sabato 23 dicembre 2017

Test Bike: Look 785 HUEZ

Target
Si fa presto a dire, "prendo il telaio top di gamma, così ho il meglio" ! Assolutamente no, anzi; dipende.
La "linea di confine" tra la media e l'alta gamma si assottiglia con il tempo. Oggi con un corretto ed esperto assemblaggio, si possono raggiungere pesi conformi o inferiori al limite UCI di 6 kg e 800 grammi, addirittura, uguali al peso di alcuni telai d'alta gamma, assemblati con componenti non estremi; non è un caso. Infatti molti marchi hanno deciso di non commercializzare telai di alta gamma con pesi ultra leggeri, scegliendo invece telai meno leggeri, per avere prodotti più resistenti e più rigidi nella prestazione. Questo è lo stato attuale del mercato. Da tester posso dire che condivido questa scelta di mercato.
Stante il miglioramento della qualità dei telai di media gamma, ho deciso di recensire un prodotto destinato a chi non vuole spendere cifre importanti, senza rinunciare alla prestazione.
La scelta è caduta sulla Look 785 Huez, telaio monoscocca di media gamma, realizzato con lo  stampo per l'autoclave del modello top di gamma, la Look 785 Huez RS. Dunque unico stampo, medesime geometrie; cambia il modulo del carbonio impiegato e ovviamente il peso e il prezzo.
Un po' di sigle. Ieri 585 e 595, oggi 785. Comune denominatore, Look Cycle. Per la gamma del marchio francese ho pedalato sull'allora telaio a congiunzioni, per antonomasia, il 585, e poi su quello a congiunzioni con carro posteriore monoscocca, il 595, telai top di gamma, prodotti in Tunisia, nella fabbrica della Look Cycle, telai di nicchia, originali e performanti. Adesso è tempo del nuovo telaio monoscocca, così mirato per il segmento salita/montagna, da chiamarlo Huez, e non solo un numero, 785.
E dentro questi numeri c'è tutta una storia, quella del telaio a carbonio. Look Cycle fu tra le prime a produrli, nel 1985; qualità assoluta, forme esclusive, soluzioni tecnologiche all'avanguardia.
Qualcosa è cambiato nella localizzazione della produzione; del resto la storia della bicicletta è complementare a quella mondiale, travolta dalla globalizzazione, Look Cycle non produce tutta la gamma in Tunisia, ex colonia francese, come nel caso della Look 785 Huez e della Look 785 Huez RS, prodotte in Taiwan, ma solo alcuni prodotti, come 795, 695, 796, 989, 987 e tutti i componenti in carbonio. Comunque va detto che fare produrre nell'area geografica dell'Oriente, sede della più grande industria del carbonio e dei prodotti in composito, non inficia la qualità, anzi, serve ad evitare il maggiore costo di produzione e non solo. In Oriente, si producono i filamenti e le pelli di carbonio, per tutto il mondo; le strutture industriali orientali possiedono know how e tutto quello che serve per produrre il meglio al minore costo, per effetto della economia di scala, con manodopera assolutamente preparata e qualificata.
Presentazione del prodotto
Attualmente la 785 Huez è disponibile come bicicletta completa. Il prezzo è interessante, a partire da 2.299,00  € con l'assemblaggio più economico. La scatola del movimento centrale è l'affidabile e performante BBPF 86,5 di derivazione Shimano. Serie sterzo integrata FSA e cablaggio interno. Freni cantilever. 
La Look 785 Huez è costruita con carbonio HM (Alto modulo), per il 50%, e carbonio HR ( Alta resistenza) per il restante 50%.  Il valore della quantità e della resistenza al carico di rottura è espresso in  ton/mm2. La Look 785 Huez è prodotta con carbonio HM del tipo 46T ( ton/mm2) denominato M46 per una percentuale dell'8%; con carbonio IM ( carbonio intermedio) del tipo 30T (ton/mm2) denominato T800 per una percentuale del 42%. Per quanto riguarda invece il carbonio HR, è stata utilizzato la tipologia 12T, denominata Glass R per l'11% ed infine, la tipologia 24T chiamata T700 per il restante 39%. Specifiche tecniche che servono a comprendere meglio la Look 785 Huez e come si costruisce il telaio in carbonio.
Modulo e pelli di carbonio alla stregua degli ingredienti di una ricetta abilmente preparata da uno chef ! Ogni tubo che compone il telaio, è concepito e realizzato scegliendo la tipologia del carbonio adatta all'utilizzo a cui è destinato, per ottenere la  prestazione desiderata; dunque non solo le geometrie, ma anche la posizione e l'orientamento delle pelli del carbonio formano il carattere del telaio. Per esempio se si vuole rigidità molto elevata, si utilizzerà il modulo HM, il doppio più rigida del modulo HR, ma più fragile e leggera. Ma attenzione; costruire solo il modulo HM, significherebbe ottenere un telaio ultra rigido, leggero, molto fragile. E allora occorre combinarlo con altri moduli e cioè HR e IM, complementari. Il modulo HR, è meno rigido, ma più resistente, con una elevata resistenza all'allungamento e alla rottura, meno leggero però, in quanto occorre più materiale per ottenere la rigidità necessaria. Il modulo IM, cioè Modulo Intermedio, ha invece una spiccata capacità di buona resistenza. Da ultimo, il modulo VHM, ovvero Ultra High Modul, quello più leggero e rigido in assoluto, ma il più fragile, tanto da essere usato in piccole quantità; per esempio, nel caso, della 785 Huez RS solo il 10%, del tipo 90T, denominato YSH-60A. Il VHM non viene utilizzato per costruire la 785 Huez.  Le pelli di carbonio pre impregnate sono disponibili in due forme: a) fibre intrecciate in diverse direzioni; b) fibre unidirezionali chiamate UD, orientate in un unica direzione, realizzate con una successione di strati; dalla scelta dell'orientamento delle fibre per ogni strato dipende la prestazione che si vuole ottenere. 
Ogni tubo ha un dato carico di rottura, in funzione dell'utilizzo; ecco perché il tubo orizzontale, il più fragile, non deve essere utilizzato come sedia dai ciclisti stanchi o da quelli che si vogliono sentire fichi, imitando alcuni corridori professionisti,  che si fanno fotografare, seduti sulla bicicletta, come se fosse una poltrona. Mi viene da sorridere quando li vedo. Certo nel caso dei corridori prof, poco importa, tanto non lo pagano, ma nel caso dei ciclisti amatoriali, invece sono problemi seri. Un altro motivo per non imitare i corridori professionisti; non conviene farlo mai.
Gli spessori dei tubi della 785 Huez e della 785 Huez RS misurano 0,6 mm. Quindi minimo spessore, per minimo peso.
La forcella della 785 Huez ha steli diritti per ammortizzare le asperità del fondo stradale ed avere un maggiore controllo, oltre a preservare la serie sterzo. E' ben strutturata ed ha un peso nominale di 350 grammi. Il telaio 785 Huez ha un peso nominale di 990 grammi nella taglia S. 
Il telaio e è garantito a vita. Leggere le condizioni della garanzia,  CLICCA QUI .


Test su strada.

La macchina con la quale ho pedalato è stata assemblata dalla Look Cycle Italia con ruote in carbonio Corima 47 S1 e copertoni Continental Ultrasport da 25 mm, gruppo Ultegra Di2 con guarnitura 52/36 e cassetta 11/28, curva in alluminio Look, reggisella Look LS2 carbon da 27,2 mm ( la misura più efficace in termini di confort), Sella Italia SLR Techno-Flow, pedali SpeedPlay Zero con asse in acciaio. L'officina della Falasca Cicli ha sostituito l'attacco fornito con quello Fizik per motivi di compatibilità con l'assetto avanzato consigliato dal mio biomeccanico.
Non condivido la scelta delle Corima 47S1, su questo tipo di telaio; il profilo alto con sezione larga da 26 mm non è polivalente ( altezza cerchio 47 mm). Peraltro le ruote testate, non avendo una pista frenante specifica, hanno dimostrato di avere poco grip. Trasparente invece di una pista frenante ruvida danno questo risultato.
La Look 785 Huez in taglia XS ha le seguenti geometrie: angolo tubo sterzo 71,80 °, angolo tubo/reggisella 74°, distanza centro del movimento centrale/attacco della ruota anteriore, 568 mm, drop del movimento centrale ( altezza della scatola del mc rispetto alla strada) 65 mm, lunghezza carro posteriore 405 mm, lunghezza tubo orizzontale 513 mm, altezza tubo sterzo 117 mm. Dall'analisi delle geometrie, emerge netto e chiaro, il "carattere" corsaiolo della 785 Huez. Dico sempre "slopping accentuato scatto assicurato"; del resto è sufficiente, dare un occhiata alla testa dritta del reggisella, conformazione resa necessaria per compensare l'angolo accentuato del tubo sterzo e del tubo/reggisella.
Il passaggio del cavo del freno posteriore, è stato instradato, e non sfiora l'interno della coscia; soluzione scelta per assecondare la linea elegante del telaio. La guaina del modello test era molto corta, e questo non migliora l'escursione della leva del freno posteriore; ho notato una diminuzione della scorrevolezza e dell'efficenza della frenata. Peraltro la guaina installata non era Shimano. Forse un problema di montaggio.
Al netto di questa considerazione, il test su strada ha fornito riscontri positivi. Se dovessi comparare la Look 785 Huez ad un motore, direi che la sua risposta alla spinta sui pedali, è paragonabile ad un motore aspirato. Non è secca e veloce, ma più progressiva. Sorprende il fatto che nonostante il peso e il profilo delle ruote, dei componenti non leggeri, la Look 785 Huez ha dimostrato una discreta reattività; sarebbe interessante testarla con altri componenti più leggeri. Ovviamente il distributore ha assemblato la bici test con la componentistica in linea con il prezzo del telaio; anzi le ruote sono top di gamma. Ma credo che questo telaio possa dare ancora di più con un assemblaggio più leggero.
Il confort è discreto, con queste ruote e l'attacco e manubrio in alluminio entry level. Le vibrazioni venivano amplificato dall'alluminio dei componenti. Di contro il copertoncino molto largo, ha migliorato la resa.
In discesa la Look 785 Huez è dunque maneggevole, veloce e precisa nell'inserimento nelle curve strette e tecniche; nessuna sbavatura, nessun errore di traiettoria da correggere, si inserisce con forza e velocità, in modo sicuro. La stabilità è netta e dominante, anche con il vento laterale, e le ruote a profilo alto. Con altri telai percorrendo le stesse discese, anche contro il vento proveniente dal mare, ho avuto meno performance e problemi di stabilità. Merito della forcella con steli larghi e strutturati , della linea compatta del telaio e del peso distribuito in modo ottimale.
In salita, la Look 785 Huez ha una reattività più che discreta, merito della distribuzione delle pelli e della scelta del modulo, nonché dell'angolo del telaio e della forcella; sui pedali, si avverte la netta rigidità torsionale della scatola del movimento centrale, e del tubo sterzo/forcella e questo facilità la resa della pedalata e diminuisce lo sforzo atletico. Nei cambi di ritmo secchi la Look 785 Huez perde rispetto ai telai più leggeri, complice il peso meno leggero e la ruota ad alto profilo, non adatta alla salita superiore al 5%.
In pianura la Look 785 Huez dimostra una velocità, costante e progressiva; nessun pericolo di sbandamento con le scie laterali dei mezzi pesanti e in generale non perde mai il controllo con il vento laterale. Un mezzo sicuro.
Sui percorsi vallonati, è divertimento puro; si pedala "spinti", nel senso che non si perde mai velocità e si gestisce con facilità il cambio di pendenza.  La Look 785 Huez è effettivamente veloce ed agile la prestazione sui "mangia e bevi".
Il peso della macchina test è alto, ma non sorprende, considerando, sia il livello dei componenti utilizzati, come per esempio il manubrio, l'attacco, le ruote, decisamente non leggeri, sia la scelta della Look di renderla molto rigida. Tale valori sono impensabili con un telaio ultra leggero. Di contro un telaio ultra leggero, è generalmente più reattivo ovvero scattante, ma anche in questo caso, dipende dalla scelta e dalla combinazione del modulo e delle pelli di carbonio. Niente è scontato.

In sintesi. La Look 785 Huez è compatta e maneggevole, stabile e veloce. Spiccano in particolare la rigidità laterale e torsionale della scatola del movimento centrale e del carro posteriore, parametri i cui valori, sono superiori ad alcuni top di gamma. Sono stato davvero impressionato dal livello di rigidità della Look 785 Huez. Ottimo. La Look 785 Huez ha il carattere della macchina da competizione: rigidità laterale e torsionale, maneggevolezza e stabilità sono ottimi, superiori al livello di un telaio da media gamma. La consiglio ai ciclisti che puntano al migliore rapporto prezzo/qualità, e a quelli che scelgono di competere nelle Gran Fondo e nelle corse nei circuiti brevi e nervosi. Consiglio di scegliere la versione base, da 2.299,00 €, sostituire la componentistica, in modo da raggiungere un peso inferiore a quello dell'UCI.


Il test è realizzato in collaborazione con la Look Cycle Italia e il rivenditore autorizzato Falasca Cicli.
Un ringraziamento al biomeccanico Juri, per l'assetto avanzato utilizzato nel test.


Pagella:

Rigidità laterale: 10 
Rigidità torsionale: 10 
Reattività: 6,5
Stabilità: 10 
Maneggevolezza: 10 
Confort: 7,5
Peso: 7
Qualità della verniciatura:10
Rapporto prestazione/prezzo: 10
Estetica: 10


Saluti ciclistici.














venerdì 22 dicembre 2017

Grammomania: Giro Vanquish MIPS






domenica 17 dicembre 2017

Grammomania: Look 795 Aerolight RS







In collaborazione con il rivenditore Falasca Cicli e Look Cycle Italia. Saluti ciclistici.

Le Focus Izalco Max del team Falasca Zama Greco Anima Bike

Settanta irresistibili, assolute, belle, coraggiose, forti, intelligenti, vittorie del team amatoriale Falasca Zama Greco Anima Bike conseguite nell'anno che sta terminando. Superiorità manifesta. Oltre questi straordinari corridori, ai loro tanti sacrifici ed allenamenti interminabili, con la pioggia, il freddo e il caldo torrido, c'è tutta una macchina organizzativa, uno staff, capace di pianificare l'impegnativo e lungo calendario agonistico. Sacrifici ed investimenti che hanno ripagato gli sponsor e gli atleti. Come non ricordare, l'edizione trascorsa delle Strade Bianche, con l'ingresso trionfale di Roberto Cesaro, campione italiano, il cui urlo liberatore, echeggiò nella splendida piazza del Campo, così forte, da suggellare una vittoria più bella di quella del giorno prima, ottenuta dal campione del mondo UCI, Michael Kwiatkowski; le straordinarie vittorie di Pisani e Del Prete, che hanno vinto con classe e potenza, sui circuiti più impegnativi del calendario nazionale; le potenti volate di Zaottini; tutte le altre vittorie, degli altri corridori del team, valenti atleti.  
Le 70 vittorie del 2017 del team Falasca Zama Greco Anima Bike, rimarranno incise nella storia del ciclismo amatoriale nazionale, esempio unico e fulgido. 
La nuova stagione è alle porte. I corridori e il management del team più vittorioso, saranno presenti alla partenza, motivati e determinati, pronti  a riaffermare il primato. Riusciranno a confermare la supremazia ? Si vedrà. 
E mentre continuano i preparativi per la stagione 2018, sono andato a vedere le nuove biciclette  fornite ai corridori Cesaro, Pisani e Del Prete. 
Un altra esclusiva del blog più letto dai ciclisti e non solo.  
Saluti ciclistici.
La Focus Izalco Max Sram Red eTap di Roberto Cesaro ( colorazione white blue red in taglia M)

La Focus Izalco Max Ultegra Silver Freestyle taglia S di Del Prete

La Focus Izalco Max Dura Ace Di2 di Pisani, colorazione Naked Freestyle taglia M

I rispettivi pesi:






Il logo del team 

Per chi volesse acquistarle al termine della stagione agonistica oppure volesse acquistare gli stessi modelli contattare .......

mercoledì 13 dicembre 2017

La manutenzione della bicicletta.

La manutenzione della bicicletta è cosa buona e giusta. Imparate a farla o a farla fare regolarmente, per tenerla pulita, per controllare lo stato del telaio e dei componenti, e scoprire in tempo, eventuali cricche e danni. Attenzione, controllare sempre il forcellino del cambio e il serraggio al telaio, per evitare danni e problemi al cambio e soprattuto mantenete pulita la trasmissione in ogni sua parte, anche per allungarne la durata. Ripassare con chiave dinamometrica, ogni vite, e controllare ogni serraggio, persino quello delle tacchette delle scarpe. Vite allentata, guaio assicurato. Dotatevi di cavalletto sul quale posizionare il telaio senza ruote, ce ne sono di ogni tipo. Se non siete portati a farlo, portatela regolarmente dal meccanico di fiducia. Insomma la "pulizia sta male solo nelle tasche". Abbiate cura della vostra bicicletta e lei si prenderà cura di voi, sulla strada. Saluti ciclistici. 

domenica 10 dicembre 2017

Grammomania: Bontrager Velocis.

Un altra pesa esclusiva dei caschi strada Bontrager. Peso reale 252 grammi. In collaborazione con il lettore del blog, Flavio e Falasca Cicli rivenditore autorizzato. Saluti ciclistici.


 



sabato 9 dicembre 2017

Manutenzione. Come non lavare la bicicletta.

Nelle istruzioni c'è scritto di non lavare la bicicletta con l'acqua a pressione per non danneggiare i componenti. Eppure foto come queste, riempiono il web. In altre parole equivale a spiegare come riempire la bicicletta d'acqua e per l'effetto, la serie sterzo e la scatola del movimento centrale. Quello che posso consigliare è di non lavarla come fanno i meccanici dei team. Il motivo è semplice: l'acqua "sparata" a forte pressione, penetra ovunque, in particolare nella scatola del movimento centrale, e nella serie sterzo. Se non ci credete provate a smontare il reggisella e a capovolgere la bicicletta; occhio, qualche pesce potrebbe saltare fuori. C'è da dire, che i meccanici dei team, non lavano solo, ma smontano, asciugano, lubrificano e rimontano, dopo ogni uscita, ogni gara; e voi sareste in grado di farlo ? Lo spiego perché qualcuno pensando di fare bene ad emularli, poi ha avuto problemi meccanici alla bicicletta. Quindi pulitela frequentemente per controllare eventuali cricche e problemi vari, per rimuovere sporcizia dalla catena, ma fatelo solo con un panno umido, asciugatela,  applicate un prodotto di protezione sulla vernice. Noi rider puri, non pratichiamo la disciplina del ciclo cross o della MTB, non attraversiamo il fango; non c'è bisogno di usare la lancia termica; e se pedalate con la forte pioggia, e magari lo fate spesso, vi toccherà smontarla o farla smontare. Ovviamente fate sempre controllare periodicamente la bicicletta da corsa dal meccanico di fiducia competente. Buona manutenzione. Saluti ciclistici. 


venerdì 8 dicembre 2017

BMC Pro Team 2018. All disc road ?

Per la prossima stagione agonistica, la BMC Pro Team, squadra UCI Pro Tour, potrebbe correre solo in sella a biciclette da corsa con freni a disco. Le foto sono state scattate durante il primo ritiro che si sta svolgendo in questi giorni in Spagna. Mi chiedo se la Shimano imporrà contrattualmente l'uso dei freni a disco ai corridori delle squadre sponsorizzate. Se fosse così sarebbe l'unico modo per farli usare e porre fine alla diatriba, creatasi da qualche anno tra corridori e freni a disco. Comunque da quello che ad oggi vedo dai ritiri degli altri team, non mi sembra che tutto si siano dotati di bici solo con freni a disco, anzi. Ciò potrebbe dipendere dal livello di sponsorizzazione. Per esempio la BMC Pro Team ha un forte legame contrattuale con la Shimano. Stay tuned. Saluti ciclistici. 





mercoledì 6 dicembre 2017

Pinarello Bolide TT vince il premio AD Compasso d'oro International Award.

Ricevo dalla Pinarello il comunicato del conseguimento del premio.......




Saluti ciclistici. 

Grammomania: Bontrager Ballista.

Si ringrazia per la collaborazione, il gran fondista "Prestigioso", Flavio e il rivenditore autorizzato Falasca Cicli. Saluti ciclistici.





La nuova galleria del vento di TU/Eindhoven. High Tech Crit Festival 2018.

Che l'Olanda, come le altre nazioni del Nord Europa, fosse avanti per quanto concerne l'utilizzo della bicicletta nella città del futuro, lo sapevamo; adesso la nazione delle due ruote silenziose, ha realizzato qualcosa di straordinario, lontano anni luce, dalla povera Italia, fondata sulle auto e sullo smog. Nell'ambito di quella che viene definita la Silicon Valley dell'Europa, cioè l'aerea geografica dove è ubicata il futuristico polo universitario Tu/Eindhoven, è stata realizzata la prima (ed unica) al mondo, galleria del vento, dove un team completo, con tutti i corridori, può testare all'unisono, le posizioni ideali nel treno! In buona sostanza, se tutte le altre gallerie del vento, consentono di provare l'assetto, ad solo un corridore, la galleria di TU/Eindhoven, consente di provare la posizione ideale a più corridori contemporaneamente ! Ma come diceva Henry Ford "C'è vero progresso solo quando i vantaggi di una nuova tecnologia diventano per tutti", e allora gli olandesi hanno pensato di metterla a disposizione, all'interno della manifestazione High Tech Campus di Eindhoven, che si terrà nella capitale ciclistica d'Europa, il 23 e 24 del prossimo giugno. Il futuro è già qui, anzi in Olanda. Saluti ciclistici.








domenica 3 dicembre 2017

Lightweight Meilenstein Disc

"Se hai deciso di farlo, fallo almeno al meglio.", ahimè ! Questo è il consiglio che dò a quanti decidano per motivi personali, di scegliere una bicicletta da corsa con i freni a disco.
La Lightweight ha presentato le ruote in carbonio compatibili con i freni a disco, la Meilenstein e la Wegweiser. La Meilenstein è la versione disc del famoso ed ambito modello a profilo alto. E' stato interessante dargli un occhiata, per capire come la Lightweight  ha pensato di risolvere quelli che sono i problemi della ruota per freni a disco. Le ricordo brevemente: 1) dissipazione del calore del disco e la resistenza del supporto del disco e del mozzo in carbonio ( il calore generato dalla frenata surriscalda il mozzo e non più la pista frenante); 2) asimmetria della forza frenante (problemi di tenuta e resistenza della forcella); 3) assenza di uno standard unificato.
Altro aspetto da conoscere è che le ruote con i freni a disco road, devono avere mozzi più larghi per ospitare i dischi e devono essere dotate di un asse over size per garantire una maggiore stabilità. Anche la linea della catena è diversa, il che richiede una guarnitura adeguata ( non è un caso che la Shimano ha progettato una nuova trasmissione con il Dura Ace R9100 e Ultegra R8000). La misura dei pneumatici quindi deve essere più larga. Ciò pone il problema di avere anche un telaio con un carro posteriore adeguato, cioè più largo. 
Mi viene da sorridere quando i ciclisti si confrontano sulla  opportunità di scegliere o meno,  pneumatici più larghi ! Il fatto che le coperture sono disponibili da 25, da 28 ed oltre è solo per una economia di scala ( come direbbero gli economisti); diminuire i costi di produzione, aumentando la  quantità prodotta, significa avere la necessità di allargare il mercato anche ai ciclisti che non usano i freni a disco su strada. Punto. Il resto è marketing e non sostanza. 
Per quanto concerne il primo problema, la Lightweight ha fatto qualcosa di unico: il mozzo pentagonale, un pentagono over size di costruzione imponente, nei cui angoli, sono addensante le pelli di carbonio, della migliore qualità, il cui modulo segreto ( come del resto tutta la lavorazione) è stato scelto per resistere alle alte temperature che si sviluppano durante la frenata, soprattutto nelle lunghe discese alpine. In pratica il supporto in carbonio del disco sollecitato dalle alte temperature può deformarsi o rompersi, ma Lightweight ha dato la sua soluzione al problema. Del resto che il mozzo (per via dell'induzione di calore generata dal disco), è il tallone d'Achille di tutte le ruote per freni a disco, in particolare di quelle in carbonio per strada, lo avevo fatto capire la Shimano, che ultimamente ha sviluppato un disco, dotato della tecnologia Ice Tech, in modo da ridurre il cosiddetto fenomeno chiamato fading, cioè la riduzione della potenza di frenata dovuta all’accumulo di calore, specialmente sulle lunghe discese. La Lightweight è andata oltre, sviluppando una ruota in carbonio con mozzo e supporto in carbonio del disco, assolutamente unici e a detta del produttore tedesco, affidabili nel tempo. Ha sviluppato questa ruota, e l'ha data agli ingegneri della Magura tedesca, per farla sottoporre a stressanti e lunghi test; in particolare a quello in cui la Meilenstein è stata frenata a 50 km/h a pieno carico per 20.000 volte. Ebbene la Lightweight riferisce che la Meilenstein non ha riportato deformazioni, nonostante le migliaia di frenate proibitive. Certamente ci troviamo davanti ad una ruota realizzata dal migliore costruttore al mondo, ma adesso la Lightweight Meilenstein Disc inizierà a misurarsi con la strada e con le lunghe discese alpine. Per chi deciderà di optare per le biciclette con i freni a disco, credo che questa soluzione, possa essere la migliore, budget permettendo. Leggerezza, rigidità e soprattutto qualità assoluta dei materiali, possono risolvere i problemi e i limiti  che caratterizzano in genere le ruote a disco. Insomma se dovete proprio farlo, fatelo al meglio. La Meilenstein è larga 24 mm, quindi più confortevole e meno reattiva. 
Quello che posso dire, sin da ora, è che la Lightweight ha sviluppato da sola, anche il progetto disco strada, con soluzioni tecnologiche uniche e di sostanza, rispetto alla concorrenza. Conoscendo a fondo gli altri prodotti del marchio tedesco, posso dire, che c'è da attendersi ottimi risultati anche da questo nuovo progetto. Ma come sempre è la strada a poterlo e doverlo dire. 
Per quanto concerne il secondo problema dei freni a disco, la Lightweight ha introdotto il nuovo telaio Urgestalt, la cui forcella, ha uno sviluppo asimmetrico tale da garantire una maggiore resistenza alle forze torsionali e unilaterali, tipiche del freno a disco; sarebbe interessante capire se questa maggiore rigidità garantirà il confort necessario. 
Le ruote Lightweight Disc montano dischi Magura. 
Le foto le ho scattato all'interno dell'officina di Falasca Cicli, rivenditore autorizzato Lightweight dove ho trovato due Urgestalt disc, una con le Lightweight Meilenstein, l'altra con le Lightweight Wegweiser. Saluti ciclistici.