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martedì 2 luglio 2024

La bicicletta nell'era della tecnica. #biomeccanica

E' stato nel momento in cui testando telai industriali di serie, in carbonio, con misure standard, compresi che quando il prodotto industriale arriva a livelli molto elevati nella prestazione, il miglioramento complessivo diventa sempre più difficile, riducendosi a guadagni marginali (marginal gains). In quel periodo incominciai a testare telai in carbonio, artigianali, fatti su misura; cercavo il sostanzialmente "nuovo" nell'era della tecnica. E allo stato attuale, l'industria dei telai in carbonio, è rimasta impantanata nella fase definibile marginal gains performance. Quindi non vi fate film mentali e scegliete quello che più vi pare e piace,  non c'è un modello migliore degli altri. Top, de che ? De cosa? Mi premeva fare questa premessa per i lettori che nel 2026 sono ancora "assetati" di test bike! Test bike de che !!! Lasciate stare, non serve più. Gli anni 80 e 90 del secolo scorso sono finiti. Aggiornatevi. Tutto è cambiato!

Nell'era della tecnica, la tecnica si sostituisce all'uomo, e il fare è produzione, secondo criteri di razionalità, con i quali sostituisce le proprietà qualitative con quelle quantitative, frazionando il fare in operazioni parziali della produzione, che il sistema tecnico collega tra loro, fino a unificarle nel prodotto finale. Il riflesso tangibile di questo frazionamento oggettivo del fare, tipico della produzione industriale attuale, è la specializzazione del telaio in carbonio, in vari segmenti del mercato.  

Allora cosa mi rimaneva (rimane) di consigliare ( e spiegare) ai lettori ? Era (è) giunto il tempo di tornar indrio, di tornare al tempo in cui, il fare era arte, e non produzione: è l'opera (il telaio) a riprodurre l'artigiano e l'artigiano si rispecchia nell'opera che riproduce le sue qualità. 

Emblematico è quello che ha scritto un lettore, commentando la mia foto della Pedemonte Altavia fatta a Genova, pubblicati nella Community del canale YouTube del blog : "Abbiamo l'eccellenza e andiamo a comprare i stampi a Taiwan" ( per leggerlo CLICCA QUI ). E' vero! Per eseguire un telaio, il materiale è solo parte di un progetto, in cui entra l'idea, la qualità della costruzione per ottenere un oggetto finale di un certo tipo. Diversamente non si esegue un telaio, lo si produce. Ci sono artigiani italiani che hanno un certo tipo di rapporto con il materiale che va al di là del lavoro manuale; lo interpretano. Solo così si crea e non si produce, come nel caso, dei telai in carbonio della Pedemonte Bike, costruiti a Genova, su misura, veri e propri "Stradivari a due ruote", oggetti personali, unici, in stile #onebikeforever, realizzati con il brevetto IWS (doppio strato interno ed esterno e cottura in autoclave a temperatura più alta che la rende monolitica, come un vero monoscocca, ma su misura) . Il marketing non può inventare la passione. 

La bici muscolare non è una moto o un auto, quindi non ha un motore termico o elettrico, ciò nonostante, i ciclisti sperano di trovare "quell'acceleratore" e di azzardarsi, nel prossimo acquisto! A loro dissi e dico, di averlo trovato, finalmente, "quell'acceleratore", nel telaio in carbonio, su misura, eseguito artigianalmente, non solo è una creazione di nicchia, ma è anche uno stile di vita elegante e simbolo di conoscenza. E su strada, i telai  artigianali su misura, testati,  dimostrano  una risposta più precisa, in termini di prestazione, e’ più facile pedalarci, sin dalle prime pedalate, e si diventa un tutt’uno con la bici. E’ straordinario! E’ un esperienza unica ! Il gesto atletico è più preciso e naturale. 

E l'aerodinamica, dove l'industria sviluppa marginal gains ?  Conta poco. Vi rimando alla lettura di questo post CLICCA QUI , dove in sostanza, spiego e dimostro che la posizione in sella del ciclista, incide per l'80% sull'aerodinamica, piegando le braccia, la schiena e stringendo le gambe; il resto lo fa il casco, l'abbigliamento, telaio e ruote ! Dunque l'industria investe molto per ottenere guadagni marginali, peraltro inutili, tenuto conto della realtà, in cui pedala il ciclista amatoriale, ovvero il cliente; una realtà fatta di traffico, semafori, incroci, ostacoli e strade rovinate, un mondo reale, completamente diverso, rispetto all'utopica e aleatoria galleria del vento, nella quale vengono sviluppati i prodotti di serie. Una scelta di mercato, quella dell'aerodinamica, inutile, illusoria, per il ciclista amatoriale, che però il marketing mistifica e glorifica. Conta altro per il ciclista "di ogni giorno", per il ciclismo "quotidiano", per la dura realtà in cui, combatte nelle pericolose strade, dove si pedala senza la scorta tecnica, con il traffico aperto. Del resto, la quasi totalità dei ciclisti amatoriali e pedalatori, non pedalano con la posizione aero/crono, molto impegnativa, proibitiva, per chi non possiede elasticità muscolare e flessibilità, in particolare sulla lunga distanza, e in salita, dove l'aerodinamica non incide sulla prestazione. Peraltro il telaio aero con ruote aero, limita la possibilità di correggere l'errore di traiettoria, in discesa. Questo ho testato a lungo su strada. 

Sul blog ho spiegato che il telaio su misura è concretamente, un "abito" ciclistico avanzato, sia in termini di assetto biomeccanico, sia in termini di prestazione. Nessun'altro telaio è comparabile. Punto. Ho spiegato che il telaio super leggero, non rigido torsionalmente,  soprattutto in salita, flette di più (troppo) e spreca watt ! Lo chiamo "l'effetto gomma"; serve invece anche il giusto peso per rendere il telaio come una "protesi" del ciclista, una "lama" che taglia l'asfalto o la strada. L'equilibrio strutturale e ponderale è fondamentale.Infine ho spiegato che se il ciclista non migliora il rapporto peso/watt e non impara a pedalare, con la corretta evoluzione ciclica della pedalata ( lo spiego in questo post CLICCA QUI), anche la bici di ultima generazione, non fa miracoli, è uno spreco di soldi, se finalizzata al miglioramento della prestazione ! Molti ciclisti, anzi pedalatori, si concentrano sull'acquisto compulsivo della novità illusoria dell'industria, invece di imparare a pedalare e a "fare la vita" impegnativa del ciclista. Ho visto ciclisti eleganti e micidiali nella pedalata, in sella a bici di qualche anno fa, salutare e staccare in salita, e non solo, pedalatori in sella a bici di ultima generazione. Senza gambe e testa, senza disciplina, la bici non si muove; niente "è gratis", nemmeno la prestazione efficace sui pedali. 

Nell'era della tecnica, l'essere ciclista rimane ancora centrale nello sviluppo tecnologico, figura insostituibile, motore della bici muscolare. Il ciclista amatoriale non si sostituisce con l'aerodinamica, non si crea artificiosamente con il marketing. Per questo e’ necessario che il telaio sia realizzato su misura, in modo da calibrare la prestazione, sulle quote antropometriche e i watt. Il telaio deve essere un oggetto personale, come lo e’ la prestazione; nessuno e’ uguale all’altro; ognuno e’ diverso; ognuno ha bisogno di un telaio diverso ! Nell'era della tecnica, il ciclista evoluto ha bisogno di un telaio artigianale su misura, per esempio, quelli testati, come la Pedemonte Aurata RS CLICCA QUI, la Pedemonte Mutator RS CLICCA QUI e la Pedemonte Altavia CLICCA QUI . Allo stato dell’arte non ho altro da consigliare. Saluti ciclistici. 





La mia scheda biomeccanica di uno dei tre telai su misura testati e recensiti sul blog.

 

domenica 10 luglio 2022

Test bike. Prototipo Pedemonte Mutator RS ( 2021): paradigma evolutivo.



 



Le geometrie personalizzate del prototipo


Le foto scattate nello stabilimento di Genova durante la produzione del telaio

Peso del telaio prima della fasciatura ( a sinistra) e dopo la cottura in autoclave ( a destra):                                          
Peso del telaio prima della fasciatura 

 
5.880 grammi è il peso della nuova Mutator RS con Dura Ace 9100 ( Catena Shimano Ultegra), Darimo Elipse, Darimo IX4, Speedplay Zero, Lightwegth Gipfelsturm, Selle Italia SLR Tecnoflow, Veloflex Pro Tour da 23 mm, portaborraccia Pedemonte, nastro Deda Elementi. 

Com'è noto il mio blog non è affiliato ed allineato al marketing; offre una informazione libera ed alternativa a quella pubblicitaria pagata dai marchi/distributori; "scrivo" sulla strada per passione e propongo la soluzione alla massificazione, dominante anche nel web. A chi mi chiede un alternativa, ai prodotti di massa, consiglio il telaio su misura fatto da un artigiano esperto, la soluzione ideale per chi non voglia adattarsi al telaio standard. Con il telaio artigianale si possono scegliere le misure personali, la colorazione, i componenti e i freni ( tradizionali o disc). Nessun telaio standard, consente una scelta totale. Un telaio su misura invece è "tuo" in ogni senso e diventa una parte del corpo del ciclista; il telaio su misura di qualità elevata è sempre al top. Per questo ho lanciato #onebikeforever , un denominatore comune, per ciclisti evoluti e per coloro che vogliano salire di livello. 

Ma il telaio su misura per essere un ottima scelta deve essere realizzato con il taglio giusto, cioè con le geometrie e l'assetto avanzato corretto per il ciclista. Quindi è fondamentale, la misura esatta delle quote antropometriche, da parte del bio meccanico, sulla base delle quali il telaista taglia le tubazioni a regola d'arte. E' altrettanto fondamentale la successiva elaborazione dell'assetto avanzato, con il quale il bio meccanico fornisce le misure per regolare la distanza retro sella/centro manubrio, l'altezza sella, il dislivello sella/manubrio, la misura dell'attacco e del manubrio. Errori peggiorano la prestazione e rendono inutile la qualità della costruzione. Errori compromettono il risultato finale. "Patti chiari, amicizia lunga". 

Premessa. Regola n°1: il telaio deve adattarsi al ciclista e non il contrario. Regola n°2: il telaio su misura è realizzato sulle misure/watt del ciclista. E' tempo di evoluzione; è tempo di  #onebikeforever .

Aggiorno dopo un anno e mezzo, il test del prototipo della Pedemonte Mutator RS,  con tubi e fasciature in carbonio a vista senza vernice aggiunta, coperto solo da una mano di trasparente, con le scritte e la parte interna della forcella in vernice nera; non mi piace la vernice, amo il carbonio e vederlo splendere sotto il sole, in tutta la sua affascinate trama; la vernice serve ad aggiungere peso e con il tempo si scolorisce a causa dei raggi UV e  spesso, copre i difetti di fabbricazione del telaio; preferisco il telaio non verniciato, per valutare de visu il livello e la qualità di lavorazione del carbonio. Ogni tubo della nuova Mutator RS è come una corda del violino; esegue la sua nota alfine di comporre una melodia; ogni tubo è diverso nella forma, secondo la funzione a cui serve. Impressionante la cura dei particolari, come nelle fasciature visibile, interna ed esterna dei tubi. Il test è stato realizzato sul prototipo fornitomi dalla Pedemonte Bike; pubblico il test solo dopo averlo valutato positivamente, come è prassi del mio blog; pubblico solo quelli che superano la mia prova. La bici test mi è stata consegnata con il gruppo Dura Ace 11v usato e con la pedivella sverniciata in molti (troppi) punti.  

Analisi delle geometrie (elaborate dal CEO Sergio Pedemonte sulla mie misure antropometriche). Telaio compatto (tubo orizzontale virtuale, fodero del carro posteriore, reach e stack) con interasse corto ( 964 mm ! ): estrema reattività e spiccata agilità. Il prototipo è geometricamente realizzato per essere iper reattivo; e questo mi piace; cerco solo "lame" in carbonio che incidono l'asfalto. Ovviamente la parola finale la scriverò sulla mia "scrivania", cioè la strada. Analizzando anche la scheda dell'assetto avanzato, il prototipo della Mutator RS è geometricamente accattivante, con armonioso rapporto fuorisella (196 mm) - dislivello sella/manubrio (34 mm), senza aggiungere spessori sotto il manubrio. Dunque un assetto ottimale. 

Il prototipo Pedemonte Mutator RS è polivalente, adatta a tutti i segmenti della strada, salita, pianura e vallonato; 798 grammi reali per 145 n/m di rigidità torsionale !!! Ottimo rapporto peso/rigidità. Come da tempo scrivo, il peso del telaio non è tutto, la prestazione dipende da più fattori, Contano anche la rigidità, la reattività, il comfort e la maneggevolezza . Il kit telaio troppo leggero diventa ingestibile soprattutto in discesa, si sente quello che chiamo "l'effetto gomma", cioè il telaio flette troppo, sotto sforzo, in particolare in salita, e fa perdere i watt scaricati sui pedali. Meglio avere più grammi sul telaio/forcella e meno grammi sul peso finale della bicicletta assemblata in modo ottimale: cosa te ne fai del telaio leggero con componenti economici, come per esempio, l'Emonda SLR disc offerta dalla Trek con assemblaggio Ultegra!!! Assurdo! Il peso dei componenti, soprattutto quello delle ruote, è essenziale per il peso totale e quindi della prestazione. Il peso è parte della prestazione. 

Il profilo multiforme del prototipo Pedemonte Mutator RS è un "unicum", un insieme funzionale da cui deriva la straordinaria rigidità torsionale: tubo over size obliquo rettangolare nella parte superiore e semi ovale nella parte inferiore; forcella WR Compositi FK4 in carbonio undirezionale Toray T1100/ T800 per coperture fino a 28 mm, rake 45 mm, forcellini in carbonio protetti da placche in alluminio ( come quelli del carro posteriore); scatola del MC BB386 EVO (il migliore standard) over size con pedivelle innestate senza la necessità di adattatori esterni, quindi nessuna flessione laterale sensibile  (e niente rumori) quando si spinge soprattutto sui pedali; foderi bassi semi curvi verso l'esterno con tre lamelle di rinforzo strutturale evidenziate nella forma sinuosa; pendenti alti piatti e aero; bloccaggio della sella interno al tubo orizzontale; reggisella aero; tubo sterzo over size. La forma dei tubo obliquo e orizzontale sono a "goccia", la struttura tipica delle aero bike. Tutto questo è unico, ed è finalizzato a rendere la nuova Mutator aero, rigido e scattante; tutto questo è artigianato di livello assoluto, progettato e realizzato da chi sa plasmare il carbonio perfettamente; sono particolari d'autore. Basti vedere la forma del tubo orizzontale: il profilo si appiattisce gradualmente, man mano che sfila verso il tubo verticale, diminuendo l'ampiezza dell'angolo. Il buon comfort dipende dall'orientamento delle fibre, come stratificate e dal reggisella aero: l'assenza del collarino reggisella, lo rende più flessibile, e quindi più comodo. 

Ma come realizzare un telaio su misura, con la compattezza di un monoscocca ? Premesso che attualmente i telai monoscocca presenti sul mercato, in realtà, sono costruiti innestando il carro posteriore nel triangolo anteriore monoscocca (unico pezzo). Ciò premesso va detto che il telaio monoscocca, su misura, implicherebbe costi di produzione elevati: ci vorrebbe uno stampo per ogni telaio su misura. Ecco allora l'invenzione di Sergio Pedemonte, cioè il processo di fasciatura denominato IWS: la fasciatura interna ed esterna al tubo consente di realizzare telai su misura, ma con la struttura rigida/coesa del monoscocca; inoltre la cottura in autoclave a temperatura e pressione controllate superiori rispetto allo standard, restituisce la completa continuità dei tessuti della fibra di alta qualità. La gamma RS è realizzata con carbonio Torayca T1100G (più resistenza e moduli elastici più elevati) e resina epossidica ad alto TG, altamente tenacizzante, con nanosfere in materiale plastico. La gamma RS è realizzata esclusivamente con fibra unidirezionale, in modo da eliminare lo strato contrapposto, alleggerendo la struttura e facendola lavorare solo nella direzione utile alla funzione specifica delle diverse tubazioni. Passaggio dei cavi interno. Forcella in carbonio monoscocca Toray T800/T1000 con finitura 3K e forcellini in carbonio con protezione in alluminio. Il telaio/forcella è compatibile con dimensioni massime delle coperture di 33 mm.  Lo standard del movimento centrale è BB386 EVO Press Fit, quindi scatola del movimento centrale del telaio larga 86,5 mm, con diametro interno di 46 mm. I vantaggi: scatola del movimento centrale molto larga quindi più rigida. Inoltre questo standard permette di costruire tubo obliquo e foderi del carro posteriore over size, aumentando ulteriormente rigidità e leggerezza. L'asse del movimento centrale è di 30 mm, ma nel test, sarà utilizzato asse di 24 mm ( Shimano), con adattatori interni, mantenendo tutti i vantaggi dello standard BB386 Evo: massima rigidità e appoggio in fase di spinta e nessuna flessione laterale della pedivella. In pratica si può installare qualsiasi pedivella. Va precisato che i produttori adottano il fattore Q a 147 mm, quindi non ci sono problemi di adattamento e l'ingombro della pedivella non sarà maggiore, nessun sfioramento con le caviglie. La nuova Pedemonte Mutator RS, è stata pensata per portare la luce e la speranza in una valle di lacrime chiamata mercato massimizzato.   

TEST su STRADA.

Il mercato massimizzato omologa prodotti e prestazioni. Quindi le differenze nelle prestazioni dei telai con misure standard, oramai sono infinitesimali, quasi impercettibili, non sempre ci sono, considerato che quasi sempre si sovrappongono, sono identiche, tanto che un ciclista bendato non saprebbe riconoscerli. Pedalando invece sul prototipo Pedemonte Mutator RS, la differenza è precisa, è evidente; la sintetizzo: rigidità torsionale reattiva su misura. 145 n/m ( valore di rigidità) tagliati su misura per un peso di 798 gr (telaio) e 290 gr ( forcella): rapporto peso/ rigidità elevato. Nonostante 5 kg e 880 grammi, il telaio sotto spinta, non si è mai piegato sensibilmente, è rimasto composto, dandomi il piacere di guidare la leggerezza, senza perdere watt, quindi senza "effetto gomma", ricorrente invece nei telai leggeri, ma non rigidi. Il prototipo Pedemonte Mutator RS è ottimo su ogni percorso: salita ( qui mi ha sorpreso favorevolmente), pianura, vallonato e assolutamente preciso e facile da guidare in discesa, così maneggevole e sensibile da essere intuitivo guidarlo persino in una discesa tecnica. Il Prototipo è maneggevole, si inserisce in modo preciso e facile nelle curve tecniche; buono il comfort. Ottima la stabilità su manto stradale dissestato. In salita è ottima l'accelerazione in sella e sui pedali; la rigidità torsionale e laterale è uniforme, marcata, netta, non puoi avere dubbi che pedali su un telaio ultra rigido; il Prototipo "suona" intonato; ogni parte del telaio è rigida, e lo è nel modo in cui Pedemonte ha deciso di orientare con maestria, la fibra di carbonio UD (unidirezionale); il prototipo Pedemonte Mutator RS è così rigido che è persino meno agevole montare la ruota posteriore !!! Occorre spingere all'interno i forcellini  (in carbonio) del carro posteriore ( asimmetrico), per agevolare l'entrata sul mozzo. Spiegazione: le pelli di carbonio UD sono messe in tensione, per renderlo più rigido; in questo modo la costruzione tende a tirare il carbonio e il carro si stringe di un paio di mm; poi una volta cotto in autoclave, il telaio si comporta come un cavo di acciaio che tira. Date un occhiata al video che ho girato, mentre cerco di flettere con una mano, i forcellini del carro posteriore: è incredibile la rigidità ! A proposito di forcellini; i 4 i forcellini in carbonio, sono protetti da una placca in alluminio, in modo da impedire l'usura! Il mio modo di pedalare: scatto sempre, ho bisogno di un mezzo che sia agile e maneggevole, non devo perdere watt, non sono un passista, quindi devo ottimizzare la velocità di manovra e scattare facilmente; ho bisogno di rigidità e leggerezza per cambiare il ritmo costantemente e con il prototipo posso farlo anche senza scattare sui pedali, come è mio solito fare. In salita, mi piace rimanere a pedalare sui pedali, costantemente e con il prototipo posso farlo più facilmente ed efficacemente perché tubo obliquo, scatola del movimento centrale e foderi bassi del carro posteriore, sono molto rigidi e compatti come un unico pezzo. Per quanto concerne la forcella, ho riscontrato stabilità alle alte velocità anche su fondo sconnesso, precisione nell’ingresso ed uscita di curva; è netta la rigidità torsionale. In discesa, l'entrata  in curva a gomito, è  buona. La migliore prestazione della Mutator RS si sintetizza con l'utilizzo dei rapporti della trasmissione: 2/3 rapporti più lunghi in salita e in pianura, più veloce sia in salita che in pianura; il telaio è molto rigido torsionalmente, quindi la forza scaricata sui pedali è ottimizzata, si fa meno fatica; con gambe allenate si possono spingere meglio rapporti più lunghi ( più duri) che sviluppano più metri. Il comfort è buono, ma è un telaio estremo, le geometrie sono quelle della bici da corsa ultra reattiva e rigida torsionalmente; l'ottima prestazione/resa penalizza un pò il comfort; le vibrazioni della strada si sentono con ruote rigide; sconsiglio pressioni alte. 

CONCLUSIONI.  Prototipo Pedemonte Mutator RS,  il paradigma evolutivo del telaio. Il prototipo Pedemonte Mutator RS è hyper bike, di livello superiore a top frame di alta gamma prodotti a livello industriale La "rigidità reattiva" e "l'aggressività" della nuova Mutator RS è totale, avvolgente; salita dura, pianura, percorso ondulato, strade sterrate, vento, pioggia, niente di tutto questo, ne limita la prestazione; solo le gambe del ciclista sono il limite; è silente e filante; è incredibilmente aggressiva, il sogno di ogni ciclista; personalizzata e calibrata sulle misure/watt del ciclista. Nessun prodotto industriale con misure standard è paragonabile al prototipo: è come comprare un abito su misura invece di quello confezionato; farlo fare dal sarto invece di prenderlo ai grandi magazzini, ma allo stesso prezzo (dei top di gamma industriali standard). Il prototipo Mutator RS è adatto agli scalatori, ai scattisti, ai passisti scalatori. C'è un ulteriore valore aggiunto: la bellezza del carbonio a vista sotto la luce artificiale e il sole è affascinante, mi piace rimanere e guardarlo; unico in ogni senso e non solo perché ogni successivo esemplare, non sarà mai uguale agli altri. Il telaio artigianale su misura è da sempre una scelta di stile, di carattere, di massima prestazione, ma non può piacere a tutti, anzi direi che non deve piacere a tutti, perché significherebbe non avere stile, non avere carattere, perdere la prestazione più estrema, per diventare una creazione di massa #esserechiaricontutti Detto ciò, dopo tanti anni di test, posso concludere che esistono ottimi telai top di gamma e telai hors category. Saluti ciclistici. 

Pagella (dopo un anno e 1/2 di test):

Reattività: 10 

Rigidità torsionale/laterale: 10 ( talmente rigido che non solo si risparmia energia, ma si devono spingere all'interno i forcellini del carro posteriore per fare entrare la ruota !!! Mai vista prima una cosa simile )

Rapporto peso/rigidità : 10 ( 145 n/m x 798 grammi x Toray T1100 x UD !!!!)

Stabilità: 9 ( sulla strada asfaltata)

Peso kit telaio: 9 ( il giusto compromesso) 

Maneggevolezza: 9 (agile nelle discese tecniche; dato influenzato dall'interasse corto)

Comfort: 8 ( voto riferito all'assetto biomeccanico estremo con ruote ultra rigide del test, serviva per renderla una macchina da corsa, un oggetto per corridori, un "arma" da corsa in linea; con ruote diverse e assetto biomeccanico normale il voto aumenta)

Bellezza: 10+ ( un oggetto da collezione, si vede solo il carbonio). 

Difetti: da migliorare lo scorrimento del filo del freno posteriore. 

Il test è stato realizzato con il prototipo fornito dalla Pedemonte Bike. 

AVVISO PER I PEDALATORI: il test si riferisce al telaio artigianale su misura e non al telaio artigianale con misure standard. #onebikeforever si riferisce solo al telaio artigianale su misura.

Per info e preventivi    info@pedemonte.bike oppure pedemonte.bike@gmail.com (scrivete che siete lettori del blog 😉). Saluti ciclistici. 


mercoledì 6 luglio 2022

La nuova variante del consumismo: i pedalatori che sfottono ! #degradosociale

Uno dei motivi per cui consiglio #onebikeforever, il cui significato, lo spiego anche qui CLICCA QUI . Buona visione.  


...e consiglio la visione anche di questo video.....  


Saluti ciclistici

sabato 26 febbraio 2022

Grammomania: Pedemonte Bike Aurata RS Superleggera #onebikeforever ". "Il futuro è il freno a disco" !!! 😂

"Il futuro è il freno a disco" 😂😉, anatema "profetizzato", da molto tempo, da una pletora di pedalatori e negozianti divenuti "veggenti e sibille". Con i due test Pedemonte Bike, ho voluto spiegare che esiste tutto un mondo alternativo, chiamato " telaio su misura", veramente made in Italy, sconosciuto a tanti. Esiste solo il presente, del "futuro non v'è certezza", fatto di scelte personali e di nicchia, come questa fantastica Pedemonte Aurata RS Superleggera, unica anche per l'assemblaggio, il sogno non solo di ogni ciclista, ma anche dei corridori professionisti, costretti ad adattarsi alle misure standard; una bicicletta da corsa, come questa, non la potrete vedere alle corse trasmesse alla TV; solo i marchi commerciali più ricchi possono spendere tanti (troppi) soldi per sponsorizzare le corse alla TV e convincere i pedalatori.  Mi rivolgo a quelli che non sanno o fanno finta di sapere che esistono alternative migliori alle solite bici disc industriali e che un telaio su misura come per esempio, questo telaio Pedemonte Bike (il cui prezzo è determinato solo da materiali e manodopera artigianale), costi quanto telai top di gamma industriali con misure standard, il cui prezzo è determinato anche dai costi della pubblicità e dai contratti con i team/campioni professionisti; niente è gratis. A voi la scelta, ma basta ipocrisie. La vendita dei telai rim brakes non è cessata e ci sono tanti ciclisti che non intendono scegliere una bici disc per tutta una serie di problemi (costi, estetica, peso, manodopera, rumori e fade brake). Ci sono ciclisti che scelgono a prescindere dalle mode, con un altro modo di pensare e di vivere, e posso assicurare che sono molti; c'è tutto un altro mondo fatto di persone che non pensa " mi piace, ma scelgo quello che va di moda", se ne infischia, anche delle ipocrisie; il mercato lo fanno i ciclisti; si può scegliere ancora e l'ho spiegato con i test Pedemonte Bike, quale introduzione, al mondo alternativo, made in Italy, su misura, fatto da artigiani e da prodotti di assoluta qualità. E' una filosofia di vita, prima ancora di essere una scelta tecnologica. Il mercato della bicicletta da corsa attuale non è mai stato così disorientato, confuso dal marketing; oramai lo si deve analizzare e comprendere con la psicologia di massa e la psicologia della pubblicità, branche della psicologia che studiano, la prima, l'influenza dei fenomeni collettivi sulle scelte individuali, la seconda, l'influenza del marketing sulle scelte dei consumatori. Consiglio di ripensare la scelta subliminale indotta dal marketing, se non si vogliono sprecare soldi alla ricerca di qualcosa che non potrà mai essere migliore. Come scrivo da tempo, la maggioranza dei ciclisti, se bendati non saprebbero riconoscere la propria bicicletta industriale da un altra, in quanto le misure e quindi le prestazioni sono oramai standard. Per capirlo ci sono voluti anni di test fatti su telai standard, ma soprattutto gli ultimi due test, il primo, Pedemonte Aurata RS, propedeutico a quello successivo, la nuova Pedemonte Mutator RS. Il presente continua ad essere ( o se preferite il futuro)  il telaio su misura italiano #onebikeforever.  Non devo aggiungere altro; bastano le foto e i miei test; per leggere TEST AURATA RS CLICCA QUI e TEST MUTATOR RS CLICCA QUI .  
Dedico queste foto, a quelli "del bar/salotto" che dicono che il peso leggero non conti più; mi ricordano la favola della volpe che non potendo mangiare l'uva, diceva che non era buona!! Il rapporto ottimale peso/rigidità conta e conterà sempre. Del resto la prima cosa che si fa quando si vede una bici da corsa è quella di alzarla per sentire se è leggera. 
PER PREVENTIVI gratuiti e CONTATTI : vendite@pedemonte.bike ; +39 351 92 62 152 -  +39 349 54 52 266 ....dite che siete lettori del blog 😉  Il peso leggero non conta più disse il pedalatore invidioso ed ignorante......ahahahaha. Saluti ciclistici. 



lunedì 6 gennaio 2020

#ONEBIKEFOREVER

La passione mi ha portato a pedalare dagli anni 70 ( iniziai da bambino con la Olmo in acciaio di mio padre) fino alle disc road e a comprendere che da circa 5 anni, le  differenze nella prestazione dei telai top di gamma road commerciali con misure standard, in particolare quelli disc, sono quasi inesistenti, irriconoscibili dal ciclista bendato; per non parlare delle forme simili/uguali.  Come diceva il compianto maestro Dario Pegoretti "La passione non è una cosa che puoi inventare...il marketing non riesce ad inventare la passione...la passione la devi trasudare..." . Quindi arrivato a questo punto della storia della bicicletta, giunto in questa epoca di esagerato consumismo, di massificazione, cioè spersonalizzazione dell'individuo come conseguenza della civiltà dei consumi, dove tutto non deve essere diverso, ma uguale, per controllare e "allineare" i gusti, cosa rimane ai ciclisti ? Le gambe e un telaio personalizzato a "propria immagine e somiglianza", uguale a nessun altro, costruito con il migliore materiale e secondo metodologie di costruzione di qualità assoluta o brevettate; tutto il resto è noia, omologazione, "tristezza" infinita. Per questo ho coniato l'hashtag #onebikeforever  per pedalare sulle strade della vita, con un telaio, che "ti conosce" e "ti parla" come nessun'altro. La regola fondamentale, lo ripeto, è  " il telaio deve adattarsi al ciclista e non il contrario", quindi prima o poi, al ciclista evoluto non rimarrà che scegliere il telaio personalizzato nelle misure; chi sceglie un telaio commerciale con misure standard, deve adattarsi, con spessori sotto il manubrio e/o con dislivelli sella/manubrio inquietanti, quasi inesistenti; non è un caso che sono aumentati i pedalatori in punta di sella, con schiena e braccia non piegate, così rigidi nella posizione, da stancarsi prima, procurandosi infiammazioni; adattarsi assumendo posizioni deleterie per la salute; affidarsi a biomeccanici che spesso non trovano le misure giuste; e ogni volta cambiare, tentando di trovare il telaio adatto.  Perché ?  Per ignoranza non sapendo che esistono alternative oppure per usare la bicicletta vista alla gara trasmessa alla TV,  magari per sentirsi come un corridore prof, omologato al "gruppo" ? Ma davvero c'è qualcuno che pensa che i corridori professionisti, oggi, possano scegliere la bicicletta con la quale gareggiare ?! Ma davvero c'è qualcuno che pensa che questo sia l'unico criterio per scegliere e non sprecare soldi ?! 
Allora il mio consiglio è "staccatevi dal gruppo" allineato al "generalizzato", allo standard, evolvetevi e fatevi fare un telaio su misura, da chi volete, scegliete quello che volete, la scelta è varia; in Italia abbiamo prodotti di eccellenza e di riferimento per il settore, da sempre; all'estero ce li invidiano e li osannano. Pedalare su un telaio personalizzato, è tutta un altra cosa, è come indossare un abito su misura, credetemi. Il telaio personalizzato rende esclusivi anche nello stile della pedalata, appaga, sono gli altri che ti guardano, rende ciclisti. I prezzi sono in linea con quelli dei top di gamma commerciali con misure standard e in alcuni casi sono inferiori. E allora a cosa serve cambiare ogni anno o due il telaio senza avere la soddisfazione di pedalare con quello giusto, solo per rincorrere l'ultima novità ( quale ? Oggi sono quasi tutti uguali); scelta non compatibile persino con l'emergenza climatica ! Liberatevi; evolvetevi. #onebikeforever. 
E così mi piace parlare anche di telai, autenticamente e completamente, made in Italy, fabbricati a mano, nelle officine del Nord Italia, come quelli del marchio Dario Pegoretti, chiamate appunto l'Officina. Qualche tempo fa, ne parlai in questo post ( CLICCA QUI ), in occasione della prematura scomparsa del maestro Dario Pegoretti; egli se ne era andato, in un giorno triste di fine agosto; fu il giorno in cui la bicicletta italiana perse uno dei suoi padri fondatori, un maestro artigiano. 
In fondo se non c'è nulla da cambiare nel tramonto, o nell'alba, non vedo perché non si debba farlo anche con oggetti sacri e belli nella loro semplicità, come la bicicletta da corsa. Il telaio è storia di uomini.  Saluti ciclistici.
                      Uno degli ultimi telai fabbricati da Dario Pegoretti ( foto concessa dalla Dario Pegoretti)

                 Uno dei primi telai composti da Pietro Pietricola per il marchio Dario Pegoretti
                                                         ( foto concessa dalla Dario Pegoretti)