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TEST su STRADE asfaltate e gravel. |
La prova sulle strade conferma la lettura delle geometrie. Non noto particolari differenze in termini di reattività ( scatto), agilità e spinta sui pedali. Posizione aerodinamica in sella simile alla bici da corsa.
Bici di corsa o Bici Gravel ? Race Gravel, come la Pedemonte Altavia. Race Gravel = Bici da corsa + Bici da gravel = una bici per tutte le strade. Si possono percorrere tutte le strade, in totale controllo, piegando facile e preciso in discesa, accelerazione immediata anche in salita; persino le strade asfaltate, si percorrono con maggiore comfort e stabilità, con un rapporto 10 a 5 rispetto alla bici da corsa. La stabilità della Pedemonte Altavia è così elevata, che sulla bici da corsa, sembra di pedalare, lungo un filo sottile!
Con la Pedemonte Altavia, lo stile road e off road si confondono e quando lascio l'asfalto e passo sullo sterrato o raspo la terra battuta, avverto una sensazione liberatoria; mi diverto ad attraversare strade asfaltate, sterrate, in terra battuta e adesso riesco a continuare le strade sterrate che potevo percorrere solo a metà, in modo precario e meno veloce, con la bici da corsa. Con la Pedemonte Altavia sono riuscito a fare KOM sulla salita asfaltata di riferimento, e comunque a mantenere tempi non inferiori sulle altre salite, utilizzando rapporti specifici e pedivella più corta, e sono riuscito a fare ( finalmente) salite off road; sono salitomane ma non sento la mancanza della bici da corsa, anzi la Pedemonte Altavia mi diverte di più e quando la bici fa divertire, è quella giusta. Il responso su strada e il confronto con le bici da corsa testate, è chiaro, è sorprendente, la Pedemonte Altavia non è inferiore, anzi, è versatile. E il telaio pesa di meno di telai da corsa come per esempio il nuovo Pinarello Dogma F, come da pese pubblicate sul blog 😉👊!
Con la Pedemonte Altavia sulle strade off road, occorre accompagnare il contraccolpo e allentare la tensione sulle braccia; non ci sono ammortizzatori, c'è solo il tubeless, gonfiato a pressioni basse, è abbastanza efficace, "smorza" le asperità del terreno/strada. La Pedemonte Altavia è veloce sui tratti densi di ghiaia e sulla terra battuta; non stanca, anche dopo ore di allenamento e questo significa risparmio di energia fisica e mentale, si va più lontani, si arriva meno stanchi; il telaio/forcella in carbonio è stato costruito equilibrando ottimamente elasticità/rigidità torsionale; nessun effetto "gomma" ( eccessiva deformazione sotto sforzo), ottimo comfort. Rispetto alla bici da corsa top di gamma, le differenze sostanziali si sentono sulla strada sterrata e in terra battuta, dove questa Altavia è nettamente superiore. Con la Pedemonte Altavia è agevole piegare le braccia e la schiena, tenuto conto dell'assetto bio meccanico elaborato per il test, soprattutto contro vento. In discesa su strade asfaltate, sterrate e in terra battuta, la Pedemonte Altavia, è sicura e facile da inserire nelle traiettorie veloci; è migliore rispetto alle bici da corsa, ma occorre imparare la tecnica giusta per le discese off road. E' facile/intuitivo pedalare sulla Pedemonte Altavia, sin dalle prime uscite, sembra di farlo, da tanto tempo, è talmente maneggevole che mi sono divertito a scartare buche all'ultimo momento; la risposta/accelerazione è sempre precisa e rapida: in fuori sella con il corpo al centro, cioè posizionato sopra la sella, la bici accelera facilmente; è come una bici da corsa. Pedalando sulla Pedemonte Altavia non si sente il bisogno della bici da corsa, non serve affiancarla, a meno che si voglia averla comunque, per percorrere solo strade asfaltate. La Pedemonte Altavia e’ una bici da corsa concepita per andare veloci e stabili anche sulle strade sterrate senza limiti di densità della ghiaia, su strade accidentate, e off Road dal fondo semi compatto. Ci vuole il manico per percorrerci anche off Road impegnativi. E la cosa straordinaria e’ che la Pedemonte Altavia su strade asfaltate e’ veloce, ma più stabile, in ogni condizione meteo e pavimento stradale. E' una bici per tutte le strade. La Pedemonte Altavia è stata esposta presso all’ADI Museum di Milano 2024 selezionata per il Compasso d’Oro CLICCA QUI. CONSIGLI su come pedalare Gravel CLICCA QUI e CLICCA QUI . Testata anche sul Monte Amiata CLICCA QUI e sulle Strade Bianche CLICCA QUI .
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Note. Sostituita la vite di fissaggio della serie sterzo leggera con quella in acciaio inox; non stringeva bene, e la serie sterzo tendeva ad allentarsi. Con la vite in acciaio inox è stato risolto il problema. Il test è realizzato in collaborazione con la Pedemonte Bike. Per info e contatti: info@pedemonte.bike oppure pedemonte.bike@gmail.com ( scrivete che siete lettori del blog 😉). Per leggere la 1^ parte del test CLICCA QUI ; per leggere la 2^ parte del test CLICCA QUI ; per leggere la 3^ parte del test CLICCA QUI . Per leggere la prima pagina del diario test Nova Vita Gravel CLICCA QUI Per consultare il sito della Pedemonte Bike CLICCA QUI . Saluti ciclistici.
Il gravel ha rivoluzionato il ciclismo e il modo di essere ciclisti e pedalatori. All'estero, è diffuso e praticato da molto tempo. In Italia, i numeri aumentano in modo esponenziale, e l'UCI ha organizzato nel 2022 e 2023, le prime due edizioni del campionato mondiale UCI GRAVEL. Il ciclismo su strada è troppo stretto per chi non voglia diventare biker e passare alla MTB, è noioso e limitato ( Pantani non c'è più ) e non è un caso, che la Parigi-Roubaix e le Strade Bianche siano le corse più spettacolari e seguite dagli appassionati del ciclismo su strada; oramai le bici da corsa di ultima generazione sono compatibili con coperture da 35 mm ! E così dopo avere coniato "il pedalatore", contrapponendolo al ciclista, il gravel diventa l'occasione per suddividere i ciclisti, in quelli che evitano o non evitano il traffico; tra quelli abituati alla "civiltà del traffico" che scelgono di uscire con il traffico, come se fosse un vecchio compagno di uscita, e quelli che quando possono, se lo tolgono dalle ruote; tra quelli che preferiscono pedalare sul rullo di ultima generazione con schermo home theatre pur di evitare il traffico e quelli che pedalano su strada lontane dal traffico. Gravel è raggiungere, anche arrampicandosi, paesaggi antichi, strade dei parchi, sterrate, in terra rossa e sassi carsici. Gravel significa essere liberi dai legami con l'ordinario e la comfort zone, significa essere ciclisti in modo informale, vivere senza restrizioni, è liberazione, è fuga, è gestire lo spirito atavico e selvaggio, è ricongiungersi con Madre Natura e levarsi dalle ruote le zavorre mentali, è stancarsi fino a sentire bruciare i muscoli ( perché il gravel è più faticoso e impegnativo del ciclismo su strada). Gravel è equilibrio sopra i limiti, non è apparire, ma essere ciclisti; non servono bici e abbigliamento costosi, è sufficiente un calzoncino anche a bermuda, una maglietta anche senza tasche, una borsa e un paio di comode scarpe per camminare. Gravel è un viaggio esistenziale, un lungo viaggio dentro di noi per riscoprirsi nuovi, pedalando. Gravel significa strade nuove, alternative e silenziose, è intersecare strade asfaltate e non asfaltate. Gravel è quello che molti ciclisti vorrebbero ma non lo sanno. Saluti ciclistici.
RispondiEliminaUna delle particolarità della Pedemonte Altavia è la compatibilità con ruote, da 700 C ( come quelle da bici da corsa) e da 650 B ( standard MTB). In pratica si può scegliere di montare una coppia di ruota da 700 C con tubeless/copertoncino con tasselli diversamente strutturati, più vicini nella parte centrale, per andare su strade asfaltate e sterrate/terra battuta, oppure montare le 650 B e fare off road tecnico con tubeless da 50 mm oppure optare per due coppie di ruote, una montata con tubeless/copertoncini per strada asfaltata e l'altra con tubeless/copertoncini gravel o MTB ! La versatilità è totale. Saluti ciclistici.
RispondiEliminaE' non solo il test di una nuova bici, è anche un nuovo modo di pedalare, è un nuovo modo di essere ciclista. Mentre sulle strade asfaltate, si assembrano e si formano frotte di ciclisti urlanti, festanti e rumorosi, che troppo spesso ingombrano la carreggiata, fino a farsi odiare, anzi a farci odiare dagli automobilisti, i quali erroneamente generalizzano la "categoria dei ciclisti", finalmente, posso pedalare sulle altre strade, anzi su tutte le strade, asfaltate, sterrate, nei boschi e nelle città. Dopo tanto tempo trascorso a pedalare sull'asfalto, mi è venuta l'assuefazione, non mi accontento più e non sono più disposto a rinunciare al comfort che la bici da corsa non può dare, per geometria e/o assetto, per tipologia di carbonio, per i pneumatici; ma fino a che non pedalerai sulla gravel bike o sulla Race Gravel, non potrai rendertene conto. La Race Gravel mi porta veloce e comodo, dove la bici da corsa non può arrivare e finalmente riesco a percorrere strade nuove. Cos'è Mountain Gravel ? E' un neologismo, che ho coniato per definire il pedalare sui monti o sulle colline, lungo strade sterrate e in terra battuta; con la gravel bike si può fare. Saluti ciclistici.
RispondiEliminaAggiungo. C'è chi mi dice che gli piacerebbe passare alla gravel, ma non vuole rinunciare ai compagni di uscita, possessori di bici da corsa. Le soluzioni. La prima. Si può affiancare la bici gravel a quella da corsa. La seconda. Continuare ad usare la gravel anche con il gruppo ( la race gravel è come una bici da corsa, ma puoi cambiare rapporti e pneumatici) e aspettare che i compagni di uscita passeranno alla gravel; una volta che si introduce la novità nel gruppo, prima o poi, anche gli altri l'acquisteranno; è "umano", è sempre accaduto. Saluti ciclistici.
RispondiEliminaAggiornamento test. Stamane in discesa ho preso una buca di circa 10 cm e ci sono passato dentro con le due ruote. Risultato: nessun problema. La bici non ha sbandato, massima stabilità. Il tubeless da 40 mm e l'avantreno hanno ammortizzato perfettamente. Morale: non fare gravel con la bici da corsa. Saluti ciclistici.
RispondiEliminaSono fratello di Sergio Pedemonte e fortunato utilizzatore di AltaVia. Complimenti perché hai messo in luce tutte le qualità di questo incredibile telaio. Mi trovi d'accordo riguardo le sensazioni che vengono trasmesse. Sicurezza su un mezzo che permette di performare. Da buon amatore mi piace trasferire su gravel i watt acquisiti su road e provare a sfidare anche gli sterrati dove probabilmente molti ciclisti sentirebbero l'esigenza di una front. E il bello è che anche affrontando i percorsi più duri scendo dalla bici dopo ore senza la minima tensione muscolare. Effettivamente la sensazione di stanchezza/fatica è percepita in minor misura anche rispetto all'altro grande mezzo che possiedo, ovvero l'aurata superleggera. Sono curioso di provare l'AltaVia su asfalto con copertoni Road per apprezzare ancor di più la grande scorrevolezza e dinamicità di questo grande mezzo dalle qualità trasversali.
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