sabato 22 aprile 2017

E' morto Michele Scarponi, uno di noi.



E' morto Michele Scarponi, uno di noi. Lo ha ucciso il conducente di un furgone che avrebbe dichiarato di non averlo visto ! Mi
Astengo con difficoltà di esprimere un mio commento a questa raccapricciante dichiarazione !
E' un momento duro per tutti i ciclisti. Un altro di noi che se ne va, vittima della strada. Oggi è toccato a Michele Scarponi. Anche il suo sacrificio ci ricorda che non c'è rispetto per i ciclisti sulla strada e che alcuni automobilisti rappresentano un problema sociale. Li vedo sfrecciarmi accanto mentre chattano, parlano al cellulare, fanno sesso, leggono, guardano la TV, insomma fanno di tutto meno che guardare la strada; altri persino non sono lucidi perché guidano sotto l'effetto di droghe e alcool. Qualcuno si diverte a sfiorarti con lo specchietto, altri ti tagliano la strada, e non si fermano allo stop. Qualcuno di questi idioti patentati, ti chiede scusa, con il sorriso, quasi a prenderti in giro. La pazienza è arrivata al limite, la misura è colma. Da anni che sul blog scrivo che sarebbe opportuno, almeno istituire un divieto di sorpasso ad una distanza inferiore a 1,5 metri. Ecco il link dell'ultimo posto scritto sull'argomento CLICCA QUI
Ora qualche parlamentare ha ripreso l'idea e l'ha trasformato in un disegno di legge. Spero che non sia l'ennesima furbata politica per avere spazio e notorietà. Spero che invece diventi legge. Ma ho i miei dubbi. Ho letto persino che il governatore del Veneto in carica, ha chiesto cosa ne pensassero i lettori di Facebook, un post che ritengo provocatorio, non sono nato ieri; vi risparmio i commenti scritti contro i ciclisti. Vi rimando al post in questione, se non è stata rimosso. Io penso che c'è troppo odio in questa nostra società e tutti sono contro tutti. Sulle strade è diventato un esercizio di odio verso il prossimo. 
Un ciclista muore investito ogni 35 ore. Nessuno fa nulla per impedirlo. A partire dal governo di Gentiloni CLICCA QUI . La sicurezza dei cittadini e' una delle priorità dei governi, ma la sicurezza stradale in Italia e' latente, anzi e' a livelli di paesi del Terzo Mondo ! C'è bisogno di alzare il numero delle vittime per fare qualcosa di utile per i cittadini ciclisti ? C'è bisogno di altro ancora per capire che trattasi di una strage quotidiana ? Oppure devo pensare che anche per questo governo non ha tra i suoi obiettivi europei quello della sicurezza stradale che come le sarà noto rappresenta per gli altri Stati membri una priorità quotidiana. Oppure anche questo governo pensa che le strade sono solo per le auto perché garantiscono un maggiore gettito fiscale ? In altri paesi del pianeta terra si fa qualcosa come il divieto di sorpasso a meno 1,5 metri, piste ciclabili sul territorio, e addirittura una tutela governativa come avviene nel Messico  CLICCA QUIl
#salviamoiciclisti
Caro Michele, ti voglio ricordare con questa foto, scattata molti anni fa. Aiutaci da lassù. R.I.P.

venerdì 21 aprile 2017

Giro del Centenario. Press Conference of Bahrain Merida Pro Cycling Team.

Pubblico l'invito del Bahrain Merida Pro Cycling Team alla presentazione della squadra capitanata da Nibali che parteciperà al Giro d'Italia 2017, il Giro del Centenario. Nibali, Boaro, Siutsou, Navardauskas, Agnoli, Pibernik, Pellizzotti, Visconti e Moreno, saranno presentati il 3 maggio 2017 alle ore 15,00, presso l'Hotel Villa Las Tronas, ad Alghero. Saluti ciclistici.


mercoledì 19 aprile 2017

New battery Shimano BT-DN110

La⚡New Shimano Di2 battery chiamata BT-DN110 offre Synchronized Shifting a Ultegra 6800-series e Dura-Ace 9000-series. In pratica, con la  nuova batteria è possibile aggiornare le precedenti versioni Di2 !!! Dura-Ace R9100 -9105 evolve tutto il sistema di gestione della cambiata, i firmaware collegati, la piattaforma e-Tube, con enormi vantaggi adesso usufruibile anche per i sistemi Di2 della generazione precedente. Il lancio dell’ultima versione della trasmissione, ha reso disponibile anche un rinnovato firmware, capace di offrire le opzioni di Synchronized Shifting tra deragliatore e bilanciere posteriore, anche per i sistemi Di2 Ultegra 6800 e Dura Ace 9000: questa funzione è attivabile con l’impiego della nuova batteria BT-DN110 che supporta la funzione Bluetooth. 
La batteria integra un chip di memoria in grado di gestire le diverse funzioni e una potenza maggiore, necessaria per via delle cambiate multiple e “automatiche”, full Synchronized Shift e Semi Synchronized Shift. L’aggiornamento del firmware è possibile con la app e-Tube Shimano, tramite cavo collegato al pc, oppure via Bluetooth con tablet e smartphone. Se il firmware viene installato correttamente, la semplicità di interpretazione della modalità in utilizzo è assolutamente semplice, grazie ad una sequenza di led sulla centralina esterna (chiamata in termine tecnico junction box).
Il pulsante esterno al box permette di selezionare tre differenti modalità di utilizzo e la luce indica con precisione qualche funzione si va ad utilizzare. Il led rosso e fisso indica la funzione della trasmissione manuale, il doppio lampeggio la funzione automatica (Full Synchronized Shift), lampeggio triplo la modalità semi automatica (Semi Synchronized Shift). L’obiettivo dei tecnici giapponesi  è quello di offrire una trasmissione totalmente configurabile in base alle necessità, e alle esigenze del ciclista e del percorso, in modo che egli possa concentrarsi soprattutto sul gesto atletico, ottimizzando la prestazione.  
Che cos'è il Synchronized Shift ovvero trasferimento sincronizzato? E' una funzione che consente ai ciclista  di concentrarsi solo sullo spostamento verso l'alto o verso il basso della corona sulla guarnitura, mentre il sistema Di2 sceglie automaticamente la giusta combinazione di ingranaggi sia dal deragliatore anteriore e posteriore cioè sulla cassetta pignoni. Anche in modalità sincronizzata Shift i ciclisti hanno pieno controllo sul deragliatore anteriore. La sincronizzazione di Shifting è stata progettata per completare invece di sostituire lo spostamento manuale ed è particolarmente utile quando si utilizzano sprint, in salite lunghe oppure "menate" in modalità crono per la versione Dura Ace. 
Ecco il link del lancio CLICCA QUI     Saluti ciclistici 


Ecco come funziona il meccanismo Synchronized Shifting con un pacco pignoni 11/28. La catena viene selezionata automaticamente sulla combinazione più lineare possibile.


Passoni.

Pubblico il materiale informativo inviatomi dalla Passoni, e come sanno i miei lettori, non è mai una cosa scontata. Sul mio blog seleziono i comunicati stampa e il materiale informativo inviati dalle ditte perché sono un blogger indipendente che sceglie solo il meglio, e sono libero di esserlo e di farlo. Sul mio blog, tutto è passione, il resto è noia e come tale qui non troverà spazio. Oggi parlerò di Passoni. E non lo faccio usando la solita terminologia consunta, quella etichettata Made in Italy. Sappiamo benissimo, che dietro l'etichetta del Made in Italy, non c'è sempre un prodotto realizzato esclusivamente in Italia; talune volte, c'è solo un prodotto realizzato parzialmente in Italia, considerato che vige una normativa europea, che permette ai produttori di usare l'etichetta Made in Italy, realizzando anche solo una fase della produzione, come per esempio, la verniciatura. E quindi, ci sono prodotti venduti con l'indicazione Made in Italy, realizzati all'estero, nella quasi totalità delle fasi della produzione. Sappiatelo. Per non parlare di qualche marchio italiano, che produce all'estero, in stabilimenti di sua proprietà; in questo caso, il Made in Italy è un diritto acquisito per "proprietà di marchio" e non per essere una manifatturiera italiana. Ovviamente questo non inficia la qualità del prodotto, anzi in molti casi, affidarsi a produttori stranieri, è un modo per avere un  prodotto di qualità assoluta, diminuendo i costi di produzione e per l'effetto massimizzare i ricavi. Fatta questa premessa, è arrivato il momento di spiegare il mio intento prossimo. Dopo anni di test su prodotti esclusivamente standard, con l'unica eccezione del telaio Viner, sono arrivato alla conclusione che, i telai topo di gamma, hanno raggiunto più o meno lo stesso standard, ( anche se il "più" fa ancora la differenza). Certo ultimamente qualche produttore ha realizzato telai con brevetti di terzi ( per esempio il Countervail della Bianchi), che a mio giudizio, fanno la differenza, nell'ambito dei telai standard, cioè quelli realizzati non su misura. Arrivata a questo punto, mi chiedo se con un prodotto personalizzato possa raggiungersi la performance inarrivabile dalla concorrenza. Insomma mi chiedo se un telaio realizzato con tubazioni artigianali e su misura, possa essere il telaio ideale. Del resto pedalare con un telaio misurato sulle quote antropometriche in linea di massima potrebbe massimizzare la prestazione, mantenendo i parametri di altri fattori, come la qualità dei materiali, le geometrie, la cura della realizzazione, eccetera. Per questo inizio a trattare l'argomento del telaio artigianale. Inizio con l'introdurre Passoni, un prodotto concepito, realizzato e personalizzato esclusivamente in Italia, e in questo caso, più che Made in Italy, conierei il termine, Total Made in Italy. Ci sono ciclisti per cui arriva il giorno di pensare alla bicicletta in una dimensione diversa, direi di nicchia, ma soprattutto esclusiva, non esasperata e personalizzata. La regola è sempre e sola una: il cicliSta non deve adattarsi al telaio, ma è il telaio che deve adattarsi al ciclista. E quando scrivo ciclista, non mi riferisco unicamente, alle misure antropometriche, all'assetto basic e a quello avanzato, ma anche al modo pedalare e di andare alla ricerca delle emozioni in sella alla fedelissima a due ruote silenziose. Cerco emozioni che nascono da prestazioni personalizzate, quindi da un accelerazione diversa dal telaio standard, un confort assoluto, una rigidità torsionale che ottimizza la prestazione del proprio corpo. In buona sostanza da ciclista evoluto e veterano, mi chiedo se il mercato sia in grado ancora di fare la differenza oltre il limite dello stato dell'arte. Un telaio che mi assomigli con il quale condividere la strada fino all'ultimo chilometro della mia vita. Troppo spesso i ciclisti ricorrono il mercato, passando da un telaio all'altro, da una ruota all'altra, senza mai avere il tempo di riflettere, e pensare che questa spasmodica corsa, assomma  i costi e molto spesso il prodotto non è quello giusto, se non si ha l'opportunità di provarlo. Per questo  consiglio di evitare di spendere soldi, inutilmente, per avere a tutti i costi l'ultima novità che spesso non è mai migliore. Basti pensare alle ruote possedute durante la carriera di un ciclista amatoriale, la cui somma è maggiore, di una ruota blasonata come per esempio la Lightweight, la cui prestazione è inarrivabile per la concorrenza. Eppure ci sono ciclisti, che pensano di risparmiare non acquistando una ruota di tale livello. Ingenui. Allo stesso modo, occorre ragionare pensando al telaio. E allora mi viene voglia di mettermi alla ricerca di questo telaio di nicchia, non pubblicizzato dai corridori professionisti, i quali non lo usano perché lo scelgono, ma perché vengono pagati, anche con i soldi dei consumatori, un telaio non inflazionato dalla scelta compulsiva di orde di ciclisti, assetati da idolatria indotta dal marketing. E ogni anno si ripete la caccia spasmodica alla novità che non è sempre una novità. Ecco perché c'è bisogno di studiare prodotti alternativi. Inizio con i telai Passoni. Ovviamente come è regola del blog, quello che conta è solo il responso della strada. Quindi mi riservo di recensire un prodotto Passoni per capire se fa la differenza. Tanto per capirci di cosa stiamo parlando. Il prodotto in titanio, è una sfida. Come la saldatura dei tubi in titanio; è sufficiente una micro polvere per aprire la saldatura. Ecco perché i telai in titanio non sono tutti uguali, e soprattutto se realizzati a regola d'arte sono i più longevi, anzi durano più della vita del ciclista 😉. Questioni tecniche a parte,  mi piace guardare le immagini dei prodotti Passoni, italiani, esclusivi, in titanio, in acciaio e finanche in carbonio innestato su tubazioni e congiunzioni in titanio. Se penso che le tubazioni dei telai Passoni in acciaio sono Columbus, mi viene da sorridere pensando a quanti ciclisti non sanno cosa significa Columbus per la storia della bicicletta. Se penso che ci sono artigiani italiani che realizzano tubi, congiunzioni e saldature, da soli, in uno stabilimento nostrano, senza imitare nessuno, anzi, diventando per questo il vero made in Italy, allora penso che la qualità ha una storia e un prezzo non comune, che merita la nostra passione e la nostra fugace vita di ciclisti senza tempo.  Saluti ciclistici.
E prima del catalogo, guardate questo video realizzato nello stabilimento di Vimercate (MB)
CLICCA QUI
Artigiano italiano salda le tubazioni dei telai Passoni nello stabilimento di Vimercate (MB)
IL CATALOGO PASSONI.......


































Tubazioni in Titanio

Tubazioni in carbonio innestate in tubazioni e congiunzioni in titanio. Forcella in carbonio.

Tubazioni e congiunzioni in acciaio Columbus. Forcella in carbonio.

lunedì 17 aprile 2017

Tufo Extreme

Ricordarsi che il liquido antiforatura Tufo Extreme con il tempo se non viene usato si secca e diventa gommoso !!  Quindi consiglio entro circa 6 mesi dall'acquisto di utilizzarlo, comunque anche se non avete forato, come liquido anti foratura. Al momento dell'acquisto controllate che sia fluido e non addensato anche parzialmente 😉😉. Saluti ciclistici 

giovedì 13 aprile 2017

Il telaio giusto

Dopo alcuni test comparati tra telai top di gamma di diverso peso e stesso segmento-tipologia di mercato ( esempio, segmento top di gamma, tipologia salita), posso scrivere a ragion veduta che i telai meno leggeri sono i più performanti.  E' determinante oltre alla tipologia del carbonio, la distribuzione del peso, in modo che la prestazione-risposta del telaio sia equilibrata su ogni terreno. A scanso di equivoci, ciò non significa, che il telaio meno leggero è più performante di quello più leggero. Il telaio più leggero non è più performante se non è rigido torsionalmente ed equilibrato nella distribuzione dei pesi. Di solito i telai meno leggeri sono più rigidi e più equilibrati. Saluti ciclistici 

mercoledì 12 aprile 2017

Bianchi Oltre XR4. Opzione curva standard.

La Bianchi Oltre XR4 e' dotata di serie di un manubrio aero integrato che in quanto tale ha misure standardizzate, le quali possono essere un problema in caso di assetti avanzati che necessitano di attacco e curva di misura diversa. Ultimamente ho visto montati curve e attacchi standard su Bianchi Oltre XR4 usate dai ciclo amatori, ma anche dai corridori prof della Lotto Jumbo. Ritorno su un consiglio. Comprare una bdc con manubrio integrato o un manubrio integrato e' sempre un rischio che non vale la pena prendersi, considerato che da telaio a telaio si potrebbe avere la necessità di usare attacchi e curve con misure diverse; per non parlare della difficoltà di vendere una curva integrata usata. Saluti ciclistici. 

martedì 11 aprile 2017

Ritiro in altura. Cautela e criterio.

Paolo Slogo, preparatore atletico di Vincenzo Nibali, in forza al team arabo, Bahrain Merida, ha reso noto, qualche dato sommario relativo al ritiro in altura, del suo atleta e del manipolo di gregari al seguito. Riporto testualmente "Teide giorni/2 di viaggio/2 di riposo attivo/11g allenamento 1425km in 50 ore in sella con 28.924 m dislivello." ( fonte Paolo Slongo). 
Colgo l'occasione per spiegare alcune nozioni in merito al ritiro in altura, che peraltro ho avuto modo di fare, più volte, nella mia vita di ciclista amante della montagna. Sull'argomento si è creata tutta una letteratura scientifica interessante al quale vi rimando.  Qui cercherò solo di introdurre l'argomento allo scopo di evitare che qualche sprovveduto voglia cimentarsi nella pratica senza avere la consapevolezza delle differenze.  Il periodo di altura va da i 20 ai 30 giorni. Preliminarmente va fatto un distinguo. Il ritiro in altura, a quote dai 1600 metri e i 2000 metri (altezza tipica delle Alpi) ha una incidenza minore per quanto concerne gli effetti negativi sul nostro organismo rispetto al ritiro in altura a 5000 metri ( tanto per capirci il New Mexico). Basti pensare per esempio ai livelli dell'ormone della leptina ( quello che regola il nostro appetito e il metabolismo) non risultano cambiare rispetto al livello del mare. Tuttavia sia chiaro, che il ritiro in altura tra 1600/2000 metri dal livello del mare, è da fare con estrema cautela, laddove si eseguono tabelle di allenamento importanti, come nel caso dei corridori professionisti ( che raccomando di non imitare mai). In tal caso è assolutamente necessario, per il mantenimento della salute, il monitoraggio e l'assistenza da parte di un pool di esperti come medici, nutrizionisti. Il motivo è principalmente quello  della perdita di massa muscolare ovvero della massa magra. In tal caso, gli esperti hanno documentato che alcuni fattori a rischio come l'ipossia ( il basso contenuto di ossigeno nel sangue) , il bilancio energetico negativo ( cioè il rapporto dispari tra energia introdotta e quella spesa; in altre parole, le calorie assunte con il cibo sono inferiori a quelle spese con l'attività fisica), e un insufficiente assunzione di proteine di alto valore biologico ( cioè proteine di livello qualitativo superiori, come  quelle della carne e delle uova),  riducono la capacità del corpo di sintetizzare proteine, con la conseguenza della perdita della massa magra ovvero muscolare. L'effetto in questo caso sarebbe devastante. E' assolutamente fondamentale sapere che in altura, la spese energetica è talmente elevata che una moderata attività fisica è equiparabile ad una fatta ad intensità medio alta a livello del mare. La perdita di massa magra comporta una perdita di capacità aerobica, forza muscolare, prestazione fisica e della capacità immunitaria. Insomma pedalare in altura non è come pedalare a livello del mare. Comunque la perdita di massa magra ad alture inferiori a 5000 metri, è assente se controbilanciata dall'assunzione di un carico proteico adeguato. Questo spiega la scienza e questo ho imparato. Devo dire che per esperienza diretta, lo sforzo energetico, in altura è straordinario; lo senti quando spingi e cerchi di fare agilità alla frequenza di pedalata a cui si è abituati quando ci si allena a livello del mare. E' come se respirassi attraverso un piccolo tubo. La rarefazione dell'ossigeno, la temperatura più bassa, soprattutto a prima mattina, quando mi è sempre capitato di pedalare, per scelta tecnica ( a mattina la mente va a 200 km/H come ho verificato durante gli anni di studi liceali ed universitari) e scientifica ( a prima mattina il livello di risposta del corpo è migliore), rendono il gesto atletico anche di un ciclista amatoriale, complicato e selettivo. Ma perché allenarsi in altura ? Per aumentare la capacità aerobica, migliorare al capacità di utilizzo e di trasporto dell'ossigeno nel sangue. Ovviamente i benefici si sentono quando si ritorna a pedalare a livello del mare, dopo circa 7 giorni dal rientro. E vi posso assicurare che è tutto vero. Considerate che vivo accanto al mare, quindi per me, i benefici sono massimi. Il tutto lo faccio senza pretese agonistiche, ma come conseguenza positiva, della mia passione per la montagna, e per quello che ho definito il ciclo alpinismo, cioè pedalare in quota. Concludo consigliando di allenarsi in altura con criterio e scienza. Non serve a nulla pedalare con cardio frequenzimentro, computer e satelliti, se non lo fate con la consapevolezza dei limiti personali e ancor peggio senza conoscerli ovvero conoscervi. La montagna non perdona. Va rispettata, come il nostro corpo e la nostra mente. Saluti ciclistici. 

Assenza di vegetazione, neve sparsa, strade strette, sono sintomi dell'alta quota. Qui scalavo il Galibier ( doppio versante).
Tenerife- Nibali e gregari si allenano in altura.


lunedì 10 aprile 2017

Bianchi Oltre X3

Pubblico il comunicato stampa della Bianchi relativo al lancio del nuovo modello Oltre XR3 che va ad aggiungersi alla piattaforma dei modelli aerodinamici del brand italiano. La linea è quella della sorella maggiore XR4 con qualche grammo in più. Penso che l'introduzione della Oltre XR3  sia il passo successivo diretto a "Countervailizzare" ( un acronimo di mia invenzione 😉) la gamma Bianchi, un innovazione step by step. I vantaggi sono evidenti per chi conosce già i nuovi prodotti Bianchi. Per gli altri, consiglio di partecipare agli eventi Bianchi in cui è possibile pedalare sulle biciclette "Countervailizzate" ( un acronimo di mia invenzione 😉) .
Come da tempo scrivo, ricordate che il telaio aero non serve a nulla, se il ciclista non assume e mantiene una posizione aero. In pratica pancia a terra, come si dice in gergo, quando occorre menare a tutta. In altre parole, presa bassa, gomiti stretti, spalle abbassate e schiena piatta. In pratica una sorta di "tortura" per guadagnare poco, considerato che sulla strada, diversamente dalla galleria dove vengono testati i telai e i componenti aero,  ci sono altri fattori che frenano la bicicletta, oltre al vento, per esempio, i semafori ( a proposito è obbligatorio fermarsi con il rosso), il traffico, il risucchio e/o lo spostamento delle scie dei mezzi pesanti, e ciliegina sulla torta, la posizione da MTB assunta dal 90% dei ciclisti stradisti, o come la definisco da tempo, posizione Cobra 😀. Ciò detto, i telai aero sono i meno confortevoli, tenuto conto anche della loro particolare rigidità. Ora considerato che il Countervail da me testato sulla Bianchi Specialissima CV, contribuisce davvero a ridurre l'affaticamento muscolare, derivante dalle vibrazioni del telaio sulle asperità della strada, credo che il Countervail, possa aiutare a mantenere più a lungo la posizione aero, in sella, rispetto ai modelli concorrenti. Comunque una Oltre si acquista a prescindere, per godere della sola bellezza. La Bianchi Oltre XR3  è destinata ad un ciclista che predilige la pianura e tratti in discesa, e alterna percorsi veloci e collinosi. Mi raccomando non mi chiedete se va bene in salita. Lo ripeto. Un telaio aero non è destinato alle salite alpine. Non fatevi fuorviare dai prof che vedete alla TV e sui social usare i telai aero. Quelli pensano solo a vincere e non danno molta importanza a quello che usano. Altrimenti non si spiegherebbero scelte dei materiali che nemmeno un ciclista dilettante farebbe. Per la salita c'è la Bianchi Specialissima CV. Punto e basta. Se poi volete trovare una giustificazione motivazionale per rendere la Oltre XR3, ottima anche in salita, fate pure. Alla libidine non c'è limite 😉.
 Per quanto concerne il carbonio utilizzato, va detto che la Oltre XR3 è un monoscocca realizzato con fibra HR (alta resistenza) e HM ( modulo medio) intrecciate con materiale visto elastico Countervail. L'intreccio è unidirezionale. Peso 1.100 grammi in taglia 55. Il movimento della scatola centrale è l'ottimo Press Fit 86,5 x41. A vederla si può pensare che anche questo nuovo modello di Oltre, abbia una struttura tale da renderla una bici da corsa veloce e ben bilanciata, dotata di profili aerodinamici di particolare bellezza e con una risposta rigida della struttura della scatola del movimento centrale, del carro posteriore e del tubo sterzo. Non sfugge la scelta del manubrio tradizionale di serie, di tipo conico, e dell'attacco normale, invece del manubrio integrato aero della Oltre XR4. Sul punto devo dire che alcuni corridori del team Lotto Jumbo usano questa opzione anche sulla Oltre XR4. Per quanto riguarda il prezzo, preannuncio che sarà ottimo, considerato il segmento del mercato.  Saluti ciclistici.











sabato 8 aprile 2017

La chiave dinamometrica. Utilizzatela 😉 !!!

Quando vedi una cosa simile, ti chiedi se nel mondo contemporaneo, sia possibile ancora essere disinformati o istrionici, ciclisticamente parlando 😂. Hai voglia a spiegare che per risolvere ogni problema di serraggio è sufficiente utilizzare una chiave dinamometrica ed osservare la pressione di servaggio consigliata dal produttore. Comunque fino a qualche tempo fa, neanche troppo lontano, c'erano meccanici che stringevano ad occhio, a sensazione 😂 !!  E forse qualcuno degli irriducibili resisterà ancora nella sua "isola" preistorica.  Ne ho visti di reggisella spaccati e non solo😉 !!! Saluti ciclistici.


giovedì 6 aprile 2017

Il nuovo Pinarello eDSS 2.0 alla Roubaix 2017.

Pubblico il comunicato stampa ricevuto dalla Pinarello e  relativo al nuovo eDSS 2.0 (Electronic Dogma Suspension System) sviluppato per il telaio Dogma K8-S, utilizzato ieri per la prima volta alla Scheldeprijs da Ian Stannard e che sarà utilizzato alla Parigi-Roubaix domenica. Saluti ciclistici. 



mercoledì 5 aprile 2017

Ciclo emozioni.

L'ho girato qualche giorno fa, mentre mi allenavo !!! Il fenomeno unico è stato avvistato lunga la Riviera d'Ulisse. Sembrava di essere sulle Alpi, quando dalla cima più alta, si vedono le nuvole in basso !!! Saluti ciclistici. 

mercoledì 29 marzo 2017

Grammomania: Deda Elementi Superleggero RS.

E' il nuovo attacco in lega leggera 🔝del marchio italiano realizzato con il migliore alluminio quello denominato 7050. La particolarità è che il rivestimento è ceramizzato e viene denominato Duracer. Viteria in Titanio. Per chi non lo sapesse, è consigliabile usare l'attacco manubrio in alluminio; è più rigido di quello in carbonio. In collaborazione con il rivenditore Falasca Cicli. Saluti ciclistici.  
. Saluti ciclistici. 

lunedì 27 marzo 2017

HEROIN BIKES. Test Work in progress.

Ricevo dal manager del marchio, Nicolas Piquet Guatier, la broucher Heroin Bikes, che spiega che sono realizzati, anche su misura, in Italia, per conto del marchio francese. Caro Nicolas anche per te vale la regola del blog: non esprimo pareri sulla carta, ma solo sulla strada. Testo e recensisco 😉Saluti ciclistici.