giovedì 11 ottobre 2018

Allenamento per ciclisti. Consiglio per migliorare in salita e non solo. SFR.

La salita è un esercizio mentale e poi fisico. Se molli con la testa, le gambe non girano più. Tutti soffrono in salita; il segreto è abituarsi alla gravità della pendenza e a mantenere il rapporto peso/potenza ottimale. Quando sentirai la necessità di usare rapporti più lunghi, anche in salita( i pignoni più piccoli, quelli che sviluppano più metri), allora la condizione Mentale/fisica sarà ottimale.
Portate rispetto alla salita ( non fate i gradassi); imparate a gestirvi su tutta la salita.
Quando si farà più dura, alzatevi e spingete più forte, a mani basse.
Senza la fatica non ci sono emozioni; per questo si sceglie di essere ciclisti.
Le SFR ( salita, forza, resistenza) ve le spiego così.
In caso di salite con minore pendenza, si potrà lavorare al meglio con rapporti più lunghi aumentando le ripetute. Quindi fate un tratto della salita, per esempio, con il 50/23, pedalando seduti, poi ritornate giù, e risalite con il 50/25, sempre spingendo seduti, e via dicendo. Mi raccomando non andate oltre il 50/28 altrimenti la catena lavora troppo storta, si usura e l'attrito aumenta in misura eccessiva da limitare la prestazione di 3 watt. Ricordate sempre che una catena nuova genera più attrito, quindi va rodata con le uscite. Rimuovere il grasso applicato dal fabbricante, per evitare che ci si appiccichino sassolini e sporcizia della strada; pulitela ed oliatela come vi ho spiegato. Ricordate sempre di fare ogni giorno stretching per riallungare i muscoli che dopo ogni uscita si "accorciano" a causa degli sforzi e formano come dei piccolissimi bozzetti, che potrete sentire, passando piano la mano sulle fasce muscolari. Lo stretching serve anche per migliorare la elasticità-mobilità della schiena. Se avete bisogno di info, lasciate un commento su questo post. Buon allenamento e saluti ciclistici.




Bici. Brake Fade e i limiti dei freni a disco.

Premessa. Ogni cosa ha i suoi limiti. Per questo mi piace scoprirli e spiegarli ai meno esperti. Il disco raggiunge temperature superiori ai 400 gradi e a temperature così elevate il metallo ( acciaio o alluminio) e  conseguentemente il mozzo in carbonio o in alluminio non di qualità può cristallizzarsi e spaccarsi, motivo per cui, alcuni produttori di ruote per freni a disco con mozzi in carbonio, lo hanno sovradimensionato e migliorato. Ecco un video postato sul web da ciclisti americani, qualche giorno fa, non serve aggiungere nulla, è chiaro. Ai "sapienti e dotti intenditori" dei freni a disco, che tessono lodi ai rotori, a prescindere, come dei veri ultrà, chiedete se conoscono il fenomeno del breake fade e se lo hanno mai conosciuto, nella loro impegnata vita di esperti di biciclette. Per quelli che vogliono imparare e comprendere obiettivamente i limiti dei freni a disco in particolare sulle biciclette da corsa, dove a differenza delle MTB, si sviluppano velocità maggiori, spiego quanto segue, premettendo, non bisogna approcciarsi con la mentalità dell'ultrà, ma di colui che vuole capire, senza tifare. Dicesi brake fade (tradotto in dissolvenza del freno) è la riduzione temporanea o la completa perdita di potenza di frenatura del sistema di frenatura di un veicolo. La perdita del freno si verifica quando il pattino del freno e il rotore del freno non generano più sufficiente attrito reciproco per arrestare il veicolo alla velocità di decelerazione preferita. Il risultato finale è un comportamento del sistema di frenatura incoerente o inaspettato, spesso con conseguente aumento delle distanze di arresto. La frenata del freno è causata dal surriscaldamento della pastiglia del freno, quindi qualsiasi veicolo che utilizza l'azione di una pastiglia che sfrega su un rotore del freno per convertire l'energia cinetica del veicolo in calore ha il potenziale per sviluppare la dissolvenza del freno, inclusi motocicli, auto e camion. Poiché la frenata si verifica quando le pastiglie dei freni sono surriscaldate, il fenomeno è solo temporaneo e le prestazioni di frenata di solito ritornano quando i freni si sono raffreddati. Ecco perchè nel video i ciclisti gettano acqua sui rotori, per raffredarli e "riattivarli". Gli shock termici e l'usura si deformano i dischi, quindi occorre sostituirli. A ciò va aggiunta la sostituzione delle pastiglie la cui frequenza sarà proporzionale alla frequenza di uso e dal modo in cui si frena. Aggiorno questo post con un mio video, che come sempre, nasce da esperienze dirette. Saluti ciclistici. 




Aggiornamento post (settembre 2023)





mercoledì 10 ottobre 2018

L'acciaio secondo la Columbus.

Confesso di avere una idiosincrasia verso i prodotti commerciali, quelli tanto marketing e poca sostanza, lo confesso e non me ne pentirò mai, continuando ad essere indifferente ai corridori professionisti che fanno i testimonial pagati dai marchi, e a quello che dicono a proposito  delle biciclette del loro sponsor tecnico. 
Confesso di essere d'accordo con il compianto Pegoretti che aveva deciso di non vendere più telai in Italia, tranne che a qualche affezionato cliente, probabilmente conoscendo l'affezione insulsa dell'italiano medio verso i prodotti stranieri, per quel retaggio del passato che lo vede  soggiogato ed abbacinato  da tutto quello che è estero, a prescindere, affetto da una profonda esterofilia. 
Confesso che ho deciso di non pubblicare test di prodotti commerciali, quelli che ho provato non hanno superato la selezione e non meritano la pubblicazione di una recensione, essendo sincero per natura e volendo consigliare al meglio i lettori. 
Confesso infine di scegliere solo il meglio per il mio blog e non seguo il gregge; cerco solo prodotti che durano più a lungo e restano più "vivi"
Parlerò di una tendenza crescente del mercato, la riscoperta, finalmente del telaio in acciaio, non solo nel settore fixie, dove la fa da padrone, e questo basterebbe a fare capire quanta sostanza c'è dietro l'acciaio, ma anche nel settore strada. Molti non sanno che ogni materiale perde le qualità e diminuisce le prestazioni con il tempo, ma solo, i migliori materiali, resistono più a lungo, e spesso per un tempo considerevole o illimitato, continueranno ad essere performanti. Dunque non è sufficiente comprare il telaio usato anche dai corridori prof, per essere sicuri di avere fatto la migliore scelta; occorre conoscere quello che si compra. Resiste al tempo solo il meglio. 
Vi parlerò dei progressi dell'acciaio e del produttore più antico di tubi in acciaio, l'italiana Columbus, che forgia i migliori dal 1919, e nessun produttore estero è in grado di competere.
C'è acciaio e acciaio, come del resto carbonio e carbonio. Mentre tutti i fili di carbonio della migliore qualità sono prodotti in Giappone e solo i migliori produttori-marchi riescono a lavorarlo, l'acciaio usato dalla Columbus è il 100% italiano, come è il 100% made in Italy il telaio Columbus. Per completezza, la Columbus produce tubi in acciaio ( e in carbonio) anche per conto di marchi prestigiosi, che a loro volta provvederanno ad assemblarli con abili ed esperti artigiani italiani, come nel caso del Colnago Master.
Perché scegliere un telaio in acciaio della migliore qualità ? Confort sulle lunghe distanze, risposta bilanciata, estrema maneggevolezza e stabilità, in ogni condizione, capacità di correggere l'errore di traiettoria ( ecco perchè è scelta dai funamboli della Red Hook Criterium), prestazione stabile nel tempo, a differenza dell'alluminio, e resistenza alla fatica praticamente illimitata. I nuovi acciai Columbus consentono di aggiungere a queste caratteristiche anche un buon rapporto peso/rigidità. L'acciaio di assoluta qualità, come nel caso, del Thermacrom, consente anche un peso prossimo a quelle delle leghe di alluminio. Il carico di rottura dell'acciaio è secondo solo al migliore carbonio ( non il carbonio commerciale ). Perchè scegliere un telaio in acciaio made in Italy? E' un prodotto completamente italiano, lavorato dai migliori telaisti al mondo, massima qualità. Un materiale top non serve a nulla, se non viene lavorato al top. La lavorazione fa la differenza.
L'acciaio è una lega ferro-carbonio con aggiunta di elementi come cromo, nichel, eccetera. Quindi occorre saperlo selezionare.
L'acciaio Columbus è della migliore qualità e tipologia.
Faccio qualche esempio degli acciai moderni Columbus.
Inizio parlando dell'Omnicrom. I tubi costruiti con questo acciaio possono essere trafilati a freddo, dalle 4 alle 5 volte, fino ad arrivare ad uno spessore di 0,4 mm, modellati nella fabbrica Columbus di Milano est ( quella condivisa con la Cinelli).
Con l'Xcr Hinoxtube si può realizzare l'unico tubo in acciaio per biciclette, al mondo, inossidabile, bifasico, martensitico, senza saldatura Xcr, con uno spessore fino a 0,35 mm, che può essere trafilato fino a 15 volte, con un rapporto rigidità-peso superiore a quello di qualsiasi titanio ed alluminio. XCR è saldato a TIG e il peso del telaio è inferiore a 1,5 kg.
Va detto che con l'acciaio,  si possono realizzare tubi più leggeri e duri, ma che durante la saldatura/abrasione del telaio, subiscono un drastico decadimento delle caratteristiche meccaniche nella zona della saldatura; quelli della Columbus, subiscono invece un trascurabile decadimento nella predetta fase. Dunque come nel caso del carbonio, la maggiore leggerezza può significare minore resistenza.
Insomma con l'acciaio della migliore qualità, si riesce a modellarlo, in modo da "confezionare" le prestazioni, secondo il telaio da realizzare.
Pegoretti che assemblava nella sua piccola fabbrica veneta, i prestigiosi telai, diceva che l'acciaio ha un odore, volendo significare che avesse un anima, un materiale straordinariamente adatto alla costruzione di telai.
Il telaio in acciaio non è solo una scelta classica, per intenditori alla ricerca di un prodotto esclusivo, è anche una scelta per le corse. Vi invito a dare un occhiata alla Red Hook Criterium, corse fatte in un circuito cittadino, ad alte velocità, con bici fixie, senza freni,  dove corridori, straordinari e dotato di un abilità fuori dal comune, sfrecciano a 70/80 km/h con telai in acciaio, tra i quali quelli costruiti con tubi in acciaio Columbus, come i prestigiosi Cinelli; oppure alle velicissime corse in pista, come nel leggendario Vigorelli, sempre fatte con le stesse biciclette. Insomma c'è tutto un mondo alternativo al carbonio, che vale la pena scoprire e vivere.
In conclusione, non è sempre detto che il telaio in carbonio, sia dal punto di vista della prestazione e della qualità, possa essere la migliore scelta. Un telaio in acciaio come quello della Columbus, o realizzato con tubazioni Columbus, assemblato da sapienti artigiani di altri marchi italiani, sono senz'altro una prima scelta, anzi migliore rispetto, al carbonio commerciale. Se volete un prodotto di prestigio e dalle qualità assolute, vi consiglio un telaio in acciaio della Columbus o costruito con tubi in acciaio della Columbus. E' cosa per pochi avere un prodotto che resiste al tempo e alle mode.



Pensate in modo diverso, pensate da esperti e non da novelli. Non seguite il marketing legato al mondo delle corse su strada, ed informatevi su altri canali, se non volete trovarvi con una bicicletta che dopo un anno sarà sempre meno di quello che vi hanno promesso.
Ricordate sempre che al museo  moderno di New York e di Milano hanno esposto Cinelli, Pegoretti, Colnago, anche con tubazioni Columbus, non hanno esposto telai esteri. L'arte insieme alla tecnologia la trovate solo  in Italia.
Non riesco proprio a capacitarmi, nel vedere italiani, che pedalano su telai dozzinali costruiti all'estero, pagati come un telaio italiano, amato e stimato soprattutto all'estero, realizzato dai migliori artigiani, con il migliore materiale, lo confesso, proprio non ci riesco ! Niente, aveva proprio ragione il maestro Pegoretti !

Saluti ciclistici.





Cipollini RB1K The One. Stay tuned.









Il mese di novembre e dicembre sono il periodo giusto per cambiare la bicicletta e allora per me è tempo di consulenze e test.
E' il tempo ottimale per resettare e ripartire; sostituendo la bicicletta, si avrà tutto il tempo per abituarsi al nuovo assetto e conoscere il nuovo mezzo, in modo che la preparazione non subisca rallentamenti o peggio ancora interruzioni nel periodo topico. 
Ecco allora il tema del post. Questa macchina da corsa è stata la bicicletta di Manuel Senni, ottimo corridore professionista della Bardiani CSF Pro Team, per la stagione 2018, in vendita al termine della stagione, come è prassi.
La prova su strada ? Stay tuned
Saluti ciclistici

AGGIORNAMENTO.

Ecco il primo e vero test su strada. CLICCA QUI

lunedì 8 ottobre 2018

La fissa per la fissa: Cinelli Vigorelli Shark. La Pinna vincente.

Lo ammetto, sono rimasto abbacinato dalla Cinelli Vigorelli Shark ! La considero un icona. Un arma per le gare single speed/pista, un telaio CULT utilizzabile anche su strada con freni tradizionali. E' inutile che presenti la Cinelli e la Columbus, marchi storici e di elitè del settore, vere e proprie icone per i ciclisti di tutto il mondo. Per intenderci, la Columbus produce prodotti in carbonio e soprattutto tubi in acciaio, alluminio e titanio per quasi la totalità dei marchi. La Cinelli è lo stile italiano nel mondo e molto di più. 
La Cinelli Vigorelli Shark è un prodotto completamente italiano. Tubazioni Columbus Airplane  della migliore lega di alluminio, la 7005. Il Columbus Airplane è composto dalla lega AL-ZN-MG trattato T6; saldatura TIG con lega. Caratteristiche meccaniche: RM 420MPa, RS 380 MP a Ap5 10%. Resistenza e rigidità con il minore peso. Tubi ovalizzati e squadrati con forme inclini alla massima rigidità. Reggisella Aero Carbon, forcella in Carbonio Monoscocca Columbus Futura Capiler 1-1/8 e soprattutto la "Pinna" sotto la scatola del movimento centrale, l'icona del leggendario telaio Cinelli Laser da pista (peraltro ora disponibile nella versione strada con telaio in carbonio), il primo telaio ad essere prodotto con saldatura TIG e con applicazione dei fazzoletti di rinforzo saldati nei punti di congiunzione. Il Laser fu innovativo anche per il posizionamento più basso ed avvolgente della scatola del movimento centrale, con l'impiego di una maggiore quantità di materiale in modo da aumentare la rigidità.  Per intenderci è stato il telaio usato da Moser per il record del mondo. Ed oggi quell'eredità è stata raccolta nella Vigorelli Shark realizzata per avere la massima rigidità, per avere la massima resa, quindi per avere la minore perdita di watt. In fondo la linea che divide un telaio race da un altro, è proprio quella di ottimizzare la potenza del ciclista; non è la leggerezza. Un telaio super leggero, perde watt ed è afflitto da quello che definisco "l'effetto gomma", cioè scatto forte alla partenza, che si "spegne" dopo qualche metro, a causa della maggiore deformazione sotto spinta. Ecco il punto che connota lo Squalo, ovvero la deformazione controllata del tubo sterzo e del tubo orizzontale ( quello che i ciclisti inesperti usano come sedia per farsi le foto o una chiacchierata). Il tubo sterzo del Vigorelli Shark sotto sforzo, rimane più dell'8%, parallelo alla sua posizione iniziale, ciò significa maggiore controllo e manovrabilità nelle situazione difficili. Una lama sulla strada. La forma del reggisella non è a D, quindi lascia intendere un aumento esponenziale della rigidità, a scapito del confort. Ma del resto tutto non si può avere. In una gara RedHook Criterium o nella pista del Vigorelli, serve solo il massimo della potenza. Altro numero che sorprende è quello della misura dell'interasse dei mozzi; forcella QR 100 mm e carro posteriore QR 120 mm, questo significa massimo controllo e precisione nell'inserimento veloce in curva e reattività della guida. I forcellini sono protetti da piastre in acciaio INOX necessarie per lo scatto fisso, ma all'occorrenza rimovibili per l'uso su strada.  Scatola del movimento centrale, l'affidabile BSA, da 68 mm. La verniciatura è oleografica. Passaggio dei cavi interno. Il carro posteriore è progettato per il passaggio di ruote con pneumatici fino a 700x25 mm. Se leggo le geometrie c'è da rimanere sbalorditi. La lunghezza del carro posteriore è di appena 380/385 mm, quando un telaio standard strada presenta una lunghezza da 405 mm in su ! Il tubo orizzontale è invece più lungo rispetto a misure corrispondenti di un telaio strada puro. Il tubo sterzo è alto. Il movimento centrale è più alto per permettere di piegare al massimo in curva e continuare a pedalare a tutta senza perdere il controllo. Angolo tubo sterzo e rake forcella sono da corsa pura. Insomma tradotto in parole povere, massima reattività e stabilità e controllo totale del mezzo. A  ciò dve aggiungersi la massima rigidità, più elevata rispetto ad un telaio standard strada, oltre all'aerodinamicità delle tubazioni. Che mezzo !!!!
Detto questo faccio una chiosa. Dopo circa trenta anni da rider, pedalati su bici da strada, ho conosciuto un mondo diverso, più autenticamente veloce, ribelle, senza limiti, più sostanza che forma, quello dello scatto fisso, che si muove liberamente su biciclette con soluzione  estreme nella prestazioni e semplici, ma eleganti nelle linee, come le single speed. E' un mondo nuovo, ma in totale espansione, nato all'incirca negli anni 90, un mondo trasversale, che va dai messanger, agli urban rider, fino ai corridori impavidi e veloci della Red Hook Criterium, tutti connotati dall'amore per la bicicletta, l'andrenalina e la pista. Il santuario di riferimento è il velodromo Vigorelli di Milano. Biciclette singlespeed significa niente freni ( ma si possono montare all'occorrenza su molti modelli), niente cambio, deragliatore, pacco pignoni e guaine, solo controllo assoluto con lo scatto fisso ( un pignone collegato alla catena) e massimo coordinamento motorio. Avrò modo di ritornare a parlare sul movimento delle single speed. Sul punto vi rimando alla lettura dell'allenamento con lo scatto fisso molto utile nella preparazione invernale. Per la lettura  CLICCA QUI .
Intanto c'è da ammirare la Cinelli Vigorelli Shark. Che spettacolo !!!!!
Saluti ciclistici.






giovedì 4 ottobre 2018

Anteprima assoluta: Pinarello Crossista e Pinarello Grevil +.


Ricevo e pubblico il comunicato stampa della Pinarello del lancio della Grevil + e Crossista, per i lettori del blog, appassionati di Gravel e Ciclocross. Saluti ciclistici. 


martedì 2 ottobre 2018

Factor Bikes 02 Bardet Limited Edition

Ricevo un comunicato stampa della Factor Bikes e preferisco presentarlo e commentarlo a modo mio. Ecco un altro oggetto non identificato, se non da Bardet, nel senso, chi volesse provarla prima di acquistarla se lo può scordare. Insomma un altro marchio che pretende di vendere sulla parola, anzi su quella di Bardet e degli altri corridori della AG2R sponsorizzata ! Tutti bravi ed ottimi corridori, ma se permettono preferirei provarla prima di acquistarla, se mai ! Sarà pure realizzata con tre strati di carbonio, come le top di gamma di altri marchi concorrenti, fermo restando che oltre ai materiali, conta la lavorazione, il livello "artigianale", la cui valenza è tale da plasmare il carattere del telaio; sarà anche costruita in una fabbrica di proprietà del marchio, come altri concorrenti; sarà anche carbonio di alta qualità e persino raro, ma tutti i filamenti di carbonio, tessuti nelle pelli, sono giapponesi, e vengono dai medesimi produttori nipponici; sarà forse leggera, e rigida ( vista la struttura e le dimensioni della scatola del movimento centrale e del tubo obliquo, ma è molto difficile e costoso, fare un telaio molto leggero e rigido), e forse reattiva (visto il carro corto e la struttura del tubo obliquo), ma lo voglio capire da solo. No marketing. Just Test.
Dando un occhiata alle geometrie, alle forme e dimensioni dei tubi, dove si è puntato tutto sulla reattività e sulla rigidità, la Factor 02 mi sembra non confortevole per quanto concerne l'assorbimento delle asperità della strada,  e non comoda, considerato il tubo orizzontale corto e il tubo sterzo basso, denotando un assetto molto estremo, adatto più alle corse e alle condizioni dei corridori, allenati, giovani e massaggiati, che a quelle di un ciclo amatore comune. Solo un test, fatto a modo mio, può rendere possibile la valutazione severa anche di questo parametro. Mi interessa capire qual'è la risposta dell'avantreno considerato che il tubo sterzo ha un diametro standard nella parte superiore e 3/8 in quella inferiore, scelta inusuale, e gira su di una serie sterzo Ceramic Speed.
In buona sostanza, ritengo la Factor 02,  un modello da testare con particolare severità, in un periodo non breve, prima di poterlo consigliare ai lettori, considerato il prezzo.
Del resto, pur non avendo pregiudizi nei confronti di marchi recenti, penso che occorra riscontrare  un valore aggiunto, per renderlo all'altezza della concorrenza di marchi storici.
Una cosa sin da adesso mi piace, il moto di Bardet, stampigliato sul tubo orizzontale dei 200 modelli, come quello nella foto e cioè "Prendi il rischio o perdi la partita". E allora cara Factor Bikes prendi il rischio di farla provare, come fanno molti altri produttori, o perderai molte vendite. Te lo dice sommessamente un ciclista e tester di lunga carriera . Saluti ciclistici. 




lunedì 1 ottobre 2018

Dove si allenava Marco Pantani.

Qui si allenava Pantani e la Mercatone Uno durante il ritiro invernale.  Quando ci vado mi sembra come di sentirlo arrivare veloce, sui pedali della sua bicicletta; forse ho visto la sua ombra sorpassarmi a tutta.
Saluti ciclistici.


Anteprima: Scicon Elan Carbon

La Scicon mi ha comunicato il suo ultimo prodotto. E' la nuova ( e prima) sella marchiata Scicon, la Elan Carbon. La sella è stata sviluppata in collaborazione con ASG Bike Science e rappresenta una proposta interessante per il rapporto prezzo/qualità. La Elan Carbon ha la forchetta in carbonio intrecciato e la scocca in polimere rinforzato con fibra di carbonio; peso nominale 199 grammi, larga 148 mm e lunga 248 mm. L'ergonomia è stata studiata per garantire il massimo confort e quindi è stata sviluppata in modo tale da garantire una sufficiente rotazione dell'anca e un maggiore flusso sanguigno. La Elan Carbon è stata realizzata con due tecnologie, la Power Ergo Design e la Compression Control, ovvero foro centrale, misure, linea e conformazione per migliorare l'interfacciamento con le ossa ischiatiche. 
La Scicon Elan Carbon è acquistabile sul sito ufficiale Scicon. 

Ricordo ai lettori che la scelta della sella è molto personale, nel senso che la scelta dipende dalla compatibilità con le ossa ischiatiche, oltre al modo personale di pedalare e di rotazione dell'anca. In buona sostanza, "quello che va bene a me potrebbe non andare bene a te ", tanto per capirci. 
Quindi prima di procedere all'acquisto di una sella consiglio sempre di provarla.

Saluti ciclistici.