mercoledì 25 luglio 2012
martedì 24 luglio 2012
Pianeta Trek, direttamente dalla Francia.
| Un modello raro di Trek Madone 6.9 SSL realizzata con Project One e ruote Bontrager Project One |
Trek è un marchio che consente ai suoi clienti di essere seguiti ed assistiti ovunque essi pedalino. Queste immagini le ho scattate in occasione delle mie scalate sulle Alpi francesi.
mercoledì 18 luglio 2012
Il mio diploma de La Montèe de l'Alpe d'Huez
18 luglio 2012. Il cielo azzurro e la temperatura fresca delle Alpi, a prima mattina, rigenerano la pelle. Oggi ho pedalato sulle strade della leggenda del ciclismo. Le scritta verniciate dai tifosi del Tour de France, dipinte sull'asfalto, i cartelli con il nome dei vincitori della tappa lungo i 21 tornanti, stretti e alti, come una rampa verso il cielo, veri e propri gradini della montagna, tanto alti, da spingerti all'indietro, la ricorderò per sempre, la mitica salita dell'Alpe d'Huez, chiamata dai francesi, la Salita.
L'ho percorsa, il giorno dopo l'arrivo, in terra francese, senza il necessario adattamento all'altitudine, con un caldo anomalo, pedalando solo con il cuore e le emozioni, guardandomi intorno, per non perdermi nulla di quella ascesa, diventata la Leggenda. Uno spettacolo, una suggestione incredibile, tanto che quelle immagini, evocano le grida dei tifosi, al passaggio dei corridori e il loro respiro duro.
Come è consuetudine, ho ricevuto il diploma con il tempo dell'ascesa. Non male, se penso che vado a riso ed acqua e sono salito senza pensare a fare il tempo, ma solo con il desiderio, di sentire gli odori, le immagini e i suoni della tappa più famosa della corsa più prestigiosa, il Tour de France; un tempo di ascesa onesto, se paragonato a quello fatto dai vincitori, ovviamente fatti i dovuti paragoni CLICCA QUI
Per il reportage CLICCA QUI
| La partenza da Bourg d'Oisans |
| Il traguardo della tappa del Tour de France e della mia cronoscalata |
Come è consuetudine, ho ricevuto il diploma con il tempo dell'ascesa. Non male, se penso che vado a riso ed acqua e sono salito senza pensare a fare il tempo, ma solo con il desiderio, di sentire gli odori, le immagini e i suoni della tappa più famosa della corsa più prestigiosa, il Tour de France; un tempo di ascesa onesto, se paragonato a quello fatto dai vincitori, ovviamente fatti i dovuti paragoni CLICCA QUI
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giovedì 12 luglio 2012
La Ciana (parte II)
Un aggiornamento del post
http://pedalareversoilcielo.blogspot.it/2011/01/luniversita-delle-salite-pontine-la.html
...qui le chiacchiere non servono, ci vuole sudore e forza anche mentale. Il 26 giugno 2012 l'ho scalata due volte. Rapporto usato: 34/23-25.
http://pedalareversoilcielo.blogspot.it/2011/01/luniversita-delle-salite-pontine-la.html
...qui le chiacchiere non servono, ci vuole sudore e forza anche mentale. Il 26 giugno 2012 l'ho scalata due volte. Rapporto usato: 34/23-25.
......e ci ritorno quando ho bisogno di ascoltare il silenzio e di respirare aria pulita; una fuga impegnativa dalla quotidianità che vale la pena di fare. Ma non è una passeggiata. Saluti ciclistici.
mercoledì 11 luglio 2012
Ottavio Bottecchia, un mito sfortunato, ma vero !!!!
Il ciclismo dei tempi passati è eroico. Lo è per le condizioni in cui correvano e per le storie personali, a quei tempi caratterizzate soprattutto da una estrema povertà. Tra questi campioni c'è Bottecchia. Ci sono due episodi che meritano di essere raccontati per capirne il valore. Il primo. Bottecchia non faceva volate in Italia perchè premiavano solo il primo arrivato e lui decise di non sacrificare la sua bici perchè non aveva i soldi per acquistarne una nuova !!!! Lo fece poi in Francia perchè lì, premiavano fino al quindicesimo arrivato. Il secondo. Bottecchia nonostante che vincesse i Tour non aveva abbastanza soldi per acquistare una casa. Lui aveva origini molto umili. Ebbene pensate un giornale italiano invitò i propri lettori ad offrire una lira per aiutarlo ad acquistarla. L'idea ebbe successo e finalmente il grande, ma sfortunato campione italiano, riusci ad averne una. Una curiosità: tra i sottoscrittori ci fu anche un certo Benito Mussolini. Morì in circostanze misteriose, mentre si allenava da solo, per le strade del suo paese di origine. Quella mattina, a colazione, consumò solo otto uova e il marsala. Era solito mangiarne dodici e portare altre con sè. Quella mattina uscì senza gregari. Come dire, quando si ha un appuntamento con il destino, accade sempre qualcosa di insolito. Saluti ciclistici.
martedì 10 luglio 2012
Quando finirà questo strazio ?!
L'U.C.I. ha vietato l'uso di biciclette per le gare professionistiche che hanno un peso inferiore ai 6 chili e 800 grammi. Io non ho mai capito il perchè visto che uso una bici dal peso di 5 chili e 830 grammi e non ho problemi di prestazione e di sicurezza. Mi chiedo invece quando l'U.C.I. vieterà un peso inferiore al peso forma per i ciclisti professionisti ?
venerdì 6 luglio 2012
Vergognati !
Ho visto un corridore, tale Farrar, che al termine della tappa corsa ieri al Tour de France, andava a cercare un altro corridore, per picchiarlo. Pensava che fosse stato responsabile della sua caduta. Ora senza entrare nello specifico della questione, che peraltro sembrerebbe del tutto infondata, quello che mi ha dato un particolare fastidio, è stato il modo in cui, Farrar, una volta avvicinatosi, alla zona dove si trovava l'altro corridore, scendeva dalla sua bici, e la scaraventava per terra, per continuare a camminare a piedi verso il suo obiettivo. E' scandaloso vedere sbattere per terra, una bici dal costo di 8/10 mila euro, da una persona, che senza sacrifici economici, ha la possibilità di usarla per guadagnare soldi. Credo che Farrar deve vergognarsi. Ci sono ciclisti amatoriali che sognano di avere una bici come quella che lui scelleratamente ha dolosamente danneggiato in modo incivile e plateale; che fanno molti sacrifici personali, per acquistarla, e la considerano come una compagna di viaggio, di avventura, di gara. E lui, il fortunato, perchè trattasi di persona fortunata, considerato che lo pagano per pedalarci sopra, cosa fa ? La usa per sfogare la sua rabbia !!!!! Non ho parole per definire un simile gesto. Che si vergogni e chieda scusa alle persone che lavorano e si alzano la mattina presto per sbarcare il lunario; che nella vita devono sempre fare sacrifici per avere una vita dignitosa. Recuperi il senso della realtà, il Farrar, e impari che la rabbia può diventare forza se si usa il cervello, in gara. Impari che il ciclismo è sport di coraggio, dove le gambe sono azionate dalla mente. E' uno sport nobile, dove l'avversario si rispetta. Non è un mero esercizio muscolare. Se fossi il suo direttore sportivo, lo multerei, e con quei soldi, visto che ne ha tanti, acquisterei bici per i bambini del terzo mondo, che certamente non la getterebbero per terra prima di litigare. Quelli sognano il piacere di pedalare, liberi e felici. Ma questo non puoi spiegarlo ad una persona fortunata ed immatura. Che presto, molto presto, si accorgerà, che la vita è molto dura, una volta che i riflettori della TV si saranno spenti per lui. E allora capirà quanto è importante apprezzare il valore delle cose, comprate con i sacrifici. Vergognati.
domenica 1 luglio 2012
La Trek Domane di Cancellara
Ecco la Trek Domane che Cancellara userà nella tappa odierna del Tour de France. Ovviamente vestendo la maglia gialla di leader della classifica generale, la bici di Cancellara è tutta gialla. Possiede la bellezza delle forme elementari. L'essenza della tecnologia avanzata che non ne trasfigura, ma ne esalta la linea. Una curiosità: la Domane, realizzata dai tecnici della Trek su indicazione di Cancellara, al Tour viene usata solo in un unico esemplare, dal campione svizzero.
http://pedalareversoilcielo.blogspot.it/2012/06/trek-domane-semplicemente.html
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