e su questo si fonda il processo di valutazione dell'utilità di un bene; è la legge di utilità marginale decrescente dei beni di lusso; se un consumatore ha già acquistato una bici da corsa, è meno probabile che sia disposto a pagare un prezzo elevato per un altra bici da corsa top di gamma. Ecco perché il mercato della bici da corsa ogni tanto rallenta.
Ogni volta che il vostro campione vincerà, lui diventerà più ricco e voi più poveri perché dovrete pagare un prezzo sempre più alto, per avere una bici da corsa uguale ! Non solo. Ogni volta che ci sarà la nuova edizione del Giro, del Tour, del Campionato del mondo, delle Olimpiadi e di una corsa organizzata dall'UCI, voi pagherete un prezzo maggiore per la bici da corsa; un parte del prezzo, pro quota, servirà per la spesa sostenuta dai marchi per sponsorizzare team e l'organizzazione. Niente è gratis anche se non pagate il biglietto.
Il prezzo della bici da corsa, lo decide il marketing, generando il desiderio all'acquisto e aumentando le aspettative del consumatore, proiettandone i sogni, per esempio, sulla bici del vincitore del Giro, o del Tour o della Vuelta, o del Campionato del mondo o delle Olimpiadi. E così, il mercato continuerà a ritoccare i prezzi, tendenzialmente al rialzo, facendo leva sulla strategia della pubblicità e il consumatore sarà disposto a pagare un prezzo sempre più alto, pur di averla e sentirsi appagato, almeno fino all'avvento del nuovo modello. Le scelte del consumatore, indotte dal marketing, determinano il prezzo.
Se c'è gente che per sentirsi appagata deve acquistare lo strumento professionale del campione, allora penso che il problema non sia il mercato, anzi, il mercato sfrutterebbe tale condizione mentale. Comunque l'incidenza del marketing sulla capacità decisionale ad acquistare beni di lusso, come la bici da corsa, è indiscutibile.
Dunque è il desiderio ad essere fecondato-generato dal marketing, in modo tale che i sogni del consumatore partoriscano- motivino l'acquisto compulsivo. E' un "gioco mentale".
A proposito dei costi di produzione. Il compianto Dario Pegoretti, partecipò come docente sia al workshop "Tornemo indrio" (Torneremo indietro, traduzione dal dialetto veneto), tenutosi dal 10 al 13 maggio 2012 a Verona, sia al workshop "Fatto con le mani" organizzato dall'Università degli Studi di San Marino dall'08 al 13 luglio 2013, laboratori per insegnare agli studenti e ai partecipanti, la tecnica tradizionale italiana per costruire telai per biciclette, con pochi e semplici strumenti, come il cannello, una saldatrice, la lima, la morsa e i tubi di acciaio (forniti dalla Columbus). L'intento era quello di dimostrare come fosse possibile realizzare o eseguire (c'è una bella differenza !), un telaio in acciaio, con le vecchie tecniche, reinterpretando l'arte di arrangiarsi tipica del passato italiano, senza limitare la qualità. I partecipanti hanno costruito telai sotto la supervisione del maestro Dario Pegoretti. Interpreto questi eventi come uno straordinario monito: la bici è una macchina semplice e il ciclista è un operatore culturale, portatore di una cultura diversa, se non opposta a quella dominante, per citare il compianto Gianni Mura. Riflettiamo su Arte di arrangiarsi e cultura. Ma torniamo ai giorni nostri per i quali è necessario trovare e segnalare nuovi Maestri, come Sergio Pedemonte, maestro del carbonio. In Italia abbiamo avuto e continuiamo ad avere straordinari telaisti, forse i migliori, sono il vero Made in Italy, amato nel mondo, eppure pletore di pedalatori italiani, acquistano telai stampati all'estero! Penso che non conoscano la storia del ciclismo e della bici italiana e siano esterofili.
All'andamento generale e convulso del settore della bici da corsa, si contrappone, l'attuale crescita costante della gravel, la quale ad un prezzo in media inferiore ( 9-16 mila di una bici da corsa di alta gamma, 4-8 mila di una bici gravel di alta gamma), consente di avere un mezzo performante, versatile, confortevole, esclusivo e quindi più venduto. E non è solo una questione di prezzo, ma di stile di vita e di vita ciclistica. L'altro settore in crescita, è quello della E-Bike, motivata principalmente dalla "pigrizia, dallo "scarso allenamento", dal desiderio della gita domenicale dello stacanovista ovvero "maniaco" del lavoro, mercato sostenuto dalla domanda dei consumatori che hanno iniziato a praticare l'attività sportiva, in tarda età, o che la utilizzano come mezzo di trasporto, ma senza costi dell'assicurazione, del bollo, del carburante, scelta comunque fatta da chi sia disposto a pagare, pur di fare meno fatica.
Concludo. La saggezza ricorda: " Non è più ricco colui che possiede di più, ma colui che necessita di meno". In un altro post scrissi: " quando un ciclista con una vecchia bici, incontra in salita, un pedalatore con una bici di terza generazione, il pedalatore di terza generazione è un uomo sverniciato, è un uomo superato." Dunque per essere ciclista, contano le gambe e una mente libera. Essere ciclisti non dipende dalla bici, ma dalla scelta di fare la vita ( dura) da ciclisti. "Le bici passano, il ciclista rimane", lo dico spesso. Oggi sarete contenti del vostro acquisto, domani non lo sarete più e avvertirete il desiderio, spesso irrefrenabile, di acquistarne un altra. E su questo atteggiamento mentale, lavora incessantemente il marketing. Il mio consiglio è quSpero di essere stato esaustivo e chiaro. Saluti ciclistici.
venerdì 20 settembre 2024
Ciclisti e smog; è una questione di salute ! #greendeal
Mi sono stancato ed annoiato, di ascoltare e vedere "recitare" i governanti, alcuni politici, alcuni industriali, i chiacchieroni da bar, i qualunquisti, gli invidiosi (che non possono permettersi le auto elettriche), gli Odiatori sociali, i no Green cioè quelli che se ne fregano della salute degli altri e della Natura, che dicono No a prescindere o per convenienza, i personaggi in cerca d'autore, i confusi, gli indifferenti, quelli in cerca di notorietà, quelli che hanno paura della realtà ed inventano bugie e le favole. Ma non è più tempo di favole, ma di grandi decisioni, è quelle le possono prendere gli adulti.
Quindi ho deciso di fare questo short, per spiegare, in modo semplice, senza effetti speciali, senza ideologia, senza cultura identitaria, senza tessera politica, da cittadino praticante ed utente della strada, come stanno le cose, realmente. Mi dispiace per quelli citati, ma il mio pensiero è libero. Il Pianeta Terra ha bisogno di levarsi dalla "ruota", tutto questo predetto, obsoleto grigiore ideologico. Si muore e ci si ammala di smog, informatevi dai medici e non dal capo partito o dal capo bar, studiate e maturate. Siate intelligentemente liberi. Non e’ più tempo per essere indifferenti! E’ tempo di cambiamenti ; di CAMBIA-MENTI 😉. Saluti ciclistici.
sabato 14 settembre 2024
Quando un ciclista con una vecchia bici, incontra in salita, un pedalatore con una bici da corsa di terza generazione.....
giovedì 5 settembre 2024
Consigli: larghezza del manubrio.
Facciamo chiarezza in questa valle di pedalatori confusi dalle corse trasmesse alla TV ! Non imitate quello che vedete fare agli altri, in modo errato, anche se famosi; ognuno fa quello che vuole, ma non è detto che sia corretto, e soprattutto adatto a tutti. Nello short vi spiego come scegliere il manubrio nella misura corretta. Tutta passa, tranne la verità. Siate ciclisti e non pedalatori. Saluti ciclistici.
giovedì 29 agosto 2024
Il nastro del manubrio va cambiato; non è per sempre ! #nienteèpersempre
Il sudore è corrosivo, persino "acidamente corrosivo" ! Permea attraverso il nastro del manubrio e i copri supporto dei comandi. Consiglio. Pulite la bicicletta dopo ogni uscita. Cambiate il nastro, regolarmente, soprattutto dopo l'estate, quando, come è noto, si suda di più. Non scegliete quello lucido e quello leggero; il nastro deve assorbire il sudore e le vibrazioni. Scegliete quello in gel o quello con spessore minimo oer sentire appieno la presa, come per esempio quello fatto in Polygrip, per avere comfort, resistenza ed una presa grippante, cioè ferma e sicura, che non scivola, anche senza guanti (scelta sconsigliata), in tutte le condizioni meteo, soprattuto in caso di pioggia. Indossate guanti-guantini, per assorbire il sudore ed evitare scivolamenti; sceglieteli, possibilmente con inserto in gel, per proteggere il nervo mediano. Ispezionate o fate ispezionare il manubrio e la bicicletta, soprattutto quando fate i rulli. Quando il nastro è rovinato, inizia a staccarsi o è in cattivo stato, bisogna sostituirlo. Saluti ciclistici.
domenica 14 luglio 2024
Ciclismo condominiale.
Definisco ciclismo condominiale, quello praticato all'interno di gruppi composti da tanti ( troppi) ciclisti e pedalatori; gruppi formati da persone che non riescono a pedalare diversamente ovvero “diversamente ciclisti”. Tutti noi abbiamo pedalato in queste grandi “condomini a pedali” e ne abbiamo compreso i limiti e le problematiche: incidenti tra ciclisti, liti per tenere la ruota, liti per la scelta del percorso, violazioni del codice della strada a go go, sputazze e saliva, in stile fuochi d'artificio, chiacchierate in stile lettino dello psichiatra, volata all'ultimo chilometro con urla e cadute, liti con gli automobilisti, buche non segnalate, sassi schizzati sulla bici, foratura solitaria (nessuno si ferma ad aspettarti), maggiore accumulo di stress, lite al bar per l'ultimo cornetto, conti personali pseudo sportivi regolati con "sverniciate" e rancori, eccetera. In questo video si riproducono alcuni rischi del ciclismo condominiale, tra cui, l'incidente di gruppo causato dalla distrazione di un pedalatore che tampona, "tocca", la ruota del compagno che lo precede. Ne consiglio la visione. Si può "guarire" dal ciclismo condominiale, ed uscire dal gregge. Il ciclismo a differenza del padel e degli sport di gruppo, può essere praticato anche da soli (ci si allena meglio, a patto che si sappia farlo) o con poche persone, quelle giuste “per cilindrata-watt e stile”, "meno siamo, meglio stiamo". Ovviamente il ciclismo è un equilibrio sulla follia e due ruote sono poche per rimanere sempre in equilibrio. Il ciclismo è sport pericoloso, sempre, soprattutto sulle strade asfaltate, campi di battaglia, frequentati da automobilisti invidiosi e violenti, in cerca di un modo per sfogare la propria frustazione sul ciclista e sull’acceleratore, da drogati, ubriachi e smartphone-dipendenti che usano l'auto come cabina telefonica, infischiandosene di tutti e di tutto. Attenzione. Il ciclismo con bici da corsa è praticabile solo su strade asfaltate, aperte al traffico, senza scorta tecnica, per gli amatori; non è adatta al gravel. Ma v'è di più. Troppe persone pensano che sia sufficiente acquistare l’ultimo modello di bici da corsa per diventare, di per se, ciclisti ! No e’ tutto sbagliato 😑! Ma soprattutto e’ pericoloso !⚠️ Essere ciclisti e’ uno stile di vita ! Essere ciclisti significa considerare la bici parte di sé e non un mezzo, con cui, pensare di dimostrare, quello che non si è, cioè un ciclista ! La bici si inizia a portarla da bambino ! A tarda età, anche certe pratiche sportive impegnative, di solito, non riusciranno bene ! Ma soprattutto, cari pedalatori non mettetevi il numero dietro la schiena, o di lato, visto che certi non hanno ancora imparato ad attaccarlo! Finireste per farvi male e/o fare del male agli altri ! Certe cose non si improvvisano ! Saluti ciclistici.
sabato 1 giugno 2024
Perché non pedalo più sulle Alpi e le Dolomiti diventate “alla moda".
Non pedalo più sulle Alpi e le Dolomiti diventate “alla moda” perché non riesco più ad ascoltare i suoni e sentire gli odori dell'alta montagna. Dalle 8 alle 18, i passi alpini e dolomitici, in voga, diventano una cacofonia di suoni invadenti, perforanti, disturbanti ed inquinanti. L'aria della montagna assaltata dai turisti urlanti e festanti, diventa inquinata, “cittadina”. La puzza di smog scaccia l'aria fresca e frizzante, piena di odori silvestri della montagna. Figure monotone, brutte, distorsive, chiamate, auto, moto, van, suv, jeep, camper, status symbol del venerabile consumismo, condotte dai suoi adpeti, appartenenti alla “generazione confusamente e compulsivamente consumistica”, scarabocchiano il profilo selvaggio del paesaggio montano, diventano lunghe, macabre e disgustose file scure. In alta montagna, quella trendy, anche lì, non c'è più spazio, per i ciclisti, e gli altri, gli "invasori", "te lo fanno capire", non ci lasciano spazio e la occupano brutalmente con mezzi abnormi. Oramai la montagna in voga è diventata troppo stretta per tutti. "Loro", discepoli del consumismo, "operai" ignari del turismo "marketizzato", sono arrivati anche lì, dopo avere invaso, deturpato, ed inquinato il mare, rendendolo un "centro commerciale". La massa "non perdona", omologa, imbruttisce. E si sa, in vacanza, "meno siamo, meglio stiamo".
Tempo fa riuscivo ad ascoltare, il suono delle montagne, erroneamente chiamato silenzio, invece di quiete, fatto del sibilo del vento, dei canti e richiami degli uccelli, dei fischi di allarme delle marmotte, del sibilo del camoscio e del lontano risuonare dei campanacci delle vacche al pascolo; respiravo aria fresca, leggera e pungente. Oggi non posso più farlo e allora lassù non ci vado più.
L'overtourism ovvero il turismo di massa invadente e frenetico, contamina ed invade anche l'alta montagna, fragile e complessa, con la compiacenza degli operatori turistici e delle amministrazioni locali. Un invasione che cresce ogni anno, quella dei turisti consumisti, ignari veicoli pubblicitari, che stimolano un sistema perverso; e la biodiversità e la quiete montana ?
L'uomo tende ad antropomorfizzare tutto, persino cani e gatti domestici, spesso, fatti sterilizzare dai padroni e l'overtourism ne rappresenta l'ultima manifestazione demenziale e devastante, che sterilizza persino l'alta montagna "alla moda", oramai incapace di riprodurre emozioni e suggestioni autentiche, selvagge. Adesso, "se apri un rubinetto escono" turisti; "li vedi galleggiare" nelle acque ferme degli abbeveratoi, lungo i pascoli alpini ! La montagna non va trasformata e sfruttata, ma rispettata ed amata, per quello che è, e non per quello che può fare guadagnare, altrimenti la perdi e finisce tutto ! La montagna e’ fragile, va tutelata ! I sindaci devono dire no al turismo di massa, se vogliono preservare il territorio; è loro istituzionale compito, quello di proteggerlo e di mantenerne l'equilibrio. Un esempio. Ho visto così tanti veicoli e persone sul Sella Ronda, ed in particolare sul Pordoi, che mi sembrava di pedalare “a piazzale Clodio, a Roma, nei giorni feriali” ! Non è normale ! E' odiosamente antropomorfizzato ! Non è accettabile, respirare smog, mentre pedali sulle Alpi o le Dolomiti; è irragionevole spendere sempre di più, per pedalare nel traffico e soggiornare in luoghi fragili, stipati di persone e cose. Chiudano, per sempre, le strade alpine, almeno ai veicoli a motore termico ! I turisti possono arrivarci con altri mezzi ( esempio FS Treni Turistici Italiani). Non è possibile, sentirsi inseguito e dribblato, dagli automobilisti, motociclisti e camperisti, anche se pedali sulle strade alpine, a corsia ridotta !
Tutto questo caos urbano, genera un paesaggio deforme, reso uguale da un rumore di fondo a banda larga, che copre tutto, e crea un immagine acustica piatta, che diventa un abitudine acustica, alla quale la maggioranza delle persone non ci fa più caso. Una “sordità” che potrebbe non stupirci in una realtà urbana, ma che diventa nauseante fracasso in contesti naturali. Un paesaggio "contaminato" anche da figure avulse dal contesto, come per esempio, le persone bardate da giacche pesanti e caschi integrali, aliene e rumorose, atipiche, rispetto al profilo naturale e silente della montagna. La montagna non è un pista per sfogare la voglia di velocità, ma un lento ascolto, un paesaggio naturale, che si svela autenticamente, solo a chi sappia ascoltarla e scrutarla con la fatica del pedalare e del passo lento. Slow life. Slow road. Slow travel.
Numerosi studi confermano l'impatto negativo dell'inquinamento acustico ed atmosferico, sulla salute degli esseri umani e degli esseri animali, sulla biodiversità, dalla quale dipende la vita sulla Terra. L'inquinamento causa alle persone, malattie cardiovascolari e respiratorie, perdita dell'udito, disturbi della psiche, tutte patologie in larga diffusione. Investire nella salute, anche mentale, per tagliare i costi delle malattie fisiche e risparmiare la spesa pubblica, significa garantire la salubrità dell'ambiente, anche quello scelto per le vacanze. In buona sostanza, se la mente non sta bene, il corpo non risponde più e in un ambiente inquinato, ci si ammala ed è inutile e deleterio pedalare. Una volta il medico prescriveva le vacanze in montagna per recuperare l'equilibrio psico-fisico; oggi ?
Quindi non ha più senso spendere soldi (sempre di più) e fare tanti chilometri, per ripetere esattamente le stesse condizioni, dalle quali si parte, anzi si “fugge" dalle città: densità di popolazione, rumore e smog ! Vacanza sulle Alpi e le Dolomiti alla moda è diventato un ossimoro. I prezzi degli affitti estivi, sono arrivati alle stelle e tenderanno a salire per effetto del turismo di massa. La crisi climatica ha invece determinato l'aumento del prezzo delle case di montagna, fino al 38%, in dieci anni, con previsioni in rialzo, visto il lento ed inesorabile aumento delle temperature. Il turismo di massa simboleggia la tracotanza del pensiero tossico della crescita economica, in nome dello sviluppo ossessivo, che non è progresso, ma omologa, snaturandole, senza preoccuparsene, le peculiarità locali.
Soluzioni alternative. Per l'Italia. Guardatevi intorno, ma con "occhi diversi" e scoprirete quello che non vedevate, anche senza andare lontano. Ci sono "altre" Alpi, rimaste nascoste alla massa. Ci sono gli Appennini, la montagna chiamata “povera”, in quanto dimenticata dal consumismo, ma andateci prima che il “mostro” arrivi anche lì. Paesaggi essenziali e recupero della quiete e delle tradizioni locali, profili silenziosi e morbidi. Salite dure e percorsi allenanti. Lassù può arrivare ancora l'eco della montagna "antica" e il suono della Natura. E ne abbiamo tutti bisogno perché, come dico sempre, noi siamo parte della Natura, noi siamo Natura ; dunque pedalate, ma in libertà e per quanto possibile in sicurezza . Per l'estero. Tante e migliori. Siate ciclisti e non pedalatori. Uscite dal gregge e seguite la "vostra" strada, ma tenetela segreta, farà parte di voi e la proteggerete dalla massa.
In realtà, se abbiamo questo bisogno continuo di andare in vacanza, a tutti i costi, in ogni senso, è perché avvertiamo un disagio a vivere la quotidianità. Quindi non si tratta di fare le vacanze, ma di fare CAMBIAMENTI nella propria vita. La bicicletta, concilia la riflessione introspettiva, e viaggiando lentamente, ci si può accorgere, di quello che sentiamo dentro e della bellezza dei luoghi. Saluti ciclistici.
mercoledì 8 maggio 2024
L'alimentazione è il primo allenamento. Il ciclista e il cibo. il ciclista è il cibo.
l ciclista si allena anche e soprattutto a tavola. Il ciclista impara a mangiare. Non esiste performance se non si possiede il giusto rapporto peso/watt.
martedì 7 maggio 2024
Come scegliere la bici da corsa e la bici gravel tra marginal gains e taglie.
La prestazione del telaio dipende dalla compatibilità delle misure del telaio con la valutazione antropometrica, cioè se e come sarà possibile adattarsi. Quindi la scelta della bici va fatta dalla taglia disponibile, previa verifica della compatibilità, tra misure antropometriche personali (altezza, lunghezza delle spalle, lunghezza del tronco, lunghezza del braccio, lunghezza dell'avambraccio, altezza cavallo, lunghezza del femore, lunghezza tibia) e misure del telaio (principalmente, reach cioè distanza orizzontale tra l'area della serie sterzo e la proiezione in altezza del movimento centrale, stack cioè la distanza verticale tra la parte superiore della serie sterzo e la proiezione del movimento centrale, lunghezza del tubo verticale, altezza del tubo sterzo, angolo del tubo verticale, angolo e lunghezza della forcella). La valutazione antropometrica è prodromica. Soprattutto nel caso in cui lo scostamento dal normotipo, sarà rilevante e mi riferisco al rapporto femore/tibia, tronco/cavallo, avambraccio/cavallo, braccio/cavallo. Inoltre occorre valutare la mobilità del sistema muscolo/scheletrico, cioè valutare se l'estensione verticale asse pugno chiuso/piano di seduta e capacità estensiva del sistema muscolo/scheletrico, per verificare il dislivello sella/manubrio. Esempio: se siete normotipo e avete una mobilità del sistema muscolo/scheletrico elevata, non ci sono problemi potreste scegliere qualsiasi telaio con misure standard, riuscirete comunque ad adattarvi, pur trattandosi di un adattamento su un telaio standard! Resterà comunque il fatto che per quanto riguarda la scelta del telaio in base alla perfomance, un telaio varrà l'altro, dato che oramai sono tutti allo stesso livello e che tra l'ultima versione e la precedente si tratterà di guadagni marginali (marginal gains).
Se invece lo scostamento delle misure antropometriche personali dal normotipo sarà rilevate, allora la scelta del telaio con misure standard, sarà complicata, finanche impossibile e in tal caso, anche la prestazione della bicicletta ne sarà fortemente influenzata e limitata. Un esempio. Il ciclista o il pedalatore, che avrà l'altezza del cavallo bassa, con scostamento rilevante dal normotipo, il ciclista o il pedalatore, finirà per doversi adattare a telai di taglia piccola (XS) con il rapporto lunghezza tubo orizzontale/ tubo sterzo non proporzionale, come nelle foto e sarà sconsigliato sceglierlo. Di conseguenza, la prestazione del telaio sarà praticamente scarsa e l'estetica del telaio sarà inguardabile ovvero improponibile per usare un eufemismo. Finirete per avere la sella a livello del manubrio o addirittura sarà più bassa del manubrio e/o dovrete aggiungere molti, troppi spessori, sotto il manubrio ! Con lo sloping e le taglie standard small, il tubo sterzo sarà alto e il top tube sarà lungo, ma molto inclinato per ridurre la lunghezza ! Invece, telaio con taglia più piccola, dislivello sella/manubrio eccessivo ( sella troppo alta, manubrio troppo basso) schiena torturata e maneggevolezza limitata. Esempio. Misura manubrio dipende dalla larghezza delle spalle. Una misura più piccola, schiaccia la cassa toracica, comprimendo la respirazione, soprattutto in salita. Scarsa maneggevolezza e stress elevato. Lasciate stare quello che vedete fare ad alcuni corridori, è un altro mondo. Ecco perché vi consiglio, e questo vale per tutti i ciclisti e i pedalatori, di scegliere un telaio su misura sviluppato sulle quote personali antropometriche e watt ( è sufficiente una misurazione periodica della potenza fatta da uno esperto con l'apposito strumento, non serve acquistare il misuratore di potenza, eviterete cosi di odiare la bici, a furia di rispettare le tabelle e stare sempre lì a guardare i dati rilevati in maniera maniacale, non siete dei corridori professionisti, ma appassionati, il vostro obiettivo è divertirsi e tenersi in forma); inoltre conta il rapporto peso/potenza. La prestazione del telaio su misura di alta qualità è di un livello superiore a quella del telaio top di gamma, con misure standard e sarà inevitabilmente ed esteticamente la "vostra immagine riflessa nello specchio". Provare per credere e come potrete leggere nel blog, l'ho fatto e lo consiglio. Saluti ciclistici.
mercoledì 25 ottobre 2023
Perché scoppia la camera d'aria ? #quellocheglialtrinonsanno
La camera d'aria può scoppiare o perdere aria repentinamente, senza foratura; può esserci il caso della camera d'aria difettosa o vecchia o gonfiata troppo, ma la causa principale è la lacerazione causata da errato montaggio, soprattutto quando ci si trova a montarla in fretta e furia, o a farla montare dal volontario di turno, durante l'uscita con il gruppo. Lo scoppio della camera d'aria, durante lunghe discese, con i freni sempre tirati, causato dall'alta temperatura sulla pista frenante in carbonio, non può accadere più, con le piste frenanti in basalto o carbonio di alta qualità delle ruote di ultima generazione. Se con i cerchi stretti, la camera d'aria può finire per essere pizzicata, con i cerchi larghi, invece, la camera d'aria non rimanendo distesa uniformemente lungo la gola del cerchio, forma delle grinze soprattutto all'altezza della valvola e con l'uso si lacera e quindi scoppia/perde aria improvvisamente, soprattutto con le camere d'aria in termo plastica, molto leggere. Il consiglio è quello di evitare che la camera d'aria rimanga intrappolata tra copertoncino e cerchio, altrimenti la camera non potendo raggiungere il suo diametro pieno, manifesta un avvallamento (si vede il copertoncino leggermente abbozzato) e con l'utilizzo, lo sfregamento della camera d'aria tra cerchio e copertoncino, comporta, presto o tardi, una lacerazione. Il paradosso. Se con i cerchi larghi si pensava di risolvere il problema della pizzicatura della camera d'aria che schiacciata tra il bordo del cerchio e il copertoncino, finiva per forarsi quando la si rigonfiava, oggi, pur avendo più spazio, la camera d'aria può rimanere accartocciata ovvero appallottolata e sfregando si strappa/scoppia ! Con il tubolare ciò non accade perché la camera d'aria, parte integrante del pneumatico, in guisa da formare un tutt'uno, viene installata dal produttore; come non accade con il tubeless, al cui interno non c'è la camera d'aria, ma solo aria e liquido sigillante, tenuti "dentro" dalla valvola. Ma siccome niente è perfetto, anche con il tubolare e il tubeless ci sono altri tipi di guasto meccanico e per risolverlo, bisogna imparare a gestirlo sempre, fa parte della vita del ciclista Occorre essere auto sufficienti, come i corridori gravel prof e amatoriali che per regolamento UCI e delle Federazione di appartenenza devono gestire il guasto meccanico, senza l'ammiraglia/servizio corse Shimano, come invece permesso ai corridori prof strada. Approfittate del tempo trascorso nei negozi per dare un occhiata a quello che fa il meccanico scrupoloso 😉 . Saluti ciclistici.
Per evitare pieghe camera inserirla gonfia a 0,8 atm circa all'interno del copertone durante l'installazione