In questi giorni di pandemia e di "permanenza domiciliare coatta" a causa del divieto di uscire di casa, le vite dei ciclisti, le abitudini consolidate da anni, sono cambiate, e forse niente sarà più come prima. Se non ci si può allenare sulla strada, allora cosa si può fare ? Molti ciclisti si allenano sui rulli, i più furbi usano una vecchia bicicletta, per evitare di "torturare" la bici nuova; e dopo i rulli ? Allora ho pensato di dare un mio contributo alla causa comune, un modo per invitare tutti, a restare a casa. Ecco alcuni consigli su come pulire la bicicletta, in casa, senza acqua e sapone e soprattutto, vi spiego come smontare e rimontare la ruota posteriore, cosa che molti ciclisti non sanno fare. Una chiosa. Pulire la bicicletta con acqua e sapone, soprattutto con l'utilizzo della lancia, è sconsigliato perché rovina la vernice e fa entrare l'acqua, in particolare, nel movimento centrale, e nei mozzi. Mi chiederete perché i meccanici dei team lo facciano; perché loro poi smontano ogni componente della bicicletta, lo asciugano con l'aria a pressione, lo ingrassano e lo rimontano. In collaborazione con Walbike. Saluti ciclistici.
Oggi ho messo nel sacco anche la salita più dura d'Europa, dal versante più spietato, quello da Ovaro. Partenza all'alba da Vicenza. Giunti a Pieve di Sacco, temperatura 13 gradi e pioggia. C'era poco da sperare per chi non conosce la montagna . Io ero abituato a situazioni meteo estreme passando da una zona all'altra. E così, il
Ciclista che veniva dal mare, vide aprirsi, dopo 20 km, il cielo e dall'azzurro velato da qualche pigra nuvola, apparve il sole pallido del primo mattino. Temperatura 22 gradi. Si preannunciava una mattina calda; niente di peggiore, una situazione estrema, non propizia, per chi si accingeva a salire sul Kaiser. Riscaldamento a buon ritmo, giù e su per la valle, cercando di digerire in 10% tanto per gradire e non farci mancare nulla; 20 km e poi svoltando a destra, ecco l'arco che annunciava lo Zoncolan. Ci siamo. Che abbia inizio l'avventura. Ci sono momenti che sogni; e quando li realizzi ti sembra come di avere concluso parte della vita. Una vita da ramingo. L'arrivo sulla cima dello Zoncolan e' stato il momento in cui ho realizzato un sogno folle. In fondo una parte di me e' rimasta anche su questa cima. E tutte le cime, le porto sulla pelle, come un tatuaggio del coraggio. Tanto per rendere l'idea dell'impresa vi racconto un aneddoto accaduto mentre salivamo verso l'inferno dello Zoncolan. Poco prima a bordo strada abbiamo incontrato una persona anziana, vestita con abito della domenica e cappello e con le mani appoggiate al bastone, ci guarda e ci dice : "Siete pazzi a fare lo Zoncolan a quest'ora . " Mi piace ricordarlo come Caronte, e forse lo era in effetti. In verità non c'è un ora per andare all'inferno. Chi va per lo Zoncolan e' folle, un "anima" che arde nella passione del ciclismo, che ha il coraggio di sfidare i propri limiti. Lo Zoncolan non è una salita comune, è un delirio di onnipotenza della natura. e non e' paragonabile a nessun delle grandi e dure salite, quelle che hanno scritto le pagine epiche del ciclismo. Ma forse e' più di una salita; e' lo Zoncolan. Credo che su questa massacrante rampa ci si consuma anche nello spirito. Dopo averlo fatto, niente sarà più come prima. Per certi versi lo Zoncolan ha una valenza spirituale: mondare l'anima. E meglio di Dante nessun'altro poteva spiegarcelo. Come è noto, nel canto terzo dedicato all'Inferno della Divina Commedia, Dante scrive: PER ME SI VA NELLA CITTA' DOLENTE, PER ME SI VA NELL'ETERNO DOLORE, PER ME SI VA TRA LA PERDUTA GENTE. GIUSTIZIA MOSSE IL MIO ALTO FATTORE : FECEMI LA DIVINA POTESTATE, LA SOMMA SAPIENZA E' IL PRIMO AMORE. DINANZI A ME NON FUOR COSE CREATE SE NON ETTERNE, E IO ETTERNA DURO. LASCIATE OGNI SPERANZA, VOI CH'ENTRATE. Queste secondo Dante erano le parole scritte sulla porta dell'Inferno. E il sommo poeta continua con il dialogo avuto con Virgilio che lo accompagnava nella visita: "Queste parole di colore oscuro vid'o scritte al sommo di una porta per ch'io:- Maestro, il senso lor m'è duro.- Ed elli a me, come persona accorta: - Qui si convien lasciare ogni sospetto; ogni viltà convien che qui sia morta. " Insomma Virgilio spiega a Dante che quello è il punto dove si deve lasciare ogni esitazione, timore e soprattutto consiglia gli ignavi a farsi da parte. Mai più felice fu l'accostamento, che la gente del posto ha fatto tra lo Zoncolan e questa ouverture dell'Inferno di Dante. Quelle parole scritte sui muri delle abitazioni, sono state scritte anche a monito dei ciclisti, sulla falsariga delle alte parole della Divina Commedia. E si legge sui muri di un abitazione : " LASCIATE OGNI SPERANZA O VOI CHE ENTRATE." E poi su quelli di un altra : " QUI SI VA SULLA SALITA DOLENTE QUI SI VA NELL'ETERNO DOLORE." Credete che abbiano esagerato ? Provate per credere. Dal punto di vista ciclistico consiglio di evitare di salirla nelle ore calde, vista l'esposizione diretta al sole per la maggior parte del percorso ( il caldo che ho sentito e' stato davvero infernale, una ulteriore difficoltà, sembrava veramente di essere all'inferno); usate una scala dei pignoni almeno fino al 32-34, e comunque davanti con la corona 34. Sia chiaro; questi rapporti servono non solo per salvare la gamba facendola girare quasi agilmente, ma per spingere e non cadere ! Sullo Zoncolan nessuno è in grado di andare veloce. Non ci riescono nemmeno i corridori professionistici. Tanto per capirci, Contador degli anni migliori è salito con il 34/32. Impossibile fare girare le gambe con rapporti meno agili. Quindi quando leggerete di chi lo avrebbe fatto per esempio con il 36/28, non credeteci, almeno che essi siano stati spinti dalla forza oscura di Guerre Stellari oppure essi sono Darth Vader ! Sulla salita dello Zoncolan, da Ovaro, il cuore e' costantemente fuori soglia. E' come salire in apnea ! Non salite mai lo Zoncolan, con ciclisti più allenanti, eviterete di aumentare il passo e finire di andare in crisi. Salite solo con il vostro passo. Si sale con pazienza e concentrazione. Il tratto centrale di 6 km e' pazzesco. La lunghezza percorsa di questo tratto e' indicata nei cartelli raffiguranti i grandi Campioni del passato. L'ultimo cartello prima delle gallerie e' quello dedicato a Pantani, posto qualche metro prima della prima galleria. L'ultimo cartello invece è quello dedicato a Simoni ( vincitore su entrambe i versanti). Dovete essere folli e coraggiosi per affrontare lo Zoncolan. Quindi occhio a gestire lo sforzo. Approfittate dei pochi tornanti per allentare appena la tensione muscolare e dare per un piccolo attimo di tregua al cuore. Provate a non guardare davanti a voi, i lunghi tratti dritti ovvero drittoni, che salgono incessantemente ed inesorabilmente. Non provate ad accelerare, potrebbe essere fatale. Sullo Zoncolan si può solo sopravvivere. Lo Zoncolan si sale con la mente e con l'anima che si vende all'inferno. Non c'è mai pace in nessun tratto. Le gambe e la schiena sotto sottoposte ad una forza di gravità continua e massacrante. Il giorno dopo e' normale avvertire dolori diffusi. Su questa salita, che credo essere stata pensata dal diavolo per punire i ciclisti impenitenti, non e' possibile fare velocità, si deve e si può solo essere spingere per non cadere. Qui tutti sputano dolore, anche i più allenati. Prestate attenzione alle tre piccole gallerie illuminate ma strette e con il fondo bagnato e sporco di ghiaia e sassolini e la traffico locale fastidioso e pericoloso, considerato che la strada è stretta, quasi ad una corsia. All'interno della galleria è capitato di vedermi arrivare contro, un idiota grassone alla guida di una Jeep bianca, il quale sorridendo, si e' fermato a un passo dalla mia ruota. Anche le gallerie si percorrono in salita. Ho provato ad immaginare lo stadio dello Zoncolan che si apre alla vista dei corridori del Giro all'uscita dell'ultima galleria: l'effetto emotivo sulla psiche dei corridori deve essere molto forte, direi allucinante. Una marea di persone urlanti sulla sponda della montagna e sull'ultimo tornante. Infine anche il traguardo è in salita. Una volta arrivati in cima, non e' finita; la discesa in entrambe i versanti e' difficilissima e pericolosa, direi proibitiva. Insomma lo Zoncolan e' un girone infernale dove finiscono i ciclisti FOLLI e impenitenti.
Un ringraziamento a Vecchia e a Cristina; il vostro cuore e' cosi grande da riempire il mare . A loro dedico lo Zoncolan. Un ringraziamento grande a Nicola, l'autore delle foto e compagno di scalata insieme a Vecchia. Ringrazio Cristina per averci preparato il recovery food.
I dati della salita da Ovaro:
10,5km 11,5% pendenza media, pendenza Max 22%, 1210 metri di dislivello. Ma non rendono l'idea della difficoltà reale.
Saluti ciclistici
Verso Ovaro tratto in salita al 9-10%
Le prime rampe
Pietra dedicata al Gemellaggio Fuji-Monte Zoncolan
Il tornante prima delle gallerie con il cartello dedicato a Pantani
L'entrata nella prima galleria ( in salita all'8-9%)
Il pacco con i prodotti da testare spedito dalla Walbike.
L'effetto luccicante dopo il trattamento Walbike sulla vernice.
Il motivo di questo test è semplice: se il ciclista si prende cura della bicicletta, la bicicletta si prenderà cura di lui. A chi ha esperienza sulla strada, non sfugge, il fatto che nel momento in cui si pulisce la pulizia, e lo si fa bene, si scoprono cricche o danni, e si migliora la prestazione e l'affidabilità del mezzo. Sono molto scrupoloso nel selezionare i test bike da pubblicare; non testo "l'ordinario", i prodotti commerciali, testo solo l'esclusivo, l'affidabile, quello con un valore aggiunto. In buona sostanza consiglio solo ciò che merita i vostri soldi e il vostro sudore agonistico. Fatta questa premessa che è parte integrante anche di questo test, introduco il nuovo prodotto da testare. Walbike è un produttore effettivamente italiano, non solo per il brand ma anche per la produzione. Finalmente! Un motivo più per sceglierlo. La sua linea di prodotti è esclusiva e specifica, per certi versi innovativa, come per esempio nel caso, del prodotto per la pulizia del casco e delle scarpe, che deterge ed elimina gli odori! Ovviamente nell'offerta Walbike, c'è attenzione per la pulizia e la lucidatura del telaio, con vernice lucida o con vernice opacizzata, e per la pulizia e la lubrificazione della catena. Ma come dicevo i prodotti Walbike, sono interessanti. Basti pensare allo sgrassatore che pulisce, lubrifica e protegge, la catena, il gruppo e il cambio, senza bisogno di risciacquo (tutto in un solo prodotto) oppure al detergente per la pulizia del telaio senza risciacquo. Ma v'è di più. L'olio lubrificante per la catena, classificato come polare perché contiene una molecola respingente che permette di non fare attaccare i primi sporchi; sarà interessante confrontarlo con i prodotti concorrenti Shimano e Finish Line. Ma la gamma dell'offerta è ampia. Per avere una panoramica esaustiva, consiglio di navigare sul sito della Walbike, completo e di facile consultazione, sul quale è possibile anche acquistare. CLICCA QUI . Il test è realizzato in collaborazione con Walbike.
Test.
L'olio Chain Lube Plus per la lubrificazione della catena, è resistente all'uso ( nel senso che rimane sulla catena per molte uscite, anche se la catena va pulita ogni due uscite per evitare che lo sporco come per esempio la sabbia rovini la catena) e lubrifica efficacemente in ogni condizione. Attenzione. L'olio si dispensa facilmente dal tappo, quindi aprite il tappo, facendogli fare un mezzo scatto, spingendolo all'insù, state attenti a non indugiare troppo sulla catena, altrimenti troppo olio sporca catena e ruota posteriore. L'Olio va messo sulla catena e non sui pignoni altrimenti sporca e raccoglie molta più sporcizia. Guardate il video. Sorprende il prodotto Walbike che sgrassa e lubrifica la catena: usato con dosi proporzionali allo sporco è ottimo, togliendo lo sporco e lubrificando ! Due prodotti in uno. Un bel risparmio anche in termini di tempo. Lo consiglio però solo nel caso in cui la catena non sia molto sporca. In questo caso occorre usare Clean Chain Ultra, che pur sgrassando lascia una patina di lubrificazione, per quello che ho avuto modo di constatare.
Il migliore olio della linea Walbike è il Race Chain Lube. Non sporca, resiste all'usura e soprattutto lubrifica alla grande. Lo considero uno dei migliori in assoluto.
Per il telaio in carbonio con vernice lucida, il più difficile da far brillare, soprattutto quando non è nuovo, ho usato, il Walbike Clean Frame Shine e il Walbike Frame Shine, rispettivamente per lavare e per lucidare e proteggere il telaio con vernice lucida ( in catalogo esiste anche quello per vernici opache); questi prodotti sono anch'essi ottimamente efficaci e per capirlo è sufficiente guardare le foto. Davvero sorprendente il risultato su un telaio sporco.
Il prodotto specifico per la pulizia delle scarpe, elimina gli odori delle scarpe e del casco, nel caso in cui non si possa lavarli; le macchie sulla scarpe bianche rimangono, ma quelle, niente le leva. Quindi lavarli con acqua e sapone per detergerli e togliere il cattivo odore dovuto ai batteri del sudore rimane la prima opzione, se si può lasciarli ad asciugare per molto tempo. Diversamente consiglio questi prodotti Walbike.
Il tappetino The Mat è idrorepellente assorbe fino a 90 volte il suo peso. E' necessario per chi vuole fare la pulizia della bicicletta soprattutto all'interno dell'abitazione, in modo da evitare di sporcare pavimenti. Quindi l'ho usato durante il test sulla bicicletta sporca, fatto all'interno dell'abitazione. Al termine sul tappetino c'erano due macchie causate dallo scolo dello sporco della catena. Nessuna macchia sul pavimento di marmo. The Mat è a prova di " moglie "😉😃. Può essere usato anche come base per il rullo; assorbe il sudore.
L'olio Race è uno dei migliori oli per catena che abbia mai provato. Resiste più a lungo allo sporco e ne basta poco per avere la massima efficacia. Lo considero uno dei migliori prodotto Walbike ed uno dei migliori lubrificanti disponibili sul mercato.
Il Multi Clean mi ha sorpreso. Usato su ogni parte della bicicletta ha rimosso efficacemente ogni macchia di sporco sul telaio. L'ho usato anche sulle ruote Lightweight riuscendo a togliere un alone rosso sul cerchio ! Il Multi Clean ha riportato le Lightweight allo stato originario, ora sono come prima ! Fantastico !!!! Ma attenzione. Usato sui telai opaci neri, può lasciare qualche alone, ove non si passi uniformemente il panno.
Il Frame Matt l'ho utilizzato sulle superficie del telaio dopo averle lavate con il Multi Clean. La resa? Ottima. Guardate le foto. Dopo averlo applicato con il panno pulito, la trama del carbonio unidirezionale è "riemersa" dallo sporco. I prodotti specifici Walbike sono gradevolmente profumati e quindi nell'ambiente domestico non rimane alcun olezzo sgradevole. A questo punto e a ragion veduta, consiglio i prodotti Walbike testati fino ad oggi.
WalBike ApparelCare detersivo professionale per capi tecnici. Test superato. Odore simile pino silvestre. Deterge a fondo le macchie anche a mano e in acqua tiepida.
Walbike Shoe Cleaner lucida efficacemente le scarpe, soprattutto quelle verniciate-lucide, ma non toglie macchie solari o segni di tacchetti.
Walbike Sani Cycling toglie i cattivi odori al casco e alle scarpe.
Il test prosegue sugli altri prodotti. Rimanete sintonizzati sul blog più letto dai ciclisti. Stay Tuned. Saluti ciclistici.
I prodotti Walbike sono usati anche da molti team professionistici, tra i quali il team Abu Dhabi Pro Tour. Ecco alcune foto che ho scattato a gennaio 2017, durante il primo ritiro del team arabo a Terracina CLICCA QUI .
Il gonfia e ripara della Walbike
Prima della pulizia
Il tappetino The Matt funziona davvero ! Notare le macchie di sporco trattenute ed evidenziate sulla parte sottostante del tappetino.
Race Lube Chain uno dei migliori in assoluto. Catena lubrificata e "pulita" con il mio metodo di lubrificazione ( vedi video)
Dopo la pulizia.....
...dopo la pulizia !
Per lavare sgrassare e fare luccicare i componenti in alluminio 😉@WalBike Clean Frame Shine e Frame Shine.Non solo per telai lucidi
@WalBike Apparel Care detersivo professionale per capi tecnici. Test superato. Odore simile pino silvestre. Deterge a fondo le macchie anche a mano e in acqua tiepida.
E venne il tempo del Team UAE Abu Dhabi. Il vento del deserto ha portato in Italia, un nuovo gruppo di formidabili cacciatori di tappe. Una commistione di livello assoluto. La ricetta è di sicuro effetto. Prendi due campioni del mondo, uniscili a scattisti e velocisti, aggiungi talenti giovani alla ricerca della dea Vittoria, mescolali ad esperti corridori e "donali" al DS campione del mondo, Beppe Saronni. I particolari colpiscono di questo team. Uno su tutti, la firma di Ernesto Colnago, sui telai del team, il C60 e quello da crono. Per me che sono un cultore della bicicletta, che cerca la qualità, e non la moda della pubblicità, è stato interessante ritrovare i telai Colnago. Ci vuole esperienza per riconoscerne, oltre alla rara bellezza, quelle soluzioni tecnologiche destinate a resistere all'usura, un innovazione che non confonde il classico ed elegante stile italiano, quell'Italia da sempre formidabile fucina delle più belle e tra le migliori biciclette. Una Colnago è per sempre, recitava una pubblicità del marchio di Cambiago. Se guardo i tubi a forma stellare innestati alle congiunzioni della stessa fattezza; se sfioro la vernice delle congiunzioni e il carbonio a vista dei tubi, forse sarà vero. Mi chiedo se la C60 sia una macchina di stirpe, progenie di una razza vincente oppure è un prodotto in linea con la concorrenza. A questa domanda può rispondere solo la strada e non è facile potere rispondere a questa domanda perché la Colnago non organizza bike test. Evidentemente la Colnago bisogna crederlo sulla parola, considerato che ad oggi non e' possibile provarla, ma solo acquistarla. Credo che sia giunto il momento per Colnago di investire una minima somma rispetto alle dispendiose sponsorizzazioni dei team e di organizzare proficui bike test. Già perché i tempi cambiano e i consumatori non si fidano delle pubblicità lette sui giornali di settore (peraltro sempre più in crisi di vendite) e preferiscono provare prima di acquistare o leggere esperienze di esperti blogger. Del resto la concorrenza offre prodotti interessanti e si è' organizzata da tempo con i bike test. Il Made in Italy non deve essere una fede calcistica, ma una scelta consapevole. Saluti ciclistici. Biciclette a parte, trovare anche Colnago a sostenere questo nuovo progetto, non mi meraviglia, considerato il numero di corridori giovani presenti. In fondo il ciclismo è anche poesia, scritta con le emozioni e i ricordi. Ho visto molte squadre passare per la Riviera d'Ulisse, e tra le loro fila, molti campioni, tra cui qualcuno ancora rimpianto. Emozioni che solo la fatica e la generosità dei corridori, sanno scrivere. E quel vento del deserto ha portato fino a qui, giovani corridori, il cui destino sarà legato ad un passo dolomitico, ad una volata, ad una fuga, celebreranno nuove gesta dello sport della fatica per antonomasia, e non finiranno mai, almeno fino a quando ci sarà ancora passione e gloria, a spingere sui pedali. I campioni se ne vanno nei nostri ricordi, i giovani corridori invece si susseguono, sono la ninfa vitale, il futuro, su cui investire, che l'umiltà e la voglia di fare sacrifici non li abbandonino mai. Non sarà la generazione dell'uomo solo al comando, quella è storia. Sarà invece la generazione che ci condurrà verso la speranza di un ciclismo sempre più portatore di valori. Lo chiedono i giovani in cerca di motivazioni. Lo chiede la società che ha bisogno di rigenerarsi. E non avrà importanza la vittoria fine a se stessa, ma la vittoria di un progetto. Insomma il mondo delle corse è avvisato. E' in arrivo il team UAE Abu Dhabi. Saluti ciclistici.
Ecco gli altri prodotti italiani usati dal team, quelli della Walbike......