Continuano ad arrivarmi segnalazioni di bici disc con freni idraulici fuori uso dopo il trasporto! Consiglio. Non trasportatela mai capovolgendola, altrimenti si potrebbero formare bolle d’aria all’interno del circuito idraulico e non frena più ! Sareste costretti a fare lo spurgo (e a farlo correttamente) per riattivare l'impianto dei freni idraulico! Trasportatela in posizione orizzontale e se avrete la necessità di smontare le ruote, inserite nelle pinze dei freni, i c.d. “biscottini” ( spessori di plastica specifici) per tenere i pistoncini delle pinze, distanziati, altrimenti sarete costretti a riallinearli con l’apposito utensile. Se avrete invece la necessità di capovolgerla, senza le ruote, mettete gli elastici doppi e corti sulle leve dei freni ( o una fascetta in veltro), in modo che le leve rimangano sempre tirate e l'impianto frenante possa rimanere "attivo"; ovviamente inserite anche i “biscottini” nelle pinze. Non pinzate mai le leve dei freni con la bici capovolta. Non trasportatela attaccandolo al porta bici montato sul posteriore dell'auto: il calore dei gas di scarico non fa bene al carbonio; non lasciatela dentro l'auto con alte temperature. Il migliore modo per trasportare la bici è la borsa rigida o semi rigida. Saluti ciclistici .
lunedì 29 luglio 2024
mercoledì 22 marzo 2023
Quando il freno a disco " non è spurgato bene" ! #epidemiaspurgo #epidemiafischio #clinicstory
Una bici con freno a disco idraulico necessita di spurgo (e cambio olio periodico) fatto correttamente, oltre alla sostituzione delle pastiglie ( piuttosto frequente) e dei dischi usurati, altrimenti la bici non frena. Raccomando un ottimo meccanico per evitare di rimanere a piedi o fare incidenti, a causa di uno spurgo fatto male. E quando lo spurgo è fatto male, il freno non funziona, come nel video. Con l'avvento del freno a disco road c'è stata un "epidemia " da spurgo senza fine; file di bici disc a fare lo spurgo e il cambio pastiglie/dischi; report settimanali senza precedenti. Queste indicazioni non sono opinioni, ma dati di fatto, raccolti nelle varie officine. La gestione delle bici disc è costosa e complicata ( anche per i meccanici), e la manutenzione per il cliente richiede una frequenza maggiore, rispetto alle bici con gruppi meccanici e freni rim; e non provate a fare da soli, finirete per fare danni. Conclusioni. Acquistate pure bici con freni a disco, ma abbiate la consapevolezza dei limiti, della gestione e dei costi del sistema frenante. Punto...........
giovedì 28 aprile 2022
Il mercato della bicicletta da corsa: spunti e riflessioni. #cycling #bike
In anticipo, su tutti, ho previsto e criticato, la "dittatura" commerciale della bici da corsa disc, imposta dai marchi industriali, i quali furbescamente, hanno tolto di mezzo la doppia produzione disc/rim, imponendo il freno a disco, i cui limiti/difetti e la bruttezza evidente, fanno storcere la bocca a migliaia di ciclisti, i quali preferiscono tenersi la bici rim o acquistare un altra rim, nel mercato dell'usato, i cui prezzi salgono inevitabilmente. Ho spiegato anche con test su strada, che non ci sono differenze sostanziali in frenata, tra rim e disc, specificando che il vero limite della bici da corsa, è il pneumatico, cioè l'aderenza sull'asfalto, troppo stretto soprattutto per il freno a disco. Dunque rim o disc che sia, si frena uguale, forse con le mani grandi cambia qualcosa sulle lunghe discese con le leve dei comandi disc, da me definite, "proboscidi elefantiache " di orrenda fattezza; quello che cambia invece nella sostanza, è lo status symbol; vengo dunque all'annosa questione dell'aumento sproporzionato dei prezzi. La bici da corsa era una macchina democratica alla portata di tutti, sia pure con sacrifici; in questi ultimi anni è invece diventata un prodotto di elité, che crea disuguaglianze sociali, dove l'alta gamma è davvero per pochi. Nel mercato attuale i prezzi fanno concorrenza a quelli delle auto (commerciali) e delle moto; siamo oramai arrivati ai 15000/17000 euri per una bici industriale con misure standard oppure se si sceglie l'assemblaggio con componenti after market, e si riuscisse a comporre una macchina di nicchia disc, diciamo quasi mai leggera, ma mai leggerissima, si sfiorano i 20000 euri ! Ma anche la media gamma è diventata comunque impegnativa economicamente e anch'essa senza grandi risultati in termini di prestazione, oramai livellata in ogni segmento ed in ogni livello di gamma, top e media che sia, come vuole il processo di massificazione in atto. Dunque siamo passati da 3300 euri ad oltre 5000 euri per bici da corsa carbon con gruppo Shimano Ultegra ( oramai solo Di2) 12 speed e ruote carbon, davvero troppo per un mondo normale. Il senso della realtà delle cose e della misura è stato superato. Nessuno dei ciclisti non dico della prima ora, ma comunque meno risalenti nell'età, riconosce quello che sta accadendo ! Qualche economista da salotto dirà che alla fine la sostanza delle cose non cambia: i marchi guadagneranno sui prezzi elevati e non sulla quantità; ma non è solo una questione commerciale, è una questione sociologica con effetti sulla domanda nel lungo termine. Il mercato della bici da corsa attuale è diventato lo specchio della "finta" democrazia in cui viviamo e soprattutto l'espressione più esemplificativa di una società fondata sulle disuguaglianze sociali. Probabilmente se continuerà questa tendenza, il mercato della bici da corsa imploderà, o forse sta già implodendo, frantumando i sogni di milioni di ciclisti. Forse l'unico mercato che regge il tremendo impatto, la devastante svolta classista del mercato, sarà quello della e-bike, destinata ad un mercato più ampio, composto anche da coloro che hanno sempre sognato di essere ciclisti, e dai giovani che preferiscono usarla senza fare sforzi, in modo da avere tempo per giocare con lo smartphone, senza distrarsi ed impegnarsi con lo sforzo muscolare. La bici da corsa muscolare invece rischia di avere un tracollo, a causa dei prezzi elevati ed ingiustificati, i quali stridono con la svalutazione del potere di acquisto della classe media e quindi inevitabilmente ci sarà sempre meno ricambio sul mercato. Una delle cause dell'aumento dei prezzi, oltre ovviamente alla speculazione, cuore degli affari e alla localizzazione della produzione in Oriente, è la crescita esponenziale dei costi dei team professionisti del ciclismo; molto materiale tecnico fornito dagli sponsor, contratti di ingaggio sempre più alti, soprattutto quelli dei campioni, staff tecnici sempre più numerosi e qualificati, che ovviamente battono anch'essi cassa. In questo mondo, niente è gratis, nemmeno le corse di ciclismo. Concludo con un aforisma: l'acqua scarseggia, la papera non galleggia. Saluti ciclistici.
giovedì 5 novembre 2020
domenica 11 ottobre 2020
domenica 30 agosto 2020
Prima tappa del Tour de France 2020. La disfatta del marketing.
In claris non fit interpretatio cioè nelle questioni chiare non si fa luogo ad interpretazioni, a meno che si voglia scadere nel parossismo e mi riferisco a chi difende il disco a prescindere. Non esistono prodotti perfetti, soprattutto quelli in fase di sviluppo, come il disc brakes per bici da strada. Saluti ciclistici.
domenica 15 marzo 2020
La Parigi Nizza 2020 chiude con la "caduta" del freno a disco.
mercoledì 22 gennaio 2020
I freni a disco sulle biciclette da corsa. L'ultima bugia del marketing.
Sia chiaro. Che ognuno scelga quello che più gli piace, ma che possa continuare a farlo. Non sopporto la logica miope di alcuni brand, di togliere dal catalogo, i modelli top di gamma, rim brakes, ciò viola la libertà di scelta del consumatore e la libera concorrenza. Non esiste un prodotto perfetto, ma solo incompiuto, e visto che anche il freno a disco, ha i suoi limiti, allora perché imporlo come scelta ? A chi giova tutto questo ? Al marketing, così costringe a cambiare la bici da corsa intera e non solo il telaio. Saluti ciclistici.
venerdì 3 gennaio 2020
L'usura dei freni a disco.
Ci sono altri dati oggettivi da valutare; le bici road disc hanno tutte il carro più lungo e più largo rispetto alla versione con freni tradizionali, dovendo ospitare i dischi che hanno bisogno di più spazio, ciò le rende meno reattive. Questo penalizza in salita, avendo un passo più lungo. Se si pensa che con i freni a disco si può superare la paura della discesa, vi sbagliate, è solo una questione psicologica, di abilità e di allenamento. Considerate che in caso di caduta la bici disc road può riportare il danneggiamento dell'impianto idraulico, con la conseguenza della perdita dell'olio e quindi dell'impossibilità di frenare. Ma ci sono altre contro indicazioni, che conoscerete utilizzando il disc, se non resisterete al richiamo della pubblicità e al desiderio di guardare dall'alto verso il basso chi usa il freno tradizionale e di sentirsi omologati al mercato. A voi la scelta. A proposito saluto quel ciclista che lavorando nel settore, è "dovuto" passare al disco per ragioni di mercato, o meglio, per non sentirsi "antico" agli occhi dei forum, e non all'altezza del marketing, che "lo fa mangiare" pur non essendo convinto della necessità ed utilità del freno a disco road. Lo saluto con ironia. Per gli altri invece saluti ciclistici.
lunedì 1 luglio 2019
Specialized e il freno a disco .
Il dubbio attuale: i marchi hanno deciso di seguire l'andamento della domanda per la programmazione futura oppure "smaltiscono il magazzino" ? A futura memoria. #laparolaconta . Saluti ciclistici.
venerdì 1 febbraio 2019
La bicicletta da corsa e i freni a disco.
Ricordate che i freni a disco sulla bici da corsa sono poco modulabili; la silenziosità quando si viaggia in gruppo non consente di riconoscere la frenata "a orecchio"; in caso di urto il ciclista potrebbe riprendere la marcia con impianto fallato. Questo per dare un idea del motivo per cui il ciclista del video è caduto rovinosamente ed improvvisamente sull'asfalto, da solo, pur viaggiando in pianura.
In conclusione. Non seguite le mode del mercato; seguite la strada, seguite la passione, senza complicarvi la vita con una bicicletta da corsa ( quella con i freni a disco) che ha bisogno di più manutenzione.
Saluti ciclistici.
venerdì 18 gennaio 2019
Cervelo S5, BMC SLR01 (disc) Cannondale Super Six Evo (disc) alla pesa. Bici disc e bici Rim: il peso non conta più ?
Fino a qualche anno fa, una bicicletta top di gamma più di 7 kg, veniva definita un cancello. E' tutto incomprensibile o almeno lo è per coloro che non conoscono gli effetti del marketing e del consumismo. Viviamo nell'epoca per cui quello che conta è l'immagine, le etichette, le mode, in una società liquida, come quella attuale, e allora vi lascio a riflettere su queste foto che ho scattato; si tratta della pesa di una BMC SLR01 disc, SENZA PEDALI, montata Shimano Dura Ace Di2, e di una Cervelo S5 ( disc) SENZA PEDALI , montata con Sram AXS. biciclette di ultima generazione, costose e dal peso totale con pedali più di circa 7 kg e 1/2 !!!
Ecco altri pesi di bici complete note al pubblico ed assemblate con componenti top di gamma: Trek Madone Disc ( aero) , 7,86 kg; Canyon Ultimate Disc 6,900 kg ( la versione no disc pesa 5,900 kg, tanto per fare capire la differenza), Canyon Aero Road 7,490 kg, New Orbea Orca Disc 7,850 kg, New Orbea Orca OMX Disc ( aero) 7,500 kg, Scott Addict Disc ( taglia 48) 6,900-7,000 kg, Trek Emonda SLR 7,000 Kg - 7,130 kg, Specialized Tarmac Disc 7,400 kg, Specialized Venge Disc 7,400kg. In nessun caso le bici disc top di gamma hanno un peso competitivo rispetto alla versione no disc. Poi qualche "esperto" vi dirà che il peso UCI per gareggiare in gare ufficiali UCI serve un peso di 6,800 kg, d'accordo, e allora quelle più leggere perché le producono e sono le più desiderate ? E perché prima il limite di peso UCI prima era considerato uno scandalo e veniva visto come un limite di performance? Risposta: potenza del marketing.
Poi vi diranno che le bici aero e meno leggere vanno più veloci anche in salita, ma confonderanno la rigidità ( deve essere top) e il peso del telaio ( non deve essere super leggero), con il peso complessivo della bici, che penalizza in salita, per effetto del principio della gravità ( spero che il marleting non lo abbia cambiato). Insomma se è vero che un telaio troppo leggero non è rigido e quindi performante, una bicicletta dal peso complessivo non leggero, penalizza obiettivamente, e non ci vogliono i scienziati della NASA per capirlo. Altro errore che fanno i profani è che non considerano lo scatto secco, il rilancio, che in salita è essenziale per gli scalatori e per chi vuole andare più veloce; una bici leggera lo consente, una da 7,5 k o poco meno ti blocca come un ancora. Certo chi sceglie la aero bike è un passista, e quelli vanno piano e di passo, salendo spingendo in sella. Per loro conta resistere in salita. Per i ciclisti da forum poi conta solo chiacchierare e confondere le idee ai novelli. In discesa ? A parità di stabilità del mezzo, contano il coraggio e l'abilità e chi frena meno e bene ( cioè pinzate forti e brevi). Tutto questo l'ho imparato dopo tanti anni di test su strada ( non sui forum).
Per completezza vi posso dire che il neo proprietario della Cervelo S5 da più di 10 mila euro, non mostrava quell'entusiasmo che ho imparato a riconoscere sul volto dei ciclisti nel giorno della consegna dell'acquisto sognato. Sarà per il peso inclemente della bici in consegna ? Mi chiedo se lo avesse saputo prima, l'avrebbe acquistata lo stesso? Il tempo è galantuomo. Infatti si incominciano a leggere di ciclisti pentiti del disc che ritornano al rim. Cronaca di un ritorno annunciato. Non dovrebbero fare spendere soldi inutili alla gente.
Saluti ciclistici.
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| CERVELO S5: 7,175 grammi SENZA PEDALI |
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| BMC SLR01 DISC: 7,365 GRAMMI SENZA PEDALI |
giovedì 11 ottobre 2018
Bici. Brake Fade e i limiti dei freni a disco.
venerdì 8 dicembre 2017
BMC Pro Team 2018. All disc road ?
domenica 3 dicembre 2017
Lightweight Meilenstein Disc
giovedì 22 dicembre 2016
Olio minerale per biciclette da corsa !!


.......incredibile ma vero !!! E speriamo che non vi si rompano mai i tubi dell'olio!!! 😬 #discroad #shimano..... Saluti ciclistici. martedì 12 aprile 2016
Disc Break Road. La regressione della bicicletta della corsa.
Quelli che preferiscono la bdc con freni a disco non sono i più esperti, sono di solito quelli che vengono dalla MTB, sono quelli che hanno paura in discesa, sono quelli che gli piace atteggiarsi con la novità ( che non c'è).
Ricapitolando i punti critici dei freni a disco road: 1) la gestione della potenza frenante maggiore su gomme da 23-25 mm, in quanto si ha una maggiore probabilità del bloccaggio del posteriore, cosa che potrebbe risolversi con coperture da 28mm e di ottima qualità; 2) problema di estrarre la ruota posteriore, ecco perchè Shimano ha realizzato il cambio del nuovo Dura Ace, disassato; 3) il calore causato dalla frenata in discesa. Più acciaio più calore. Ecco perchè Shimano ha realizzato freni a disco Ice Tech, che hanno meno acciaio, ma ciò comporta una minore forza frenante; 4) lo standard delle ruote. Lo standard dovrebbe essere con perni passanti da 12/100 sull'anteriore e 12/142 sul posteriore, con dischi da 160. Ogni team potrà adottare lo standard che vuole, ma se vorrà usufruire del servizio corse Shimano, dovrà necessariamente adottare lo standard Shimano. Ecco perchjè prevedo che il servizio corse Shimano finirà per essere adottato per ogni corsa e giro; 5) la manutenzione ordinaria è più costosa, olio, pasticche e dischi; 6) dissipazione del calore del disco e la resistenza del supporto del disco e del mozzo in carbonio ( il calore generato dalla frenata surriscalda il mozzo e non più la pista frenante); 7) asimmetria della forza frenante (problemi di tenuta e resistenza della forcella); 8) assenza di uno standard unificato; 9) IL SURRISCALDAMENTO SI TRASFERISCE DALLA PISTA FRENANTE AL MOZZO. Non è un caso che la Lightweight ha introdotto un mozzo in carbonio ad alta resistenza. Insomma quando vi diranno che i freni a disco sono il futuro, spiegategli le criticità, tanto per fargli capire, che è un prodotto con dei limiti forse insuperabili.
Saluti ciclistici
























