lunedì 14 dicembre 2015

Fratelli di salita. Fratelli d'Alpi.

Pedalare in montagna è cosa diversa; non è facile, per condizione fisica e mentale. Quando si ha la condizione per salire fino al passo, insieme a compagni di avventura, allora tutto diventa eroico e si scrive una pagina di "battaglia" contro i propri limiti; una pagina da leggere dentro di se, o raccontare, davanti al cammino acceso, mentre fuori, scende la neve o la tempesta imperversa. Nel mio pedalare per montagne, ho diviso la strada con valenti ciclisti, che uso chiamare fratelli di salita. Il legame sportivo che ti unisce a lui è unico, indelebile. In pratica, si pedala affianco l'uno all'altro, si cadenza il ritmo, come se fosse lo stesso meraviglioso accordo musicale; si pedala all'unisono. E' il fratello, quello che parla, incita e aiuta nei momenti di difficoltà. Ogni pedalata in altura, vale doppio, anzi triplo, e con il tempo, si acquista una forza fisica, ma soprattutto  mentale, utile persino nella vita quotidiana. In montagna non si può fingere o essere degli opportunisti; è una selezione naturale; si divide tutto, persino il silenzio, e il successo conquistato scollinando il passo. Il fratello di salita non si abbandona, MAI. Non esiste il tempo di ascesa migliore, esiste il tempo che fai con lui, con il quale dividi la strada. Arrivare sul passo è indimenticabile; terminata la fatica (e tutti faticano), c'è il silenzio, e il cielo così vicino, che ti sembra di toccarlo con un dito; e poi, l'abbraccio delle vette, i sorrisi, la stanchezza, il dividersi persino la barretta, spesso donata a chi non ce l'ha più;  e la testa sembra vuota e il respiro è più gravoso, per la difficoltà di farlo in altitudine. Quell'essere felice sul passo, è indimenticabile, è una tacca incisa sulla via dei ricordi.  Ecco potrei scrivere molto ancora, ma preferisco compendiare, le mie esperienze in altura, in queste parole, dedicate all'amata montagna e ai fratelli di salita. Con dedica a chi, nel tempo, ha diviso con me, le salite alpine. Ovunque voi siate, fratelli di salita, segnalate la vostra presenza. Lancio un hashtag #fratellidisalita I #fratellidisalita hanno bisogno di montagne. 

La salita è la poesia del ciclismo e le poesie sono fatte per essere declamate, recitate ad istinto, a memoria. In tutti questi anni di "salite pedalate", ho imparato tanto, ed in particolare, che la salita, qualsiasi, se condivisa, è meno difficile, meno impietosa; dialogare e seguire il ritmo di un "fratello di salita", che voglia rimanerti al fianco, aiuta a non pensare al dolore dello sforzo e alla stanchezza mentale; è una sorta di conforto; un dialogo che ti estranea dal quel contesto e ti porta altrove; la cosa straordinaria, è che questo accade mentre pedali e lotti contro la gravità che ti spinge all'indietro ! Tutti faticano in salita, il segreto è "mentalizzare la salita", cioè abituarsi a pedalarla, soprattutto con la mente, fino a recitarla a memoria. Condividere la salita la rende "meno lunga e meno dura ", anche se la distanza e il grado di inclinazione non cambiano. Il ciclismo è anche condivisione. Il vostro ritmo sarà anche il mio; condivisione è adattamento e "non è attaccarsi il numero sulla maglia". 

Alcune delle salite scalate CLICCA QUI


Mi piace concludere, con questa mia piccola poesia.
Cieli infiniti, cattedrali di rocce, laghi custoditi dalle vette, in un silenzio sacro, ovunque si ode l'inno alla bellezza. La montagna è il punto più alto della terra, lassù tutto è diverso, è più vero. La spirale d’asfalto che conduce sulla vetta, è la via crucis dell’anima, la forza contraria che tempra i muscoli e stringe il cuore. Alla montagna non si può mentire, non ci si può rivolgere con la parola, ma solo con il pensiero. La montagna è silenzio e  tributo. La montagna è purezza; monda lo spirito, eleva l’anima a Dio. Sublima il sacrificio del ciclista: ogni goccia di sudore è un dono prezioso, fatto di sacrifici ed allenamenti; ogni affanno è un sospiro dell’anima, consuma l’esistenza. Il ciclista sulla strada di montagna è libero e forte; ascolta il vento, che si fa eco e sibilo, finanche voce divina. La montagna è solitudine. Tutto quello che accade durante l’ascesa è unico, immortale e prezioso. Quello che unisce la montagna, nessuno può cancellarlo. La montagna rende umili e veri. Che meravigliosa ed eroica azione è pedalare sul crinale, lungo impervie strade montane. L’alea sacra ammanta di colori forti la figura silente del ciclista. Pedalare in una fusione di gesti e di respiri; i fratelli guerrieri si consumano nella stessa fatica, sorridono nella stessa gioia, un solo successo. Fratelli di montagna, fratelli di  salita.
Dall'album dei ricordi dei #fratellidisalita .........






sabato 12 dicembre 2015

mercoledì 9 dicembre 2015

E tu che ciclista sei ?

Tra i ciclisti c'è una specie protetta, in via d'estinzione, quella che definisco, il ciclista da strada full season o per dirla come gli anglosassoni, rider full season, quello che non molla mai per tutto l'anno; quello che esce, anche  l'inverno, portatore di freddo e di cieli grigi, talmente duri, da stringere le ossa, fino a sentire i brividi, da tendere i muscoli, come corde di violino; quello che esce quando gli altri dormono, e non ha paura del vento, caldo o freddo, ma lo affronta da solo, a testa alta, sapendo che in cambio, riceverà forza e concentrazione.
Alla "specie" dei ciclisti rider full season appartengono gli ultracycling, gli stradisti da corse clandestine, gli stradisti fino al midollo osseo.
Gli stradisti full season, non accettano limiti e sfidano i propri limiti e non sognerebbero mai di lasciare la loro compagna di strada, snella, leggera ed agile, per salire su di una pesante e lenta mtb e per niente al mondo indosserebbero le scarpe da mtb. La mtb non è accettata per idiosincrasia.
Rider full season si nasce, e per continuare ad esserlo, serve solo passione , sacrificio, forza mentale, carattere, bisogno di lottare; non servono le tabelle di allenamento, le uscite monotone con il gruppo, spesso, all'insegna del pedalare "tanto per non farsi cacciare da casa dalle mogli", o stile "vacanze di pasquetta", tra risate, chiacchiere, ciuccia ruote, pance in fermento, e busto e spalle dritte, manco fossero dei serpenti a pedale.
Al rider full season serve solo il ritorno di quella smania, chiamata il richiamo della strada, quella che lo fa andare via, per sentirsi parte in movimento del mondo.
I rider full season sono "bestie fameliche", che vanno sempre a tutta, diversamente non sanno fare; quelli del gruppo INPS ovvero quelli che pedalano da una vita, ma non sono mai migliorati nella performance, li indicano a dito, per invidia e rancore, sapendo che non sono come loro, nonostante lo desiderino.
Il rider full season sa che allenarsi per superare i limiti della condizione atletica,è un esercizio mentale; non tutti possono, non tutti sanno farlo.
Il rider full time, è parte dell'ambiente  in cui si allena; tutti lo conoscono, tutti sanno che passerà per quelle strade, basta solo aspettare; un attimo ancora e lo vedranno sbucare da dietro la curva, con il suo incedere potente, leggero, agile, e silenzioso. Il loro territorio di allenamento, è certamente assimilabile a quello dei predatori; in fondo ognuno è a caccia di "prede".
Il rider full time, pedala seguendo l'istinto, lontano dai pensieri quotidiani, oppure cerca di riordinarli, dal groviglio della vita. I più estremi, come me, non hanno bisogno di computer, fasce toraciche; hanno imparato ad ascoltare il corpo e ne conoscono perfettamente i limiti, e a memoria i percorsi; per loro pedalare è tutta una questione di forza mentale, di esercizio dell'abitudine; in fondo pedalare è uno dei gesti più naturali che esistono, non serve altro, puoi fidarti solo di te stesso; sguardo dritto sulla strada, mentre  l'istinto comanda il corpo e i rapporti; è una questione di ritmo interno, di cadenza spirituale, come quella di un grosso orologio a pendolo, che sentono rintoccare dentro, e che lui chiama, il ritmo della strada.
Il rider full season ha la smania della fuga; il tormento della forza; il richiamo della libertà; il bisogno di andare lontano.
Il rider full season, sa che il vento, il freddo, il caldo, sono compagni di allenamento, gli unici che possono aiutarlo a superare i propri limiti.
Il rider full season non c'è per nessuno; egli pedala contro il tempo, oltre il cielo.
Il rider full season è un guerriero, l'ultimo, il solo rimasto nei tempi moderni, e sa esserlo, oltre le mode, oltre il gregge; egli è un lupo solitario; egli è lupo solitario; cerca la montagna, le strade più dure.
Il rider full season è una sorte.
Saluti ciclistici. 









 

La Toga ( la mia).

La carriera professionale è come un Tour, Giro, Vuelta Espana, Campionato del mondo, corso contemporaneamente.........


La toga ( la mia), sa di tempo, di cavilli, di norme, di sacrifici, di segreti, di duelli in aula, di dolori, di giustizia, di pensieri, di istinto, di pazienza, di attesa.........

giovedì 3 dicembre 2015

QUESTA SERA SU RADIOSELFIE.IT

Invito tutti i miei lettori a collegarsi, via web, questa sera, su RADIOSELFIE.IT . Interverrò in diretta sull'argomento della proposta di legge 2.13 al DDL 1638 presentata dal parlamentare del PD, Filippi, che prevede l'obbligo del  bollo, della targa e dell'assicurazione per le biciclette.
Potrete risentire la trasmissione in PODCAST. Ecco il link per riascoltare, sia l'intervento in apertura del senatore Filippi firmatario della proposta, sia il mio intervento radiofonico  CLICCA QUI ( se volete ascoltare direttamente il mio intervento scorrete il cursore della riproduzione dal minuto 1:18:10 )

Vi segnalo il tweet del giornalista conduttore della trasmissione radiofonica:

#labicinonsitocca  NON SI MOLLA MAI.

Rimando al post che ho scritto sulla predetta proposta di legge CLICCA QUI

Saluti ciclistici. 

martedì 1 dicembre 2015

Bollo, targa e assicurazione per le biciclette: quando la politica fa flop.

E' di questi giorni la proposta di legge di modifica n. 2.13 al DDL n. 1638 2.13 Filippi, presentata da un parlamentare del PD, tale senatore Filippi, che propone un emendamento al codice della strada: "al comma 1, dopo la lettera c), aggiungere la seguente " c -bis) la definizione nella classificazione dei veicoli, senza oneri a carico dello Stato e attraverso un'idonea tariffa per i proprietari; 1) delle motoslitte, disciplinandone le caratteristiche costruttive e funzionali, nonchè la circolazione con un apposito contrassegno identificativo, documenti di circolazione e di guida e l'assicurazione per la responsabilità civile verso terzi; 2) delle biciclette e dei veicoli a pedali adibiti al trasporto, pubblico e privato, di merci e di persone, individuandone i criteri e modalità d'identificazione delle biciclette stesse nel sistema del Dipartimento per i trasporti, la navigazione, gli affari generali ed il personale".
Successivamente, alle polemiche ricevute, sulla stampa e sul web, il senatore toscano scrive sul suo sito di avere riformulato l'emendamento nel seguente modo: Art. 2 Al comma 1, dopo la lettera c), aggiungere la seguente: “c-bis) la definizione, nella classificazione dei veicoli, senza oneri a carico dello Stato e attraverso un’idonea tariffa per i proprietari: 1) delle motoslitte, disciplinandone le caratteristiche costruttive e funzionali, nonché la circolazione con un apposito contrassegno identificativo, documenti di circolazione e di guida e l’assicurazione per la responsabilità civile verso terzi; 2) delle biciclette e dei veicoli a pedali adibiti per il trasporto a pagamento, pubblico o privato, di persone, individuando criteri e modalità d’identificazione delle biciclette stesse nel sistema informativo del Dipartimento per i trasporti, la navigazione, gli affari generali ed il personale, nonché la circolazione delle stesse con un apposito contrassegno identificativo e l’assicurazione per la responsabilità civile verso terzi;”. Ecco il link del sito del senatore proponente CLICCA QUI

In buona sostanza, il senatore livornese, aggiungendo " a pagamento" pensa di avere risolto la questione, almeno per le biciclette non adibite per il trasporto. La modifica lascia il tempo che trova; in verità il tenore letterale della norma, non solo non ci fa ritenere assolutamente al di fuori del pericolo, ma risulta essere una provocazione, se si pensa che comunque il trasporto a pagamento, a mezzo di biciclette e di altri mezzi a pedale, risulta essere l'unica soluzione per risolvere i problemi legati allo smog e al traffico, ovunque; e allora perchè penalizzarlo con balzelli e costi, invece di incentivarlo ?! Pertanto fino al ritiro della proposta ( chissà se il senatore proponente avrà il coraggio per farlo), ritengo che non sia scongiurato, completamente, l'obbligo del bollo, della targa e persino dell'assicurazione per r.c. per le biciclette !! Probabilmente una volta approvata questa nefandezza normativa e sociale, questo nuovo balzello, il governo in carica,  avrà trovato il modo per rimpinguare le casse dello Stato svuotate dall'abolizione della tassa sulla prima casa, e sul bonus ai giovani studenti; non è sfuggito certamente, al PD, che c'è una crescita esponenziale del numero delle biciclette in Italia. Ebbene sì, potremmo essere l'unico paese d'Europa e del mondo ad avere previsto l'obbligo del bollo e della targa per l'unico mezzo che non inquina, cioè la bicicletta ( è meglio specificarlo, potrebbe esserci qualcuno, che non ne sia a conoscenza). E così, con l'Italia classificata tra le nazioni più inquinate, complice i milioni di veicoli a motore che invadono le città e i paesi intasati dal traffico, con il mondo che si interroga come risolvere i problemi del clima, con alcuni paesi come la Francia, che pagano il cittadino che si reca a lavoro con la bicicletta (sic), i parlamentare del governo in carica, propongono un tale obbrobrio giuridico, frutto di una visione distorta della bicicletta. La politica italiana è  inadeguata alla realtà, e mostra evidenti problemi di cultura, strumentalizzata, anche per ignoranza, dalla politica di austerità della UE e quindi votata all'indirizzo del "battere cassa" ovvero tassare tutto quello che è possibile, senza distinzione di sorta. E poco importa, al parlamentare Filippi e al suo PD, che la bicicletta è l'unico modo per salvare le città dal traffico, dallo smog, per tutelare la salute dei cittadini, con evidenti riflessi sulla spesa pubblica della sanità, alla prese con una popolazione in sovrappeso, finanche obesa, affetta da malattie letali, in crescita esponenziali, tra le quali quelle cardiovascolari e il diabete. Il moto fisico rende i cittadini felici e sani. Ho definito la bicicletta, la rivoluzione dell'uomo moderno; non servirebbe spiegarne il significato; ma dopo, questa incredibile proposta di legge, è meglio farlo. L'uomo moderno, deve cambiare stile di vita, per salvare se stesso e il pianeta; non è possibile vedere cittadini di un posto di mare, come per esempio Terracina, "passeggiare" sul lungo mare, con le auto, nonostante la ciclabile e un comodo e spazioso marciapiede che lambisce la spiaggia! Non è possibile vedere SUV, inquinare nei centri storici, per il mero gusto di ostentare opulenza ! In un Italia vittima della corruzione, delle mafie e della cattiva politica, dobbiamo annoverare anche uno stile di vita sociale in cui prevale la forma sulla sostanza delle persone; e la sostanza è anche l'ambiente, la salute pubblica, il buon governo, effettivo, non ostentato, come quello del governo in carica, le persone oneste e capaci. Vedremo se dietro alla proposta di legge del Filippi, c'è l'intento del governo di portare a casa un altro balzello a danno dei cittadini e questa volta anche dell'ambiente e dell'industria legata alla bicicletta; del resto il governo ha dimostrato, nella sostanza, di non essere davvero interessato all'ambiente, se ha autorizzato la trivellazione petrolifera nel mare, a ridosso della nostra bellissima costa, con nocumento per l'uomo e per la saluta dell'ecosistema. Il governo deve fare cassa per rientrare nei tagli programmati con il patto di stabilità; ed ogni anno sarà sempre peggio. I social sul Web, si sono mobilitati con 
#labicinonsitocca , e in pochi giorni, migliaia di tweet hanno preso d'assalto il parlamentare Filippi, che sembra, che abbia dichiarato che il suo emendamento è stato interpretato male, in quanto intendeva tassare i risciò!!!!! E' appena il caso precisare, che il ciclista vero, non quello che fa finta di esserlo, come molte star, non può votare PD, sarebbe una castrazione. Peraltro è singolare e preoccupante che nessun ciclista professionista italiano abbia preso posizione sul problema; come non lo abbia fatto, qualche cantante italiano, diciamo noto, che asserisce di essere ciclista praticante. Sono a favore della proposta in questione ? Sono disinteressati ? Sono simpatizzanti del PD ? Bà e chi lo sà ! La mente umana è sconosciuta. Intanto dite a Renzi, che il suo partito, vuole che metta la targa alla bicicletta e paghi il bollo! Occhio che poi finirà per pagare la multa !!!!
Il mio intervento alla trasmissione radiofonica Il Pensatore CLICCA QUI ( scorrete il cursore della riproduzione dal minuto 1:18:10)
Vi segnalo il tweet del giornalista conduttore della trasmissione radiofonica:
Ecco il podcast de di ieri in onda su , con dal minuto 1:18:10 su…  

 Saluti ciclistici.

giovedì 26 novembre 2015

Noi c'eravamo.

Passa il giorno, passa la notte, passa l'attesa, passano gli eventi, i luoghi, le emozioni, i pensieri, le vittorie, le sconfitte, le mode, le illusioni, molti amori; tutto passa e muta, è nella condizione umana. Ma c'è qualcosa, che in quanto tale, non passerà: l'Amicizia. L'amicizia non si può comprare, ma solo ricevere, è un prezioso dono. Resistere ed essere, oltre le apparenze, di questo c'è bisogno per averla. Perchè quello che conta è non apparire, ma essere.

sabato 17 ottobre 2015

Test bike: Speedplay Zero Titanium. Cleats Zero Aero Walkable andcleats Zero V2.

Ho testato gli Speedplay Zero Titanium con le nuove tacchette Zero V2 . E' un pedale rivoluzionario, rispetto a tutti gli altri pedali, prodotti sulla base del progetto Look del 1984. Speedplay è rivoluzionario proprio perchè ha cambiato la regola comune, cioè la tacchetta si attacca al pedale; con gli SpeedPlay è il pedale che si attacca alla tacchetta, che in realtà costituisce la piattaforma. Ma è davvero importante avere la piattaforma più ampia del mercato a fronte del pedale più piccolo ? Quanto ciò influisce effettivamente sulla prestazione del ciclista ?
Il test è' realizzato in collaborazione con il rivenditore autorizzato Falasca Cicli.
Presentazione del prodotto.
PIATTAFORMA/FUCLRO (Speedplay) contro TACCHETTA/PEDALE tradizionale. Il test servirà a capire le differenze e qual'è il sistema più performante. 
Va subito detto che ogni parte del pedale è in metallo, a differenza dei prodotti concorrenti. E' un pedale estremo nel senso che sposta il limite della prestazione essendo l'unico che consente la massima è precisa  personalizzazione. Speedplay Zero permette a) di regolare il flottaggio (movimento laterale a destra e a sinistra) ovvero la rotazione del pedale ( in maniera fissa o flottante entro un range di 15°), con aggiustamenti millimetrici ( grazie ad un sistema a doppia vite), che consente di scegliere tra la posizione neutra, avvitando la vite superiore si regola la libertà angolare del tallone verso l'esterno, heel out, mentre agendo sulla vite inferiore, il tallone può ruotare solo verso l'interno, heel in, e la posizione fissa del pedale, con un angolo impostabile all'interno di un range di 15°; b) di regolare i tre assi del piede, indipendentemente e senza influenzare le altre regolazioni ( nessun altro pedale è in grado di farlo), cioè avanzamento e arretramento longitudinale, spostamento laterale ed infine rotazione rispetto al pedale.
E' appena il caso di precisare che il montaggio delle tacchette è semplice ed immediato a differenza di quelle degli altri pedali. e' sufficiente riportare la distanza (personale) tra centro della tacchetta e punta della suola e quindi fissare il pedale; in pratica, ogni errore di angolazione della tacchetta, è eliminato.
Lo Speedplay Zero ha una distanza minima tra il piede e il fulcro della pedivella su cui è montato il pedale, aumentando al massimo la resa durante il trasferimento della potenza, grazie ad un asse di 50 mm; un profilo sottilissimo per ottenere la minore distanza tra perno e suola disponibile sul mercato, che spiegherò più avanti; infine il profilo particolare dei pedali permette di continuare a pedalare in curva e di piegare molto, con un angolo di 39 gradi.
I pedali Speedplay Zero vantano due primati sulla concorrenza: a) la piattaforma ovvero la base di appoggio più larga ovvero la maggiore area di contatto scarpa/tacchetta del mercato: Speedplay Zero 2.849,2 mm, pari a 284,92 cm;  Shimano 2106.0 mm;  pedale Look Blade 2, 68 mm, pari a 6,8 cm; pedale Time Expresso,  700 mm, pari a 7 cm; b) lo spessore più basso e quindi la minore distanza tra perno e suola: Speedplay Zero, con scarpe a tre fori, 11,5 mm, e quattro fori, 8,5 mm; Time Expresso 13,5 mm; Look Blade 2, 13 mm; c) è' l'unico pedale che permette il doppio aggancio su entrambe i lati; in buona sostanza non serve più guardare il pedale, serve solo agganciarlo. 
Il sistema di fissaggio, True-Locking evita lo sgancio accidentale, cosa che invece ho visto capitare, ad altri ciclisti, che usavano altre marche di pedali. Ogni forma di gioco è eliminata e il contatto tacchetta/pedale è metallo/metallo, per questo è necessario lubrificare con olio al teflon, le molle delle tacchette e i bordi del pedale, ogni due uscite, per consentire il migliore funzionamento dell'aggancio e sgancio. Devono essere lubrificati con grasso marino i due cuscinetti ad aghi, per pedale, ogni 3 mesi oppure ogni 5000 km o comunque quando il pedale ruota liberamente su se stesso, in modo da garantire la massima durabilità e scorrevolezza. Contrariamente alla concorrenza non si può regolare la forza di aggancio e sgancio. E' possibile camminare con le tacchette V2, senza particolari problemi, anche se giova ricordarlo, le scarpe per il ciclismo su strada, servono per pedalare e non per passeggiare per le vie del centro.
Tutte le parti del pedale e della tacchetta possono essere sostituiti after market, ad eccezione del perno in titanio, che non necessità di alcuna sostituzione nel tempo. Circa il grado di usura ci vuole molto tempo, per fornire un dato oggettivo; per ora posso solo limitarmi a riportare il dato fornito da un ciclista agonista che da due anni pur avendo pedalato per circa 28.000 km, non ha avuto la necessità di sostituire le tacchette, e i pedali non hanno mostrato segni di usura ed abrasioni. Ovviamente le tacchette Speedplay Zero vanno pulite al loro interno, avendo cura di rimuovere subito i detriti.
Consiglio. La prima volta in cui si utilizzeranno, si potranno presentare difficoltà di aggancio, soprattutto ai ciclisti con un peso leggero, come mi è capitato durante il test. Ciò è dovuto all'abitudine di agganciarsi ai pedali tradizionali e al rodaggio delle parti metalliche dei pedali e delle tacchette. Tuttavia dopo le prime uscite non si avvertiranno più difficoltà di aggancio immediato. Invece nessun problema di sgancio in tutte le condizione di utilizzo. Pertanto consiglio di esercitarsi in un luogo sicuro, lontano dal traffico, dopo avere montato pedale e tacchetta nuova. Ovviamente la tacchetta nuova su pedale usato non presenta particolari problemi. Il pedale Speedplay è destinato ad un lungo utilizzo; per questo ogni sua parte usurata, può essere sostituita after market. Infine Speedplay è l'unico pedale che consente di ingrassare e sostituire i cuscinetti.
Test su strada.  Non ci vuole molto a capire, che il sistema fulcro/piattaforma del pedale Speedplay Zero è di qualità elevata e rileva una prestazione assoluta. Nessun compromesso, nessun limite, nessun difetto strutturale. Anche durante l'utilizzo più estremo ( volata, in salita) non ho mai sentito rumori di contatto, sfregamento, tra la piattaforma (tacchetta) e fulcro (pedale). E' un pedale silenzioso. Inserita la piattaforma (tacchetta) metallica, ci si sente saldamente "infulcrati" su di un asse sul quale ruota il piede. L'alloggiamento a molla della tacchetta Zero V2 e la placca inferiore di metallo, colore oro, scattano insieme per formare un gruppo unico, una volta  allocate sul fulcro. In fase di richiamo, a differenza del pedale tradizionale, non c'è l'effetto di sentirlo attaccato alla scarpa. La pedalata è rotonda ed agile, per l'effetto dell'asse del pedale più vicino alla suola della scarpa; in curva si può continuare a pedalare, anche piegando molto. Nessuna tensione sulle ginocchia anche dopo molte ore di duro allenamento. Il doppio aggancio, consente di inserire il pedale, senza doverlo guardare, potendo agganciarlo su entrambe i lati. Il flottaggio interno ed esterno, è così personalizzabile, da poterlo regolare, non solo facilmente, ma anche a piacimento e con estrema precisione; durante il test  l'ho regolato, con un flottaggio laterale libero (15°), per evitare tensioni sulle ginocchia e scongiurare eventuali infiammazioni, e ciò nonostante non ho avuto problemi di tenuta ovvero di movimento accidentale laterale del piede, in ogni condizione, persino in fase di pedalata fuori sella, in salita e in volata, a mani basse. Il piede rimane agganciato stabilmente e saldamente in ogni condizione. Lo sgancio è facile e immediato. Lo ripeto; le scarpe sono sempre correttamente e saldamente agganciate. Nessun problema di adattamento alla nuova posizione biomeccanica, e ciò nonostante che per più di 20 anni ho usato il pedale tradizionale. La piattaforma Speedplay, molto estesa, in larghezza ed in lunghezza, consente una maggiore stabilità, una migliore trasmissione della potenza, ed infine un confort spiccato sulle lunghe distanze. Il test è realizzato con scarpe a 3 fori; quindi non il massimo per le tacchette Speedplay che hanno nelle scarpe a 4 fori, la soluzione ottimale.
Davvero interessante il peso leggero degli Speedplay Zero Titanium. Infatti per quanto concerne il peso, è noto che il peso del pedale, come quello della ruota, viene classificato come peso in rotazione, e quindi è determinante per la prestazione finale. Dunque è più importante ridurre il peso sulle masse rotanti che sul peso statico della bicicletta. In buona sostanza il peso del pedale non è un criterio secondario nella scelta, ed è sempre preferibile, scegliere un pedale leggero top di gamma.
Consigli. A chi, come me, ha sempre utilizzato il pedale tradizionale, raccomando, di usarli per la prima volta, in un luogo lontano dal traffico, oppure sul rullo, in quanto occorre imparare ad agganciarli correttamente. Appena acquistato, non è facile a causa dei materiali nuovi e la tensione elevata della molla della tacchetta; poi si impara a farlo. Quindi occorre un periodo di adattamento all'aggancio, considerato che la forza di tensione è l'unica cosa che non può essere regolata, proprio per evitare sganci improvvisi. Di contro, la fase dello sgancio è facile ed immediata. Come ogni pedale, maggiore è il flottaggio, maggiore dovrà essere ampio e deciso, il movimento laterale esterno, in fase di sgancio. Dal punto di vista dell'assetto, il sistema Speedplay, necessita di un abbassamento dell'altezza della sella, rispetto al sistema tradizionale, quindi per chi usa i pedali Look, Time e Shimano. Consultatevi con il vostro biomeccanico. Ad ogni uscita, come raccomandato dalla Speedplay, occorre applicare dell'olio al teflon, per lubrificare la molla di tensione metallica. Per i video tutor, compreso quello dell'ingrassaggio dei cuscinetti, CLICCA QUI . Controllare sullo stesso sito la compatibilità delle scarpe a 3 fori. I pedali Speedplay Zero Titanium non possono essere utilizzati da ciclisti che hanno un peso maggiore di 84 kg.
Test tacchette Speedplay Zero Aero Walkable.  
Si cammina perfettamente, si consumano bene e non precocemente, ma ho perso un copri tacchetta. Quindi occhio. 


In conclusione, il sistema Speedplay è top per le prestazioni e per il sistema di aggancio piattaforma/fulcro, fortemente innovativo che dimostra di avere un valore aggiunto; inoltre è l'unico pedale che può (deve) essere lubrificato e dispone di ricambi; quindi si possono ingrassare i cuscinetti e in caso di cadute o altro incidente, ogni parte del pedale può essere sostituita con i ricambi disponibili presso i rivenditori autorizzati. In buona sostanza Speedplay è il pedale più longevo e rigido sul mercato. Dopo 4 anni di consumo, i pedali e le tacchette non si sono consumati e mostrano limitati ed insignificanti segni di usura. Consiglio gli SpeedPlay Zero Titanium. Saluti ciclistici. 





L'adattamento al nuovo sistema che ho fatto soprattutto sulla Indoor Bike

I pedali Speedplay Zero vanno ingrassati periodicamente con grasso per motore marino o grasso Speedplay da applicare con una siringa senza ago CLICCA QUI o con l'utensile Speedplay come da foto che segue.....

Utensile Speedplay per ingrassaggio


Test Speedplay Zero Aero Walkable Cleats.
Le Bontrager XXX Road Shoes con suola a tre fori, sono testate, con le nuove tacchette Speedplay Zero Aero Walkable Cleats, dotate di un supporto antiscivolo per camminare in sicurezza e il tappo di protezione interno chiamato Amico. L'ultimo modello delle tacchette statunitensi hanno mantenuto l'efficienza della Zero V2, migliorando la longevità del pedale e permettendo di camminare, grazie al supporto di plastica, di protezione ed antiscivolo e al tappo di plastica, quest'ultimo utile per impedire che all'interno, e sopra la tacchetta metallica possano infiltrarsi detriti o sporcizia, una volta scesi di sella. Il supporto di plastica, antiscivolo, rimane attaccato alla tacchetta metallica, anche quando si pedala, mentre il tappo Amico, deve essere svitato prima di salire in sella. Inoltre il supporto di plastica, grazie allo specifico profilo, migliora l'aerodinamica del pedale Zero. Il supporto di plastica e il tappo Amico sono disponibili after market, come ricambi, anche separatamente.
Test su strada. Camminare con le nuove tacchette, grazie al supporto di plastica, è sicuro e agevole. Nessun problema in fase di aggancio e sgancio della tacchetta al pedale. Con le scarpe ai piedi, il tappo Amico, non è facile d'avvitare e si corre il rischio di perderlo. Personalmente ho perso un Walkable.
Saluti ciclistici.



giovedì 24 settembre 2015

Test Bike: Campagnolo Super Record #11Evolved, working progress.

Mission 1: capire se c'è stata effettivamente l'evoluzione della "specie", rispetto alle precedenti versioni  del Super Record, denominate 11V e Revolution. 
Mission 2: capire perchè Nibali, Aru, e gli altri corridori dell'Astana, nonché quelli di altri team sponsorizzati dalla casa vicentina, lo usano, nell'era del gruppo elettronico.  
Anche questo test l'ho "scritto" sulla strada, nel senso che nasce dall'esperienza vera e concreta con il prodotto. Il test su strada del gruppo top di gamma del brand vicentino; finalmente consultabile on line. Il test è stato realizzato in collaborazione con Falasca Cicli di Pontecorvo.
Presentazione.
La prestazione dei gruppi meccanici dell'ultima generazione è prossima a quella dei gruppi elettronici. E dopo avere testato tutti i gruppi elettronici e meccanici, in commercio, posso concludere, che a ragione, molti corridori professionisti preferiscono correre con i gruppi meccanici. Non è una caso, che, a questo punto, per giustificare il maggiore costo, i produttori dei gruppi elettronici, offrono anche maggiori funzionalità, come nel caso dell'EPS V3 CLICCA QUI
Per chi si “accontenta” dell'affidabilità e della semplicità del gruppo meccanico, ecco il modello più recente e sofisticato della produzione mondiale: Campagnolo Super Record #11Evolved.
Tutto ebbe inizio con il progetto denominato in codice, SC-14, il quale prevedeva miglioramenti sviluppati appositamente per i corridori professionisti che preferivano competere con le trasmissioni meccaniche. In particolare si realizzò il prototipo del nuovo deragliatore, seppure in alluminio, per averlo a disposizione in minore tempo, rispetto al modello in carbonio. Da questo progetto, nacque, inizialmente, un gruppo completo chiamato RS, a tiratura limitata, che presentava, una diversa colorazione, e appunto un nuovo deragliatore. Successivamente gli attuali gruppi a trasmissione meccanica con i quali è stata rinnovata ed innovata l'intera gamma a catalogo.
Il gruppo Campagnolo Super Record, è dotato del nuovo deragliatore che adotta la soluzione introdotta con il progetto SC.14 e del successivo modello commercializzato con la dicitura Super Record RS. La maggiore differenza è rappresentata dal braccio più lungo, utile per aumentare la forza e richiedere un minore movimento della mano nel passaggio dalla corona più piccola a quella più grande. Il nuovo deragliatore presenta un nuovo disegno della forcella interna, al fine di migliorare la rigidità della struttura, la velocità della deragliata e dotarlo di uno spazio maggiore per gli incroci della catena, e una semi forcella esterna realizzata in un unico pezzo in carbonio, per migliorare la rigidezza della struttura, in fase di deragliata della catena in discesa; infine il deragliatore è dotato dell'inserto di deviazione del cavo, per evitare il contatto del cavo sul corpo del deragliatore, quando è scarico.
Il cambio è stato completamente ridisegnato e strutturato, per avere una diversa angolazione idonea a mantenere la catena più vicina al pacco pignoni. Il vantaggio è quello di ottenere una migliore trasmissione dell'energia, grazie all'aumento del numero dei denti avvolti dalla catena, e quindi ad una superficie maggiore di utilizzo, e al miglioramento nell'interfaccia catena/pignoni, in ogni posizione, mediante il perfetto allineamento tra pignoni e cambio, con qualunque rapporto; da ultimo, la Campagnolo, dichiara che tale innovazione consente una maggiore durata dei pignoni, catena, e rotelline. La nuova struttura interna del cambio rende possibile una cambiata più agevole sui pignoni più grandi, eliminando ogni resistenza, sui pignoni 25, 27 e 29. In pratica usando il pacco pignoni 11.29 si hanno le stesse prestazioni, in termini di allineamento ed inserimento, del pacco pignoni 11.23. La chiamano in casa Campagnolo, Embrace Tecnology. Infine uno sguardo ai materiali utilizzati per la costruzione del cambio: bilanciere e parallelogramma con biella esterna in carbonio, mentre il corpo superiore ed inferiore, sono costruiti con tecnopolimero monolitico in polvere di carbonio. E' appena il caso di precisare che tutto i componenti del gruppo Super Record sono realizzati con l'impiego di materiali di assoluta qualità e tipologia, prevalentemente il carbonio, ma con particolari, realizzati in titanio, alluminio e ceramica. Nessun altro prodotto concorrente può contare tanta esclusività. Superfluo osservare che ciò determina una maggiore longevità dei componenti. Mi è capitato di dare un occhiata, persino, ai componenti, delle versioni precedenti, di tutti i gruppi meccanici Campagnolo, compresi quelli cosiddetti vintage. Ebbene posso garantire, che quelli non rovinati dalla negligenza ed imperizia dei possessori, erano ancora completamente integri, in buono stato e non presentavano evidenti segni di usura causata del tempo. 
I comandi che nel linguaggio classico Campagnolo vengono anche definiti Ergopower, esternamente sono uguali alla versione precedente, se non fosse per il nuovo “bottoncino” che serve per aprire l'orbita dei freni, ora di diverso materiale e forma. Ce ne era bisogno, visto che era soggetto a bloccarsi, in caso di non impiego, se non veniva lubrificato. 
I nuovi comandi hanno una nuova funzionalità interna ( che mantiene la forcella del deragliatore in una posizione che impedisce la fuoriuscita della catena, oltre a trasformare l'impulso nella cambiata in modo più rapido) ed una nuova indicizzazione ( ora due scatti consentono di passare dall'ingranaggio grande a quello piccolo, mentre il terzo scatto permette di eseguire micro regolazioni con gli incroci più estremi). Dalla foto allegata al post, si possono notare le differenza del meccanismo interno, al comando destro, e più precisamente della bussola avvolgicavo del comando deragliatore. Tutti i rapporti possono essere utilizzati senza alcun contatto tra forcella del deragliatore e la catena. Anche con il nuovo modello è stata mantenuta la cambiata multipla, unica nel suo genere sul mercato delle trasmissioni meccaniche, che permette di cambiare fino a tre pignoni alla volta in salita, salendo sugli ingranaggi superiori e fino a cinque scendendo sui rapporti inferiori. Infine sono nuovi i copri supporti dei comandi, in silicone ipoallergenico con forma a densità differenziata e scanalature interne. L'unica critica va fatta alla mancata modifica della levetta laterale dell'ergopower, da azionare per fare scendere la catena sul rapporto più piccolo; sarebbe stata l'occasione propizia per installare la versione usata sul modello elettronico EPS, più vicina al pollice, e quindi più maneggevole, in presa bassa.  La nuova guarnitura è più vicina alla Bora Ultra che alla versione precedente per la forma aerodinamica e più affinata. E' dotata di 4 bracci che consente non solo di installare tutte le misure delle corone disponibili sul mercato, grazie ad un doppio giro di bulloni, 112 mm e 145 mm, senza dovere cambiare l'intera guarnitura, ma ha una struttura asimmetrica, la cui forma si estende fino alla prossimità degli ingranaggi, dotandola di una struttura più rigida e compatta. Allo stesso modo è cambiata la forma dei bracci della pedivella, in modo da mantenere alterato il Fattore Q, cioè la distanza tra l'asse del pedale e la guarnitura. In pratica il cosiddetto ragno, o altresì detto spider, ha una struttura non solo più accattivante, ma più uniforme e piatta. Nuove corone in dotazione. Diversamente dalla versione precedente, la guarnitura Super Record è disponibile solo nella versione con semi perni in titanio. Per il resto sono state confermate le soluzioni tecnologiche brevettate di assoluta qualità, cioè Ultra Torque, Cult ( sfere in ceramica su cuscinetti in acciaio speciale), la rotellina inferiore del cambio dotata di sfere in ceramica, pedivelle e razze cave, numero dei piolini differenziato tra le varie combinazioni degli ingranaggi. Pignoni e catena invece sono rimasti invariati.
Prova su strada.
L'evoluzione della trasmissione della nuova versione del Campagnolo Super Record , denominata #11Evolved, a mio avviso, può essere sintetizzata con + forza + precisione + velocità, uguale + racing.
L'evoluzione della specie Super Record del genere Campagnolo meccanico consiste nell'aumento della velocità precisione e rigidità della trasmissione ( lo si capisce in fase di montaggio, quando il cavo del cambio e del deragliatore deve essere maggiormente tensionato), negli spazi obbligati di movimento più ravvicinati per la catena, nella diversa angolazione del cambio, ora più vicina al pacco pignoni, con un aumento delle maglie avvolte sui denti dei pignoni ed effetto “presa diretta”, il tutto a favore di un miglioramento sostanziale della cambiata ovvero e della trasmissione. Il deragliatore con la forcella più larga e lunga, agevola le micro regolazioni e gli incroci della catena, potendo contare su una maggiore spinta-forza ed una accresciuta velocità dell'inserimento, nel passaggio della catena dalla corona più piccola a quella più grande, possibile con tre scatti, a salire e due scatti a scendere, più uno per la micro regolazione. Il lavoro di miglioramento, è notevole anche per quanto concerne la guarnitura, più rigida e appena più scorrevole ed in perfetta sinergia con il deragliatore. Il terzo scatto azionato con l'ergopower sinistro, per consentire il passaggio della catena dalla corona più piccola a quella più grande, dimostra un movimento talmente preciso e veloce che si ha la sensazione di usare l'elettronico. Il disegno più affinato della guarnitura, la rende più sottile e probabilmente aerodinamica. L'estensione dei bracci della pedivella, fino alla prossimità degli ingranaggi, ne aumentano, non solo la rigidità, ma anche la compatibilità, con la compact 50/34, la semi compact 52/36, e la standard 53/39. La trasmissione Campagnolo rimane ancora l'unica disponibile sul mercato in grado di consentire una scalata multipla della catena fino a 5 pignoni, a scendere, e fino a 3 pignoni, a salire. Un bel vantaggio in gara.
Ma v'è di più. In presenza di un cambiamento improvviso della pendenza, si possono scalare fino a quattro rapporti con la catena sui primi quattro pignoni, e fino a tre rapporti con catena posizionata sopra al quarto pignone. Ideale per gli scalatori. In salita, basta una lieve pressione, sul bottoncino laterale oppure sulla leva inferiore dell'Ergopower destro e la catena si posiziona repentinamente e precisamente sul pignone scelto. Più forte il meccanismo di indicizzazione del comando e più precisione sulla catena, cambio e deragliatore.
L'azionamento degli Ergopower, in fase di cambiata, è più duro e preciso e si avverte chiaramente, una cambiata nettamente più precisa e veloce, per effetto della maggiore tensione del cavo e degli spazi più contigui di impulso. Il funzionamento della trasmissione è più silenziosa. In buona sostanza trattasi effettivamente di una nuova trasmissione, dell'evoluzione concreta. Pertanto, dopo avere testato tutti i gruppi meccanici Campagnolo ( Super Record, Record e Chorus) prodotti negli ultimi 15 anni, posso concludere, che il Campagnolo Super Record 11# Evolved, è il migliore gruppo meccanico prodotto dalla casa vicentina. A fronte di un aggravio di peso di 58 grammi, rispetto alla versione precedente, la trasmissione è migliorata oltre le aspettative.
Va detto che le prime versioni dei gruppi meccanici 11v, quindi anche quelle dei marchi concorrenti, hanno dimostrato di avere qualche problema di ottimizzazione. Per essere precisi e corretti nell'informazione va detto che la prima versione del Super Record 11v necessitava di una maggiore tensione del cavo del cambio e in generale, una migliore prestazione della trasmissione. Prova ne è che la Campagnolo, dopo circa un anno, è corsa ai ripari, modificando il cambio e il meccanismo di indicizzazione, ovvero la bussola avvolgi cavo, del comando destro. Il miglioramento fu evidente; ma poteva e doveva farsi di più. E così, la Campagnolo, è andata oltre, progettando una nuova trasmissione, e il suo migliore gruppo meccanico, in assoluto. Peccato che la Campagnolo ha perso l'occasione di installare su questo modello meccanico, la levetta laterale dell'ergower destro dell'EPS, ergonomica e più pratica nell'utilizzo, in presa bassa. Tuttavia credo che possa esserci un motivo tecnico che impedisca la cambiata multipla.
Rispetto al modello precedente il nuovo SR ha un funzionamento della cambiata dell'Ergopower più duro, più veloce, più preciso. Si avverte una tensione maggiore nel filo del cambio e quindi nell'azione della cambiata. Un altro standard, non c'è dubbio.
Per gli amanti del peso, ecco quello reale del gruppo testato CLICCA QUI
Da ultimo va detto che quando si pedala con un Super Record si prova il piacere di avere un prodotto di nicchia, di rara eleganza, e di qualità assoluta. Un prodotto che nel tempo, per i materiali usati nella lavorazione, non perde la qualità e la bellezza.
AGGIORNAMENTO TEST (2016)
Da quando ho iniziato a testarlo non ho mai avuto la necessità di dovere registrare il cambio! Un risultato notevole ed inaspettato considerato che trattasi di una trasmissione meccanica.
Aggiornerò il test.
Saluti ciclistici.


Pagella Campagnolo Super Record 11#Evolved:
ergonomia dei comandi: ottima ( anche senza guantini)
precisione della cambiata: ottima
velocità della cambiata: ottima
velocità della deragliata: ottima
precisione della cambiata: ottima
Rigidità e scorrevolezza della guarnitura: ottima
Rigidità e scorrevolezza del cambio: ottima
peso: buono
cura nella lavorazione: ottima
qualità dei materiali: ottima
design: bellezza unica e stile italiano
usura della catena: da valutare. 
Note: avrei installato l'ergonomica levetta laterale dell'Ergopower dell'EPS, più pratica, in presa bassa. 


Confronto della meccanica interna Ergopower destro, versioni Revolution/Evolved
I test li scrivo dalla strada, dopo avere studiato e provato i prodotti........









domenica 20 settembre 2015

Riflessione dall'ammiraglia.

C'è un tempo per ogni cosa. Oggi, esordio sull'agguerrita ammiraglia del Team Falasca Zama Anima Bike. Dall'ammiraglia la prospettiva della corsa e' completamente diversa. Alla fine della giornata occorre una riflessione subitanea. Gli ex professionisti in classifica sono uno schiaffo ai ciclisti amatoriali che fanno sacrifici per avere un giorno di gloria  Cui prodest ? Saluti  ciclistici.