martedì 5 gennaio 2016

Incontri ciclistici per le strade del mondo.

Le strade dei ciclisti sono infinite e si incrociano sulle strade della vita.

Lubrificazione del corpetto DT SWISS per Lightweight Gipfelsturm Schwarz


L'inserimento del pacco pignoni avviene in modo semplice e preciso, con il corpetto DT SWISS. La lubrificazione deve essere eseguita periodicamente, e a seconda delle condizioni di utilizzo e va eseguita previa pulizia, applicando del grasso della migliore qualità; nel video è stato applicato grasso con ceramica della Finish Line. La lubrificazione del corpetto, sul quale viene inserito il pacco pignoni, è cosa diversa dalla lubrificazione dei mozzi. La lubrificazione ripresa nel video è stata eseguita dal Doctor Falasca di Falasca Cicli, rivenditore autorizzato Lightweight e DT SWISS. Saluti ciclistici.

lunedì 4 gennaio 2016

domenica 3 gennaio 2016

Grammomania: Veloflex Roubaix



Testimonial sportivo di Sperlonga



La mia foto sul profilo Instagram delll'assessorato turismo  del
Comune di Sperlonga 

L'allenamento con il paracadute.

E' un progetto sperimentale spagnolo. Si chiama metodo jaba ed è usato anche dai professionisti della Movistar. Il paracadute frenando la velocità, aumenta lo sforzo, migliorando la forza muscolare e la capacità di guida. Notare la ruota a profilo basso/medio, scelta per compensare la perdita di reattività dovuta all'effetto freno del paracadute e per migliorare la capacità di manovra. Questo allenamento viene svolto in strade secondarie, in assenza del traffico, per motivi di sicurezza. Saluti ciclistici.





Tomas Amezaga, monta una bicicletta ad occhi chiusi.


Si chiama Tomas Amezaga, il meccanico della Movistar Team: monta  una bicicletta da corsa, ad occhi chiusi. Rispetto. 

Ruote in carbonio: consiglio.



Un lettore del blog mi ha inviato questa foto della sua ruota anteriore, semi nuova. Superfluo osservare che trattasi di pista frenante "cotta" dalla temperatura troppo alta, generata in fase di frenata. Mi è capitato di vederla anche con ruote di altri produttori. Il motivo può essere il difetto del prodotto, oppure l'uso di tacchetti diversi da quelli indicati dal produttore. Colgo l'occasione per ritornare sull'argomento e ricordare qualche consiglio. E' da tempo che suggerisco agli utenti dei cerchi full carbon, l'uso esclusivo dei tacchetti forniti dai produttori, in quanto si corre il rischio di scegliere tacchetti o troppo aggressivi, fatti  cioè di una mescola troppo dura o troppo morbida ( si tende a frenare più a lungo) per il tipo di carbonio utilizzato; nell'uno e nell'altro caso, si generano temperature superiori a quelle studiate per quel cerchio. Questo accorgimento è essenziale per l'uso di ruote con pista frenante in carbonio "non specifica", come nel caso in questione. Non è un caso che molti produttori realizzano piste frenanti full carbon, a struttura differenziata, realizzate con una speciale lavorazione e l'utilizzo di un tessuto in carbonio specificatamente progettato allo scopo. Utilizzando ruote con pista frenante full carbon, non differenziata ovvero non specifica, è assolutamente necessario usare solo il modello dei tacchetti forniti con le ruote o quelli diversamente indicati nel libretto di istruzioni. La ruota senza una pista frenante trattata, la si riconosce dalla superficie identica a quella del cerchio. Da ultimo, riassumo i miei consigli per evitare questo problema: 1) usare solo il modello di tacchetti forniti e/o consigliati dal produttore; 2) scegliere preferibilmente ruote con pista frenante differenziata ovvero trattata; 3) imparare a frenare, cioè non frenare a lungo, per centinaia di metri, ma imparare a farlo, in modo forte, ma breve, avendo cura di alternarlo con qualche secondo di pausa, in modo da consentire il raffreddamento, cosa che avviene in modo rapidissimo, con il carbonio. Da ultimo, consiglio di usare periodicamente la lima per le unghie o la carta vetrata finissima, per levigare la parte interna dei tacchetti per i freni, in modo da rigenerare la mescola. Saluti ciclistici.

Augustin NAVARRO e la LEALTA'.

AUGUSTIN NAVARRO: UNO DI NOI. 

In un mondo dove non esiste più la parola LEALTA', ONESTA', fa immenso piacere, avere appreso questa notizia, in una società ricca di informazioni e scarse opportunità, e possiamo farne tesoro, dal momento, che persino nelle uscite domenicali in bicicletta, ci sono episodi che di sportivo e di leale non hanno nulla. Invero il ciclismo, soprattutto amatoriale e quello fatto per hobby o per passione, è snaturato, ed è diventato un esercizio di vanità per mostrare l'ultimo acquisto, o persino di forza (quale ?) nei confronti del prossimo; non è un caso che si dopano anche per vincere un prosciutto e spesso per molto di meno ! In buona sostanza, il mondo è diventato difficile, ovunque e per qualunque cosa. Ovviamente non generalizzo. Ma la realtà è sotto gli occhi di tutti. Ogni giorno assistiamo all'esercizio squallido e grottesco dei furbi, anche sotto le mentite spoglie dell'amicizia, i quali non pensano ad altro che a prevalere, violando le regole e le norme comportamentali, scritte non solo nelle leggi, ma anche nel codice della vita. E molto spesso, si pensa a quello che avrebbe potuto, ma non lo ha fatto perché "così fan tutti", e ti brucia dentro e ti fa montare la rabbia. E' vero siamo tutti peccatori; ma occorre pensare che nella vita, conta non solo vincere, ma anche essere leali ed onesti; ma con la lealtà e l'onestà ci si nasce e raramente si imparano. Nel mondo del liberismo stile statunitense, dove conta solo "chi fa i soldi", e non importa come ( Balzac scriveva che dietro ogni fortuna c'è un crimine), in un mondo che è fatto di vincitori assoluti, di profitto e di interessi, uomini coraggiosi che pedalano fuori dal gregge e se ne infischiano del successo ad ogni costo, esistono ancora, e si ergono ai nostri occhi, sempre più imponenti nella loro semplicità.
PECORE, PECORE. Ecco il disprezzo per i conformisti che non vogliono pensare e vivere in modo diverso dal gregge e lo seguono nel suo pascolare per le strade del consumismo e dell'omologazione esistenziale, sulle strade dell'inutile; il gregge, come è noto, è cultore dell'apparire e non della sostanza; denigra i portatori di sani valori e se ne infischia di chi ha la speranza di un mondo migliore per tutti. PECORE, PECORE. 
E allora il ciclista o meglio il ciclocrossista Augustin NAVARRO diventa l'icona della lealtà. La storia.Ci troviamo in Spagna, a Puente Viesgo, durante una gara di ciclocross.  Il concorrente Ismael Viesgo, tira il gruppo per tutta la gara; e lo fa fino a quando fora ad un chilometro dal traguardo. La rabbia gli sarà montata dentro; nel ciclocross chi sta avanti ha molte possibilità di vincere. Ma Viesgo, rimane impassibile davanti alla sfortuna, si carica la bicicletta sulla spalla, ed incomincia a correre fino alla dirittura di arrivo. La speranza incendia il suo cuore, e gli pervade ogni muscolo; sente che può farcela ancora, che tutto non è perso, che forse la fortuna non lo ha completamente abbandonato. Ricorda il primo comandamento del guerriero, dello sportivo: non mollare mai. Scontato che gli inseguitori, approfittando della sua sventura, lo avessero superato, e così accade; ma Viesgo continuava a correre  a piedi, sotto il peso della sua bicicletta e della delusione, ma senza perdersi d'animo, puntando almeno al podio, al terzo classificato. A questo punto succede l'impensabile; sopraggiunge, un altro inseguitore, un eroe dei nostri tempi, un vero sportivo, il corridore Augustin Navarro, che non se l'è sentita di superarlo e lo ha scortato, pedalandogli accanto, fino alla linea del traguardo. La sua dichiarazione raccolta alla fine della gara è stata: " Esteban non meritava di finire fuori dal podio, ha fatto una prova, la migliore, della mia per tutta la gara."
Propongo Augustin Navarro alla nomina di presidente dell'UCI. 
Questo video lo dedico al mondo, che lotta per essere libero dal conformismo e dalle mode. Queste parole le dedico allo sport e a chi lo pratica, in ogni modo, con correttezza e lealtà. Lo dedico a tutti gli onesti. Saluti ciclistici.