sabato 16 settembre 2017
De Gueri Daytona PRO
Allo stand De Gueri ho trovato anche una ruota da 50 mm, interessante, da testare. La struttura del cerchio alto 50 mm è in carbonio 6K/12K strutturale, cotti con laminazione in azoto ad una pressione da 21 bar. Mozzi in Ergal con cuscinetti dal diametro di 24 mm. E fino a qui niente di particolare o quasi. La particolarità è nei raggi, 12 per ruota, in Ergal con lavorazione CNC . Il produttore dichiara: " La novità della nostra ruota è che viene assemblata senza mettere in trazione i raggi, avendo così il vantaggio di eliminare totalmente tutti gli stress in condizioni di riposo di mozzo e cerchio, ottenendo oltretutto una rigidità estrema e ben superiore alle ruote tradizionali. Questo è stato possibile grazie anche al nuovo brevetto dei mozzi scomposti in 3 pezzi, realizzati completamente in ergal tramite macchine CNC.....La regolazione degli stessi avviene agendo sul dado posto immediatamente a ridosso del mozzo, rendendo possibile la centratura anche senza dover rimuovere i tubolari dal cerchio. Anche regolazione del gioco dei mozzi avviene anche a ruota montata e/o senza smontare il pacco pignoni. " Il peso non è dichiarato, non ha limiti di peso, perché vengono realizzate secondo il peso del ciclista. Garanzia 36 mesi per il primo proprietario. Saluti ciclistici.
Cosmobike Show. Stand Pedalando nella Storia.
C'era anche questo all'ultima edizione della fiera di Verona dedicato al mondo della bicicletta, uno stand dedicato alle biciclette e alle maglie dei campioni del passato con annesso mercatino dei ricambi d'epoca. Lo stand ospitava pezzi di proprietà di privati. Francamente è stato lo stand più bello in assoluto. Saluti ciclistici.
Cipollini The One
Verona. Al Cosmobike non è passato inosservato lo stand della Cipollini ! Il "Cinema Cipollini", un maxi schermo in dolby surround, sul quale veniva proiettato l'ultimo spot, stile film, decine di modelli della nuova gamma, tanta gente e persino un catalogo del nuovo modello The One, in formato over size, le cui dimensioni sopra le righe, lo rendono il più grande catalogo della storia del marketing della bicicletta !! Un plauso alla Cipollini che ha allestito all'esterno dell'aerea stand, una campo test, con 10/15 biciclette, a disposizione dei visitatori che volessero pedalare sui modelli della nuova gamma. Una cosa mancava (ancora) nel fantastico stand. Una bicicletta, anzi un telaio per la salita, adatto agli scalatori, con geometrie e peso specifico. A quando ? Saluti ciclistici.
venerdì 15 settembre 2017
Grammomania: Shimano C24 R9100
Un altra esclusiva del blog più letto dai ciclisti. La ruota per la salita del catalogo 2017 della Shimano, la C24 Dura Ace R9100: pista frenante in alluminio e cerchio laminato in carbonio, sezione larga 20,8 mm ( la misura ottimale per una ruota da salita), profilo differenziato, con altezza cerchio 21 mm anteriore, e 24 mm posteriore, mozzi in titanio, con mozzi cono/calotta ovvero cuscinetti a coppa e cono ( i migliori), cuscinetti e sfere in acciaio della migliore qualità, peso nominale 1 kg 453 grammi, peso reale 1 chilo 450 grammi, 3 grammi più leggera, indice di serietà. Massima scorrevolezza. Nipple esterni. Rapida accelerazione in salita. Raggiatura della ruota posteriore incrociata lato cassetta e lato opposto alla cassetta ( per limitare l'allentamento e la torsione dei raggi, soprattutto in fase di partenza, quando la spinta sui pedali, provocando la torsione del pacco pignoni, allenta i raggi della ruota libera con la conseguente perdita di tensione del cerchio). Insomma è una ruota per copertoncino, con tutti i requisiti ad hoc. In collaborazione con il rivenditore Falasca Cicli e All Bike.
Saluti ciclistici.
Saluti ciclistici.
Carlo Verdone sul set del film Benedetta Follia.
Sul set di una scena del film Benedetta Follia del Grande Carlo Verdone di prossima uscita. Il fascino del grande cinema che sbarca sulla strada dove ti alleni !! Certe cose non hanno prezzo. Un saluto al Grande Carlo Verdone e alla splendida Lucrezia Lante della Rovere. Il fascino del cinema è meraviglioso. Saluti ciclistici, anzi cineasti !
martedì 12 settembre 2017
Test bike: Fulcrum Racing Zero e Vittoria Rubino Pro.
Ho testato la ruota in alluminio per coperticino più usata e famosa, la Fulcrum Racing Zero, unitamente al copertoncino da 25 mm, Vittoria Rubino Pro, con mescola in Graphene.
La Fulcrum Racing Zero è stata una riscoperta; ricordo che usai la prima versione, quella con i raggi rossi, piatti ed aero, raggi che rappresentarono una rivoluzione per quei tempi, una ruota che mi impressionò, e che aveva un valore aggiunto rispetto alla concorrente ruota Mavic Ksyrium SL, anch'essa usata, che si dimostrò invece meno robusta e meno affidabile nella durata, a quei tempi.
Ritornando a pedalare sulla Fulcrum Racing Zero, ho riassaporato la incredibile scorrevolezza dei mozzi Campagnolo/Fulcrum con il sistema cono/calotta, ed è stato un piacere per chi è sensibile, come me, alla scorrevolezza dei mozzi. Tuttavia rispetto al modello che testai, ho sentito una minore scorrevolezza nell'insieme, e ciò è attribuibile alla scelta della Campagnolo/Fulcrum di seguire l'onda miope del mercato, quella del cerchio formato over size 17C, ( larghezza 22,5 mm), più largo per ospitare solo copertoncini da 25 a 50 mm, manco fosse una MTB. Incredibile come il mercato abbia voluto penalizzare la scorrevolezza, per aumentare la stabilità e il confort della ruota. Sia chiaro. I cerchi con larghezza standard, sono assolutamente stabili e confortevoli, almeno secondo un valore buono, ma hanno il vantaggio di avere più scorrevolezza, e quelli che spingono sui pedali di una bicicletta da corsa, vogliono velocità e reattività, altrimenti sceglierebbero la MTB. Questa mia indicazione è stata suffragata da anni di test su ruote e coperture d'ogni genere, e anche dai numerosi commenti pubblicati dai miei lettori, tutt'altro che soddisfatti delle coperture over size cioè da 25 mm. Su questo Shimano ha dimostrato più esperienza e sangue freddo, scegliendo il formato standard 15C, per la Shimano C24 R9100, la ruota per eccellenza, in alluminio, più reattiva in assoluto, con il profilo basso, differenziato 21/24, e appunto larghezza del cerchio da 20,8 mm ( contrariamene alle Shimano C40 e C60 per le quali invece ha optato per lo standard 17C). Insomma, per dire, che se il costruttore vuole una ruota veramente reattiva, non può e non deve "zavorrarla" non solo con il maggiore peso periferico, ( la C24 è più leggera di circa 80 grammi rispetto alla Racing Zero), ma anche con la minore larghezza del cerchio.
Chiusa questa parentesi, ritorniamo a trattare della Zero. Dunque il peso non è leggero; 1 chilo e mezzo circa, non è poco, ma con l'altezza media del cerchio in alluminio, 27 anteriore e 30 posteriore, la larghezza da 22,5 mm, con mozzi corpulenti e raggi aero, non si poteva avere un peso minore.
La rigidità torsionale e laterale della ruota è davvero ottima; sarà per la raggiatura incrociata sul lato cassetta a 14 raggi ( 7 raggi sul lato opposto), o per l'assenza di fori nel cerchio ( i raggi vengono inseriti nella valvola e con una calamitata vengono posizionate al suo interno; ciò comporta anche il vantaggio di non dovere installare il nastro para nipples), sarà per il corpetto della ruota posteriore con flange in alluminio oversize e corpo in alluminio, con trattamento al plasma, sarà per il peso non leggero, ma la Racing Zero mi ha dimostrato tanta rigidità, per nulla inferiore alle ruote in carbonio. Qualche grammo di peso si recupera con il corpo del mozzo della ruota anteriore in carbonio.
Peraltro ho notato un altra circostanza, che mi ha favorevolmente impressionato. Al proposito, capita di avere riscontrato su altre ruote con i raggi in alluminio, quando partivo per l'allenamento, di spingere solo con il piede destro, agganciato al pedale, prima di prendere velocità ed agganciare anche il piede sinistro. Ebbene, nel momento in cui, iniziavo a spingere con il piede destro, non ho avvertito alcuno rumore di sfregamento dei raggi. E questo non è un particolare di poco conto. Infatti la rotazione del pacco pignoni, di solito, provoca l'allentamento dei raggi delle ruota posteriore, con la conseguente perdita di tensione del cerchio, tant'è che con altri modelli di ruote, ho sentito il rumore dei raggi incrociati lato cassetta, andare in tensione. Ebbene con le Zero nessun rumore provocato dalla tensione dei raggi in quel punto e momento critico. Ovviamente la ruota testata era nuova, sono stato il primo ad utilizzarla, quindi occorre verificare se dopo almeno 2000 km, ci sono problemi di tensione e quindi di rumore alla partenza. Intanto posso dire che dopo con un chilometraggio inferiore, e tenuto conto del mio peso ( 60 kg), non ho riscontrato questo problema.
In discesa, massima scorrevolezza, e soprattutto nessuna vibrazione. Mozzi con cono calotta con sfere in ceramica e cuscinetti in acciaio ( USB) e bilanciamento dinamico ( nella Zero il bilanciamento della massa del giunto del cerchio, viene fatto aggiungendo una massa di pari peso, posizionata esattamente dalla parte opposta del cerchio come da figura, ed infine lo stesso valore di tensione nell'accoppiamento raggi /cerchio, hanno fatto il loro dovere. E ' emblematico vedere la ruota girare e non fermarsi mai, facendola scorrere, tenendola per mano.
In salita impegnative come il Selvino, in fase di rilancio, direi che la Zero, fuori sella, si apprezza di più, mentre perde qualcosa se si spinge da seduti. Ideale per i passisti. La rigidità laterale e torsionale, è ottima. Ma non è ottima la reattività ( scatto), ma bisogna tenere conto, che è una coppia di ruote da 1 chilo e mezzo, con cerchio largo 22, 5 mm e zavorrata da copertoncini larghi 25 mm. Con questi parametri di più non si può avere. Nei cambi di ritmo, in salita, dimostra di non essere sensibile, occorre rilanciarla con più vigore.
La frenata è ottima. Nessun stridore. Ma fate attenzione nelle prime uscite. La pista nuova ha minore grip e quindi la frenata diventa lunga. Ci vogliono diverse uscite per avere la frenata ottimale. Usate i tacchetti in dotazione.
La sensibilità al vento è buona, ma non ottima, considerato il raggio piatto. Il confort è ottimo.
A chi consigliarla: per allenamento, per percorsi misti, e soprattutto per i granfondisti. In salite impegnative si è dimostrata ben strutturata nel fuori sella, nel senso che ha dimostrato di essere rigida lateralmente e torsionalmente, Qualche grammo in meno l'avrebbe resa più scattante, più rapida nel cambio di marcia, ma nel complesso il dato è più che buono, considerato che il più grande limite della Zero è il copertoncino; se la Zero fosse ancora disponibile nella versione per tubolare, sarebbe tutta un altra cosa. Ma tant'è e facciamocene una ragione, l'industria del settore, ha preso questa piega per assecondare i timori dei ciclisti meno esperti, che pensano di rimanere a piedi con il tubolare, e allora, preferiscono limitare la prestazione della ruota, piuttosto che perdere la vendita. Il profitto comanda. La Fulcrum Zero rimane la ruota in alluminio preferita. Dal punto di vista estetico, non mi piace, soprattutto se montata con i telai in carbonio con vernice nera lucida o carbonio a vista unidirezionale; ma in quel caso, la scelta migliore da fare, è la Zero Nite.
Per quanto concerne invece il copertoncino Vittoria Rubino Pro, da 25 mm, con carcassa in materiale misto e combinato con il graphene, ho riscontrato un ottimo grip, ma poco scorrevolezza. Per la durata non posso esprimermi, in quanto non li ho usati fino alla tela.
Il test è stato realizzato in collaborazione con il rivenditore Falasca Cicli.
Pagella Fulcrum Racing Zero:
Frenata: 9 ( ma attenzione alle prime uscite; frenata lunga; le piste hanno bisogno di rodaggio)
Rigidità laterale e torsionale: 9
Scorrevolezza: 9
Confort: 9
Maneggevolezza: 9
Reattività ( scatto): 7 ( sarebbe stato interessante testarla con un telaio più leggero)
Sensibilità al vento: 9
Rapporto prezzo/prestazione: 8. Siamo ai limiti; un ulteriore aumento di prezzo non sarebbe stato proporzionato.
Estetica: 5 ( la preferisco nella versione Nite)
Saluti ciclistici.
mercoledì 6 settembre 2017
Shimano Dura Ace R9100 e R9170 Di2 for mountain ?
Oggi, il corridore Wilco Kelderman del team Sunweb, quello del vincitore del Giro 2017, alla tappa della Vuelta userà la corona compact, 34, con il pignone più grande, 32 (11/32). Notare anche il 53. Lo userà con il suo Shimano Dura Ace Di2 R9170. Un po' più complicato a regolare, ma un bravo meccanico riesce a far funzionare a dovere, il 34 insieme alla corona 53. Ovviamente e' consigliabile non fare incroci estremi, tipo 53/32, ma questa e' una regola che vale sempre. Mi e' piaciuto postare queste foto per dimostrare che anche i prof usano il 34 davanti e il 32 dietro e per far capire come Shimano abbia il top di gamma compatibile con la scala più agile in assoluto, grazie al cambio/ deragliatore più evoluto. E ricordate sempre che pedalare agile è sempre meglio e i rapporti più agili aiutano a farlo meglio e più a lungo. Sapete come dico io, chi pedala agile pedala sano e va più lontano 😉. Per completezza il Dura Ace 9100 ( meccanico) è compatibile fino al pignone 34, mentre il Dura Ace Di2 9150 fino al 32. Nella foto il meccanico aveva montato il cambio Ultegra R8000 ( gabbia lunga) compatibile fino al 34 perchè il Dura Ace Di2 9150 installato sulla bici del team non è compatibile con il 34. Saluti ciclistici
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| L'altimetria della tappa di oggi. |
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| La salita finale con l'arrivo di oggi. |
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| Cambio Dura Ace 9100 Capacità totale 35D (34) |
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| Cambio Dura Ace Di2 9150 capacità totale 33D ( 32) |
venerdì 1 settembre 2017
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