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lunedì 4 maggio 2020

Silenzio e gambe. Si pedala.

Il ciclista "vive" sulla strada, fa parte della strada. La strada riconcilia l'equilibrio, incarna il lungo viaggio della sua carriera; ad ogni livello, tutti sono ciclisti. Un ciclista fermo è un ossimoro; i vecchi ciclisti, dicono, gambe e silenzio, si pedala e non si chiacchiera. La strada porta lontano, verso le emozioni, un esercizio abituale. Pedalando si capisce l'essenzialità della bicicletta e l'importanza della forma psico fisica e solo pedalare aiuta ad averla e mantenerla. Pedalare è anche un abitudine, non bisogna smettere mai, per non disabituarsi ad uno stile; non si molla mai, si rischia di non risalirci più sulla bicicletta. La bicicletta la si impara sulla strada, non sui forum ovvero le "chat condominiali"; contano solo il sudore stillato e i chilometri percorsi, questo rende ciclisti. Quanta strada fai, quante salite hai nelle gambe e nel cuore, quante cime hai raggiunto, quanto vento prendi in faccia, questo conta nel passaporto del ciclista. Oggi vi porto con me, in un giro di 100 km con circa 30 km di salita, tra vento, sole, cielo azzurro e soprattutto sana fatica, un abitudine; lo definisco un percorso spirituale, "prega e pedala", la strada che porta al santuario, abbarbicato su un monte, a 673 metri dal livello dal mare; ogni volta parto da quota 0, dal livello del mare, per arrivare lassù, in cambio silenzio, pace e la bellezza della natura. Venite con me, in sella, si parte.........saluti ciclistici. 









Quando non ti bastano 30 km ci sono le scale !!!



domenica 10 maggio 2015

Riflessioni ciclistiche scritte dalla strada.

Stamane, allenamento tra i monti Aurunci e Ausoni, percorrendo lunghe salite e discese veloci verso vallate verdi e fresche, attraversando il territorio di cinque comuni. Nel mezzo, la pendenza del 20% della strada che porta al santuario della Madonna del Colle, a Lenola; la pendenza che rappresenta l'asperità più alta per raggiungere un santuario in Italia. Pedalare tra il sole e l'ombra dei monti e ricordare parole che ho scritto sulla strada: "la bicicletta non ti "regala" nulla, però se ci credi, ti porterà lontano. Più sali e più liberi la mente. Gli orizzonti più belli sono quelli pieni di sudore. Le Emozioni vissute pedalando rendono liberi e più capaci di soffrire. Silenzio e gambe: le chiacchiere si fanno nel salotto". Le riflessioni che si fanno pedalando sono le più vere, sono molte e si tramandano. E così mi capita di spiegare che in fondo la sfida con se stessi, la sfida della solitudine, la forza di soffrire in solitudine,  pulsano nelle vene del vero ciclista, alla stregua del desiderio di libertà; non c'è emozione, non c'è forza, senza la sfida contro i limiti e la solitudine è' l'unica condizione per poterlo fare, anche quando non si è' soli e si pedala nel gruppo: solo noi possiamo darci delle risposte e capire dove possiamo arrivare. Il vero limite è' mentale e si trova in ognuno di noi e solo nel silenzio della solitudine potremmo ascoltarlo.  Pedalare contro il vento, senza avere paura di farlo, sposta oltre, i nostri limiti; è' la risposta al desiderio di sfida; la ricerca del traguardo più duro. In fondo i ciclisti soffrono in solitudine e avere paura della solitudine sarebbe mancanza di fiducia in se stessi e non possiamo tradire il "capitano" che è in noi. 
Il santuario italiano con la pendenza più alta.
La Quercia del Monaco
Panorama dal santuario della Madonna del Colle
In cima al santuario della Madonna del Colle: il pozzo.
Vallecorsa

mercoledì 15 giugno 2011

Santuario della Madonna del Colle

Riapro questo post. Stamattina 17/6/2017,  ho testato un altro purosangue Bianchi ritornando sulla Madonna del Colle, come è prassi. Qui capisco molte cose di un telaio, di una ruota. Saluti ciclistici. 











l'inizio del muro !!!!!




la meritata e agognata foto dopo la prova del muro.


la parte finale del muro...per scattare questa foto ho dovuto fare delle acrobazie !!!!!!














parte della salita che porta al santuario



scatto in piena azione, durante una menata in salita.

Stamane sono partito verso il regno delle Due Sicilie, alla volta del santuario della Madonna del Colle. Mi capita di farlo tutte le volte che il dolore della gente, a cui sono costretto a partecipare per professione, mi attanaglia l'anima al punto da sentire il bisogno di recuperare la serenità.
Ovviamente un percorso spirituale, come uso chiamare, le ascese verso i santuari, luoghi mistici per eccellenza, va fatto in solitudine perchè in fondo la salita è una metafora dell'esistenza umana. Pedalare e parlare con la propria anima, cercando un colloquio con il divino, punendo la superbia e il peccato che ogni uomo porta dentro di se, con una dura e lunga salita, un toccasana per lo spirito.
Il percorso che porta al santuario della Madonna del Colle è impegnativo. Le ascese sono lunghe e dure: pendenza media 6%, pendenza massima 22%. L'ultimo tratto non scende mai tra il 20/22% ed è lungo circa 200 metri. Prima dell'attacco al "muro" del 20%, posto alla fine della salita che porta al santuario, bisogna superare un percorso vallonato, con strappi fino al 10%. Insomma è pane per chi vuole mettere alla prova la propria condizione psico-fisica, perchè si pedala non solo con le gambe, ma anche con la mente.
Questi luoghi hanno visto gli apostoli Pietro e Paolo, in viaggio verso Roma, annunziare la novella del Vangelo e per l'effetto il sorgere delle prime comunità cristiane in Europa. Le persecuzioni ad opera dei romani hanno costretto i cristiani a rifugiarsi sul colle, e per la precisione in una grotta, dove ora sorge il santuario della Madonna del Colle, costruendo un edicola votiva con l'immagine sacra della Madonna con il Bambino. La storia vuole che i martiri Onorio e Livio, insieme ad altri fedeli, vennero uccisi dai soldati romani, che li lasciarono insepolti. La notizia si propagò tra i cristiani, che insieme a San Paterno, si recarono nella caverna per dare sepoltura ai martiri. Essi posero una rozza pietra con la scritta : “ Qui giace Onorio, Livio ed altri morti per la fede nella metà del terzo secolo”. Calarono le tenebre e il gruppo dei cristiani si addormentò. Più tardi essi vennero svegliati da una forte luce che inondò la caverna. Una voce gli disse: “ Non temete sperate in Dio, Io sono tra voi per vostro conforto, qui è la mia Immagine”. L'immagine era quella della Madonna con il Bambino.
Questo narra la storia e non la leggenda.
Vicino al santuario, ci sono due lapidi, poste in ricordo di Mario Rosario Liguori, sergente del 7° reggimento scomparso in combattimento il 24.11.1940, sul fronte greco, decorato di medaglia di bronzo al valor militare, alla memoria, e dei caduti militari e civili della cittadina laziale, insignita della medaglia d'Oro al merito civile con la seguente motivazione: “ Piccolo comune di poche migliaia di abitanti, occupato dalle truppe tedesche impegnate a difesa della linea Gustav, subì un violentissimo bombardamento che causò la morte di 58 civili e numerosi feriti. I sopravvissuti, costretti all'evacuazione, dovettero trovare rifugio nelle campagne circostanti. Con l'arrivo degli alleati il paese dovette registrare centinaia di atti di violenza su donne e uomini da parte delle truppe marocchine. Ammirevole esempio di spirito di sacrificio e di amor patrio.”
Una volta arrivati sulla sommità del santuario, il panorama è suggestivo e merita una pausa per ammirarlo. Il silenzio e la sacralità dei luoghi invitano al rispetto e alla riflessione. Ci sono luoghi dove ci si sente più vicini a Dio. Il santuario della Madonna del Colle è uno di questi.
Rapporti consigliati per salire, tenuto conto anche del "muro" finale?
34 – 25 per gli allenati, 34-29 per i coraggiosi.