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sabato 12 novembre 2022

Migliorare l'aerodinamica in bicicletta da corsa. Ecco come fare e cosa sapere.

Premessa. Dovete piegare la schiena, tenere le braccia e le gambe strette e i gomiti bassi; non dovete impugnare la curva, sulla parte centrale, non dovete restare dritti come dei cobra ! Punto. Tutto il resto è secondario e in alcuni casi solo marketing. Questa la definisco, l'aerodinamica del ciclista. L'aerodinamica del ciclista è un fattore determinante, parte integrante dell'allenamento. Tuttavia pochi ciclisti amatoriali, curano l'aerodinamica e sanno "stare al vento"; è impegnativo, e la maggior parte di loro, la questione, l'affronta in modo grossolano, "succhiando la ruota" e quando raramente si mettono in testa al gruppo, hanno grosse difficoltà, riescono a "tirare"pochi secondi e poi scompaiono in fondo al gruppo, spesso saltando i cambi perché non ce la fanno o perché pensano di essere furbi. Ne ho visti, eccome se ne ho visti !!! Pedalare al vento è essenziale, insegna a migliorare la posizione e ad allenarsi alla resistenza. Un ciclista che non sappia pedalare contro vento, non è ciclista. 
Parlando di aerodinamica, occorre fare riferimento a tre aspetti. Il primo aspetto è quello della corretta posizione in sella. La corretta posizione in sella incide per l'80%. Lo scrivo da tempo, bisogna piegare le braccia, le spalle e la testa, stare "pancia a terra", altrimenti vendete la bici da strada e prendete la MTB, soffrirete di meno. Mi tocca vedere ciclisti dritti in sella come se fossero dei cobra, spesso con molti spessori sotto il manubrio, persone che spesso si convincono che sia il telaio a non essere adatto a loro; invece può trattarsi di persone non adatte alla bici da corsa o che abbiano problemi alla schiena o che non sanno flettere la schiena. La schiena dura è l'antitesi del ciclista, soprattutto dello stradista. Generalmente questi ciclisti hanno problemi di peso, e non fanno esercizi di stretching. Per essere ciclisti non basta solo pedalare, occorre "allenarsi a tavola" , allungare i muscoli regolarmente e correttamente, con esercizi mirati, ma spesso occorre prima risolvere problemi posturali, come ebbi modo di spiegare nella pagina dedicata a questo argomento. Chi non piega la schiena, ( arcuata e non ingobbita) con il tempo, per un motivo o per un altro avrà problemi posturali e di rendimento, pedalerà con più sforzo e minore risultato. La bicicletta può diventare uno "strumento di tortura" fatto a certe condizioni. Quindi schiena arcuata, braccia e gambe strette, gomiti bassi. No Cobra position.  Il secondo aspetto dell'aerodinamica è legato alla tecnologia e più precisamente riguarda l'abbigliamento, l'utilizzo di cuscinetti a bassa resistenza al rotolamento, la forma delle ruote e dei tubi del telaio. Ma  questo incide solo per il 20%.  Ovviamente nessuna tecnologia può risolvere problemi di posizione del ciclista. Quindi anche se vi comprerete i migliori prodotti, se non curate la posizione in sella, come sopra spiegato, prenderete tutto il vento in faccia, e il ciclista esperto, in sella ad una Graziella anni 70, vi sorpasserà. Non fatevi prendere in giro dal marketing. Vi dirà che un telaio aero consente miglioramenti infinitesimali, a patto di pedalare costantemente a 40/50 km/h ! Primo. Nessuno riesce a pedalare a quella velocità costantemente. Secondo. Sulle strade reali, il traffico e i semafori, interrompono la velocità. Terzo. Occorre avere in sella, sempre una posizione aerodinamica. Punto. Tutto il resto è marketing. 
Esistono diversi modi molto conosciuti per migliorare l'aerodinamica, oltre a quella fondamentale, cioè l'assunzione di posizioni in sella specifiche; mi riferisco al casco, ai profili dei cerchi o dei tubi del telaio, e quella meno conosciuta la tipologia costruttiva del capo di abbigliamento, mirata appunto al miglioramento dell'aerodinamica. Nel campo professionistico da tempo vengono utilizzati capi di abbigliamento specifici nella prova contro il tempo, inizialmente, ma da un pò di tempo anche nelle corse in linea, per migliorare la prestazione. Un capo da ciclismo, "liscio e aderente" non è detto che sia ottimo nella sua caratteristica aerodinamica. Bisogna infatti sottolineare che il corpo del ciclista in avanzamento nell'aria, avendo la dimensione perpendicolare al moto, preponderante rispetto alle altre, ricade nello studio della fluido dinamica dei "corpi tozzi" che hanno comportamenti "aerodinamici" molto differenti rispetto ai profili alari. Un capo d'abbigliamento da ciclista risulta essere ben aerodinamico quando nella sua costruzione viene mirata la riduzione del suo Cx (coefficiente di resistenza aerodinamico), cioè quando il capo e le sue caratteristiche costruttive garantiscono anche all'aumentare della velocità il ritardo del distacco della vena fluida vorticosa dal corpo del ciclista e quindi conseguente minore larghezza di scia.  
Sia chiaro. Quello che conta sono le gambe e il ciclista in posizione aerodinamica; la teoria deve fare i conti con la  dura realtà della strada, dove troppe variabili, come quelle suindicate, influenzano la resa finale. Una variabile a titolo esemplificativo. Il 90% dei ciclisti/pedalatori impugna la curva solo sulla parte centrale; nessuno di loro, la impugna correttamente, cioè in presa alta sui comandi, o in presa bassa. Quindi è inutile parlare concretamente di aerodinamica per quanto riguarda i ciclisti/pedalatori amatoriali.

A chi interessa la teoria. La resistenza aerodinamica è sempre maggiore rispetto alla resistenza al rotolamento. In bicicletta, trascurando la forza d'inerzia perchè presente solo in fase di accelerazione, siamo soggetti principalmente a due forze: la forza aerodinamica e la resistenza al rotolamento. Entrambe sono forze che si oppongono al moto del ciclista e sempre presenti quando la bicicletta è in movimento. 
La Forza Aerodinamica detta anche Resistenza Aerodinamica, cresce con il Quadrato della Velocità, quindi crescita con andamento Parabolico.
FA= ½ * Cx * SF*V2
- V= Velocità del ciclista
- Cx= Coefficiente di resistenza aerodinamica
- SF= Superficie Frontale a diretto contatto con l'aria

Anche al variare della Velocità d'avanzamento, se la confrontiamo con la Resistenza al Rotolamento, notiamo subito che la Resistenza Aerodinamica è notevolmente più importante rispetto alla Resistenza al Rotolamento, che ha invece andamento Lineare.
RR= CR* P/r
- Cr=Coefficiente resistenza al rotolamento (Funzione della bontà dei pneumatici, rugosità asfalto, pressione gomme, cuscinetti montati). 
- P= Peso del Ciclista. 
- r = Raggio della Ruota. 

Questo fa capire come l'ottimizzazione dell'aerodinamica sia fondamentale nel ciclismo allo scopo di ottenere velocità nettamente superiori e risparmiare potenza. 

Guardando le formule e dai grafici di confronto dei due andamenti delle resistenze, possiamo dedurre che:
- a Base Velocità predomina la Resistenza al Rotolamento (da contrastare tramite l'utilizzo dei Cuscinetti Ceramici);
- a Medio e Alte Velocità quindi in Discesa, in Pianura, Falsopiani veloci o in Sprint la Resistenza Aerodinamica è nettamente superiore quindi da contrastare tramite miglioramenti mirati all'aerodinamica. 

Resistenza aerodinamica contro la Resistenza al rotolamento

Fatti non foste per essere pedalatori, ma ciclisti. Quindi in sella, siate silenti e filanti come il vento. Saluti ciclistici. 

 

mercoledì 16 gennaio 2019

Ciclisti guardiamoci negli occhi !!

Ciclisti guardiamoci negli occhi e diciamoci la verità. Alcuni consigli. Il ciclismo è uno sport duro, serio, dove sei solo contro tutti, pieno di sacrifici e di rinunce, dove non puoi fingere od improvvisare, ma è tutto frutto di una programmazione, che inizia a tavola, perchè quello che conta è la forma fisica, il peso forma, la condizione atletica, il resto è marketing. Certo alcuni prodotti aiutano davvero, ma nessuna bicicletta si muove da sola, ma lo fa solo per la forza delle gambe del ciclista, gestita dalla mente. Non perdete tempo sui forum, non serve a nulla, allenatevi e seguite un programma di nutrizione serio e compatibile con il corpo e la mente. Imparatevi a conoscere non solo nei limiti, ma anche nel modo in cui il corpo risponde alla diversa alimentazione, solo voi potete dare indicazioni serie e precise al nutrizionista/medico. Alternate il riposo all'allenamento intenso, e ricordate che si pedala e non si parla, per quello c'è il salotto o il bar. E dopo sarà naturale menare in salita o dove più vi piace, perchè la risposta alla forza di gravita e all'aerodinamica dipendono dal corpo e più precisamente dal peso/watt e dall'assetto corretto in sella, cioè piegare e stringere le braccia e curvare la schiena, magari allenatevi con una borraccia sulla schiena, cercando di portarla a spasso senza farla cadere. E' solo questa l'aerodinamica efficace, il resto è marketing: cosa ve ne fate di un telaio e ruote aero se poi pedalate con le braccia tese e la schiena semi dritta ? Assolutamente nulla. Non vi servono prodotti aero ma l'assetto aero e quello non lo comprate ma lo imparate.  Per esempio mi è capitato di studiare la nuova Cervelo S5 aero bike di ultima generazione, dall'aspetto molto macchinosa. Il telaio viene fornito con una valigetta completa di tutta una serie di adattatori, spessori e viti ( non leggere), come si vede nelle foto; non è un vezzo, è la chiave di lettura del prodotto. La Cervelo S5 non è adatta a tutti i ciclisti, ma solo quelli capaci di pedalare con assetto aero e quindi non una cosa comune. Ce lo vedete voi un ciclista domenicale, con scarso allenamento, con la pancia prominente o comunque senza il peso forma, pedalare su una Cervelo S5, con spalle, schiena e braccia dritte, come se pedalasse su una MTB ?! Ecco che allora, viene dimostrata, l'altra mia opinione, e che cioè il marketing ha dimenticato chi sono i cicloamatori più comuni, quelli che dilagano nei negozi, disposti a spendere poco più di 10 mila euro per una Cervelo S5 ( come da foto).  Il vero telaio aero è quello con il tubo reggisella quasi aderente alla ruota posteriore, in modo da non consentire turbolenze; ma una bici così non è utile al ciclo amatore che non fa gare contro il tempo ! Quelli adatti alla Cervelo S5 sono pochi. Dunque il marketing ha perso il senso della misura, umana. Per coloro che volessero approfondire l'argomento aerodinamica applicata alla bicicletta da corsa consiglio la lettura di questo post CLICCA QUI . Per il peso delle bici disc CLICCA QUI .
Lasciate stare questi improponibili modelli estremi, ed allenatevi alla fatica, cioè abituate il corpo alla salita e allo sforzo massimo, imparate a pedalare correttamente ( come spiegato nel blog) per massimizzare lo sforzo. Contate solo su di voi e non il marketing. Sarà il marketing a cercarvi con prodotti adatti. Saluti ciclistici. 
Imparate a guardare in faccia la fatica, senza paura. 


Il manubrio aero della nuova Cervelo S5