Esperienza di vita ciclistica: bike Komorebi, vita e foresta.

Vivere una guerra esistenziale dentro di noi porta alla rivoluzione contro il sistema.......resistere al mondo di oggi, più vecchio e malato di ieri...resistere ad oltranza. Silenzio ed ascolto.... le risposte vere arrivano quando pedali, quando fai cose semplici ed umili, non quando stacchi il bonifico, per vivere fino all'ultimo giorno “perfetto”. Il mio mondo non si lega con gli altri, ma il problema è che gli altri non vogliono lasciare il mondo ed entrare nel mio mondo. Vivere nel mio mondo è uscire dal mondo standoci....tana libera tutti, ma la gente non ascolta, non sente, rimane nel mondo impersonale, nel caos, nel disordine di vita. Si può giocare a Tris con Dio e finirla pari e patta perché Dio è nelle piccole cose. Routine solitaria e minimalista del presente, la rigida e protettiva routine, è il non ripetersi del ripetersi, momento unico per sempre, attimi irripetibili, celebrare la bellezza di essere ancora vivo, sensibile e vulnerabile, e pedalare.....nonostante tutto, nonostante il vissuto....consapevolezza che questo preciso momento accadrà una volta sola e che la vera libertà è vivere, è pedalare..... abitare il presente con assoluta pienezza, nonostante le ferite....accogliendo il nuovo giorno, come un giorno “perfetto”...un giorno è perfetto quando viene vissuto con consapevolezza, presenza e gratitudine per le cose minime...la perfezione della ripetizione, ogni gesto rigidamente ripetuto è una forma di meditazione sacra....come pedalare....il quotidiano silenzioso....riconoscere che quel preciso momento non tornerà mai più, rende ogni giornata, ogni uscita in bici, un capolavoro a sé stante, come la luce del sole, che filtra tra le foglie ….Komorebi...l'idea di giornata ideale non è..... quella della cultura occidentale, fatta di grandi successi o consumi...nonostante i successi della vita arrivi al punto in cui ne comprendi l'inganno, impegnando il tempo di una lunga vita per un singolo momento conclusivo....ma è semplicemente un giorno vissuto interamente nel presente, inclusa la malinconia, la solitudine, i dolori del passato e si compie nel momento in cui si sceglie di sorridere all'alba del nuovo giorno.......e ci sarà sempre una nuova alba, un altra pedalata, nonostante quello che accadrà. Il libro e la bici sono il nutrimento dell'anima e della solitudine. L'albero, come guida spirituale, sorgente di Komorebi...il disegno delle luci ed ombre è unico e non si ripeterà più nello stesso modo...metafora della vita.....la bellezza dell'effimero...l'albero, nello Zen, significa rimanere ben saldo nel presente... accogliendo il mutare delle stagioni..... accettando giorni di pioggia e sole senza opporre resistenza..... trovando stabilità nella solitudine...l'albero nei sogni è albero nell'inconscio...struttura dei pensieri...espressione visiva della pace interiore.

Komorebi è la luce del sole che filtra attraverso le foglie degli alberi, dura pochi secondi...effimera bellezza ed emozione....non puoi conservarla, non puoi acquistarla, puoi soltanto accorgerti che c'è, come la vita.....la bellezza dei singoli momenti e la capacità di vivere in armonia con la propria vita.. come la routine quotidiana caratterizzata da gesti semplici e meditativi riflette un senso di profonda accettazione e di armonia con il proprio ambiente...i gesti quotidiani mostrano la vera essenza dell'esistenza delle persone.... anche una vita vissuta ai margini, lontana dalle aspirazioni sociali tradizionali possiede dignità....la vita di un uomo solitario è l'occasione per una riflessione universale della condizione umana, sulla memoria personale e sulla capacità di abitare il presente...cambia la percezione delle cose già viste...e che continuiamo ad osservare...perché il cambiamento è nella vita.. ogni giorno la nostra vita non è mai la stessa cosa, una cosa sola....si alternano forze diverse....tristezza, malinconia, sollievo e una forma sottile di felicità....non c'è un unica emozione dominante ma una stratificazioni di emozioni che rendono impossibile una lettura univoca della vita quotidiana...oggi non è come ieri, domani non sarà come oggi.....non cambia la vita di per sé ma cambia lo sguardo sulla propria vita....la consapevolezza prevale sull'evento quotidiano....uno slittamento percettivo...la vita cambia nelle luci ed ombre degli accadimenti......Komorebi insegna il cambiamento della luce attraverso le fronde degli alberi....non è mai la stessa....anche se l'albero è lo stesso....una fotografia di ciò che sfugge all'istante persino distratto della quotidianità e al suo sguardo.... la felicità sta nell'accettazione della realtà, anche se si vive ai margini della società...non si può cambiare ciò che è stato, né di controllare ciò che sarà...ma limitarsi a vivere il presente con attenzione e gratitudine... Komorebi insegna...non puoi cambiare la luce che filtra tra i rami, ma solo guardarla ed esserne grati....non farsi roccia al fluire della vita, ma seguire il suo scorrere....ogni manifestazione della vita, anche quella più dolorosa, ogni emozione ha diritto di esistere, esisterà nonostante noi...possiamo solo che viverla....si può solo opporsi ad una certa idea contemporanea di felicità come stato permanente, privo di imperfezioni...la vita è etica dell'imperfezione, in cui la bellezza nasce proprio dall'interazione tra luce e ombra, proprio come il Komorebi, quale condizione esistenziale vera ed assoluta della vita...si diventa personaggi solitari sospesi tra passato e presente, incapaci di trovare una completa appartenenza ma allo stesso tempo profondamente radicati nei luoghi in cui abitiamo...i parchi diventano luoghi di meditazione in cui il tempo si dilata....ogni giorno è simile al precedente ma mai uguale....come la luce che attraversa i rami...non c'è cambiamento e redenzione....non è migliorare la vita nella classica accezione....quindi non è ottenere successo, non è ricostruire i rapporti familiari, non è abbandonare la propria condizione di vita...la pienezza della vita si raggiunge nell'accettare la vita così come è, senza sovrastrutture...la vera libertà non consiste nel cambiare le circostanze, ma nel cambiare il modo in cui le si percepiscono.....quando si ripetono le azioni nel quotidiano non si diventa prigionieri della propria routine, ma al contrario, si utilizza la routine come struttura entro cui esercitare la propria sensibilità....essere umani significa oscillare tra gioia e dolore....tra presenza e memoria....tra ciò che si è perso e ciò che resta....la vita non è una storia con un finale...ma una serie di momenti da vivere, uno dopo l'altro, come la luce che filtra tra gli alberi....fino alla fine.....e anche oltre.

Noi siamo Natura, noi siamo la Natura....noi siamo alberi....quindi non possiamo essere padroni della Natura...ma solo essere testimoni di una verità che si rivela solo a chi sa attendere....coltivare pazienza e cura dei minuscoli particolari che rendono ogni giorno perfetto.... come i momenti vissuti sotto le fronde degli alberi a mirare la composizione multiforme della luce....come l'attesa della luce del giorno che irradia e trasforma il momento.....la vita.....alberi esseri senzienti specchi dell'esistenza umana nei quali ritrovarsi e riconoscersi....Komorebi per comprendere la vita...Komorebi in bici per allargare l'esperienza della vita e viverla pienamente. 

Siate ciclisti e non pedalatori. Saluti ciclistici. 





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