Sono stato uno dei primi a testare questo prodotto. Vi rimando al mio test OSPW CLICCA QUI , quindi posso rispondere alle tre domande ricorrenti: 1) quanto incide sul peso la sostituzione after market? Non c'è risparmio di peso, anzi si aggiungono grammi, montando la puleggia Ceramic Speed OSPW, come da foto; 2) quali sono i vantaggi ? La sostituzione serve per migliorare la scorrevolezza, la resistenza all'usura (se manutenuto correttamente), la precisione e reattività della cambiata. La puleggia più lunga e meno leggera rende il cambio più rigido, quindi più preciso e reattivo; 3) serve davvero ? Dipende dalla capienza del proprio portafoglio e comunque non cambierà la sostanza della tua performance: conta il rapporto personale peso/potenza 😉. Ecco la differenza di peso tra le pulegge Shimano Dura Ace Di2 12 velocità e Campagnolo Super Record EPS standard e le pulegge Ceramic Speed OSPW per Shimano e Ceramic Speed OSPW per Campagnolo. Il prezzo ? Circa 500 euro di listino, 480 € montata. E' disponibile anche la versione GRAVEL. Saluti ciclistici.
giovedì 1 maggio 2025
mercoledì 6 gennaio 2021
Test bike: Ceramic Speed Bottom bracket BB30 per Specialized/Shimano.
Sono anni che testo prodotti Ceramic Speed e lo faccio da prima che iniziassero ad usarli i ciclisti professionisti. Nella sezione test bike del blog, troverete pubblicati alcuni test Ceramic Speed. Da allora, i prodotti Ceramic Speed sono diventati un must per i ciclisti che vogliono avere un valore aggiunto anche alla prestazione della bicicletta da corsa. La Ceramic Speed è una fabbrica danese che produce cuscinetti ceramizzati anche per motori industriali, bolidi e moto da corsa. I prodotti Ceramic Speed sono made in Danimarca. Perchè scegliere componenti Ceramic Speed ? Perché durano di più (sono anche garantiti 4 anni, versione standard e 6 anni, quella rivestita) ed obiettivamente scorrono di più. E' un riscontro oggettivo. Punto. Sono 6 anni che li uso sulle ruote e da molti anni uso movimenti centrali ( e pulegge) Ceramic Speed, anche in località marina (sabbia e salsedine sono altamente corrosive). Scorrono come il primo giorno, anzi meglio. Chi non li usa, non può rendersene conto.
Il motivo del test: utilizzo la guarnitura standard Shimano Dura Ace R9100 (con perno da 24 mm), quindi occorrono per il montaggio, gli adattatori (di serie) Specialized, essendo la scatola del movimento centrale BB30. Tuttavia sotto sforzo, in salita, questo sistema di adattatori, provocano scricchiolii molto fastidiosi, pedalando fuori sella, come recensito sul test Specialzed Tarmac, pubblicato nel blog. La Specialized non ha fatto il richiamo per questi adattatori e quindi ho dovuto installare il movimento centrale speditomi dalla Ceramic Speed, in alternativa a quello più economico della Praxis Works, entrambe denominati Threaded BB. In questo caso i cuscinetti BB30 non vengono montati direttamente sul telaio, ma sono contenuti in un movimento centrale composto da due parti filettate con i cuscinetti, i quali si avvitano all'interno della scatola del MC, ma senza bussola filettata. La Specialized attualmente monta di serie il movimento centrale Threaded BB (BB30 filettato) speditomi dalla Ceramic Speed. Non apprezzo questa scelta commerciale della Specialized. I ciclisti amatoriali contano di più delle squadre professioniste sponsorizzate; sono quelli che fanno girare la giostra del ciclismo professionistico e contribuiscono agli utili anche del famoso marchio statunitense. Pollice giù.
La scatola contenente il movimento centrale test mi è stato consegnato il giorno dopo !!!! I prodotti Ceramic Speed sono ordinabili direttamente sul sito della fabbrica danese. Ecco il link CLICCA QUI
Comunque per i ciclisti che preferiscono fare da soli, le due calotte si inseriscono ai lati della scatola del movimento centrale del telaio e si avvitano l'una nell'altra; ecco il link dove troverete l'utensile per lo smontaggio e il montaggio del MC CLICCA QUI oppure CLICCA QUI . Alcuni meccanici usano questo utensile CLICCA QUI oppure spingono i cuscinetti fuori dalla scatola del MC con un martello e un punteruolo di plastica. Quest'ultima opzione va bene nel caso di cuscinetti usurati; nel caso invece di cuscinetti ancora buoni, occorre prestare attenzione, in quanto l'urto violento, potrebbe rompere le razze e la gabbia dei cuscinetti ( le sfere Ceramic Speed invece non si rompono, nemmeno se prese a martellate, per via dell'elevata resistenza della ceramica). Una volta avvitate occorre serrarle esternamente con una chiave dinamometrica a 40 Nm. Vi lascio anche il link del montaggio CLICCA QUI
Per montare questo movimento centrale Ceramic Speed, non occorre installare una bussola filettata all'interno della scatola del movimento centrale. Infatti le due calotte contenenti i cuscinetti sono filettate e vanno avvitate tra di loro. Niente spessori.
Test su strada.
Il movimento centrale filettato testato è più scorrevole, si sente più rigida la scatola del movimento centrale; fuori sella si sente più equilibrio nella spinta. I rumori ( scricchiolii) sono scomparsi. Finalmente la soluzione ottimale. Alcune considerazioni. Scaricare sul ciclista il costo dell'up grade è stata una scelta commerciale errata e scorretta. La Specialized in questa occasione ha dimostrato di tenere di più ai professionisti che paga, invece dei clienti. Ci tengo a precisare. Nel mio caso, essendo esperto tester, ho capito il difetto e ho risolto. Se al mio posto ci fosse stato un pedalatore, avrebbe cambiato il telaio e la Specialized avrebbe perso il cliente e la faccia. Punto. Riflettete.
Peso cuscinetti Ceramic Speed test Peso del kit cuscinetti Ceramic Speed smontati
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Gli adattatori Specialized rumorosi. |
Come sempre le chiacchiere stanno a zero. Controllo totale della situazione.
lunedì 7 gennaio 2019
Officina: lubrificazione cuscinetti Ceramic Speed sulle Lightweight Schwarz.
mercoledì 25 luglio 2018
La mia esperienza con Ceramic Speed continua. Test bike Bottom Brackets Ceramic Speed T45 for Colnago C64.
Con il trascorrere degli anni, anche il "gruppo" ha iniziato ad usarli, seppure in ritardo, ed oggi l'opinione è cambiata radicalmente, li usano persino i corridori professionisti, anche se il fatto, per me, non è importante. La mia intuizione sulla qualità della ceramica di alta gamma, applicata alla bicicletta da corsa ha trovato seguaci copiosi ed entusiasti; questo è il vero progresso per la bicicletta da corsa, quando è obiettivamente migliore.
Per completezza devo dire che la mia esperienza con la ceramica è iniziata anni prima con i prodotti Campagnolo, il primo ad averne compreso l'importanza, e dopo qualche anno con la Sram.
La ceramica di alta qualità è irrinunciabile per un gruppo top di gamma, non solo per la maggiore scorrevolezza, ma anche per la maggiore durata nel tempo, che ripaga il prezzo, ammortizzato negli anni di utilizzo. Consiglio la lettura anche di questo post CLICCA QUI
Attenzione. Le sfere in ceramica hanno una elevata durezza per cui è assolutamente necessario che lavorino su cuscinetti con piste in acciaio di alta qualità. Non acquistate sfere in ceramica su piste (cuscinetti) in ceramica, si usurano precocemente. Non acquistate sfere in ceramica economici. Niente è gratis, nemmeno la qualità.
Questa è la premessa all'ultimo test Ceramic Speed, quello del movimento centrale T45 creato sulle specifiche della scatola del movimento centrale della Colnago C64, C60, V2R e Concept. Va detto che per quanto riguarda la scatola del movimento centrale, la Colnago ha brevettato lo standard Thread Fit 82,5, uno standard pressfit con calotte rimovibili, in sostanza, unisce l'affidabilità e la praticità nel montaggio del movimento filettato BSA con la larghezza e la maggiore rigidità del movimento Pressfit. All'interno della scatola del movimento centrale è inserita una bussola filettata in alluminio, sulla quale si avvitano due calotte in alluminio. All'interno di questa si innestano i cuscinetti amovibili. Lo standard TF82,5 è compatibile con tutte le versioni PressFit 86,5. Il movimento centrale CeramicSpeed T45 consente di installare pedivelle Shimano, Rotor e altre pedivelle dal diametro di 24 mm sulla Colnago C64.
Le sfere sono in ceramica e sono inserite in cuscinetti in acciaio temprato. Il movimento centrale testato è quello chiamato nel catalogo, standard. E' disponibile anche la versione chiamata rivestita cioè quella dotata di cuscinetti in acciaio rivestita con un ulteriore strato metallico (acciaio) di 3 micron, che le rende ancora più fluide e resistenti all'usura, ma costano cento euro in più. Come spiegavo prima, le sfere in ceramica hanno un elevata rigidità, che necessita di un cuscinetto ( cioè la pista di scorrimento dove sono alloggiate le sfere in ceramica), di altrettanta elevata rigidità, altrimenti si consumano precocemente a causa dell'elevata rigidità della ceramica. Il migliore materiale per realizzare i cuscinetti è l'acciaio temprato, ma deve essere della migliore qualità.
I cuscinetti in ceramica vengono inseriti in "tazze" filettate unite da un guscio-tubo distanziatore; le sfere sono rotonde con razze in acciaio temperato. I cuscinetti ceramici hanno uno strato metallico spesso 3 micron, che aumenta la durezza, e riduce la resistenza alla frizione, aumentando la vita. Va detto che il movimento centrale Ceramic Speed/Colnago è acquistabile solo after market, quindi non è fornito di serie con la Colnago C64, dunque può essere acquistato solo separatamente, presso un rivenditore autorizzato Colnago. E anche in questo caso, non sono d'accordo, sulla scelta commerciale della Colnago, considerato il prezzo della C64; sarebbe stata cosa buona e giusta, anche per essere più concorrenziale, fornire di serie il movimento centrale Ceramic Speed.
Nella scatola della Ceramic Speed Colnago T45 non c'era la siringa contenente il grasso da applicare prima del montaggio, e nè il foglio con gli adesivi Ceramic Speed, come viene fornito con gli altri movimenti centrali Ceramic Speed, ma solo due utensili di plastica, da utilizzare per il montaggio, almeno in teoria, perchè non si sono dimostrati efficaci, e per questo sostituiti da utensili in lega. Tanto per essere precisi ed obiettivi.
Le sfere in ceramica CS prodotte in Danimarca sono realizzate utilizzando il nitruro di silicio di grado 3, materiale TOP, il meglio.
Il consiglio. Se passate alla ceramica scegliete solo il meglio, altrimenti è preferibile il migliore acciaio più resistente della ceramica di bassa qualità ( cinese). Non usate la ceramica cinese vale meno di quello che la pagate e si frantuma con l'usura e gli impatti.
Usate sempre e solo il meglio per la fascia di prezzo scelto.
Test su strada.
La sensazione di maggiore scorrevolezza la si avverte subito, è come pedalare con la gamba più libera. Facendola girare con la mano, la pedivella scorre alla grande, persino dopo la prima uscita. Il video è eloquente.
Dal punto di vista del miglioramento della prestazione, la Ceramic Speed dichiara che impiegando su strada le sfere Ceramic Speed, nei mozzi delle ruote (Lightweight Gipfelsturm Schwarz) e nel movimento centrale (Ceramic Speed T45), si può avere un miglioramento in termini di secondi; quello che posso dire è che avendo usato anche prodotti non ceramizzati, con la ceramica danese la scorrevolezza che avverto è maggiore.
Il motivo per il quale consiglio Ceramic Speed è la resistenza all'usura; dopo circa 6 anni di utilizzo i cuscinetti Ceramic Speed delle ruote girano scorrevoli come il primo giorno. Non aggiungo altro, non serve, sarebbe pleonastico. A voi la scelta.
CONSIGLIO PER IL MONTAGGIO. Applicare grasso bianco sulla filettatura delle due calotte in alluminio prima di avvitarle e serrarle alla pressione raccomandata per la guarnitura Shimano, come da istruzioni allegate al post. Il grasso bianco serve ad evitare rumori. Seguire comunque le istruzioni allegate al Ceramic Speed T45.
Il test non è terminato. Prosegue per verificare affidabilità ed eventuali problemi.
Stay tuned. Work in progress.
Il test è stato realizzato in collaborazione con il rivenditore Falasca Cicli.
Saluti ciclistici.
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Il montaggio eseguito dal Doctor Falasca di Falasca Cicli. |
domenica 8 luglio 2018
Il Futuro della bicicletta da corsa. Ceramic Speed Driven Concept.
sabato 21 aprile 2018
Ceramic Speed Chain UFO. Le catene per la bicicletta da corsa. Passato, presente e futuro.
Con un salto nel tempo torniamo ai giorni correnti.
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La catena "bianca" con trattamento di base con cera e additivi |
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Olio Ceramic Speed UFO |
domenica 27 agosto 2017
Test Bike VIP: COLNAGO C60 MAPEI REPLICA. La storia dell'innovazione.
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Il commento di un possessore di Colnago C60, che segue la pagina Facebook del blog Pedalareversoilcielo |
All'inizio fu un telaio in acciaio. Erano gli anni delle gabbiette e dei completi di lana con fondelli in pelli di daino. Era la bicicletta di mio padre, usata per vincere una scommessa con lui, quella di pedalare, a 13 anni, da Roma ad Ostia. Poi passai all'alluminio, telai leggeri e reattivi, ma poco confortevoli e altrettanto poco longevi. Negli anni 80, ci fu il primo cambiamento epocale nel mondo della bicicletta da corsa, con l'avvento del carbonio, introdotto dall'artigiano di Cambiago, iniziai a pedalare con quelli a congiunzione, poi, il più grande produttore al mondo, dal lontano Oriente, invase il mondo delle due ruote silenziose, con il telaio a carbonio monoscocca di geometria slooping. Fu il secondo cambiamento epocale, e tutto di colpo, cambiò e niente (o quasi, vedi C60), fu come prima. Una soluzione redditizia per i produttori, perchè ottimizzava i tempi di produzione, ne semplificava il processo produttivo, migliorava l'adattamento del ciclista meno preparato alla posizione impegnativa in sella, rispetto ai tubi orizzontali dello stampo classico, ma di contro, diminuiva la personalizzazione delle misure e soprattutto mutava il “carattere” dei telai. E la differenza tra i telai a congiunzione e quelli monoscocca, divenne come quella tra la musica di un disco vinile, sensibilmente calda e profonda, ma autentica, e quella di un CD, quasi perfetta, ma fredda e lontana. Sensazioni, emozioni diverse. Poi come d'incanto, nel 2017, tutto è ritornato indietro nel tempo, e per un ciclista maturo, come me, è stato come ritornare al passato e alle emozioni sussurrate dalla gioventù. Tutto ebbe inizio, per caso, quando Luca Falasca, patron del Falasca Cicli, rivenditore autorizzato Colnago, conoscendo la mia passione per i telai da nicchia, mi propose di testare l'ammiraglia della gamma Colnago, la C60. Piccola parentesi. La Colnago non organizza test bike, come agli altri marchi. E' il momento di cambiare, caro Colnago. E quindi Falasca conoscendo la mia passione per il ciclismo, scelse qualcosa di unico, la Colnago C60 Mapei edition, una livrea unica, non solo per la colorazione, ma anche perchè ogni telaio, è realizzato con elementi cromatici diversi, dunque una livrea unica, anzi molto di più, un icona stilizzata nei cubetti Mapei, rappresentativa di una divisa storica, quella della formidabile squadra che negli anni '80, '90 vinse più di 600 corse, con i telai Colnago. Un team che contava nelle sue fila, corridori irripetibili, un dono divino per lo sport del ciclismo, il più popolare tra la gente comune che ama sognare, campioni come Ballerini, Tafi, Bettini, Musseuw, Rominger, Tonkov, Garzelli, tanto per citarne alcuni. Un ritorno al passato, una rottura con il diafano presente. E per me, abituato a pedalare, con i bolidi monoscocca dell'era industriale, è stato come una nuova sfida, per la mia carriera di tester. Questa è la premessa. Il Colnago C60, non è un telaio comune, nel senso di tipologia e conformazione, quindi non può e non deve essere paragonato a nessun'altro telaio. Punto. E' sufficiente, vederlo montato sul cavalletto dell'officina, per capirlo. Un telaio che, lo dico sinceramente, mi ha emozionato, appena l'ho trovato nell'officina del Falasca Group. Le forme, le tubazioni e la colorazione, hanno destato in me, rispetto e ammirazione;, abituato a dare del Tu, alle biciclette, a studiarle, da quando ero ragazzo. La bicicletta, una delle più grandi invenzioni dell'uomo, la macchina più complicata da realizzare e difficile da condurre, in certi casi, come questo, diventa arte, per chi ama andare di pedali. E' stato come pormi davanti ad una tela del mio pittore preferito, il Caravaggio, per me che amo il contrasto tra luci ed ombre. Il giorno della consegna della C60 test, nell'officina Falasca Cicli, c'era una luce tenue, in alcuni tratti velava, ed in altri, illuminava, i colori, i tubi, le congiunzioni e le grafiche, del C60 Mapei, uniche, ed è stato come sentire le emozioni di una rievocazione artistica dal sapore classico. Si, perchè certe biciclette sanno essere arte: l'icona è il profilo stellare delle congiunzioni e delle tubazioni del C60, la firma è il trifoglio nero di Colnago. E in questa icona, c'è l'idea dell'artigiano Ernesto Colnago, ed in essa, il made in Italy, l'idea innovativa, quella che muta il corso delle cose. Ecco questo è il vero made in Italy, l'idea di un italiano, un telaio interamente prodotto in Italia. La tradizione all'avanguardia. Il test Colnago C60 è stato anche un appuntamento con la storia. La tipologia delle congiunzioni e delle tubazioni, entrambe in carbonio, del Colnago C60, è l'ottagonale stella, otto angoli, per realizzare un innesto perfetto e sicuro, una scelta precisa del telaista esperto: le congiunzioni hanno la stessa venatura delle tubazioni. Una forma precisa e non un vezzo, per permettere un migliore controllo delle spessore e l'inserimento della congiunzione, un unicum, una cosa sola, un unica forma, per avere una risposta coesa, rigida. Anche qui c'entra la storia. Il primo telaio con tubi in carbonio e congiunzioni in alluminio, venne prodotto dalla americana Exxon Griftek, alla fine degli anni '70. Poi vennero Look e Colnago. Ernesto Colnago ebbe l'intuizione di passare al carbonio, nell'era dell'acciaio e del titanio. Dalla sua idea rivoluzionaria, nacque il C40, il primo telaio in carbonio, di serie, al mondo, la sua grande scommessa, vinta contro tutti, e sviluppata con la Ferrari e il suo amico Enzo Ferrari, esperti del settore. E da quel giorno, tutto il mondo dell'industria della bicicletta, cambiò per sempre. In effetti fu il primo cambiamento epocale dell'industria del ciclismo, ed era targato made in Italy. Per certi versi la Ferrari è nel DNA ( e nel carbonio) dei top di gamma Colnago. E' storia e oggetto di collezione, il Colnago C40, avo del C60, modello che ebbe il battesimo sulle pietre del Nord, con la splendida vittoria del compianto Ballerini, vincitore di quell'edizione della Parigi – Roubaix. Se penso che a vincere fu il C40, un telaio tradizionale, in carbonio, mi viene da ridere a vedere le nuove biciclette dotate di ammortizzatori meccanici o di altri espedienti per resistere alla terribile Roubaix. Come dimenticare la forcella Colnago con gli steli dritti, un'altra rivoluzione, nell'epoca in cui, si producevano solo forcelle con gli steli curvi. L'idea venne nel 1988, ad Enzo Ferrari, che dimostrò a Ernesto Colnago, che la forma dritta, consentiva prestazioni migliori, ammortizzando le asperità del fondo stradale ed un maggiore controllo, oltre a preservare la serie sterzo. A proposito della serie sterzo, quella della C60 è semi integrata. Tutte le serie sterzo usate dai marchi concorrenti sono integrate, cioè le sfere poggiano direttamente all'interno del carbonio del tubo sterzo, ma ciò le rende più esposte all'usura. Colnago invece ha preferito optare per una serie sterzo con le sfere collocate nelle calotte inserite nel tubo sterzo, per garantirne la durata nel tempo. Non c'è da meravigliarsi, ogni particolare della C60, è pensato e realizzato per durare nel tempo, come la scatola del movimento centrale, Thread Fit, diametro 82,5, unica anch'essa nel suo genere, una scelta, mirata a compendiare i vantaggi del sistema BSA ( filettatura italiana) e di quello Press Fit. Una bussola in alluminio, filettata alle estremità, su cui sono fissate due calotte in alluminio. All'interno poggiano, i cuscinetti collocati a pressione. Costruire un telaio a congiunzioni, nel 2017, significa, avere realizzato un progetto da consegnare alla storia della bicicletta. Costruirlo nell'era dei monoscocca, significa avere il massimo controllo e la precisione assoluta nella realizzazione delle tubazioni, il migliore controllo dello spessore e della laminazione per l'intera lunghezza. Il telaio monoscocca risente invece di un margine di errore nella costruzione del triangolo anteriore; qui le pelli di carbonio, vengono abbozzate a mano e colate nello stampo, insieme, non tubo per tubo, come invece si fa con il C60. Un altro motivo, è quello di non avere limiti nelle geometrie; si può realizzare un telaio basic, con le quote antropometriche del ciclista, la massima personalizzazione. Le tubazioni e per l'effetto le congiunzioni del C60 sono over size; maggiore diametro, ma con pareti sottili, meno peso, massima rigidità. Il tubo verticale non è di forma rotonda, ma asimmetrica, in modo da collocare al meglio, la fascetta del deragliatore e compensare la forza di spinta del lato catena. La forcella cosiddetta perfetta, ha steli imponenti e nervati, come se fosse un telaio aero. Una particolarità che non sfugge all'occhio esperto. I cavi del cambio elettronico hanno il passaggio interno, mentre quello del cambio meccanico, nel tratto finale, parallelo al fodero destro, è esterno. Quest'ultima è la scelta migliore, in quanto il filo è libero da guaine e percorsi interni, che possono sensibilmente diminuire la fluidità della cambiata. Test su strada Il test è stato fatto sulla Colnago C60 modello 2017, in taglia 48 S ( slooping), assemblata con gruppo Sram Red eTAP, ( 52/36-11/28) cambio modificato con puleggia Ceramic Speed OSPW e movimento centrale Ceramic Speed, manubrio e attacco, in alluminio, FSA, pedali Speed Play Zero con asse in acciaio, sella Selle Italia SLR Flow Tekno Flow, ruote Lightweight Gipfelusturm Schwarz con cuscinetti e sfere Ceramic Speed, tubolari Veloflex Carbon da 23 mm. E' stato bello emozionarsi, salire in sella alla storia, stare in sella ad un telaio a congiunzioni ed avere la sensazione di sentirsi spinto dalla pompa di un motore aspirato, prendere lentamente la velocità e mantenerla, anche contro il vento, pedalare e scoprirne i particolari della bellezza del made in Italy, questo ed altro, è stato il test C60. Un dialogo fitto di emozioni e sensazioni, nelle zone montane, dove il silenzio regna sovrano, e rotto solo a tratti dai clacson o dai rumori della città, quando scendevo verso il mare. Mi piace testare in solitudine, per ascoltare la strada e “parlare” con il telaio, solo così riesco (si riesce) a conoscere il carattere del telaio e della ruota. Il Colnago C60 non è leggerissimo, ma questo risponde ad una precisa scelta di produzione. Il telaio della bici da corsa è un compromesso tra peso, confort e rigidità. La scelta giusta è nel mezzo. Il Colnago C60 è quasi un equilibrio; non eccelle in reattività in salita, per via del peso, rispetto ai modelli top di gamma mono scocca leggerissimi, di alta qualità, concorrenti. Il C60 non è un telaio da salita, ma è un telaio polivalente, quindi non può avere una prestazione super anche in salita, rispetto a modelli più specifici; va bene su tutti i campi, ma senza eccellere in montagna. Non è un caso che nella gamma Colnago, per il segmento salita ovvero montagna, prima c'era l'M10, poi il V1R e ora il V2R. Sia chiaro. L'angolo del tubo piantone è meno inclinato, quindi il baricentro tende ad essere più spostato in avanti, e per l'effetto, la condotta di guida, è più aggressiva, scattante, rispetto a piantoni meno inclinati. Ma, c'è un ma. Il peso non è leggero. E questo, per un fatto legato alla fisica, limita lo scatto ovvero la reattività, soprattutto in salita. Dunque il dato oggettivo del peso non leggero, è confermato dalle sensazioni-impressioni-riscontri su strada; molto più di una percezione, riscontro che emerge, in tutta la sua evidenza, se paragonato ad altri telai, top di gamma, di marchi importanti. La questione è sempre la medesima: trovare il giusto rapporto peso-rigidità; allo stato dell'arte i telai o sono troppo leggeri e poco rigidi, quindi scattano facilmente, ma si "spengono" dopo lo scatto ed occorre rilanciarli per non perdere la velocità oppure sono poco leggeri, molto rigidi, ma perdono in reattività. C'è ancora da lavorare da parte dei marchi. Attendiamo l'evoluzione - rivoluzione. I telai a congiunzioni da me testati, negli anni 90, erano “morbidi”, confortevoli come quelli in acciaio, ma più leggeri. Usai anche i modelli a congiunzione con il carro posteriore monoscocca, per aumentarne la solidità del carro, e limitarne il movimento sotto sforzo, in fase di spinta sui pedali. Ne ricordo le differenze, come se fosse ieri. Ed oggi, sono rimasto meravigliato, come il telaio a congiunzione, abbia avuto una nuova vita, con il C60, le cui soluzioni, sono davvero estreme e di rottura con tutti i precedenti modelli anche di casa Colnago. Colnago ha calcato la mano sulla rigidità del telaio, aumentando il peso del kit telaio. Le tubazioni e le congiunzioni sono sovradimensionate, e anche se lui spiega che l'interno delle pareti dei tubi e delle congiunzioni, è sottile, è innegabile, considerato il dato oggettivo del peso, che egli abbia voluto affidarsi al peso per superare la criticità delle congiunzioni. E per quanto mi riguarda c'è riuscito. Il Colnago C60 è un telaio polivalente, in controtendenza al mercato di oggi, il quale ha intrapreso la strada della “specializzazione” del segmento ( salita, aero, endurance).Il Colnago C60 è in telaio per il velocista, per il passista che va bene in salita ( e non per lo scalatore puro, alla Simoni e Pozzovivo per intenderci, in quanto ha bisogno di più leggerezza, avendo meno watt), per il finisseur, per il passista puro. Crea “dipendenza”, maneggevole, stabile in ogni situazione, sicuro in discesa, sufficientemente reattivo, per quello che gli consente il peso, e comunque quel tanto che basta per non perdere l'attimo vincente in una corsa, incredibilmente rigido sull'avantreno, granitico nella struttura che supporta la spinta sui pedali, connotato da una rigidità torsionale e laterale, atipica per un telaio a congiunzioni. Quello che sorprende è la capacità del C60 di mantenere la velocità, in pianura, anche contro il vento, è come se ci fosse una mano che ti mantenesse lanciato. In salita rispetto ad un telaio da salita, super leggero e leggero, è meno reattivo ( scatto- accelerazione), ma appena spiana la strada, recupera facilmente la velocità, alla stregua di una molla compressa, appena la lasci, spinge forte; sui tornanti stretti e ripidi occorre rilanciare più deciso sui pedali, rispetto ad un telaio top model ultra light e leggero, se si vuole cambiare il passo; si può decidere di salire di passo, più regolari, e allora il C60 è più a suo aggio, In discesa è come andare su un binario; nessuna difficoltà, anche nell'entrare veloce nei tornanti stretti. Il confort del C60 non è il massimo, si poteva fare di più. Probabilmente il tubo verticale è troppo rigido. Piccola parentesi. Consiglio sempre di stendersi bene con la schiena, mantenere le braccia contratte, appoggiate al manubrio, ma non tese a reggere il peso del corpo mal distribuito. Insomma il C60 è come un abito sartoriale, deve avere una giusta misura. La tubazione orizzontale e il carro posteriore più lunghi, il tubo sterzo alto, sono indici di un progetto che fa del confort, una priorità, ma la scelta della taglia, più dei telai monoscocca, è determinante. Per cui può capitare che un assetto avanzato, errato, possa rendere la molta rigidità del C60, un fattore limitante il confort, soprattutto se non si ha un corpo allenato. Insomma il C60 è un telaio da gara, a tutti gli effetti, e come tale deve essere gestito, anche nelle misure. Niente a che vedere con i classici telai a congiunzioni. Una macchina da corsa, sapientemente tessuta, in pelli di carbonio, strutturate per la migliore risposta, miscelate per un crescendo di livelli di performance. In buona sostanza, un ciclista esperto con il C60 può scoprire nuove emozioni, quelle proprie del telaio da corsa di livello Master. Il C60, aumenta il piacere edonistico, di farsi vedere in sella ad un Colnago. Il migliore investimento per chi non vuole inseguire l'ultima novità e possedere un telaio per sempre, eternamente “nuovo”, oltre alle mode e alle apparenze. La sostanza e l'arte Colnago. Il Colnago C60 è un ottima occasione per poterlo fare. Cambiare stile dell'essere ciclista. Pedalare, apprezzare e non spendere a prescindere. Credo che la migliore caratteristica del Colnago C60, è il piacere di possederlo, indipendentemente dalla mera prestazione. Insomma è un oggetto Cult. Punto. Al termine del test posso affermare che il progetto C40 si evolve nel tempo. Il prossimo si chiamerà C70 e sarà la perfezione, ne sono sicuro. Ma il C60 sarà sempre il C60. Si ringrazia Luca Falasca, Patron del Falasca Group, la cui consolidata collaborazione ha reso possibile la pubblicazione del test su strada del Colnago C60. La pubblicazione risponde alle molte richieste ricevute dai ciclisti di conoscere un mio parere sul Colnago C60, per orientarsi all'acquisto. Evidentemente, ciò evidenzia, un corto circuito nella comunicazione con il consumatore, stanco dei soliti sponsor marketing del mondo corse e dei canali obsoleti tradizionali. Del resto la comunicazione si evolve. Il marketing deve aggiornarsi nell'era del web, per essere competitivo e credibile. Il test è realizzato con Falasca Cicli, rivenditore autorizzato Colnago e con l'assistenza meccanica dell'officina del Falasca Group. Pagella. Rigidità laterale e torsionale: 10 Reattività ( scatto): 7,5 ( paragonato a telai ultra light e leggeri, in salita, e nei tornati stretti, il cambio di ritmo è meno agile, meno veloce) Confort: 8 ( pur essendo un telaio a congiunzioni è una eccezione alla regola: meno confortevole, ma molto, molto, molto rigido, lateralmente e torsionalmente, cosa diversa dal confort, ma per sottolineare, la sua peculiarietà,; ovviamente nessun problema sulle lunghe distanze, ma ci sono telai più confortevoli; verosimilmente il tubo verticale della C60 è troppo rigido) Stabilità: 10 ( in discesa, in curva è un treno su rotaia) Maneggevolezza: 9 Qualità della lavorazione e cura dei particolari: 10 ( un opera d'arte) Velocità sul passo: 9 Peso: 7 ( meno leggero, più rigido; occorre trovare un giusto compromesso, tra questi due parametri, la strada non è sempre piatta) Saluti ciclistici. |
sabato 26 agosto 2017
Test bike Ceramic Speed OSPW, Oversized Pulley Wheel System eCeramicSpeed Bottom Bracket.
Saluti ciclistici.
mercoledì 8 marzo 2017
Cuscinetti e sfere in ceramica e ruote Lightweight. Facciamo un po' di chiarezza !
sabato 7 gennaio 2017
Bianchi Specialissima CV e Lightweight Gipfelsturm Schwarz. Ceramic Speed.
La ruota che gira quando la bicicletta è appesa !!!