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domenica 21 settembre 2025

Nuovo Ciclismo. Dalle grandi salite del ciclismo alle grandi salite della Natura.

I panorami Gravel sono più belli....indovinate perché!? 

ANCHE  il ciclismo e’ cambiamento. Ho collezionato le grandi salite del ciclismo …uno dei primi a percorrerle e divulgarle.......adesso è tempo delle grandi Salite della Natura, sconosciute, impegnative, paesaggisticamente affascinanti, emozionanti... dove incontro la bellezza autentica della Natura, un dono di Dio per chi crede, un dono della Natura per tutti! Le grandi salite della Natura sono le salite della vita.... perché noi siamo Natura, noi siamo la Natura. Un esempio: abbiamo fatto lo Stelvio tra auto, moto, camper e..... smog, "pedalando in città"...guardando il panorama...ma non pedalando "nel panorama"...nella Natura! Ma la rivoluzione Gravel ci salverà! Lo Stelvio in modalità Gravel è un avventura...emozioni...gambe più forti...."liberazione" e liberare l'istinto ciclistico. Lo stesso dicasi per tutte le altre grandi salite del ciclismo...c'è un modo Gravel per percorrerle!

Salgo in solitaria, imparo nuove tecniche, affronto situazioni complesse...per esempio, corpo a monte, bici a valle....fondo sterrato (la ruota posteriore slitta se vai in fuori sella)....buche e sassi da evitare con la concentrazione... se non sei allenato, la stanchezza ti offusca la mente e commetti errori.....e poi sei finalmente solo ....non c'è nessuno quando arrivo in cima... solo il cielo, il panorama, il silenzio o la quiete...in solitudine è più impegnativo e piacevole pedalare (vento in faccia, auto-ritmo, pedalare senza parlare, eccetera)......devi stare bene anche con te stesso (conosco pedalatori che invitano a casa i compagni per non uscire da soli)...devi parlare con il tuo corpo e devi averlo imparato a fare …devi saperti gestire anche in modalità WILD....orientarti nel bosco....conoscere l'ambiente...e poi ritornando sulle salite asfaltate classiche, mi sembra di andare su, “senza fatica”.... più spinta sul manto stradale, l'asfalto è stabile. E’ il nuovo ciclismo con "la bici da corsa estrema", la Pedemonte Altavia. Ma questa GRAVEL BIKE è molto di più.. ...prossimamente ve ne parlerò. Stay tuned.

Un'esortazione anche nell'interesse delle future generazioni: non lasciamo che ci portino via la Biodiversità...sarebbe la fine dell’umanità! Del resto nessun ciclista vorrebbe pedalare soprattutto in salita, nelle città ridotte oramai a camere a gas, sommerse tra cemento e traffico selvaggio. Saluti ciclistici naturali. 🚵‍♂️🌳. 

sabato 1 giugno 2024

Perché non pedalo più sulle Alpi e le Dolomiti diventate “alla moda".

Non pedalo più sulle Alpi e le Dolomiti diventate “alla moda” perché non riesco più ad ascoltare i suoni e sentire gli odori dell'alta montagna. Dalle 8 alle 18, i passi alpini e dolomitici, in voga, diventano una cacofonia di suoni invadenti, perforanti, disturbanti ed inquinanti. L'aria della montagna assaltata dai turisti urlanti e festanti, diventa inquinata, “cittadina”. La puzza di smog scaccia l'aria fresca e frizzante, piena di odori silvestri della montagna. Figure monotone, brutte, distorsive, chiamate, auto, moto, van, suv, jeep, camper, status symbol del venerabile consumismo, condotte dai suoi adpeti, appartenenti alla “generazione confusamente e compulsivamente consumistica”, scarabocchiano il profilo selvaggio del paesaggio montano, diventano lunghe, macabre e disgustose file scure. In alta montagna, quella trendy, anche lì, non c'è più spazio, per i ciclisti, e gli altri, gli "invasori", "te lo fanno capire", non ci lasciano spazio e la occupano brutalmente con mezzi abnormi. Oramai la montagna in voga è diventata troppo stretta per tutti. "Loro", discepoli del consumismo, "operai" ignari del turismo "marketizzato", sono arrivati anche lì, dopo avere invaso, deturpato, ed inquinato il mare, rendendolo un "centro commerciale". La massa "non perdona", omologa, imbruttisce. E si sa, in vacanza, "meno siamo, meglio stiamo".

Tempo fa riuscivo ad ascoltare, il suono delle montagne, erroneamente chiamato silenzio, invece di quiete, fatto del sibilo del vento, dei canti e richiami degli uccelli, dei fischi di allarme delle marmotte, del sibilo del camoscio e del lontano risuonare dei campanacci delle vacche al pascolo; respiravo aria fresca, leggera e pungente. Oggi non posso più farlo e allora lassù non ci vado più. 

L'overtourism ovvero il turismo di massa invadente e frenetico, contamina ed invade anche l'alta montagna, fragile e complessa, con la compiacenza degli operatori turistici e delle amministrazioni locali. Un invasione che cresce ogni anno, quella dei turisti consumisti, ignari veicoli pubblicitari, che stimolano un sistema perverso; e la biodiversità e la quiete montana ? 

L'uomo tende ad antropomorfizzare tutto, persino cani e  gatti domestici, spesso, fatti sterilizzare dai padroni e l'overtourism ne rappresenta l'ultima manifestazione demenziale e devastante, che sterilizza persino l'alta montagna "alla moda", oramai incapace di riprodurre emozioni e suggestioni autentiche, selvagge. Adesso, "se apri un rubinetto escono" turisti; "li vedi galleggiare" nelle acque ferme degli abbeveratoi, lungo i pascoli alpini ! La montagna non va trasformata e sfruttata, ma rispettata ed amata, per quello che è, e non per quello che può fare guadagnare, altrimenti la perdi e finisce tutto ! La montagna e’ fragile, va tutelata ! I sindaci devono dire no al turismo di massa, se vogliono preservare il territorio; è loro istituzionale compito, quello di proteggerlo e di mantenerne l'equilibrio. Un esempio. Ho visto così tanti veicoli e persone sul Sella Ronda, ed in particolare sul Pordoi, che mi sembrava di pedalare “a piazzale Clodio, a Roma, nei giorni feriali” ! Non è normale ! E' odiosamente antropomorfizzato ! Non è accettabile, respirare smog, mentre pedali sulle Alpi o le Dolomiti; è irragionevole spendere sempre di più, per pedalare nel traffico e soggiornare in luoghi fragili, stipati di persone e cose. Chiudano, per sempre, le strade alpine, almeno ai veicoli a motore termico ! I turisti possono arrivarci con altri mezzi ( esempio FS Treni Turistici Italiani). Non è possibile, sentirsi inseguito e dribblato, dagli automobilisti, motociclisti e camperisti, anche se pedali sulle strade alpine, a corsia ridotta ! 

Tutto questo caos urbano, genera un paesaggio deforme, reso uguale da un rumore di fondo a banda larga, che copre tutto, e crea un immagine acustica piatta, che diventa un abitudine acustica, alla quale la maggioranza delle persone non ci fa più caso. Una “sordità” che potrebbe non stupirci in una realtà urbana, ma che diventa nauseante fracasso in contesti naturali. Un paesaggio "contaminato" anche da figure avulse dal contesto, come per esempio, le persone bardate da giacche pesanti e caschi integrali, aliene e rumorose, atipiche, rispetto al profilo naturale e silente della montagna. La montagna non è un pista per sfogare la voglia di velocità, ma un lento ascolto, un paesaggio naturale, che si svela autenticamente, solo a chi sappia ascoltarla e scrutarla con la fatica del pedalare e del passo lento. Slow life. Slow road. Slow travel. 

Numerosi studi confermano l'impatto negativo dell'inquinamento acustico ed atmosferico, sulla salute degli esseri umani e degli esseri animali, sulla biodiversità, dalla quale dipende la vita sulla Terra. L'inquinamento causa alle persone, malattie cardiovascolari e respiratorie, perdita dell'udito, disturbi della psiche, tutte patologie in larga diffusione. Investire nella salute, anche mentale, per tagliare i costi delle malattie fisiche e risparmiare la spesa pubblica, significa garantire la salubrità dell'ambiente, anche quello scelto per le vacanze. In buona sostanza, se la mente non sta bene, il corpo non risponde più e in un ambiente inquinato, ci si ammala ed è inutile e deleterio pedalare. Una volta il medico prescriveva le vacanze in montagna per recuperare l'equilibrio psico-fisico; oggi ? 

Quindi non ha più senso spendere soldi (sempre di più) e fare tanti chilometri, per ripetere esattamente le stesse condizioni, dalle quali si parte, anzi si “fugge" dalle città: densità di popolazione, rumore e smog ! Vacanza sulle Alpi e le Dolomiti alla moda è diventato un ossimoro. I prezzi degli affitti estivi, sono arrivati alle stelle e tenderanno a salire per effetto del turismo di massa. La crisi climatica ha invece determinato l'aumento del prezzo delle case di montagna, fino al 38%, in dieci anni, con previsioni in rialzo, visto il lento ed inesorabile aumento delle temperature. Il turismo di massa simboleggia la tracotanza del pensiero tossico della crescita economica, in nome dello sviluppo ossessivo, che non è progresso, ma omologa, snaturandole, senza preoccuparsene, le peculiarità locali. 

Soluzioni alternative. Per l'Italia. Guardatevi intorno, ma con "occhi diversi" e scoprirete quello che non vedevate, anche senza andare lontano. Ci sono "altre" Alpi, rimaste nascoste alla massa. Ci sono gli Appennini, la montagna chiamata “povera”, in quanto dimenticata dal consumismo, ma andateci prima che il “mostro” arrivi anche lì. Paesaggi essenziali e recupero della quiete e delle tradizioni locali, profili silenziosi e morbidi. Salite dure e percorsi allenanti. Lassù può arrivare ancora l'eco della montagna "antica" e il suono della Natura. E ne abbiamo tutti bisogno perché, come dico sempre, noi siamo parte della Natura, noi siamo Natura ; dunque pedalate, ma in libertà e per quanto possibile in sicurezza . Per l'estero. Tante e migliori. Siate ciclisti e non pedalatori. Uscite dal gregge e seguite la "vostra" strada, ma tenetela segreta, farà parte di voi e la proteggerete dalla massa. 

In realtà, se abbiamo questo bisogno continuo di andare in vacanza, a tutti i costi, in ogni senso, è perché avvertiamo un disagio a vivere la quotidianità. Quindi non si tratta di fare le vacanze, ma di fare CAMBIAMENTI nella propria vita. La bicicletta, concilia la riflessione introspettiva, e viaggiando lentamente, ci si può accorgere, di quello che sentiamo dentro e della bellezza dei luoghi. Saluti ciclistici.

 

sabato 10 settembre 2016

Le avventure Alpine 2016 (Alpine Climbs Adventure 2016) sul blog, la nuova forma di comunicazione mediatica.

Nuova strada scorre sotto i pedali e le avventure alpine 2016 sono già un Amarcord: Colle dell'Agnello,  Col d'Izoard,  Colle Fauniera,  Colle di Superga, Colle del Sampeyre (clicca sui nomi delle montagne per leggere i reportage). Scegliere di farle vedere attraverso la nuova forma di comunicazione mediatica per eccellenza, il blog è cosa utile per gli altri. Il ciclista-turista è alla ricerca costante di notizie ed immagini, anche sul territorio, per questo è al passo con i tempi, la scelta di veicolarli nello spazio infinito del WEB, con la dinamicità del blog. Il ciclismo amatoriale, produce  cifre importanti anche per il turismo; basti pensare al suo bacino di utenza ( si parla di milioni di ciclisti) e all'indotto che gravita intorno al settore, quali per esempio, alberghi, negozi, assistenza meccanica. Inadeguato, è l'ente territoriale pubblico e privato che non ne coglie l'opportunità e  promuove il territorio e le strutture ricettive, con le inserzioni, sulle riviste, che lasciano indifferenti, i lettori, assuefatti, scettici e disaffezionati a questo obsoleto veicolo promozionale, considerato il calo delle vendite e il ruolo marginale a cui è relegato nella comunicazione di massa. I tempi cambiano. E' l'era di internet, l'informazione digitale e dinamica, aggiornata in tempo reale, capace di raggiungere ovunque l'utente e di viaggiare con lui, sugli smartphone, tablet e note book. La comunicazione più evoluta del WEB è il blog gestito dai migliori blogger, autentica e genuina testimonianza di vita e di passione, diventato oramai una comunicazione formidabile, settoriale e capillare, diventato il canale dinamico ed interattivo per antonomasia. Veicolare l'immagine e l'informazione su un blog seguito, è una soluzione moderna, irrinunciabile. Saluti ciclistici. 



venerdì 5 dicembre 2014

Valtellina anno 2010. La salita non fa male, sorridi !






Aprendo il cassetto dei ricordi ho trovato queste due foto; correva l'anno domini 2010; ricordo quelle emozioni e quel piacere di faticare in alta montagna, salendo su rampe del 20 e più %. Arrivando in quota, un paesaggio sontuoso e di immensa bellezza, mi veniva offerto da madre Natura; il premio riservato a chi non molla mai. Ricordo che la voce del vento, echeggiava nella valle; intorno a me vette maestose; sembrava di toccare il cielo. Ho lasciato, parte della mia vita, anche su quelle montagne, fiero di averle percorse. Il mio motto, oggi come ieri: la salita non fa male, sorridi !

lunedì 26 agosto 2013

Stelvio action.

Bormio - Passo Stelvio. 48 tornanti. Il passo più alto d'Italia, il secondo in Europa. Una salita interminabile verso il cielo. 
                                                 

                                


sabato 20 aprile 2013

Un bel video che parla della mia passione per le salite leggendarie.

Da notare che il ciclista, sul manubrio della sua Trek Madone 7 non ha montato, computer, pannelli solari, televisori, satelliti, ecc. Pedalare e guardare avanti, tutto il resto è pubblicità,  peso inutile in salita. Quando si sfidano le cime epiche o le salite alpine, si segue il vento, si immagina la tappa che è passata di lì, si ascoltano i richiami della natura, si sente l'odore della montagna. Emozioni incredibili. Bisogna provarlo per capirlo. E' come un ritorno alle origini; quelle dell'uomo selvaggio. La bicicletta è un ponte verso la libertà; una freccia scoccata verso il cielo.