martedì 13 novembre 2018

Casco per bicicletta da corsa Van Rysel

Lo scrivo da tempo, non bisogna spendere somme sproporzionate per un casco omologato, secondo lo standard europeo (CE) in vigore. Ecco un esempio, perfettamente coerente con quello che penso, il casco Van Rysel, qualità e prezzo imbattibile, dotato di supporto per l'installazione della luce. Il prezzo, meno di 35,00€,  e la qualità ( omologato CE) sono quelli giusti.  Una chiosa. Preferisco installare la luce sul casco per essere meglio visibili sulla strada, senza rovinare esteticamente la bicicletta, e il mercato incomincia a seguire questa scelta. Saluti ciclistici. 





lunedì 12 novembre 2018

Si fa presto a dire meccanico di biciclette da corsa !!! Montaggio corretto dei comandi.

In questi lunghi anni che gravito nel mondo della pratica ciclistica, ho visto di tutto, anche biciclette da corsa assemblate con i "piedi" da parte di meccanici troppo frettolosi o non all'altezza della situazione; e la cosa per certi versi drammatica, è che ci sono ciclisti, per la verità troppi, che sono ignari di quello che usano al punto che per paradosso, diventano la "caricatura" del ciclista. Ciclisti novelli o tracotanti che si preoccupano di imitare i corridori professionisti, persino quando gettano sulla strada le carte delle barrette, di vestire come loro ( che buffi), di usare le loro biciclette ( non è sempre vero che le bici che usano per contratto i professionisti siano sempre le migliori), ma che non sanno nulla o poco di quello che significa la bicicletta da corsa e la pratica del ciclismo su strada; del resto sono gli stessi che ritengono che scrivere sui forum, spesso attaccando chi ne sa di più, sia titolo per fregiarsi della carica di ciclista o peggio ancora di esperto, ma spesso sono solo ciclisti da tastiera. Stendo un velo pietoso su questa armata brancaleone!
Detto ciò fate attenzione al meccanico, e non associatelo mai al venditore di biciclette; una cosa è vendere bici,  e lì prevale chi fa il prezzo più basso, un altra è fare il meccanico. Ho visto che i migliori venditori di biciclette non sono meccanici o smettono di farlo per vendere e decidono di assumere meccanici che talvolta non sono preparati. 
Quindi prima di affidare la vostra bicicletta alle cure del primo meccanico che vi capita, accertatevi che sia quello giusto, altrimenti il peggio sarà per voi.
Ecco per esempio una foto utile per verificare se avete i comandi montati correttamente. I comandi vanno montati correttamente nella distanza. Il montaggio corretto è quello raffigurato nella foto, in cui il comando è parallelo e rimane ad una distanza di 8 mm. E' errato quello in cui i comandi sono più inclinati verso l'alto, quindi con una distanza minore, in modo che il comando non sia più parallelo, usato da chi ha problemi di assetto o posturali. Infatti il ciclista che li preferisce più inclinati verso l'alto, li sceglie più vicini, perchè ha la sella troppo arretrata o necessita di più spessori sotto il manubrio ( tubo sterzo troppo basso, quindi il telaio potrebbe essere non adatto) o ha problemi di flessibilità della schiena. Comunque sia il meccanico deve astenersi dall'intervenire per non correre il rischio di passare per quello che non sa montare le biciclette. E' meglio allora spiegare le problematiche al cliente e convincerlo a rivedere la questione. I comandi vanno sempre montati alla giusta distanza. L'assetto è fondamentale per la prestazione e la salute del ciclista. Non esistono opinioni, ma la regola aurea.
I comandi Shimano sono più distanti ( anche se i più comodi da impugnare) mentre quelli Sram e Campagnolo, sono più ravvicinati, di circa 3 mm, rispetto a quelli giapponesi. 
Saluti ciclistici.


Nella foto a sinistra un comando installato non correttamente.
 Il motivo: il ciclista ha problemi di assetto quindi preferisce tenerli più alti per stare meno allungato. 

martedì 6 novembre 2018

Quando la valvola sbatte sul cerchio della ruota della bicicletta da corsa. Consigli su come eliminare il rumore.

Può capitare che la valvola/prolunga vibri e faccia rumore; accade perché c'è spazio tra la valvola inserita e il cerchio. Insopportabile. Di solito andrebbe nastrata ( con il nastro adesivo nero lucido) prima del montaggio, ma ove nel caso, ciò non sia stato fatto, allora questa della Miche, è la migliore soluzione. Altre soluzioni: inserire il nastro adesivo all'interno del foro del cerchio, ma è cosa molto difficile da fare, il foro del cerchio è spesso molto stretto, tanto da non esserci spazio utile; oppure mettere il nastro adesivo a "cappello" della valvola, fino a farla scorrere sul cerchio, e attaccarlo esternamente sul cerchio, in posizione verticale. Saluti ciclistici.


mercoledì 24 ottobre 2018

Il ciclista si riconosce dalla gamba.

Un anziano ciclista, mi insegnò una dritta: - " Guarda sempre la gamba del tuo avversario prima di decidere cosa fare". Saggezza che viene dalla strada. Questa è la mia gamba. Saluti ciclistici. 


Test bike SwissStop Flash Pro per ruote Lightweight

Per questo test sono stati necessari due anni di test, lungo 20 mila km, e discese impegnative, tra le quali, lo Zoncolan e il Colle dell'Agnello, passando per l'Izoard e il Colle Fauniera, due anni di discese anche con il caldo torrido ( tanto) e la pioggia ( poca).  Montati su freni dual pivot e freni a montaggio diretto. Utilizzati con ruote Lightweight e altri modelli.  Il risultato è stato ottimo. Nessuna pista frenante bruciata ed abrasioni, tanto grip, consumo normale. Nei primi chilometri fischio prodotto dal freno anteriore, scomparso con la fine del rodaggio, poi frenata morbida, silenziosa, sicura.  Al termine del test i pattini non si presentano completamente consumati, anzi. 
Una parentesi ad uso e consumo che mi chiedono consigli sulla frenata. Si frena in modo deciso e breve, mai con frenate lunghe. Rimuovere i residui all'interno dei tacchetti, per evitare che sassolini e residui, possano graffiare le piste frenanti. In caso di pioggia, la frenata è lunga e va gestita con prudenza, cioè appena si asciuga la pista frenante, tra una frenata e l'altra, la frenata torna più decisa e quindi perde uniformità. Regolare il freno posteriore, in modo da avere una risposta equilibrata, e soprattutto non regolarlo con una forza frenante più forte, altrimenti si potrebbe derapare, e in questo caso, i ciclisti meno esperti, possono perdere aderenza in curva nelle discese tecniche. Non abbiate paura della discesa, ma imparatela a gestire, altrimenti nemmeno il paracadute e 4 freni da TIR possono aiutarvi. Imparate a spostarvi sulla sella, in discesa, equilibrando il peso, posizionando il peso maggiore sulla ruota posteriore, nel caso di telai ultra leggeri. Frenate prima di entrare in curva.  
Saluti ciclistici. 




lunedì 22 ottobre 2018

Il dono della medaglia di Ernesto Colnago.

Il dono di questa preziosa medaglia commemorativa ricevuta da Ernesto Colnago sarà l'occasione di raccontarne la storia davanti al fuoco del cammino, in una sera d'inverno...... la vita è fatta di incontri ed occasioni uniche. Oggi ricevo da quell'imprenditore - artigiano che tutto il mondo ci invidia, la sua celebre medaglia commemorativa realizzata in soli 250 esemplari e raffigurante i simboli della sua vita e la cui forma semisferica rappresenta il mondo e l'Italia con il suo straordinario made in Italy. Un grande onore. Grazie Maestro.
Ecco anche questo c'è scritto nella mia storia; l'incontro con una persona che ha contribuito a scrivere la storia dell'Italia e di averne ascoltato le sapienti parole.
E così mentre il fuoco arderà nel cammino e fuori il vento soffierà forte evocando ricordi, penserò ad oggi, quando trovai un pacchetto nella cassetta della posta, spedito da Ernesto Colnago !


Saluti ciclistici.







lunedì 15 ottobre 2018

Team Machine BMC SLR01 module.

Il telaio si presta ad una composizione multiforme e colorata; puoi assemblarlo come più desideri, al momento dell'ordine attraverso il sito della casa madre o after market. Ne è un esempio questo video dimostrativo della BMC; tutto il resto è fantasia. Saluti ciclistici. 


sabato 13 ottobre 2018

Si fa presto a dire telaio in carbonio monoscocca !!!

I limiti nella costruzione di un telaio monoscocca sono dovuti al fatto che non è possibile controllare dopo la cottura nell'autoclave, se all'interno dei tubi, ci siano quelle imperfezioni che con il tempo possono causare rotture per cedimento strutturale.
Per questo il telaio in carbonio a congiunzioni è superiore nella metodologia della costruzione, in quanto è possibile controllare tubo per tubo, congiunzione per congiunzione; ciò significa totale controllo nella produzione, come avviene anche per il tubi in titanio, in acciaio e in alluminio.
Il telaio in carbonio monoscocca è un terno a lotto, non tutti, possono essere realizzati a regola d'arte; dunque senza generalizzare. Per questo consiglio i telai in carbonio monoscocca dei migliori produttori, dove il controllo della qualità è assoluto e non come uso dire, "commerciale".
Per esempio, è da preferire il telaio realizzato con l'utilizzo di stampi in poliuretano, sia esterni ( cosa rara) che interni, ciò consente durante il processo di polimerizzazione del carbonio, di aumentare la compressione delle fibre, quindi la compattazione, di ridurre non solo la quantità di resina, ma anche di aumentare l'affidabilità nel tempo, eliminando o riducendo le imperfezioni, visibili  solo all'interno, che riducono la longevità del telaio. In buona sostanza prima di scegliere un telaio in carbonio monoscocca, occorrerebbe informarsi sul processo di lavorazione, per esempio, conoscendo quello che è lo strumento fondamentale nella costruzione del telaio in questione, cioè gli stampi, all'interno dei quali vengono collocate le pelli di carbonio, da cuocere nell'autoclave. Gli stampi sono costosi e soli quelli migliori sono capaci di creare un buon telaio in carbonio monoscocca, unitamente alla migliore qualità del carbonio, alla precisione nella stesura dei diversi strati di carbonio. Tutto questo significa pagare il prezzo congruo che tenga conto della qualità dei materiali e della lavorazione del  telaio in carbonio monoscocca.
Quindi quando leggo "esperti" da forum, che scrivono che il telaio in carbonio monoscocca è superiore, rido alla grande.
Date un occhiata a questo video, in cui si vede, come è fatto nel suo interno, questo telaio in carbonio monoscocca. 
Saluti ciclistici. 


giovedì 11 ottobre 2018

Allenarsi con il pignone fisso.

Ecco un altro consiglio per allenarsi al meglio, dopo il precedente post CLICCA QUI . 
Molti anni fa, ricordo, di avere seguito i corridori della Lampre, succeduta alla SAECO, allenarsi con il pignone fisso, durante il ritiro invernale di Terracina. A quei tempi, non c'erano i preparatori e i computer di "bordo" e ci si allenava duramente ogni giorno, imparando ad ascoltare il corpo, senza leggere le tabelle che se non corrette possono pregiudicare la stagione, come è accaduto forse ad Aru. 
Sono contrario ai preparatori per un semplice motivo, è molto difficile trovare quello giusto, e allora se uno deve sbagliare è meglio che lo faccia da solo ed impari a migliorarsi, nessuno può conoscerci meglio di noi stessi. Ovviamente questo è un discorso che vale per gli esperti, e non per i novelli, che però a mio modo di pensare, farebbero meglio ad imparare dai ciclisti esperti o dai corridori veterani. 
Ovviamente ci sono ottimi preparatori, ma costano e non tutti possono permetterselo. 
Detto questo consiglio l'allenamento con il pignone fisso.
Cos'è il pignone fisso. E' un pignone montato sulla ruota posteriore e collegato direttamente al mozzo; niente cambio e deragliatore, solo un pignone. La ruota posteriore funziona come ruota motrice trasmettendo l'inerzia ai pedali e per questo non si può smettere mai di pedalare, altrimenti la ruota posteriore si blocca e funge da freno, derapando. Per lo stesso motivo che si può pedalare all'indietro, cioè in retromarcia, e se si riesce persino ad impennare la pedivella continua a girare. 
Il pignone fisso può essere montato anche sulla bicicletta da corsa, togliendo tutti gli altri pignoni, il deragliatore e il cambio; serve solo la guarnitura, un pignone e ovviamente la catena. Se non si sceglie di montare lo scatto fisso sulla bici da strada utilizzando i freni, si può usare una bici a scatto fisso senza freni, si frena smettendo di pedalare, con una leggera resistenza in contro pedalata, per questo occorre pedalare anche in discesa, e sempre per questo motivo, che si impara a pedalare correttamente e a guidare meglio il mezzo. Ovviamente la bici con scatto fisso senza freni deve essere utilizzata solo da ciclisti esperti e comunque occorre aggiungere i freni per renderla conforme al codice della strada, altrimenti la si può utilizzare solo nel velodromo o nelle piste dei circuiti cittadini chiuse al traffico, come quelle del Red Hook Criterium.
E' un sogno la bici a scatto fisso, le cosiddette Fixie, che danno tanto spettacolo e andrenalina nelle Red Hook Criterium; biciclette belle e performanti le fixie; se assisterete ad una gara di fixie vi renderete conto chi sono i veri funamboli del pedale, altro che Sagan; corridori che corrono a 60 km/h in un circuito cittadino, schivando tombini e saltando le curve, capaci, di gestire come nessun altro, la forza e la velocità con rara abilità e coraggio ! 
A cosa serve allenarsi con il pignone fisso ? Serve ad avere la pedalata rotonda. Mi spiego meglio. La pedalata con la ruota libera, cioè con la ruota gestita dal cambio e da più pignoni, ha un limite, cioè il punto morto, in cui si interrompe il ciclo della pedalata, momento critico che viene superato con un richiamo della pedalata che fa intervenire il bicipite femorale. Questo punto morto del ciclo della pedalata, non esiste di fatto con il pignone fisso, in quanto viene superato più agevolmente, con una accelerazione dovuta all'inerzia della ruota motrice collegata direttamente ai pedali, per mezzo della catena. Quindi con il pignone fisso, la pedalata è costante ovvero rotonda come si dice in gergo, per effetto del quale, i muscoli si contraggono e si allungano in modo coordinato e naturale e lo si impara a fare ad un alta cadenza di pedalate, cosa che non solo allena l'apparato cardio circolatorio, ma allenta lo sforzo muscolare, diminuendo l'acido lattico. Allenandosi con lo scatto fisso, si avrà un maggiore dispendio energetico ( come se ci allenasse sui rulli)  e per l'effetto, una maggiore diminuzione della massa grassa, rispetto all'allenamento fatto con la ruota libera. Per questo è consigliato farlo nel periodo invernale, quando si riparte da zero. Va utilizzato solo per allenarsi in pianura.  Per allenarsi in salita, durante il periodo invernale, occorre invece, fare le SFR, usando la ruota libera, con la scala di rapporti, Due allenamenti specifici, che vanno alternati nel periodo invernali.
Non dimenticate mai di alternare ai giorni di carico, quelli di riposo; anche il riposo fa parte dell'allenamento, serve a recuperare e a "memorizzare" il miglioramento dello stato di forma. Se si carica solo e non si recupera, il lavoro non viene assimilato correttamente, e si aumenta la fatica. Con gli anni il recupero tende a peggiorare, cioè ci vuole più tempo per recuperare. Un muscolo stanco può stirarsi e quindi costringere ad un riposo forzato, con la conseguenza di perdere tutto il lavoro svolto prima. 
Imparando ad allenarsi con il pignone fisso, non solo ci si può allenare meglio, ma si impara a pedalare e a gestire l'equilibrio della bicicletta, aumentando l'abilità ed imparando a frenare al momento giusto ( senza freni e come ho spiegato). Per chi decidesse di allenarsi con il pignone fisso, consiglio non solo di indossare il casco, come è giusto fare anche con la ruota libera, ma di scegliere per le prime uscite, spazi interdetti al traffico veicolare, altrimenti dovreste diventare prima dei  formidabili messenger urbani, altri funamboli del pedale
Nel mondo delle corse, si dice che i freni non si usano mai, o pochissimo, proprio perché il ciclista ha bisogno solo della velocità, e non ha paura, altrimenti significa che è troppo prudente o che non ha imparato ancora a pedalare. 
Per questo mi viene da ridere quando penso agli illustri "esperti" "da salotto" e da forum che consigliano i freni a disco, argomentandola come la soluzione ai problemi della bicicletta e/o dei ciclisti !!!!!

Saluti ciclistici. 



Allenamento per ciclisti. Consiglio per migliorare in salita e non solo. SFR.

La salita è un esercizio mentale e poi fisico. Se molli con la testa, le gambe non girano più. Tutti soffrono in salita; il segreto è abituarsi alla gravità della pendenza e a mantenere il rapporto peso/potenza ottimale. Quando sentirai la necessità di usare rapporti più lunghi, anche in salita( i pignoni più piccoli, quelli che sviluppano più metri), allora la condizione Mentale/fisica sarà ottimale.
Portate rispetto alla salita ( non fate i gradassi); imparate a gestirvi su tutta la salita.
Quando si farà più dura, alzatevi e spingete più forte, a mani basse.
Senza la fatica non ci sono emozioni; per questo si sceglie di essere ciclisti.
Le SFR ( salita, forza, resistenza) ve le spiego così.
In caso di salite con minore pendenza, si potrà lavorare al meglio con rapporti più lunghi aumentando le ripetute. Quindi fate un tratto della salita, per esempio, con il 50/23, pedalando seduti, poi ritornate giù, e risalite con il 50/25, sempre spingendo seduti, e via dicendo. Mi raccomando non andate oltre il 50/28 altrimenti la catena lavora troppo storta, si usura e l'attrito aumenta in misura eccessiva da limitare la prestazione di 3 watt. Ricordate sempre che una catena nuova genera più attrito, quindi va rodata con le uscite. Rimuovere il grasso applicato dal fabbricante, per evitare che ci si appiccichino sassolini e sporcizia della strada; pulitela ed oliatela come vi ho spiegato. Ricordate sempre di fare ogni giorno stretching per riallungare i muscoli che dopo ogni uscita si "accorciano" a causa degli sforzi e formano come dei piccolissimi bozzetti, che potrete sentire, passando piano la mano sulle fasce muscolari. Lo stretching serve anche per migliorare la elasticità-mobilità della schiena. Se avete bisogno di info, lasciate un commento su questo post. Buon allenamento e saluti ciclistici.