mercoledì 2 aprile 2025

Grammomania: SRAM RED AXS 1E 12 Speed 2025.

Un altra pesa esclusiva, quella dello SRAM RED AXS 1E 12 Speed con PowerMeter integrato, mono corona 1X50 T, cassetta 10/36, dischi 160/140 per chi pedala ancora con la bici da corsa, ma utilizzabile anche in modalità Race Gravel ovviamente con la bici Gravel per corridori di prima fascia ( ex prof e élite ). La gamma Sram Red road comprende anche opzioni Gravel: guarnitura (doppia) 2X50/37T, 48/35T e 46/33T; pignoni 10-36 T. Va precisato che il gruppo Gravel top di gamma Sram è il Red AXS XPLR 13 velocità. In collaborazione con Geko Store Cassino e il Doctor Falasca. Saluti ciclistici. 
 

Grammomania: Cassette Shimano Dura Ace 11/34 per 12 velocità.

 Un altra pesa esclusiva per chi pedala ancora con la bici da corsa. Saluti ciclistici. 

domenica 30 marzo 2025

COME POSIZIONO LE TACCHETTE DELLE SCARPE #ciclistaevoluto

A titolo esemplificativo: la taglia delle mie scarpe SIDI DEFENDER 43 -35 x4 + 63 = 95 cm che misura la distanza punta scarpa (riferimento la suola e non la scarpa intera ) fino all'asse pedale passante per il centro delle due viti di fissaggio della tacchetta.Saluti ciclistici.


lunedì 24 marzo 2025

Grammomania: Scott Addict RC HMX (Replica Q36.5 Pro Cycling Team)

Pesa “sexy” della top di gamma del marchio svizzero,  dedicata a chi pedala ancora con la bici da corsa. Saluti ciclistici. 

venerdì 14 marzo 2025

Exploring soul with Pedemonte Altavia #novavitagravel


 
Esplorando il paesaggio, esplorando l'anima si giunge lontano, all'autenticità esistenziale." C'è un tempo in cui devi lasciare i vestiti, quelli che hanno già la forma abituale del tuo corpo, e dimenticare il solito cammino, che sempre ci porta negli stessi luoghi. E' l'ora del passaggio: e se noi non osiamo farlo, resteremo sempre lontani da noi stessi " ( Fernando Pessoa) per questo " Devo essere solo e sapere che sono solo per poter vedere e sentire pienamente la Natura. Devo compiere  un atto di osmosi con quello che mi circonda, diventare una sola cosa con  le mie nuvole e le mie montagne per poter essere quello che sono"  ( Caspar David Friedrich) ed eccomi allora ad esplorare nuove strade, nuovi sentieri, nuovi affranti, nuovi paesaggi, boschi, e monti nel silenzio della Natura. Richiamo ancestrale. Noi siamo Natura, noi siamo la Natura. La bici serve anche a percorrere le strade dell'anima. Now I'm Free. Saluti ciclistici. 

martedì 11 marzo 2025

Manutenzione Pedali Shimano XTR #novavitagravel

I pedali vanno manutenuti periodicamente e soprattutto quando girano troppo velocemente e/o quando i cuscinetti grattano. Ecco i miei Shimano XTR PD M9100 S1 ( SM SH51) con perno da 0,3 mm ( più corto), CLICCA QUI, in manutenzione; necessitavano solo dell'ingrassaggio. Se ci prendiamo cura della bici, la bici si prenderà cura di noi. Niente è Gratis ! Saluti ciclistici.

sabato 1 marzo 2025

Test Bike: Shimano GRX 600 2X11 Speed


Testando la Schmolke Carbon Infinity Integral CLICCA QUI ho interagito con il gruppo Gravel nipponico. Fa parte della gamma GRX, specifica per il Gravel e il Bike Packing, disponibile 10 e 12 velocità e con cambio elettronico. Il GRX 600 è dotato di sistema frenante idraulico e trasmissione meccanica. Come va? Funziona come il Dura Ace e l'Ultegra 11 velocità meccanico, cioè ottimamente ! La trasmissione 2X11 (corone 46-30 / cassetta 11/34) non  perde un colpo, nemmeno se "maltrattato", cioè cambiando i rapporti con la catena in estrema tensione, come in salita ( non fatelo mai, si può spezzare); la cambiata è precisa, reattiva  e fluida; si cambia “con il pensiero” cioè con un minimo impiego di energia, in modo morbido e silenzioso! Ergonomia delle leve dei comandi da migliorare. E' disponibile anche l'opzione mono corona (40 D) con la stessa cassetta. I comandi come tutti gli Shimano sono "più lunghi", nel senso che bisogna distendersi di più e stare più bassi per impugnarli correttamente, rispetto a Sram e Campagnolo. Il gruppo è’ stato testato con manubrio svasato Deda Gerva (Gravel/Road) con drop e soprattutto reach ultra compact, le mani sono più vicine alle leve e ai comandi, quindi la posizione più lunga, si riduce molto. La frenata con rotori da 160 mm e tecnologia ICE ( rotori a 3 strati di acciaio inox-alluminio-acciaio inox con aletta radiale interna in alluminio, pastiglie ad aletta radiale con 2 strati in alluminio/acciaio inox) e’ potente ed uniforme, anche su fondo sconnesso e l’accumulo di calore e’ minimo anche su discese ripide; pratico il sistema di montaggio delle ruote Schmolke Carbon con innesti a chiavetta e anello di bloccaggio. Dunque anche per il settore Gravel, i nipponici si confermano un punto di riferimento! Consigliato. Ci sono tanti ciclisti e pedalatori delusi perché oggi nel settore road il gruppo meccanico non esiste più. Rispondo. Un motivo in più per passare al Gravel. Immaginatevi a pedalare in un luogo impervio per molti giorni, senza comfort zone, senza prese di corrente e altre cose che rendono la vita facile. Immaginatevi con la batteria del gruppo elettronico, scarica, senza batteria di riserva o con la batteria di riserva perduta o danneggiata o semi carica; oppure immaginatevi con la batteria o il sistema elettronico danneggiati. Immaginatelo e rimpiangerete il gruppo meccanico, semplice ed efficiente. Ovviamente il cambio elettronico funziona bene e su alcune persone genera la sensazione di essere "aggiornati", ma dipende dalla carica elettrica, è soggetto al malfunzionamento del malware e all'aggiornamento del software rilasciato dalla casa madre. come lo smartphone. Inoltre i cambi elettronici sono più suscettibili a danni provocati da dossi, urti o incidenti. Saluti ciclistici.

domenica 16 febbraio 2025

Original Test Bike: Schmolke Carbon Infinity Integral Gravel e Schmolke Carbon TLO.


E' tempo di Gravel. NovaVitaGravel. E' tempo di un nuovo ORIGINAL TEST BIKE , quello del kit telaio Schmolke Carbon Infinity Integral Gravel, misura standard (53 -S), top di gamma, come sempre scritto sulla strada, la mia scrivania. 1° TargetLe prestazioni del telaio sono influenzate dalle prestazioni delle ruote; il telaio top di gamma senza ruote top di gamma è limitato nella performance; è come una "penna senza carta" ! E’ meglio assemblare un telaio di media gamma con ruota top di gamma che un telaio top di gamma con ruota di media gamma. Quindi la top di gamma Infinity Integral Gravel è stata assemblata con le ruote top di gamma Schmolke Carbon TLO TLR Gravel/Road (Tubeless Ready);  Target: una bici per tutte le strade. Non ha più senso limitare le strade e le emozioni. Con il tempo, la bici da corsa può diventare "stretta" e "noiosa"! Provare a cambiare il modo di interpretare il ciclismo amatoriale è una soluzione. Pedalare dove non c’è nessuno, dove non arriva nessuno, e’ come essere uno scalatore di vette; filare sempre veloci su ogni strada, fare un lungo viaggio, e’ avvincente ! La Gravel è una bici da corsa modificata nelle geometrie. 

Info Schmolke Carbon Infinity Integral. I telai in carbonio sono composti da più tipologie di fibre per ottimizzare la prestazione e resistenza rispetto al carico di rottura ( punto di resistenza alla forza oltre al quale il carbonio si spezza- cricca in gergo). Generalmente il modulo IM viene utilizzato nelle parti del telaio dove sia necessario il massimo comfort/elasticità/resistenza. Il modulo HM invece è utilizzato per diminuire il peso,  aumentare la rigidità torsionale, quindi ottimizzare la prestazione, in termine di reattività e rendimento watt ciclista/peso telaio. Il telaio viene realizzato combinando più moduli di carbonio per sfruttarne la specificità. Per esempio se un telaio fosse costruito solo con modulo IM sarebbe poco leggero e meno reattivo. Se fosse invece costruito solo con modulo HM sarebbe scomodo, eccessivamente sensibile-nervoso e più fragile allo stress meccanico. Il telaio in carbonio è un compromesso. L'obiettivo è combinare i diversi moduli a seconda della prestazione desiderata . Il profilo della Schmolke Carbon Infinity Integral ( cablaggio interno) è variegato nelle forme e nelle dimensioni, ogni sezione del telaio è diversamente funzionale. Schmolke Carbon Infinity Integral è un telaio strutturato da un triangolo anteriore mono scocca con successivo inserimento del carro posteriore; i foderi obliqui sono innestati su un nodo sella che fa corpo unico con l'orizzontale. La parte finale dei foderi alti presenta una particolare forma a semi freccia.. I tubi del telaio e gli steli della forcella hanno una forma  a stella ( spigoli)  e il carro posteriore presenta una struttura asimmetrica con il fodero basso destro ( lato guarnitura) ribassato, per facilitare il passaggio della catena. Il tubo obliquo è over size con forma geometrica semi quadrata. Forcella mono scocca con steli dritti e testa ad angolo inverso per maggiore stabilità, soprattutto in discesa. Il telaio Infinity Integral è costruito con fibra di carbonio IM (modulo intermedio) con l'aggiunta di speciale fibra HM (alto modulo), la cui matrice è rinforzata con nano strutture di Graphite. Il telaio Infinity Integral bicolore ( Terra/Orange) è disponibile nelle misure standard dalla S alla  XL ( dalla 53 alla 59). Telaio e Forcella sono costruiti in Cina, su design e specifiche della tedesca Schmolke Carbon.  

La Bike test è montata con un Cockpit Deda in alluminio, presente nel montaggio standard: manubrio Deda Gera Gravel/Road da 42 mm (C/C) in alluminio (arretramento di 10° e inclinazione verso il basso di 5° per una configurazione più confortevole durante il bikepacking di lunga distanza. Il rialzo di 10 mm è un ulteriore aiuto per ottenere l'altezza desiderata del manubrio sopra la serie sterzo. L’apertura di 24° della curva e l’angolo esterno di 3° nella parte terminale offrono una stabilità superiore quando si guida su terreni impegnativi. Reach = profondità di 55mm permette una posizione ravvicinata delle leve freno; Drop= altezza di 100mm consente una posizione confortevole e una veloce transizione dalle leve alla presa bassa. Considero il Gera Gravel Alloy uno dei migliori manubri ) e attacco Deda Superbox DCR (Road-Gravel-MTB)  da 100 mm in alluminio ( con passaggio semi integrato di 4 cavi e forma piatta aero). Il reggisella Schmolke Carbon costruito in Germania con carbonio UD è, invece, il modello top di gamma SchmolkeCarbon, estremamente leggero (80 grammi) e capace di deformarsi per filtrare ottimamente le asperità della strada. Gruppo Gravel Shimano GRX RX 600 11 velocità, guarnitura con doppia corona 46/30, pacco pignoni 11-13-15-17-19-21-23-25-27-30-34 con disco anteriore e posteriore da 160 mm. Tubeless  Continental Terra Speed TR Black (TR cioè tubeless ready) da 700x40 (diametro 28 mm - 40-622, pressione massima 5 bar, 73 psi - pressione minima 3 bar - 44 psi). Ruote e pneumatici Tubeless Ready cioè  possono essere utilizzati con camera d'aria o con tubeless (valvola e lattice) previa nastratura della gola dei cerchi con nastro para nipples; serie sterzo 1 1/8″ – 1 1/2″, perni passanti 100/12 mm, 142/12 mm. Il Gravel necessita del tubeless, per motivi di sicurezza e per migliorare la scorrevolezza per questo ho provveduto a smontare camere d'aria e installare tubeless; la camera d'aria è particolarmente vulnerabile alla foratura, in modalità Gravel la probabilità di pizzicare la camera è altamente probabile, oltre al fatto che, la camera d'aria, muovendosi all'interno degli pneumatici, genera attrito e influenza la tenuta e la scorrevolezza, migliorando prestazione e comfort.  Peso nominale telaio 1150 grammi, peso nominale forcella 460 grammi. Scatola del movimento centrale BB 860 (46X86,5 mm). Si possono installare pneumatici con dimensione massima 45 mm. Compatibile sia con ruote da 700 C, sia con ruote da 650b. Diametro reggisella 27,2 mm. Pedali Shimano XTR e Selle Italia SLR Teknologika Flow. Telaio e forcella predisposti per porta borse e parafanghi sono garantiti 2 anni. 

Lettura Geometrie Schmolke Carbon Infinity Integral Gravel ( taglia S-52):

Preliminarmente consiglio la lettura della pagina come leggere le GEOMETRIE DEL TELAIO/FORCELLA CLICCA QUI . Lo ripeto. I mm sono come metri quando si parla di geometria del telaio e assetto biomeccanico. Generalmente più è lungo il tubo orizzontale, più è alto il tubo sterzo, per compensare i valori e alzare la posizione in sella. Il tubo orizzontale della Infinity Integral misura 529 mm con un tubo sterzo di 114 mm = buona compensazione ( posizione in sella più eretta e comoda). Il tubo sella ( piantone) della Infinity Gravel presenta un angolo piantone di 72,5° ( presente su tutte le taglie) quindi più inclinato rispetto al piano orizzontale = posizione ben bilanciata in pianura e in salita, meno aggressivo perché più distante dai pedali e dal MC.  Stack 530 mm : Reach 361,9 mm = triangolo anteriore compatto per compensare la posizione più distesa del tubo orizzontale leggermente più lungo, anche se la misura del tubo orizzontale non è mai tale, in quanto, come anche nel caso di specie, non si tratta di tubi perfettamente orizzontali nei telai in carbonio. Divido i valori stack/reach = 1,46 e ricavo un valore minore di 1.5 = posizione in sella aggressiva ma senza esasperazione.  L'angolo della forcella è 69,5° = ruota anteriore sufficientemente più avanti rispetto all'angolo del tubo sterzo = interasse più lungo = prestazione più stabile alle alte velocità = + maneggevole. BB DROP 70 mm = sufficiente per superare ostacoli  Lunghezza foderi orizzontali 428 mm= buona reattività Lunghezza forcella 395 mm = lunga, più comoda Rake forcella = distanza asse manubrio e asse mozzo ruota anteriore. La Infinity Integral misura 50 mm ( inferiore a 70 mm, quindi rapida e agile) Interasse 1009,5 mm, misura inferiore a 1020 mm = reattiva, maneggevole e agile. 

Conclusioni.  Le geometrie telaio/forcella Infinity Integral rivelano ottimo rapporto stabilità-controllo, su ogni terreno, un ottimo comfort e una buona reattività. Questo c'è scritto nelle geometrie. Ma su strada come va ?

TEST sulle strade Gravel/Road della Schmolke Carbon Infinity Integral Gravel.

Ci sono le bici da corsa, le bici Gravel, le bici Gravel tecniche ( ammortizzate) e le Race Gravel ( simili alle bici da corsa). La Schmolke Carbon Infinity Integral è una bici Gravel, un ottima bici Gravel. Il test sulle strade ha confermato la lettura delle geometrie. Ci monto in sella e sono subito in presa diretta, come se ci avessi pedalato da tanto tempo ! "Va da sola"; è talmente rigida da ottimizzare lo sforzo. E' la nuova generazione di telai "salva watt", sensibili alla velocità. Eppure è una Gravel Bike, qualcuno non informato direbbe ! Le Gravel Bike testate sono l'evoluzione della bici da corsa. La Schmolke Carbon Infinity Integral è sostanzialmente come una bici da corsa, "modificata per il Gravel", adatta sia al ciclismo su strada, sia al Gravel, sia al Bike Packing.  Riporto alcuni appunti scritti sulla strada durante il test.....pedalarci sull'asfalto e lo sterrato, come se fosse un tratto unico e continuo, scritto sul foglio chiamato strada … equilibrio dinamico “facile” e sicuro, attraversando territori montani senza tempo.......raccogliendo emozioni...dialogando con la macchina test ...che parla a chi sa ascoltarla. É divertente e veloce attraversare tutte le strade con la Schmolke Carbon Infinity Integral, capace di interpretare al meglio, il senso della bici Gravel, una bici per tutte le strade. In discesa è stabile e su ogni superficie, veloce nell'inserimento nelle curve tecniche. Si "guida" facilmente, persino con la parte bassa del tronco, posizionandola e spostandola. E' facile correggere errori di traiettoria. 

La rigidità torsionale è ottimale, cioè non si carica sulla schiena e quindi sulla cervicale e non fa sentire l'effetto gomma in fuori sella, soprattutto sulle salite dure, mantenendo la velocità costante, senza ulteriore dispendio di energia (watt), senza deformarsi sensibilmente sotto spinta; non perde velocità. La metafora è senz'altro quella della "lama a motore" che taglia qualunque strada, questo è senz'altro la Infinity Integral. Il profilo della Schmolke Carbon Infinity Integral ( cablaggio interno) è multiforme nelle forme e diverso nelle dimensioni, ogni sezione del telaio è diversamente funzionale e strutturata. 

La maneggevolezza è ottima e permette di correggere eventuali errori di traiettoria del ciclista. Si avverte una sensazione di sicurezza in ogni condizione. La Schmolke Carbon Infinity Gravel è costruita non solo per migliorare la prestazione del ciclista, ma anche per gestire l'errore umano, soprattutto quando si spinge oltre le proprie possibilità.

In fuorisella la Infinity Integral con le ruote Schmolke Carbon TLO è agile e rigida sotto la spinta sui pedali, si accelera facilmente, anche spingendo da seduti. Si sente il notevole contributo del carro posteriore/scatola MC over size e asimmetrici. La bici rimane perfettamente in linea sotto sforzo. E' una Gravel Bike, ma sulla strada asfaltata si comporta come una bici da corsa. 

Ottima la stabilità su ogni superficie persino Off Road, rimane sempre “attaccata” al suolo. L'avantreno (tubo sterzo/snodo tubo orizzontale/forcella) combinato allo strutturato, multiforme ed elastico carro posteriore, si caratterizza per rigidità, equilibrio e stabilità. La testa della forcella dritta con angolo inverso, si vede e si sente. Ottimale l'interfacciamento del reggisella Schmolke Carbon, leggero e flessibile sotto sforzo, ammortizza le asperità e assorbe le vibrazioni.

Buona reattività ( scatto - accelerazione) su ogni superficie. Precisa e stabile in discesa, veloce anche su fondi sconnessi. Confortevole sulla lunga distanza, dove conta non solo un ottimo assetto biomeccanico, ma anche una capacità elastica del telaio, di assorbire le asperità, ma senza deformarsi sensibilmente in fase di spinta. L'ottimo risultato dipende anche dall'interfacciamento con le ruote Schmolke Carbon TLO Gravel/Road. E' il test Schmolke Carbon Infinity Integral + Schmolke Carbon TLO, l'ho detto dall'inizio. La ruota è l'unico componente capace di influenzare la prestazione del telaio, della bicicletta. Il consiglio, come sempre, è investite sulla ruota top di gamma, di qualità assoluta, se si vuole migliorare la prestazione di qualsiasi telaio. La Schmolke Carbon TLO è la soluzione Strada/ Gravel. La pressione minima raccomandata dalla Continental per  il Terreno Speed 40 mm è di 3 ATM, un valore limitante in termini di comfort e di scorrevolezza; la pressione ottimale per tubeless Gravel è almeno 2,5 ATM. 

Perché acquistare la Schmolke Carbon Infinity Integral ? 

Per divertirsi, viaggiare e percorrere lunghi chilometraggi, per partecipare agli eventi Gravel. La consiglio a chi vuole pedalare veloce e performante, attraversando boschi e sterrati, senza dovere rinunciare alla velocità sul bitume, utilizzando gomme, scala pignoni e corone ( o mono corona) adatti. Pedalando con la Infinity Gravel non si sente la nostalgia della bici da corsa; anzi è più confortevole, maneggevole e stabile e in questo senso la Schmolke Carbon Infinity Integral Gravel vince a mani basse ! La consiglio. 

Test ruote Schmolke Carbon TLO TLR Disc Gravel/Road con tubeless da 40 mm Continental Terreno Speed. Si possono installare tubeless e copertoncino min. 40, max 45 mm per strada asfaltata, Gravel, Bike Packing; cerchi in carbonio, altezza profilo 35, canale interno 25, mozzi DT SWISS 180 con cuscinetti in ceramica, raggi in acciaio SAPIM CX 1.8 e sul lato trasmissione raggi CX Ray 2.0 con sezione centrale piatta aero, raggiatura a doppio incrocio su entrambe i lati della ruota anteriore e posteriore, dadi in alluminio 2.0 ( massima tensione-rigidità torsionale), peso nominale 1290 grammi. I cerchi Schmolke hanno un processo costruttivo che si basa su stratificazione di preimpregnati di varia natura (blend di fibre), con catalizzazione in autoclave. A questo segue la finitura superficiale che elimina gli eccessi di resina e rifinisce l'estetica. Cerchi  prodotti e assemblati dalla Schmolke Carbon in Germania. Test sulle strade. Reattive, confortevoli, rigide torsionalmente, maneggevoli, scorrevoli e i mozzi DT SWISS 180 con cuscinetti in ceramica e tubeless la rendono molto, ma molto scorrevole. Le consiglio. 

Note test: la colorazione Gravel della bici test è stata realizzata su disegno della BikePassionStaff quindi non è disponibile sul sito Schmolke Carbon. Sulla bici test non è stato montato il dente di cane sul deragliatore anteriore, necessario per evitare la caduta della catena sulla scatola del MC, durante il passaggio dalla corona grande a quella piccola. Mancano protezioni (adesivo o in termo plastica) sul fodero basso destro, in caso di caduta della catena. Consiglio di applicare sia il dente di cane in caso di montaggio della doppia corona e di un adesivo doppio sul fodero destro lato catena. Ho dovuto aggiungere uno spessore al pacco pignoni. In pratica sul corpetto 12 velocità, era stato montato il pacco pignoni 11 velocità, ma senza aggiungere lo spessore per compensare la minore distanza rispetto alla larghezza maggiore del corpetto 12 velocità. Come me ne sono accorto ? La cambiata Shimano non era veloce e fluida, soprattuto sotto sforzo mancava la proverbiale prontezza della cambiata nipponica e i pignoni durante la pulizia si muovevano lateralmente, spostandoli con le dita. La bici test va sempre controllata attentamente. Tutto deve funzionare perfettamente per non compromettere il responso. La bici test mi è stata consegnata con la camera d'aria montata sulle ruote e pneumatico tubeless ready; quindi l'ho tolta e ho latticizzato le gomme passando alla modalità tubeless. Il Gravel è Tubeless !  Testare significa anche preparare la bici test dal punto di vista meccanico. Testare non significa pedalare e fare il “giro del palazzo”; testare significa studiare ed interpretare dati tecnici perché niente è causale nello sviluppo tecnologico. Se conosci il mezzo puoi sentire meglio come si trasforma in velocità e prestazione. Questo è Original Test Bike by Pedalare verso il Cielo. Test Bike realizzato in collaborazione con il distrubutore unico Italia, Svizzera e Spagna BIKE PASSION GMBH - contatti per negozi e privati:  bikepassionstaff@gmail.com - Whatsapp: 00491759808990 . Saluti ciclistici. 

  
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Test Bike indipendente: Pedemonte Altavia ( 4^ parte).La prova sulle strade. Una bici per tutte le strade #NovaVitaGravel


Caro diario Nova Vita Gravel, quinta pagina del test, prospettive e cambiamenti. In quanto tester devo provare tutto, per valutare, comparare e consigliare; non c'è un limite. Così è accaduto con le bici rim, poi con le bici disc, i telai road industriali con misure standard e i telai road artigianali su misura; se non testassi il "concretamente nuovo", il "sostanzialmente performante" diventerei un opinionista da forum.  Ci sono le bici da corsa, le bici Gravel, le bici Gravel tecniche e le Race Gravel. Non mi interessano le bici Gravel estreme-tecniche cioè quelle ammortizzate. Preferisco le Race Gravel, simili alla bici da corsa, testarle, mettendole alla frusta, secondo il manuale dello stradista. Il rider pedala con la Gravel race, come se fosse una bici da strada, è fisiologico; niente e nessuno potrà mai cambiarlo ! Per il rider è impossibile adattarsi e snaturarsi; è un ortodosso; deve stare davanti, fare media, anche su strade bianche e secondarie; sceglierà corse gravel grinder, corse, a cui partecipano stradisti anche prof ed ex prof, con gravel race o bici da strada adattate incautamente, nei limiti del possibile (larghezza ruote e coperture) e conseguenti limiti alla performance e rischi. Per lo stradista, conta solo darci dentro e mettersi sempre alla prova, in modalità " a tutta", dare gas in salita, per migliorare o mantenere il KOM personale o superare quello degli altri, chiudere su un gruppetto, prima che scollini; andare in fuga, una scelta persino esistenziale. Lo stradista ha la sua "testa" ! Non puoi rallentargli il ritmo nelle gambe; gli piace farle rullare, secondo una cadenza che più è alta e potente e più lo esalta ! Il rider ama la velocità. Questo è fondamentale spiegarlo anche ai produttori, in modo che facciano bici gravel sempre più specifiche ( ai pedalatori possono vedergli tutto, per loro conta solo apparire un ciclista ). E d'altro canto, le bici da strada non possono essere gravel, come pensa qualche pedalatore montando coperture da 30/32 sulla bici road disc, senza sapere che il fango blocca la ruota, troppo vicina, alla parte interna della forcella o del tubo verticale; ignorando che il carico di rottura e l'elasticità del carbonio usato per le bici da strada è diverso da quello utilizzato per le bici Gravel e le Race Gravel, come lo sono le geometrie, le forme della forcelle, le ruote, i pneumatici, il cambio.....il telaio ! In buona sostanza, il pedalatore dalla mentalità "onniscente" scherza con il fuoco! Quindi, l'obiettivo del test, è valutare se la Pedemonte Altavia, sia la gravel race top per un rider che voglia sconfinare sulle strade secondarie, sterrate, in sabbia battuta, ma senza abbandonare il bitume, senza diminuire la velocità. Per ora una cosa è certa: l'estetica della Pedemonte Altavia, mi rimane dentro la mente!

  

Per quanto riguarda la geometria della Altavia test, la Pedemonte mi ha proposto di avere una Gravel abbastanza coerente con la postura che adotto sulle bici da corsa; questa scelta mi ha consentito di ottenere un feedback più accurato attraverso il confronto su strada, e in fuoristrada, delle prestazioni di questi due mezzi, diversi per utilizzo, ma simili per concezione. Lettura delle geometrie: piantone ( tubo sella) 73,5°, misura angolare equilibrata ( quanto e misura quanto si pedala distanti dal MC); tubo orizzontale 525 mm; tubo sterzo 100 mm; BBDROP 72 mm; angolo sterzo 71,5°; interasse 988 mm ( inferiore a 1020 mm quindi reattiva, maneggevole e agile); carro posteriore 425 mm; reach 368 mm / stack 527 mm =1,43 ( posizione aggressiva stile Race Gravel - BdC ); lunghezza forcella 395 mm; rake forcella 47 mm ( inclinazione della forcella inferiore a 70 mm, trail, corto, ideale per bici da corsa, quindi rapida e agile). Consiglio la lettura della pagina del blog Come leggere le geometrie del telaio/forcella CLICCA QUI. Dalla lettura delle geometrie, si rileva che la Pedemonte Altavia testata è molto di più di una bici Gravel, è una Race Gravel reattiva e agile, con un comportamento spiccatamente racing, simile a quello di una bici da corsa, pur avendo la maggiore stabilità tipica della Gravel. E' il vantaggio del su misura, si possono decidere non solo le geometrie più adatte alle quote antropometriche, ma anche la prestazione calibrata sul ciclista, in modo da renderla adatta al proprio modo di pedalare e ai watt personali. E sulle strade come si comporta ?


TEST  su STRADE asfaltate e gravel. 

La prova sulle strade conferma la lettura delle geometrie. Non noto particolari differenze in termini di reattività ( scatto), agilità e spinta sui pedali. Posizione aerodinamica in sella simile alla bici da corsa. 

Bici di corsa o Bici Gravel ? Race Gravel, come la Pedemonte Altavia. Race Gravel = Bici da corsa + Bici da gravel = una bici per tutte le strade. Si possono percorrere tutte le strade, in totale controllo, piegando facile e preciso in discesa, accelerazione immediata anche in salita; persino le strade asfaltate, si percorrono con maggiore comfort e stabilità, con un rapporto 10 a 5 rispetto alla bici da corsa. La stabilità della Pedemonte Altavia è così elevata, che sulla bici da corsa, sembra di pedalare, lungo un filo sottile! 

Con la Pedemonte Altavia, lo stile road e off road si confondono e quando lascio l'asfalto e passo sullo sterrato o raspo la terra battuta, avverto una sensazione liberatoria; mi diverto ad attraversare strade asfaltate, sterrate, in terra battuta e adesso riesco a continuare le strade sterrate che potevo percorrere solo a metà, in modo precario e meno veloce, con la bici da corsa. Con la Pedemonte Altavia sono riuscito a fare KOM sulla salita asfaltata di riferimento, e comunque a mantenere tempi non inferiori sulle altre salite, utilizzando rapporti specifici e pedivella più corta, e sono riuscito a fare ( finalmente) salite off road; sono salitomane ma non sento la mancanza della bici da corsa, anzi la Pedemonte Altavia mi diverte di più e quando la bici fa divertire, è quella giusta. Il responso su strada e il confronto con le bici da corsa testate, è chiaro, è sorprendente, la Pedemonte Altavia non è inferiore, anzi, è versatile. E il telaio pesa di meno di telai da corsa come per esempio il nuovo Pinarello Dogma F, come da pese pubblicate sul blog 😉👊! 

Con la Pedemonte Altavia sulle strade off road, occorre accompagnare il contraccolpo e allentare la tensione sulle braccia; non ci sono ammortizzatori, c'è solo il tubeless, gonfiato a pressioni basse, è abbastanza efficace, "smorza" le asperità del terreno/strada. La Pedemonte Altavia è veloce sui tratti densi di ghiaia e sulla terra battuta; non stanca, anche dopo ore di allenamento e questo significa risparmio di energia fisica e mentale, si va più lontani, si arriva meno stanchi; il telaio/forcella in carbonio è stato costruito equilibrando ottimamente elasticità/rigidità torsionale; nessun effetto "gomma" ( eccessiva deformazione sotto sforzo), ottimo comfort.  Rispetto alla bici da corsa top di gamma, le differenze sostanziali si sentono sulla strada sterrata e in terra battuta, dove questa Altavia è nettamente superiore. Con la Pedemonte Altavia è agevole piegare le braccia e la schiena, tenuto conto dell'assetto bio meccanico elaborato per il test, soprattutto contro vento. In discesa su strade asfaltate, sterrate e in terra battuta, la Pedemonte Altavia, è sicura e facile da inserire nelle traiettorie veloci; è migliore rispetto alle bici da corsa, ma occorre imparare la tecnica giusta per le discese off road. E' facile/intuitivo pedalare sulla Pedemonte Altavia, sin dalle prime uscite, sembra di farlo, da tanto tempo, è talmente maneggevole che mi sono divertito a scartare buche all'ultimo momento; la risposta/accelerazione è sempre precisa e rapida: in fuori sella con il corpo al centro, cioè posizionato sopra la sella, la bici accelera facilmente; è come una bici da corsa. Pedalando sulla Pedemonte Altavia non si sente il bisogno della bici da corsa, non serve affiancarla, a meno che si voglia averla comunque, per percorrere solo strade asfaltate.  La Pedemonte Altavia e’ una bici da corsa concepita per andare veloci e stabili anche sulle strade sterrate senza limiti di densità della ghiaia, su strade  accidentate, e off Road dal fondo semi compatto. Ci vuole il manico per percorrerci anche off Road impegnativi. E la cosa straordinaria e’ che la Pedemonte Altavia su strade asfaltate e’ veloce, ma più stabile, in ogni condizione meteo e pavimento stradale. E' una bici per tutte le strade. La Pedemonte Altavia è stata esposta presso all’ADI Museum di Milano 2024 selezionata per il Compasso d’Oro  CLICCA QUI CONSIGLI su come pedalare Gravel CLICCA QUI e  CLICCA QUI . Testata anche sul Monte Amiata CLICCA QUI e sulle Strade Bianche CLICCA QUI .

 


 

Note. Sostituita la vite di fissaggio della serie sterzo leggera con quella in acciaio inox; non stringeva bene, e la serie sterzo tendeva ad allentarsi. Con la vite in acciaio inox è stato risolto il problema. Il test è realizzato in collaborazione con la Pedemonte Bike.  Per info e contatti: info@pedemonte.bike oppure pedemonte.bike@gmail.com ( scrivete che siete lettori del blog 😉).  Per leggere la 1^ parte del test CLICCA QUI ; per leggere la 2^ parte del test CLICCA QUI ; per leggere la 3^ parte del test CLICCA QUI .  Per leggere la prima pagina del diario test Nova Vita Gravel CLICCA QUI  Per consultare il sito della Pedemonte Bike CLICCA QUI  . Saluti ciclistici. 

IWS SYSTEM: la fasciatura brevettata dalla Pedemonte Bike consente di "cuocere" il telaio a temperature più alte, grazie alla migliore qualità del carbonio, e realizzare telaio rigido come un monoscocca ! 



Cos'è il Mountain Gravel ? E' un neologismo, che ho coniato per definire il pedalare sui monti o sulle colline, lungo strade sterrate e in terra battuta. 

 

mercoledì 12 febbraio 2025

ENVE MOG alla pesa. Race Gravel e Avventura in modalità light. #grammomania #gravelbike #novavitagravel

Fatta questa premessa, ecco un altra pesa esclusiva per la pagina Grammomania, che vanta molti "ascolti" e nata dal fatto che il ciclista e il pedalatore quando vedono una bici l'alzano per sentire quanto pesa! E' un gesto istintivo, irrinunciabile, quindi ecco la pesa della ENVE MOG, la Gravel del marchio statunitense, con il nuovo Sram Red AXS XPLR 13 velocità ( 42 - 10/46), borsa, pedali, tubeless da 45 mm con 200 ml di lattice e supporto Garmin, pronta per l'avventura. Cablaggi interni per trasmissione e manubrio aero. La ENVE MOG e’ compatibile con tubeless range  min. 700 C x 36 mm - max 700C x 50 mm. Ovviamente si può alleggerire in modalità Race Gravel( tubeless più leggeri, senza borsello, pedali più leggeri) e scendere sotto gli 8 kg. Questo modello e’ dotato di una capacità di carico all’interno del tubo obliquo fino a 0,6 litri utile per riporre kit riparazione foratura o giacca a vento! E’ acquistabile solo il kit telaio ( telaio, forcella, reggisella, manubrio, attacco, serie sterzo). Telaio/forcella presentano gli occhielli per agganciare le borse da viaggio 🧳. Uno dei vantaggi della Gravel Bike ? Assemblarla a seconda dell’utilizzo ( Race Gravel o Bike Packing- Adventure ) e sostituire ruote e/o sezione e/o battistrada delle gomme, a seconda del percorso e delle condizioni meteo; e’ totalmente versatile, rispetto alla MTB e alla BDC, non ha limiti di percorso e di percorrenza. In collaborazione con il rivenditore autorizzato ENVE, RECORD BIKE di Malo (VI).  LETTURA DELLE GEOMETRIE TELAIO/FORCELLA ( taglia 52 - S): Tubo orizzontale 534 mm; reach 369 mm/ stack 526 =1,42 mm quindi inferiore a 1,5 mm, posizione aggressiva; fodero catena: 420 mm; interasse 1012 mm, inferiore a 1020 mm quindi maneggevole, reattiva e agile; tubo sterzo 92 mm; angolo tubo sella 74,5 °; angolo forcella 71 °; BB DROP 57 mm; rake forcella 57 mm, inferiore a 70 mm, quindi rapida e agile. Posizione in sella aggressiva ( tubo orizzontale+tubo sterzo+ reach + stack); stabile, reattiva e agile (interasse+angolo forcella+fodero catena+rake forcella+BBDROP) adatta al Race Gravel e al Bike Packing .  Saluti ciclistici. 
 

lunedì 27 gennaio 2025

Jovanotti è Gravel 💪 ; uno di Noi ! #NovaVitaGravel

Jovanotti, durante la puntata di Radio Deejay Chiama Italia del 21 gennaio 2025, dichiara " ho ripreso ad andare in bici.....con la Gravel......la Gravel è una bella storia...è un bel compromesso.... vado su strada con la Gravel ..." 💪👍👏  . Per vedere la clip del video trasmesso sul Canale Ufficiale di Radio Deejay CLICCA QUI   JOVANOTTI E' GRAVEL !

Da un  pò di tempo, scrivo la mia Nova Vita Gravel, con nuovi post e storie, condividendone l'esperienza; racconti e test scritti sulla strada, la mia scrivania; è la mia NovaVitaGravel, dopo tanti anni di ciclismo su strada, iniziati all'età di 10 anni. La bici da corsa, significa "da corsa" appunto, lo dice la stessa parola, serve per fare le corse sulla strada asfaltata, cosa diversa dal pedalare sulla strada. Quindi la bici da corsa serve ai corridori, sia professionisti, sia amatoriali, non serve al ciclista amatoriale, al ciclo turista e al pedalatore. La bici da corsa "pura", è più sensibile a prendere e a mantenere la velocità, gambe permettendo, ma oggi sono diventate più estreme, quindi meno comode con l'assetto biomeccanico e per le geometrie del telaio ( si pedala con gambe, schiena e braccia piegati correttamente, altrimenti non ha senso andare in bici da corsa, prendendo il vento tutto in faccia e rallentando la velocità), bici che "perdonano poco o niente" gli errori di traiettoria, e la scarsa aderenza e stabilità sull'asfalto bagnato o accidentato, per via delle ruote rigide e delle coperture Slick, peraltro poco larghe, e dei manubri spesso troppo stretti, quindi tanta potenza, poco controllo, e la potenza senza o poco controllo è nulla. La bici da corsa è stressante non solo da questo punto di vista tecnico, ma anche per via del fatto, che con  la bici da corsa si può andare solo per le strade asfaltate, da condividere con le auto e lo smog. Penso che al ciclista amatoriale serva una bici diversa, una bici da vivere a 360 gradi, senza limitare le strade e le emozioni, cercando di stare più lontani possibile dal traffico e dallo smog, entrambi uccidono, nuocciono alla salute, respirando l'aria pulita dei boschi e delle foreste ( noi siamo Natura, noi siamo la Natura 🌳🏔️🪨) e per chi ama il ciclismo eroico, la polvere antica dello sterrato. Dunque al ciclista amatoriale, serve in realtà, la Gravel, ma molti non lo sanno; è questa la bici più adatta per chi vuole divertirsi senza stressarsi con le etichette e lo stile della bici da corsa, fatta di tempi di percorrenza, tabelle di allenamento, di meteo, e "rabbia e frustrazione stradale" causata dagli automobilisti, con i quali condividere le strade è quasi impossibile. In Italia, i ciclisti non possono pedalare su strade riservate per tutto il territorio nazionale. Gravel e’ più sostenibile dal punto di vista economico. Gravel è un altro modo di andare in bici, il migliore compromesso, ottima persino per i viaggi. In USA la usano i corridori per competere in corse straordinarie, come la Unboud Gravel e non solo. La Gravel è tutte le strade in una bici. Gravel è essere comodi e veloci ovunque. Gravel è pedalare in piena libertà. Gravel è una cultura diversa, non convenzionale. Nova Vita Gravel a Tutti quelli che vogliono accedere al livello naturale del ciclismo. Saluti ciclistici. 

venerdì 24 gennaio 2025

Chi è il ciclista amatoriale ?

E non confondetelo con il corridore amatoriale e con il pedalatore. Saluti ciclistici. 

domenica 19 gennaio 2025

Pedalare nello smog riduce i tempi e fa male alla salute !

Dobbiamo dirci la verità oppure fare finta di nulla ed illuderci ?! In questo studio CLICCA QUI , sono stati analizzati i tempi di arrivo di circa 1,5 milioni di uomini e di un milione circa di podisti donne, che avevano partecipato a diverse maratone americane tra gli anni 2003 e 2019, messi in correlazione con i livelli di inquinanti. In questo modo i ricercatori hanno osservato come, all’aumentare dell’inquinamento, i tempi di arrivo erano generalmente più lunghi per gli atleti. L'aumento dei tempi consta in media 32 secondi in più per gli uomini e 25 secondi in più per le donne all’aumentare di solo 1 µg/m3 nei livelli di particolato PM2.5. Secondo i ricercatori della Brown University School of Public Health di Providence, a inficiare le performance sarebbero una serie di possibili effetti a livello cardio respiratorio indotti dal particolato, dall’aumento della pressione alla ridotta funzionalità polmonare. “Sebbene siano necessarie ulteriori ricerche per caratterizzare l'eterogeneità degli effetti nell'intero spettro delle prestazioni - concludono gli autori - questi risultati mostrano l'impatto del PM2.5 sulle performance in maratona e l'importanza di considerare i dati di più competizioni quando si stimano gli effetti del PM2.5”. I tempi di percorrenza di una stessa maratona, per un podista, corsa in condizioni di inquinamento molto diverse, potrebbero differire di diversi minuti. Ovviamente lo studio è applicabile anche per chi pratica il ciclismo su strada. Il paradosso: pagare 15 mila euro per una bici da corsa cercando di accorciare i tempi della prestazione, in termini di secondi, e pedalarci in ambienti inquinati, che di fatto limitano oggettivamente, i tempi di percorrenza!  Lo smog e’ la causa principale di morte al mondo : solo nel 2015 ha ucciso 9 milioni di persone (rapporto della Lancet Commission on Pollution and Health,New York, ottobre 2017). L’inquinamento atmosferico è causa di 9 mila morti l’anno per infarto, 12 mila per ictus e 7 mila per crisi respiratorie” (Società Italiana di Medicina Ambientale - Sima). Lo smog e’ dannoso anche per la salute mentale come evidenziato dalla psichiatria Clicca Qui .E così, la tutela dell'ambiente è diventata inevitabilmente anche la tutela dell'uomo perché Noi siamo Natura, Noi siamo la Natura . Saluti ciclistici. 

domenica 12 gennaio 2025

Pedemonte SuperLeggera, artigianalmente #madeinitaly #custombike Lo stato dell'arte italiana .

Premessa. Il telaio made in Italy, è solo quello costruito e verniciato in Italia; non è quello costruito all'estero e verniciato in Italia. Il telaio artigianale è quello costruito su misura e non quello prodotto in serie con misure standard. Quindi se voglio pregiarmi di un telaio made in Italy, non mi devo fare prendere in giro dal marketing, ma informarmi sul canale giusto. Diffidate dalle imitazioni. 

Storia. Continua il mio racconto del made in Italy, anzi del made in Genova, quello autenticamente eseguito dalla Pedemonte Bike con un documento esclusivo: Sergio Pedemonte, artigiano del carbonio, assembla la nuova Pedemonte SuperLeggera, costruita nello stabilimento di Mele (GE). Un autentica pagina italiana. Questo è il valore aggiunto. Vi racconto la nuova Pedemonte SuperLeggera e della sua esecuzione; si tratta di esecuzione di ogni "pezzo" e non di produzione di serie; è un prodotto artigianale di nicchia, realizzato su richiesta e totalmente personalizzato, come un violino Stradivari. E' un telaio essenzialmente classico ed elegante. E' un telaio con l'anima. Telaio in carbonio Toray 1100 G (Toray 3K parte esterna) personalizzato sulle misure antropometriche e watt del ciclista. Anche la nuova SuperLeggera, come gli altri telai Pedemonte Bike, viene eseguita a mani con la tecnologia brevettata IWS ( materiale e realizzazione eccelsa per una temperatura più alta nell'autoclave). Target: livello di coesione pari al monoscocca  in carbonio, ma su misura ! La nuova SuperLeggera è completamente customizzabile, quindi con freni tradizionali o freni disco, cavi interni o esterni, con livrea personalizzata o standard (come quella che si vede nel video), con attacco manubrio classico o integrato. Ma v'è di più. La nuova SuperLeggera può essere eseguita anche nella versione esclusiva RS, essenzialmente elegante, ancora più leggera e di nicchia ! La forcella della nuova SuperLeggera, in carbonio T700S e HFM, Crown 375 mm, Rake 45, è artigianalmente eseguita dalla Pedemonte nello stabilimento di Mele (GE), con processo di costruzione monosocca, rinforzata nei punti più sollecitati, expander e sede cuscinetto integrati, tubo sterzo con sistema per passaggio cavi totalmente integrato. Il telaio e la forcella della nuova SuperLeggera sono compatibili con pneumatici da 700X32 mm.  Perni passanti specifici Pedemonte 100x12 anteriore - 142X 12 posteriore. Reggisella diametro 27,2 mm in carbonio monoscocca eseguito artigianalmente dalla Pedemonte nello stabilimento di Mele (GE). Movimento centrale Press Fit 386 EVo. Instradamento della guaine e dei tubi idraulici integrati dalle cuffie. Passaggio guaine e tubi idraulici integrato da serie sterzo (passaggio cavi esterno su richiesta). Peso ? Dichiarato 740 grammi senza vernice. Reale ? Stay tuned. Work in Progress. Per quale ciclista è pensata la nuova Pedemonte SuperLeggera ? Per quello evoluto, che sogna di personalizzarla totalmente, salitomane, con la bici nella valigia in giro per il mondo, alla ricerca di luoghi straordinari da conquistare al ritmo dei pedali; per le Gran Fondo e crono scalata. La nuova Pedemonte SuperLeggera è lo stato dell'arte italiana, un opera d'arte autenticamente italiana, pensata e composta artigianalmente, una creazione essenziale, certamente di riferimento per il settore. Quando si possiede una bici come questa non si può desiderare altro di meglio. Un opera eseguita solo per il cliente; una creazione su misura esclusiva. E vi posso assicurare che sulla strada, si vede e si sente, la differenza rispetto ad un telaio con misure standard prodotto in serie. Ancora chapeau alla Pedemonte Bike. Per contatti pedemonte.bike@gmail.com Saluti ciclistici.  

 

Versione RS Ultra Light

Versione Light Standard

giovedì 19 dicembre 2024

Il santuario pagano dei Giganti carsici. Esplorando la Terra con la Gravel. #novavitagravel #workinprogress


" Devo essere solo e sapere che sono solo per potere vedere e sentire pienamente la natura. Devo compiere un atto di osmosi con quello che mi circonda, diventare una sola cosa con le mie nuvole e le mie montagne per potere essere quello che "sono" " scriveva Caspar David Friedrich. Un altro luogo straordinario, creato dalla Natura, unico e prezioso. All’interno di un bosco di lecci, sopra i monti, ci sono tre giganti carsici e un paesaggio  preistorico, protetto dalla fitta vegetazione, emozionante e suggestivo. Il silenzio è interrotto, a tratti, dai campanacci "suonati" dai cavalli al pascolo. Ovunque quiete diffusa. Seguo pietre, coperte da muschi, traccio la terra densa e nera, sul tratturo che taglia il fianco del monte; i lecci coprono il cielo, e la luce tenue riesce a filtrare appena, la temperatura bassa, rende frizzante, l'aria pulita. Seguo l'istinto, sono a mio agio, fino a giungere, al centro di un anfratto, dove si ergono maestose ed imponenti, tre rocce di circa 6 metri, i giganti carsici, modellati, dal tempo, dal vento e dalla pioggia, disposti in semi cerchio; rimango ad ammirarle, immerso nel mistero e nella bellezza della Natura. Quassù, ci si può sentire protetti e lontani dall'inferno degli uomini. In questo meraviglioso altare pagano, sono solo. Noi siamo Natura, noi siamo la Natura, è la preghiera laica; qui la si venera e ringrazia. Morale della storia. Rimanete lontano dal traffico, se potete. Non vale la pena rimanerci dentro in apnea ed avere l'ansia. Non vale più la pena "limitarsi" alla bici da corsa, l'unica bici inadatta a percorrere tutte le strade. La bici da corsa costringe a percorrere le stesse strade e quindi ad annullare emozioni e stimoli di allenamento. Può causare noia. Non ci sono solo strade asfaltate. Scegliete strade nuove e una bici polivalente come la Gravel Bike 😉. Esplorate il territorio, esplorate la Terra. Bici e’ avventura! Il limite è nella mente. Intanto continuo il nuovo test bike 😉🚵‍♀️. Work in progress. Saluti ciclistici. 

 

Il mio soprannome…oggi più di ieri !🐺😉🌳

mercoledì 11 dicembre 2024

Aero bike evolution inizio’ nel 1984: progenie !

L’evoluzione della aero bike (in carbonio), e’ iniziata nel 1984, con la Pinarello Espada. La progenie aumenta le fila. Solo a titolo esemplificativo, Trek Madone SLR 9 e Colnago Y1Rs, aggiuntasi proprio ieri. Come mi diceva Ernesto, il mio ex allenatore, un veterano del pedale: "Uè Pizzò....a cà nun se sò inventati niente….ce’ stava già !".  Saluti ciclistici. 

lunedì 9 dicembre 2024

Il noleggio delle bici da corsa !


Oramai la bici da corsa industriale, prodotta in serie, con misure standard, che definisco "pret a porter", non conviene più acquistarla,  bisognerebbe prenderla a noleggio, dura poco sul mercato ! E non è un caso che il settore sia in crisi. 
Nel 1992 in Italia la produzione delle bici era di 6 milioni e molta di questa produzione venne destinata per l'estero. Nel 2023 la produzione italiana è scesa drasticamente a 1 milione, quasi tutta per l'estero. Motivo ? Prezzi alti, svalutazione della moneta ovvero perdita della capacità di acquisto, PIL al ribasso, stipendi bassi, occupazione legata al mercato convulso. L'Italia non vive nel benessere diffuso, è sotto gli occhi di chi vuole vedere la realtà; lo sviluppo economico non c'è e comunque non è concretamente tangibile, nonostante gli spot elettorali. Per lo stesso motivo si è innescata la crisi dell'auto, ma non ne parlerò, non è cosa per ciclisti. 
Ma v’è di più. Quello che frena gli appassionati di bici da corsa è anche la copiosa e vertiginosa produzione industriale, "pret a porter" ! Ciclisti e pedalatori non fanno in tempo, ad acquistare, con mille sacrifici, l'agognata bici vista alle corse trasmesse alla TV, inforcata dai campioni pagati sempre di più, quella di cui conoscono le caratteristiche a memoria, spesso senza conoscerne il significato, quando, un triste giorno, scoprono il lancio della novità che li spiazza, e li "umilia" alla sosta al bar con la comitiva! E' il consumismo "bellezza", cosa vi aspettate. Per esperienza personale posso dirvi che quando viene lanciato il nuovo modello, il reparto design-sviluppo, è già pronto con il prossimo; rimarrà top secret, per circa 2/3 anni; il lancio dipenderà dalla concorrenza, dalle vendite del modello precedente e dalla strategia del marketing aziendale. Perché le bici da corsa costano così tanto. Lo spiego QUI 
Il consumismo trasforma le menti. Quindi non scegliete in base ai consigli di chi abbia comprato la bici nuova, è ancora sotto l'effetto dell' "arrapamento", interpellatelo dopo 2/3 anni, in prossimità del fine produzione, appena prima del lancio, quando egli avrà la testa concentrata sul prossimo acquisto. Effetto placebo significa, auto suggestione, "innamoramento" indotto dal denaro (tanto) pagato al negoziante. 
Il futuro ? Non esiste e nessuno può predirlo ! Ma se potessi immaginarlo.... il noleggio della bici da corsa; costi minori e bici da corsa "pret a porter" sempre aggiornata; anche perché diciamocelo, la maggioranza delle persone non si "lega" alle bici, ama cambiarle, indotta dal consumismo dilagante; oggi se non consumi "non sei cittadino"! Saluti ciclistici.