martedì 4 febbraio 2014

Leggere le geometrie del telaio di una bici da corsa.

La scelta corretta del telaio si fa leggendone le geometrie. Dall'analisi si comprende il carattere, la prestazione del telaio, almeno sulla carta, molto dipende dalla qualità e dal tipo delle  fibre del carbonio, e da come sono orientate nel tessuto. La particolarità del carbonio sta proprio in questo:  la qualità e l'orientamento delle fibre influenzano la prestazione. Basti pensare alla differenza strutturale tra il Trek Madone e la BMC top di gamma: nella Madone il fendente è un continuo dell'orizzontale. La Madone per questo può essere paragonata ad un motore aspirato, in quanto la risposta è immediata. Invece la BMC per la sua particolare conformazione, può essere paragonato ad un motore turbo anni '80, che non ha una partenza immediata, ma una volta che prende giri, la particolare struttura funge da "molla". Ma torniamo ai concetti generali cioè alle geometrie del telaio. 
L'angolazione del tubo sterzo e il rake incidono sulla risposta della sterzata; più è alto questo valore, più sarà lenta la risposta nella manovra. Un fodero del carro posteriore più corto determina una minore flessione, quindi il  telaio sarà più rigido e più reattivo. L'altezza del movimento centrale incide sulla stabilità della bicicletta; più è alto e meno è stabile. L'angolazione del tubo sella è un cofattore che incide sulla trasmissione della potenza; più è inclinato e più il telaio scarica sulla strada la forza della pedalata, dunque si spreca meno potenza ( ecco perchè i telai slooping sono più reattivi). La misura del tubo orizzontale non può essere modificata. Il passo cioè la distanza tra i due assi, ha un valore specifico per ottimizzare la distribuzione del telaio.  


6 commenti:

  1. Ciao Claudio , ragionando sulle geometrie del mio R5 mi chiedevo come mai anche le taglie più piccole (48 nel mio caso ) abbiano tutte angolo piantone 73° quando tutti gli altri telai da salita hanno 75° (emonda , urgestalt ,ran) . Da quanto ho capito angoli chiusi sono per passisti e aperti per scalatori ....o sbaglio ?

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    1. Ciao Franco.
      Per la precisione Emonda taglia 50 ha un angolo piantone che misura 74,60 °, mentre l'Urgestalt taglia 48 ha un piantone di 74,50 °.
      Sbagli. L'inclinazione angolo piantone serve a valutare altri parametri.
      In genere i valori variano tra i 72 e i 75 gradi, anche se attualmente i costruttori preferiscono un angolo più comodo cioè tra 74 e 75. Ovviamente molto dipende dalla taglia, per esempio Giant su taglie grandi arriva persino a 76°. Il motivo è che un angolo più aperto, quindi più inclinato, rende il telaio più comodo, perchè le vibrazioni non finiscono dritte sulla schiena,la pedalata è più rotonda e più potente ( perchè si spinge con posizione più reclinata rispetto all'asse), c'è una maggiore stabilita e quindi nel totale è una scelta più efficace, più prestazionale. Questa scelta è comunque la migliore e non è un caso che è quella usata dai maggiori produttori proprio perché c'è bisogno di offrire un telaio che abbia il migliore compromesso confort/prestazione. Il confort è fondamentale: un telaio non comodo è inutile.
      Diversamente un telaio con il piantone dritto è poco comodo.
      Va detto anche che la reattività dipende anche da altri parametri come la qualità e il tipo di modulo del carbonio, la lunghezza del carro posteriore ( più corto più reattivo, ma meno stabile), la larghezza della scatola del movimento centrale ( più è larga e più è rigida, e quindi più è forte la spinta sui pedali; attualmente la più larga sul mercato è la BB90 brevettata dalla Trek).
      Questa è la premessa.
      Il modello Cervelo R5 ha un inclinazione che rispetto ai modelli da te menzionati, risulta essere meno comoda perchè in linea di principio un angolo piantone più chiuso è meno comodo scaricando le vibrazioni dritte sulla schiena. Certo poi occorre verificare come sono state orientate le fibre, il tipo di modulo del carbonio.
      Spero di essere stato chiaro. Fammi sapere se hai bisogno di altri chiarimenti,
      Saluti ciclistici

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    2. Salve io vorrei fargli una domanda su 2 telai quale differenza c'è tra un telaio Specialized SL4 Works ed un Giant Propel SL tutti e 2 del 2014 su quali circuiti potrebbero andare bene per le loro caratteristiche e a livello di comfort qual'e più prestazionale ?
      Grazie in anticipo

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    3. Benvenuto sul blog.
      Il Giant Propel è un telaio aero cioè destinato prevalentemente alle gare in circuito; invece lo Specialized SL4 ( non più in produzione) è invece versatile, quindi adatto ai percorsi vallonati, montani e montato con ruote a profilo alto anche alle gare in circuito.
      Le prestazioni differenti dei due telai quindi seguono l'indicazione predetta. Il Propel è meno confortevole, meno leggero e più rigido lateralmente e torsionalmente del modello SL4.
      Spero di essere stato esaustivo.
      Saluti ciclistici

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    4. Grazie molto gentile e competente se mi permette vorrei fargli un altra domanda a riguardo si parla tanto di t800 oppure t1000 ,modulo,fibre orientate ma alla fine quale parametro bisogna vedere per un buon carbonio rigido adatto per gare a circuito.
      La ringrazio nuovamente

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    5. Grazie.
      Un telaio deve essere "letto" cioè deve essere valutato principalmente per le geometrie; è la chiave di lettura. Un telaio da circuito deve avere un carro corto, un assetto compatto perchè deve essere reattivo e rigido. Più le tubazioni sono corte e più sarà preciso e sensibile nello scatto e nello scaricare sull'asfalto la potenza.
      Conta anche la larghezza della scatola del movimento centrale. Per quanto concerne la tipologia del carbonio, ogni telaio non è costruito utilizzando una sola fibra di carbonio, ma viene realizzato combinando più tipologie di pelli di carbonio. Si sceglie una tipologia a seconda del prodotto che si vuole creare. Un carbonio può essere più leggero ma più fragile, più rigido ma meno leggero, più rigido ma meno confortevole. Insomma T800 o T1000 non significa che è stato usato solo questo carbonio, ma è solo una trovata del marketing e al più viene indicata una delle tipologie del carbonio usata, la più costosa. Conta anche il processo di compattazione del carbonio e della resina. Insomma il telaio è più complesso di quello che si potrebbe pensare.
      Un telaio da circuito p sicuramente il Giant Propel o il Madone 9 o lo Specialized Venge, tanto per fare alcuni nomi, tutti telai massicci e rigidi, con una particolare struttura dei tubi e geometrie che li rende adatti a questo percorso.
      Saluti ciclistici

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