mercoledì 4 aprile 2018

Grammomania: Lightweight Meilenstein 24 (tubolare)

Un altra esclusiva del blog.  Questa nuova versione aumenta l'offerta della Lightweight e affianca quella classica da 20 mm. Diciamo che è la risposta alla concorrenza ed è destinata a quanti preferiscono il cerchio più largo. Il cerchio da 24 cm è alto 48 cm e largo 24 cm. Il cerchio da 20 cm è alto 47,5 cm e largo 20 cm, quindi è più leggero La  Meilenstein 24 è disponibile anche per copertoncino e disc.  In collaborazione con il rivenditore autorizzato Falasca Cicli e All Bike Store. Saluti ciclistici. 










Grammomania: Lightweight Meilenstein 20C ( copertoncino)

La differenza di peso con la versione 24 C per copertoncino   CLICCA QUI
In collaborazione con il rivenditore Falasca Cicli ed All Bike Store. Saluti ciclistici.













Grammomania: quick release light Fouriers .

Un altra pesa esclusiva, quella degli sganci rapidi ultra light prodotti dalla Fouriers con asse in titanio. In attesa di verifica.  Saluti ciclistici. 

ù





Come scegliere la taglia corretta del telaio.

Spesso mi capita di vedere mezzi con il reggisella troppo alto; c'è chi se ne compiace e ne fa motivo di vanto. Ma non è sempre esercizio di saggezza. Spesso il vezzo del reggisella troppo alto nasconde un problema molto serio. Una delle cose da non fare mai è’ scegliere un telaio che presenta un dislivello eccessivo per un motivo fondamentale: il reggisella potrebbe flettere troppo e rompersi. Ne ho visti di reggisella crepati !!! In questi casi il reggisella eccessivamente alto è’ la conseguenza di una taglia piccola, troppo piccola. Occhio .......👁 ciclista avvisato mezzo salvato. Se non trovate la taglia giusta o cambiate modello o marca o se possibile fatevi fare il su misura. Nella foto un classico esempio di probabile taglia errata. 
Prima dell’acquisto valutate sempre la corretta misura insieme ad un biomeccanico e comunque in ogni caso, un elevato fuorisella, tanti spessori sopra la serie sterzo (sotto il manubrio)  e/o un attacco troppo lungo sono sintomatici di una misura non corretta, troppo piccola; viceversa, un attacco particolarmente corto e uno scarso fuori sella sono sintomatici di un telaio troppo grande. 
Utilizzare una misura sbagliata, non solo limita le prestazioni, ma potrebbe essere addirittura pericoloso, sia per la sicurezza del mezzo, sia per i problemi muscolo scheletrici !


Un consiglio utile per una rapida verifica per appurare l’esatta altezza della sella.....pedalare non in punta di sella ma come nella foto ( il fondo schiena deve essere posizionato sul retro sella) ....se non ci riuscite significa che la sella è’ troppo alta oppure troppo arretrata......dovete rivedere le quote. Saluti ciclistici. 






domenica 18 marzo 2018

Il giornalismo e i campioni di oggi. Metamorfosi di un rapporto.

Giornalismo e sport. Giornalisti e campioni. Giornali e social. Cosa è cambiato o cosa sta cambiando? E' il giornalismo ad avere bisogno dei campioni oppure è il contrario ? Forse è solo l'uomo che ha bisogno di sognare e di leggere il grande titolo che fa palpitare.
Scrivere è un arte, scrivere dell'impresa di un campione è letteratura sportiva, componimento mirabile, pagine di emozioni narrate, come quelle perle di bellezza narrativa composte da Pavese e Brera. Il destino dei campioni ha bisogno di parole scritte che ne suggellino le emozioni, ne consacrino le gesta mirabili, e i giornalisti sono prestati all'esecuzione contemplativa del phatos. 
I campioni sono patrimonio dell'umanità, sopravvivono all'infinità tristezza delle persone comuni. Ma bisogna narrarli per consegnarli al tempo, ed è cosa ardua. 
Il rapporto tra giornalisti e campioni è questione sottile. I campioni sono "astrusi inquilini di me stesso", lo scriveva Brera. I campioni sono personaggi straordinari che agitano l'anima e muovono la penna dei giornalisti d'ogni tempo. 
I campioni di ciclismo sono giganti della strada, nati dal bisogno di riscatto sociale, come i pionieri del ciclismo eroico, che cambiarono le loro sorti pedalando sulla straordinaria macchina chiamata poi bicicletta o prosaicamente, "l'anti-cavallo", come ebbe modo di definirla per questione sociale, il compianto scrittore del giornalismo italiano, tale Gianni Brera. 
Un tempo, i campioni erano legati ai giornalisti della carta stampata, come i sogni alle persone. 
Oggi ?
Tutto cambia radicalmente e velocemente, niente è come prima, nemmeno una risposta. 
Credo che i campioni di oggi abbiano un rapporto diretto con gli appassionati di gesta sportive, un legame "quasi personale"; forse non tutti i campioni ne sono capaci, ma almeno molti di loro, riescono a tessere una trama indissolubile e diretta, per quella loro capacità di accompagnare la loro quotidianità con quella delle persone comuni, con immagini e parole dirette. Forse il tempo e la condivisione sui social,  ha superato la sacralità del giornalismo sportivo, l'eleganza dell'esercizio, se non fosse altro per quel bisogno di immediatezza che caratterizza i nostri giorni, che forse non ama la bellezza delle parole, scritte da molti giornalisti; il mondo di oggi non contempla, ma consuma. 
Si è passati, dalle emozioni suggellate dalle parole scritte elegantemente, di cui nutrire i sogni, ispirazioni mirabili che componevano poemi dello sport, alle "confidenze" e alle immagini condivise  sui social; muta il rapporto campioni- tifosi, adesso divenuto follower-followers. Una rivisitazione moderna di un rapporto complesso, quello del campione con i tifosi. 
E così quell'alea di mistero e di rara conoscenza, più celebrale, che avvolgeva i campioni di un tempo, svelati dalla carta stampata, si è tramutata, in cosa diversa e semplice, in una condivisione di vita comune, interpretata più o meno bene, dal campione preferito, una conoscenza diretta, senza filtri e chiavi di lettura immediate, finanche un "attenzione" fatta ai tifosi, quella di " narrare se stesso" da parte del campione. 
Rispondo alla domanda iniziale. Forse è il giornalismo sportivo che ha bisogno dei campioni. 
Saluti ciclistici. 


mercoledì 7 marzo 2018

Ciclismo amatoriale: consigli per allenarsi concretamente e stare meglio in sella.

Mi capita spesso di incontrare ciclisti che nonostante gli anni e i km trascorsi in sella alla bicicletta da corsa, non vanno nemmeno se li tiri con il gancio. Qualcuno gli direbbe .....ma se devi soffrire così tanto cambia sport. Invece no, si può migliorare a patto che ci si rimetta concretamente in discussione e si cambi allenamento. E' vero che più si pratica il ciclismo e più si diventa efficienti, ma a patto di sapersi allenare. Ecco alcuni consigli per migliorare, o almeno provarci.
Il ciclista over 50 tende ad aumentare la durata delle uscite a discapito dell'intensità. Ricordo qualcuno "di loro" che dicevano " fondo lento per sgrassare" !! Le cose non stanno proprio così e vediamo perché. Si consigliano allenamenti al di sopra dell'80% dell'intensità, resistenza anaerobica, e sprint ( brevi e medi) almeno 2/3 volte alla settimana, in luogo dei lavori lunghi e lenti; quindi occorrono sessioni di allenamenti brevi, ma ad una intensità media più elevata. Esercitazioni con salite brevi percorse ad alta intensità per mantenere la brillantezza, lo scatto. Il motivo ? Stimolare il testosterone ( che con l'avanzare degli anni tende a diminuire), mantenere allenato il cuore e le masse muscolari. Infatti è noto che dall'età di 20 anni, le masse muscolari incominciano progressivamente e lentamente (in modo inesorabile) a perdere massa; va da sé che un età matura, richiede una capacità di gestire "la fase" in modo attento. Ma non bastano gli allenamenti stimolanti per l'apparato circolatorio e di potenziamento e di stimolo muscolare. C'è bisogno di recuperare e non solo con il riposo. Il recupero è fondamentale e con gli anni, diventa sempre più problematico. Occorrono comportamenti appropriati all'impegno che si richiede al corpo. Principalmente servono massaggi ed uno stretching costante ( eseguito correttamente), fondamentali, in un periodo di carichi elevati di allenamento, come quando si fanno lavori di forza e resistenza in salita, e di forza "esplosiva" con partenze da bassa velocità in pianura. Allenatevi a migliorare la flessibilità della schiena, in modo da stare meglio piegati sul manubrio. Potete allenarvi gradualmente toccando prima con le dita le punte dei piedi nudi e successivamente toccare il pavimento con le palme delle mani. Per fare questo esercizio dovrete rimane in piedi con le gambe leggermente divaricate.   
I giri lunghi a passo costante aumentano la resistenza, ma rappresentano una parte degli allenamenti e comunque la durata deve essere  di 2 ore e 30 minuti circa. Il tutto rispettando i propri limiti.
Un ultima indicazione. Imparate a stare al vento, non succhiate la ruota. Il vento è il migliore allenatore del ciclista,; il gruppo il peggiore modo di allenarsi. State al vento, senza paura, piegando i gomiti e le spalle. Non mollate. Imparerete ad andare in fuga e a non mollare mai. In fondo pedalare contro il vento è come pedalare in salita. A proposito di salita. Non smettete mai di farla, dovete abituare le gambe e la testa alla salita; se la lascerete in inverno, non vi basterà tutta l'estate per riabituarvi. La salita è come il vento, non fa male, e può darti tanto. 
Detto questo un consiglio molto importante per stare meglio in sella e pedalare da ciclista. 
Evitare di utilizzare un numero eccessivo di spessori ( distanziali) sopra la serie sterzo ovvero sotto l'attacco del manubrio. Per risolvere il problema occorre scegliere il telaio che abbia la misura corretta, adatta alle proprie quote antropometriche, di non scegliere telai che hanno il tubo sterzo troppo corto o esasperatamente racing. E non è solo una questione di "pulizia"estetica, ma anche di sicurezza, in modo da preservare il pivot della forcella, evitare flessioni sull'avantreno, migliorare il controllo della bici, soprattutto in discesa; non da ultimo, è una questione di salute. Infatti la posizione più rilasciata del busto e delle spalle, migliora la respirazione, non affatica il tratto cervicale della spina dorsale, riducendo sensibilmente lo scarico delle vibrazioni della strada direttamente sulla schiena. Le braccia e i gomiti quindi devono essere rilassati e piegati; tenendoli dritti, tesi, si sovraccarica la schiena e il busto. Insomma ci si stanca prima e male; si percorrono quindi meno km e non ci si può allenare. Stare diritti in sella, assumendo quella che chiamo la posizione del "cobra" che attacca, diventa un ostacolo alla velocità, si fatica di più a spingere, il corpo prende più vento e frena la spinta sui pedali. Insomma che ve ne fate di una bici aero se non siete in grado di assumere la posizione corretta, aero ? Ci fate solo le foto. Ma v'è di più. Un elevato fuorisella, un attacco troppo lungo sono riscontri precisi che il telaio è di una taglia troppo piccola; di converso, un telaio con un attacco particolarmente corto ( esempio 80 mm), uno scarso fuorisella sono invece indicazioni chiare che il telaio è troppo grande. Occorre precisare che il reggisella eccessivamente alto, flette maggiormente, fino a potersi rompere sotto carico; è cosa diversa la flessione del tubo verticale, che nel giusto rapporto peso rigidità, deve potere flettere per dare un migliore confort. 
Quindi per concludere. Prima di scegliere un telaio, passate prima dal biomeccanico capace. Non scegliete il modello con il criterio "così fan tutti", va di moda, mi piace; verificate se si adatti al vostro corpo; regola n.1, il telaio deve adattarsi al ciclista e  non il ciclista al telaio. Diversamente vi fate male, e spendete più soldi. 
Ciclista avvisato, mezzo salvato. Saluti ciclistici.  


L'abbraccio del blog a tutti quanti Voi.

Ricevo ogni giorno attestati di stima per quello che scrivo sul blog. Voglio ringraziarvi uno ad uno, di cuore. Ho deciso di pubblicare gli screen shot, di quelli ricevuti oggi;  uno di un lettore e l'altro del distributore di un prestigioso marchio; li pubblico per rappresentare anche tutti gli altri ricevuti fino ad oggi, che sono tanti. Un abbraccio corale; continuate a seguirmi e a scrivermi. Io sono qua. GRAZIE.  Saluti ciclistici. 



mercoledì 28 febbraio 2018

Il peso giusto del telaio della bicicletta da corsa.

I telai di ultima generazione sono diventati più leggeri, ma non troppo. O meglio, non tutti i telai sono ultra leggeri. Il motivo è semplice: meno leggero, più rigido lateralmente e torsionalmente. Telaio ultra leggero, telaio che flette di più; lo chiamo "effetto gomma", quando senti sotto i pedali e sull'avantreno, una sensibile flessione, nei momenti topici, quando ti "aggrappi" alle leve, e spingi forte sui pedali, soprattutto in fuorisella, in una salita dura e in una volata, a tutta. E' una questione non di poco conto. Più rigido, più performante. In buona sostanza il telaio più rigido rende di più, converte in maggiore velocità l'energia cinetica. Per avere telai ultra leggeri in carbonio, con un coefficiente accettabile peso/rigidità, si utilizza carbonio costoso con l'aggiunta di una esigua percentuale di resina, ma non basta. In generale conta anche l'assetto ovvero le geometrie del telaio e della forcella, altrimenti un telaio da salita sarebbe meno veloce (performante) di un telaio aero sulle pendenze dure; ed invece non è così. Più faccio test e più me ne rendo conto. Chi dice il contrario non è esperto oppure ragiona con la mentalità del tifoso ultrà. Motivo per cui, molti produttori, anzi molti marchi (si contano sulle dita quelli che li producono), hanno optato per un peso di mercato, che si attesta su un peso non inferiore a 800 grammi circa per avere una prestazione complessiva migliore, più resa. Più è rigido e meno flette; più è rigido e più pesa. Occorre trovare il compromesso tra peso e rigidità e in questo sta la qualità del prodotto.
Ma attenzione a comprendere correttamente la dicitura Ultra Light o simili di un telaio. Per esempio, la Specialized Tarmac SL6 Ultralight in taglia 52 (S) pesa 855 grammi (telaio nudo); magari qualcuno pensava che l'indicazione ultra light significasse un peso inferiore, bè in quel caso, si sbagliava. Il marketing è capace di subliminare ovvero condizionare l'inconscio e di condizionare il comportamento......
Spesso il marketing indica un peso nominale inferiore a 800 grammi, ma non è quello reale,  avendo cura però di indicare una percentuale di tolleranza per esempio del 10 o 15% +/-, al fine di evitare problemi legali. Vero è che occorre indicare la tolleranza perché la costruzione di un telaio in carbonio è influenzato dalla manualità dell'operatore, dalle resine e dalle vernici utilizzate. Quindi fate attenzione. La dicitura  "super leggera" e "ultra light" è relativa.
Se il motivo per cui scegliete un telaio è solo quello del peso, allora vi consiglio di pesarli prima di acquistarli. Ovvio che la bicicletta da corsa non serve solo per sollevarla e compiacersi del peso leggero, ma deve essere utilizzata con una certa soddisfazione in termini di performance. Non ha senso scegliere un telaio ultra leggero e sentirlo flettere sulla salita dura, quando la spinta forte delle gambe e delle braccia sottopone ad uno forte stress i materiali e rende il telaio di "gomma"; e non è un fatto di peso complessivo. La regola è usare un telaio leggero, alleggerirlo con componentistica di qualità per raggiungere un range 6 chili e 200 grammi/ 5 chili e 900/800 grammi circa.  IN MEDIO STAT VIRTUS. E' sbagliato prendere un telaio ultra leggero ed assemblarlo con componentistica non leggera; in quest'ultimo caso non solo si vanifica il costo del telaio ultra leggero, ma si aggiunge peso ai watt della pedalata, con l'effetto di aggravare la flessione del telaio. Flessione che si può avvertire anche in discesa quando si frena forte prima di entrare in una curva impegnativa. Il peso ottimale oltre alle geometrie ( BBDrop) e alla struttura del carro, migliora la stabilità e la velocità, in discesa. Il telaio molto leggero, di solito, è meno facile da gestire in discesa, è nervoso, tende a perdere stabilità sui fondi sconnessi. Definisco "nervoso", il telaio che occorre riprendere dopo uno scatto, correggere la traiettoria; perde la stabilità, si scompone, non rimane sempre in equilibrio e perde velocità.
Ovviamente il peso della bicicletta grava sulle gambe. Superfluo osservare che non ha senso una bicicletta da corsa di 5 chili e pesare 90/100 chilogrammi !!! Il ciclista sta alla  bicicletta da corsa, come i fantini ai cavalli, i piloti alle moto e alle auto da competizione. La prestazione dipende dal rapporto peso/potenza del ciclista; il peso del mezzo può solo agevolare; la bicicletta non ha il motore. Ecco perché mi diverte vedere, ciclisti con biciclette senza valore, poco leggere,  quelle che comunemente vengono definite "cancelli", superare in salita, ciclisti con biciclette top di gamma, di ultima generazione, leggerissime. Contano le gambe, la testa e il cuore. Saluti ciclistici. 
Telaio Specialized Tarmac SL6 Ultra light taglia 52.

Il Peso reale telaio della foto che precede senza accessori 

Peso reale della relativa forcella 

venerdì 23 febbraio 2018

Anteprima assoluta. Test Bike Colnago C64.

PROLOGO. Ci sono momenti unici per le circostanze, per il caso. Ci sono momenti in cui senti l'importanza per quello che farai. Ci sono momenti da regalare ad una storia e al Made in Italy e questi momenti saranno per sempre....certe cose accadono per il destino.....a Milano, il 9 febbraio 2018 sul palco dell'Unicredit Pavilion di piazza Gae Aulent...un artigiano italiano che usa cambiare le regole, lo standard, le cose comuni, con la forza straordinaria delle idee, si oppone alle similitudini.... accende le luci sul futuro del marchio e sulla bellezza italiana...fa  debuttare la Colnago C64 e la consegna al suo corridore Fabio Aru che arriva pedalando sulla C64, tra le note di We Will Rock You dei Queen...il passaggio nella sala è aperto da luci psichedeliche.....il Cavaliere dei Quattro Mori sale sul palco...scende dalla sella.... ne è rapito dalla bellezza della macchina...si capisce chiaramente... non gli toglie lo sguardo.....prende il suo smartphone e la fotografa....poi si fa un selfie con Ernesto nel giorno del suo compleanno....c'è anche la consegna di un altro esemplare, dalla livrea storica, quella della Mapei, al Patron Squinzi, anch'egli presente per ricordare quella stagione straordinaria di vittorie...... un salto avanti nel tempo.....è il 23 febbraio 2018 presso lo show room del rivenditore autorizzato Falasca Cicli, la vedo e per la prima volta, mi emoziono....la bellezza italiana è dotata di una straordinaria forza......la sollevo..... capisco che l'artigiano Ernesto Colnago, colui che cambia le regole, con un rischio calcolato dall'esperienza, padrone qual'è della materia, dopo il C60, “mi ha lanciato una nuova sfida”, ed io da tester impenitente quale sono, l'ho raccolta... torno in sella ad un gioiello Colnago, per un altro test....per ascoltare sulla strada la voce del nuovo "componimento in carbonio".... ne sono stato rapito dalla bellezza, nonostante l'abitudine di testare top di gamma dei migliori produttori.... potrò misurarla per le mie strade e forse provare nuove sensazioni......ma nulla è scontato …..non c'è solo la bellezza e l'unicità delle finiture, delle fattezze, non c'è solo il pezzo unico artigianale, un telaio senza tempo....ci sono le prestazioni ed io ho fame di performance.....quello che conta è continuare a guardare la sostanza delle cose........#emozioniitaliane

Presentazione del prodotto.
Ogni serie dei telai ( esempio, la serie R Cervelò, la serie Emonda Trek, la C Colnago, ecc.) è connotata da una impronta, un DNA, che caratterizza e rende diversa la prestazione; quella della serie C Colnago è l'affidabilità ( Colnago dichiara che i cicli delle prova di resistenza dei telai vanno oltre a quelli previsti dalla normativa e cioè 200, 450, 600, 750, arrivano a 1050), confort (assorbimento delle asperità della strada) e comodità dell'assetto avanzato (tubo sterzo alto e tubo orizzontale lungo, quindi il ciclista sta più alto, sullo sterzo e più disteso sul tubo orizzontale, quindi meno colpi sulla schiena, più aero, e meno stressato sulle spalle e la cervicale), rigidità torsionale ( si riferisce alla scatola del movimento centrale e al carro posteriore) e laterale ( riferito all'avantreno cioè forcella, tubo sterzo e zona del triangolo vicina al tubo sterzo), maneggevolezza e stabilità ( forcella over size con steli dritti, disegnata con Enzo Ferrari e chiamata “precisa”; al BB Drop cioè la distanza del movimento centrale dagli assi delle ruote, ecc.). Da queste caratteristiche di base della serie C, è stato sviluppato il nuovo progetto C64, completamente diverso da quello C60, ma che ne ha rappresentato la piattaforma da cui partire. C sta per Colnago, 64 come gli anni trascorsi dall'inizio della produzione a Cambiago. Va fatta una chiosa. La C64 racchiude in sé, soluzioni tecnologiche brevettate da Colnago che non si possono trovare quindi in altri telai ( es. serie sterzo, scatola del movimento centrale) e altre soluzioni che non si trovano contemporaneamente, in altri telai ( es. asimmetria della scatola del m.c e del carro posteriore, la compatibilità con le coperture da 28mm, i freni direct mount, ecc.).
La C64 è avanzata e moderna, pur avendo una linea classica ed unica. Un aero bike con soluzione classiche. Assolutamente unica.
Perchè costruire un telaio a congiunzioni ? Per avere il massimo controllo e precisione nella costruzione delle tubazioni ( e congiunzioni); migliore controllo dello spessore e della laminazione per l'intera lunghezza; nessun limite nelle geometrie. Il telaio monoscocca risente invece di un margine di errore nella costruzione del triangolo anteriore; qui le pelli di carbonio vengono abbozzate a mano e colate ovvero collocate nello stampo, insieme, non tubo per tubo. Il limite della costruzione a congiunzione è il peso, a causa della sovrapposizione del materiale, le congiunzioni aggiungono peso a quello dei tubi. Ma la costruzione a congiunzione ha anche il grande vantaggio di "modellare" perfettamente la prestazione complessiva, elevare la rigidità; è una creazione artigianale sotto ogni punto di vista. Tuttavia va detto che nessun telaio, di fatto, è completamente monoscocca; il carro posteriore è sempre "incollato" al triangolo anteriore. Nel caso di specie della C64 va detto che ci sono due parti in monoscocca: il carro posteriore comprensivo del raccordo-congiunzione con il tubo sella e il carro posteriore. Dunque il C64 dal punto di vista del processo di fabbricazione è un telaio ibrido, ovvero un telaio a congiunzioni con parti in monoscocca.
Perchè Colnago costruisce la C64 con tubi a profilo stellare, di derivazione Master ( il telaio in acciaio prodotto dal 1985) ? La forma stellare permette un migliore controllo dello spessore e l'inserimento delle congiunzioni, stampate con la stessa forma, per rendere l'innesto perfetto; per avere più rigidità ( resistenza alle flessioni) e confort. Non da ultimo per avere una forma esteticamente esclusiva ed appagante.
Perché costruire una forcella con foderi dritti ? Per avere il massimo assorbimento delle vibrazioni e il controllo delle risonanze sul fondo sconnesso; migliore confort; e precisione della guida.L'idea nacque dopo una chiacchierata con Enzo Ferrari, realizzata e testata nel laboratorio Ferrari. Da allora la forcella chiamata da Colnago, "precisa" cambia la regola delle forcella con steli curvi e venne copiata.
A proposito di elementi peculiari della serie C Colnago, un chiarimento, a proposito del carro posteriore e più precisamente dell'innesto dei pendenti superiori del carro nella congiunzione-raccordo tubo sella. Si è passati dal B-Stay ( C50) al Q Stay (C60); con la C64,  Colnago rilancia "la distanza" e allarga la forma della "finestra" che distanzia i pendenti superiori del carro; non si ricongiungono più nel punto in cui si innestano nella congiunzione, ma rimangono equamente distanti. La C64 ha la finestra più ampia; ciò significa che il carro è più largo, quindi maggiore stabilità e rigidità. Si tratta di una evoluzione del progetto B-Stay.
La forcella della C64, quella che Enzo Ferrari chiamò “precisa” con steli dritti, è stata ridisegnata ed alleggerita con una nervatura esterna per parte, co-laminata con un inserto in alluminio filettato che sostituisce il tradizionale expander, con risparmio di peso e migliore qualità. La forcella è rigida come del resto tutto l'avantreno e ha una struttura cava, essendo stata alleggerita. La lunghezza della forcella è stata aumentata di 5 mm e ridotta la lunghezza del tubo sterzo, non cambia però lo stack, cioè la distanza verticale virtuale da centro M.C a centro tubo sterzo superiore. A proposito delle geometrie. Sul sito Colnago la lunghezza del tubo orizzontale che interessa è quella indicata con O cioè orizzontale virtuale ( OS indica quella orizzontale slop) e misura 530 mm (taglia 48S); in realtà dovrebbe trattarsi di un refuso; il valore corretto e verificato dal biomeccanico Juri è 529 mm. Non da ultimo è importante l'angolo di inclinazione del tubo sella, di grado sloping, non solo ai fini della reattività, ma anche del confort.
La scatola del movimento centrale, il vero cuore della C64, è asimmetrica,  brevetto Colnago TF 82,5, sintesi perfetta tra il MC filettato BSA, preciso ed affidabile e quello Press Fit, rigido e largo. I foderi bassi del carro posteriore hanno una sezione differente ed asimmetrica, più larga nella parte sinistra. Sul punto va spiegato il motivo per cui il fodero sinistro è dotato di una sezione maggiore di quello destro. La parte sinistra del carro posteriore deve avere una rigidità maggiore. Il motivo. Il piede destro agisce direttamente sulla pedivella, mentre quello sinistro è collegato al perno del movimento centrale. Ciò comporta che la spinta della gamba destra sia più forte della sinistra perchè non è mediata. L'asimmetria della C64 contro bilancia questa differenza di forza.
Testare sulla strada la C60 e la C64, giunto a questo punto della mia esperienza di tester bike, è stata una esperienza molto importante per confrontare e comprendere il target e i limiti del mercato attuale, cioè produrre telai leggeri ma anche rigidi, insomma il giusto peso, questione cruciale, su cui si gioca la scelta delle aziende e parte del successo commerciale del prodotto; lo spiego in questo post CLICCA QUI, dove ebbi modo di dimostrare come telai indicati dai produttori ultra leggeri, abbiano in realtà un peso superiore agli 800 grammi.
Telai molto leggeri sono reattivi ma perdono velocità, si "spengono" e occorre rilanciarli per mantenere la velocità; non sono delle lame affilate, ma coltelli che si stemperano facilmente.
La rigidità si può ottenere concretamente ed efficacemente solo aggiungendo il peso, ma nella giusta dose, altrimenti si perde in reattività. Non esistono telai leggeri o super leggeri, rigidi come un telaio meno leggero. Punto.
Per potere raggiungere il migliore risultato, occorre aggiungere peso e in ogni caso si tratta normalmente di un telaio frutto del migliore compromesso tra questi due parametri, rigidità e leggerezza, senza inficiare ovviamente l'altro, cioè il confort. Di solito più leggero significa anche meno rigido, e quindi meno resa su strada, meno stabile, meno veloce, meno resistente all'usura e agli impatti. Il resto è marketing. Tutto ciò lo sa bene Ernesto Colnago, lo ha imparato dopo 64 anni di produzione artigianale e dal mondo delle corse; per questo egli non rinuncerà mai, a realizzare la serie C, a modo suo; del resto, la serie C, è quella che caratterizza il brand italiano di Cambiago. Ci vuole onestà, coraggio e competenza per seguire la propria strada, in ogni campo. Ernesto Colnago è un imprenditore italiano, della vecchia scuola, a cui appartenevano Tullio Campagnolo, Enzo Ferrari, Olivetti eccetera; lui è l'azienda, l'uomo-impresa e i suoi prodotti sono figli di questa mentalità. E' padrone della materia che lavora e fa lavorare, cambia le regole: per esempio, MC TDF 87,5, serie sterzo, forcella, ecc., tutte brevettate dalla Colnago. Prendere o lasciare. Colnago potrebbe realizzare il telaio più leggero del mercato se lo volesse, come ebbe modo di fare, molto tempo fa, quando ancora non c'era il carbonio, riuscendo a realizzare una bici completa dal peso di 5 chili; ne avrebbe le possibilità, potendo contare sul lungo e consolidato know – how, sulla collaborazione con la Ferrari e su una fabbrica fatta da 28 dipendenti preparati ed esperti, di cui 5 lavorano in pianta stabile alla produzione del C64; egli è in grado di interagire in modo diretto con le mani che tessono il C60 e il C64 ( il resto della produzione, Concept e V2R, per esempio, è invece affidata a terzi produttori orientali che lo realizzano su specifiche di Colnago, ecco il motivo per cui anche gli altri modelli sono prodotti unici). Colnago non rinuncia alla sua idea di telaio, soprattutto quello d'alta gamma, di nicchia.
Peso.
La chiave di lettura di un telaio è valutare il rapporto peso/rigidità, l'equilibrio della prestazione.
Il telaio nudo della Colnago C64 pesa effettivamente circa 200 grammi in meno di quello della Colnago C60 ( pesa comparata in taglia 52), anzi 219 grammi, telaio/forcella. La Colnago ha scritto che la differenza di peso tra C60 e C64 è di circa 200 grammi, mentre la forcella della C64 è  40 grammi più leggera. Il peso del telaio (taglia 52), reale e quello dichiarato dal produttore sono sostanzialmente uguali, c'è una differenza di 15 grammi a cui però va sottratto il peso delle due ghiere del MC pesate nella foto della C64 sulla bilancia elettronica; quindi la differenza di peso al netto anche delle due ghiere coincide con il peso dichiarato. La Colnago invece dichiara un risparmio di peso di 40 grammi per quanto concerne la forcella della C64 ( non tagliata); la pesa invece ha verificato una differenza di 19 grammi. Quindi in totale 219 grammi. Allego le foto delle due pese. Ovviamente c'è da considerare la eventuale tolleranza nella lavorazione ( resine, vernici eccetera) che non conosco e che non ho considerato. La taglia 52 S corrisponde alla taglia 54. Per completezza la bike test è taglia 48S.
Lo sapevate che per incollarlo vengono usate 32 grammi di collante di uso aerospaziale realizzato con il politecnico di Milano ? 
Prima di passare alla prova su strada, occorre fare una premessa. Il peso del telaio tout court cioè preso come unico valore di riferimento o valutazione, significa poco o nulla: dire che un telaio pesa 800 grammi oppure 700 grammi o meno di 700 grammi non significa che è performante, ma ci dice solo quanto è leggero. Non ci dice come va in salita e su ogni altro terreno  Un telaio leggero o ultra leggero se non è rigido flette  e fa consumare energia ( lo chiamo effetto gomma). Il peso è solo  un parametro. E' necessario valutare la rigidità torsionale e laterale. Il peso non ci dice se è confortevole; un telaio scomodo accorcia i km, perché stanca prima, consuma watt e danneggia la salute dell'apparato muscolo scheletrico. Il peso non ci dice se è reattivo, se è preciso in curva, se è possibile avere un controllo totale del mezzo, se ha una massima trazione. Ci vuole solo la migliore tecnologia e materiali di alta qualità per avere un prodotto performante e geometria ottimizzata.  Per sapere che carattere possiede,  un telaio, occorre "ascoltarlo", mentre pedali. Bisogna sentire che sensazioni riesce a trasmettere. Bisogna spingerlo al limite possibile ( per le gambe). Bisogna conoscere altri telai, ruote,  pedivelle, eccetera, in una parola, il mondo della bicicletta da corsa. 
Per confrontare il peso reale della Colnago C64 con quello della Colnago V2R CLICCA QUI . 


NOTE SUL COLORE.
Le fattezze e la colorazione della bici test per me rappresentano l'eccellenza della bellezza italiana applicata ad un telaio. In questa colorazione, bianca e carbonio a vista, la Colnago C64, è bella come una tela del Caravaggio, per quei contrasti chiaro-scuro, tipici del celebre pittore lombardo. La colorazione si chiama PKWH. 

TEST SU STRADA 
La Colnago C64 ha una buona resistenza alle flessioni e una buona reattiva. 
La Colnago C64 è un telaio polivalente, ottima su tutti i terreni. Equilibrio diffuso. La Colnago ha realizzato un telaio di riferimento nel mercato attuale; spingendosi oltre il limite dello stato dell'arte, calibrando, in modo infinitesimale,  il rapporto grammi-n/M. La C64 è una lama affilata che fende l'aria e non si stempera dopo il rilancio; non perde velocità, la C64 non si "spegne". Ci sono telai più leggeri della C64 ma perdono velocità dopo il primo scatto, non hanno la massima resa, sono poco rigidi per essere più leggeri.
Con il C64, Colnago, ha spostato più in alto la prestazione della serie C, riuscendo a realizzare il “difficile” ovvero l'incubo dei telaisti: diminuire il peso senza limitare la rigidità, mantenendo le altre caratteristiche della serie C, compresa l'esclusiva struttura tubi-congiunzioni, composta in linee di rara bellezza, che fanno del telaio C, il più ammirato nella sua concezione, irrealizzabile con il processo produttivo dei monoscocca, telai questi ultimi, “anonimi”, essendo quasi tutti uguali. Pedalando sulla C64, ho riconosciuto un suono "vibrato" dai tubi over size, ricavati da pelli di carbonio, leggeri e rigidi, tanto da riuscire a realizzare pareti sottili; quel "suono racing", mi ha acceso l'effetto emozionale, che ha raggiunto il punto più in alto, con l'accelerazione buona, il cambio di ritmo per allungare in salita, senza perdere velocità, che prediligo e cerco in ogni telaio. Con i telai più leggeri ed ultra leggeri di solito si tende a perderla e si è costretti a rilanciare continuamente fuori sella; il motivo è la rigidità non adeguata al peso. Il grado sloping di inclinazione del tubo piantone, la forma del tubo orizzontale e obliquo, la scatola del movimento centrale, hanno migliorato la performance.
Generalmente i telai ultra leggeri sono tendenzialmente nervosi, non facili da guidare, scattanti nell'accelerazione, dove guadagnano molto, perdono gradualmente velocità e si è costretti a rilanciare e quindi a perdere energia. Il decremento della velocità poi varia a seconda del modello, ma questa è la caratteristica di base dei telaio ultra leggeri e molto leggeri. Motivo per cui, molti ciclisti, preferiscono telai aero, meno leggeri, ma con una elevata rigidità, rispetto ai telai ultra leggeri e molto leggeri; certo i telai aero, non hanno uno scatto secco, ma hanno una maggiore rigidità, spesso a discapito del confort e della maneggevolezza.
E allora la C64 rappresenta una buona sintesi, tra un telaio leggero e un telaio aero; il migliore compromesso peso/rigidità, pur mantenendo una straordinaria maneggevolezza e un ottimo confort. E' così facile da gestire anche nelle condizioni più estreme di guida, che non vorresti smettere di pedalare.
Lo confesso; la C64 mi ha emozionato, come quando a 12 anni ( in fondo quello fu il mio primo test), sono salito in sella alla bicicletta di mio padre ( fuori taglia), una bici italiana in acciaio. Lo scrivo sommessamente, dopo anni di test ed innumerevoli chilometri percorsi ( non c'è bisogno del computerino, app, SRM o altro, per poterli ricordare; stanno tutti nelle gambe e nella mente).
La C64 è capace di una interazione immediata con il ciclista, quindi è adatta anche al meno esperto; piace subito; la senti subito “tua”, come se fosse, già da tempo, la “tua” compagna di allenamento ed avventura. Questo è indice di geometrie disegnate da mano esperta, e di estrema maneggevolezza, il frutto di un know how ininterrotto ( gli altri brand di solito, hanno meno esperienza, per questo si affidano ai terzi produttori e cambiano con il tempo, i progettisti, insomma non c'è continuità necessaria per lo sviluppo, il primato si raggiunge step by step).
Dunque la C64 è sensibile alla spinta sui pedali, è veloce su ogni terreno,  è nettamente superiore alla C60,  la C64 un telaio “da passo” con migliori doti in salita, rispetto a quest'ultimo, ma non eccelle rispetto ad altri modelli top di gamma. Sono bastate poche pedalate per capirlo e sentirla veloce sin dalla prima pedalata. Con la C64 mi sono divertito a fare i cambi di ritmo in salita, spingendo da seduto e fuori sella; la C64 ha una accelerazione buona, non secca, ma è più efficiente, rispetto a quelli ultra leggeri. In salita pedalando con la C64 si capisce cosa significa pedalare con un telaio rigido dal peso ottimale. E' divertimento puro, "menare" in fuori sella, spingendo sui pedali con la catena più dura di due denti, sfruttando al massimo, la rigidità del movimento centrale e dell'avantreno, ma senza sentire il peso del mezzo. Ecco cosa significa il buon rapporto peso/rigidità; non un grammo di meno per sentirlo piegare, non un grammo di più per sentirlo "piantato"; ma la C64 se migliora la prestazione in salita delle Colnago non è comunque molto veloce in salita; è un buon compromesso, un miglioramento delle Colnago. Credo che l'ottimo risultato sia frutto di un lavoro lungo e certosino, capace di una calibrazione infinitesimale della prestazione. La C64 è più rigida sulla scatola del movimento centrale e sul carro posteriore, rispetto all'avantreno. Le geometrie della Colnago C64 sono quelle di un telaio polivalente, ma soprattutto di passo, un telaio equilibrato. 
Il livello della rigidità è equivalente a quello della C60, ma essendo la C64 più leggera rispetto alla C60 c'è maggiore resa, in particolare negli scatti; si sente il mezzo più reattivo, "più libero dal peso". Questa elevata rigidità, è resa possibile sia per la conformazione stellare, a sei lati, e ai rinforzi strutturali (nervature), dei tubi e delle congiunzioni, alle parti monoscocca, e al peso “giusto”. La C64 è uno di quei telai con il quale si fatica di meno, o in gergo, si "sente di meno la catena", si sfruttano rapporti più lunghi (gamba permettendo); in altre parole, si perde meno energia di quella “scaricata” sui pedali e si mantiene più facilmente la velocità, anche contro il vento,  anche grazie al fatto che  in sella alla C64, si riesce a stare meglio e più a lungo, in posizione aero. Pedalando sulla C64 non ho mai sentito, quello che definisco, “l'effetto gomma”, riscontrato su altri telai leggeri ed ultraleggeri, (sia pure con diversa intensità). Ma se paragonato ad altri modelli top di gamma, il miglioramento in salita, rispetto allo standard Colnago, diventa meno evidente, meno veloce, meno reattivo. Comunque è un risultato buono nel complesso. 
Stabilità ed equilibrio, tipico della serie C, si ritrovano nella C64. Pedalando senza mani, sento la macchina, assolutamente in equilibrio, stabile e filante sulla strada. Totale controllo e maneggevolezza. In discesa la C64 nei tratti veloci ed impegnativi, come le curve tecniche, dove occorre il massimo controllo del mezzo, è stabile, precisa; si guida, come mi piace dire, “con il sopra sella e il pensiero”; prende velocità velocemente, e al contempo è stabile e rende sicuri, anche con il vento contro; si può contare inoltre sui freni direct mount Shimano Dura Ace, più rigidi e modulabili di quelli standard, i migliori freni sul mercato, quelli della casa giapponese, anche in questa versione. La velocità è stata favorita anche dalle ruote Lightweight Gipfelsturm nella versione Ceramic Speed; velocità e massimo controllo; la C64 può aiutare a “lasciarsi andare” in discesa, anche ai meno esperti o audaci. Equilibrio e stabilità anche su fondi sconnessi pur usando ruote ultra rigide come le Lightweight, merito anche del valore ottimo del BBDROP. Il comportamento su strada diventa più estremo, racing, con tubolari gonfiati a 8,5/9 ATM ( 7 minima 10 massima i Veloflex Carbon usati); a me è piaciuto sfidarla, con queste pressioni, tenuto conto del mio peso di 60 kg, oltre non vado. Il suono dei tubi leggeri diventa più forte. Mi sono divertito a pennellare le curve. Il mezzo non ha avuto flessioni nemmeno in fase di frenata prima di entrare nella curva, quando si deve ridurre la forte velocità. Rigidità ottimale. 
Il confort della C64 è buono, leggermente migliore della C60, anche sulle lunghe distanze e nei percorsi brevi ed intensi, per migliorare la capacità aerobica, fatti a “tutta”, tra salite e “menate”.  Non ho aggiunto distanziali sotto il manubrio. Del resto giova ricordarlo, sulla bdc non si pedala come se si fosse su una MTB; si pedala distesi o come si dice in gergo “pancia a terra” con gomiti e braccia piegate. Siamo rider, stradisti, non siamo Cobra. 
La pedalata sulla C64 è fluida e rotonda.
Durante il test, la C64 non è passata inosservata; di rara bellezza, anzi è unica; è un riscontro oggettivo. La Colnago C64 è bella ed unica come una tela del Caravaggio. Confesso, da tester impenitente quale sono che pur non “affezionandomi” a nessun telaio, di essere rimasto, a guardarla spesso e per un tempo lungo, come se fosse una tela del Caravaggio; nessun altro telaio ( ad eccezione della C60), può reggere il confronto; chi avrà la fortuna di possederlo, maturerà la consapevolezza, di possedere un telaio esclusivo, di nicchia, da tenere per sempre, come il C60; poi magari ci saranno i ciclisti che cambieranno il C60, perché sono confusi o inseguono le ultima novità, ma quelli non fanno testo. Pedalando con la C64, non mi è mai capitato di essere osservato così tanto; vedere altri ciclisti rimanere a guardarla a lungo, durante la sosta al bar, o pedalando a fianco, mostrando un vivo interesse, affascinati; è stato piacevole, e fa parte dell'esclusività del prodotto italiano. 
Il test della C64, di fatto, l'ho iniziato nel momento in cui ho pedalato con la C60, quando ho capito e scritto che a fronte di una straordinaria e prevalente rigidità, mancava quella spinta veloce, essenziale per andare "facile" in salita. E' stato come se Ernesto Colnago avesse voluto lanciarmi la sfida ed io l'ho raccolta. La C64 è la migliore sintesi dell'esperienza di Colnago; un telaio polivalente, finalmente direi, e si erge in un mercato, dove prevale il telaio specifico per ogni diverso terreno. Del resto il mio responso su strada trova riscontro anche dal grafico contenuto in una delle tavole allegate in questo post, quella di comparazione dei livelli di rigidità dei modelli top di gamma della Colnago; la C64 ha una rigidità notevole: nella zona anteriore è superiore alla C60 e la Concept e seconda solo alla V2R; nella zona della scatola del movimento centrale è superiore a tutti gli altri modelli; nella zona del carro posteriore è più rigida della V2R e della Concept, a pari merito con la C60. Il livello della rigidità del tubo verticale è invece il meno rigido della gamma, sempre secondo la medesima tabella, ma non è un limite strutturale, è la conseguenza del fatto che si è voluto rendere la C64, (la) più confortevole e più adatta alle lunghe percorrenze e alle corse a tappe; e si sente. 
Sono stato sempre attratto dal peso leggero, ma ne ho compreso il limite; la C64 ha raggiunto un ottimo compromesso peso/rigidità/confort e questo è fondamentale. Si fa presto a dire telaio leggero.
A mio parere, la C64 è lo stato dell'arte della gamma Colnago
La C64 ha un cablaggio interno. Di solito questa soluzione risulta appagante dal punto di vista estetico, ma talune volte, a seconda della qualità della lavorazione, può essere penalizzante dal punto di vista del funzionamento della cambiata del gruppo meccanico. Non mi sorprende che la C64 sia stata realizzata con cura anche sotto questo punto di vista. Evidentemente la possibilità di lavorare con assoluta precisione le pareti delle tubazioni e delle congiunzioni, consente, a mano esperta, di evitare che il percorso dei fili venga "strozzato". Dunque la cambiata con il Dura Ace R9100 è fluente e precisa; la C64 dimostra una compatibilità assoluta con i gruppi meccanici. 
Una annotazione a chiusura del test. Qualunque telaio voi scegliate, sappiate che il carbonio di qualità costa e non è tutto uguale. La qualità si paga. Nessuno vi regala niente. A proposito di carbonio; quello utilizzato per la costruzione della C64 è unidirezionale nella parte esterna ( più leggero), con trama e modulo diverso 3K nella parte interna ; parliamo di carbonio Toray. Qualità assoluta. Punto. 
A chi consiglio la C64. A tutti. Al passista scalatore, allo scattista, ma anche al passista e agli ultra cycling; a chi vuole avare un telaio esclusivo, unico, un telaio senza tempo. 

GIUDIZIO COMPLESSIVO.
La C64 è una macchina raffinata nella linea e nella costruzione artigianale, di qualità assoluta nei materiali. Ogni particolare è ricercato nella soluzione, utilizza diversi brevetti, e racchiude in sé, le più avanzate migliorie che offre il mercato, tutte insieme, cosa rara. Interazione ottima; è subito facile pedalare e sentirla propria. Dimostra un livello elevato nella prestazione. Buona capacità di assorbire le asperità; assetto in sella, comodo e con geometrie ideali, per assumere, in modo naturale, la giusta posizione in sella ( schiena distesa e gomiti piegati). E' un telaio polivalente quindi da il meglio di sé su ogni terreno; un telaio da corse a tappe. Ottima la resa su strada e la capacità di trasformare in velocità l'energia spinta sui pedali. Buona la reattività. E' divertimento puro, "menare" in fuori sella, spingendo sui pedali con la catena più dura di due denti, sfruttando al massimo, la rigidità del movimento centrale e dell'avantreno, ma senza sentire il peso del mezzo. Ecco cosa significa il giusto rapporto peso/rigidità; non un grammo di meno per sentirlo piegare, non un grammo di più per sentirlo "piantato". Questo significa pedalare su un telaio sempre veloce.
Il lavoro della Colnago sulla C64 è stato notevole, al punto di riuscire, allo stato dell'arte, a realizzare "IL" telaio polivalente dall'ottimo rapporto peso/rigidità, equilibrio, il "piacere della guida".  
La bike test è stata equipaggiata con Shimano Dura Ace R9100, ruote Lightweight Gipfelsturm Schwarz, Tubolari Veloflex Carbon da 23mm. Speedplay Zero Titanium. Attacco FSA OS99 e curva FSA K Force. Sella Italia SLR Tekno Flow.  Taglia 48S


PAGELLA

Rigidità torsionale e laterale: 8,5 ( il rapporto peso/rigidità è più che ottimo; si riesce a rimanere a pedalare più a lungo fuori sella, con il rapporto più lungo, due denti, in modo facile, gamba permettendo, minore sforzo, avantreno e scatola del movimento centrale effettivamente e nettamente rigidi, un ottima base a cui aggrapparsi nei momenti topici, quelli più duri, quando si pedala in salita o si scatta in velocità, progressivamente. E' resistente alle flessioni laterali ed orizzontali. Assolutamente più performante dei telai più ultra leggeri di alta gamma, affetti da quello che definisco l'effetto gomma, cioè da una sensibile flessione sotto sforzo)
Rigidità avantreno: 7,5
Maneggevolezza: 8
Stabilità e tenuta in discesa: 8
Resa/velocità: 8 ( la maggiore rigidità disperde meno energia profusa nella pedalata; è netta la sensazione di velocità; mantiene la velocità a differenza dei telai più leggeri; la C64; sui percorsi vallonati è netta la sensazione di velocità tra i sali scendi)
Reattività: 8
Comfort: 8

Il test è stato realizzato in collaborazione con il rivenditore autorizzato, Falasca Cicli.

Aggiornamento.
Dopo un primo periodo di rodaggio, il cambio si è assestato e non necessita di regolazioni. I telai con il passaggio dei cavi interni, necessitano di una registrazione del cambio meccanico più frequente, ma la Colnago C64 dopo appunto il rodaggio ha dimostrato di non perdere più la tensione del filo del cambio.
Come ebbi modo di scrivere in un post specifico, consiglio sempre telai con il passaggio dei cavi esterni, un pelo più leggeri e la cambiata non è "strozzata" dal passaggio interno. Ma oramai i telai top di gamma con passaggio esterno si contano sulle dita di una mano.....il mercato va nella direzione opposta, per una questione di estetica e perché si pensa che il cambio elettronico sia la scelta più diffusa con i telai top di gamma. Come ebbi modo di scrivere e spiegare il cambio elettronico, è affetto da comuni problematiche, tra le quali quella dell'uscita della catena. Sappiatelo.


Tutti i test che classifico come "work in progress" sono in fase di completamento, quindi ci possono essere variazioni rispetto al risultato finale, considerato che in media, il test,  lo realizzo in un periodo lungo, di almeno un anno. I miei test sono "materia viva", risentono di comparazioni e valutazioni incrociate, nonché di riscontri scrupolosi su strada. 
Il test definitivo è quello che nel titolo non reca più l'indicazione work in progress oppure non la indica al momento della pubblicazione. Buona lettura. 

Saluti ciclistici. 















Peso complessivo della macchina test, assemblata come da foto, 160 grammi in più rispetto alla bike test Bianchi Specialissima assemblato con la stessa componentistica.  

















Dettagli d'autore........questa icona rappresenta il profilo stellare delle tubazioni-congiunzioni





La Bike test pubblicata sul profilo social Colnago Twitter.
Il C64 nel profondo........

In anteprima assoluta, il movimento centrale Ceramic Speed per la Colnago C64.....
Colnago si è fatto realizzare dalla Ceramic Speed un movimento centrale press fit disponibile per Shimano, Sram e Campagnolo, con ghiere diverse da quelle standard fornite in dotazione con il kit telaio. In pratica montando il MC Ceramic Speed per Colnago C64 si devono usare le due ghiere disponibili after market. Il movimento centrale Ceramic Speed non è di serie, ma va acquistato a parte.




C60 e C64 peso a confronto. 


Il peso del telaio C64 è stato fatto con i cuscinetti della serie sterzo inseriti; tuttavia è agevole sottrarne il peso al netto, togliendo 47 grammi, ma occorre aggiungere il peso delle due ghiere del MC. Quindi diciamo che al netto del peso delle ghiere e dei cuscinetti della serie sterzo ci sono 200 grammi di differenza di peso come dichiarato dalla Colnago., anzi 219 grammi totali comprensivi di forcella. Il peso del telaio C60 invece è stato fatto senza i cuscinetti della serie sterzo e senza ghiere. La taglia dei telai pesati è 52 S ( sloping). La taglia della C64 test è 50S. La taglia 52 S corrisponde alla taglia 54. 








C64 in taglia 52S peso kit telaio comprensivo di forcella non tagliata, cuscinetti serie sterzo, reggisella e ghiere MC

Kit telaio intero pesato 


Il peso del kit telaio Colnago C60 taglia 52S








1238 grammi. Peso telaio C60 taglia 52 senza cuscinetti della serie sterzo e senza ghiere.