venerdì 3 giugno 2022

I pedalatori succhia ruote

 


9 commenti:

  1. Hai detto bene, parassiti nel senso letterale e direi quello più infimo. Considerato il gran numero di gente che padala cui oggi assistiamo se ne accodano sempre di più (mai viste tante bici in giro portate da ogni tipologia di umano). Mi permetto di aggiungere un'altra categoria infima quanto la prima che hai citato, anzi, peggio, quelli che vedi da lontano avanti a te e che ti aspettano perchè ti vedono, rallentano con astuzia direi, li passi e poco dopo, non subito zac ne intravedi ombra e percepisci presenza malefica al pari dei tafani quando sei in salita, col sole allo zenith, mani strette sulla piega, testa china sguardo in basso e vedi la loro ombra, ti seguono, si mettono dietro di te altezza sedere pronte a colpire!!! Tornando ai parassiti ne hai disegnato in maniera perfetta modi ed attegiamenti a me danno fastidio entrambi e proprio settimana scorsa ne ho, scusa il termine, "sfanXulati un paio", si erano accodati in 4 a me ed amico, senza dire nulla, si sono messi a parlare ad alta voce tipo osteria, starnazzare il termine calzante ed anche questo è bruttarello, tra intercalare di vario genere, parolacce e spesso bestemmie, la gente sente e guarda e non è il massimo come biglietto da visita. comunque uno mi è messo appiccicato dietro e già mi fastidio perchè non ti conosco, non so chi sei e se sai andare in bici e se mi tocchi da dietro cadi te ma posso cadare anche io, ma ho capito dopo 5 minuti, si è messo con la sua mezzaruota sulla mia posteriore e allora, una volta gli ho fatto segno di star dietro, due volte, alla terza ho rallentato e gli ho spiegato pacatamente di andare a quel posto, che cosi era pericoloso, quasi quasi voleva avere regione lui.

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  2. Ciao, condivido il pensiero e il concetto è chiaro, la fatica in bici fa'parte del divertimento, altrimenti te ne stai a casa.
    Ad ogni modo quando a me capita che qualcuno si accoda in silenzio l'unica cosa che mi diverto fare è arrivare a un cm dalla buca, magari non pericolosa, evitarla all'ultimo, così il parassita se la becca.
    Saluti a tutti i ciclisti

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    1. mi permetto, per quanto possano essere fastidiosi una roba del genere può essere pericolosa, molto pericolosa.

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  3. Ti ho scoperto per caso, navigando, e ti trovo sempre estremamente divertente e spesso utile, visto che condivido TOTALMENTE sia la tua filosofia ciclistica sia il disprezzo per la dabbenaggine di tanti verso il ciclo-marketing - da anni come te tuono contro l'idiozia del disc, la follia delle guaine integrate, l'inutilità del tubeless, la futilità del cambio elettrico e la furbizia commerciale della gravel. Ma, a 68 anni suonati, mentre la maggior parte dei miei compagni dei vari gruppi che ho sempre frequentato si ostina a fare tappa solo ai bar in quote non superiori ai 90 m slm, per non tradire la mia ostinata fedeltà all'unica vera pratica di bici che ho conosciuto (e che non ho mai tradito), non posso che collocarmi nella categoria dei "succhiaruote diplomatici". Devo tuttavia dire che, forse per rispetto verso l'età, forse per approccio e umiltà personale, godo di miglior reazioni di quelle espresse dal tuo video. Guardami e ricorda - è una battuta - che "voi siete ciò che noi fummo, noi siamo ciò che voi sarete". Un saluto.

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    1. Ciao Gabriele R. Grazie per il Tuo commento. Premesso che nessuno è costretto a fare da gregario agli altri, se non è compagno di squadra, ci tengo a precisare alcune cose: 1) andare a ruota è sempre un atto di cortesia "da chiedere" a chi spende per te più fatica contro il vento ( "si porta la sposa" dico sempre), quindi educazione a parte, rimane sempre il fatto che nessuno ti obbliga a stare a ruota, se vuoi rimanerci senza dare un cambio, non puoi pretendere che quello che ti porta a casa, non ti dica che sei un succhia ruote, a prescindere dall'età; 2) si danno sempre i cambi, in modo regolare, "si gira", in gergo, cioè ci si alterna, se non si riesce a farlo, ci si stacca ( tanto non dobbiamo dimostrare niente a nessuno soprattutto quando si è ciclisti anziani) oppure si chiede se si può rimanere a ruota; 3) personalmente non sono mai andato a ruota, senza dare cambi regolari, mi piace allenarmi contro il vento, e mi sento più sicuro a stare davanti; ho sempre portato a ruota pedalatori e ciclisti, ma se mi accorgo che non sanno tenere la distanza di sicurezza, allungo e li stacco, lo faccio per evitare incidenti. Detto ciò a proposito del "memento morte", che hai scritto nel tuo commento, ti dico che ho ammirazione per i ciclisti anziani, sono un punto di arrivo, li stimo. Detto ciò c'è sempre qualcuno più forte di noi, a prescindere dell'età, e dell'umiltà; è intelligente e sportivo riconoscerlo, ma se si hanno gambe per succhiare la ruota di chi è più forte, allora è corretto dare cambi; niente è gratis. Ti ringrazio molto per il tuo follower e spero ancora di leggere tuoi commenti. Saluti ciclistici.

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    2. Claudio, giusto per confrontarsi e capirsi (ma sono sicuro che già ci capiamo) riprendo i tuoi punti:
      1) quando mi accodo a quelli che "vanno", che sono succhiaruote me lo dico da solo, e devo dire che in generale la cosa viene intrepretata come un complimento, quindi bene accolta. Devo dire che con questo approccio umile, trovo quasi sempre simpatia paziente. Poi, non è che sono proprio "fermo", soprattutto in pianura, e (v. punto 2)...
      2) non mi sono mai sottratto, finché ho potuto, ma oggi con certi sono obbligato a limare se non voglio raggiungere i livelli di scarsa lucidità che, altrove, hai denunciato. Se vedo che ci sto arrivando (capita quando c'è vento forte contro, perché quelli con la gamba non accettano la riduzione di velocità e spingono ancora di più) mi stacco io. Va detto che quei gruppi, comunque, non fanno quasi mai feriti. Per questo - chiosa che apprezzerai - la maggior parte delle uscite sono da solo e per allenarmi come tu, profeticamente, insegni. Un saluto.

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    3. Ciao Gabriele R. Certamente che ci siamo capiti, ma ho approfittato del Tuo gradito commento, per rispondere alle "ipotetiche" obiezioni che mi farebbe chi non tira per scelta "tattica" ( si riposa per prenderti in contro piede, scattandoti da dietro, appena si arriva a destinazione, come capita dalle mie parti) o perché gli piace andare a rimorchio. Immaginavo già che ti accodassi occasionalmente e/o nel tuo gruppo e nel gruppo il rimorchio fa parte del gioco, si tira un pò a testa. Il succhia ruote "professionista" è invece il pedalatore sconosciuto che vuole sfruttarti senza chiederti il permesso e senza un motivo oppure vuole fregarti al "traguardo". Tempo fa mi capitò di passare un ciclista che mi chiese per cortesia di stare a ruota perché non ne aveva più; lo portai fino a destinazione e ci salutammo. Solidarietà a chi è in difficoltà. Non avevo dubbi che ti allenasi principalmente da solo; stima assoluta ciclista. Saluti ciclistici.

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  4. un "passaggio" non si nega mai se c'è cortesia e rispetto, assolutamente. nel mio piccolo se supero qualcuno e vedo che magari è in difficoltà ad esempio per vento forte faccio sempre il gesto di accodarsi se vuole, mi è capitato di far accodare e poi di girare per dividersi il vento in faccia. Stimo profondamente i ciclisti di vecchio corso, più grandi di me e mi piace se capita scambiarci due parole. Da noi nel gruppo abbiamo un mito classe 1935, Nunziato, col suo passo macina chilometri e montagne, è di casa a Passo Lanciano e sulle montagne d'Abruzzo. Incontrato proprio questa mattina. un grande Ciclista.

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  5. Penso che tematiche come questa siano fondamentali per i ciclisti. Peraltro a proposito di ciclisti veterani o ciclisti anziani penso che essi vivano una situazione ideale: non hanno più lo stress e l'impegno del lavoro, possono gestirsi al meglio, allenamenti e uscite, sono serenamente immuni dagli impegni (figli e lavoro), che invece attanagliano i ciclisti più giovani o meno anziani. Mi fa piacere incontrarli; qualcuno saluta, altri no, forse non saranno abituati a farlo o semplicemente se ne fregano di tutto e tutti, dall'alto dei loro anni, quando vivi oramai staccato dalle convulsioni frenetiche che fanno impazzire il mondo; qualcuno invece prova ancora a battagliare in scia a gruppi di ciclisti "trainanti", altri invece solitari, altri ancora uniti a gruppetti di coetanei, da me battezzati gruppetti INPS. Il ciclista anziano veterano, cioè quello che ha sempre pedalato, sin da ragazzo o da molti anni, è una sorta di generale, un alto in grado tra i ciclisti, uomo resistito al tempo e alle difficoltà, un "punto di arrivo" ideale per tutti i ciclisti. Se penso agli ex campioni o ex corridori prof diventati ex a tutti gli effetti, in sovrappeso, privi dello stile del ciclista, dico, che è meglio essere un ciclista anziano veterano, che un ex campione o ex corridore in stato "comatoso", un non ciclista. Saluti ciclistici

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