venerdì 6 aprile 2018

Incontro con il maestro Ernesto Colnago.

Parlare ed ascoltare il maestro Ernesto Colnago è stata un esperienza unica, indimenticabile e straordinaria; egli non è solo un "grande" dell'industria della bicicletta, un icona dell'Italia, ma anche una persona rara dallo stile essenziale e sapiente. Una persona inesauribile. Ernesto Colnago continua a dare un contributo straordinario e senza riserve, con un apporto originale ed esclusivo che continua ad anticipare il futuro; egli ama così tanto il suo lavoro che non smette mai di essere un "appassionato" delle sue creazioni; per questo non mi ha sorpreso vederlo spiegare ad un giovane ciclista, possessore di una Colnago Master d'epoca, la "sua" forcella chiamata "precisa", adottata oggi anche dai concorrenti; è stato come avere ascoltato Dante Alighieri spiegare la Divina Commedia; una cosa è leggere, una cosa è ascoltarlo dalla voce del suo protagonista.
L'incontro con il Cavaliere Ernesto Colnago è stata un occasione per parlare della nuova Colnago C64, del presente e del futuro della bicicletta, un accadimento da ricordare per sempre, da narrare davanti al fuoco di un cammino, in una sera d'inverno, con gli amici e appassionati di bicicletta.
Il suo autografo "stilizzato" con dedica è un "oggetto" cult, unico, con uno stile esclusivo persino nella grafica, che solo un artigiano valente sa fare. L'incontro è stata anche l'occasione per visitare presso il castello di Desenzano del Garda, parte della sua vasta collezione privata, composta in loco, da alcune biciclette preziose, corredate dalla storia, dalle cronache sportive con preziose foto storiche che narrano della lunga vita professionale del maestro di Cambiago. Consiglio a Confindustria di organizzare seminari e giornate di studio, tra i giovani industriali ed Ernesto Colnago, per fornire alle future generazioni di imprenditori, lezioni di cultura e stile di vita, da imitare. I giovani hanno bisogno di esempi e motivazioni.
Saluti ciclistici.  




































mercoledì 4 aprile 2018

Grammomania: Lightweight Meilenstein 24 (tubolare)

Un altra esclusiva del blog.  Questa nuova versione aumenta l'offerta della Lightweight e affianca quella classica da 20 mm. Diciamo che è la risposta alla concorrenza ed è destinata a quanti preferiscono il cerchio più largo. Il cerchio da 24 cm è alto 48 cm e largo 24 cm. Il cerchio da 20 cm è alto 47,5 cm e largo 20 cm, quindi è più leggero La  Meilenstein 24 è disponibile anche per copertoncino e disc.  In collaborazione con il rivenditore autorizzato Falasca Cicli e All Bike Store. Saluti ciclistici. 










Grammomania: Lightweight Meilenstein 20C ( copertoncino)

La differenza di peso con la versione 24 C per copertoncino   CLICCA QUI
In collaborazione con il rivenditore Falasca Cicli ed All Bike Store. Saluti ciclistici.













Grammomania: quick release light Fouriers .

Un altra pesa esclusiva, quella degli sganci rapidi ultra light prodotti dalla Fouriers con asse in titanio. In attesa di verifica.  Saluti ciclistici. 

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Come scegliere la taglia corretta del telaio.

Spesso mi capita di vedere mezzi con il reggisella troppo alto; c'è chi se ne compiace e ne fa motivo di vanto. Ma non è sempre esercizio di saggezza. Spesso il vezzo del reggisella troppo alto nasconde un problema molto serio. Una delle cose da non fare mai è’ scegliere un telaio che presenta un dislivello eccessivo per un motivo fondamentale: il reggisella potrebbe flettere troppo e rompersi. Ne ho visti di reggisella crepati !!! In questi casi il reggisella eccessivamente alto è’ la conseguenza di una taglia piccola, troppo piccola. Occhio .......👁 ciclista avvisato mezzo salvato. Se non trovate la taglia giusta o cambiate modello o marca o se possibile fatevi fare il su misura. Nella foto un classico esempio di probabile taglia errata. 
Prima dell’acquisto valutate sempre la corretta misura insieme ad un biomeccanico e comunque in ogni caso, un elevato fuorisella, tanti spessori sopra la serie sterzo (sotto il manubrio)  e/o un attacco troppo lungo sono sintomatici di una misura non corretta, troppo piccola; viceversa, un attacco particolarmente corto e uno scarso fuori sella sono sintomatici di un telaio troppo grande. 
Utilizzare una misura sbagliata, non solo limita le prestazioni, ma potrebbe essere addirittura pericoloso, sia per la sicurezza del mezzo, sia per i problemi muscolo scheletrici !


Un consiglio utile per una rapida verifica per appurare l’esatta altezza della sella.....pedalare non in punta di sella ma come nella foto ( il fondo schiena deve essere posizionato sul retro sella) ....se non ci riuscite significa che la sella è’ troppo alta oppure troppo arretrata......dovete rivedere le quote. Saluti ciclistici. 






giovedì 22 marzo 2018

Il significato del telaio Very Made in Italy - hand made.

E'  questa l'era della produzione, che definisco della "globalizzazione del telaio", in cui, QUASI tutti i telai top di gamma sono uguali nella forma, e le prestazioni dei nuovi modelli, sono sostanzialmente, dei piccoli aggiustamenti rispetto al modello precedente. I motivi ? Gli stessi produttori orientali, e  il livello della prestazione top è giunto al punto prossimo allo zero, difficile fare di meglio, si può solo limare. A questo punto mi chiedo il motivo per cui si dovrebbe scegliere uno e non l'altro telaio top di gamma; forse solo per tifoseria. Ma non credo che sia un criterio consigliabile; gli ultrà è gente di calcio. Consiglio di scegliere il prodotto di nicchia, quello esclusivo; è su questo terreno che oggi si gioca la sfida e si fa la scelta e non solo nel settore della bicicletta. Un investimento che permane per molti anni e forse di più, nel caso di modelli particolarmente esclusivi.
E allora  emerge in tutta la sua bellezza e qualità, il telaio made in Italy, soprattutto quello fatto a mano, veramente in Italia
E' giunto il tempo di scegliere il prodotto di nicchia se si vuole avere il valore aggiunto e scegliere quello esclusivo. Ci sono diversi marchi. Qui ne presento due. E' interessante oltre che evidente il significato di questi due filmati; non si tratta solo di filmati promozionali; sono la chiave di lettura di un prodotto, fanno parte del motivo di una scelta. Si riferiscono alla lavorazione artigianale della Passoni e della Colnago.
Dal numero elevato di visualizzazioni, deduco che molti appassionati  avranno letto il mio test Colnago C64; sono stato il primo in assoluto, a testarlo compiutamente su strada; l'ho fatto senza limiti, e non in un evento promo organizzato dal produttore (per leggerlo CLICCA QUI).
In sintesi. La Colnago C64 dopo anni di test, mi ha emozionato, come quando a 11 anni pedalai per la prima volta sulla bicicletta da corsa, era di mio padre, in acciaio, "fuori misura" per me, di fatto, il mio primo test. La Colnago C64 "suona", come un mirabile componimento, filante sulla strada; la prestazione è stata composta artigianalmente, creata ad arte, lavorando su ogni singolo tubo e congiunzione, centellinando gli spessori e strutturando i rinforzi,  calibrando le geometrie, modellando l'assetto. Un telaio di tale fattezza, emoziona, e non solo a vederlo. La sua bellezza l'ho paragonata ad una tela del Caravaggio. Ecco il significato del made in Italy; quel qualcosa in più che nessun altro  è in grado di realizzare; la bellezza, l'unicità del modello, la qualità assoluta, la performance con il valore aggiunto. 
In buona sostanza, occorre ripensare il criterio di scelta, per i telai di fascia alta, è puntare lì dove la qualità dei materiali, della lavorazione e della prestazione su strada, è senza compromessi. Niente soluzione anonime e standard; scegliete telai unici. L'investimento ripaga. E non occorre andare lontano; si può scegliere anche in Italia.

Saluti ciclistici. 





domenica 18 marzo 2018

Il giornalismo e i campioni di oggi. Metamorfosi di un rapporto.

Giornalismo e sport. Giornalisti e campioni. Giornali e social. Cosa è cambiato o cosa sta cambiando? E' il giornalismo ad avere bisogno dei campioni oppure è il contrario ? Forse è solo l'uomo che ha bisogno di sognare e di leggere il grande titolo che fa palpitare.
Scrivere è un arte, scrivere dell'impresa di un campione è letteratura sportiva, componimento mirabile, pagine di emozioni narrate, come quelle perle di bellezza narrativa composte da Pavese e Brera. Il destino dei campioni ha bisogno di parole scritte che ne suggellino le emozioni, ne consacrino le gesta mirabili, e i giornalisti sono prestati all'esecuzione contemplativa del phatos. 
I campioni sono patrimonio dell'umanità, sopravvivono all'infinità tristezza delle persone comuni. Ma bisogna narrarli per consegnarli al tempo, ed è cosa ardua. 
Il rapporto tra giornalisti e campioni è questione sottile. I campioni sono "astrusi inquilini di me stesso", lo scriveva Brera. I campioni sono personaggi straordinari che agitano l'anima e muovono la penna dei giornalisti d'ogni tempo. 
I campioni di ciclismo sono giganti della strada, nati dal bisogno di riscatto sociale, come i pionieri del ciclismo eroico, che cambiarono le loro sorti pedalando sulla straordinaria macchina chiamata poi bicicletta o prosaicamente, "l'anti-cavallo", come ebbe modo di definirla per questione sociale, il compianto scrittore del giornalismo italiano, tale Gianni Brera. 
Un tempo, i campioni erano legati ai giornalisti della carta stampata, come i sogni alle persone. 
Oggi ?
Tutto cambia radicalmente e velocemente, niente è come prima, nemmeno una risposta. 
Credo che i campioni di oggi abbiano un rapporto diretto con gli appassionati di gesta sportive, un legame "quasi personale"; forse non tutti i campioni ne sono capaci, ma almeno molti di loro, riescono a tessere una trama indissolubile e diretta, per quella loro capacità di accompagnare la loro quotidianità con quella delle persone comuni, con immagini e parole dirette. Forse il tempo e la condivisione sui social,  ha superato la sacralità del giornalismo sportivo, l'eleganza dell'esercizio, se non fosse altro per quel bisogno di immediatezza che caratterizza i nostri giorni, che forse non ama la bellezza delle parole, scritte da molti giornalisti; il mondo di oggi non contempla, ma consuma. 
Si è passati, dalle emozioni suggellate dalle parole scritte elegantemente, di cui nutrire i sogni, ispirazioni mirabili che componevano poemi dello sport, alle "confidenze" e alle immagini condivise  sui social; muta il rapporto campioni- tifosi, adesso divenuto follower-followers. Una rivisitazione moderna di un rapporto complesso, quello del campione con i tifosi. 
E così quell'alea di mistero e di rara conoscenza, più celebrale, che avvolgeva i campioni di un tempo, svelati dalla carta stampata, si è tramutata, in cosa diversa e semplice, in una condivisione di vita comune, interpretata più o meno bene, dal campione preferito, una conoscenza diretta, senza filtri e chiavi di lettura immediate, finanche un "attenzione" fatta ai tifosi, quella di " narrare se stesso" da parte del campione. 
Rispondo alla domanda iniziale. Forse è il giornalismo sportivo che ha bisogno dei campioni. 
Saluti ciclistici. 


mercoledì 7 marzo 2018

Ciclismo amatoriale: consigli per allenarsi concretamente e stare meglio in sella.

Mi capita spesso di incontrare ciclisti che nonostante gli anni e i km trascorsi in sella alla bicicletta da corsa, non vanno nemmeno se li tiri con il gancio. Qualcuno gli direbbe .....ma se devi soffrire così tanto cambia sport. Invece no, si può migliorare a patto che ci si rimetta concretamente in discussione e si cambi allenamento. E' vero che più si pratica il ciclismo e più si diventa efficienti, ma a patto di sapersi allenare. Ecco alcuni consigli per migliorare, o almeno provarci.
Il ciclista over 50 tende ad aumentare la durata delle uscite a discapito dell'intensità. Ricordo qualcuno "di loro" che dicevano " fondo lento per sgrassare" !! Le cose non stanno proprio così e vediamo perché. Si consigliano allenamenti al di sopra dell'80% dell'intensità, resistenza anaerobica, e sprint ( brevi e medi) almeno 2/3 volte alla settimana, in luogo dei lavori lunghi e lenti; quindi occorrono sessioni di allenamenti brevi, ma ad una intensità media più elevata. Esercitazioni con salite brevi percorse ad alta intensità per mantenere la brillantezza, lo scatto. Il motivo ? Stimolare il testosterone ( che con l'avanzare degli anni tende a diminuire), mantenere allenato il cuore e le masse muscolari. Infatti è noto che dall'età di 20 anni, le masse muscolari incominciano progressivamente e lentamente (in modo inesorabile) a perdere massa; va da sé che un età matura, richiede una capacità di gestire "la fase" in modo attento. Ma non bastano gli allenamenti stimolanti per l'apparato circolatorio e di potenziamento e di stimolo muscolare. C'è bisogno di recuperare e non solo con il riposo. Il recupero è fondamentale e con gli anni, diventa sempre più problematico. Occorrono comportamenti appropriati all'impegno che si richiede al corpo. Principalmente servono massaggi ed uno stretching costante ( eseguito correttamente), fondamentali, in un periodo di carichi elevati di allenamento, come quando si fanno lavori di forza e resistenza in salita, e di forza "esplosiva" con partenze da bassa velocità in pianura. Allenatevi a migliorare la flessibilità della schiena, in modo da stare meglio piegati sul manubrio. Potete allenarvi gradualmente toccando prima con le dita le punte dei piedi nudi e successivamente toccare il pavimento con le palme delle mani. Per fare questo esercizio dovrete rimane in piedi con le gambe leggermente divaricate.   
I giri lunghi a passo costante aumentano la resistenza, ma rappresentano una parte degli allenamenti e comunque la durata deve essere  di 2 ore e 30 minuti circa. Il tutto rispettando i propri limiti.
Un ultima indicazione. Imparate a stare al vento, non succhiate la ruota. Il vento è il migliore allenatore del ciclista,; il gruppo il peggiore modo di allenarsi. State al vento, senza paura, piegando i gomiti e le spalle. Non mollate. Imparerete ad andare in fuga e a non mollare mai. In fondo pedalare contro il vento è come pedalare in salita. A proposito di salita. Non smettete mai di farla, dovete abituare le gambe e la testa alla salita; se la lascerete in inverno, non vi basterà tutta l'estate per riabituarvi. La salita è come il vento, non fa male, e può darti tanto. 
Detto questo un consiglio molto importante per stare meglio in sella e pedalare da ciclista. 
Evitare di utilizzare un numero eccessivo di spessori ( distanziali) sopra la serie sterzo ovvero sotto l'attacco del manubrio. Per risolvere il problema occorre scegliere il telaio che abbia la misura corretta, adatta alle proprie quote antropometriche, di non scegliere telai che hanno il tubo sterzo troppo corto o esasperatamente racing. E non è solo una questione di "pulizia"estetica, ma anche di sicurezza, in modo da preservare il pivot della forcella, evitare flessioni sull'avantreno, migliorare il controllo della bici, soprattutto in discesa; non da ultimo, è una questione di salute. Infatti la posizione più rilasciata del busto e delle spalle, migliora la respirazione, non affatica il tratto cervicale della spina dorsale, riducendo sensibilmente lo scarico delle vibrazioni della strada direttamente sulla schiena. Le braccia e i gomiti quindi devono essere rilassati e piegati; tenendoli dritti, tesi, si sovraccarica la schiena e il busto. Insomma ci si stanca prima e male; si percorrono quindi meno km e non ci si può allenare. Stare diritti in sella, assumendo quella che chiamo la posizione del "cobra" che attacca, diventa un ostacolo alla velocità, si fatica di più a spingere, il corpo prende più vento e frena la spinta sui pedali. Insomma che ve ne fate di una bici aero se non siete in grado di assumere la posizione corretta, aero ? Ci fate solo le foto. Ma v'è di più. Un elevato fuorisella, un attacco troppo lungo sono riscontri precisi che il telaio è di una taglia troppo piccola; di converso, un telaio con un attacco particolarmente corto ( esempio 80 mm), uno scarso fuorisella sono invece indicazioni chiare che il telaio è troppo grande. Occorre precisare che il reggisella eccessivamente alto, flette maggiormente, fino a potersi rompere sotto carico; è cosa diversa la flessione del tubo verticale, che nel giusto rapporto peso rigidità, deve potere flettere per dare un migliore confort. 
Quindi per concludere. Prima di scegliere un telaio, passate prima dal biomeccanico capace. Non scegliete il modello con il criterio "così fan tutti", va di moda, mi piace; verificate se si adatti al vostro corpo; regola n.1, il telaio deve adattarsi al ciclista e  non il ciclista al telaio. Diversamente vi fate male, e spendete più soldi. 
Ciclista avvisato, mezzo salvato. Saluti ciclistici.  


L'abbraccio del blog a tutti quanti Voi.

Ricevo ogni giorno attestati di stima per quello che scrivo sul blog. Voglio ringraziarvi uno ad uno, di cuore. Ho deciso di pubblicare gli screen shot, di quelli ricevuti oggi;  uno di un lettore e l'altro del distributore di un prestigioso marchio; li pubblico per rappresentare anche tutti gli altri ricevuti fino ad oggi, che sono tanti. Un abbraccio corale; continuate a seguirmi e a scrivermi. Io sono qua. GRAZIE.  Saluti ciclistici. 



mercoledì 28 febbraio 2018

Il peso giusto del telaio della bicicletta da corsa.

I telai di ultima generazione sono diventati più leggeri, ma non troppo. O meglio, non tutti i telai sono ultra leggeri. Il motivo è semplice: meno leggero, più rigido lateralmente e torsionalmente. Telaio ultra leggero, telaio che flette di più; lo chiamo "effetto gomma", quando senti sotto i pedali e sull'avantreno, una sensibile flessione, nei momenti topici, quando ti "aggrappi" alle leve, e spingi forte sui pedali, soprattutto in fuorisella, in una salita dura e in una volata, a tutta. E' una questione non di poco conto. Più rigido, più performante. In buona sostanza il telaio più rigido rende di più, converte in maggiore velocità l'energia cinetica. Per avere telai ultra leggeri in carbonio, con un coefficiente accettabile peso/rigidità, si utilizza carbonio costoso con l'aggiunta di una esigua percentuale di resina, ma non basta. In generale conta anche l'assetto ovvero le geometrie del telaio e della forcella, altrimenti un telaio da salita sarebbe meno veloce (performante) di un telaio aero sulle pendenze dure; ed invece non è così. Più faccio test e più me ne rendo conto. Chi dice il contrario non è esperto oppure ragiona con la mentalità del tifoso ultrà. Motivo per cui, molti produttori, anzi molti marchi (si contano sulle dita quelli che li producono), hanno optato per un peso di mercato, che si attesta su un peso non inferiore a 800 grammi circa per avere una prestazione complessiva migliore, più resa. Più è rigido e meno flette; più è rigido e più pesa. Occorre trovare il compromesso tra peso e rigidità e in questo sta la qualità del prodotto.
Ma attenzione a comprendere correttamente la dicitura Ultra Light o simili di un telaio. Per esempio, la Specialized Tarmac SL6 Ultralight in taglia 52 (S) pesa 855 grammi (telaio nudo); magari qualcuno pensava che l'indicazione ultra light significasse un peso inferiore, bè in quel caso, si sbagliava. Il marketing è capace di subliminare ovvero condizionare l'inconscio e di condizionare il comportamento......
Spesso il marketing indica un peso nominale inferiore a 800 grammi, ma non è quello reale,  avendo cura però di indicare una percentuale di tolleranza per esempio del 10 o 15% +/-, al fine di evitare problemi legali. Vero è che occorre indicare la tolleranza perché la costruzione di un telaio in carbonio è influenzato dalla manualità dell'operatore, dalle resine e dalle vernici utilizzate. Quindi fate attenzione. La dicitura  "super leggera" e "ultra light" è relativa.
Se il motivo per cui scegliete un telaio è solo quello del peso, allora vi consiglio di pesarli prima di acquistarli. Ovvio che la bicicletta da corsa non serve solo per sollevarla e compiacersi del peso leggero, ma deve essere utilizzata con una certa soddisfazione in termini di performance. Non ha senso scegliere un telaio ultra leggero e sentirlo flettere sulla salita dura, quando la spinta forte delle gambe e delle braccia sottopone ad uno forte stress i materiali e rende il telaio di "gomma"; e non è un fatto di peso complessivo. La regola è usare un telaio leggero, alleggerirlo con componentistica di qualità per raggiungere un range 6 chili e 200 grammi/ 5 chili e 900/800 grammi circa.  IN MEDIO STAT VIRTUS. E' sbagliato prendere un telaio ultra leggero ed assemblarlo con componentistica non leggera; in quest'ultimo caso non solo si vanifica il costo del telaio ultra leggero, ma si aggiunge peso ai watt della pedalata, con l'effetto di aggravare la flessione del telaio. Flessione che si può avvertire anche in discesa quando si frena forte prima di entrare in una curva impegnativa. Il peso ottimale oltre alle geometrie ( BBDrop) e alla struttura del carro, migliora la stabilità e la velocità, in discesa. Il telaio molto leggero, di solito, è meno facile da gestire in discesa, è nervoso, tende a perdere stabilità sui fondi sconnessi. Definisco "nervoso", il telaio che occorre riprendere dopo uno scatto, correggere la traiettoria; perde la stabilità, si scompone, non rimane sempre in equilibrio e perde velocità.
Ovviamente il peso della bicicletta grava sulle gambe. Superfluo osservare che non ha senso una bicicletta da corsa di 5 chili e pesare 90/100 chilogrammi !!! Il ciclista sta alla  bicicletta da corsa, come i fantini ai cavalli, i piloti alle moto e alle auto da competizione. La prestazione dipende dal rapporto peso/potenza del ciclista; il peso del mezzo può solo agevolare; la bicicletta non ha il motore. Ecco perché mi diverte vedere, ciclisti con biciclette senza valore, poco leggere,  quelle che comunemente vengono definite "cancelli", superare in salita, ciclisti con biciclette top di gamma, di ultima generazione, leggerissime. Contano le gambe, la testa e il cuore. Saluti ciclistici. 
Telaio Specialized Tarmac SL6 Ultra light taglia 52.

Il Peso reale telaio della foto che precede senza accessori 

Peso reale della relativa forcella