mercoledì 5 gennaio 2022

Pedalare sull'acqua ! #lanuovaresistenza

Stamane mi sono arrampicato, come sempre, sui monti, in compagnia dei boschi e dei cinghiali. Ero solo e non ho incontrato idioti al volante che mi sfioravano con lo specchietto; immerso nel silenzio dei monti, con il viso e le mani accarezzate dal vento freddo, ma sopportabile, per chi è abituato a pedalare in salita, anche in inverno; ho incontrato strade sporcate dal mal tempo: sassi, fango e acqua che scendeva giù dai monti. Allora mi sono fermato, in discesa, poco più di un minuto, per fare un piccolo video demo, e spiegare a chi non sa, che pedalare in discesa (e in salita) e frenare sull'acqua che scende dalla montagna, con una bici da corsa, senza freni a disco e con tubolari da 23 mm....SI .....PUO' ..... FARE .... e lo scrivo "urlandolo", come fece Gene Wilder, nel celeberrimo film Frankenstein Junior! Qualcuno mi dirà " Va bè tu sei abituato a pedalare sul rullo libero, sei abile..."; si è vero, ma vi posso assicurare che TUTTI possono farlo, TUTTI possono urlare SI...PUO'....FARE, meravigliandosi nell'esserci riusciti ! Fino a qualche anno fa, nessuno lo avrebbe messo in dubbio, ma ora, a causa del lavaggio del cervello fatto dal marketing, tutto quello che era certo, e lo è ancora, è stato messo in discussione pro domo sua cioè per fare in modo che le persone si convincano del contrario ed acquistino quello che non gli serve. Primo consiglio. Non farti confondere ed impaurire; controlla la tua mente e cancella la paura; riprendi il "controllo" di te stesso; abbi fiducia in quello che sei e fai.  Secondo consiglio: esci dalla massa e pensa che sei unico, anche quando pedali; non farti prendere in giro dal marketing; scegli quello che è davvero utile ed innovativo, adatto solo a te. Io sorrido quando vedo pedalatori, soprattutto novelli, assolutamente ingenui, abboccare all'esca del marketing, resa più appetibile, dai promo dei corridori professionisti, pagati per fare pubblicità! Essere aggiornati sul marketing, essere marketizzati cioè alla moda, non significa essere ciclisti. E' comico vedere pedalatori omologati dal marketing ! E' sorrido perché non sono massificato, non sono allineato al pensiero dominante. Io pratico #lanuovaresistenza  e mi piace liberare le menti degli appassionati, dalla nuova dittatura, chiamata mercato, consumismo. Terzo consiglio. Pedalatore avvisato, mazzo salvato; ragazzi non vi fate prendere in giro; si può pedalare e frenare anche con una bici da strada con freni standard, in ogni condizione. Saluti ciclistici. 


4 commenti:

  1. Ciao Claudio e ciao a tutti i lettori.
    Mi fa riflettere anche il semplice fatto che tutti i ciclisti che negli anni hanno pedalato e fatto giri lunghi o corti....gare o GF con inevitabili condizioni meteo avverse e di conseguenza si sono fatti discese Dolomitiche o non con la pioggia e i freni RIM.... siano quelli che adesso non possano vivere senza Disc o addirittura si indignano se li contraddici.
    Convincere le persone a volte è difficile o impossibile perché è semplicemente più comodo non ragionare, ma farsi portare dalle ali del marketing. Poi facciamo finta di nulla se al Tour de France, Giro d'Italia, giro di Lombardia ecc ecc vincano i campioni veri con bici RIM. Meglio guardare i social con le marchette di pseudo prof improvvisati!
    E dopo è giusto così chi vuol capire capisce e gli altri che si arrangino e paghino pegno per le loro decisioni.
    Saluti a tutti i ciclisti

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    1. Aggiungo.....vogliamo parlare di Cassani che presenta sui social la sua nuova Pinarello F con freni tradizionali insieme a Fausto Pinarello, scrivendo che a lui il freno a disco non serve perché se piove non esce ( e in verità nemmeno quelli che hanno la disc), e se becca la pioggia frena prima; mi piace la sua foto sorridente insieme al Patron del marchio e la sua nuova bici fiammante rim brakes ! Vogliamo parlare del corridore prof Andrea Guardini che si fa una bici tutta per se, una Specialized SL5 con freni tradizionali montata con le Lightweight presentandola sul suo profilo social ! A me sembra che qualche crepa sul "muro" si incominci a vedere !!!! Saluti ciclistici.

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  2. Ciao Luca. Complimenti per il tuo commento. E' proprio così; sembra che fino a ieri noi non abbiamo pedalato, ma giocato a tennis; sembra che fino a ieri abbiamo frenato con i piedi; sembra che fino a ieri eravamo tutti pazzi a fidarsi dei freni tradizionali. In realtà c'è molto di più di una questione tecnica che attiene alla scelta della bicicletta; la spiegazione la si trova in quella che gli esperti chiamano propaganda o psicologia della pubblicità. In buona sostanza, si tende a far perdere alle persone la capacità di critica, di autodeterminazione, attraverso un attività di informazione che tende a ridurre lo spazio opzionale, in modo da pilotare le opinioni e le scelte individuali, attraverso la presentazione reiterata di modelli ( di prodotti) che assumono i tratti tipici dello stereotipo. Perfetto l'aggancio dei corridori prof che hanno un forte ascendente. Del resto è noto, ed è un dato tecnico incontrovertibile, che la bici da strada con i freni a disco, ha limiti e problemi ( basti pensare al fatto che Shimano è stata costretta a rifare completamente il freno a disco con il nuovo 12 velocità); le ho testate e ho capito che la bici road disc è stata solo una grande, immensa attività di marketing, finalizzata a far cambiare la bici a tutti e ad aumentare le vendite, togliendo di mezzo, una macchina collaudata ed affidabile come la bici da strada con freni tradizionali. E la cosa incredibile che ci sono tanti pedalatori che per sentirsi adeguati e adattati al sistema massificato, ostentano conoscenze della bicicletta che non hanno, per convincere gli altri, allo stesso modo come altri hanno fatto con loro, senza avere la consapevolezza di quello che dicono! In pratica un sistema piramidale di persuasione formidabile ! E tutto questo è stato molto facile da mettere su, in una società, come quella attuale, formata da persone che per la maggior parte, è debole e senza cultura, gente che soffre di ansia solo se qualcuno li guarda, che non può fare altro che seguire la massa, per sentirsi accettato dalla società. Ma forse hai ragione tu; che si arrangino e paghino pegno. Ma poi penso a quelli del marketing e mi incazzo e allora scrivo post come questo, per onestà intellettuale. Saluti ciclistici.

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  3. Buongiorno Claudio,
    mi unisco a voi citando due fatti degli ultimi giorni. Venerdì ero nel negozio dove effettuo la manutenzione della bici e trovo un vecchio amico passato di recente ad una bici disk. Gli chiedo: “come ti trovi?” Riposta: “tutto sommato non va male ma a dir il vero andava bene anche l’altra..” Ieri, invece, sono salito sul monte dietro casa mia e mi sono fidato a scendere dall’altro versante perché è stato asfaltato di recente pur se so che è più esposto alle correnti. Bene, in due tratti all’11% trovo circa 200 metri di strada che brilla. Me ne sono accorto per tempo, me lo aspettavo, ho rallentato e li ho superati..punto..che altro c’è da dire? Ah si… ho una bici rim tra l’altro con ruote nuove del 30 dicembre e quindi con piste da rodare…

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