mercoledì 23 dicembre 2015

Attivati contro lo smog

Parto da una premessa: la bicicletta è' la rivoluzione dell'uomo moderno, checche' ne dicano le case automobilistiche, che ostentano lo stile apparente e formale dell'uomo moderno, cinico e assetato di potere, ma con problemi di linea e di stress. Pubblicità superata dai tempi. La rivoluzione è il cambiamento, e il cambiamento può solo essere una soluzione radicale, come quella del ritorno alle origini dell'uomo, fatto di forza mentale e muscoli, effettivamente dotato di sostanza e di coraggio, che si muove all'unisono con l'ambiente che lo circonda, e rispetta se e gli altri. In questi giorni di festa, in cui l'opinione pubblica, discute per la prima volta, sull'inquinamento, soprattutto nelle città, grandi e piccole, grazie al bel tempo (sembra un paradosso), allora mi viene da pensare a chi non ha ancora capito che l'auto ed in genere tutti i veicoli con il motore a scoppio, sono la causa principale e volontaria dell'avvelenamento delle città di ogni dimensione: auto, moto, bus, camion, ciclomotori. C'è poco da opinare, è un dato obiettivo e datato come la superbia e la presunzione dell'uomo moderno. Il PM10 o più comunemente chiamato, polvere sottili, ( sottili perchè si diffondono e penetrano ovunque, persino nel sangue), sono causa di malattie gravi, tra le quali il cancro, dal quale non ci si salva neanche restando nell'abitacolo. Dunque caro cittadino, getta l'auto e recupera la vita e la forma fisica. Chi usa l'auto in città avvelena anche te, digli di smettere. Non c'è più tempo. Lascia a casa la pigrizia;combatti la dipendenza dall'auto. Non lavorare per pagarti l'auto, ma usa i soldi per la tua salute e quella dell'ambiente. Usa la bicicletta anche in città, fa bene alla salute e al portafoglio. È' giunto il tempo di parlare della bicicletta come un medicinale per la salute. La bicicletta deve essere prescritta dai medici, come medicinale per la salute. Chi guida l'auto è' sempre nervoso e quasi sempre in sovrappeso o obeso; chi pedala è' allegro e in forma fisica perchè consuma calorie e non la benzina. La bicicletta libera le endorfine e per questo che la felicità ha bisogno di una bicicletta, quindi liberati e libera la felicità. Si parla tanto di tagli alla spesa pubblica. Propongo una soluzione per risolvere il problema dello smog e del traffico e del costo della sanità pubblica, senza oneri per il cittadino intelligente: la tassa sui kg in eccesso, sarebbe utile a tutti, anche al servizio sanitario nazionale.
L'iniziativa del ministero dell'ambiente italiano, volte alla soluzione del problema, consta delle solite vecchie e superate ricette, assolutamente insufficienti, che non portano a risultati concreti, finalizzate più che altro, a non perdere consenso elettorale con scelte che non penalizzano l'italiano medio ( la cui educazione ambientale è il vero problema da risolvere), che ha sviluppato una vera e propria dipendenza dall'auto; una su tutte: prossimi incentivi all'acquisto delle auto ! Ma come, le città e tutte le strade sono intasate ed inquinate da qualsiasi sorta di veicolo a motore, e il governo, propone di aumentarne il numero ! Occorre essere al di fuori dalla realtà per fare una scelta così scellerata. E fa riflettere l'iniziativa di qualche anno fa, con la quale un organizzazione non governativa, in Africa, dona biciclette a chi pianta un albero, ricicla rifiuti e coltiva i campi. Bicicletta che nella immensa Africa ( molto ma molto più estesa della piccola Italia), serve per sopravvivere e migliorare la mobilità, riducendo le lunghe distanze tra i villaggi  CLICCA QUI E così mentre in Africa si donano biciclette a chi si prende cura dell'ambiente, in Italia si fanno i sconti sulle auto per combattere lo smog. Povera Italia, paese retrogrado, incivile e triste. 
Saluti ciclistici.

mercoledì 16 dicembre 2015

Winter Training 2016: Sperlonga a pranzo. Compleanno in sella.


Fuggire dal scialbo quotidiano, appena possibile. A pranzo si va in fuga verso la bellezza; solo la bellezza reca sollievo all'animo. Voglio ricordare il mio compleanno con le parole del poeta latino, Orazio: "Mentre parliamo il tempo sarà già fuggito, come se ci odiasse: cogli l'attimo confidando il meno possibile nel domani." . Auguri "vecchio" Lupo Solitario. #nonsimollamai

lunedì 14 dicembre 2015

Ceramic Speed e tutto diventa scorrevole e veloce.

Dedicato a quelli che non hanno capito o non conoscono la differenza tra l'acciaio e la ceramica. Ecco un mini video, che pubblico per far capire, a quanti, se ce ne fossero ancora, non conoscono la scorrevolezza delle sfere ( e cuscinetti) in ceramica di alta qualità ( non cinesi). Nel caso di specie, trattasi di prodotti realizzati dalla danese Ceramic Speed; in particolare, delle sfere in ceramica inserite nei mozzi DT SWISS montati su ruote Bontrager Aeolus, cuscinetti e sfere in ceramica installati nel movimento centrale della guarnitura Shimano Dura Ace ed infine le due pulegge Ceramic Speed ( con cuscinetti e sfere in ceramica) montate sul cambio Shimano Dura Ace. Il risultato è sotto gli occhi: anche prodotti che non eccellono in scorrevolezza, o almeno non a livello di alcuni concorrenti, diventano più scorrevoli. L'altro beneficio della ceramica di alta qualità è la maggiore resistenza all'usura. Saluti ciclistici.

Fratelli di salita. Fratelli d'Alpi.

Pedalare in montagna è cosa diversa; non è facile, per condizione fisica e mentale. Quando si ha la condizione per salire fino al passo, insieme a compagni di avventura, allora tutto diventa eroico e si scrive una pagina di "battaglia" contro i propri limiti; una pagina da leggere dentro di se, o raccontare, davanti al cammino acceso, mentre fuori, scende la neve o la tempesta imperversa. Nel mio pedalare per montagne, ho diviso la strada con valenti ciclisti, che uso chiamare fratelli di salita. Il legame sportivo che ti unisce a lui è unico, indelebile. In pratica, si pedala affianco l'uno all'altro, si cadenza il ritmo, come se fosse lo stesso meraviglioso accordo musicale; si pedala all'unisono. E' il fratello, quello che parla, incita e aiuta nei momenti di difficoltà. Ogni pedalata in altura, vale doppio, anzi triplo, e con il tempo, si acquista una forza fisica, ma soprattutto  mentale, utile persino nella vita quotidiana. In montagna non si può fingere o essere degli opportunisti; è una selezione naturale; si divide tutto, persino il silenzio, e il successo conquistato scollinando il passo. Il fratello di salita non si abbandona, MAI. Non esiste il tempo di ascesa migliore, esiste il tempo che fai con lui, con il quale dividi la strada. Arrivare sul passo è indimenticabile; terminata la fatica (e tutti faticano), c'è il silenzio, e il cielo così vicino, che ti sembra di toccarlo con un dito; e poi, l'abbraccio delle vette, i sorrisi, la stanchezza, il dividersi persino la barretta, spesso donata a chi non ce l'ha più;  e la testa sembra vuota e il respiro è più gravoso, per la difficoltà di farlo in altitudine. Quell'essere felice sul passo, è indimenticabile, è una tacca incisa sulla via dei ricordi.  Ecco potrei scrivere molto ancora, ma preferisco compendiare, le mie esperienze in altura, in queste parole, dedicate all'amata montagna e ai fratelli di salita. Con dedica a chi, nel tempo, ha diviso con me, le salite alpine. Ovunque voi siate, fratelli di salita, segnalate la vostra presenza. Lancio un hashtag #fratellidisalita I #fratellidisalita hanno bisogno di montagne. 

La salita è la poesia del ciclismo e le poesie sono fatte per essere declamate, recitate ad istinto, a memoria. In tutti questi anni di "salite pedalate", ho imparato tanto, ed in particolare, che la salita, qualsiasi, se condivisa, è meno difficile, meno impietosa; dialogare e seguire il ritmo di un "fratello di salita", che voglia rimanerti al fianco, aiuta a non pensare al dolore dello sforzo e alla stanchezza mentale; è una sorta di conforto; un dialogo che ti estranea dal quel contesto e ti porta altrove; la cosa straordinaria, è che questo accade mentre pedali e lotti contro la gravità che ti spinge all'indietro ! Tutti faticano in salita, il segreto è "mentalizzare la salita", cioè abituarsi a pedalarla, soprattutto con la mente, fino a recitarla a memoria. Condividere la salita la rende "meno lunga e meno dura ", anche se la distanza e il grado di inclinazione non cambiano. Il ciclismo è anche condivisione. Il vostro ritmo sarà anche il mio; condivisione è adattamento e "non è attaccarsi il numero sulla maglia". 

Alcune delle salite scalate CLICCA QUI


Mi piace concludere, con questa mia piccola poesia.
Cieli infiniti, cattedrali di rocce, laghi custoditi dalle vette, in un silenzio sacro, ovunque si ode l'inno alla bellezza. La montagna è il punto più alto della terra, lassù tutto è diverso, è più vero. La spirale d’asfalto che conduce sulla vetta, è la via crucis dell’anima, la forza contraria che tempra i muscoli e stringe il cuore. Alla montagna non si può mentire, non ci si può rivolgere con la parola, ma solo con il pensiero. La montagna è silenzio e  tributo. La montagna è purezza; monda lo spirito, eleva l’anima a Dio. Sublima il sacrificio del ciclista: ogni goccia di sudore è un dono prezioso, fatto di sacrifici ed allenamenti; ogni affanno è un sospiro dell’anima, consuma l’esistenza. Il ciclista sulla strada di montagna è libero e forte; ascolta il vento, che si fa eco e sibilo, finanche voce divina. La montagna è solitudine. Tutto quello che accade durante l’ascesa è unico, immortale e prezioso. Quello che unisce la montagna, nessuno può cancellarlo. La montagna rende umili e veri. Che meravigliosa ed eroica azione è pedalare sul crinale, lungo impervie strade montane. L’alea sacra ammanta di colori forti la figura silente del ciclista. Pedalare in una fusione di gesti e di respiri; i fratelli guerrieri si consumano nella stessa fatica, sorridono nella stessa gioia, un solo successo. Fratelli di montagna, fratelli di  salita.
Dall'album dei ricordi dei #fratellidisalita .........






sabato 12 dicembre 2015

mercoledì 9 dicembre 2015

E tu che ciclista sei ?

Tra i ciclisti c'è una specie protetta, in via d'estinzione, quella che definisco, il ciclista da strada full season o per dirla come gli anglosassoni, rider full season, quello che non molla mai per tutto l'anno; quello che esce, anche  l'inverno, portatore di freddo e di cieli grigi, talmente duri, da stringere le ossa, fino a sentire i brividi, da tendere i muscoli, come corde di violino; quello che esce quando gli altri dormono, e non ha paura del vento, caldo o freddo, ma lo affronta da solo, a testa alta, sapendo che in cambio, riceverà forza e concentrazione.
Alla "specie" dei ciclisti rider full season appartengono gli ultracycling, gli stradisti da corse clandestine, gli stradisti fino al midollo osseo.
Gli stradisti full season, non accettano limiti e sfidano i propri limiti e non sognerebbero mai di lasciare la loro compagna di strada, snella, leggera ed agile, per salire su di una pesante e lenta mtb e per niente al mondo indosserebbero le scarpe da mtb. La mtb non è accettata per idiosincrasia.
Rider full season si nasce, e per continuare ad esserlo, serve solo passione , sacrificio, forza mentale, carattere, bisogno di lottare; non servono le tabelle di allenamento, le uscite monotone con il gruppo, spesso, all'insegna del pedalare "tanto per non farsi cacciare da casa dalle mogli", o stile "vacanze di pasquetta", tra risate, chiacchiere, ciuccia ruote, pance in fermento, e busto e spalle dritte, manco fossero dei serpenti a pedale.
Al rider full season serve solo il ritorno di quella smania, chiamata il richiamo della strada, quella che lo fa andare via, per sentirsi parte in movimento del mondo.
I rider full season sono "bestie fameliche", che vanno sempre a tutta, diversamente non sanno fare; quelli del gruppo INPS ovvero quelli che pedalano da una vita, ma non sono mai migliorati nella performance, li indicano a dito, per invidia e rancore, sapendo che non sono come loro, nonostante lo desiderino.
Il rider full season sa che allenarsi per superare i limiti della condizione atletica,è un esercizio mentale; non tutti possono, non tutti sanno farlo.
Il rider full time, è parte dell'ambiente  in cui si allena; tutti lo conoscono, tutti sanno che passerà per quelle strade, basta solo aspettare; un attimo ancora e lo vedranno sbucare da dietro la curva, con il suo incedere potente, leggero, agile, e silenzioso. Il loro territorio di allenamento, è certamente assimilabile a quello dei predatori; in fondo ognuno è a caccia di "prede".
Il rider full time, pedala seguendo l'istinto, lontano dai pensieri quotidiani, oppure cerca di riordinarli, dal groviglio della vita. I più estremi, come me, non hanno bisogno di computer, fasce toraciche; hanno imparato ad ascoltare il corpo e ne conoscono perfettamente i limiti, e a memoria i percorsi; per loro pedalare è tutta una questione di forza mentale, di esercizio dell'abitudine; in fondo pedalare è uno dei gesti più naturali che esistono, non serve altro, puoi fidarti solo di te stesso; sguardo dritto sulla strada, mentre  l'istinto comanda il corpo e i rapporti; è una questione di ritmo interno, di cadenza spirituale, come quella di un grosso orologio a pendolo, che sentono rintoccare dentro, e che lui chiama, il ritmo della strada.
Il rider full season ha la smania della fuga; il tormento della forza; il richiamo della libertà; il bisogno di andare lontano.
Il rider full season, sa che il vento, il freddo, il caldo, sono compagni di allenamento, gli unici che possono aiutarlo a superare i propri limiti.
Il rider full season non c'è per nessuno; egli pedala contro il tempo, oltre il cielo.
Il rider full season è un guerriero, l'ultimo, il solo rimasto nei tempi moderni, e sa esserlo, oltre le mode, oltre il gregge; egli è un lupo solitario; egli è lupo solitario; cerca la montagna, le strade più dure.
Il rider full season è una sorte.
Saluti ciclistici. 









 

La Toga ( la mia).

La carriera professionale è come un Tour, Giro, Vuelta Espana, Campionato del mondo, corso contemporaneamente.........


La toga ( la mia), sa di tempo, di cavilli, di norme, di sacrifici, di segreti, di duelli in aula, di dolori, di giustizia, di pensieri, di istinto, di pazienza, di attesa.........

giovedì 3 dicembre 2015

QUESTA SERA SU RADIOSELFIE.IT

Invito tutti i miei lettori a collegarsi, via web, questa sera, su RADIOSELFIE.IT . Interverrò in diretta sull'argomento della proposta di legge 2.13 al DDL 1638 presentata dal parlamentare del PD, Filippi, che prevede l'obbligo del  bollo, della targa e dell'assicurazione per le biciclette.
Potrete risentire la trasmissione in PODCAST. Ecco il link per riascoltare, sia l'intervento in apertura del senatore Filippi firmatario della proposta, sia il mio intervento radiofonico  CLICCA QUI ( se volete ascoltare direttamente il mio intervento scorrete il cursore della riproduzione dal minuto 1:18:10 )

Vi segnalo il tweet del giornalista conduttore della trasmissione radiofonica:

#labicinonsitocca  NON SI MOLLA MAI.

Rimando al post che ho scritto sulla predetta proposta di legge CLICCA QUI

Saluti ciclistici. 

martedì 1 dicembre 2015

Bollo, targa e assicurazione per le biciclette: quando la politica fa flop.

E' di questi giorni la proposta di legge di modifica n. 2.13 al DDL n. 1638 2.13 Filippi, presentata da un parlamentare del PD, tale senatore Filippi, che propone un emendamento al codice della strada: "al comma 1, dopo la lettera c), aggiungere la seguente " c -bis) la definizione nella classificazione dei veicoli, senza oneri a carico dello Stato e attraverso un'idonea tariffa per i proprietari; 1) delle motoslitte, disciplinandone le caratteristiche costruttive e funzionali, nonchè la circolazione con un apposito contrassegno identificativo, documenti di circolazione e di guida e l'assicurazione per la responsabilità civile verso terzi; 2) delle biciclette e dei veicoli a pedali adibiti al trasporto, pubblico e privato, di merci e di persone, individuandone i criteri e modalità d'identificazione delle biciclette stesse nel sistema del Dipartimento per i trasporti, la navigazione, gli affari generali ed il personale".
Successivamente, alle polemiche ricevute, sulla stampa e sul web, il senatore toscano scrive sul suo sito di avere riformulato l'emendamento nel seguente modo: Art. 2 Al comma 1, dopo la lettera c), aggiungere la seguente: “c-bis) la definizione, nella classificazione dei veicoli, senza oneri a carico dello Stato e attraverso un’idonea tariffa per i proprietari: 1) delle motoslitte, disciplinandone le caratteristiche costruttive e funzionali, nonché la circolazione con un apposito contrassegno identificativo, documenti di circolazione e di guida e l’assicurazione per la responsabilità civile verso terzi; 2) delle biciclette e dei veicoli a pedali adibiti per il trasporto a pagamento, pubblico o privato, di persone, individuando criteri e modalità d’identificazione delle biciclette stesse nel sistema informativo del Dipartimento per i trasporti, la navigazione, gli affari generali ed il personale, nonché la circolazione delle stesse con un apposito contrassegno identificativo e l’assicurazione per la responsabilità civile verso terzi;”. Ecco il link del sito del senatore proponente CLICCA QUI

In buona sostanza, il senatore livornese, aggiungendo " a pagamento" pensa di avere risolto la questione, almeno per le biciclette non adibite per il trasporto. La modifica lascia il tempo che trova; in verità il tenore letterale della norma, non solo non ci fa ritenere assolutamente al di fuori del pericolo, ma risulta essere una provocazione, se si pensa che comunque il trasporto a pagamento, a mezzo di biciclette e di altri mezzi a pedale, risulta essere l'unica soluzione per risolvere i problemi legati allo smog e al traffico, ovunque; e allora perchè penalizzarlo con balzelli e costi, invece di incentivarlo ?! Pertanto fino al ritiro della proposta ( chissà se il senatore proponente avrà il coraggio per farlo), ritengo che non sia scongiurato, completamente, l'obbligo del bollo, della targa e persino dell'assicurazione per r.c. per le biciclette !! Probabilmente una volta approvata questa nefandezza normativa e sociale, questo nuovo balzello, il governo in carica,  avrà trovato il modo per rimpinguare le casse dello Stato svuotate dall'abolizione della tassa sulla prima casa, e sul bonus ai giovani studenti; non è sfuggito certamente, al PD, che c'è una crescita esponenziale del numero delle biciclette in Italia. Ebbene sì, potremmo essere l'unico paese d'Europa e del mondo ad avere previsto l'obbligo del bollo e della targa per l'unico mezzo che non inquina, cioè la bicicletta ( è meglio specificarlo, potrebbe esserci qualcuno, che non ne sia a conoscenza). E così, con l'Italia classificata tra le nazioni più inquinate, complice i milioni di veicoli a motore che invadono le città e i paesi intasati dal traffico, con il mondo che si interroga come risolvere i problemi del clima, con alcuni paesi come la Francia, che pagano il cittadino che si reca a lavoro con la bicicletta (sic), i parlamentare del governo in carica, propongono un tale obbrobrio giuridico, frutto di una visione distorta della bicicletta. La politica italiana è  inadeguata alla realtà, e mostra evidenti problemi di cultura, strumentalizzata, anche per ignoranza, dalla politica di austerità della UE e quindi votata all'indirizzo del "battere cassa" ovvero tassare tutto quello che è possibile, senza distinzione di sorta. E poco importa, al parlamentare Filippi e al suo PD, che la bicicletta è l'unico modo per salvare le città dal traffico, dallo smog, per tutelare la salute dei cittadini, con evidenti riflessi sulla spesa pubblica della sanità, alla prese con una popolazione in sovrappeso, finanche obesa, affetta da malattie letali, in crescita esponenziali, tra le quali quelle cardiovascolari e il diabete. Il moto fisico rende i cittadini felici e sani. Ho definito la bicicletta, la rivoluzione dell'uomo moderno; non servirebbe spiegarne il significato; ma dopo, questa incredibile proposta di legge, è meglio farlo. L'uomo moderno, deve cambiare stile di vita, per salvare se stesso e il pianeta; non è possibile vedere cittadini di un posto di mare, come per esempio Terracina, "passeggiare" sul lungo mare, con le auto, nonostante la ciclabile e un comodo e spazioso marciapiede che lambisce la spiaggia! Non è possibile vedere SUV, inquinare nei centri storici, per il mero gusto di ostentare opulenza ! In un Italia vittima della corruzione, delle mafie e della cattiva politica, dobbiamo annoverare anche uno stile di vita sociale in cui prevale la forma sulla sostanza delle persone; e la sostanza è anche l'ambiente, la salute pubblica, il buon governo, effettivo, non ostentato, come quello del governo in carica, le persone oneste e capaci. Vedremo se dietro alla proposta di legge del Filippi, c'è l'intento del governo di portare a casa un altro balzello a danno dei cittadini e questa volta anche dell'ambiente e dell'industria legata alla bicicletta; del resto il governo ha dimostrato, nella sostanza, di non essere davvero interessato all'ambiente, se ha autorizzato la trivellazione petrolifera nel mare, a ridosso della nostra bellissima costa, con nocumento per l'uomo e per la saluta dell'ecosistema. Il governo deve fare cassa per rientrare nei tagli programmati con il patto di stabilità; ed ogni anno sarà sempre peggio. I social sul Web, si sono mobilitati con 
#labicinonsitocca , e in pochi giorni, migliaia di tweet hanno preso d'assalto il parlamentare Filippi, che sembra, che abbia dichiarato che il suo emendamento è stato interpretato male, in quanto intendeva tassare i risciò!!!!! E' appena il caso precisare, che il ciclista vero, non quello che fa finta di esserlo, come molte star, non può votare PD, sarebbe una castrazione. Peraltro è singolare e preoccupante che nessun ciclista professionista italiano abbia preso posizione sul problema; come non lo abbia fatto, qualche cantante italiano, diciamo noto, che asserisce di essere ciclista praticante. Sono a favore della proposta in questione ? Sono disinteressati ? Sono simpatizzanti del PD ? Bà e chi lo sà ! La mente umana è sconosciuta. Intanto dite a Renzi, che il suo partito, vuole che metta la targa alla bicicletta e paghi il bollo! Occhio che poi finirà per pagare la multa !!!!
Il mio intervento alla trasmissione radiofonica Il Pensatore CLICCA QUI ( scorrete il cursore della riproduzione dal minuto 1:18:10)
Vi segnalo il tweet del giornalista conduttore della trasmissione radiofonica:
Ecco il podcast de di ieri in onda su , con dal minuto 1:18:10 su…  

 Saluti ciclistici.

giovedì 26 novembre 2015

Noi c'eravamo.

Passa il giorno, passa la notte, passa l'attesa, passano gli eventi, i luoghi, le emozioni, i pensieri, le vittorie, le sconfitte, le mode, le illusioni, molti amori; tutto passa e muta, è nella condizione umana. Ma c'è qualcosa, che in quanto tale, non passerà: l'Amicizia. L'amicizia non si può comprare, ma solo ricevere, è un prezioso dono. Resistere ed essere, oltre le apparenze, di questo c'è bisogno per averla. Perchè quello che conta è non apparire, ma essere.