sabato 19 marzo 2022

Consigli per ciclisti evoluti. Le ruote con i raggi in carbonio.

Da anni spiego come il migliore investimento sia la ruota. La ruota top consente di migliorare le prestazioni di un telaio di media gamma e non limitare le prestazioni di un telaio top; cosa te ne fai di un telaio top con una ruota di media gamma ?! Nemmeno le foto al bar ! Ecco un esempio, la Lightweight Obermayer una ruota da me testata e spiegata  ( CLICCA QUI), ovviamente per rim brakes; penso che una Obermayer disc non abbia senso, dato il maggiore peso, la bruttezza, il costo della manutenzione, i problemi di surriscaldamento dei dischi e di spurgo dell'impianto idraulico. Perché scegliere una Lightweight Obermayer ? Per risparmiare (si evita di cambiare ruote nel tempo) e per avere la massima prestazione. Come dicevo la ruota con cerchio e raggi in carbonio, come per esempio la Lightweight, contrariamente alle fesserie scritte e pensate dal gregge dei pedalatori, si può riparare, come dimostrato nelle foto; inoltre si possono ricostruire le piste frenanti. Ricordo che il raggio di una Lightwweight sopporta il peso di 1 tonnellata ( consiglio la visione di questo video CLICCA QUI). Il consiglio. Invece di spendere e spandere soldi per una bici top disc brakes, investite sulla ruota top e montatela sul telaio top rim brakes; non avrete bisogno di altro, pedalerete alla grande senza avere problemi di manutenzione e di fade brakes. Ringrazio per le foto il lettore del blog, Lorenzo. Saluti ciclistici.

Raggio danneggiato
Raggio riparato dalla Lightweight ( ma ci sono altri artigiani disponibili). Punto.

giovedì 10 marzo 2022

Il vero test bike è un racconto scritto sulla strada.

Per scrivere ed aggiornare un test bike ci vogliono migliaia di chilometri. E allora mi chiedo come fanno a pubblicare test e recensioni solo dopo qualche giorno ?!!! E' come quelli che pensano di sapere tutto di un telaio, e di poterlo scegliere, solo dopo un "giro del palazzo" fatto al demo test. Un esempio. Scegliere le soluzioni "prendi la bici assemblata dal marchio e paga" non è sempre la cosa migliore da fare, anzi potrebbe essere la scelta peggiore, scontata per un pedalatore, rifiutata dal ciclista evoluto. La bicicletta da corsa "la fa" l'abbinamento perfetto telaio/ruote, abbinamento che se fatto dal marchio, nonostante un apparente "suono simile" potrebbe non essere effettivamente "dialogante"; telaio e ruote devono sapere "dialogare" e la cosa non è mai scontata. La ruota va scelta in base al telaio. La ruota può limitare o esaltare le caratteristiche del telaio. Per questo consiglio (lo ripeto) un telaio media gamma abbinato a ruote top, e mai un telaio top di gamma abbinato a ruote non top. Una ruota top migliora la prestazione di un telaio di media gamma; una ruota non top, limita e peggiora le qualità di un telaio top di gamma. Insomma spendete di più sulle ruote, è il migliore investimento, se non potete fare la stessa cosa con il telaio. Un esempio. Abbinate un ottimo telaio top di gamma, non più a catalogo, con delle ruote top, come nel caso dell'abbinamento (ideale) illustrato nella foto. Saluti ciclistici. 


Post scriptum
Mi fa piacere che i lettori condividano i miei consigli e lo facciano con soddisfazione. Ecco la macchina top di gamma di Lorenzo. Un altro ottimo esempio di quanto consigliato. Complimenti a lui e a tutti i ciclisti evoluti. Saluti ciclistici. 

martedì 1 marzo 2022

Come scegliere la bicicletta da corsa, senza pagare la pubblicità.

Almeno quando acquistate un telaio non pagate la pubblicità e i contratti a team e corridori professionisti; niente è gratis, nemmeno il carbonio di qualità; meglio pagare la qualità del carbonio e la lavorazione artigianale su misura. E' tempo di vero cambiamento; è tempo di  #onebikeforever. 

I miei ultimi test Pedemonte Bike sono serviti ad introdurre i lettori nel mondo del telaio artigianale, su misura, completamente e veramente made in Italy ( e non come quelli verniciati in Italia, ma costruiti industrialmente all'estero), un segmento della produzione, sconosciuto a tanti appassionati. Ho dimostrato la possibilità di scegliere telai ad alte prestazioni compatibili anche con freni tradizionali; di una bellezza unica, tipicamente italiana; telai fatti da valenti artigiani, i migliori al mondo anche nel settore della bicicletta da corsa; così unici, che solo a guardarli si capisce la differenza rispetto ai telai industriali, la stessa differenza per esempio che passa tra una Bugatti e una top car o solamente car! Ho smentito chi sparlava annunciando la fine del rim brake, cioè  quelli che scelgono solo le biciclette viste alle corse professionistiche trasmesse alla TV, non conoscono la bicicletta da corsa, non sono ciclisti. Penso che la bicicletta da corsa sia uno stile di vita; per questo ho coniato la definizione di pedalatore ovvero l'anti ciclista. 

Superfluo osservare che "contano le gambe", ma i ciclisti evoluti, diversamente dai corridori professionisti non sono pagati dal marketing per usare i loro prodotti; i ciclisti evoluti possono scegliere, e vogliono solo il meglio, quello che fa davvero la differenza e scelgono le bike machine, che oltre a dare un piacere straordinario e la consapevolezza di possedere macchine uniche, sono sogni da collezionare; telai brevettati, costruiti con il migliore carbonio, personalizzati con le misure antropometriche/watt; telai che sono il "prolungamento" fisico del ciclista. Ecco perché sorrido quando vedo, le foto delle biciclette da corsa, come quelle usate dai corridori professionisti, pubblicate sui social, come se fossero il "meglio", pensando che nel possederle si diventi migliori, i più invidiati, quelli alla moda. 

La bici da corsa è concepita e realizzata per essere semplicemente leggera, ma altrettanto sicura e resistente, dovendo "...portare un cristiano", come diceva il compianto maestro dell'acciaio, Dario Pegoretti. Penso che il telaio "inizi" dalla forcella. Un esempio. Il tubo sterzo, la serie sterzo, e la forcella sono come la stessa cosa; lavorano all'unisono; determinano la prestazione e la resistenza del telaio, ma subiscono forti sollecitazioni dalle vibrazioni del fondo stradale, dalla frenata e dal peso del ciclista; ecco perché si allenta la serie sterzo ( e va  controllata regolarmente e serrata con chiave dinamometrica). Per funzionare ottimamente questo blocco, chiamato anche avantreno, deve essere strutturato bene, non deve essere sovraccaricato ( spessori e fili-guaine interne al tubo sterzo e serie sterzo), essere costruito con materiale e processo di produzione di elevata qualità. La forcella più che aero, deve essere elastica e resistente, essendo la struttura più sollecitata. Il freno tradizionale diversamente dal freno disc, non ha forza frenante asimmetricanon sovraccarica la forcella e il tubo sterzo; ne è prova il richiamo in garanzia fatto per la Specialized Tarmac SL7, per la serie sterzo e il cannotto forcella danneggiati con l'uso ( per vedere le foto dei danni alla forcella della Specialized Tarmac SL7 S-Works test CLICCA QUI ); la concorrenza ha avuto lo stesso problema. La migliore soluzione per il freno a disco è e rimane la forcella della MTB, perché non è leggera ed è ammortizzata. Punto. Il resto è marketing.

Dopo lunghi anni di test, posso dire che ci sono telai top di gamma, alcuni ottimi, e telai hors category, come per esempio le Pedemonte Bike testate, costruite su misura a Genova. Negli ultimi due anni le prestazioni dei telai industriali (con misure standard) sono oramai diventate uguali o simili (se preferite); non vale più la pena cambiare telai industriali, spendendo cifre folli, non vale la pena illudersi che un nuovo o un altro telaio industriale possa davvero fare la differenza; a parità di gambe non trovereste miglioramenti sostanziali, anzi dovreste riadattarvi. Questo ho potuto verificare. Se invece si decidesse di cambiare, a tutti i costi, allora conviene scegliere il telaio artigianale, fatto su misura e vi posso assicurare che la differenza si sente ( e si vede) obiettivamente; il telaio su misura è personale anche nella capacità di trasformare i watt. Adattarsi al telaio industriale con misure standard, equivale a limitare l'apparato muscolo scheletrico e per l'effetto anche quello cardio circolatorio; non lavorano in modo ottimale. Abbandonate l'acquisto compulsivo e non continuate ad inquinare la Terra, spendendo e spandendo soldi, inutilmente, i soldi "costano";  è tempo di cambiare stile ciclistico; siate ciclisti evoluti; non fatevi illudere, non illudetevi, non illudete. Saluti ciclistici. 







sabato 26 febbraio 2022

Grammomania: Pedemonte Bike Aurata RS Superleggera #onebikeforever ". "Il futuro è il freno a disco" !!! 😂

"Il futuro è il freno a disco" 😂😉, anatema "profetizzato", da molto tempo, da una pletora di pedalatori e negozianti divenuti "veggenti e sibille". Con i due test Pedemonte Bike, ho voluto spiegare che esiste tutto un mondo alternativo, chiamato " telaio su misura", veramente made in Italy, sconosciuto a tanti. Esiste solo il presente, del "futuro non v'è certezza", fatto di scelte personali e di nicchia, come questa fantastica Pedemonte Aurata RS Superleggera, unica anche per l'assemblaggio, il sogno non solo di ogni ciclista, ma anche dei corridori professionisti, costretti ad adattarsi alle misure standard; una bicicletta da corsa, come questa, non la potrete vedere alle corse trasmesse alla TV; solo i marchi commerciali più ricchi possono spendere tanti (troppi) soldi per sponsorizzare le corse alla TV e convincere i pedalatori.  Mi rivolgo a quelli che non sanno o fanno finta di sapere che esistono alternative migliori alle solite bici disc industriali e che un telaio su misura come per esempio, questo telaio Pedemonte Bike (il cui prezzo è determinato solo da materiali e manodopera artigianale), costi quanto telai top di gamma industriali con misure standard, il cui prezzo è determinato anche dai costi della pubblicità e dai contratti con i team/campioni professionisti; niente è gratis. A voi la scelta, ma basta ipocrisie. La vendita dei telai rim brakes non è cessata e ci sono tanti ciclisti che non intendono scegliere una bici disc per tutta una serie di problemi (costi, estetica, peso, manodopera, rumori e fade brake). Ci sono ciclisti che scelgono a prescindere dalle mode, con un altro modo di pensare e di vivere, e posso assicurare che sono molti; c'è tutto un altro mondo fatto di persone che non pensa " mi piace, ma scelgo quello che va di moda", se ne infischia, anche delle ipocrisie; il mercato lo fanno i ciclisti; si può scegliere ancora e l'ho spiegato con i test Pedemonte Bike, quale introduzione, al mondo alternativo, made in Italy, su misura, fatto da artigiani e da prodotti di assoluta qualità. E' una filosofia di vita, prima ancora di essere una scelta tecnologica. Il mercato della bicicletta da corsa attuale non è mai stato così disorientato, confuso dal marketing; oramai lo si deve analizzare e comprendere con la psicologia di massa e la psicologia della pubblicità, branche della psicologia che studiano, la prima, l'influenza dei fenomeni collettivi sulle scelte individuali, la seconda, l'influenza del marketing sulle scelte dei consumatori. Consiglio di ripensare la scelta subliminale indotta dal marketing, se non si vogliono sprecare soldi alla ricerca di qualcosa che non potrà mai essere migliore. Come scrivo da tempo, la maggioranza dei ciclisti, se bendati non saprebbero riconoscere la propria bicicletta industriale da un altra, in quanto le misure e quindi le prestazioni sono oramai standard. Per capirlo ci sono voluti anni di test fatti su telai standard, ma soprattutto gli ultimi due test, il primo, Pedemonte Aurata RS, propedeutico a quello successivo, la nuova Pedemonte Mutator RS. Il presente continua ad essere ( o se preferite il futuro)  il telaio su misura italiano #onebikeforever.  Non devo aggiungere altro; bastano le foto e i miei test; per leggere TEST AURATA RS CLICCA QUI e TEST MUTATOR RS CLICCA QUI .  
Dedico queste foto, a quelli "del bar/salotto" che dicono che il peso leggero non conti più; mi ricordano la favola della volpe che non potendo mangiare l'uva, diceva che non era buona!! Il rapporto ottimale peso/rigidità conta e conterà sempre. Del resto la prima cosa che si fa quando si vede una bici da corsa è quella di alzarla per sentire se è leggera. 
PER PREVENTIVI gratuiti e CONTATTI : vendite@pedemonte.bike ; +39 351 92 62 152 -  +39 349 54 52 266 ....dite che siete lettori del blog 😉  Il peso leggero non conta più disse il pedalatore invidioso ed ignorante......ahahahaha. Saluti ciclistici. 



sabato 19 febbraio 2022

Consiglio ai ciclisti evoluti. il peso forma del ciclista e altre cose spiegate ai pedalatori social !

Il ciclista "fuori peso" è un ossimoro, una parodia. Nella foto c'è il mio peso odierno ( periodo invernale - percentuale massa grassa - 4,461%, quasi al limite; girovita 29 cm; fianchi 30 cm; collo 14,5 cm; altezza 163 cm). La foto del peso del ciclista è la foto più importante, poi c'è quella del peso della bicicletta. Essere ciclista è uno stile di vita. Dimmi quanti battiti hai e quanto pesi e poi parliamo del resto !  E' come discutere delle prestazioni di un auto con chi non abbia la patente di guida; come faccio a spiegarvi come si diventa e si è ciclisti ! Lasciate stare le discussioni sulle biciclette disc o non disc, aero o non aero; è tutto inutile; per voi diventa come una chiacchiera da bar; un ciclista è in grado di "sverniciarvi" cioè umiliarvi staccandovi implacabilmente, anche con un "cancello" cioè con una bici di qualche anno fa; contano le gambe.  In questi ultimi anni tutti sono "diventati ciclisti", ad honorem!  Complice anche la pandemia. E' semplice sembrare di esserlo, secondo il pensiero comune, autoreferenziale; è sufficiente pubblicare nei social, foto e video di lunghe e chiassose soste ai bar, davanti a cornetti (una delle cose peggiori da mangiare) e caffè (aumenta il battito cardiaco, quindi non raccomandato durante gli allenamenti); di noiose bici disc (sono tutte uguali) alla moda ( poco performanti nonostante che costino come un auto); di gambe da polli, teste rasate, barbe lunghe ( la nuova "conquista dell'aerodinamica") e bracci e corpi con infiniti tatuaggi ( molto belli, ma non sono aerodinamici e non servono a pedalare più forte ); di smorfie con linguacce ( gesto maleducato); di "manzi" ( pedalatori over 70 kg) seduti sul tubo orizzontale (danneggia il telaio); di pose con sguardo cattivo e serio ( nessuno si spaventa, siate sereni), eccetera.  Tuttavia in questo "carnaio" di "potenti" pedalatori, non vedo le foto del peso (e questo vale anche per i corridori amatoriali e prof , soprattutto nel periodo invernale). Ed è molto strano considerato che pubblicate persino le foto dei vostri calzini colorati. E allora come pretendete di essere ciclisti. Prima di apparire, conta essere ciclisti ed esserlo è una delle cose più difficili ! Non ne posso più di questa confusione, di questo disordine, di questo apparire, di questa costante assenza di verità. Il peso forma non si compra, ma si impara a raggiungerlo con sacrifici ( il primo allenamento è a tavola) e passione ( tanti chilometri con il vento in faccia e salite, altro che succhiare le ruote in gruppo). O voi pedalatori, che pretendete di influenzare il pensiero comune, di essere influencer, sappiate che il pensiero comune vi ha influenzato, ancor prima, omologandovi alla massificazione: bici disc, abbigliamento all'ultima moda (peccato che stringa troppo le vostre generosi carni), tatuaggi, viaggi  organizzati nel periodo invernale, scrivere sempre e solo quello che il marketing "indottrina", insomma apparire invece di essere. "Cazzate" omologate da una società debole e viziata. Per colpa soprattutto vostra i prezzi delle biciclette da corsa sono aumentati, in modo esponenziale; cambiate bici senza nessuna necessità, in modo compulsivo, pensando di migliorare la prestazione, invece aumentate solo la domanda del prodotto e quindi i prezzi del mercato ( è una regola dell'economia, una questione di cultura). Tra qualche settimana, inizieranno a trasmettere alla TV, le corse dei corridori professionisti; non le perderete mai, altrimenti come farete a imitare; imparerete a memoria quello che diranno ( sono sempre le stesse cose e spesso errate!) e lo direte sui social e nei forum e al negozio di bici, magari qualcuno penserà che sarete degli "esperti"; e soprattutto correrete al negozio ad ordinare la nuova bici del vostro corridore preferito! Nauseante ! Per il bene dei ciclisti e della bicicletta da corsa, datevi al padel o scegliete l'e-bike, creata a vostra immagine e somiglianza. I marchi hanno capito che siete una risorsa economica. Infatti l'offerta del mercato della bici da corsa, si è adattata a voi: poco e/o male allenati, in sovrappeso, solo uscite di gruppo soprattutto nel week end, paura della discesa, amanti della tecnologia, ed eccovi le brutte  bici disc, non leggere, costose e complicate nella manutenzione, con ciclo computer o SRM che contano pure i sospiri, dotate di sistemi tecnologici che cambiano il rapporto, quando parlate al telefonino o perdete lucidità per la fatica ! Pedalatori si nasce. Saluti ciclistici. 


giovedì 17 febbraio 2022

Grammomania: Cane Creek ee Brake G4 ( direct mount).



Premessa. Il freno tradizionale è semplice, sicuro, non necessita di manutenzione, è leggero, anzi in questo caso è ultra leggero. Dopo l'anteprima data l'anno scorso CLICCA QUI ecco la pesa di questi freni leggeri, tecno ed affidabili, nella versione direct mount, per chi voglia pedalare davanti al gruppo dei pedalatori-imitatori, e distinguersi dalla massificazione; senza problemi di fade brake, spurgo d'olio e di fischi "stile marmotte", che invece affliggono i freni a disco idraulici. Come anticipato nel precedente post, i nuovi eeBrake G4, prodotti negli U.S.A., sono la quarta generazione dell'apprezzato eeBrake con parti lavorate al 100% CNC, un design più ampio ottimizzato per cerchi da 22 a 28 mm, molla ad arco nera più rigida, un regolatore centrale in un unico pezzo rivisto con resistenza incorporata per un uso più facile e scritta incisa con il laser, il tutto con la stessa caratteristica potenza di arresto e leggerezza degli eeBrakes disponibili sia direct mount ( doppio perno), sia regular mount ( mono perno), compatibili con leve Campagnolo, Shimano, Sram. Il prezzo di vendita è di circa 850 €. Tenuto conto che le bici assemblate disc versione top di gamma di produzione industriale, con misure standard, costano circa 12/15 mila euro, pesano di più e hanno prestazioni uguali o simili ( se lo preferite), questi freni rappresentano un oggetto prezioso per rendere ancora più leggera, l'affidabile bici rim brakes, che nei modelli testati  e comparati rimane più performante. Per chi voglia spendere di meno, ci sono i nuovi freni Shimano Dura Ace ed Ultegra 9200 del gruppo 12 velocità, oltre a  Campagnolo Super Record, Record e Chorus 12 speed, e Sram Red e Rival. I Cane Creek ee Brake G4 hanno una frenata fluida e potente, silenziosa; si interfaccia con i comandi in modo preciso ed efficace, senza frizioni. Saluti ciclistici.



mercoledì 9 febbraio 2022

Grammomania: THM Fibula brakes

Freni a disco ? No grazie. Il freno tradizionale è semplice, sicuro, non necessita di manutenzione, è leggero, anzi in questo caso è ultra leggero.  I Fabula consentono una frenata potente, precisa, silenziosa e si interfacciano con i comandi in modo "morbido". Saluti ciclistici. 

 

Grammomania : THM Clavicula SE e corone CARBON TI

 Compatibile con corone standard e compact

                                                                                                                  53/39 
 

domenica 6 febbraio 2022

Bici da corsa. Quando "scoppia" il tubolare.

Spesso i lettori del blog mi raccontano le loro esperienze, dandomi lo spunto per spiegare cose importanti. Nelle foto, il tubolare montato sulla ruota anteriore "scoppiato" in discesa a 40 km/h; è stato per caso o per fortuna che il ciclista, lettore del blog, non sia caduto sull'asfalto, ma sia rimasto in equilibrio, appoggiato sul cerchio protetto dalla gomma della carcassa. Il tubolare è un Vittoria Corsa da 25 mm montato con il mastice Vittoria, installato da un anno con circa diecimila chilometri. Il caso si presta come occasione per dare consigli importanti a lui e a tutti i lettori del blog. Preciso. Non è scoppiata la camera d'aria, ma si è decomposta la struttura del battistrada. 

Il caso. Il lettore del blog aveva sostituito solo il tubolare posteriore usurato, lasciando quello anteriore, pensando di risparmiare; egli non sapeva che il tubolare anteriore invecchiando ( si secca), perde prestazione e sicurezza, pur sembrando ancora buona la consistenza del battistrada. Il problema si presenta anche per il copertoncino. Insomma si potrebbe fare ancora qualche chilometro in più, con la copertura anteriore, ma si rischia di andare oltre fino al successivo cambio della posteriore ! Consiglio. Al primo cambio della copertura posteriore, smontate anche quella anteriore, così non rischiate di usarlo oltre; a questo punto: a) mettetela nella tasca e usatela come copertura di scorta; b) oppure nella scatola, conservatela nel garage, da usare in caso di emergenza. 

I tubolari sono composti da diversi strati, a seconda del modello. Per esempio quelli della Veloflex sono composti esternamente dal battistrada, attaccato alla carcassa, con in mezzo la cinta di protezione; all'interno c'è la camera d'aria in lattice, protetta da un nastro interno, al quale viene aggiunto un nastro esterno, quello che viene incollato nella gola del cerchio. Quindi non è un pezzo unico. 

Il tubolare posteriore va sostituito, al massimo, a circa 3000/4000 km, invece quello anteriore, al massimo, a circa 5000 km, anche se non si sono forati. Il chilometraggio dipende anche dal modo di pedalare e dalle condizioni dell'asfalto. I chilometri che ho consigliato sono indicativi, in quanto l'usura dipende anche dal calore generato dall'attrito con l'asfalto e soprattutto dal calore dei raggi UV. Il tubolare non si invecchia solo per l'uso. La gomma  si "cuoce", perde elasticità, grip, prestazione e si invecchia diventando non più sicuro. La gomma "cotta" dal calore, presenta delle piccolissime crepe che facilitano la foratura,  si indurisce e tende a perdere coesione, quindi può accadere che il battistrada si stacchi come in questo caso.  Per non confondervi con il chilometraggio, consiglio di sostituire anche il tubolare anteriore, quando cambiate quello posteriore ( si usura più facilmente). Non risparmiate mai sulla sicurezza. 

Altro consiglio. Il tubolare fotografato è stato installato con il mastice. Come scrivo da anni, il mastice altresì detta carogna, perché si appiccia ovunque e si toglie bene solo con la raspa, tende a indurirsi, e quindi a far perdere aderenza al tubolare. Uno degli errori comuni è quello di fare riferimento al mondo delle corse professionistiche; anche in questo caso, è sbagliato, prenderlo come esempio, essendo un mondo diverso. I meccanici cambiano i tubolari al massimo ogni due tappe e devono farlo in meno tempo possibile, cambiando tanti tubolari. Dovendo necessariamente pulire la gola del cerchio, usano la raspa per rimuovere la colla secca, altrimenti se non rimossa, la colla vecchia forma un ulteriore strato, a cui si aggiunge quello della colla nuova, strati che sovrapposti "alzano" il tubolare, impedendo che entri perfettamente nella gola del cerchio. La sostituzione continua impedisce che il mastice invecchi e perda la capacità di "trattenere" il tubolare. Uno dei segnali che il mastice non tiene è il rumore della valvola che si muove e sbatacchia nel foro del cerchio, quando si pedala fuori sella e quando si frena. Il tubolare incollato con il mastice deve essere utilizzato dopo 24 ore. Detto ciò, il ciclista a cui è accaduto questo incidente durante l'allenamento, non ha potuto sostituire il tubolare, per i motivi spiegati, ed è stato costretto a ritornare con l'auto di un amico. 

Dopo tanti anni che li uso, sulle Alpi e nelle lunghe e veloci discese, posso dire e spiegare con assoluta certezza, che il problema della sicurezza del montaggio lo si risolve con il biadesivo, il quale tiene perfettamente il tubolare e consente di rincollarci sopra quello di emergenza, quando non sia possibile riparare il tubolare forato o nel caso di un tubolare danneggiato irrimediabilmente. La colla del biadesivo non si indurisce avendo una diversa composizione rispetto al mastice che invece una volta applicato si indurisce e non attacca più. Ma v'è di più. Il biadesivo attacca subito e quindi il tubolare può essere utilizzato subito dopo il montaggio, diversamente dal mastice che invece deve essere lasciato asciugare per 24 ore. La colla del biadesivo Tufo si toglie con il liquido Tufo, lasciato applicato sulla colla vecchia; dopo circa 1/2 ore si scioglie e si rimuove completamente con una pezza; quello Mariposa è ancora più facile toglierlo direttamente con una pezza. Il tutto senza danneggiare il cerchio. Consiglio di rimuove il tubolare vecchio o danneggiato, tagliando con un taglierino la parte centrale della gomma, praticando due tagli esterni, all'altezza della valvola, in modo da togliere prima la valvola e poi il resto del tubolare. All'interno di un borsellino che sta comodamente nella tasca posteriore, metterete un taglierino, una spilla da balia, il piccolissimo gira valvola, il liquido Tufo per riparare la foratura, una bomboletta di Co2 con l'apposito dispensatore, una valvola di scorta, oltre ad un tubolare di emergenza ( per i più prudenti); non vi servirà altro. All'interno del blog troverete post e foto dedicate al biadesivo utilizzato personalmente con successo dopo lunghi test. Saluti ciclistici. 


 

lunedì 24 gennaio 2022

I pedalatori "marketinghizzati ", vi spiego chi sono !

Sostanzialmente mancava una parola che comprendesse il fenomeno dilagante a cui assistiamo da un pò di anni nel settore del ciclismo amatoriale; e allora ho pensato di coniare un neologismo, riferendomi ai pedalatori, affetti dall'acquisto compulsivo e "massificato", indotto dal marketing ! I marketinghizzati. Ve lo spiego in questo video. E per quelli che ancora non conoscessero l'altro mio neologismo, i pedalatori, vi consiglio i post/video, pubblicati anche sul mio canale You Tube. A proposito delle tendenze del mercato. Visto l'aumento esponenziale del numero dei pedalatori in sovrappeso, il mercato si è adattato e ha messo la "pancia" alla bicicletta da corsa, cioè il freno a disco. Saluto il simpatico lettore, che dopo avere visto questo video, mi ha definito il Diabolik delle salite.....ahahahahah . Saluti ciclistici.