Giù dalla branda alle 5,30. La città dorme. Chi si allena non ha tempo da sprecare e la mattina ha l'oro in bocca. Direzione Monti Ausoni. Parto dal mare per arrivare in un piccolo borgo di meno 500 abitanti: Falvaterra dopo avere percorso il vallonato di San Magno, la lunga salita di Lenola e il vallonato che conduce a Pastena. Il paese è arroccato su di uno sperone roccioso che domina la sottostante vallata dove confluiscono i fiumi Liri e Sacco. Il silenzio delle valli e dei paesi attraversati, ancora addormentati, mi piace e mi rasserena. Incontro solo due piccoli camioncini guidati dagli operatori ecologici, che silenziosi come gatti si arrampicano sulle strette vie ripide. Arrivo a Falvaterra, salgo sulla parte alta del paese; una strada stretta e fatta di piccole maioliche stile mosaico, mi portano al centro del paese; ritorno indietro e ammiro il panorama della Valle del Liri. Esco dal paese ed inizio la discesa, svolto a sinistra, al cartello che indica Farmacia; è una strada stretta con molte curve, discesa al 15-18%, porta al Monumento naturale delle Grotte di Falvaterra e Rio Obaco. In alternativa, si può proseguire, sempre in discesa, seguendo la strada principale, svoltando prima a sinistra, fino ad incontrare il cartello che indica le grotte. " Atterato" sulla strada in salita che conduce alle Grotte, incontro una piccola cascata rumorosa, si rompe il silenzio. Arrivo davanti all'entrata delle Grotte, chiuse durante la settimana. Giro la ruota e ritorno indietro. Anche oggi allenamento a tre cifre: 116 km, sotto il sole, tagliando il vento caldo e torrido. Bici è viaggio, è avventura. Ricordo, ogni anno, questo percorso, lo faceva un gruppo folto di ciclisti; preoccupati di completarlo, si incoraggiavano. Va detto che pedalare in gruppo è la soluzione, l'unica, per chi non sa pedalare da solo contro il vento. E detto francamente, chi non sa pedalare contro il vento, non è ciclista. Allenarsi in solitaria, invece è più difficile, ci si abitua e si impara a pedalare soprattutto contro il vento; ci vuole esperienza, lavoro mentale e gambe allenate, e una smodata voglia di avventura. Per questo l'allenamento in gruppo è sconsigliato. Chi esce in gruppo deve accettare le decisioni, le soste e il percorso scelto dal gruppo, inoltre si possono avere problemi con buche non segnalate, cadute provocate da altri, ricevere "sputazze" maleducate, e occupare la strada provocando la rabbia degli automobilisti. Chiusa la parentesi.
Ritorno al paese di Falvaterra, percorrendo questa volta in salita, la ripida discesa, ottimo allenamento. Alla fine della salita, ritornato al paese, una persona sconosciuta mi saluta con un fraterno, spontaneo e sereno buongiorno. Uscendo dal paese ancora un altra persona mi saluta cordialmente. Ricorderò queste espressione positive, come un "omaggio" al "viandante" a due ruote silenziose. Esco dal paese. La strada continua a scorrere veloce sotto le ruote e come sempre, quelle che prima erano discese veloci, diventano salite dure; mi piace attraversare paesaggi collinari, dove si alternano i colori cangianti, mentre il silenzio, concilia il dialogo tra mente e gambe. Tutto è perfettamente sincronizzato. Ripasso per Pastena; altra sosta breve (una all'andata), per mangiare l'ultima banana e riempire la borraccia. Esco da Pastena, inerpicandomi per la dura salita, poi la strada prosegue ondulata, in una suggestiva valle. Supero Ambrifi e mi lancio nella lunga e veloce discesa di Lenola; poi di nuovo San Magno con il suo sali e scendi, passo Portella, Pisco Montano e il lungo mare. Finish. Due insegnamenti per chi vuole fare ciclismo: bisogna praticarlo per conoscerlo; la strada è la casa del ciclista. Saluti ciclistici.
Mi capita di vedere bici da 10 mila € abbinate ad abbigliamento da 100 €, quello compreso nel prezzo della tessera sociale! E' sbagliato; è tipico del pedalatore che ignora l'importanza dell'abbigliamento tecnico. Perché conta la scelta dell'abbigliamento ? L'interazione dei muscoli bianchi e rossi genera scorie ( acido lattico) e scariche elettriche-calore. Ci vogliono super materiali per neutralizzare efficacemente la fatica e il suo effetto termico. La qualità si paga e spesso non basta pagare, bisogna conoscere e sapere scegliere. Anche nel settore dell'abbigliamento, l'offerta è generalmente uniformata; c'è poco di concretamente diverso, è quasi tutto piatto. Per questo pubblico il test Vardena Italy: prima Carbon C6, poi Carbon Ceramic ed infine Boron Graphene; non sto parlando di telai, ma di abbigliamento. Idee visionarie, materiali esclusivi, processi di produzione avanzati, stile ed esclusività made in Italy. Boron Graphene, AeroSpace Grade Superconductor: boron infuso al graphene. Un innovativo materiale super conduttore di grado aerospaziale con la più alta capacità di dissipazione del calore generato dalla fatica muscolare. Ad oggi nessun altro marchio è in grado di realizzare questo prodotto o simile. Indossando questo nuovo capo Vardena Italy, il corpo del ciclista viene avvolto da uno strato composto dal migliore materiale sintetico combinato a lamelle di boron infuso al graphene, intessuti, in una trama mirabile e variegata, coordinata con la mappatura del muscolo; una seconda pelle, variegata e composta da tessuti lucidi, micro/macro fori e lamelle disegnate a forma di Y e delta, poste nei punti dove si addensa specificatamente e maggiormente la fatica muscolare e quindi l'acido lattico: l'apparato respiratorio e le cosce ! Al tatto, l'abbigliamento così congegnato, in alcuni punti, è morbido, in altri invece, è appena rugoso, ma il sudore lo rende completamente morbido e più elastico. La trama del tessuto presenta una superficie diversa, internamente ed esternamente; dove c'è boron graphene è composta da due lati diversi e rugosi in modo irregolare, molto più accentuati nei colori chiari della collezione. La funzione delle lamelle di boron/graphene è quella di prendere l'aria e dissipare il calore, subitaneamente, dove serve, riducendo al minimo i tempi di stagnazione del sudore, consentendo la massima traspirazione. Un livello di traspirazione, inarrivabile anche per i migliori tessuti sintetici. Una combinazione specifica e dedicata per ogni parte del corpo. Una rete di protezione dalla fatica e dai raggi UV. Il processo di lavorazione è brevettato. La lavorazione di questo tessuto esclusivo è affidata a 3 fabbriche italiane: la polvere di boron e graphene è sublimata nel tessuto, attraverso un cilindro di ottone e una fresa CNC; così si genera il negativo della stampa del disegno formato da un cerchio chiuso, scelto per capsulare, il calore e dissiparlo. Il boron è un materiale molto pregiato e viene utilizzato per la costruzione dei super computer, dei treni ad alta velocità a levitazione magnetica e nel settore aerospaziale; invece il graphene, meno pregiato, deriva dal carbonio. Superfluo osservare che la collezione Boron Graphene è destinata esclusivamente per l'estate e l'utilizzo con alte temperature. L'alta capacità di dissipazione del calore, non comune, rende questo abbigliamento, sconsigliato per autunno/inverno; il freddo annienterebbe il corpo togliendogli il calore. La percentuale di Boron Graphene indicata nella targhetta è del 10%, ma forse è inferiore al reale. Prodotti avanzati come quelli di Vardena Italy, non si vedono alla TV, la cui capacità mediatica è senz'altro quella di fare aumentare il prezzo di prodotti normali.Concludo con una chiosa. Se è vero che contano le gambe, è altrettanto vero che contano i materiali che avvolgono le gambe e il corpo del ciclista. Cosa fa Vardena Italy per l'ambiente ? Molto. Tessuti e fondello biodegradabili, non vengono usate sostanze chimiche inquinanti e quindi anallergici. Vardena Italy stampa con inchiostri bio hazard, compatibili con la pelle, tutti certificati e italiani; usa carta riciclata nella produzione per applicazione, sublimazione e stampe. E soprattutto l'intera produzione è a Km 0, cioè nel raggio di meno 10 km. Ci vuole coraggio ed onestà per produrre in modo eco compatibile, nonostante i costi maggiori. E anche questo è un valore aggiunto. Il sito Vardena Italy https://vardena.it/. Per contatti e acquisti via whatsapp +41 77 261 05 12 . Test in collaborazione con la Vardena Italy.
Test su strada. Vardena Boron Graphene hors category for summer; mi piace indossarla. La maglia veste bene, comoda e aderente, la zip è precisa e rapida; il pantaloncino è aderente, ma comodo; il fondello ammortizza bene anche sulla sella in carbonio, le bretelle non tirano e la parte che avvolge le cosce, leggermente più lunga sul ginocchio, è morbida. Nessuna frizione e tensione sul corpo, la maglia e il pantaloncino leggeri, sono aderenti e comodi, come una seconda pelle. Pratica e funzionale la piccola tasca laterale posteriore con zipp, da usare per riporre le carte delle barrette o poche chiavi di casa. Le tasche posteriori hanno diversa lunghezza e gli oggetti ivi riposti rimangono fermi. La traspirazione è ottima: si suda sempre, ma si suda di meno e la maglia non rimane mai completamente e permanentemente bagnata di sudore. Ottimo prodotto. Test effettuato con alta temperatura e alta percentuale di aria umida. Va detto che la mancanza del colletto sulla maglia necessita di una mantellina con colletto in caso di discesa alpina o comunque lunga. Saluti ciclistici.
Le gambe "sono il ciclista"; sono loro che scrivono le nostre storie sulla strada; attraverso le gambe arrivano le emozioni al cuore. Le gambe dicono che ciclista sei. Quello che conta sono le gambe e due ruote leggere. Saluti ciclistici.
Pedalatori fanatici, inesperti ed ingenui, pubblicano sui social, foto/video del ciclo computer che gli consiglia di prendersi una periodo di riposo dall'allenamento ! 😂 Ne vanno fieri, ma non sanno che il ciclo computer li ha bocciati perché non hanno imparato a gestirsi ! Questa è la premessa.
Molto tempo fa, conobbi un ciclista. Era un ciclista maturo, esperto, usciva ogni giorno, salvo "terremoti". Lui pedalava al naturale, senza allenatori, "battagliava" sempre, odiava la "mezza ruota". Condivisi con lui molti allenamenti. Imparai che uscire ogni giorno è la cosa più difficile; bisogna sapersi gestire, come se fosse un Giro d'Italia, senza fine. Qualche pedalatore invidioso gli diceva che era forte solo perché si allenava di più, ma sbagliavano. Lui sapeva gestirsi e faceva la vita da ciclista. Lui mi dice che ora c'è da imparare da me; non lo so se è vero, di certo ho faticato tanto, niente si improvvisa.
Poi conobbi un altro ciclista, molto più giovane, di quelli che si allenavano con tabelle e computer. Era forte, un vero atleta. Faceva le gare. Usciva sempre, anche con la pioggia. Proveniva da altri sport, forte di muscoli, ma meno forte a livello di forza mentale. Dopo qualche anno di allenamenti incensanti programmati con cardio frequenzimetro e misuratore di potenza, e di gare con scarsi risultati, mollò tutto e passò ad altro sport. La sua mente aveva ceduto di schianto. Nonostante che gli consigliassi di imparare a gestirsi, ad alternare carico e scarico, vendette la bicicletta, colto da una nausea, associava la bici all'allenamento duro. Errore facile da commettere. La bicicletta per un amatore deve essere divertimento. Pedalare sempre con le tabelle, è insostenibile sul lungo periodo, per il ciclo amatore. Quindi occorre imparare a gestirsi con l'esperienza. Abituare la mente e il corpo alla sana fatica, é il "segreto" del ciclista. Queste due storie, tra le tante che conosco, mi danno lo spunto per scrivere questo nuovo post. La bicicletta da corsa può essere una pillola per la salute, ma anche uno "strumento di tortura", per chi non impara a gestirsi ( e/o pedala con le misure errate).
Gestirsi significa pedalare senza superare velocemente i limiti mentali e fisici, ma migliorandoli gradualmente, condizione indispensabile per programmare un carico di lavoro intelligente. Regola numero 1: alternare lavoro di carico al riposo (scarico attivo e passivo). Diversamente si rischia il corto circuito mentale e fisico, continuare ad allenarsi diventa contro producente; il sovrallenamento è anche per colpa di allenamenti standardizzati. Il corpo e la mente devono allenarsi e riposare, un alternanza complicata, che si impara a gestire quando si ha un approccio serio con lo sport, programmato sul lungo periodo. Il corpo deve avere il tempo di smaltire, il carico di lavoro intenso con la fase dello scarico, attivo (allenamento leggero) o passivo ( no uscite in bici - integrazione indoor). Per esempio. Il giorno dopo, le SFR ( salita, forza, resistenza) o l'allenamento duro, faccio un ora di rullo libero, ad alta cadenza, per sciogliere la muscolatura ovvero libera le gambe dalla "pesantezza" e dalla tensione muscolare. E' importante rivolgersi al massaggiatore, per togliere tensioni muscolari e "sciogliere" la muscolatura, se non si conosce lo stretching. Con gli anni il tempo per il recupero si allunga. Regola numero 2. L'allenamento corretto viene memorizzato dal corpo e alla ripresa, dopo la fase del recupero, si è in grado di superare il limite della precedente sessione.
La fase del carico è quella più lunga, e dipende dallo stato di allenamento e dalla capacità di gestire il carico. Può durare qualche giorno, o qualche settimana, dipende, anche dal numero delle uscite e dalla condizione. La fase di scarico (riposo) invece può essere posta come intervallo, per esempio, tre giorni di carico consecutivi e un giorno di riposo, oppure, due giorni di carico e uno di riposo. La cosa fondamentale è gestire il periodo di riposo con stretching e ginnastica posturale. Ho imparato che l'allenamento intenso disallinea, cioè il corpo perde la corretta postura. Per esempio, se si spinge di più con la gamba destra, si può caricare, oltre misura, tutta la parte destra del corpo, e quindi accorciare la muscolatura, per dirla in parole povere. Si possono avere delle contratture, che limitano l'estensione dei muscoli, oltre a provocare dolore. Ecco l'attività di riposo attivo serve a ripristinare l'equilibrio anche posturale del corpo purché lo si riallunghi/ripristini. Ho imparato a fare stretching, quindi a riallungare i muscoli, e grazie all'ausilio di un fisioterapista, ho imparato ad eseguire correttamente esercizi di ginnastica posturale, proprio per fare ritornare in equilibrio il corpo ed eliminare le distonie. Sul punto invito a leggere la pagina che ho scritto CLICCA QUI . Quando ho avuto problemi muscolo scheletrici, mi sono rivolto all'ortopedico e al fisioterapista e anche in quel caso, ho imparato, "sulla mia pelle".
L'importanza della gestione degli allenamenti, dell'alternanza, lavoro-riposo è influenzata molto dal lavoro professionale, dal mestiere, che si fa per guadagnare, si parla di ciclisti amatoriali, non professionisti, come nel mio caso, quindi è tutto più complicato e serio, non è facile districarsi tra allenamenti e lavoro, tra riposo e famiglia. C'è poi un altra questione fondamentale, il carico mentale. Lo stress emotivo riduce la concentrazione e quindi le uscite, oltre alle difese immunitarie, come lo stress fisico stanca i muscoli esponendoli ad infiammazioni. Quando la mente non ne può più di gestire allenamento/lavoro/famiglia e tutto quello che comporta la vita quotidiana, allora, è meglio pedalare serenamente, staccando computer e misuratore di potenza, oppure prendere la bicicletta e raggiungere il punto più alto, fermarsi, chiudere gli occhi e respirare profondamente, ripeterlo, fino a disintossicarsi mentalmente. Ecco un altra cosa importante. Imparare a respirare. Me lo hanno insegnato e non è facile farlo, ma è necessario. Occorre inspirare con la pancia, la pancia deve svuotarsi, ma lentamente. Questa tecnica di respirazione migliora persino la tensione muscolare, che con il ciclismo tende a sovraccaricarsi.
Infine, la dieta. L'allenamento più importante lo si fa a tavola. Bisogna imparare a mangiare il giusto e non vivere per mangiare, e se non si vuole farlo, occorre rassegnarsi a vivere il ciclismo come se fosse una partita di bocce oppure affidarsi ad esperti nutrizionisti. Faccio un esempio. Un uscita al medio e con percorrenze lunghe, quella che chiama "brucia grassi", comporta una alimentazione integrativa diversa da quella che occorre dopo una uscita breve ed intesa " brucia zuccheri". Personalmente sono riuscito ad arrivare ad una condizione di deficit calorico, che mi permette di reintegrare il necessario, ma senza prendere peso. Il peso è la bussola del ciclista, se aumenta o diminuisce, significa che stiamo sbagliando a mangiare e ad allenarsi. Il peso forma è una costante, e con l'aumentare degli anni, occorre non perderlo, altrimenti diventa una condizione irreversibile, lo si perde per sempre, dato che il metabolismo rallenta con gli anni. Quindi occorre imparare a "bruciare" e a non assumere calorie in eccesso. Occhio agli zuccheri considerato che la prima cosa che si sente è quella di assumere zuccheri quando si pedala. L'aumento degli zuccheri nel sangue, soprattutto nella fase di recupero, è una cosa complicata; troppi zuccheri nel sangue comportano un aumento della glicemia e con il tempo l'insulino resistenza, l'anti camera del diabete. Non scherzate con gli zuccheri. Consultate nutrizionisti/medici specialisti.
Questo ho imparato e questo scrivo per spiegare che lo sport, è uno studio, un corso di aggiornamento e di perfezionamento, permanente. Ecco perché sorrido quando c'è chi si definisce ciclista solo perché ha acquistato la bicicletta top di gamma, all'ultima moda, e si fa le foto, seduto sul tubo orizzontale (pericoloso per la sicurezza della bici), per condividerle sui social o farsi vedere dal vicino di casa. Si fa presto a dire ciclista. Ciclista è uno stile di vita; è guardare la sostanza delle cose, con umiltà. Sai come si fa la ripetuta ? CLICCA QUI Saluti ciclistici.
Questo è un test nel test. Ci sarà un altro test, quello principale, il quale sarà ricordato come il test dei test! Dunque in totale saranno quattro test, oltre ad un test comparativo, nascosti nel cavallo di Troia, così come fecero Ulisse e i guerrieri achei ! Voi mi chiederete cosa c'entri il cavallo di Troia, con i miei test bike?! C'entrano, eccome se c'entrano ! Anzi aggiungo un altra storia nella storia, quella di due vecchi amici, un lupo e un drago..........Questo è il prologo. Mentre su Troia, cala il silenzio della notte, Ulisse e i guerrieri, nascosti nella pancia del grande cavallo di carbonio, si stanno preparando all'attacco finale ! Nell'attesa, vi posto, qualche scatto del gruppo test. Ovviamente seguiranno altre foto e soprattutto post ! Mettetevi comodi sulla poltrona. Staccate i social. La storia è solo su Pedalare verso il cielo. Nel frattempo, il test dei test si sta scrivendo sulla strada e senza contratto pubblicitario; per questo non ho padroni e non ho limiti nel manifestare il pensiero. Intanto vi presento il gruppo test. Corone 48/35 ( equivalente a 52/36) e pacco pignoni 10-28 (equivalente a 11/28). Sono stato uno dei primi ciclisti, molto tempo fa, ad optare per la compact (50/34), ritenendola la più grande invenzione per la bicicletta da corsa, unitamente al carbonio. Ora la Sram rilancia e rende ancora più compact le nuove guarniture X Range. Interessante, non solo perché la pedalata è più agile, e salva le gambe, ma anche perché diminuisce il peso e flettono di meno le corone della guarnitura. Vi possono assicurare che la guarnitura standard flette di più sotto sforzo. Pesi: Freni disc: 348 grammi; comandi 474 grammi; cambio 327 grammi; guarnitura 840 grammi; MC 75 grammi; deragliatore 182 grammi; pacco pignoni 300 grammi; dischi 313 grammi; perni passanti 700 grammi ( posteriore) e 595 grammi ( anteriore); catena 254 grammi. Per leggere il test anche della nuova Specialized Tarmac S Works SL7 assemblata con Sram Force eTap CLICCA QUI
Test su strada. Mi sono trovato molto bene con i nuovi rapporti AXS by Sram. Anni fa fui uno dei primi ad utilizzare la compact della FSA, la prima, e da allora ho usato prevalentemente la compact e la semi compact. Grazie alla compact ho imparato a pedalare in agilità, per fare tanta salita, salvare le gambe e fare allenamento aerobico al top. Queste nuove combinazioni SRAM AXS sono il miglioramento, l'ideale. Consigliate. Corone più piccole, più rigidità, meno flessione. La velocità della cambiata dello Sram Force e Red non è veloce, sconta il limite del wireless; per intenderci, la cambiata dello Shimano Dura Ace R9100 (meccanico) è più veloce. La leva dei freni disc è morbida ( idraulica). Anche i dischi SRAM Force "suonano", e necessitano di più manutenzione dei freni rim, ma questo è un limite generale. Consumo di pastiglie: 3 cambi per 11000 km annui. I dischi flettono sotto sforzo. E' fisiologica la flessione controllata del telaio/forcella/mozzi. Lunga discesa, scatto sui pedali, a mani basse, per rilanciare su uno strappo al 7/8%; ho sentito il disco anteriore suonare, con un classico tin tin, segno della flessione sotto sforzo. Controllate regolarmente il serraggio dei perni passanti, tendono ad allentarsi, con uso impegnativo. I perni passanti non rendono il telaio/forcella più rigidi, ma sono necessari per tenere il disco e la ruota su carro posteriore/forcella più larghi. Non ho altro da aggiungere. Per ora. Saluti ciclistici
Variare percorsi, scoprire strade nuove, incentiva l'allenamento. Ogni strada può essere percorsa a seconda del tipo di allenamento praticato. E poi c'è il bisogno di sentirsi lontani in luoghi nuovi. La strada di Pastena in provincia di Frosinone, introdotta dalla lunga salita per Lenola, è ideale per migliorarsi in salita e in discesa. Spazi azzurri, monti, vallata verde, alberi, asfalto prevalentemente buono ( salvo circa 300 metri di asfalto rattoppato), tanta salita impegnativa ( pendenza media non inferiore al 5% con più tratti al 10%) e discesa veloce, poco traffico, e tanto silenzio ( ma dopo Lenola), non manca nulla. Lì c'è un cartello stradale, il più bello che abbia mai visto: riporta l'incipit dell'art. 1 della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo: " Tutti gli esseri umani nascono liberi ed uguali in dignità e diritti...". E c'è ne è un altro che cita l'art 1 della legge n°113 del 29/01/1992: un albero per la vita, cioè un albero per ogni nascita. E ogni volta penso ad un mondo con persone libere e uguali e alberi per ogni nato ! Impegniamoci. Si può fare. Saluti ciclistici.
Lunghe salite dure sotto il sole Bagno nella vasca diventata abbeveratoio ?
Sono anni che testo prodotti Ceramic Speed e lo faccio da prima che iniziassero ad usarli i ciclisti professionisti. Nella sezione test bike del blog, troverete pubblicati alcuni test Ceramic Speed. Da allora, i prodotti Ceramic Speed sono diventati un must per i ciclisti che vogliono avere un valore aggiunto anche alla prestazione della bicicletta da corsa. La Ceramic Speed è una fabbrica danese che produce cuscinetti ceramizzati anche per motori industriali, bolidi e moto da corsa. I prodotti Ceramic Speed sono made in Danimarca. Perchè scegliere componenti Ceramic Speed ? Perché durano di più (sono anche garantiti 4 anni, versione standard e 6 anni, quella rivestita) ed obiettivamente scorrono di più. E' un riscontro oggettivo. Punto. Sono 6 anni che li uso sulle ruote e da molti anni uso movimenti centrali ( e pulegge) Ceramic Speed, anche in località marina (sabbia e salsedine sono altamente corrosive). Scorrono come il primo giorno, anzi meglio. Chi non li usa, non può rendersene conto.
Il motivo del test: utilizzo la guarnitura standard Shimano Dura Ace R9100 (con perno da 24 mm), quindi occorrono per il montaggio, gli adattatori (di serie) Specialized, essendo la scatola del movimento centrale BB30. Tuttavia sotto sforzo, in salita, questo sistema di adattatori, provocano scricchiolii molto fastidiosi, pedalando fuori sella, come recensito sul test Specialzed Tarmac, pubblicato nel blog. La Specialized non ha fatto il richiamo per questi adattatori e quindi ho dovuto installare il movimento centrale speditomi dalla Ceramic Speed, in alternativa a quello più economico della Praxis Works, entrambe denominati Threaded BB. In questo caso i cuscinetti BB30 non vengono montati direttamente sul telaio, ma sono contenuti in un movimento centrale composto da due parti filettate con i cuscinetti, i quali si avvitano all'interno della scatola del MC, ma senza bussola filettata. La Specialized attualmente monta di serie il movimento centrale Threaded BB (BB30 filettato) speditomi dalla Ceramic Speed. Non apprezzo questa scelta commerciale della Specialized. I ciclisti amatoriali contano di più delle squadre professioniste sponsorizzate; sono quelli che fanno girare la giostra del ciclismo professionistico e contribuiscono agli utili anche del famoso marchio statunitense. Pollice giù.
La scatola contenente il movimento centrale test mi è stato consegnato il giorno dopo !!!! I prodotti Ceramic Speed sono ordinabili direttamente sul sito della fabbrica danese. Ecco il link CLICCA QUI
Comunque per i ciclisti che preferiscono fare da soli, le due calotte si inseriscono ai lati della scatola del movimento centrale del telaio e si avvitano l'una nell'altra; ecco il link dove troverete l'utensile per lo smontaggio e il montaggio del MC CLICCA QUI oppure CLICCA QUI . Alcuni meccanici usano questo utensile CLICCA QUI oppure spingono i cuscinetti fuori dalla scatola del MC con un martello e un punteruolo di plastica. Quest'ultima opzione va bene nel caso di cuscinetti usurati; nel caso invece di cuscinetti ancora buoni, occorre prestare attenzione, in quanto l'urto violento, potrebbe rompere le razze e la gabbia dei cuscinetti ( le sfere Ceramic Speed invece non si rompono, nemmeno se prese a martellate, per via dell'elevata resistenza della ceramica). Una volta avvitate occorre serrarle esternamente con una chiave dinamometrica a 40 Nm. Vi lascio anche il link del montaggio CLICCA QUI
Per montare questo movimento centrale Ceramic Speed, non occorre installare una bussola filettata all'interno della scatola del movimento centrale. Infatti le due calotte contenenti i cuscinetti sono filettate e vanno avvitate tra di loro. Niente spessori.
Test su strada.
Il movimento centrale filettato testato è più scorrevole, si sente più rigida la scatola del movimento centrale; fuori sella si sente più equilibrio nella spinta. I rumori ( scricchiolii) sono scomparsi. Finalmente la soluzione ottimale. Alcune considerazioni. Scaricare sul ciclista il costo dell'up grade è stata una scelta commerciale errata e scorretta. La Specialized in questa occasione ha dimostrato di tenere di più ai professionisti che paga, invece dei clienti. Ci tengo a precisare. Nel mio caso, essendo esperto tester, ho capito il difetto e ho risolto. Se al mio posto ci fosse stato un pedalatore, avrebbe cambiato il telaio e la Specialized avrebbe perso il cliente e la faccia. Punto. Riflettete.
Peso dei due movimenti centrali ( a sinistra quello montato, a destra quello smontato):
Peso cuscinetti Ceramic Speed test Peso del kit cuscinetti Ceramic Speed smontati
Il contenuto della scatola test I cuscinetti smontati
Gli adattatori Specialized rumorosi.
Come sempre le chiacchiere stanno a zero. Controllo totale della situazione.
MC Ceramic Speed installato
I test veri passano sul mio blog; qui non cliccate sulle pubblicità, qui niente web marketing a pagamento. Qui non si pettinano le bambole, qui si pedala e si studiano i prodotti. Ecco le foto dei cuscinetti Ceramic Speed del movimento centrale BB30 testato per circa 10.000 km, smontati per montare l'altro modello presentato in questo post, ed usati anche sotto la pioggia e finanche su strade sporche di sabbia e salsedine: si vede ancora il grasso speciale messo nella fabbrica danese della Ceramic Speed, è perfettamente scorrevole, come il primo giorno. I cuscinetti quando sono usurati "grattano" e sono sporchi. Vi ho fatto vedere la longevità dei cuscinetti ceramici Ceramic Speed. Le chiacchiere stanno a zero. Non devo aggiungere altro. Siate ciclisti e non pedalatori ! Saluti ciclistici.
Quel bisogno di strade nuove mi ha portato nella selva. E così, dopo i rulli liberi, ho scoperto che l'esercizio più temerario per il ciclista, è quello di pedalare sulla terra ! Provare per credere.Saluti ciclistici.
Ho un particolare interesse per la scarpa road Shimano RC9. Il motivo? La tomaia avvolge completamente il piede senza soluzione di continuità: tomaia/suola, una cosa sola ! Una suola integrata senza cuciture, è quello che ho sempre pensato per una scarpa evoluta. Una tale soluzione migliora il peso, confort, aderenza e stabilità. La RC9 è una scarpa di scuola italiana, quindi con arco plantare basso, ma che può accentuarsi con un apposito cuneo sotto la soletta. La scuola americana prevede invece un arco plantare più alto. Dunque si può adattare ad ogni piede. E allora, eccola la Shimano RC9 con il peso reale in taglia 43 (240 grammi) e tacchette Look ( 47 grammi). Saluti ciclistici.