sabato 29 agosto 2026

Anteprima. Canyon Predict Smart Bike Concept, la bici pensata per la sicurezza del ciclista. Serve davvero nella realtà? No.

E' inutile e non rispettoso parlare di bici da corsa quando tanti (troppi) ciclisti muoiono o sono feriti in incidenti stradali. Penso che i ciclisti non dovrebbero acquistare più bici fino a quando i Governi (e in particolare quello italiano, dato che l'Italia è una Repubblica fondata sulle auto e sugli automobilisti) non risolveranno il problema della loro sicurezza stradale. Non dobbiamo più tollerare di essere bersagli mobili, oggetti in movimento da abbattere o colpire, alla stregua di un animale selvatico cacciato da persone che per hobby uccidono esseri viventi...BASTA! Non siamo bersagli da caccia, siamo persone! E' assurdo pagare tanto (troppo) denaro per acquistare bici senza avere in cambio strade sicure. BASTA! Non se ne può più di leggere notizie di aggressioni e di incidenti stradali a danno di ciclisti e pedalatori, vittime della strada asfaltata; anche la strada asfaltata è di tutti e non solo " di lor signori automobilisti" ! E che il problema annoso riguardi quella che voi chiamate bici da corsa, e che invece chiamo bici da strada asfaltata (l'asfalto è il suo limite), lo dimostra anche il nuovo concept esposto a giugno 2026 dalla Canyon e forse disponibile tra 3 anni, la Predict ! E' una bici da strada asfaltata. La scelta non è casuale. L'asfalto è campo di battaglia. Ma la Canyon Predict, il cui nome evoca un potere taumaturgo, una capacità di preconizzazione, sarebbe o sarà davvero capace di evitare gli incidenti stradali causati dagli automobilisti, dato che sono solo loro ad uccidere o ferire colposamente i ciclisti e non è mai (e non potrebbe accadere) il contrario? No e non potrebbe ! E' solo l'ennesima trovata pubblicitaria ordita dal marketing costretto a risolvere il problema delle vendite della bici da corsa, alias bici da strada asfaltata, diminuite rispetto alle bici MTB, Gravel e alle E-bike. In sintesi: la Canyon Predict è dotata di 4 telecamere per una copertura a 360 gradi, di 4 sensori radar, di un computer Edge AI (intelligenza artificiale) integrato, di sensori pressione pneumatici, di una batteria integrata da 1 kg per alimentare il sistema, di luci anteriori e posteriori sul telaio, di ampio display sul manubrio. Il sistema integrato di "predizione", è collegato e collegabile con il casco dedicato, il casco "intelligente" Stingr ( ma la bici può funzionare anche senza casco e viceversa) che mostra la pedalata sul display della visiera, con tutte le info raccolte dal sistema integrato, casco ancora in fase di completa realizzazione, lo chiamerei "distaccatore dalla realtà stradale", dato che se guardi il display  interno al casco, non guardi la strada, è evidente, tanto vale pedalare sul rullo di nuova generazione con schermo e popcorn! Perché la Canyon Predict servirà o servirebbe solo al marketing e non al ciclista o al pedalatore? Perché se l'automobilista è distratto dall'utilizzo dello smartphone (nella realtà gli automobilisti per utilizzare lo smartphone guidano ovvero continuano ad utilizzarlo anche quando guidano, essendo una dipendenza come le droghe, l'alcool e le sigarette), se l'automobilista percorre a velocità elevata e quindi è incapace di evitare "un ostacolo" come il ciclista, se l'automobilista è ubriaco, è drogato, se l'automobilista deliberatamente sorpassa o supera il ciclista ad una distanza inferiore a 1,5 metri nonostante il divieto aggiornato del codice della strada, se l'automobilista non rispetta il ciclista, lo insulta o lo provoca, come accade nella realtà stradale, a cosa serve l'intelligenza artificiale se non deve interagire con persone intelligenti come quelle che violano il codice della strada? Cosa te ne fai di un sensore che ti avvisa che ti stanno venendo addosso a 100 km/h? Cosa te ne fai delle luci se l'automobilista non le può vedere perché chatta o telefona o è sotto l'effetto dell'alcool e/o delle sostanze stupefacenti!? Insomma BASTA! Non ci prendete in giro con le solite trovate pubblicitarie. Il Marketing è una piaga sociale, un offesa agli esseri intelligenti. Per essere ciclista contano le gambe e lo stile di vita, tutto il resto è marketing. Dateci strade sicure, altro che intelligenza artificiale e tecnologia che annienta o limita la funzione celebrale, siamo persone pensanti, non consumatori dipendenti dalla droga dell'acquisto compulsivo. Nel frattempo, che i Governi facciano il loro lavoro di sicurezza stradale e rimando a quanto consigliato da tempo per limitare il rischio e divertirsi di più, senza respirare tutto lo smog dell'asfalto: strade secondarie, sterrate, bianche, strade nascoste, da pedalare non con le bici pensate solo per la velocità sull'asfalto, ma con bici pensate per essere veloci e stabili su tutte le strade, è tempo di Gravel. Diciamo le cose come stanno: la velocità con la bici da corsa non puoi farla se non hai gambe allenate e forti e le strade adatte, cioè senza semafori, traffico, buche, sassi (ne basta uno per cadere) eccetera; bici da corsa è un ossimoro nella realtà di oggi. Siate ciclisti e non pedalatori. Non illudetevi o fatevi illudere dal marketing. E soprattutto siate ciclisti e non automobilisti e quando pedalate non ragionate come l'automobilista. La Canyon Predict sarebbe o sarà utile solo nel caso in cui alla guida di auto, moto, camion, furgoni, non ci sono o saranno persone, ma computer che interagiscono tra di loro; sulla strada, l'intelligenza umana di chi uccide o ferisce al volante non può interagire efficacemente con quella tecnologica. E’ inebriata. Sic. Così è.  

Conclusioni. La bici dovrebbe essere prescritta dal SSN (Servizio Sanitario Nazionale)! E' un "farmaco" per la salute pubblica. Invece non solo costa sempre di più, ma diventa un problema pedalare sulle strade asfaltate pubbliche. Se il diritto alla salute è riconosciuto dalla Costituzione della Repubblica italiana, allora perché non risolvere il problema della sicurezza stradale togliendo dalle strade le troppe auto, costruendo piste ciclabili protette lungo tutta la Penisola, insegnando ai ragazzi e agli allievi delle scuole guida che il ciclista siamo tutti noi, sono persone da rispettare e tutelare! E' un problema culturale e in Italia la cultura è fatica e quindi viene allontanata da troppe persone, vittime consapevoli di un sistema che li illude di essere liberi, ma che di fatto, li rende incapaci di pensare e decidere. Ciclisti toglietevi dalla strada asfaltata. Esistono le Ciclovie che percorrono tutta l'Italia, lungo strade secondarie e sterrate. Il pedalatore conosce solo le strade asfaltate perché ragiona con la logica dell'automobilista, essendo automobilista che ogni tanto pedala. Lo ripeto, esseri ciclisti è uno stile di vita. Piuttosto muniamoci di action camera con lunga autonomia per raccogliere prove documentali in caso di problemi con gli automobilisti. Saluti ciclistici. 

 

2 commenti:

  1. E' appena il caso di precisare che sono accaduti fatti di una gravità inaudita, anche questa estate 2026...uno su tutti....quello accaduto nella provincia di Torino....dove un automobilista settantenne ha volontariamente investito più volte, un gruppetto di ciclisti che pedalava sulla strada provinciale....ma come non ricordare gli spari a salve contro un gruppetto di ciclisti in provincia di Vicenza...e la campagna di odio mediatico diffusa sui social contro i ciclisti ad opera dei vigliacchi leoni da tastiera, e degli automobilisti infastiditi dalla presenza dei ciclisti sull'asfalto.....l'asfalto "è cosa loro"...i ciclisti non devono infastidirli! Ma il bollettino di guerra stradale è lungo, non posso citarlo completamente.
    Per onestà intellettuale i pedalatori fanno di tutto per farsi odiare, pedalando in gruppo, in mezzo alla strada, rallentando il traffico....ma da lì a tentare di ucciderli o aggredirli la reazione è esagerata...la strada non è un campo di battaglia! Gli automobilisti devono rispettare il codice della strada ( e non lo fanno sempre) e quindi devono sorpassarli ad una distanza non inferiore a 1,5 metri e comunque con un adeguato distanziamento laterale.
    Ecco questi fatti e tutti gli altri non citati e riportati sono la premessa indispensabile a questo post. Penso che forse quelli della Canyon non ne siano a conoscenza, altrimenti un prodotto del genere non lo avrebbero potuto nemmeno concepire per onestà intellettuale. Mi piacerebbe parlarci con il CEO della Canyon...mi piacerebbe farlo anche con gli altri CEO di brand che pensano a sviluppare prodotti senza pensare alla sicurezza stradale dei ciclisti, quella concreta, non quella ipotizzata nei concept...il problema della sicurezza stradale non è affrontabile e risolvibile con il marketing! Il ciclista non è " un pollo" da spennare, intendo dire da svuotargli le tasche illudendolo, ma è una persona da tutelare. Ragazzi... se continua così bisognerà mettere nella lista degli esseri viventi in pericolo di estinzione anche i ciclisti. Saluti ciclistici.

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  2. Mi piacerebbe portare con me, a pedalare sulle strade asfaltate italiane ,il CEO della Canyon...sono sicuro che non le conosce e soprattutto non avrà mai pedalato in Italia.....altrimenti il concept non lo avrebbe presentato. Caro CEO vieni con me....ti faccio comprendere cosa significa pedalare in Italia, quando ci sono automobilisti che ti odiano....altro che sensori....a noi servirebbero missili ! Da noi ci sono "stracciazoccole" che abbassano il finestrino e ti prendono in giro, ti insultano o ti stringono per farti cadere....da noi il rispetto del prossimo è facoltativo, come fermarsi allo STOP! Caro CEO della Canyon, per capire cosa serve davvero al ciclista amatoriale non devi seguire le corse di ciclismo alla TV, il mondo professionistico è lontano anni luce....dovresti pedalare con noi o avere nel tuo staff ciclisti amatoriali italiani di quelli veramente ciclisti praticanti con anni e anni di esperienza, dei veterani.....se non metti o mettono prima in sicurezza le strade aperte al traffico, tutto il resto non serve, nemmeno l'IA..... ci vuole ben altro che luci, sensori, e "sirene".
    Caro CEO della Canyon perché invece di sprecare milioni per sponsorizzare le corse di ciclismo professionistico, non spendete soldi per la sicurezza stradale, soprattutto in Italia ? Ovviamente è un invito rivolto a tutti i brand. Saluti ciclistici.

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