sabato 16 gennaio 2016

Bianchi Specialissima CV alla pesa

La versione più leggera è quella Carbonio Opaco UD. In taglia 50 pesa 800 grammi al netto di tutte le viterie, collarino reggisella, tappi, quattro viti portaborracce, eccetera, che di per sé pesano 30 grammi. Tra la versione Carbonio Opaco UD e la quella colore celeste Bianchi entrambe in taglia 50, ci sono 45 grammi di differenza. In altre parole, la vernice pesa 45 grammi in più. Saluti ciclistici. 

Il telaio pesato comprensivo di viti portaborracce, collarino reggisella, vite freno posteriore, supporto deragliatore, tappo per elettronico. Taglia 50.



peso del telaio ritratto nella foto precedente. Taglia 50

peso della forcella con canotto non tagliato. taglia 50

Pesa degli accessori montati sul telaio pesato (collarino reggisella, 4 viti portaborracce, tappi, eccetera. 

Peso vite del portaborracce 

Peso collarino reggisella


........peso del telaio taglia 50 colorazione celeste



 peso degli accessori montati sul telaio 50 pesato
 peso del telaio 50 nella foto completo degli accessori di cui sopra




.......e in taglia 55

Taglia 55




Taglia 55....






In collaborazione con il rivenditore autorizzato Falasca Cicli.

Grammomania: Colnago C60

L'unica pubblicazione completa ed enciclopedica sul Colnago C60. Foto, test e pareri tecnici. Naturalmente sul blog più letto dai ciclisti. Mi chiedo se la C60 sia una macchina di stirpe, progenie di una razza vincente oppure un prodotto in linea con la concorrenza. L'ultima e definitiva parola la scrive solo la strada e fino ad oggi le mie valutazioni sul banco prova posso solo ipotizzarle perché non l'ho ancora potuto testare. Evidentemente Colnago bisogna crederlo sulla parola, considerato che ad oggi non e' possibile provarla, ma solo acquistarla. Credo che sia giunto il momento per Colnago di cambiare mentalità ed investire nei test bike una minima somma rispetto alle dispendiose sponsorizzazioni dei team. Sono anni che da questo blog scrivo che la migliore forma di pubblicità  è il test bike itinerante. Già perché i tempi cambiano e i consumatori non si fidano delle pubblicità lette sui giornali di settore (peraltro sempre più in crisi di vendite) e preferiscono provare prima di acquistare o leggere esperienze di esperti blogger. Del resto la concorrenza offre prodotti interessanti e si è' organizzata da tempo con i bike test. Il Made in Italy non deve essere una fede calcistica, ma una scelta consapevole.  Saluti ciclistici.

Aggiornamento post. 
Ecco il test su strada del C60....scritto veramente sulla strada CLICCA QUI

Taglia 48S


Peso kit telaio completo di forcella, reggisella, serie sterzo, viti portaborraccia, collarino reggisella









Il peso del telaio sezionato in ogni sua parte è in aggiornamento. Nei prossimi giorni saranno pubblicate le foto delle pese di ogni parte del kit telaio. Dunque restate collegati con il blog più letto dai ciclisti. Intanto una considerazione personale sul peso del C60, che in fondo è un anticipazione. Il peso non è leggero, tenendo conto dello stato dell'arte. Ma del resto, questo dato non deve sorprendere, in quanto, è nota nel settore, la scelta fatta da Ernesto Colnago, ovvero il peso leggero e tantomeno ultra leggero, non è una prerogativa dei suoi prodotti. Saluti ciclisti. 

BICI TEST FORNITA DAL RIVENDITORE IL CICLISTA AL MIO AMICO VECCHIA.
PESO DELLA BICI TEST IN FOTO












giovedì 7 gennaio 2016

Grammomania: Equinox Storm -X e Equinox Typhon - X.



Peso ruota Equinox Thypon -X, anteriore ( cerchio in carbonio con raggi in carbonio )

Peso ruota Equinox Thypon -X, posteriore ( cerchio in carbonio con raggi in carbonio )
Pesa con nastro biadesivo Tufo applicato 

Pesa con nastro biadesivo Tufo applicato
...e con raggi in acciaio 


mercoledì 6 gennaio 2016

Tour of Flanders 2016- Fiandre 2016. Passaggio sul muro del Pattember.Esclusiva. 

E' un altra esclusiva del blog più letto dai ciclisti. Un reportage direttamente dal Belgio. Il video è stato girato durante il passaggio, sul muro del Pattember; subito dopo, il campione del mondo Peter Sagan, scatta in faccia a Van Marker, con il quale era in fuga, e va a vincere in solitaria. Un commento breve: Sagan veniva su come una belva e mentre gli altri erano alla frutta, lui era tranquillo e controllava gli avversari; in altre parole Sagan è stato devastante, non ce ne era per nessuno. Saluti ciclistici.



Doping: la CHDR sperimenta l'effetto dopante dell'EPO.

Avevo già dato la notizia, via Google e Twitter, qualche giorno fa. La CHDR, azienda farmaceutica olandese, dichiara che non vi è alcuna prova scientifica che l'EPO possa migliorare le prestazioni sportive. Al fine di sgomberare il campo da incertezze scientifiche, la CHDR ha ritenuto opportuno realizzare un test scientifico e a questo scopo ricerca ciclisti per testare gli effetti dopanti dell'EPO. I candidati saranno ammessi alla visita medica, ed ove scelti, guadagneranno 860 €. Ecco i dettagli CLICCA QUI 
Per quanti ancora non lo sapessero, l'EPO è un medicinale, usato per la cura e il trattamento dei malati. Tuttavia anche questo medicinale, è venuto alla ribalta della cronaca sportiva, per l'uso improprio fattone da alcuni atleti professionistici ed amatoriali. L'uso dell'EPO per gli atleti è vietato, essendo inserito nella lista dei farmaci e dei trattamenti proibiti dalla WADA ed è punito dal sistema penale di molti Stati, tra i quali l'Italia. 
La traduzione (tramite traslate Google) di quanto si legge sul sito della CHDR è : "Dal rHuEPO migliora la capacità di esercizio nei pazienti, gli atleti pensato che questo motivo potrebbe anche migliorare le loro prestazioni sportive. Nel 1990, la World Anti-Doping Agency ha messo il farmaco nella lista doping. ricerca bibliografica completa ha mostrato però che la ricerca sugli effetti della rHuEPO non effettuati con sufficiente ciclisti. La nostra conclusione è quindi che non vi è alcuna prova che rHuEPO ha un effetto per migliorare le prestazioni in ciclisti professionisti. Questo studio dovrebbe fornire chiarezza nel caso."
Superfluo osservare che la vicenda merita di essere seguita. Per ora, è meglio non aggiungere altro, sarebbe incauto o addirittura pleonastico. E' appena il caso di precisare che ove la sperimentazione avrà effetti concretamente rilevanti dal punto di vista scientifico, sarà necessaria ed urgente una disamina della tematica. Come dicono i latini, rebus sic stantibus. Saluti ciclistici.

martedì 5 gennaio 2016

Il presente del ciclismo è l'Africa; per capirlo, basta guardarlo.

Qualcuno scriveva che il futuro del ciclismo è l'Africa. Aggiornamento. Il presente del ciclismo è l'Africa e per capirlo è sufficiente porsi davanti a questa foto, in Eritrea, scattata qualche giorno fa, durante una corsa, tra la folla oceanica. Il ciclismo africano mi ricorda, quello italiano dei primi del '900, quello che i nostri corridori, poveri, contadini, disoccupati, muratori, che per sbarcare il lunario, vinti dalla passione, correvano con la forza della disperazione, nella polvere, per un riscatto individuale e sociale, in condizioni tecniche, disperate, anzi disumane. Per questo lo chiamavano il ciclismo eroico. Ebbene il ciclismo che oggi corrono gli africani è identico, per quanto riguarda le motivazioni dei corridori. E se oggi, alcuni corridori prof hanno perso le "palle" e perdono più tempo, a farsi i selfie, che a pedalare seriamente, buttando il cosiddetto "sangue sui pedali", bè, sarebbe interessante investire invece, sui ciclisti africani, che magari, non vinceranno subito, il Giro, il Tour o la Vuelta, ma almeno ci emozioneranno, con la forza della semplicità e la voglia di riscatto che motiva più di un preparatore atletico e di un ciclo computer satellitare. La fame è la chiave di volta, anche del vero sport, quello autentico, che nasce dalla strada, tra i figli del popolo, nati nella polvere, senza un futuro. Del resto, la bicicletta cambia la vita. Per questo mi rivolgo a chi ha nel cuore, le sorti del ciclismo: riscoprite le radici del ciclismo; investite sui corridori africani, come fate, con quelli sudamericani. Del resto c'è un precedente, quello del team sudafricano MTN Qhubeka, che fine all'anno scorso, annoverava tra le sue fila, prevalentemente corridori africani, d'ogni parte del continente. Un team che ha dato visibilità al continente nero, con la licenza professional continental, e che quest'anno correrà con il nome  Dimension  Data, con la licenza UCI World Tour. In origine il team nacque nell'ambito del progetto umanitario Qhubeka, che dona biciclette ai bambini delle comunità rurali prive di mezzi di trasporto in cambio di un albero piantato o di un terreno coltivato  (se vuoi saperne di più sul progetto Qhubeka, leggi un mio post di qualche anno fa CLICCA QUI). Dunque, la parola chiave del ciclismo moderno, è motivare, riscoprendo le radici del ciclismo, o ancor meglio,  è Qhubeka, che in africano, significa, progredire, andare avanti sulla strada giusta, quella che porta al futuro. Voglio concludere con le parole di un proverbio africano: "l'abbondanza sta ferma, la fame è vagabonda".Saluti ciclistici. 


Ringrazio pubblicamente l'autorevole giornalista della Gazzetta dello sport, Ciro Scognamiglio e l'organizzazione mondiale Qhubeka per avere apprezzato questo post su Twitter.