domenica 1 maggio 2011

Al Beato Papa Giovanni Paolo II


Chiuso nella bara di cipresso, ondeggi sulle spalle dei cerimonieri, nell’ultimo viaggio, questa volta verso l’Eterno, dove la luce è gioia e profumo.
Te ne vai da questo mondo, per sempre, sfilando davanti ad una folla grande quanto il pianeta, tra lacrime, applausi e canti.
L’amore, la libertà, la dignità e la giustizia, sono il tuo insegnamento.
E niente sarà più come prima.
La finestra del tuo studio dalla quale ti affacciavi su Piazza San Pietro per salutare l’umanità,non si aprirà più. Ci manchi, il vuoto è intorno a noi: ti pensiamo per non sentirci più soli, in questa realtà terrena che fa paura.
Ho imparato che la sofferenza eleva l’uomo a spirito e ne sublima l’esistenza; la storia la fanno gli uomini semplici e coraggiosi, come te.
Ci lasci un silenzio profondo e la speranza; una storia personale che diventa una parabola; un’immagine eterna e vera; una parola forte ed autentica; un esempio concreto di verità cristiana; la testimonianza di un amore eterno e sicuro; il dolore della solitudine.
La carità tua, dona la speranza, prega per le anime, illumina il cammino, consola, dona forza alla fede.
La mia preghiera è per te, quella dell’ultimo servo.
Ora che tu non sei più qui, possa la tua anima glorificarsi nell’eterna Luce di Dio, illuminarsi del volto del Maestro e sentire la carezza della Santa Madre. Tu che hai potuto riunire tanti uomini così diversi, abbattere i muri dell’odio, tu che hai visto stringere le mani dei nemici, allonta il male e rendi fulgida la via.

( 08.04.2005) Claudio Cobiani.

Oggi il compianto Papa è stato beatificato ( 01 maggio 2011 nel giorno della Divina Misericordia, ricorrenza da Lui istituita). Ha amato e praticato lo sport.

giovedì 28 aprile 2011

Bianchi Infinito. Versione fino al 2012.

La Bianchi suddivide i suoi telai in base alle categorie, Hors Categorie ( modelli Oltre e 928 SL IASP), Born for Performance ( Sempre, 1885 Hydro) e la Coast to Coast ( Infinito, Via Nirone, 100 Strade). Ognuna delle categorie risponde ad una precisa filosofia progettuale.
La Hors categorie è ricerca estrema delle leggerezza/prestazioni, geometria reattiva e prestazioni estreme per un consumatore esigente. La Born Performance è polivalenza, rigidità, peso, geometria da competizione. Infine la Coast to Coast è confort in sella, ideale per granfondo e lunghe distanze.
La premessa è essenziale per comprendere bene il telaio Bianchi che si vuole conoscere. Ogni produttore crea offerte diverse per esigenze e prestazioni variegate.
Il test bike di aprile 2011 è dedicato alla  Bianchi Infinito. Le sue principali caratteristiche sono: telaio in carbonio monoscocca, costruito attraverso l'utilizzo cinque categorie di carbonio ( UMS40, IMS60, UTS50, Kevlar e Basalt), finitura in carbonio 3K, nanotecnologia, k-vid ( utilizzo di kevlar con finitura 1k per garantire il massimo assorbimento delle vibrazioni con conseguente riduzione dell'affaticamento e migliore confort), Bat ( Bianchi active Technology per avere una diversa rigidità in base a diversi carichi/forza durante la pedalata), tubo sterzo più lungo per evitare l'utilizzo eccessivo di spessori sotto l'attacco ed incrementare la rigidità della zona sterzo, ovviamente con ampio effetto confort sulla schiena del ciclista, non costretto a inclinare eccessivamente il busto, forcella full carbon con foderi semi diritti per migliorare la reattività.
L'Infinito è stato utilizzato al Giro e al Tour 2009 dal team Barloword. Il modello Infinito è disponibile nelle taglie 47, 50, 53, 55, 57, 59 e 61. .
Il modello in prova è l'Infinito versione Dama Bianca, la cui colorazione è destinata al pubblico femminile, ma le caratteristiche e le misure sono identiche alle versioni per uomo.Come le altre versioni anche questa ha una verniciatura e le finiture ben curate e questa in particolare ha una vernice con effetto brillante. L'Infinito è disponibile nelle versioni: Ultegra 10v ( colore bianco o nero/bianco); Veloce 10v ( colore rosso/rosso o bianco); Chorus10v (colore celeste Bianchi/bianco); Dama Bianca con il 105 come quello in prova.
La componentistica è new entry, francamente deludente per un modello di media-alta gamma come l'Infinito: gruppo Shimano 105 nero, guarnitura FSA Gossamer Pro mega Exo Compact, ruote Fulcrum racing 7 con copertoncini Vittoria Zaffiro Pro Slick da 23, attacco FSA OS 190LX, curva FSA Wing Compact, sella FiZiK Vesta, reggisella FSA SLK Carbon. Tuttavia l'Infinito è disponibile anche con gruppo Chorus 11v e ruote DT Swiss RRC Carbon Tubolareda 46 mm per un peso intorno al chilogrammo. Questo per fare capire le potenzialità di questo telaio.
Il prezzo della bici in prova è assolutamente concorrenziale. 5 anni di garanzia.

Test Bike.
La prova è stata condotta su percorsi pianeggianti, ondulati e in salita con pendenza massima 10%. La sensazione immediata appena montato in sella è quella di pedalare su una bici che fa del confort la sua principale caratteristica. La presa della curva è agevole, anche in presa bassa, in ogni condizione e nelle lunghe percorrenze, e non si avverte mai alcun fastidio. E' una sensazione che non ho mai riscontrato su altri modelli testati. Il tubo sterzo più alto consente una minore tensione nel collo e nelle braccia. Il carro posteriore più lungo garantisce un maggiore assorbimento delle vibrazioni, una maggiore stabilità del mezzo. L'interasse più lungo consente una maggiore facilità di guida anche in discesa e la rende più docile nelle reazioni. Si ha sempre la sensazione di stare comodi e di essere sicuri in ogni condizione. Non è mai estrema, anche in condizioni difficili, come l'entrata in curva ad alta velocità. La stabilità del mezzo è netta. Colpisce in particolare un confort di assoluto livello nel lungo periodo di percorrenza. In pratica non si avverte mai la sensazione di affaticamento, in ogni posizione, anche su fondi sconnessi. La cosa che sorprende è la buona rigidità torsionale sul movimento centrale della pedalata e la bassa rigidità verticale con carichi verticali estremi, come nella percorrenza di un fondo accidentato. In salita si ha la necessità di alzarsi sui pedali solo ove si voglia rilanciare decisamente l'andatura. Danzando sui pedali si può contare su di una buona reattività anche sulle pendenze più dure. In pianura con il vento contro si ha un impatto più forte considerata la posizione più rialzata del tubo sterzo. In questi casi si consiglia di impugnare la curva nella presa bassa per non avere problemi aereodinamici. Il peso del telaio è di 1,030 grammi nella taglia 50, a cui bisogna aggiungere i 365 grammi circa della forcella. Consiglio di ottimizzare il telaio con componentistica after market di gamma media-alta per esaltare le caratteristiche del telaio e della forcella, sfruttando il buon prezzo del kit telaio.
Ottimo lavoro Bianchi.

Dedico questo test alle lettrici del blog ed in particolare a quelle che mi hanno chiesto di presentare l'Infinito Dama Bianca.




















AGGIORNAMENTO

LA BIANCHI INFINITO come quella in prova HA VINTO CON ADAMA SPRATT IL GIRO DELLA REPUBBLICA CECA (13 LUGLIO 2011).
QUESTO MODELLO NON E' PIU' PRODOTTO DALLA BIANCHI. E' STATO SOSTITUITO CON UN NUOVO MODELLO 2013.

mercoledì 27 aprile 2011

Campagnolo Chorus Revolution 11v

Nel catalogo 2011 della casa vicentina si può trovare un buon prodotto di media gamma, è il Chorus. La versione 2011 è stata migliorata tecnicamente ed esteticamente: nuovi copricomando vari cushion, nuova grafica, sistema XPSS che applicato alle corone ottimizza la deragliata, con un nuovo sistema di fissaggio degli ingranaggi che riduce i pesi e garantisce una migliore manutenzione, cambio con nuova grafica, con nuova vite di fissaggio in alluminio per minore peso e maggiore rigidità, con la biella frontale in carbonio e il bilanciere con fori di alleggerimento,  freni con nuovi portapattini leggeri e più facile da usare nel montaggio dei pattini e con la possibilità di scegliere la versione dual pivot anche per il posteriore.  

Test Bike. La deragliata è precisa e rapida in ogni circostanza, anche in salita. La cambiata multipla è decisamente corsaiola nel pieno stile Campagnolo ( si possono scalare 3 pignoni e salire 4 pignoni in una volta). La versione in prova è la compact 50/34, molto curata e con effetto marmorizzato. La frenata è migliorata con il dual pivot anche sul posteriore. La presa sugli ergopower è sicura e comoda. La pedivella scorre agile, garantendo una posizione ottimale del tallone durante il ciclo della pedalata, grazie alla particolare curva delle pedivelle. L'estetica è accattivante e più racing. La Campagnolo ha realizzato un buon prodotto con prestazioni da media-alta gamma.








mercoledì 20 aprile 2011

Indignatevi di Stèphane Hessel.


Ognuno di noi, persone mature, ha un dovere precipuo verso le nuove generazioni: lasciargli un insegnamento. Stendendo un velo pietoso su quanti non accettano gli anni e si rifugiano nel cosiddetto complesso di Peter Pan ( quanto sono patetici coloro che si fingono ragazzi e non accettano le responsabilità, ma continuano a giocare, in attesa di una svolta che non avverrà mai nella loro mente), noi dobbiamo lasciare una testimonianza di vita che sappia diventare non solo un esempio da seguire, ma anche un coarcevo di ideali da sfogliare quando si è giovani per trarne stimolo. Ognuno deve dare la parte migliore di sé, la testimonianza più autentica, un dono per la gioventù. E' la vita che ce lo chiede, è l'umanità che lo esige per rigenerarsi e migliorarsi. Soffermatevi a guardare gli occhi ammirati e curiosi di un bambino o lo sguardo concentrato e di sfida di un ragazzo che ci ascoltano mentre parliamo di cose importanti o che riguardano il loro futuro. Ci chiedono solo di ricevere le informazioni che li rendano migliori e li facciano crescere come persone capaci e cittadini attivi e responsabili.
Stèphane Hessel ha lasciato il suo messaggio e lo ha messo nella bacheca di una scuola, di una università, o più semplicemente in un libro, che consiglio a quanti sono giovani, ma anche a quelli che vogliono ripassare l'educazione civica. Egli è un uomo di 93 anni, un vecchio combattente della Resistenza francese, poi diplomatico presso le Nazioni Unite, che ha contribuito alla stesura della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani; quella carta fondamentale che approvata il 10 dicembre 1948 dalle Nazioni Unite è stata l'ispirazione anche della nostra Costituzione della Repubblica e di molte altre normative.
Hessel ha scritto un libricino di circa 35 pagine, al di là degli ottusi e anacronistici steccati ideologici, corredato da note e dalla predetta Dichiarazione, per un totale di circa 60 pagine, dal prezzo popolare di 5 euro, dato alla stampa da un casa editrice quasi sconosciuta, che in breve tempo è diventato il libro più letto in Francia e pubblicato in molti paesi del mondo.
Il motivo di tanto successo ? La capacità di sapere parlare alle nuove generazioni con parole semplici, ma ricche di significato e di stimoli. Una sorta di compendio ad uso e consumo del cittadino del ventunesimo secolo. E' un libro spirituale, una guida per le nuove generazioni, tanto da essere diventato il più letto in Francia e un caso letterario. In fondo questo libro colma un vuoto: quello di scrivere qualcosa che finalmente sappia insegnare qualcosa al cittadino e alle future generazioni in modo semplice ma efficace, probabilmente suggestivo.
Hessel esorta i giovani ad indignarsi per una serie di motivi, ma principalmente per il divario crescente fra i molto ricchi e i molto poveri, ( ricordo i miei libri di economia che insegnavano la distribuzione della ricchezza !); per i diritti dell'uomo calpestati fino allo smantellamento del sistema dello stato sociale, costati lotte alle generazioni passate e che hanno consentito alla società civile di progredire ed infine per lo stato del pianeta, che allarma sempre di più un ecosistema forse compromesso. E per fare questo bisogna combattere l'egoismo e i soprusi dei potenti, arginando lo strapotere della economia e della finanza; insomma dando un volto umano al sistema che ci governa. Una battaglia di ritorno alla civiltà.
Ci sono insomma buoni ed ineluttabili motivi per indignarsi e rifondare un nuovo mondo, al di là degli steccati della politica incapace di veicolare le esigenze e le aspettative delle persone. Affinchè il sangue versato e la lotta condotta dalle generazioni precedenti non sia inutile; ma soprattutto perchè si possa credere ancora nel futuro.
Indignatevi ragazzi, ma indigniamoci noi cittadini di questo pianeta, prima che anche l'ultima speranza sia piegata alla logica del male e del mero profitto.

lunedì 28 marzo 2011

Emanuele Sella vince la Coppi&Bartali edizione 2011

Un plauso ad Emanuele Sella che in sella alla sua Bianchi Oltre ha vinto la classifica generale ed una tappa dell'ultima edizione della Coppi&Bartali. Un bravo anche al DS Ganni Savio che dall'inizio dell'anno ha raccolto molti successi, tra i quali il Tour de Langkawi, con la sua Androni Giocattoli, team campione d'Italia 2010.

Io e Sella al giro del Lazio 2007

venerdì 25 marzo 2011

Test Bike: Kuota KOM 2011

Nel mese di maggio testerò la nuova Kuota Kom, il telaio top di gamma 2011. Nuove tubazioni, nuovo carbonio, nuova serie sterzo, nuove colorazioni. E' il telaio della AG2R La Mondiale, il team pro tour di Nocentini, Roche.

martedì 15 marzo 2011

150 ° anni dalla proclamazione del Regno d'Italia (1861/2011)



L'idea dell'unità nazionale è il motivo precipuo della celebrazione del 150° anni dall'unità d'Italia (1861-2011). Già allora l'idea dell'unità d'Italia era irrinunciabile. Oggi dobbiamo viverla e renderla feconda, amando la Patria e rendendola coesa e forte.
Bisogna superare gli steccati anacronistici, antistorici e stolti intesi ad anteporre all'interesse nazionale, quello delle regioni, delle province e dei comuni. Questo significa unità nazionale.
Come disse il patriota Massimo D'azeglio all'indomani della raggiunta e sofferta unificazione della nostra penisola, che all'epoca era composta da stati, principati e ducati, ciascuno sovrano ed indipendente: “ Fatta l'Italia ora bisogna fare gli italiani.”.
Allora sappiate essere orgogliosamente italiani, dimostrando ogni giorno, che il sangue versato dai nostri eroi del Risorgimento, non sia stato vano. Non dimenticate il  sacrificio di chi ha reso possibile che l'Italia diventasse una ed indivisibile.
Evviva l'Italia.

venerdì 11 marzo 2011

Carbon TI X Lock Special Road

Sono gli sganci rapidi più leggeri che offre il mercato. E' un prodotto italiano. La Carbon TI è già nota per avere prodotto la prima corona full carbon. Gli sganci rapidi TI X Lock Special Road hanno l'asse in alluminio 7075-T6 e leva in Titanio Grado 5. Peso totale 31 grammi la coppia !!!!!
Sono disponibili in diverse colorazioni.


Prova su strada: I Carbon Ti x lock special road hanno un design evoluto. Sono molto leggeri, ma assicurano un serraggio ottimale e preciso. E' di una facilità estrema assicurare la ruota con una minima pressione della leva. La lavorazione è precisa e priva di sbavature.

mercoledì 9 marzo 2011

Test Bike: Viner Mitus 04, italian bike.

Per questo test bike, la Viner mi ha consegnato un esemplare Viner Mitus 04, del catalogo 2011, realizzato appositamente con le mie misure. Non si tratta solamente di un telaio costruito interamente in Italia, con manodopera italiana: il Viner Mitus 04  è un telaio da competizione !
Ve lo presento: le tubazioni e le giunzioni sono realizzate con fasciatura manuale del carbonio T900, compresse in autoclave. Tubo sterzo maggiorato per un maggiore rigidità e serie sterzo da 1/2 e 1/8 per una migliore guidabilità. Scatola del movimento centrale tipo BSA Bottom Bracket.  Forcella full carbon Viner Surf, con forcellini in carbonio integrati nella struttura. Carro posteriore RS, imponente, con profilo studiato per migliorare i tempi di risposta allo scatto. Tubi alleggeriti  a profilo differenziato per avere una struttura specifica per la zona interessata  e sagomati per diminuire il peso e aumentare la rigidità. Tubo piantone con reggisella integrato. Peso nella misura media 1020 grammi e forcella 400 grammi. L'esemplare in prova realizzato con le mie misure personali ( taglia 49) invece ha un peso di 980 grammi, mentre il peso della forcella e del reggisella è, rispettivamente, 340 grammi e  229 grammi. Niente male per un modello che nel catalogo 2011 si colloca subito dopo il modello top di gamma 2011 della casa toscana, cioè il Maxima.
Il telaio può essere realizzato su richiesta con BB30,  con reggisella tradizionale e può essere predisposto per il montaggio del gruppo elettro magnetico Shimano DI2. Nulla è lasciato al caso e francamente la Viner ha voluto fare le cose in grande anche per questo modello di media gamma, apportando tutte le migliori e recenti soluzioni tecniche.  Come dicevo è costruito solo su misura, come ad un abito da sartortia. Superfluo osservare che anche le donne potranno avere finalmente un telaio specificamente realizzato per il loro assetto biomeccanico. Per questo che la Viner fornisce un servizio di biomeccanica per i suoi clienti. Insomma prima le misure e poi il telaio. Consultate il sito ufficiale
http://www.viner.it/index.php?option=com_content&view=article&id=57&Itemid=53&lang=it
Il test è realizzato in collaborazione con il rivenditore autorizzato Biko&Bike di Picozza Fabrizio.
I parametri di valutazione di un telaio sono reattività, leggerezza e confort. I costruttori devono scegliere e miscelare il carbonio per raggiungere in modo ottimale tali parametri. Non è facile. Spesso un telaio è confortevole, ma essendo troppo morbido, potrebbe non riuscire ad eccellere anche nella reattività. Come ancora, potrebbe accadere che un telaio sia leggero, ma non reattivo, perchè tende a piegarsi in sede di spinta sui pedali. L'obiettivo è dunque realizzare il tris.
Il Mitus 04 si è dimostrato su strada, rigido e reattivo. Quando parlo di rigidità mi riferisco a quella laterale, fondamentale nella pedalata e nello scatto sui pedali necessaria per rilanciare la velocità. Il carro posteriore RS con la sua costruzione specifica contribuisce a diminuire i tempi di risposta. In termini di confort l'assetto e la rigidità del Mitus 04 sono influenzati dalla scelta della ruota e del tubolare. Ho usato ruote in alluminio a profilo medio, con tubolari Vittoria evo con sezione da 22 mm, su un fondo non perfetto, e qui in termini di confort qualcosa si perde, ma è poca cosa se si valuta la decisa spinta in fase di rilancio. Confort che invece sale decisamente con l'uso delle Hyperon Ultra two pur montata con tubolari Tufo S3 Lite con sezione da 21 mm. Ancora una volta la scelta della ruota caratterizza la prestazione della bici, ma nel caso del Mitus 04 può dirsi che è adatto ad uso nelle gran fondo, ma anche nelle corse in linea. Un eccezione nel panorama, trattandosi di telaio di media gamma, con un assorbimento delle vibrazioni e un equilibrio tra la rigidità e il confort che nel complesso è di valore buono.
In pianura e nei percorsi vallonati ho apprezzato la reattività e la capacità di accelerazione.
In discesa la serie sterzo integrata con sezione da ½ e 1/8 e la robusta forcella, agevolano l'inserimento in curva, anche ad alta velocità, dando una sensazione di maneggevolezza e di controllo assoluto del mezzo. Sul punto è interessante la perfetta sintonia tra il freno dual pivot posteriore Campagnolo Chorus revolution e il carro posteriore RS della Mitus 04. Non ho mai avuto la sensazione di slittamento della ruota posteriore, anche in condizioni difficili. Ovviamente il carico della frenata è stato giustamente distribuito tra il freno anteriore e appunto posteriore, proprio per evitare ogni possibile problema di aderenza sull'asfalto, ma è stato istintivo, immediato ed efficace l'uso adeguato di questo freno a doppio fulcro, riscoperto dalla Campagnolo, a ragione, vista la non sempre adeguata capacità di frenata dell'altra soluzione mono pivot per il posteriore che troviamo ancora nel catalogo 2011. Quello che occorre è la giusta regolazione della distanza dei pattini.
Dunque la prestazione dell'avantreno del Mitus 04 consente di percepire un controllo ottimale della bici.
In salita la valutazione ha bisogno di una premessa essenziale. L'assemblaggio della Mitus 04 non era adatto per prestazioni in salita e non ha consentito di valutare compiutamente le potenzialità del telaio testato che a mio parere sono notevoli. Infatti se si escludono le mie Hyperon ultra Two, da sempre la ruota che eccelle in salita, il resto della componentistica fornita dalla casa toscana è di gamma media.
Ma tale premessa non deve far pensare che ci troviamo di fronte ad un prodotto non competitivo. Anzi. Il peso del kit telaio della Mitus 04 è decisamente più leggero di quello tipico della gamma media: 980 grammi nella taglia 49, a cui vanno aggiunti i 340 grammi della forcella con tubo tagliato e i 220 grammi del reggisella, per un totale di 1540 grammi del kit telaio. Tant'è che l'ottima qualità del telaio, si è palesata con l'uso delle Hyperon Ultra two, le quali ne hanno migliorato molto la performance in salita. La spiccata reattività del Mitus 04 è emersa decisamente anche in salita, dove in fase di spinta sui pedali, ho riscontrato un rilancio buono.
TEST SU STRADA.


Conclusioni.
Il test bike della Viner Mitus 04, mi consente di consigliare questo telaio ai ciclisti che vogliono avere un telaio polivalente, personalizzato con le proprie misure, quindi unico nelle geometrie, di fattura ottima, visto il carbonio impiegato e la lavorazione artigianale,con prestazioni di buon livello, per un carattere ben sopra i valori tipici di un telaio di gamma media. Non da ultimo il design italiano lo rende molto bello e ben curato nei punti di raccordo dei tubi, grazie alle  fasciature interne. La garanzia convenzionale di 5 anni e l'assistenza biomeccanica offerta dalla Viner, rendono il Mitus 04, come tutti gli altri telai della gamma 2011, un prodotto di assoluta qualità ed affidabilità. E' questo il vero made in Italy. Saluti ciclistici.

Pagella:
Reattività: 10
Rigidità torsionale e laterale: 10
Peso: 8
Confort: 7
Rifiniture: 10
Precisione di guida e maneggevolezza: 9
Verniciatura: 10



La Viner fornisce al proprietario un certificato di consegna e di garanzia convenzionale di 5 anni sul telaio e la forcella, con indicazione delle limitazioni di peso fino a 90 kg. Una garanzia in più di qualità.

martedì 8 marzo 2011

Viner Mitus 04, italian bike: foto dalla strada.

Ecco le foto scattate durante il test Viner Mitus 04. Ovviamente il percorso era selettivo: salita e percorso vallonato, con il vento a sfidare la pedalata. Ma poichè amo il bello e non lascio nulla al caso, la prova su strata non poteva che avvenire in una giornata di sole, davanti ad uno scenario unico, dove il mare si perde nel cielo. Siete curiosi di sapere come è andato il test drive ? Bene. Ma è troppo presto per parlarne, vi lascio intanto le foto.