"La nostra storia sui pedali, l'abbiamo scritta anche oggi" ( frase pronunciata nel mio discorso ai Classicissimi).
Ripeterlo, giova. Lo spirito della Classicissima è stato quello di divertirsi senza il numero di gara; ciò che è contato e ha fatto la differenza, è stata l'amicizia, e la condivisione della passione: vivere insieme agli altri, nel rispetto e nella comunione dei valori. La Classicissima è stato un "ESPERIMENTO" SOCIALE per rendere tutti uguali.
E ora, come è consuetudine, le "pagelle" goliardiche dei Classicissimi, anche dei Classicissimi, in regime di "sorveglianza speciale ciclistica", cioè quelli che nella scorsa edizione, hanno allungato il gruppo dei Classicissimi, con fughe e menate a tutta; e per questo, erano stati ammoniti, pena l'esclusione dalla successiva edizione. Preliminarmente, il processo alla IV^ edizione della Classicissima, analizza due momenti eclatanti, di follia di gruppo: 1) la Fuga: c'è stata nella forma del tentativo ( per usare la terminologia giuridica). In verità si è trattata di fuga "telefonata", ad opera di un attaccante - kamikaze, non troppo convinto, del team Falasca Cicli, Anima Bike, Zaima, TWP. E' stata pianificata via chat. Ma il servizio di spionaggio aveva informato tutti gli altri e così l'hanno chiusa. Una fuga chiusa in gabbia, che non aveva fiato, e si è fermata sulla piazzola della Panoramica, pronunciando la frase famosa: "Aspettiamo gli altri" ! Non è servita a nulla, neanche per farsi vedere in TV, che non c'era. Sò ragazzi. 2) Il regolamento dei conti c'è stato sulla salita di Itri. Non c'era Sergio Leone a dirigerlo. Si è trattato di una "rissa". Nessuno ha fatto la differenza. Quando le forze si equivalgono è sempre meglio il gruppo compatto, in modo da non fare "brutte figure" e mantenere stile e simpatia. Erano tutti al gancio, e provati. Ma non hanno resistito all'attacco.
Centosedici.
Il Centosedici, co-sponsor dell'evento, è stata perfetto nell'organizzazione: cucina e cibo di qualità, cortesia dello staff, stanza con doccia fornita ai partecipanti, albergo elegante e confortevole. Una location ideale ubicata a pochi metri dalla spiaggia. Gino Verardi, il titolare, ha pedalato con il gruppo. Non è cosa da poco, per un imprenditore che lavora incessantemente,ed ha poco tempo per gli allenamenti. Consiglio il Centosedici a tutti i ciclisti e non solo.
La Classicissima, come tutti gli altri raduni organizzati, sono stati esperimenti ciclistici di "vita sociale", nel tentativo di aggregare indole agonistiche, e farle sentire parte di un progetto collettivo; ma non ci sono riuscito !
L'indole umana è quella della competizione; l'indole dei partecipanti alla Classicissima è stata quella dell'estrema competizione, ovvero quella di tagliare per primo il traguardo, senza tollerare che altri potessero mettersi davanti alla ruota. In fondo si è trattato di una corsa clandestina !
Agonistico a parte, tutti i partecipanti sono conservati in uno scrigno prezioso chiamato ricordo e la loro partecipazione è stata una testimonianza di autentica stima . Grazie a tutti. Ma torniamo alla Classicissima. Per dirla con una metafora, il fine della Classicissima è stato quello di dipingere di azzurro un giorno fantastico, effettivamente unico e prezioso. Vi confesso che non è stato facile organizzare anche questa edizione; dietro alle quinte si è lavorato per farvi divertire. L'obiettivo della IV^ edizione era anche quello di tenere fuori dalla Classicissima, le difficoltà che si respirano nella vita quotidiana, a causa della crisi economica europea. Controllare i costi, rendendoli popolari, e regalare una maglia, è stato un risultato non indifferente. Il percorso è stato scelto per la bellezza e per una maggiore standard di sicurezza, visto che le strade sono diventate un esercizio di cinismo, idiozia e follia umana ed eccessivamente trafficate da veicoli. Qualcuno avrebbe voluto, al ritorno, non fare lo stesso percorso (seppure più suggestivo); ma la soluzione adottata era l'unica che consentisse un adeguato standard di sicurezza, considerato il territorio e il traffico locale. Quando si organizza un evento, la sicurezza, è precipua.
Ma non tutti i raduni sono stati così agonistici; ricordo volentieri unica eccezione, il raduno Magna e Pedala, dove invece l'obiettivo è stato raggiunto; ci siamo tutti divertiti a pedalare insieme, anche se a buon ritmo. Cala il sipario sull'ultimo raduno che ho organizzato.
Un ringraziamento va agli sponsor CENTOSEDICI HOTEL RISTORANTE ( il sito CLICCA QUI) e TAMMETTA TREND, al fotografo amatoriale Francesco e ad Hannibal, l'anticiclone, che ci ha consentito di pedalare sotto il sole e con 30 gradi.L'indole umana è quella della competizione; l'indole dei partecipanti alla Classicissima è stata quella dell'estrema competizione, ovvero quella di tagliare per primo il traguardo, senza tollerare che altri potessero mettersi davanti alla ruota. In fondo si è trattato di una corsa clandestina !
Agonistico a parte, tutti i partecipanti sono conservati in uno scrigno prezioso chiamato ricordo e la loro partecipazione è stata una testimonianza di autentica stima . Grazie a tutti. Ma torniamo alla Classicissima. Per dirla con una metafora, il fine della Classicissima è stato quello di dipingere di azzurro un giorno fantastico, effettivamente unico e prezioso. Vi confesso che non è stato facile organizzare anche questa edizione; dietro alle quinte si è lavorato per farvi divertire. L'obiettivo della IV^ edizione era anche quello di tenere fuori dalla Classicissima, le difficoltà che si respirano nella vita quotidiana, a causa della crisi economica europea. Controllare i costi, rendendoli popolari, e regalare una maglia, è stato un risultato non indifferente. Il percorso è stato scelto per la bellezza e per una maggiore standard di sicurezza, visto che le strade sono diventate un esercizio di cinismo, idiozia e follia umana ed eccessivamente trafficate da veicoli. Qualcuno avrebbe voluto, al ritorno, non fare lo stesso percorso (seppure più suggestivo); ma la soluzione adottata era l'unica che consentisse un adeguato standard di sicurezza, considerato il territorio e il traffico locale. Quando si organizza un evento, la sicurezza, è precipua.
Ma non tutti i raduni sono stati così agonistici; ricordo volentieri unica eccezione, il raduno Magna e Pedala, dove invece l'obiettivo è stato raggiunto; ci siamo tutti divertiti a pedalare insieme, anche se a buon ritmo. Cala il sipario sull'ultimo raduno che ho organizzato.
Come è scritto sull'Ecclesiaste " Per tutto c'è un momento e un tempo per ogni azione sotto il sole". Insomma c'è un tempo per ogni cosa; quindi è giunto anche quello di calare il sipario sulla Classicissima, dopo l'ultimo successo. Andare oltre avrebbe significato, organizzare qualcosa di diverso dal progetto iniziale e sarebbe stato troppo impegnativo da realizzare. Questa edizione sarà l'ultima (nonostante le richieste pervenutemi); questa la dedico a coloro che hanno partecipato a tutte le edizioni, condividendo il mio progetto. Un abbraccio ai Classicissimi, a cui auguro i successi agonistici agognati e tanta felicità nella vita.
E ora, come è consuetudine, le "pagelle" goliardiche dei Classicissimi, anche dei Classicissimi, in regime di "sorveglianza speciale ciclistica", cioè quelli che nella scorsa edizione, hanno allungato il gruppo dei Classicissimi, con fughe e menate a tutta; e per questo, erano stati ammoniti, pena l'esclusione dalla successiva edizione. Preliminarmente, il processo alla IV^ edizione della Classicissima, analizza due momenti eclatanti, di follia di gruppo: 1) la Fuga: c'è stata nella forma del tentativo ( per usare la terminologia giuridica). In verità si è trattata di fuga "telefonata", ad opera di un attaccante - kamikaze, non troppo convinto, del team Falasca Cicli, Anima Bike, Zaima, TWP. E' stata pianificata via chat. Ma il servizio di spionaggio aveva informato tutti gli altri e così l'hanno chiusa. Una fuga chiusa in gabbia, che non aveva fiato, e si è fermata sulla piazzola della Panoramica, pronunciando la frase famosa: "Aspettiamo gli altri" ! Non è servita a nulla, neanche per farsi vedere in TV, che non c'era. Sò ragazzi. 2) Il regolamento dei conti c'è stato sulla salita di Itri. Non c'era Sergio Leone a dirigerlo. Si è trattato di una "rissa". Nessuno ha fatto la differenza. Quando le forze si equivalgono è sempre meglio il gruppo compatto, in modo da non fare "brutte figure" e mantenere stile e simpatia. Erano tutti al gancio, e provati. Ma non hanno resistito all'attacco.
Gruppo Ciclistico di Castel Madama " G.C. Gino Garofolo".
Sono i veterani della Classicissima. Indottrinati da Michela e da Giuliano si sono presentati in pace. Nonostante le partenze e gli arrivi, lo zoccolo duro del team laziale, era presente anche a questa edizione, seppure privo di Michela, neo presidente, rimasta vittima di una caduta, due giorni prima del raduno; ne abbiamo sentito la mancanza. A lei giunga un augurio di pronta guarigione. Devo dire che il gruppo di Castel Madama è stato in linea, semi curva, con lo spirito della Classicissima; tutti loro hanno recepito il senso dell'incontro, anche se sono stati qualche volta distratti dalla bagarre, causata da altri, se non altro per dimostrare ( a ragione) che non erano inferiori. Nonostante il livello agonistico di indubbio valore, TUTTI, si sono "sforzati" di assumere una condotta, serena e amichevole, evitando fughe e chiudendo su quelle degli altri. Un grazie in particolare alla coppia che definisco affettuosamente i Marco's, in quanto entrambi si chiamano Marco, forti scalatori e a Giuliano: il loro incarico, assolto in pieno, era quella di seguire il serpentone del gruppo, portando "conforto spirituale" ai ciclisti in trincea.
Team Falasca Cicli, Anima Bike.
La nota dolente della quarta edizione. Si sono sforzati di compiere un miracolo, cercando di tramutare l'acqua in vino, ovvero l'agonismo in pace, ma alla fine hanno tramutato un raduno in un allenamento duro. Agonisti anche quando dormono, gira voce che pedalino sui rulli mentre mangiano in famiglia ! Il famoso team laziale, è stata rappresentata da una compagine di furbi, scaltri e super allenati corridori. Più volte hanno costretto il gruppo a subire forti accelerazioni, cercando di spezzarlo, per tentare la fuga. E' stata scandalosa, quella sulla Panoramica, ad opera di Ivan il Terribile, da me soprannominato "la suocera", il quale non ha dormito la notte prima, per pensare all'attacco e fare saltare il banco. Il ciclista in questione è l'emblema della forza marziana e della strategia agonistica stile Risiko: ha il ruolo di solista, di accendi miccia. Ma il personaggio più efferato ciclisticamente parlando, è il Drago, che una volta in sella, dimentica, il senso di pietà umana; egli pedala con un ghigno diabolico, disegnato sulle labbra, che mantiene sempre serrate, per non fare intendere all'avversario eventuali segni di difficoltà, non suda, e non è rilevabile all'occhio dell'inesperto, alcun segno di sofferenza sportiva. Sostiene di allenarsi poco; ma nessuno ci crede più, da quando la Garmin, gli ha consegnato un computer sofisticato e segreto che usa per i suoi massacranti allenamenti, anche notturni. In corsa di solito non parla; quella volta che lo fa è solo per minare la sicurezza degli avversari. Anche nella precedente edizione aveva dimostrato un atteggiamento bellicoso, causando persino turbe psichiche ad alcuni partecipanti. Questa volta è andato oltre, cercando di accendere il raduno, non in prima persona, ma indirettamente ed in modo scaltro, per evitare le squalifiche annunciate. Ma la giuria in gara non dormiva e ha visto tutto. Sapeva di essere osservato, e allora ha pianificato che fosse uno del suo team, e non lui, ad attaccare sulla salita della Panoramica. E' riuscito nel suo intento, facendo aumentare l'andatura, in salita, a circa 22 km/h, costringendo il resto del gruppo a rincorrerlo. Mossa furbesca, da squalo degli oceani, e da corridore di corse clandestine. Ovviamente la tattica pianificata, prevedeva l'inserimento di Massimo e Paolo,che si alternavano in testa al gruppo. Massimo, si volteggiava come un condor, tenendo d'occhio il resto della comitiva, e parlando con gli altri, in modo da verificare chi di loro fosse in affanno e quindi in difficoltà, per evitare di marcarlo. Ma in fondo li comprendo: il team è stato pensato per gareggiare e per avere il massimo risultato nelle competizioni, è evidente che fanno fatica a pedalare in modo socialmente utile. Si sono sforzati per non farsi "notare", ma ogni tanto, le loro gambe sembravano come impazzite, e colte da un fremito di formidabile vigore, incominciavano a frullare a tutta, allungando il gruppo e raccogliendo imprecazioni cortesi strillate da quanti si vedevano costretti a rilanciare l'andatura in modo improvviso e da chi stava raccogliendo i fiori nei campi. Devo fare un distinguo: Paolo, che ha saputo mettere da parte l'agonismo che è proprio di ogni corridore, garantendo un servizio da gregario di lusso, al resto del gruppo. Al Drago invece è scappato, come sempre, e con cinismo, il pedale; quest'anno è peggiorato nella condotta di pedalata, rimanendo sempre in testa al gruppo a rilanciare l'andatura, divertendosi al pensiero di torturare. E pensare che il giorno prima aveva fatto la sgambatura per liberare le gambe, a suo dire, messe in croce dalla Nove Colli. Ovviamente non era credibile, si trattava di mero tatticismo. Ivan, alla sua prima partecipazione, è stato diabolico e sabotatore, tessendo trame oscure con il Drago, ed inventando il fuori programma fantozziano sulla salita della Panoramica. Non sono adatti ai raduni spensierati e goliardici; diciamo che potrebbero essere i primi, ma non raccolgono i risultati, in quanto si distraggono tra di loro. Sono sicuro che presi singolarmente, in sella, potrebbero essere umani. Ivan il Terribile, il giorno dopo, ha trattato in anticipo, come portavoce del team, le condizioni per la loro prossima partecipazione, con un comunicato categorico, fattomi recapitare per le vie brevi. Ovviamente le loro richieste talebane, con prove di selezione, stile Isola dei Famosi, non possono essere accettate.
I veneti.
La loro condotta di pedalata è stata perfetta dal punto di vista del socialmente utile. Nonostante il loro valore agonistico, (ciclisti da 20.000 km all'anno, in pratica dei camionisti a due ruote), si sono dimostrati rispettosi dello spirito del raduno. Entrambe hanno incarnato il senso della Classicissima. Il Vecchia ha avuto anche modo di misurarsi con il gruppo degli incursori, colto da un irrefrenabile desiderio di sverniciata sul muro di Itri. Luciano ha avuto il tempo di fermarsi per raccogliere delle violette ed inserirle sul manubrio: una sorta di Peace e Love del terzo millennio. Pronti alla sfida, ma anche al sacrificio per la migliore riuscita dell'incontro. La loro affezione al raduno mi fa onore; hanno fatto tanti chilometri con l'auto per raggiungere la riviera d'Ulisse e questa è un autentica testimonianza di affezione. Meritano una cittadinanza ad honorem.
Gruppo Passoni ( non ufficiale).
Capitanati da Mauro, si sono visti poco. Mi dispiace non avergli potuto garantire una pedalata "serena", dal punto di vista della velocità, a causa della muta degli agonisti, che si stavano giocando il piazzamento ambito al prossimo Tour de France. E' stato la componente "umana" del gruppo. Complimenti a Mauro che è riuscito, con scaltrezza, a trovarsi sempre nel posto giusto, per farsi immortalare dal fotografo. Mauro ha fatto caricare sull'ammiraglia, due bombole con una miscela composta da elio ed azoto, mescolati alla Red Bull, in modo da potere rianimare, in caso di bisogno, Mottola e gli altri ciclisti che venivano colti dallo spasmo causato dalla sofferenza fisica e/o dall'ansia da prestazione sportiva.
J
Dopo l'episodio che lo ha visto protagonista indiscusso della penultima edizione, è stato "curato" presso una clinica di veterani del Tour de France, e gli è stato insegnato che la bicicletta non è un arma. Questa volta è rimasto costantemente nel gruppo, dimostrando finalmente di essere riuscito ad inserirsi nella Classicissima, in modo sereno. Tuttavia va segnalato un episodio avvenuto alla partenza. E' stato richiamato dalla giuria, a seguito, dell'occultamento della maglia ufficiale, sotto un indumento misterioso di colore scuro. La maglia è stata sequestrata e sarà analizzata dalla NASA. Fonti non ufficiali, parlano di tessuto miracoloso, capace di fare aumentare la potenza in watt, grazie ai pannelli solari che rilasciano plutonio attraverso la pelle. Comunque l'attività di "recupero al raduno", iniziata dopo la precedente edizione della Classicissima, ha portato i suoi frutti: in questa edizione, J., si è dimostrato socialmente utile, sacrificandosi per i partecipanti in difficoltà, facendo la spola, dalla testa alla coda del gruppo; inoltre non ha mai acceso la miccia o posto in essere fughe. Molto bene.
Nottola
Per tutto l'anno assume un tono minore, poi, improvvisamente, si risveglia alla Classicissima, come un fiore in primavera, dimostrando di essere disposto a tutto, finanche alla tortura, pur di unirsi al gruppo degli attaccanti. Spasmi e dolori, lo hanno fatto contorcere in sella, a causa del limite di cilindrata, ma non molla. Abbandonata la dieta orientale, ha preso qualche chilo di troppo, ma in sella fa miracoli. In futuro, bisognerà attrezzare l'ammiraglia, con un defibrillatore, per scongiurare eventuali crisi cardiache, oppure bisognerà limitargli la velocità in corsa per evitare drammi. Purtroppo la sua logica di agonista, non gli consente, di sentirsi adeguato, in un raduno, aperto anche ai non agonisti. Credo che il tempo gli abbia fatto sviluppare un senso masochistico, tanto da provare esaltazione e soddisfazione a rincorrere i big del raduno. Sempre peggio. Oramai ho perso la speranza di renderlo appropriato per un raduno.
Gennaro
Lo ringrazio per avere disegnato la maglia della Classicissima. Abbiamo pedalato insieme e con soddisfazione, per buona parte del percorso. E' l'amico del pedale, che prima o poi ti aspetti di incontrare, lungo le strade piene di agonisti permanentemente, sul piede di guerra, anche quando ti parlano: quanto sono noiosi !Gruppo Passoni ( non ufficiale).
Capitanati da Mauro, si sono visti poco. Mi dispiace non avergli potuto garantire una pedalata "serena", dal punto di vista della velocità, a causa della muta degli agonisti, che si stavano giocando il piazzamento ambito al prossimo Tour de France. E' stato la componente "umana" del gruppo. Complimenti a Mauro che è riuscito, con scaltrezza, a trovarsi sempre nel posto giusto, per farsi immortalare dal fotografo. Mauro ha fatto caricare sull'ammiraglia, due bombole con una miscela composta da elio ed azoto, mescolati alla Red Bull, in modo da potere rianimare, in caso di bisogno, Mottola e gli altri ciclisti che venivano colti dallo spasmo causato dalla sofferenza fisica e/o dall'ansia da prestazione sportiva.
J
Dopo l'episodio che lo ha visto protagonista indiscusso della penultima edizione, è stato "curato" presso una clinica di veterani del Tour de France, e gli è stato insegnato che la bicicletta non è un arma. Questa volta è rimasto costantemente nel gruppo, dimostrando finalmente di essere riuscito ad inserirsi nella Classicissima, in modo sereno. Tuttavia va segnalato un episodio avvenuto alla partenza. E' stato richiamato dalla giuria, a seguito, dell'occultamento della maglia ufficiale, sotto un indumento misterioso di colore scuro. La maglia è stata sequestrata e sarà analizzata dalla NASA. Fonti non ufficiali, parlano di tessuto miracoloso, capace di fare aumentare la potenza in watt, grazie ai pannelli solari che rilasciano plutonio attraverso la pelle. Comunque l'attività di "recupero al raduno", iniziata dopo la precedente edizione della Classicissima, ha portato i suoi frutti: in questa edizione, J., si è dimostrato socialmente utile, sacrificandosi per i partecipanti in difficoltà, facendo la spola, dalla testa alla coda del gruppo; inoltre non ha mai acceso la miccia o posto in essere fughe. Molto bene.
Nottola
Per tutto l'anno assume un tono minore, poi, improvvisamente, si risveglia alla Classicissima, come un fiore in primavera, dimostrando di essere disposto a tutto, finanche alla tortura, pur di unirsi al gruppo degli attaccanti. Spasmi e dolori, lo hanno fatto contorcere in sella, a causa del limite di cilindrata, ma non molla. Abbandonata la dieta orientale, ha preso qualche chilo di troppo, ma in sella fa miracoli. In futuro, bisognerà attrezzare l'ammiraglia, con un defibrillatore, per scongiurare eventuali crisi cardiache, oppure bisognerà limitargli la velocità in corsa per evitare drammi. Purtroppo la sua logica di agonista, non gli consente, di sentirsi adeguato, in un raduno, aperto anche ai non agonisti. Credo che il tempo gli abbia fatto sviluppare un senso masochistico, tanto da provare esaltazione e soddisfazione a rincorrere i big del raduno. Sempre peggio. Oramai ho perso la speranza di renderlo appropriato per un raduno.
Gennaro
Centosedici.
Il Centosedici, co-sponsor dell'evento, è stata perfetto nell'organizzazione: cucina e cibo di qualità, cortesia dello staff, stanza con doccia fornita ai partecipanti, albergo elegante e confortevole. Una location ideale ubicata a pochi metri dalla spiaggia. Gino Verardi, il titolare, ha pedalato con il gruppo. Non è cosa da poco, per un imprenditore che lavora incessantemente,ed ha poco tempo per gli allenamenti. Consiglio il Centosedici a tutti i ciclisti e non solo.


