sabato 23 febbraio 2019

Test Bike: MCipollini RB1K THE ONE .

Oltre le foto, oltre la pubblicità, oltre testimonial, cosa c’è, concretamente, dentro un prodotto? Quante volte lo avete chiesto prima di acquistarlo ?
Il mercato è invaso da "mezzi telai", idolatrati dalla mediocrità del marketing. Prodotti di qualità media che vengono venduti come telai top di gamma e sfido molti dei ciclisti amatoriali a trovare una differenza sostanziale nella prestazione, tanto che se li bendassi non si accorgerebbero di pedalare su un telaio di media gamma. 
Preferisco la qualità, la differenza sostanziale, cerco emozioni che solo un prodotto esclusivo può dare; non cerco quello che usa il corridore prof, per volontà dello sponsor, non mi serve, non è opportuno sceglierlo a prescindere, cerco solo il meglio, e il meglio non è mai "commerciale". 
Molti appassionati mi scrivono per ricevere consigli sui telai, spesso mi indicano prodotti che loro chiamano monoscocca, e non solo loro, ma anche il marketing. In realtà non si tratta di telai monoscocca, ma di telai costruiti incollando il carro posteriore o parti di esso (foderi, pendenti, quasi sempre anche la scatola del movimento centrale) al triangolo anteriore. Un telaio costruito in questo modo, non è un telaio monoscocca, in quanto non ha una struttura monolitica. Ma farli monolitici è troppo costoso, complicato e richiede tecnologia e manodopera specializzata, i cui costi ridurrebbero il margine di guadagno, che spesso alcuni marchi preferiscono spendere in pubblicità pagando campioni del mondo, invece di puntare alla qualità assoluta. Quindi sul mercato non esistono veri telai monoscocca, con una sola eccezione, la MCipollini, a cui dedico questo post, in particolare al top della gamma, la RB1K, definito The One, dal grande Mario Cipollini; la The One è un macchina da corsa, un telaio esclusivo, nessun altro telaio concorrente è uguale per costruzione e linee, e questo mi piace, mi piace moltissimo, diciamo che rappresenta il mio target.
La differenza tra un telaio che definisco "mezzo monoscocca"  ed uno monoscocca, in termini di costruzione, l'ho spiegato, in linee generali; a sua volta la prestazione, su strada, è "caratterialmente" diversa è come dire, spingere su un pezzo unico invece di spingere su due, tre o quattro pezzi incollati. Certo molto dipende dall'orientamento delle fibre, dalla qualità e la tipologia dei tessuti, dall'abilità degli artigiani industriali che lavorano sul pezzo e dalla struttura, ma la differenza fondamentale sta nello scaricare tutti i watt su una struttura monolitica. 
La The One è un pezzo unico di carbonio modellato in Italia con pelli di carbonio Toray 1000 M46J (alto modulo realizzato da un grande produttore, la giapponese Toray), adagiato negli stampi italiani (costosissimi), cotto nell'autoclave italiano, senza incollaggio post cottura, il vero ed autentico telaio monoscocca, costruito per intero in Italia, da mastri artigiani italiani. 
La forma del The One è unica nelle linee, una tale tipicità da renderla assolutamente iconica; un pezzo da collezione; e questo potrebbe bastare, per fare la differenza, ma voglio di più, voglio tutto quello che ti fa volare sui pedali, voglio la prestazione unica, quella che Cipollini definisce la sua prestazione, tanto da chiamarla The One. Spero di riuscire a sentirla.
A leggere le geometrie del telaio devo dire che è chiaro che trattasi di un telaio pensato e realizzato per le corse; tubo sterzo ribassato, carro posteriore corto, drop del movimento centrale con valore alto ( che significa più attaccato sull'asfalto), tubo orizzontale corto, piantone reggisella-tubo verticale più inclinato, distanza dal centro del MC all'asse della ruota anteriore contenuta. Sulla carta dovrebbe essere un proiettile in carbonio ! Ma come scrivo sempre, il responso lo scrive solo ed esclusivamente la strada.
Testare è riprogettare limiti ed emozioni, questo c'è scritto sulla home page del mio blog, questo penso dopo 20 anni di prove su strada; è la linea che divide un telaio progettato da un computer e un ingegnere, da quello ispirato e pensato da un tester.
La The One è nata dall'esperienza e la capacità di interpretare un idea di Mario Cipollini, il tester, non il campione del mondo, non il corridore con il più alto numero di vittorie al Giro, è cosa diversa essere un vero tester, occorre sensibilità e capacità specifici, e non basta essere un corridore. Il tester è un artigiano del pedale, capace di creare un rapporto diverso con la macchina, un rapporto che considero intellettivo e passionale, non un equazione, ma un idea ovvero l'idea divenuta equazione.
Questa è la premessa, questo è il motivo per cui ho deciso di testarla, per conoscere il progetto di un tester come Mario Cipollini e "suonare" l'opera composta da artigiani con il migliore materiale, per un prodotto esclusivo con un valore aggiunto. La The One è seducente per forme e linee, possente per struttura, congegnata per geometria, tipologia del carbonio e struttura per avere la massima rigidità e stabilità, forcella reattiva, una macchina incredibilmente unica e diversa da tutte le altre; un prodotto esclusivo. E' disponibile il nuovo sterzo rialzato da 18 mm con cover sterzo aero per un maggiore confort nell'assetto, consigliabile, considerate le dimensioni  racing del tubo sterzo. Scatola del movimento centrale Press Fit 41x86,5 che si caratterizza altresì per l'ortogonalità delle calotte rispetto all'asse. Il kit telaio è garantito 10 anni.

PROVA SU STRADA.
La MCipollini RB1K The One è il telaio pensato e tradotto in materia da Mario Cipollini; dopo averlo provato su strada, non ho dubbi, la The One, è fatta a sua immagine, né contiene il DNA. Testarla è stato come pedalare secondo i canoni di Mario Cipollini, una macchina da competizione capace di trasformare fino all'ultimo watt, l'energia profusa, per avere la massima velocità; un telaio di questo livello è capace di contenere la potenza di Mario Cipollini, ma sia chiaro, tutti i ciclisti di ogni genere, “di ogni watt”, possono sentire, pedalando sulla The One, che tutta la loro potenza, tanto o poca che sia, non si perde, nelle flessioni sensibili del telaio, questo è il motivo principale per acquistarla, non occorre avere la potenza di Re Leone; l'altro motivo è il fatto oggettivo che la The One, è un opera unica, nella forma e nella qualità, qualcosa che prescinde dalla mode, MCipollini RB1K, The One, appunto unica.
Finalmente un telaio realizzato da un tester, e come ho spiegato, tester e campione del mondo sono due cose diverse e non complementari. Evidentemente Mario Cipollini è stato capace di tradurre la prestazione in un opera d'arte tecnologica, come sanno fare in pochi. La The One, è qualcosa in più di un telaio aero, è tendenzialmente versatile, non è leggerissima, ma è incredibilmente rigida e stabile, avendo il peso giusto per esserlo. I telai, sono un compromesso tra peso, rigidità e confort; se è troppo leggero, non è rigido e flette di più, quindi partenza rapida in salita, che si spegne subito dopo, lo chiamo “l'effetto gomma” o altrimenti “l'elastico”; se invece il telaio non è leggero, allora si pianta in salita. A meno che si preferisca scegliere un telaio per un dato segmento, cioè salita, endurance, aerobike, la migliore scelta è la macchina equilibrata, su ogni terreno. Del resto un telaio leggerissimo, perde anche in discesa, e allora cosa te ne fai, del peso piuma, se dopo lo scollinamento, senti il mezzo poco stabile, soprattutto contro il vento, non ti fa sentire sicuro, quando salta sul fondo sconnesso. La soluzione migliore è quella che rappresenta il migliore compromesso, come la The One, all'altezza della situazione su ogni terreno con lo stile aero bike, che piace di più.
In questi anni di test su strada, avvicendati su telai di ogni peso e forma ho provato telai leggerissimi ( sotto i 700 grammi), leggeri ( 700-800 grammi), meno leggeri ( 800-900 grammi). L'evoluzione della specie è netta e chiara, ma un fattore rimane ineluttabile e cioè la migliore prestazione ha bisogno del peso giusto ( come il peso forma delle persone) per avere la rigidità ( laterale e torsionale) necessaria; lo ripeto, non ha senso scegliere un telaio super leggero in salita, quando serve anche la migliore prestazione in discesa e in pianura, a meno che si abbia la necessità di usarlo solo per le crono scalate, ma anche qui, lo ripeto, il peso non è tutto, considerato quello che chiamo “effetto gomma” che rende la prestazione del telaio super leggero, come quella di un elastico, scatto bruciante che perde velocità successivamente ( come se ritornasse all'indietro) e che per questo occorre sempre rilanciare. E' ovvio che per il produttore (quello statunitense soprattutto e non è un caso) è più facile realizzare un telaio per ogni segmento, e soprattutto è più redditizio, inducendo il consumatore ad acquistare almeno due telai. Il migliore produttore invece è quello che realizza un ottimo telaio polivalente, come è riuscita a fare la MCipollini con la RB1K, che nella sua ultima versione, ha chiamato The One.
Ma non è solo una questione di prestazione; c'è di più. Ho messo accanto la The One ad altri telai appoggiati fuori al bar, in attesa che i ciclisti finissero di consumare la tazza del caffè; conclusione; niente è paragonabile alla The One. Un prodotto esclusivo, lo si capisce anche da seduti ! Mi chiedo come facciano i ciclisti a scegliere prodotti omologati, quelli alla moda secondo i criteri del consumismo dozzinale, per sostanza e per forma ! Penso che scegliere una bici di nicchia, sia una scelta anche esistenziale, una scelta fuori dal coro; non riuscirei a sopportare l'idea di sentirmi normale nello stile, sentirmi rassicurato “dal gregge” ovvero dagli altri, niente di più sbagliato; un telaio lo si sceglie anche perchè non è uguale agli altri, come del resto, ogni ciclista non è uguale agli altri, ogni persona è unica. Quello che voglio dire è che l'80% dei telai, oggi, si assomiglia per forme e prestazione; che senso ha sceglierli !!!
Veniamo alla prova su strada nel dettaglio. La The One è un telaio polivalente, appunto, con anima da corsa, su ogni terreno e piace per la sua spiccata capacità di trasformare l'energia in velocità. La The One è così rigida da essere veloce. Si sale su pendenze che vanno fino al 12%, ottimamente pedalando fuori sella, si rilancia bene e con la massima resa, potendo spingere su una struttura monolitica, incredibilmente rigida, lateralmente e torsionalmente; l'energia non si perde nelle flessioni del telaio e non si è costretti a rilanciare per non perdere velocità; seduti si pedala regolare, anche qui, senza perdere velocità e si rilancia progressivamente con ruote non leggere. Quindi in salita la The One pur non essendo un telaio da solo salita, è veloce anche sulla pendenza, una velocità progressiva e proporzionale alla spinta. Per quanto riguarda la reattività, in salita, la prestazione è influenzata dalle ruote di alluminio non leggere; lo scatto è progressivo, la velocità aumenta proporzionalmente e progressivamente alla spinta, senza perdere la velocità, gamba permettendo; con ruote top di gamma è verosimile che il parametro migliori decisamente. Purtroppo la bici test mi è stata spedita assemblata con una ruota poco performante e leggera ( Fulcrum Racing 4 per copertoncino), la prestazione inevitabilmente è stata penalizzata, tenuto conto che la scelta della ruota è fondamentale, costituendo il componente più importante; è dunque verosimile che la The One avrebbe migliorato ulteriormente la prestazione in salita, con un peso della massa rotante più leggero. Quindi ripeto un mio vecchio consiglio, non assemblare mai un telaio top di gamma con una ruota non all'altezza della situazione; piuttosto è meglio montare una ruota top di gamma su una telaio di media gamma.
Pedalando in discesa, entrando in curva, a velocità doppia, gestendo la “piega”, con una forte ed unica frenata, e poi, in uscita, rilanciando con un richiamo deciso, per non perdere aderenza e velocità, la The One, è perfettamente incollata sulla strada, a tal punto, da avere la sensazione che le ruote siano inserite all'interno di un binario, è straordinaria la resa; è totale la maneggevolezza ed è altrettanto totale la sensazione di sicurezza; persino un ciclista non esperto, stile domenicale, pedalando con la The One, in discesa può sentirsi sicuro. Ottima la risposta dei freni Campagnolo Super Record direct mount, nessun problema nell'arrestare la velocità, su discese veloce, non c'è bisogno di altro.
La maneggevolezza della The One è ottimale, perfetta e precisa, lo scarto delle buche in discesa è preciso e immediato; allo stesso modo, direzionare il mezzo, con la minima flessione, a velocità elevata, in discesa, come in pianura.
In pianura è una lama che taglia il vento, velocità pura. 
The One significa totale controllo in ogni condizione e trasformazione ottimale della potenza. Questi sono i concetti chiave del telaio top di gamma della MCipollini. Per testare più severamente la stabilità, ho mantenuto lanciata la The One, in discesa, all'uscita di una curva tecnica, per affrontare a tutta, un tratto stradale rovinato dalle radici degli alberi, passando su tante piccole gobbe, sulle quali, la The One, ha dimostrato di essere veloce e molto stabile, senza sbavature o sobbalzi pericolosi, totale sicurezza e controllo del mezzo; straordinaria.
Anche sul vallonato la The One è veloce ed incollata sull'asfalto, si può mantenere e guadagnare la velocità facilmente, massima resa con la potenza espressa; la The One è così stabile che non soffre il vento forte, persino quello laterale, preso in discesa. Fortunato il ciclista che può fare la volata con la The One, un vantaggio oggettivo e sicuro, sull'avversario e qui l'idea di Mario Cipollini è evidente, il coronamento del suo sogno, finalmente diventato una macchina,
Il confort sulle 4 ore, è buono, con ruota a profilo basso e copertoncino Vittoria Corsa, da 23 mm gonfiato alla massima pressione per avere la maggiore scorrevolezza. La bici test è stata assemblata con il gruppo meccanico Campagnolo Super Record Revolution 11v, con guarnitura compact 50/34 e cassetta 11/27, freni direct mount. Peso reale del mezzo misura S, con pedali Speedplay Titanium e ruote Fulcrum Racing Quattro con copertoncino Vittoria, 7 kg circa. Con un assemblaggio più leggero si guadagna ulteriormente in prestazione. Di contro, però va detto che avendo testato la The One con ruote poco performanti ho potuto valutare in modo neutro la qualità del telaio, senza "aiuti" di ruote top di gamma, le quali migliorano la prestazione di ogni telaio.
La geometria della The One è aero e quindi il tubo sterzo ha dimensioni tali da renderla bassa ed aggressiva e come tale va guidata; del resto non ha senso scegliere un telaio aero, quando si pedala con la schiena dritta, i gomiti distesi, esponendosi al vento ( trasmettendo così più vibrazioni alla schiena e alla cervicale); un ciclista non è un cobra. Detto questo, va precisato, che ho testato la The One, con assetto tale da non crearmi problemi di adattamento posturale, con tre e poi due spessori sotto il manubrio per un totale di 2 cm; avrei potuto usarla con uno spessore da 1,5 cm o solo un cm con coperchio da 1,8 cm, invece di quello basic da zero cm, fornito con la bici test. La cosa incredibile che la The One è così rigida anche sull'avantreno, e nonostante i distanziali non ha mai sentito sensibili flessioni! Ed è la prima volta che mi capita di testare con tanti spessori senza sentire flessioni importanti. Il coperchio aero da 1,8 cm alza la posizione dello sterzo e limita l'uso di distanziali. Chiudo con un indicazione. La The One, piace e sorprende ed è consigliabile a tutti e soprattutto a quelli che vogliono un telaio unico, non commerciale e dozzinale. La qualità si paga, soprattutto quella Made in Italy. Saluti ciclistici.
Pagella:
Rigidità ( torsionale e laterale): 10 ++ ( nessun watt si perde, telaio salva watt)
Discesa: 10 ++ ( un treno su un binario)
Stabilità: 10 ++ ( totale controllo anche con il vento forte laterale e i dossi)
Maneggevolezza: 10 ++ ( perfetta e precisa)
Salita: 9 ( pur non essendo un telaio solo da salita, ma è veloce anche sulla pendenza, una velocità progressiva e proporzionale alla spinta)
Pianura: 10 ++ ( una lama che taglia il vento, velocità pura)
Reattività: 8,5 ( voto influenzato dalle ruote di alluminio non leggere; lo scatto è progressivo, ma la velocità aumenta proporzionalmente e progressivamente alla spinta, senza perdere la velocità, gamba permettendo; con ruote top di gamma è verosimile che il parametro migliori decisamente)
Confort: 9 ( con le ruote a profilo basso usate nel test)
Peso:  compromesso tra peso, rigidità e confort.

Verniciatura e linea: 10 ( un opera d'arte tecnologica).
 
Il test è realizzato in collaborazione con Diamant DMT società proprietaria del marchio MCipollini.









                      












12 commenti:

  1. Ciao Claudio finalmente venerdì ho provato la nuova creatura...l uscita e stata solamente di 1.30 h percorsa per la maggior parte in salita ...che dire...la bici in discesa ha una guidabilità fuori dal comune sembra di essere su un binario ,in salita mi ha lasciato sorpreso data la reattività che ha quando si fa il fuori sella e poi e molto fluida come guidabilita' per nulla macchinosa tieni conto che monto ruote bontrager aeolus xxx60 tubolari tufo elite da 25...e poi questo monoscocca nn e il classico monoscocca che trovi in giro,senti che la bici ha qualcosa di diverso che le altre bici che ho posseduto( tutte top di gamma)nn avevano.
    Aspetto tuo test con ansia...
    Complimenti come sempre al blog!!saluti...ddimenticavo il peso della bici completa tg l è di 7.12kg

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  2. Caro Claudio, buon pomeriggio, articolo interessantissimo. Leggevo le caratteristiche della Bottecchia m4 superlight è parla della tecnica monolith, mi parrebbe di capire che la tecnica sia proprio un monoscocca fino al carro posteriore. Grazie sempre per i tuoi consigli.

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  3. Claudio Buongiorno prima di tutto, ricorderai ci siamo sentiti in passato, Io sono il collega del foro di como. Ti Spero bene. Alla fine, a causa di un incidente, sono costretto, per fortuna niente di grave, a cambiare bicicletta la mia BMC SLR01 del 2014, Purtroppo non c'è più. Abbiamo fatto alcune valutazioni insieme e alla fine ero giunto alla conclusione di comperare, una nuova BMC SLR01 ma a questo punto mi viene sottoposta una proposta che mi sembra davvero molto interessante che volevo, per favore, un tuo consiglio. Mcm Cipollini, durace elettronica e fulcrum racing 0 carbon. Il prezzo mi sembra eccellente. Io cerco una bici polivalente ma che strizzi l occhio alla salita. Che mi consigli?. Grazie per il tuo tempo. La Cipollini è bellissima, questo va scritto.

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    1. Ciao Fausto. Mi dispiace per il tuo incidente, ma come leggo, si è risolto bene e questa è la cosa più importante, le bici si cambiano.
      La MCipollini MCM è un telaio fasciato, che può essere personalizzato con le misure, e questo è molto importante, da sfruttare; per metodologia di costruzione e tipologia del carbonio utilizzato è molto rigido; non conosco il peso di questo telaio e non avendolo provato, posso solo dirti che sulla carta è un telaio versatile, quindi in linea di massima, potrebbe essere la scelta adatta per te. Uso il condizionale non avendolo testato.
      La MCipollini MCM è un telaio entry level nel catalogo, anche se va detto che un telaio fasciato con carbonio Toray T8000 è nettamente superiore per prestazione e qualità rispetto ad un telaio monoscocca entry level, quindi alla maggior parte della concorrenza. Considera che i telai fasciati sono per lo più telai italiani fatti su misura, quindi ci riferiamo a prodotti non comuni, certamente di qualità superiore alla cosidetta monoscocca standard che dilaga nel mercato.
      La BMC SLR01 è completamente diversa e in più è un top di gamma. Il paragone non è possibile.
      Cosa fare al tuo posto ?
      Se punti al prezzo migliore, alla versatilità del telaio, alla esclusività del prodotto con le misure personalizzate ( il valore aggiunto di questo modello da sfruttare per avere il meglio e tutto i possibile da questo prodotto), prendi la MCipollni MCM;
      se invece preferisci la top di gamma, con misure standard, prendi la BMC SLR01.

      Saluti ciclistici.

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  4. Buonasera Claudio,
    Innanzi tutto, grazie per questo articolo sulle The One!
    Vorrei chiederti un consiglio o parere : la Cipollini NK1K sarebbe una bici adatta per le alte montagne e le lunghe e durissime salite? Attualmente, ho una BMC SLR01 disco e ne sono contento; pero' mi piacciono tanto la bici della Cipollini. Non penso, a mio parere, che la The One sia veramente adatta alle montagne. La NK1K mi sembra più adatta! Ma è una bici dura, che pianta oppure assomiglia alla SLR01 o alla Tarmac? Potresti consigliarmi?
    Grazie tanto per i tuoi suggerimenti.
    Saluti Cordiali.
    Marco

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    1. Ciao Rb1000. La The One è la The One. Quando si hanno un telaio della rigidità come la The One, e un paio di ruote leggere e rigide all'altezza, nessun problema, su tutti i percorsi, ma ha patto che si abbia quello che è necessario per ogni bicicletta: il migliore rapporto peso/potenza del ciclista. Diversamente la bicicletta non può risolvere il problema della prestazione. Una bici leggera ma non rigida si deforma facilmente sotto sforzo; allo stesso modo un telaio top con ruote non rigide e leggere, non serve, sono soldi sprecati. Saluti ciclistici.

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  5. Salve Claudio. Vista la tua grande esperienza ti chiedo un consiglio. Ho l'occasione di poter prendere un telaio the one ad un buon prezzo. Io posseggo una colnago v1-r. Prediligo la salita, so che la cipollini non è leggerissima, ma tu ne hai tessuto le lodi per la rigidità. Che ne dici? Ne vale la pena?
    Grazie in anticipo per la tua risposta e grazie per la passione che metti in questo blog

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    1. Ciao Paolo.Ti ringrazio per il complimento. La The One, ha un valore rigidità molto più elevato della tua Colnago. Quindi dovresti spingere di meno, il telaio si deforma di meno, in ogni condizione, su qualsiasi terreno. In generale il telaio leggero ma non rigido si deforma di più, quindi occorre spingere di più, detto in maniera semplice. Una comparazione: la tua Colnago potrebbe scattare leggermente prima, ma perdere molto dopo; la The ONE sarebbe il contrario. Certo molto dipende anche dal tuo rapporto peso/potenza. La The One la prenderei a prescindere dalla prestazione, che è tanta, per l'esclusività. Unico problema, le geometrie. La The One ha delle geometrie uniche non adatte a molti ciclisti, per esempio è molto bassa davanti, con un tubo sterzo corto, per motivi di maggiore aerodinamica. Potresti dovere aggiungere troppi spessori sotto il manubrio, con l'effetto di ridurne la prestazione. Insomma dovresti consultarti con un bravo biomeccanico e valutarne l'assetto avanzato e magari farci una pedalata tanto per sentire se quel diverso assetto è compatibile con le tue quote antropometriche e il tuo modo di pedalare. La The One è un telaio molto estremo, pensato per un corridore del livello di Cipollini, quindi ti lascio immaginare, il livello della prestazione. Ovviamente la The One deve essere montata con delle ruote di alta gamma, altrimenti ne perderesti molto della prestazione. Io stesso l'ho provata con delle ruote non all'altezza, e ti posso dire che ciò nonostante ho sentito quanta qualità avesse, immagina con delle ruote adatte cosa avrebbe potuto darmi un telaio del genere. Ecco spero di essere stato esaustivo. Saluti ciclistici.

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  6. Davvero esaustivo. Io ho un rapporto di circa 4,2 4,3 watt/kg per un ora, in cronoscalata il dato arriva a 4,5. Sono 181cm x 68kg. Ho una buona elasticità. Riesco a toccare il pavimento piegandomi col 70% della mano e anche in salita non ho mai braccia distese(manco sui rulli sono a "cobra" . Riguardo alla bici, in pratica, ripaga con gli interessi la maggiore pesantezza con una rigidità superiore. Ultima cosa. Ora ho fulcrum racing zero alluminio. Cosa potrei montare in futuro? Ancira grazie mille.

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    1. Se prendi la The One devi scegliere una ruota all'altezza. Nell'ordine: Lightweight, Corima. Saluti ciclistici.

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  7. Buongiorno Claudio... Innanzitutto mi complimento per i tuoi test... Vorrei se fosse possibile il tuo pensiero sulla NK1K... Ho da poco acquistato il telaio sostituendolo alla TCR Sl di Giant...

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    1. Buongiorno sconosciuto. Come ho avuto modo di spiegare non rispondo a commenti postati da persone che hanno deciso di non rendere pubblico il profilo personale; nel tuo caso, leggo " Impossibile visualizzare il profilo Blogger richiesto. Molti utenti di Blogger non hanno ancora deciso di condividere pubblicamente il loro profilo." .
      Detto questo penso che non sia così importante la mia opinione sul telaio che hai acquistato. Normalmente lo chiedono prima di procedere all'acquisto.
      Saluti ciclistici.

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