mercoledì 15 giugno 2011

Santuario della Madonna del Colle

Riapro questo post. Stamattina 17/6/2017,  ho testato un altro purosangue Bianchi ritornando sulla Madonna del Colle, come è prassi. Qui capisco molte cose di un telaio, di una ruota. Saluti ciclistici. 











l'inizio del muro !!!!!




la meritata e agognata foto dopo la prova del muro.


la parte finale del muro...per scattare questa foto ho dovuto fare delle acrobazie !!!!!!














parte della salita che porta al santuario



scatto in piena azione, durante una menata in salita.

Stamane sono partito verso il regno delle Due Sicilie, alla volta del santuario della Madonna del Colle. Mi capita di farlo tutte le volte che il dolore della gente, a cui sono costretto a partecipare per professione, mi attanaglia l'anima al punto da sentire il bisogno di recuperare la serenità.
Ovviamente un percorso spirituale, come uso chiamare, le ascese verso i santuari, luoghi mistici per eccellenza, va fatto in solitudine perchè in fondo la salita è una metafora dell'esistenza umana. Pedalare e parlare con la propria anima, cercando un colloquio con il divino, punendo la superbia e il peccato che ogni uomo porta dentro di se, con una dura e lunga salita, un toccasana per lo spirito.
Il percorso che porta al santuario della Madonna del Colle è impegnativo. Le ascese sono lunghe e dure: pendenza media 6%, pendenza massima 22%. L'ultimo tratto non scende mai tra il 20/22% ed è lungo circa 200 metri. Prima dell'attacco al "muro" del 20%, posto alla fine della salita che porta al santuario, bisogna superare un percorso vallonato, con strappi fino al 10%. Insomma è pane per chi vuole mettere alla prova la propria condizione psico-fisica, perchè si pedala non solo con le gambe, ma anche con la mente.
Questi luoghi hanno visto gli apostoli Pietro e Paolo, in viaggio verso Roma, annunziare la novella del Vangelo e per l'effetto il sorgere delle prime comunità cristiane in Europa. Le persecuzioni ad opera dei romani hanno costretto i cristiani a rifugiarsi sul colle, e per la precisione in una grotta, dove ora sorge il santuario della Madonna del Colle, costruendo un edicola votiva con l'immagine sacra della Madonna con il Bambino. La storia vuole che i martiri Onorio e Livio, insieme ad altri fedeli, vennero uccisi dai soldati romani, che li lasciarono insepolti. La notizia si propagò tra i cristiani, che insieme a San Paterno, si recarono nella caverna per dare sepoltura ai martiri. Essi posero una rozza pietra con la scritta : “ Qui giace Onorio, Livio ed altri morti per la fede nella metà del terzo secolo”. Calarono le tenebre e il gruppo dei cristiani si addormentò. Più tardi essi vennero svegliati da una forte luce che inondò la caverna. Una voce gli disse: “ Non temete sperate in Dio, Io sono tra voi per vostro conforto, qui è la mia Immagine”. L'immagine era quella della Madonna con il Bambino.
Questo narra la storia e non la leggenda.
Vicino al santuario, ci sono due lapidi, poste in ricordo di Mario Rosario Liguori, sergente del 7° reggimento scomparso in combattimento il 24.11.1940, sul fronte greco, decorato di medaglia di bronzo al valor militare, alla memoria, e dei caduti militari e civili della cittadina laziale, insignita della medaglia d'Oro al merito civile con la seguente motivazione: “ Piccolo comune di poche migliaia di abitanti, occupato dalle truppe tedesche impegnate a difesa della linea Gustav, subì un violentissimo bombardamento che causò la morte di 58 civili e numerosi feriti. I sopravvissuti, costretti all'evacuazione, dovettero trovare rifugio nelle campagne circostanti. Con l'arrivo degli alleati il paese dovette registrare centinaia di atti di violenza su donne e uomini da parte delle truppe marocchine. Ammirevole esempio di spirito di sacrificio e di amor patrio.”
Una volta arrivati sulla sommità del santuario, il panorama è suggestivo e merita una pausa per ammirarlo. Il silenzio e la sacralità dei luoghi invitano al rispetto e alla riflessione. Ci sono luoghi dove ci si sente più vicini a Dio. Il santuario della Madonna del Colle è uno di questi.
Rapporti consigliati per salire, tenuto conto anche del "muro" finale?
34 – 25 per gli allenati, 34-29 per i coraggiosi.

martedì 14 giugno 2011

Parco nazionale del Circeo

Ci sono dei posti del mondo, dove vivi la tranquillità e le bellezze della natura, dove sei solo con te stesso e sei felice. Uno di questi luoghi, dono di Dio, preservato da uomini lungimiranti e coraggiosi, è il parco nazionale del Circeo, il parco più piccolo d'Italia. Qui è possibile praticare mtb e jogging immersi nella macchia mediterranea. Il silenzio è ovunque e l'aria è fresca e pulita. E' possibile vedere animali selvatici che attraversano la strada, battuta sulla sabbia, come il cinghiale e i daini. Ma anche l'istrisce e il tasso romano. Nel cielo e nelle paludi si ritrovano moltissime specie di uccelli.
La sua istituzione, avvenuta nel 1934, quando l’intera area pontina era sottoposta ai radicali interventi di bonifica, evitò il totale disboscamento dell’antica “Selva di Terracina” di cui, una piccola porzione risparmiata dal taglio costituì, insieme al Lago di Sabaudia, alla Duna Litoranea ed al Promontorio del Circeo, la prima configurazione del Parco.
Nel 1975 venne decretato un ampliamento con l'inclusione dei laghi costieri di Fogliano, Monaci e Caprolace, che insieme costituiscono uno dei più importanti ambienti umidi costieri d’Italia. Dal 1979 il Parco del Circeo comprende anche una parte insulare, la meravigliosa e incontaminata isola di Zannone.
La particolarità del parco, proclamato dall'UNESCO, patrimonio dell'umanità, è che in esso sono ricompresi cinque habitat naturali, una condizione unica nel suo genere: duna, foresta,zona umida, promontorio, isola !
Spesso mi capita di andarci per praticare jogging e rigenerare lo spirito. E' facile perdersi con il pensiero, qui dove tutto è così lontano. Che bello ascoltare i richiami degli uccelli e il rumore improvviso tra la vegetazione dell'animale che fugge. Piccole buche si trovano facilmente a testimonianza del passaggio dei cinghiali. E tutto mi avvolge in un caldo e unico abbraccio, quello di Madre Natura.
Ecco alcune immagini del parco. Ma molte altre ancora e molto più belle si possono vedere recandosi in questo dono divino, omaggio all'uomo troppo distratto dal potere e dal male.  





la ricostruzione di un antico villaggio prima della bonifica delle paludi pontine









il centro direzionale del parco comprensivo di un area visitatori


venerdì 3 giugno 2011

Terracina - Abbazia di Monte Cassino ( andata e ritorno). Monte Cassino.



un tratto della salita verso l'abbazia


La distanza del percorso ( dal mio ex computerino)


Correva l'anno 2010. Una mattina di inizio estate. Partenza da Terracina, alle ore 7 e ritorno a casa alle ore 14,30, con mezz'ora circa di sosta sull'abbazia. Pedalai in solitaria, contro il vento ed il caldo, lungo un percorso ondulato con strappi impegnativi. La salita più lunga è di 14 km. L'ascesa sul Monte Cassino è il momento suggestivo. L'arrivo sul piazzale dell'Abbazia, pieno di turisti, è sempre un momento da ricordare, vista la bellezza del luogo e l'importanza storico culturale dell'abbazia. Mi capita di farlo ogni anno e sempre in solitaria. Un percorso che faccio a velocità regolare, godendomi il momento di incontro con il territorio. 

Dati tecnici della salita che porta dal centro di Cassino fino all'abbazia di Monte Cassino:
distanza - 8,57 km
partenza - 54 msm
arrivo - 481 msm
dislivello - 427 m
pendenza media - 5%
pendenza massima - 10%