Un lettore del blog mi ha inviato questo video realizzato in presa diretta. Pedalare nel gruppo in modalità competitiva è’ impegnativo e difficile; maggiore stress, errori fatali e soprattutto troppa competizione inutile, considerato che non si pedala per lavoro, e non si vince nulla, ma serve solo ad avere problemi. Ecco come basta una distrazione, un calo di concentrazione, piuttosto facile quando si è’ stanchi, o si pedala oltre i limiti, per ritrovarsi sull’asfalto con conseguenze non indifferenti. Un consiglio. Prima di cambiare traiettoria guardarsi ai lati e considerare che il compagno che ci segue potrebbe essere distratto o potrebbe andare troppo veloce per evitare la collisione. La strada non è’ sempre asfaltata e può nascondere insidie, difficili da evitare quando si pedala a tutta nel gruppo. Non pedalate in gruppi numerosi e ad alto tasso competitivo, non siete corridori iscritti al Giro d’Italia, il giorno dopo dovrete andrete a lavorare, il vostro datore o il vostro cliente vi aspettano. Ho visto ciclisti sfiniti da non riconoscere più la strada di casa. Quando il "sangue non arriva più al cervello" si perde lucidità e si diventa pericolosi. Ho visto ciclisti litigare per gareggiare nell'uscita domenicale o per una fetta di STRUDEL !!!. Non perdete il senso della realtà. Il ciclismo non è’ il calcetto. Non aumentate il rischio. Saluti ciclistici.
Dall’età di 10 anni in bici da strada asfaltata sulle Alpi, gli Appennini passando per l'Etna. Oggi in Gravel spiego il ciclismo dei tempi attuali. Copyright © PedalareVersoilCielo (2010) Testi e contenuti multimediali sono di proprietà esclusiva; è vietata ogni pubblicazione, riproduzione, trascrizione, esecuzione e comunicazione da parte di terzi, salvo autorizzazione. E' vietato esplicitamente il data mining e il riutilizzo dei contenuti per fini di machine learning senza autorizzazione.
sabato 5 maggio 2018
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